ALLORA IO DICO LIBERIAMO ANCHE L' OMICIDA DI TREVISO

ALLORA IO DICO LIBERIAMO ANCHE L' OMICIDA DI TREVISO

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

Io propongo un appello e una mobilitazione internazionale per Laura “subito libera”. Chi è costei?

È Laura De Nardo (nella foto), la donna di 61 anni di Conegliano (Treviso) che è stata sbattuta in galera perché accusata di aver tradito il marito e poi di averlo fatto accoppare da un paio di suoi amanti. Che differenza c’è con Sakineh, l’iraniana per la quale tutto il mondo occidentale s’è mobilitato, che dopo aver tradito il marito è accusata di averlo fatto accoppare dal proprio amante?


Certo, la De Nardo ha confessato alla polizia, mentre, per quel che ne sappiamo, Sakineh solo alla tv iraniana. Inoltre, la De Nardo rischia solo l’ergastolo mentre il rischio è che Sakineh sia condannata alla lapidazione, che è una pena ripugnante. Ma buona parte della mobilitazione occidentale non chiedeva semplicemente che all’iraniana fosse risparmiata una punizione così arcaica e inccettabile, voleva Sakineh “subito libera”.

A seguito, ”L'IGNOBILE ARTICOLO DI MASSIMO FINI SU SAKINEH” (Gianluca Bifolchi, subecumene.wordpress.com);

Davanti a una gigantografia della bella Sakineh che, per iniziativa del governo italiano, campeggia da giorni davanti all'ingresso di Palazzo Chigi (pretendo che la stessa iniziativa sia presa per la 61enne De Nardo, che a differenza di Sakineh è vecchia e per nulla attraente, non potendo nemmeno immaginare che le femministe italiane, che tanto si sono battute per l'iraniana, facciano dei distinguo di questo genere), il ministro degli Esteri Frattini e quello per le Pari opportunità Carfagna hanno dichiarato: “Finché Sakineh non sarà salva e libera il suo volto ci guarderà dal Palazzo del governo italiano”.

Nelle molte manifestazioni che si sono svolte si inneggiava alla libertà di Sakineh. E nello stesso appello di Bernard Henri Lévy, che ha dato inizio alla campagna, se ne pretendeva la scarcerazione immediata. Ma da questo punto di vista Laura e Sakineh sono sullo stesso piano: non sono due perseguitate politiche, ma detenute comuni accusate entrambe dello stesso reato, l'uxoricidio.



Dice: ma non ci si può fidare dei tribunali iraniani. E perché mai ci si dovrebbe fidare di quelli italiani, quando sono 15 anni che il presidente del Consiglio, tanto certo dell'iniquità della nostra giustizia da pretendere di esservi sottratto per legge, va dicendo che “i giudici sono dei pazzi antropologici” e afferma che la Magistratura in Italia “è il cancro della democrazia”, concetti ribaditi in un recente convegno internazionale ad altissimo livello, cui partecipavano coreani, giapponesi, americani, canadesi, australiani, neozelandesi oltre che rappresentanti dei Paesi europei, sputtanando così l’Italia del diritto, e l’Italia tout court, davanti al mondo intero?

Quindi Laura De Nardo “subito libera”. E sono certo che Bernard Henri Lévy, difensore professionale dei “diritti umani” in ogni parte del globo, non si sottrarrà al dovere morale di firmare questo appello.



Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it/

21.09.2010

Commenti (54)

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    1. TitusI 22 settembre 2010

      La lotta va condotta con il cervello, Sakineh è stata frustata, questo lo trovo intollerabile, ma non si puo' non vedere che viene usata per criminalizzare l'IRAN con l'intenzione di creare un clima che permetta la guerra, e allora si che i morti si conteranno a milioni, le donne saranno brutalizzate e uccise come pure i bambini.

    1. maristaurru 22 settembre 2010

      Non capisco, fino a poco tempo fa, ogni condannato a morte in America provocava cortei e alti lamenti nel bel paese, che si è mosso ( giustamente) per risparmiare la vita a questo ed a quello, certo con una certa preferenza per i delinquenti del giusto colore politico, ma al cuore non si comanda, e comunque la pena di morte è una barbarie, ma lo è sempre o mai.

      Solo che leggendo questo e simili blog, si ha la certezza di un sospetto avuto da molti: gran parte dei tanti buonisti ed anime belle che ci hanno rotto le balle creando un sacco di problemi di ordine pubblico e traffico per manifestare contro la pena di morte, ancora una volta stavano USANDO delle persone per la loro miseranda lotta politica: andavano contro certa america che nob gli faceva allora comodo. Punto, dei diritti umani se ne strafregavano allora come ora, che arrivano a contorcimenti logici e forzature pure di condurre le loro miserevoli lotte politiche, miserevoli soprattutto perchè portate avanti con animo ottuso, chiuso e settario. Non solo l'Italia si muove per questa fumosa condanna, ma si evidenziano i problemi del premier, di quelli sappaite farne, se siete capaci un discorso a parte. Io non ho nulla contro L'Iran, ma non voglio in un mondo globalizzato che emerga e si affermi la cultura che sta già macchiando alcune sentenze nel nostro paese, della donna che riceve un diverso giudizio rispetto all'uomo: combattete se lo trovate giusto, per laura libera, cercate di sollevare l'opinione internazionale, ma fate le proteste col cervello e non con altre parti del vostro corpo ad altra funzione che il pensiero demandate. Sollevare un gallinaio a vita, è degradante

    1. radisol 22 settembre 2010

      tra un pò scopriamo pure che non è vero che l'Itan è uno stato teocratico .... e magari ci nascondiamo pure il fatto che il regime degli ayatollah collabora nell'attiguo Iraq con gli americani sostenendo un governo fantoccio gestito da entrambi ....

    1. TitusI 22 settembre 2010

      Bella provocazione, comunque non mi risulta, al di la di quel che si dice, che Sakineh rischi la lapidazione.

      Saluti

    1. lucamartinelli 22 settembre 2010

      incredibile che anche Massimo Fini creda alla bufala della lapidazione. Comincio a perdere le speranze. D'accordo sulla provocazione ma non posso non notare che alla fine, sotto sotto e nemmeno tanto sotto, la propaganda contro il paese barbaro continua anche ad opera di persone amiche di questo sito. naturalmente non sto dicendo che non possano avere le loro idee ma non accetto che siano disinformate. Qui non è ammissibile, è ammissibile per chi si fa infinocchiare dai trombettieri di regime. buona giornata

    1. Pellegrino 22 settembre 2010

      ..e la storia delle frustate ha come unica fonte il figlio...

    1. alinaf 22 settembre 2010

      Il tuo messaggio lo capiscono in quattro gatti, caro Fini.
      La propaganda ha fatto un ottimo lavoro nel caso di Sakineh.
      Si sono mobilitati in tanti , la pletora dei finti intellettuali e degli ipocriti difensori dei "diritti umani" , tutti con codazzo al seguito verso la meta prestabilita ; la demonizzazione dell'Iran . Ci tettano dentro in tutti i modi possibili, l'ultimo è questo e non sarà l'ultimo.
      Cià, butta giù la petizione che te la firmo anche se non serve ad una cippa e rimane un puro esercizio di sarcasmo. Ciao.

    1. VeniWeedyVici 22 settembre 2010

      Ma siamo proprio messi male, un premier indagato per STRAGE MAFIOSA i cui scagnozzi di governo sproloquiano per liberare un' uxoricida detenuta nel paese che e' il 2ndo partner commerciale dell' Italia. Paese di cui condivide, ricordiamolo, i metodi di lotta alla droga, che consistono nell' impiccare i pusher (e non solo) con delle gru dopo un processo sommario. E' grottesco... Il bue che dice cornuto all' asino. Una teocrazia che fa la morale a un' altra teocrazia, e hanno pure gli stessi colori nella bandiera.

      Presidente & ayatollah, imam che influenzano la politica in modo diretto, all' interno di uno stato totalitario islamico.

      Presidente & pontefice, cardinali, preti, arcipreti, diaconi e arcidiaconi che se non fosse per il fatto che il mondo ha cambiato gusti (non piu' masochista, ma sadico e ipocrita), applicherebbe ancora oggi pene ben peggiori di quelle presunte iraniane.
      Occidentali che dicono che c'e' la sharia e che l' Iran e' come l' Afghanistan (o l' afaghnishtan, come dicono quelli del PDL) sono semplicemente da prendere a calci nel culo con le scarpe da lavoro, vogliono scatenare la guerra piu' sanguinosa che l' umanita' abbia mai visto. Diamogliene tanti di calci, ne va delle nostre vite... altro che Sakineh!

    1. maristaurru 22 settembre 2010

      Per amore di tesi l'autore omette un particolare importante: nessuno ha inflitto 99 frustate a Laura e la tortura con cui estorcere confessioni non è nei nostri ordinamenti. I metodi che ancora usano in Iran sono molto simili a quelli della santa inquisizione che tanto santa non era ed operava parecchie e parecchie centinaia di anni fa, eppure a quei delitti, commessi in una società che li trovava normali, la Chiesa viene ancor oggi, dopo averne chiesto scusa, crocefissa.

      Se si vuole dissertare sui mali del nostro ordinamento della giustizia ce nè è per giorni, a partire dalle disfunzioni evidenziate dal caso berlusconi, a quelle evidenziate dai casi tipo Tortora e Sabani per dirne due, dove i magistrati che hanno danneggiato a morte dei cittadini, sono stati premiati, fino a i tanti casi di giustizia a più facce che si esercita verso i comuni cittadini giornalmente: quello che è permesso a me, è vietato a te.
      Oppure nelle cause civili o di lavoro: un impiegato reclama giustizia e la ottiene in base alle leggi, un altro , cambiato il giudice , si attacca, il nuovo giudice usa un cavillo o salta di leggere una riga della CTU, e non riconosce il medesimo diritto, è permesso con logica ferocemente ingiusta che permette aberrazioni a non finire.. non è giustizia, ma nessuno ci mette bocca.
      Tutto questo che ci azzecca col legittimo dubbio che a Sakineh la confessione sia stata estorta con la tortura in uno Stato non solo di primitiva cultura giuridica, ma assai chiuso e niente affatto trasparente?

      Laura ha confessato, il giudizio era pubblico, cosa che in Iran non sembra sia stato, nessuno sa, nessuno dice, l'avvocato teme per la sua vita, insomma se è per scrivere un titolo che si spera sensazionale, va bene, ma argomentare sul nulla mettendo di mezzo a giustificare la propria acredine contro il Premier, una donna verso la cui colpevolezza ci sono molti legittimi dubbi, mi sembra una follia senile.. detta senza offesa, da anziana ad anziano

    1. Gariznator 22 settembre 2010

      in iran non esiste la lapidazione

    1. littlepaul1967 22 settembre 2010

      Non mi sembra che il problema qui sia di "difendere" un "regime indifindibile" anche perchè non so quanti d noi lo conoscano davvero se non per quello che c raccontano i media... (e comunque personalmente al momento mi trovo bene dove sto)... si tratta solo di riflettere traendo spunto dalle palesi contraddizioni che la realtà ci offre

    1. radisol 22 settembre 2010

      D'accordo sulla provocazione .... rimane il fatto ... anche senza voler tenere conto che sul processo a Sakineh, o come diavolo si chiama, non si sa nulla, c'è pure qualche dubbio che ci sia mai stato ... l'omicida di Treviso - con le leggi italiane - comunque non ha subito frustate, non rischia nè la pena di morte nè tantomeno la lapidazione ma al massimo l'ergastolo, che peraltro io personalmente vorrei veder abolire ... Che in questa vicenda, come è stata trattata in occidente ( ma, in verità, solo in Francia ed in Italia ) ci sia molta strumentalità è del tutto evidente ... ciò non toglie che ogni difesa d'ufficio del regime teocratico iraniano mi sembra fuori luogo ... un conto è opporsi giustamente ad un eventuale attacco amerikano all' Iran .... un conto è mettersi a difendere un regime indifendibile .... e poi, anche se è un grande giornalista, Massimo Fini - per dirla con Benigni - ha dimostrato spesso di avere qualche problema col genere femminile .... e nel suo caso questo, quando l'argomento riguarda appunto le donne, falsa un pò tutta la prospettiva .... un pò come vale anche per Barnard ....

    1. littlepaul1967 22 settembre 2010

      Evvai Massimo... questa tua è davvero una bellissima provocazione che dovrebbe far riflettere tante anime belle di casa nostra ma che temo putroppo farà riflettere ben poche persone... non fa nulla è già comunque qualcosa.
      Il solo problema è uno: l'intima convinzione di quasi tutti (compreso il cosiddetto "uomo della strada") che la "nostra" civiltà sia la "migliore" e che abbia quindi il "diritto" di andare ad insegnare agli altri le cose giuste da fare.
      Non siamo la civiltà migliore, nemmeno la peggiore (come qualche estremista pensa), solo una delle tante. Ma, si sà, la superbia umana è la madre di tutti i peccati...

    1. wiki 21 settembre 2010

      SAKINEH SUBITO LIBERA ?...PROPAGANDA IMPERIALISTA ?

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