ALCUNE CONSIDERAZIONI DA PAOLO FRANCESCHETTI

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

A seguito di minacce giunte alla sua famiglia Paolo ha deciso di sospendere l'attività del suo blog, fonte preziosa di informazioni sulla recente storia d'Italia e sull'attualità dell'operato criminale di lobby e massonerie. Ne diamo notizia ai lettori pubblicando le considerazioni di Paolo su questi ultimi eventi e sulle gravi questioni sulle quali ha lavorato ultimamente, consapevoli come sempre che la più ampia diffusione di ogni notizia sia l'arma più potente contro minacce e pericoli personali e l'unico mezzo che, tramite la creazione di consapevolezza, porta alla libertà di tutti. Tutti noi di Comedonchisciotte siamo vicini a Paolo e alla sua famiglia e a Solange. N.d.r.



ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI FATTI DI QUESTI GIORNI E SUL BLOCCO DELL'ATTIVITA' DEL BLOG


DI PAOLO FRANCESCHETTI

paolofranceschetti.blogspot.com


Alcune considerazioni sui fatti di questi giorni e sul blocco dell’attività del blog


Come molti sanno, per tutto il mese di giugno non pubblicheremo più alcun articolo perchè a seguito delle continue minacce alla mia famiglia sono stato costretto a prendere una pausa di riflessione e Solange si è accodata a questa mia decisione.

Voglio fare alcune considerazioni in merito a questa situazione e fare il punto della situazione. Perdonate eventuali errori di ortografia e grammatica, ma non mi metterò a ricorreggere il testo.

Primo. E’ vero. La mia famiglia è sotto minaccia. Ma paradossalmente non è questo il problema. In passato siamo stati continuamente minacciati. Cosa ben più grave hanno cercato di farci fuori più volte. Almeno due volte a testa, me e Solange. Dico “almeno” perché ci sono altre situazioni (come quella relativa al giorno in cui trovai Solange prova di sensi e avvelenata) in cui non abbiamo capito se volessero uccidere, intimidire, o fare altro.
Il punto è che finché ti minacciano non c’è pericolo. Tanto è vero che quando hanno cercato di ammazzarci, non abbiamo avuto nessun presentimento. Nessuna minaccia. Io in particolare vivevo un periodo tranquillo e pensavo di essermi lasciato alle spalle l’incubo della massoneria, degli intrighi, dei sospetti, ecc…
Invece, senza preavviso…i sabotaggi alle moto a settembre del 2007 da cui ci salvammo per miracolo.
Quando il 2 gennaio di quest’anno tentarono di farmi la pelle, solo il preventivo avvertimento e intervento della Carlizzi mi salvò, perché lei molto più esperta di me in queste cose, ci chiamò apposta per avvertirci. Pur non avendo ricevuto minacce o altro, mi disse che oramai la mia vita era a termine, perché avevo commesso il peccato più grave che potessi commettere: rivelare i segreti della Rosa Rossa. Mi avvertì il 24 dicembre (una vigilia di natale che non scorderò facilmente); e il 2 gennaio successivo infatti scampai per un pelo alla morte in un albergo di Modena.

Per anni invece abbiamo subito minacce e intimidazioni varie. Ma la nostra vita non era in pericolo e ce ne rendevamo conto.
Lo è stata nei momenti in cui tutto pareva calmo.
Se quindi ora minacciano la mia famiglia, credo che questo sia un indizio che il pericolo non è immediato. Fabio Piselli mi correggerà se sbaglio… tanto siamo nel campo delle supposizioni e nessuno in questo campo ha la verità rivelata.

Lo scopo di queste manovre è quello di destabilizzare, far perdere le staffe ai miei, farmi litigare con loro, probabilmente creare problemi a me e Solange e dividerci. Come ha detto il mio amico Augusto, il primo che ha inquadrato la situazione: "vogliono distruggerti psicologicamente, perchè la distruzione psicologica, allo stato delle cose, per loro è meglio della morte".

Io quindi non posso decidere se continuare o no a svolgere questa attività e occuparmi di queste cose.
Ma sia chiaro. Il problema non è che “non posso mettere a rischio la vita dei miei familiari”.
Per me la mia vita e quella dei miei familiari hanno lo stesso valore della vita di qualsiasi altra persona. Le persone che tutelo, i morti a cui cerco di dare voce, le persone che vorrei si salvassero grazie alla nostra attività, il problema dei bambini massacrati e della strage di donne extracomunitarie che stiamo cercando di portare alla luce con Fosca, con quelli di Comedonchisciotte e Disinformazione, e con altri, valgono quanto me, quanto i miei fratelli, quanto i miei genitori.
Il problema però è che non posso decidere io, quali persone possono rischiare per la causa che combatto. Non posso decidere io se è importante proseguire e mettere a rischio i miei, oppure fermarmi. Perché domani grazie alla scelta che ho fatto, potrebbero uccidere un mio fratello o una mia nipote; e non sta a me decidere se questo è giusto o no.
Lo fanno, lo hanno fatto mille volte, questi poteri occulti che diventano palesi quando approfondisci un po’ il sistema.
Lo hanno fatto con Clementina Forleo, uccidendole i genitori. Lo hanno fatto con il giudice Imposimato, uccidendogli il fratello. Lo hanno fatto con magistrati meno conosciuti che non sono mai apparsi nelle cronache, come quel magistrato di Bari che l’anno scorso si stava occupando di una strage di donne in Puglia, un vero e proprio femminicidio; prima hanno tentato di ucciderlo, poi gli hanno gambizzato la ex moglie. Ma i media hanno ritenuto che la notizia non fosse interessante. Qualche centinaio di donne uccise ad opera di colletti bianchi, e un organizzazione criminale diffusa in diverse regioni, non meritano gli onori della cronaca. Anche il tentato omicidio di un giudice ad opera della sua scorta non è notizia degna di passare al telegiornale o su un quotidiano, perché c’è il rischio che poi qualcuno troppo curioso capisca che dietro a questi fatti ci sono dei politici di livello nazionale.
Lo hanno fatto con persone meno conosciute e meno note, come col mio amico Ciro, cui hanno ucciso due fratelli. Ma in fondo per i media non era importante riportare la notizia. Era “solo” un omicidio di camorra.
Lo fanno continuamente. Quindi è inutile nascondersi. Possono fare qualsiasi cosa anche alla mia famiglia.

Io in realtà non credo che fermarmi possa salvare né me né la mia famiglia, come giustamente ha scritto anche un lettore, in un commento all'articolo precedente.

In una situazione del genere non c’è niente da fare. Nulla possono fare le istituzioni; anzi, come ha detto la Forleo, i pericoli vengono proprio dalle istituzioni.
Non possono fare nulla i giornalisti eroi dell’antimafia, perché pare che oltre alla mafia, per loro, non esista altro.
Nulla potete fare voi lettori. Quello che si poteva fare è stato fatto.
Hanno contribuito a tenerci in vita fino ad oggi le diffusione delle riviste che riprendono i nostri articoli (disinformazione e comedonchiosiotte soprattutto) l’avere tante persone che ci hanno aiutato, a partire da Stefania Nicoletti, che si è anche subita “gli attacchi” indesiderati (ma previsti) di determinate persone, subito dopo il suo articolo su Pasolini.
E ovviamente c’è voluta molta fortuna, il giorno in cui ci hanno confezionato degli “incidenti” ad hoc.
Sono attacchi, minacce, e intimidazioni, contro cui non c’è possibilità di chiedere aiuto a nessuno, perché appunto, i pericoli vengono proprio dallo stato, sono eseguiti da persone pagate con i nostri soldi, e che poi magari indagheranno sulla denuncia che andremo a sporgere. E soprattutto perché sono attacchi così raffinati, e fatti in modo così subdolo, che raramente lasciano tracce, rendendo quindi difficile anche fare una normale denuncia, a meno che non si voglia rischiare di essere presi per pazzi o visionari. Sono queste “le menti raffinatissime” di cui parlava Falcone.
Sono menti raffinatissime che fanno annualmente centinaia di morti, la maggior parte suicidi o in incidenti stradali, oppure in incidenti aerei come quello recentissimo del Lago di Bracciano.

Ci sono, per come la vedo io, diverse altre armi; internet, una diffusione sempre maggiore della consapevolezza a tutti i livelli, ma soprattutto un’arma. Quella di avere una forte spiritualità e una forte fede, quale che essa sia, che porti a considerare ogni vita alla pari delle altre; e che consideri il lavoro e i beni materiali, come un semplice mezzo, uno dei tanti, per attraversare questa vita.
Per ora è grazie a queste convinzioni che siamo arrivati sin qui e avevamo superato indenni minacce, attentati, tentativi insidiosi di rovinarci economicamente e psicologicamente, di dividerci e farci litigare.
E’ grazie al vacillare di queste convinzioni tra le persone attorno a me, ora, che ci ritroviamo in un punto di stasi, di fronte ad una crisi familiare e nell’incertezza sul cosa fare.
D’altronde, sapevo che sarebbe successo, e anche io mi sono sempre domandato quale sarebbe stato il mio punto di rottura, visto che tutti ne abbiamo uno.
L’importante, comunque vada, è che certe informazioni vengano riprese, diffuse, e perfezionate da altri

Per molti anni ancora la maggior delle cose che abbiamo detto saranno considerate una follia, roba da visionari. Ma fra qualche decennio il sistema verrà allo scoperto perché oramai ha troppi punti deboli perché regga ancora a lungo. E’ un sistema che ha fatto troppi morti. E la recita di alcuni politici che fanno finta di essere l’uno contro l’altro, ma che sono assolutamente rose dello stesso roseto, è troppo palese perché anche la gente comune non inizi a capire che ci stanno prendendo in giro da diversi punti di vista.

A chi mi dice “come puoi essere così egoista da far correre rischi simili alla tua famiglia”, rispondo due cose. Prima di tutto che il concetto di egoista è quanto meno inappropriato quando è detto da chi, con questa frase, sottintende che dovrei starmene zitto di fronte a simili vergogne.
In secondo luogo non avrei mai immaginato un sistema del genere. Mai. All’inizio pensavo “semplicemente” di aiutare una persona in difficoltà giudiziarie. E siccome faccio l'avvocato, non il macellaio o il panettiere, e siccome ho una famiglia che, seppure in attuale crisi spirituale, mi ha sempre insegnato ad occuparmi degli altri, e principalmente di quelli di cui non si occupa nessuno, mi era sembrato giusto non tirarmi indietro.
Piano piano è venuto fuori questo sistema folle, di cui il padre della mia amica Solange era un esponente di spicco; un sistema che quindi abbiamo potuto conoscere da una posizione di privilegio, essendo questo padre nientemeno che nella Rosa Rossa, ed avendo lasciato alla figlia abbastanza documenti da ricostruire il sistema nella sua interezza, quando capì che lo avrebbero ammazzato.

A chi mi dice di diffondere di più queste cose e queste minacce rispondo così.
Che rispetto alle altre migliaia di vittime di queste situazioni in tutta Italia, noi siamo sempre fortunati. Perché con questo blog abbiamo avuto il massimo della diffusione possibile. Infatti a nessun giornalista di livello nazionale o locale queste informazioni interessano, dato che - perlomeno con riferimento ai giornalisti famosi che compaiono sempre in TV e giornali – queste cose le sanno già.
Voglio fare questo esempio.
Da anni la dottoressa XX., psicoterapeuta, si occupa di abusi sui minori, torture, e stragi. La dottoressa sa bene che fine fanno i 1000 bambini l’anno che secondo la polizia scompaiono ogni anno. Sa anche dove finiscono quelli che non vengono citati nelle statistiche ufficiali perché non verranno mai denunciati. Da anni mette tutte le sue ricerche in un sito incasinatissimo e quasi illeggibile, ma che dice delle cose terribili. Ha fatto anche delle denunce in varie procure.
La dottoressa vive e lavora a Torino.
Pensate che a qualcuno tutto questo interessi? Pensate che molti famosi giornalisti che vivono da quelle parti, ad esempio, e spesso si scagliano contro il bavaglio attuale dell’informazione, non sappiano tutto questo?
Si, lo sanno, ma il punto è che sono pagati per non passare queste notizie. Non sono pagati per trovare e poi divulgare le notizie ma sono retribuiti maggiormente per non passare determinate notizie.
Sono pagati per non dare voce alle centinaia di bambini uccisi in modo atroce. Per non dare voce alle centinaia di donne extracomunitarie senza permesso di soggiorno che muoiono negli snuff movies per mano di organizzazioni criminali che operano dalla Puglia al Veneto, su tutta la riviera adriatica. Perché quando scateni una guerra e fai milioni di morti oramai la gente si è abituata. Quando parli di Schifani amico di mafiosi è come sparare sulla Croce Rossa e oramai non ci fa caso nessuno e la destra non perde certo voti per questo (tanto la sinistra schiera persone con un passato e un presente anche peggiore, solo che meno divulgato). Ma se si dicesse che fine fanno i bambini e le donne uccise la gente non reggerebbe e ci sarebbe una rivolta. Si rivolterebbe anche la mafia di fronte a questo scempio (e in effetti a modo suo si è rivoltata, sotto il silenzio dei media ovviamente).
Questi giornalisti sono pagati poi per non dare voce alla famiglia del mio amico Ciro e ai suoi due fratelli uccisi, per non dar voce alle persone che da qualche anno oramai cerchiamo di tutelare e che si rivolgono al nostro studio dicendo “nessuno mi aiuta… perché nessuno crede a quello che dico e in procura mi spariscono i fascicoli e le minacce provenivano dagli inquirenti”.

Quindi qualunque sia la fine che farò, io sono stato fortunato, perché perlomeno la mia morte sarà stata utile a qualcuno e sono perfettamente consapevole della fine che farò. E perché io e la mia famiglia una voce l’abbiamo avuta.

Paradossalmente abbiamo avuto più voce noi di persone come De Magistris e la Forleo. Perché loro sono stati ridotti al silenzio e non possono far sapere quotidianamente, come noi, quello che ci succede; non possono essere utili ad altri, e la sostanza delle loro coraggiose inchieste verrà affossata da qualche loro collega che provvederà ad archiviare tutto.
Quindi ecco.
Rispondo che la cosa, dal canto nostro, è stata divulgata. Anche perché è stata divulgata correttamente e in modo completo, a differenza dei casi che arrivano ai media nazionali, ove la notizia è regolarmente manipolata.
E di più, allo stato attuale dell’informazione, e della giustizia, non si poteva fare.

**********

Non so quindi che decisione prenderò. Per caso mi sono ritrovato in questo incubo. Un po’ per caso e un po’ per fortuna ho capito un sistema che è fuori da ogni possibile immaginazione. Ora, con i miei familiari ci siamo dati un mese per riflettere. E sono sicuro che il destino mi sbroglierà questa situazione, in cui mi ha messo senza che lo volessi.

La decisione sul cosa fare in futuro, non spetta a me ma spetta alla mia famiglia al mio completo.

Mia madre (che ha insegnato anni religione, e ha sempre praticato la sua fede in modo coerente fino in fondo, in molte occasioni, dimostrandolo ancora una volta) mi ha detto “io ho 71 anni. In fondo non mi importa nulla. Tu fai quello che ritieni giusto, ma parlane con i tuoi fratelli”.
Mio padre, che inizialmente mi aveva sempre appoggiato addirittura spigendomi ad aiutare Solange quando io non volevo più aiutarla e invitandomi a rimanere con lei a casa quando dovevo cambiare, ora invece è preso da una comprensibile ansia, e ha cambiato completamente posizione ritenendo che la soluzione possa venire dal fermarmi e cambiare lavoro. Dobbiamo aspettare la fine del mese per sapere la sua decisione, come ci ha consigliato un prete che da anni è il mio consigliere spirituale.
E visto che mio padre in questo periodo non è molto incline al dialogo, vorrei ricordargli, quando dice "come hai potuto metterci in questo casino" che non potrò mai scordare quando avevo circa dieci anni e lui tornò a casa raccontando che aveva preso in auto un autostoppista che aveva palesemente dei problemi, e a causa di ciò era stato seguito da alcuni delinquenti. Alla domanda "perchè l'hai fatto se hai capito subito che questa persona aveva diversi problemi?" rispose "perché ho capito che altrimenti non l'avrebbe caricata nessuno". E quando ero piccolo i miei mi dicevano sempre "non giocare con chi ha tanti amici, gioca con coloro che sono rifiutati dagli altri; aiuta le persone che nessuno vuole aiutare".
Preso dall'ansia deve essergli sfuggito che, se io ho caricato nella mia vita una persona che non voleva caricare nessuno, ciò non è dovuto al fatto che sono impazzito. Ho solo giocato con una persona con cui nessuno voleva giocare, e nessuno aveva capito quanto era pericoloso questo gioco. Successivamente ne sono venute altre tutte con problemi analoghi e ora ce le carichiamo io e Solange insieme.
Mio fratello Andrea, dopo le minacce e intimidazioni, è rimasto tranquillo, e mi ha mandato un sms esplicito, invitandomi a stare calmo, dicendo che tanto se lo intimidiscono vuole dire che non vogliono ucciderlo, e aggiungendo: “fai quello ritieni giusto Paolino. Noi ti appoggiamo comunque…. Credo”. In fondo lui è stato sempre il più saggio della casa, e quel "credo" è la dimostrazione del suo carattere ironico ed equilibrato.
Mia sorella Lucia che vive in Germania ancora deve pronunciarsi ufficialmente. Ma mi ha detto che mi verrà a trovare nei prossimi giorni, perché capisce che forse non c’è più tutto questo tempo a disposizione per vedersi. E anche questo, in fondo è il modo più equilibrato di affrontare la situazione.
Con mio fratello Mario dovrò discutere nei prossimi giorni.

Agli inizi del mese di Luglio scriverò su questo blog la decisione dei miei e cercherò di rispettarla. Non so neanche se continuerò a fare l’avvocato, in futuro.
Qualunque lavoro faccia – per dare ai miei l’illusione di essere al sicuro – la mia vita è oramai segnata. Non fosse altro perché avrò sempre dentro di me le immagini dei bambini torturati per gli snuff movies, la dolcezza e la tranquillità della dottoressa XX. che vive da decenni in mezzo a questo orrori nell’indifferenza delle istituzioni e che cerca invano qualcuno che la possa aiutare, ma che continua senza sosta comunque a curare i pazienti abusati da sette sataniche, sfuggiti alla tortura, e alla morte ad opera di persone delle istituzioni; avrò sempre le immagini di Fosca che cerca di portare alla luce il femminicidio in Italia e le immagini e le voci di tutte le altre persone che abbiamo cercato di aiutare in questi anni.
E quando si vive in mezzo a questi orrori, la differenza tra la vita e la morte diventa sottile, perché non riesci a vivere se non accetti la morte come parte integrante della vita.
Per me quindi, non fa differenza tra vivere e morire. E comunque so per certo che vivere o morire non è un destino che dipende solo dalla Rosa Rossa, ma da entità superiori e più potenti persino di loro, come dimostra il fatto che sono arrivato vivo alla data di oggi. Mi dispiace solo che la stessa certezza non ce l’abbiano tutti i miei familiari.
Quanto al lavoro che ho fatto lo porteranno comunque avanti altre persone; quelli di Comedonchisciotte, Disinformazione, Solange, Fosca, Stefania, e altri.
Allora scusate se rubo una frase all’antimafia ma non ne trovo di migliori.
Conoscendo Solange, Fosca, Stefania e le altre persone con cui collaboriamo, mi viene proprio da dire… adesso, uccidetele tutte!



PS
Ogni tanto ci scriviamo con Fabio Piselli e altre persone nella nostra situazione. Un tempo con gli amici e amiche di penna ci scrivevamo "come stai? Come va con la tua ragazza?".
Oggi invece siamo grandi, e i nostri discorsi sono "ciao... come pensi che ti uccideranno? Ma secondo te che data sceglieranno? Una data che fa tredici come somma? O undici?"
Fabio Piselli dice che lo uccideranno facendolo ritrovare in mezzo a un orgia di viados, per rendere degradante la sua morte.
A me invece una mia amica prevede una morte più romantica, annegato in una vasca di vernice verde, o schiantato in un roseto con la moto.
Certo è che una volta che uno sa leggere dietro alle righe dei telegiornali, diventa un'arma micidiale anche una trasmissione come un TG di Fede, o le trasmissioni di Vespa, ma in generale qualsiasi telegiornale nazionale... si rischia di morire per mano della televisione, e la regola del contrappasso sarebbe soddisfatta in pieno.


Commenti (63)

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    1. buzz 14 giugno 2008

      No. Preferisco discutere in pubblico. Perlomeno, se non riuscirò a scalfire, come penso, le tue convinzioni, magari farò venire dei dubbi a qualcuno di quelli che vedo vi credono come atto di fede.



      Anche la ricostruzione del caso moro è molto forzata. Molto.



      Un conto è affermare che stay behind influenzò in tutti i modi la gestione della stato dell'affaire moro, altro è dire che la struttura operò tramite le bierre, eterodirette.



      Tu non dici apertamente questa cosa ma nella serie di "indizi" che presenti tendi a dare questo quadro.



      Non è così. Non c'è una minima prova in milioni di atti processuali prodotti.

      Non ci sono altro che illazioni senza alcun riscontro oggettivo.


      Le BR furono un fenomeno assolutamente autonomo. Che poi qualcuno possa aver cercato di usarle o di millantare controllo su di esse è ovviamente possibile.
      Avvenne anche qualche anno dopo, all'epoca del sequestro Cirillo, con un gioco delle parti fra NCO di R.Cutolo e Servizi.

      Che qualcuno in Italia abbia avuto interesse a stabilire contatti con terrorismo di destra (i NAR di Giusva Fioravanti e Gilberto Cavallini); le BR e anche le varie batterie della malavita organizzata. (banda della magliana, Nco, mafia) questo appare abbastanza logico.

      In alcuni casi provato.


      Ma il tutto non va visto, a posteriori, come un'unica organizzazione.

      Le bierre come sorta di filiazione di stay behind.


      La cosa, come in ogni gioco che si rispetti, è molto più fluida, ambigua... e il millantare possibilità di controllo è come un bluff a poker:
      se qualcuno non viene a vederlo... rende.


      Che uomini di stay behind abbiano influenzato e diretto la gestione politico-militare della gestione moro, nello Stato, è certo.
      D'altro canto quegli uomini e uomini delle strutture coperte americane erano inseriti ufficialmente nelle indagini a livello dei vari centri di controllo e coordinamento istituiti.

      Hai dimenticato peraltro l'episodio chiave delle "prove generali" della morte di Moro, inscenato dai servizi tramite Chicchiarelli (poi ammazzato) con il famoso comunicato nr. 7, quello del lago della Duchessa. E su questo ci sarebbe qualcosa da dire, invece.
      E' strano che non ne fate menzione nella vostra ricostruzione, perchè se c'è una cosa che probabilmente è imputabile a "Gladio" in tutta la gestione Moro, forse è proprio quella.

      La verità su moro da parte delle Br è stata detta. Tutta. Così come è stata detta quella su Amato da parte dei Nar.


      E' stata detta alla magistratura da parte di chi c'era.

      Il resto sono illazioni e sporchi giochi pseudopolitici del prima e del dopo.

      Quello che invece nello Stato si mosse per controllare, influenzare, modificare, le azioni compiute da queste organizzazioni... ecco... su quello ci sarebbe molto da capire.

      Ma l'approccio dietrologico alla Flamigni, o vostro, non funziona.


      Le catene di eventi che portano ad un accadimento, a ripercorrerle col senno di poi, all'indietro, muniti di una tesi da verificare, si rischia di prendere solenni cantonate. Perchè si rischia di vedere, anche in buona fede, solo quello che si vuole vedere. Di dar valore a dei fatti che ti sembrano importanti anziché ad altri che ti sembrano secondari.
      E invece magari l'evento determinante in una certa situazione è stato proprio quello che a te appare secondario.

    1. buzz 14 giugno 2008

      Cioè, scusa, fammi capire. Tu stai affermando che secondo te il delitto di Erba è opera della Rosa Rossa, oppure hai semplicemente fatto un esempio di ricostruzione a posteriori?

    1. Amir 14 giugno 2008

      Si, ma gli angeli sono maschi o femmine?

    1. solangeManfredi 13 giugno 2008

      ah! quello che non era coperto da segreto istruttorio è stato scritto....il resto verrà pubblicato non appena possibile. Meglio ancora gli atti verranno pubblicati in pdf, quindi con tanto di timbri di ricevuto delle Procure. Era dunque questo l'atto di fede richiesto? Capisco.

    1. manlius 13 giugno 2008

      Rosa rossa? Ma cosa c'entrano loro con i litigi tra i vicini? vabbè che sono onnipotenti ma per me adesso si sta esagerando...

    1. mat612000 13 giugno 2008

      Mi riferivo a notizie più dettagliate riguardo ai procedimenti giudiari relativi al tuo "avvelenamento" dopo la deposizione dal PM.

    1. solangeManfredi 13 giugno 2008

      Bene, la conoscenza diretta è senza dubbio importante. Le convinzioni anche. L'importante è confrontarsi, scambiarsi idee, opinioni, riscontri e altro. Anche una cosa già nota, ma letta in modo differente, può aprirti a nuove considerazioni e soluzioni

      E' per questo che, se desideri, ti invido a condividere con me le tue idee.

      I recapiti (e-mail e telefono) come ho detto li trovi sulla home del blog

      Un saluto

    1. buzz 13 giugno 2008

      Niente che non sia stato già scritto. Nessuna rivelazione. Nessun segreto. Quello che io so è già noto.


      Però anche la conoscenza diretta di un mondo conta, per formarti delle convinzioni.

      Che ovviamente lasciano il tempo che trovano perchè non suffragate da riscontri oggettivi.

      Molte, collimano con le tue. Alcune no.

      Ciao

    1. solangeManfredi 13 giugno 2008

      Io sono convinta che la verità su Calabresi ancora non si sappia. HAi letto le sentenze del processo Sofri? Io si. Inoltre ho altri elementi che in questo momento non posso divulgare perchè coperti da segreto istruttorio. Comunque, al di là di ciò, su Calabresi molto resta, a parere mio, ancora da dire.

      Nella storia della nostra repubblica come non ci sono stati processi che andavano fatti, o sentenze assolutorie inspiegabili ci sono anche state sentenze vergogna.

      Comunque, torno a ripetere, se hai elementi, sarò felice di valutarli con te.

      Un saluto

    1. buzz 13 giugno 2008

      Si, molte persone hanno negato di aver mai fatto parte di alcunché. Le carceri sono piene di gente che nega.

      Però sono in carcere.

      Mi citi giudici come Carlo Palermo, Ferdinando Imposimato... persone che stimo moltissimo. Sono certo che loro, o altri giudici che in quel periodo si erano assunti l'onere pesante di lavorare in inchieste sul terrorismo (erano anni in cui rischiavano la vita in modo pesante) se avessero avuto uno straccio di elemento per perseguire un Marra lo avrebbero fatto.


      ...


      Allora questi magistrati sono credibili o non lo sono?

      Per me un Imposimato, Palermo, Spataro, Caselli... per citare solo quelli che mi vengono in mente al volo... lo sono stati eccome.



      E perchè non dovrebbero allora esserlo quelli che credono (sentenza passata in giudicato) che Calabresi sia stato ammazzato dalla struttura di Lotta Continua?

      Perchè su quella cosa devi andare a cercare l'inchiesta di Calabresi andando a cercare il mistero dove non c'è?


      Molte cose di quegli anni non sono state spiegate.

      Ma alcune si.

      Collegare tutto insieme non rende l'indagine più credibile, al contrario, gli fa perdere valore.



      ciao



      tutto qua

    1. buzz 13 giugno 2008

      No. Non ho mai affermato che è da buttare tutto il resto. Se leggi con calma anzi ti rendi conto che è il contrario.

      Ma quando fai una ricostruzione come quella di cui stiamo parlando, renditi conto che, in mancanza di elementi oggettivi, ti devi basare su indizi, su ragionamenti logici, su deduzioni.

      La storia deve essere credibile.

      Alcune cose però, ognuno che ti legge, deve assumerle come "vere" sulla fiducia, perché non può andarsi a controllare tutte le fonti e le fonti delle fonti.



      Se in tutto il tessuto ci trovo un (ma sono di più) ragionamento molto forzato, un elemento fortemente dubbio, o delle illazioni fatte passare per certezze...

      esiste il forte rischio che il lettore pensi "beh, se quello che sono in grado personalmente di mettere alla prova non regge, chi mi dice che invece tutto il resto sia vero? anzi, a quel punto è giocoforza pensare che il resto sia costruito allo stesso modo pressapochista"



      Magari non è affatto vero. Ma un solo elemento falso introduce surrttiziamente il dubbio in una costruzione che si basa su deduzioni e/o fatti non provati (quasi tutti).



      L'esempio che mi hai fatto, su i nomi di alcuni storici, non regge, perchè in massima parte il loro lavoro si basa su elementi verificati o verificabili (magari non da me, ma da molti, e, se non viene smentito, presumo siano corretti).



      Tu devi essere ancora più rigoroso e attento, viceversa.


      Perchè il lavoro enorme che ti sei sobbarcato è tanto importante quanto più riesci ad essere credibile.

    1. PaoloFranceschetti 13 giugno 2008

      Dunque se c'è un incongruenza in un libro, articolo, ecc..., questo basta a smontare tutto il resto. Ad esempio trovando un inconguenza in uno delle decine di libri nella storia d'italia di Montanelli, questo basta a smontare tutto il resto. E se io trovo un incongruenza o qualcuna in più(che ne so, tre o quattro) nell'enciclopedia treccani, questo vuol dire che l'enciclopedia è completamente da buttare. Mi potresti fare un esempio di giornalista, storico, scienziato, che in vita sua e nella sua opera non ha mai commesso incongruenze?

    1. PaoloFranceschetti 13 giugno 2008

      Mat... capisco ciò che dici e in parte è condivisibile. ma non è esatto dire che chiediamo un atto di fede.

      Primo. Non chiediamo nulla. Il lettore giudicherà da sé.
      Secondo. Non pretendo, almeno io, ma anche Solange, che la gente pensi che sia tutto vero. Anzi... la maggior parte della gente pensa che siano cazzate, compreso mio padre, e compresi alcuni parenti di vittime che noi abbiamo citato, con poi ci hanno contattato e con cui magari abbiamo avuto modo di parlare ma hanno pensato che fossimo dei pazzi. Il nostro scopo non è nè farci credere, nè divulgare, anche perchè non abbiamo nessun vantaggio a dire le cose che diciamo, ma casomai diversi svantaggi professionali. Hai idea dell'influenza negativa che può avere il tipo di cose di cui mi occupo sul tipo di lavoro che faccio (docente)?
      Terzo, Non sempre possiamo dimostrare a tutti ciò che diciamo. Ti faccio un esempio. Se io dico che il delitto di Erba è un delitto della Rosa Rossa, e che la firma dell'associazione è evidente anzitutto nel nome della presunta carnefice (Rosa Bazzi in Romano, cioè Rosa Romano, cioè RR), poi nel nome delle vittime (una si chiama Cherubini...), poi nel riferimento al verde e ai prati (Erba) e poi nelle data 11.12.2006 (se sommi le cifre 1+1+1+2+2+6=13). Per me è sufficiente questo e non ho bisogno di altro; un esoterista, un investigatore, non hanno bisogno di altro. Ma se tu non sai cosa sono i rosacroce, se non sai come agiscono, se non hai idea di che significa "omicidio rituale" ritenendolo una cosa da fantascienza... bè... che posso fare? A quel punto, solo per spiegare il delitto di erba ad uno che si approccia per la prima volta a queste tematiche (cioè al 95 per cento delle persone) mi occorrerebbe un sito intero o un libro. E quel libro, quando la persona avrà finito di leggerlo, comunque non basterò a convincerlo.
      Ora io so che quello che dico è apparentemente una follia. Ma l'importante è che a qualcuno inizi a venire il dubbio. Affinchè se poi un giorno quel "qualcuno" si troverà in una situazione simile, forse, inizierà a fare delle ricerche. E forse potrebbe capire di più. Talvolta potrebbe addirittura prevenire determinati fatti. Non voglio convincere nessuno e mi accollo ogni giorno il peso di essere considerato un folle, il che non è piacevole. Ma se riesco ad aiutare anche una sola persona in difficoltà con queste problematiche, per me è sufficiente e quello che ho fatto ha avuto un senso. E ti assicuro che ciò che ho fatto finora è servito a molto più di una persona e ciò mi ha reso felice.

    1. solangeManfredi 13 giugno 2008

      Non ricordo alcuna richiesta di chiarimenti a cui io abbia risposto in modo evasivo, nè tanto meno, chiedendo un atto di fede. I miei articoli sono documentati, le fonti chiare e rintracciabili.

      Rispondiamo a tutti coloro che ci scrivono chiedendo chiarimenti.

      Rispondiamo anche a chi scrive con solo un intento polemico, senza alcuna intenzione di avere chiarimenti, ma solo per il gusto di andare contro (almeno le prime volte).

      Se desideri approfondire l'argomento e poterti fare una tua idea nell'articolo sono citate le fonti a cui puoi attingere.
      Un saluto

    1. solangeManfredi 13 giugno 2008

      Nelle mie analisi ritengo di aver tratto spunto dal lavoro di persone estremamente competenti. Il senatore Flamigni ha scritto molti saggi, basati su documenti ed atti processuali di cui ha potuto prendere visione facendo parte di numerose commissioni parlamentari d'inchiesta e non solo. Lo ritengo competente.

      Il senatore Flamigni è tutta la vita che passa per essere un dietrologo. Il problema è che quanto da lui affermato si è poi rivelato vero (con tanto di prove) vent'anni dopo. Forse dunque non era un ditrologo, ma solo una persona che documenti alla mano cerca di capire.

      Per quanto concerne il prof. De Lutiis questi è stato capo dei periti della procura nel processo Gladio. Lo ritengo competente.

      Od ancora, per altri articoli, mi sono basata su quanto scritto dai giudici Carlo Palermo, Ferdinando Imposimato, Salvini, Scarpinato, ecc..

      Insomma tutte persone che si sono occupate, in prima persona, delle vicende trattate, hanno indagato, visto documenti, sentito testimonianze, ecc.. Le ritengo competenti.

      Noi vogliamo solo analizzare e collegare dei fatti per cercare di dare alcune risposte a domande che da troppo tempo ne sono prive.

      Non riteniamo affatto di avere la verità in tasca, ma cerchiamo di capire attingendo a fonti, documenti e persone che riteniamo competenti.

      MA non solo.

      Per facilitare il confronto con i nostri lettori abbiamo anche messo nel nostro blog indirizzo e-mail e numeri di telefono. Se in alcune cose sono inesatte siamo pronti a confrontarci e, se del caso (come già successo) scriverlo e correggere l'inesattezza. Come vedi il nostro atteggiamento è ben lontano dal comportamento che terrebbe chi ritiene di avere la verità in tasca.

      Per quanto concerne l'esempio da te fatto di Marra posso citarti altre decine di esempi di persone che hanno negato di aver mai fatto parte di alcunchè. Non citarlo perchè lui nega sarebbe sbagliato esattamente come citarlo senza dire che lui ha negato un qualsiasi suo coinvolgimento.

      Altrettanto errato sarebbe non citare alcune cose perchè da queste non sono scaturite sentenze di condanna o altro. Il nostro è un paese dove le sentenze di assoluzione vengono definite inspiegabili dopo 30 anni (golpe borghese), basta leggere gli atti delle commissioni stragi.

      Quando poi a depistare sono i servizi segreti, con tutte le loro possibilità, è quasi impossibile giungere non ad una condanna, ma anche solo all'instaurazione di un processo.

      Questo però non vuol dire che non si possano citare documenti, atti o fonti per cercare delle risposte.

      Comunque, come ho detto, siamo a disposizione di chiunque voglia aiutarci in questa ricerca. Se hai informazioni, documenti, o altro che possano dimostrare che quanto affermato è falso, non corretto o altro siamo felici di poter analizzare con te il materiale ed, eventualmente, correggere l'errore.

      Un saluto

    1. mat612000 13 giugno 2008

      Onestamente a me le persone come Franceschetti e Solange un po' mi disorientano e sono sempre in bilico tra il "e se si fossero inventati tutto" e il "e se fosse tutto vero", e questo, tutto sommato, penso dipenda anche dal loro modo di porsi nel blog e in generale.
      Ho partecipato al blog, ho chiesto chiarimenti su alcune notizie divulgate e mi sono stati forniti solo in minima parte.
      Cioè voglio dire che ad un certo punto Paolo e Solange chiedono sempre e comunque al loro interlocutore una sorta di atto di fede in base al quale poi ritenere vere tutte le loro ricostruzioni logiche e storiche e questo, secondo me, è un modo di fare informazione discutibile e giustifica in parte anche quegli interventi che definiscono "farneticazioni" le notizie fornite dai due.
      Forse sarebbe meglio divulgare meno notizie ma farlo in modo più dettagliato e meno discutibile, soprattutto se si usa lo strumento di internet visto che ormai ci si trova veramente di tutto.

    1. buzz 13 giugno 2008

      Le incongruenze di Flamigni, con alcune tesi precostituite autodimostrate, mi sembra evidente.

      "Alcune", ho detto, bada bene. Come nei tuoi discorsi. Quel tanto che basta ad inficiare tutto il resto.


      Una per tutte: nell'articolo viene citato come brigatista infiltrato tale Marra. Dando per scontata, da come è scritto, e accertata, la militanza dello stesso nelle BR. Poi in fondo, con una nota, si dice "marra interogato dall'AG ha negato di aver mai fatto parte delle BR" e niente altro.


      E allora???
      O ha fatto parte o non ha fatto parte.

      Di fatto non è stato mai inquisito. Non risulta in nessun verbale di pentiti.
      Però nell'articolo è una delle "prove" che le Br fossero eterodirette da Gladio.



      Ovvio che nella logica di Flamigni (e nella tua) se Marra non è mai stato inquisito è la dimostrazione che fosse protetto da poteri occulti. E così la tesi si autodimostra. Il cerchio è chiuso.



      Ripeto, questo è solo un esempio. Ce ne sono altre così.
      E queste cose inficiano se permetti anche quello che potrebbe essere verosimile.



      Le tue dimostrazioni mi sembrano quei libri dei numerologi egizi, in cui si riesce a dimostrare, col senno di poi, di tutto. Si trovano collegamenti fra Orione e la forma delle nuvole sul geroglifico di vattelapesca da cui si deduce che l'uomo pinnato di andovai fosse a conoscenza delle tecniche di respirazione degli aymara vissuti 2000 anni dopo e quindi avesse pratica dei viaggi del tempo.



      Ti ringrazio di essere passato a darmi dell'idiota direttamente al darmelo con ironia. E' un passo avanti.

    1. PaoloFranceschetti 13 giugno 2008

      dici solo di non prendere come oro colato quello che dice Flamigni? Solo questo? Oh... ma non è poco sai? E' un informazione preziosa. GRazie Buzz. Scusa se ho detto che tu sei un idiota. In realtà sei stato prezioso e ti ringrazio, chiedendoti scusa se mi sono posto male nei tuoi confronti. Ti prego, qualora avrai altre informazioni preziose di questo genere, di farcele pervenire.

    1. PaoloFranceschetti 12 giugno 2008

      Grazie Carlo. Che dire? Speriamo nella stasi...

    1. PaoloFranceschetti 12 giugno 2008

      Scusa Gioco. Ho sbagliato nome.... volevo dire... Concordo Gioco. Mi è piaciuto molto il tuo commento. Forse non l'ho espresso bene ma sei uno dei pochi, forse l'unico che è riuscito a cogliere esattamente i miei pensieri. Un abbraccio. :-)

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