Home / ComeDonChisciotte / Ad esempio a me piace il Sud. Perché preferisco il Mezzogiorno

Ad esempio a me piace il Sud. Perché preferisco il Mezzogiorno

DI DIEGO FUSARO

interessenazionale.net

“Ad esempio a me piace il Sud”. Così cantava Rino Gaetano. Mi permetto di essere d’accordo con lui. Anche a me, ad esempio, piace il Sud. E non per la semplice ragione – già di per sé valida – per cui, per mia natura, parteggio sempre per i vinti e non per i vincitori: il Sud è stato sconfitto, e quella che resta, ad oggi, l’aggressione violenta e sanguinaria che ha subito continua a essere celebrata enfaticamente come “Risorgimento” e “unificazione”.

Ad esempio a me piace il Sud anche per altre ragioni, non meno valide credo. Non solo per una soggettivissima motivazione, da cui pure non posso fare astrazione: come Goethe, ritengo anch’io di poter dire di me di sentirmi un caldo animo mediterraneo gettato in un freddo corpo del nord.

Non si fraintenda questo mio discorso. Non ho alcuna intenzione di favorire l’ennesimo scontro in orizzontale: come se, dopo destri e sinistri, migranti e autoctoni, eterosessuali e omosessuali, fosse ora il turno di nord e sud. Lo scrivente è fermo sostenitore dell’interesse nazionale, da Torino a Trapani, da Bolzano a Catanzaro, da Aosta a Lecce.

Ad esempio a me piace il Sud perché – e reputo questa la ragione più importante – resiste ed è meno facilmente permeabile alla postmodernizzazione capitalistica dei costumi, dell’immaginario e degli stili di vita. Il Sud è – diciamolo – meno facilmente sussumibile sotto il nuovo ordine reale e simbolico: tutta una lussureggiante gamma di tradizioni e di credenze, costumi e stili di vita (essi stesso spesso non esenti da contraddizioni) rivelano una scarsissima compatibilità con i codici della postmodernità liquido-finanziaria tarata per individui cinici e isolati, post-identitari e post-tradizionali, consumisti e svuotati di ogni credenza che non sia quella nel libero mercato.

Pur con le sue contraddizioni, il Sud è ancora in larga parte distante dall’organizzazione postmoderna della vita e del pensiero: è ancora tradizionale e comunitario, ha le sue lingue e le sue usanze. È, anche per questo, un’isola felice di resistenza alla postmodernizzazione capitalistica che ha già letteralmente colonizzato cuori e menti al Nord. Da questo punto di vista, è al Sud che dobbiamo guardare. Con rispetto e gratitudine. Ci insegna a resistere. Non tutto è perduto.

 

Diego Fusaro

Fonte: www.interessenazionale.net

Link: http://www.interessenazionale.net/blog/ad-esempio-me-piace-sud-perch-preferisco-mezzogiorno

novembre 2017

 

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    “il Sud è ancora in larga parte distante dall’organizzazione postmoderna della vita e del pensiero”. Non conosco tutto il sud, ma conosco abbastanza bene il Salento. E Fusaro racconta balle. Sono sparite le seggiole con i vecchi seduti a raccontarsi le storie durante le calde notti estive, e sono apparsi i centri commerciali. Lo smartphone di ordinanza è molto più obbligatorio delle leggi che governano il nord: il casco è meglio evitarlo perchè rovina la capigliatura. Se Fusaro, come afferma, ” è fermo sostenitore dell’interesse nazionale, da Torino a Trapani” mi sembra inverosimile che non abbia notato quanto meno Stato e quanto più individualismo esista al Sud.
    Dice l’ISTAT che l’abusivismo al Sud “supera ormai largamente il 50% della produzione edilizia legale”.
    Secondo quanto riportato su Der Spiegel, in Sicilia all’incirca 770.000 edifici sono
    stati costruiti, dalla metà degli anni Settanta, senza alcuna
    autorizzazione. “Sono state realizzate dalla Mafia, da politici locali, e
    soprattutto da speculatori”.
    http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2017/05/22/italia-patria-dell-abusivismo-edilizio-boom-sud_eX5XHiG4Aba5WIGisoJEzN.html
    Ora sia chiaro: anch’io amo il Sud ma mi sono reso conto che la percezione di Stato e legalità è molto diversa tra Nord e Sud.
    Ah, a proposito di edilizia: “un freddo copo del nord” serve a fare un gelido teto?

    • Truman

      (Ho editato “freddo copo” in “freddo corpo”).

      Chiaramente le tue osservazioni hanno dei riscontri, che forse erano stati trascurati da Fusaro. Credo che il Sud sia non solo distante dall’organizzazione postmoderna della vita e del pensiero, ma anche da quella moderna. Se la modernità al Sud si è rivelata con lo stato assassino dei Savoia, non poteva essere altrimenti. E quindi il Sud manifesta due aspetti contradditori:

      – da un lato esso è diventato ancora più permeabile del Nord alle insidie del pensiero neoliberista, all’individualismo sfrenato, alla speculazione;

      – dall’altro lato il Sud ha rifiutato non solo la modernità e la postmodernità, ma anche la Chiesa cattolica e l’Impero romano; il Sud ancora oggi, nel suo animo, è Grecia, terra di miti, eroi e demoni, terra tragica di passione e disperazione, ma anche di gioia di vivere quando si presenta l’occasione.

      Personalmente tendo a vedere l’immaginario collettivo come uno successione di strati sovrapposti, ognuno dei quali ha una sua coerenza, ma nel tempo viene ricoperto da strati superiori. Al livello di base vedo pulsioni primordiali, bisogno di casa e cibo, forti legami con la famiglia, ferocia incontrollata verso i nemici, paura del futuro e necessità di creare rapidamente una discendenza.
      Su questo strato primordiale, robusto e tenace, si sono depositati nel tempo i “valori” romani (il potere e la legge), quelli cristiani (ama il prossimo tuo), quelli moderni (lo Stato e le tasse), quelli post moderni (cresci, consuma, crepa).
      Millenni di conquiste hanno insegnato al Sud che tutti questi valori troppo spesso sono pretesti, per cui essi vengono tutti formalmente rispettati, ma sono tutti sottili come la vernice e con estrema facilità ricompare il nocciolo duro del Sud e della Grecia.

      • Tonguessy

        Quindi secondo te il nocciolo duro del Sud è greco, e si picca di rifiutare la Chiesa cattolica? Ma se nel Salento ci sono più chiese, processioni, luminarie, feste patronali, santi, lumi votivi, piccole e grandi cappelle votive e rimandi al cattolicesimo che gocce nel mare, come la spieghi?
        Opliti, poveri opliti……

        • Truman

          Non ti viene il dubbio che la passione per madonne, santi (icone e totem in genere) non sia esattamente cattolica? A me sembrano tutte manifestazioni di un pensiero magico preesistente alla religione cattolica, rivestito della vernice dei simboli attuali. Comunque Ernesto De Martino in “Sud e magia” osservava qualcosa di analogo.

          • ndr60

            Concordo, e non per niente il Cristianesimo ha “ereditato” gran parte delle feste pagane. Ad esempio, il culto della Dea madre si è inserito perfettamente in quello della Madonna…

          • Piramis

            Per non parlare del Natale, una rebrandizzazione della cerimonia del Sol Invictus

          • DesEsseintes

            A Roma in tutti i luoghi di culto o rituali antico romani ci hanno messo un madonna o una croce.
            Colosseo, colonna traiana, senato, etc etc

          • DesEsseintes

            La cosa importante di Sud e Magia è l’idea che le credenze magiche contadine, che di oer sé sono ovviamente assurde (come ad esempio l’idea che la madre senza latte con la sua invidia possa privare del latte la madre che ne ha, dando luogo a attitudini violente che appaiono follemente incomprensibili) abbiano però una loro finalità raffinatissima.

            L’uomo è “vivo” se mantiene la “presenza” nel mondo, cosí la chiama EdM, ossia la capacità di immaginare e portare avanti dei progetti o comunque di essere attore protagonista della propria vita.

            Il meridione d’Italia del popolo si trova in una “crisi da assenza” ossia è totalmente sconfitto sia sul piano culturale che politico che economico.

            In quelle condizioni cos’è che può mantenere in vita la “presenza” o quanto meno la “possibilità di una presenza”?

            L’interpretazione del mondo secondo le proprie categorie, una ermeneutica per la quale si riescano a individuare delle “ragioni” che spieghino l’attuale situazione di subalternità e forniscano delle “tecniche” che possano permettere di controllare gli eventi.
            Attenzione: anche in maniera “fittizia” o “provvisoria” se dal punto di vista materiale, nella contingenza storica, le difficoltà sono insormontabili.

            Come è possibile?

            Perché si tratta di interpretazioni del gruppo ossia il credere nel mondo magico consente al gruppo di elaborare una ermeneutica comune del proprio essere nel mondo e nonostante l’inefficacia scientifica di quelle pratiche, il magico consente la sopravvivenza del nucleo del proprio senso di apoartenenza secondo una tradizione.

            Allora, quando studia la taranta, al contrario degli studi precedenti in cui si davano spiegazioni generiche, EdM la descrive come una forma di socio terapia (termine mio) in cui la persona afflitta per lo più da depressione riesce a comunicare e comunicare per vie non verbali ma più efficaci e umanamente condivisibili la propria interiorità rinchiusa, che di fondo è appunto la vera causa “sociale” del malessere.
            Per la precisione: ci si cura dalla malattia ma una parte della cura è il poter sentirsi in grado di condividere la socialità “nel momento” della patologia.

            A riprova di questo c’e il libro di un suo allievo che si chiama Marcello Massenzio che parla di come gli australiani, dopo la colonizzazione e la sconfitta dei loro dei, hanno deciso che il mondo reale è un sogno mentre l’unica “vera” realtà è nel momento del rito.
            Cosí si riecse a mantenere il senso di appartenenza del gruppo ossia a auto rappresentarsi come una comunità che mantiene una sua “presenza” attiva nel mondo.

            Non è una strategia “efficace” ma permette di sperare in un futuro cambiamento.
            L’alternativa è l’ “apocalisse” culturale e la fine definitiva di un mondo e di una tradizione.

            Io dico che finisce prima il nostro mondo occidentale e che dopo si avranno delle grandi sorprese.

            PS Notevole il capitolo spiritosissimo sulla jella napoletana che invece è una credenza di élite, della aristocrazia e della borghesia.

          • virgilio
          • Tonguessy

            Si, c’è qualcosa di vero il quello che dici. Ma il sincretismo tra paganesimo (la taranta) e cattolicesimo ha prodotto una serie di rituali che in altri posti, pur sempre di origini pagane, non si vedono.

          • virgilio
          • DesEsseintes

            Mi ero perso questo commento.
            Mi sembra strano da parte di uno che conosce il Sudamerica.
            La Santeria a Cuba, il VooDoo nelle Antille, in Brasile Macumba, Candomblé, Umbanda e altre forme dei Quilombos.
            Anche lí si balla fino ad andare in estasi come nella Taranta solo che in Italia meridionale non si poteva dire di essere posseduti da uno spirito mentre in America Latina sí, proprio perché gli spiriti Yoruba sono una forma sincretica di animismo e cristianesimo.
            I nomi degli spiriti si somigliano con pronunce diverse quindi per dire Chango in Brasile si dice “Sciango” (Xango) però a Cuba è “anche” Santa Barbara mentre in Brasile è Sao Jeronimo, Sao Miguel Arcanjo e a volte anche la stessa Santa Barbara.
            Il re del cimitero del VooDoo haitiano, il Baron Samedi è Saint Martin de Porrès e sua moglie, l’unico spirito bianco, una mora con gli occhi verdi, Maman Brigitte, è Sainte Brigitte.

            Nascono anche spiriti moderni come i due malandrini di strada buoni del Catimbó e dell’Umbanda, Zé Pelintra che è un nero vestito con un completo bianco con la cravatta e Zé Pretinho che è un bianco sempre incravattato vestito di nero.

            Poi c’è la Pomba Gira (Umbanda) ma quella fra la gente di strada non la devi nominare che si spaventano…

            Ho visto dei posseduti ma mi sono sembrati gente che stava recitando per mettersi in mostra davanti agli stranieri auindi non so di preciso.
            Quello che so è che una notte ad Accra c’era un bravissimo sassofonista nigeriano con il suo gruppo jazz e aveva avuto l’idea di affiancare la batteria con due percussionisti tradizionali, uno con la conga e l’altro con il bleketè.
            Alla fine di ogni canzone c’era un assolo di questi due e l’ultimo è durato non so quanto, tipo quindici venti minuti, solo loro due.
            Era una discoteca scrausa nel Golden Tulip Hotel, tutta buia…io non credevo a quello che vedevo…facevano delle cose da lasciare a bocca aperta…erano tutti neri nel nero della sala e si vedevano solo i loro trentadue denti splendere nell’oscurità…tutti erano elettrizzati…a un certo punto un ingegnere olandese grasso e sudaticcio si è alzato bruscamente e si è messo a ballare come un ossesso sulla pista…i due percussionisti non hanno avuto dubbi…uno spirito era entrato in lui…sono diventati serissimi, si sono messi gli strumenti a tracolla e sono subito andati a suonargli vicino guardandolo fisso mentre lui si scatenava a tutto spiano…

            È che ormai siamo ridotti a larve ma, pensatela come vi pare, lí gli spiriti c’erano davvero. Non so esattamente cosa sia “uno spirito” ma c’era qualcosa che viveva in quella musica.

          • enricodiba

            La sicilia rimase con sacche di paganesimo fino all’arrivo degli arabi, che ovviamente si trovarono bene con i loro amici di origine abramitica (i cristiani) e molto bene con i cosiddetti pagani.
            http://www.fedoa.unina.it/8330/1/Zarbo_Fabio_23.pdf
            Per il resto questo fenomeno colpi tutta l’italia, solo che la Sicilia rimase l’ultimo avamposto del paganesimo rispetto ad altre parti, per quanto riguarda la lingua di fatto il greco non venne mai del tutto sostituito dal latino
            https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/2e/Lingue_impero_bizantino_565.JPG

          • Tipheus

            Proprio così, il “mago” Eliodoro, detto in Siciliani “Liotru”, fu fatto bruciare vivo dal vescovo siculo-bizantino di Catania Leone, in pieno VIII secolo. Il suo animale sacro, l’elefante, dovette essere fatto simbolo della città perché i Siciliani accettassero quel sacrificio. E San Filippo d’Argirò, nello stesso secolo, convertiva dal paganesimo al cristianesimo i villici di Agyrium (l’odierna Agira).
            La Sicilia fu una sacca di resistenza del paganesimo formidabile, pur avendo conosciuto il Cristianesimo in piccole comunità urbane sin dal I secolo.
            La “festa dei diavoli” ancora oggi fatta a Prizzi è una festa pagana che è passata attraverso la dominazione musulmana.
            E il culto di San Calogero ad Agrigento idem, praticamente sconfessato dalla Chiesa cattolica, che lo considera qualcosa di estraneo alla Chiesa (Eracle, Esculapio).
            Ma chi credete che sia la “bedda matri” invocata da tutti i Siciliani? E’ Dèmetra, travestita dalla Madonna. Re Martino, ai primi del 1400 fece distruggere ad Enna una statua pagana di Demetra, ancora adorata come la Madonna.
            Ma questa resilienza è il passato. Non so se oggi è ancora così.

          • enricodiba

            Anche a Roma fino al 1400 a piazza del popolo i romani portavano fiori alla presunta o vera tomba di Nerone,https://it.wikipedia.org/wiki/Sepolcro_dei_Domizi
            che infatti era odiato dai cristiani, ma amato dal popolo romano per i regali che gli fece, tanto che un papa fece distruggere delle rovine pagane per farci la classica chiesa cattolica.
            https://turismoaroma.wordpress.com/tag/imperatore-nerone/

          • enricodiba

            Semplicemente perché la Sicilia si trovò durante la caduta dell’impero romano in uno stato di semi indipendenza per molti secoli,tra bizantini goti e longobardi, forse solo l’arrivo degli arabi la porto sotto un vero dominio straniero.

          • Tipheus

            Ancor oggi i Siciliani, a inizio primavera, festeggiano il ritrovamento di Proserpina da parte di Demetra, sostituendo a Proserpina Gesù e a Demetra la Madonna. Basti andare a Pasqua a Lercara Friddi, e il simbolo della Madonna è…. la spiga….

          • Holodoc

            Da un articolo pubblicato su Repubblica.it il 31/01/2014.

            “La processione dei femminielli sulle orme della dea Cibele

            L’antichissimo pellegrinaggio in onore della Madonna ha origine in un miracolo del tredicesimo secolo. Ma già molti secoli prima di Cristo salivano a Montevergine i preti eunuchi della grande madre nera. Travestimenti, canzoni e suoni accompagnano l’ingresso in chiesa”

            http://www.repubblica.it/cronaca/2014/01/31/news/processione_candelora_femminielli-77344607/

        • Cataldo

          Nella città natale di Rino Gaetano la grande processione della Madonna (nera) procede dalla città al tempio di Hera, il ciclo di culto ha il suo apice ogni sette anni, esattamente come tremila anni addietro 😉

      • Primadellesabbie

        Non si risolve facilmente. Il nocciolo duro della Grecia lo puoi incontrare a tratti, se hai la sensibilità per riconoscerlo, nella borghesia semi mafiosa della Sicilia occidentale e nel popolino della Basilicata ionica e zone adiacenti. Poi negli episodi di grande cultura: Lampedusa, Sciascia…e nella disinvoltura del sentirsi internazionali in presa diretta, senza complessi, i Florio per tutti (e Lampedusa!).

        Una volta mi hai risposto un po’ piccato nel forum, ma lo ripeto, al Sud prevale un “io” molto marcato che filtra e condiziona ogni cosa, é un io che può spaziare o ridursi, nella persona umiliata, a un esercizio stentato ma é “la” peculiare via per raggiungere gli scopi della vita, quali che siano, che altrove si cerca di perseguire per altre vie.

        A volte, prestando attenzione, si possono incontrare persone di una povertà nobile, perfino elegante, rarissime altrove.

        Sulla cultura spicciola ho i miei fortissimi dubbi.

        Leggo Cataldo: molto significativo, anche la saggezza della Chiesa vi ha la sua parte. (É uno dei due posti che richiamo).

        • Truman

          Però io non dicevo che si risolve facilmente, anzi evidenziavo una contraddizione, che è presente almeno da secoli fa, tra il conformismo e il rifiuto totale dei colonizzatori.

          • Primadellesabbie

            Alle porte di Trapani c’é un paesino, Paceco, e a Trapani ho imparato un detto: “Oltre Paceco, Gemmania é”.

      • Holodoc

        Nella lista dei vari “valori” tu e gli altri commentatori vi sie scordati quelli islamici, che hanno influenzato la società del Sud per secoli

        • DesEsseintes

          Michele Amari, storico siciliano del XIX secolo, ritiene che il periodo islamico sia stato il migliore per la Sicilia.
          L’unico in cui si riuscí a superare il latifondo.

    • Donchi

      assolutamente d’accordo con Fusaro .
      State andando oltre il suo semplice appunto, cioè non piegarsi facilmente alla globalizzazione, senza andare troppo lontani, parlando di economia o di statistiche morfologiche, semplicemente la resistenza orgogliosa delle proprie tradizioni e non l’indifferenza al mansueto cambiamento unificatore mondiale.

    • Vattelapesca

      “e Fusaro racconta balle”.
      Ha espresso una sua opinione. Ma perché bisogna sempre buttarla in “io ce l’ho più lungo!” Non entro nemmeno nel merito: si parla, ci sono opinioni, sensibilità diverse. La forma è anche sostanza, scusa!

  • Primadellesabbie

    Purtroppo non é così, la cultura del Sud, quando frana va completamente in briciole, e frana, come consuetudine, per ordini superiori, per iniziativa gerarchica.

    Fusaro, qui, non mi sembra un buon osservatore.

  • DesEsseintes

    Sud non è solo il meridione d’Italia.
    La Russia per esempio è un Sud e cosí in qualche modo si percepiscono loro stessi nella loro ostinata diversità rispetto ai modelli nord europei e anglosassoni.

    Dubito che la “rivoluzione” verrà dal Sud ma credo che ci stiamo avvicinando a un passaggio storico drammatico oltre il quale nulla sarà più come prima.
    Il dopo sarà “il Sud” inteso come lo descrive Fusaro.
    Che ha delle idee molto coraggiose e molto belle per cui confido che un giorno imparerà a esprimerle con un po’ più di sangue senza preoccuparsi troppo di essere sempre perfettamente irreprensibile.

    • Giulio Larosa

      lo spero vivamente e ti faccio i complimenti per quello che hai detto.

    • enricodiba

      La Russia ha la sua cultura potente e imperiale o meglio zarista, basta vedere il loro simbolo dell’aquila bicipite, loro si considerano la terza Roma, ti credo che non si piegano a qualche barbaro anglosassone.
      I meridionali sono stati un forte regno, il più potente in italia e tra i più forti nel mediterraneo, che ha subito una catastrofe politico-economica, ma resta un po’ del loro orgoglio.

      • Truman

        La Russia è la Grande Madre, la Russia è tellurica. Il popolo russo ha un grande legame con la terra e il ciclo delle stagioni. E anche qui la religione ricopre strati primordiali tenaci e resistenti dell’immaginario collettivo.

      • fastidioso

        Teniamo conto che nel sud (Calabria , Lucania, Puglia in particolare) vi sono parecchie “colonie” impiantate dagli albanesi della diaspora post-invasione dei turchi.
        Erano un popolo molto orgoglioso le cui tradizioni ancora oggi sono tramandate e rispettate dai più anziani ed anche la lingua viene ancora parlata e tenuta in vita in gran parte di essi. Molti giovani sono influenzati dalla tv berlusconiana in special modo dai meno scolarizzati.

  • –<>– –<>–

    Da quando esiste, il capitalismo ha sempre agito allo stesso modo.
    Quello di dividere il territorio in una zona ricca e moderna e in una povera e arretrata, è una delle strategie capitalistiche.
    Ogni Stato, al di la della collocazione geografica, ha il suo “sud”, che può essere interno o sottoforma di colonie da sfruttare.
    Questa condizione fa parte degli equilibri capitalistici, e nessuna forza liberale potrà mai cambiarla.

  • Echoes

    L’Italia, una zona geografica caratterizzata da una biodiversità incredibile e questo aspetto fa coppia con la biodiversità sociale. Un valdostano con un catanese che c’azzecca? Un nuorese con un veronese?
    Dopo il sanguinario Garibaldi, il Sud come viene descritto è cessato di esistere (secondo me).
    Oggi come oggi esistono realtà locali sparse per lo stivale e ognuna riflette la zona dove vive (i problemi e le tradizioni di chi vive in Abruzzo sono ben diverse da chi vive in una qualsiasi cittadella della Pianura Padana).

    Il Sud? E’ il Nord di qualche altro Sud.

  • Pimander

    “””il Sud è ancora in larga parte distante dall’organizzazione postmoderna della vita e del pensiero: è ancora tradizionale e comunitario”””
    La resistenza al cambiamento tipica dei meridionali che in questo caso pare abbia riflessi positivi…

  • Wal78

    Che il Sud sia stato vigliaccamente schiacciato dai puzzoni Savoia con il risorgimento è assolutamente vero
    Ricordo a Fusaro che quasi tutta la peggio TV italiana (da De Filippi alla D’Urso ecc) al Sud fa ascolti doppi che al nord (I famosi tronisti lavorano praticamente nelle discoteche del Sud)
    E mi permetto di dire che, avendo lavorato per anni nelle ricerche di mercato, l’attitudine verso marche e un certo tipo di lifestyle è molto più elevato al Sud che al Nord.
    Clientelismo, parassitismo e totale inefficienza non vanno scambiati per resistenza all’organizzazione postmoderna, sono semplicemente le risultanti del fatto che il Sud ha perso la guerra 160 anni fa

    • ndr60

      Il Sud può aver perso la guerra 160 anni fa, sicuramente ha vinto la pace dal ’45 in poi. Naturalmente non mi riferisco ai poveracci arrivati a Torino e Milano con la valigia di cartone, bensì all’élite meridionale rimasta in loco che ha beneficiato dei miliardi dati dallo Stato, e che ha usato i suddetti miliardi per mantenere le proprie clientele perennemente in stato di bisogno, in combutta con l’economia criminale.
      L’unità d’Italia ormai è un dato di fatto, e viene celebrata tutti i giorni alla Borsa di Milano, con la “ripulitura” dei capitali mafiosi.

  • natascia

    Nel sud-Italia esiste ancora il podere, la campagna. La maggior parte dei disoccupati ha in famiglia questa risorsa. Ritengo che siano più avanti in tutti I sensi. Si sposano. Fanno figli, certo meno che un tempo, esistono le casalinghe e veramente poche badanti e baby sitter. Controllano più che qui al nord i loro politici locali. Da questa base, parte tutta una serie di metastasi . Non ne faccio analisi . Ma la metastasi è ciò che ci unisce.

    • Tizio.8020

      Cit: “Controllano più che qui al nord i loro politici locali”.

      Dati i risultati, pensa cosa succederebe se NON li controllassero!

    • Wal78

      La campagna esiste sia al Nord che al Sud. non c’è differenza tra il tasso di inurbamento al Sud rispetto al Nord
      Il tasso di nuzialità al Sud è simile a quello del Nord
      Il tasso di fecondità al Nord è più alto che al Sud da parecchi anni
      Le casalinghe sono sicuramente più al Sud ma hanno un’età media di 60 anni e la stragrande maggioranza ha la licenza media (un ottimo bacino per i programmi della De Filippi e della D’urso come tutti i dati dimostrano)
      Una gran parte dei disoccupati al Sud sono finti disoccupati visto l’enorme elargizione di strumenti di assistenza e pensioni di invalidità al Sud rispetto al Nord
      Ci saranno meno badanti ma sicuramente più furbetti della legge 104 come molte inchieste hanno dimostrato.
      Non c’è meglio e non c’è peggio…ci sono i fatti
      Il Sud è meraviglioso per alcune cose, come è meraviglioso il Nord per alcune cose…non mitizziamo gli stili di vita

      • natascia

        La Sardegna è sud?

  • A 19th century man

    Caro Fusaro, ti rispondo dal Sud. Il discorso che fai sarebbe stato valido fino a 20 anni fa. Ma anche il Sud ora ha ceduto ed è diventato uguale al nord, soltanto più povero.

  • Nieuport

    Bei commenti, Tonguessèy, DesEsseintes, Truman, vi si legge con piacere, e grazie a Dio non è ancora arrivato il solito troll che insulta Fusaro. Ma siccome non si vive solo di pensieri ma anche di sensazioni, vi do un consiglio, guardatevi il film Passione di John Torturo, per vedere e sentire che bellezza sa darci il sud.

  • Holodoc

    Io non credo che le usanze locali possano fare da sponda al “fascino” del materialismo capitalista. Lo si capisce guardando l’America, dove non ci sono problemi di integrazione degli immigrati. A quanto pare la cultura dell’avidità e del profitto la assimilano tutti immediatamente…

    • Divoll79

      Come non ci sono problemi di integrazione?! E’ una societa’ fatta come olio e aceto. Non esiste nessuna integrazione, non importa quanti decenni o secoli passino. Non solo in Usa.

      • Holodoc

        È proprio l’assenza di integrazione, il non riconoscersi in altri principi che non siano la competizione e il profitto, il fondamento della società americana!!! Un allegro tutti contro tutti con un’imbiancata di ipocrisia calvinista.

        • Divoll79

          Esattamente. Ha centrato la questione.

  • uomoselvatico70 uomoselvatico7

    A me invece il sud Italia non piace proprio per niente e mi va stretto pure il nord.
    Somiglio più ad un tedesco o ad austriaco o comunque ad un nord-europeo che all’italiano medio dal un punto di vista di mentalità, carattere, ed aspetto fisico.
    Per questo ho girato mezzo pianeta ma in Italia non sono mai voluto scendere al di sotto di Firenze, o al massimo di Roma.
    Ma in realtà più che il sud Italia non mi piacciono propri tutti i “paesi del sud del mondo” da quelli di radice latina a quelli mediorientali per finire con quelli africani.
    Sono popoli dei quali non mi piace praticamente NIENTE….
    Dalla loro cultura e mentalità, alla musica, al caldo, alle zanzare, alla sporcizia, alla perpetua disorganizzazione e caos, all’approssimazione sia sociale che personale.
    Adoro invece i paesi nordici, i fiordi norvegesi, i magnifici paesaggi della Scozia e le bellissime pulite ed ordinate città del nord Europa e del Canada.
    Tanto per dirne una volete mettere la civilissima, ordinatissima e pulitissima Vienna paragonata a Roma o Napoli ?
    Dovera quell’articolo sulla qualità della vita….. Ora lo trovo:

    Ecco:

    http://www.repubblica.it/economia/2017/03/14/news/vienna_e_per_l_ottavo_anno_la_citta_dove_si_vive_meglio_al_mondo_nelle_prime_dieci_otto_sono_europee-160523556/?refresh_ce

    • Holodoc

      Anche io ho sempre preferito, per le vacanze, i paesi del nord rispetto a quelli del sud, proprio per una questione di “simpatia” personale… fino a che non ho sperimentato di prima mano quanto sia buono il cibo, la rilassatezza e l’accoglienza del sud. E per quanto riguarda la sporcizia, non è che poi gli inglesi siano meglio dei mediterranei!

      • Divoll79

        Specialmente adesso che, di inglesi, non ne trova piu’ tanti in Inghilterrastan.

        • Holodoc

          Neanche gli autoctoni sono granché, gente che non sciacqua neanche il sapone dai piatti prima di metterli ad asciugare…

    • GiNoDue

      quanta ignoranza in un commento solo….
      porcavacca non era facile ma ci sei riuscito a infarcire una boyata di messaggio di boyate ancora piu grandi!!!

  • Edoxxx

    Quindi a Fusaro piacerà ancor di più lo Zambia del Sud Italia

    • Divoll79

      No. Fusaro e’ uno dei pochi a sinistra che condannano fermamente questa immigrazione forzata e lo ius soli.

      • Edoxxx

        Non intendevo quello, seguivo il suo ragionamento.

        Copio e incollo:

        Pur con le sue contraddizioni, il Sud è ancora in larga parte distante dall’organizzazione postmoderna della vita e del pensiero: è ancora tradizionale e comunitario, ha le sue lingue e le sue usanze. È, anche per questo, un’isola felice di resistenza alla postmodernizzazione capitalistica che ha già letteralmente colonizzato cuori e menti al Nord. Da questo punto di vista, è al Sud che dobbiamo guardare. Con rispetto e gratitudine. Ci insegna a resistere.

        Questo ragionamento non è ancor più valido per lo Zambia?

        • Divoll79

          Fusaro si riferiva al Sud Italia, non sia faceto ;-))

  • Corvo

    Sono nato in Sicilia. Mi sono nutrito della Tradizione, quella vera, profonda e sotterranea come il fiume coperto dalla lava che scorre sotto la mia citta’ natale. La lava l’ha reso invisibile ai piu’, ma non l’ha distrutto, l’ha solo ricoperto.
    Gli Zombiedioti dicono che il fiume non esiste.
    Il fiume segreto non e’ solo.
    Le *otto* citta’ che sono state sostituite da quella odierna, con i suoi palazzacci abusivi costruiti dai 4 cavalieri dell’apocalisse mafiosa negli anni settanta sono sempre li. Nascoste.
    Non sono morte. Sognano e i loro sogni filtrano nelle coscienze di chi ci vive.
    La Tradizione emerge il 5 di Febbraio, quando i Cittadini in delirio onorano la Dea e pronunciano il sacro giuramento N.O.P.A.Q.V.I.E. Noli offendere Patriam Agathae quia ultrix iniuriarum est , che ricorda come la Dea fermo’ Federico II di Svevia dal massacrare gli abitanti. Allora come oggi, la resistenza allo stato centrale era forte e si esprimeva con il rifiuto del concetto di appartenenza a niente altro che alla Polis. E nemmeno ad essa.
    Come scrive Fusaro e’ la negazione della modernita’, che si esprime in maniera irrazionale -parola aborrita nel mondo del materialismo scientifico modernista – che conosce slanci umani unici. Lo comprende il freddo Fusaro?
    Pippo Fava. Falcone. Borsellino.
    Uomini che hanno dato allo stato Italiano la vita.
    Il Sud e’ la patria dell’Ethos abbinato al Pathos.
    Di Eros e Thanatos intrecciati.
    Di quel Futuro che sara’ molto piu’ simile al Passato remoto di quello che pensiamo.
    Nel frattempo aspettiamo, come disse quell’altro uomo del Sud:
    Si sta come d’autunno, sugli alberi le foglie.
    Aspettiamo e ci prepariamo.

    • Tonguessy

      Hai ragione da vendere nel sostenere che “i sogni filtrano nelle coscienze di chi ci vive”. Ma poniti una domanda: chi ci vive si nutre ancora di quei sogni? Come puoi leggere dai commenti c’è una diffusa consapevolezza che quei sogni siano stati abbandonati per seguire una più prosaica predisposizione alla postmodernità, quindi un’autentica adorazione del virtuale (smartphone, Facebook, Twitter e via elencando). Sei in grado di nominare un certo numero di persone che per sostenere quei sogni sono disposti a rinunciare alla virtualità postmoderna? Oppure pensi che le due cose possano coesistere (cosa che io ritengo non solo impossibile ma addirittura immorale per i difensori dei sogni)?