Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org
Simplicio: questi partiti fingono di essere diversi, ma poi fanno tutti le stesse politiche antipopolari. E’ inutile esprimere una scelta tra zuppa e pan bagnato, è una presa in giro.
Salviati: è vero, i vecchi partiti si sono lasciati corrompere, non rappresentano più i loro elettori. Proprio per questo occorre liquidarli andando a votare il nuovo che interpreta il dissenso.
Simplicio: il sistema politico è interamente marcio. Andare a votare significa legittimarlo per altri 5 anni. Meglio non partecipare a questa farsa.
Salviati: non partecipare alle votazioni significa lasciare campo libero a chi vuole perpetuare il malgoverno, per ignoranza o per interesse personale, il risultato non cambia. E il risultato è che anche una minoranza nel Paese può diventare una maggioranza di governo.
Sagredo: scusate non capisco, come è possibile che le percentuali di gradimento dei partiti cambino significativamente quando gran parte degli elettori si astengono dal votare?
Salviati: è semplice. Gli astenuti (per un qualsiasi motivo) non avrebbero comunque votato alcun vecchio partito. Perciò la partita si gioca solo tra i fedelissimi (per un qualsiasi motivo) ai partiti tradizionali, quelli cioè che vanno a votare sempre da sempre. Così il nuovo non avanzerà mai.
Se ad esempio la metà esatta degli aventi diritto al voto si astiene, un vecchio partito cristallizzato da anni al 15% delle preferenze degli italiani, risulterà scelto dal 30% dei votanti effettivi, e guiderà di conseguenza la nuova (si fa per dire) coalizione di governo.
Simplicio: ma quale nuovo che avanza! Non avete visto il voltafaccia dell’ultimo nuovo partito rampante, che una volta al governo ha tradito i suoi elettori, facendo tutto il contrario di quanto promesso nel suo programma elettorale?
Salviati: questo è potuto accadere perché era un partito trasversale, legato solo dal dissenso verso il malgoverno, con le più disparate motivazioni e orientamenti politici. Elettori frustrati dalla corruzione del sistema e dei rispettivi partiti di provenienza, privi di un vero ideale condiviso e costretti a scegliere tra candidati raccogliticci, politicamente e professionalmente impreparati. E’ proprio da questa delusione così amara, da questa esperienza troppo connotata emotivamente, troppo superficiale fin dalla sua stessa formazione, che nascono ora altre forze ben più qualificate culturalmente e moralmente, a garanzia che non si ripeta il tradimento della fiducia loro accordata.
Simplicio: è inutile, quando tutto il sistema è marcio è impossibile cambiarlo tramite le stesse regole che l’hanno prodotto. Stare a questo sporco gioco vuol dire accettarlo e legittimarlo. Molto meglio non partecipare affatto.
Sagredo: a quali regole vi riferite?
Simplicio: alle cosiddette regole istituzionali, che questi partiti hanno stravolto e interpretato a modo loro, talvolta illegittimamente, talaltra cambiandole a loro comodo grazie all’autorità legislativa conferitagli dagli elettori. Perciò non si deve più votare, per non diventare complici di questi impostori.
Sagredo: va bene, supponiamo che la maggioranza dei potenziali elettori dia retta a Simplicio e non vada a votare. Che succede dopo?
Salviati: succede che gli “impostori” che si volevano delegittimare andranno legalmente al governo, ed anche alla finta opposizione, per altri 5 anni senza che gli italiani possano fare nulla per fermarli. E’ questo che volete? Neanche provarci a cambiare le cose quando si presenta l’occasione?
Simplicio: l’occasione per delegittimare il futuro governo degli impostori è proprio questa: non votarli, non stare al loro gioco.
Salviati: scusami Simplicio, ma mi sembri un disco rotto, che suona sempre la stessa nota stonata. Come te lo devo spiegare che l’astensione è un tipo di delegittimazione di fatto ininfluente, del tutto inutile visto che non c’è un quorum per invalidare le elezioni politiche? Una volta fatta la maggioranza di governo secondo queste regole (che al momento non sono neppure in discussione) il potere esecutivo è pienamente legittimato, tanto quanto se avesse votato il 100% degli aventi diritto.
Simplicio: sì, ma non in mio nome. Quel governo non mi rappresenterà. E poi chi dovrei votare? Qualche nuova proposta politica dello zero virgola, che non conta nulla, o peggio nuovi personaggi destinati a tradire la mia fiducia come hanno già fatto i precedenti?
Salviati: vedi che non mi ascolti! Ti ho già spiegato che far nascere una forza di vero rinnovamento dell’attuale arco parlamentare corrotto non è certo impresa facile, ma che non ci si può arrendere ai primi fallimenti, che anzi servono per imparare a non ripetere più gli stessi errori del passato. Potrei capire il tuo scetticismo se non ci fosse alcuna proposta politica alternativa a questo sistema deteriorato, se non ci fossero nomi nuovi degni di fiducia, se non ci fosse un metodo democratico autentico interno a queste formazioni e la necessità vitale di difenderlo dalle prevedibili infiltrazioni distruttive. Ma non è così. E’ proprio la gravissima malattia del nostro sistema democratico che ha prodotto questi anticorpi, la cui forza sta nel tuo voto, nel voto di tutti i disillusi dalle devastanti esperienze passate. L’alternativa è subire passivamente un ulteriore deterioramento rovinoso delle politiche reazionarie, repressive, liberticide e guerrafondaie in atto, orientate a un imminente suicidio economico, sociale, civile dell’Italia, per di più in un contesto geopolitico assai inquietante già di suo, ma in rapida trasformazione. Oppure una lotta armata contro un tiranno tanto potente quanto sfuggente, dai mille volti, spesso nascosti. Una rivoluzione violenta quanto perdente, che in ogni caso, direi fortunatamente, non è nelle corde del Popolo italiano, per quanto vessato.
Sagredo: va bene, entrambi dite cose giuste, ma non avete ancora discusso della potentissima influenza dei media sulla pubblica opinione, dei fortissimi condizionamenti esterni provenienti da potentati economici e finanziari, oltre che da grandi stati esteri con interessi nel nostro Paese contrari agli interessi nazionali, dalle alleanze militari degenerate, ecc. ecc. A che serve la politica quando è così ingessata dall’intreccio di altri poteri soverchianti?
Simplicio: infatti non serve più a nulla, è inutile e dannoso parteciparvi.
Salviati: proprio per l’impotenza ormai ampiamente dimostrata da una politica venduta occorre impegnarci tutti al massimo, personalmente, per contribuire a rifondarla da zero, per ridarle la forza e la primazia che le spetta sugli altri poteri, essendo l’unico baluardo possibile che può contrastare la logica del privilegio di parte, che isola e divide le persone, procurando direttamente e indirettamente infinite sofferenze individuali e disastri sociali. Non è certo un percorso facile, ma senza eleggere rappresentanti validi è impossibile perseguire l’autodeterminazione del nostro stesso popolo. Libertà è partecipazione.
Sagredo: c’è del vero in entrambe le posizioni e le rispetto, ma credo anche che sia profondamente sbagliato in questo difficile e delicatissimo momento propagandare e forzare l’una contro l’altra. E’ una scelta gravida di conseguenze, di grande responsabilità strettamente personale, che deve essere assolutamente libera per essere anche giusta. Ragionando su quanto ho ascoltato la mia scelta l’ho già fatta, nettissima, ma me la tengo per me, nella speranza che sia condivisa da una larga maggioranza di persone ragionevoli e di buona volontà, che vogliono salvare questo nostro mondo dalla rovina cui va incontro a grandi passi.
Aiutiamoci che Dio ci aiuterà.
Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org
Divoll 22 agosto 2022
Votare, si, votare uno dei nuovi partiti alternativi, o almeno cassare la scheda! L'astensionismo ha forse prodotto qualche risultato, fino a oggi, tranne che lasciare al potere sempre gli stessi? A furia di astensione, ci toglieranno il diritto al voto e basta. Questo, alla fine, sara' l'unico risultato, ricordatevelo. E i nostri nonni e bisnonni, che diedero anche la vita per assicurarci questo diritto, si rivolteranno nella tomba.
omega 22 agosto 2022
Chi mi garantisce che i nuovi partitini alternativi, viste le premesse, non facciano come i grillini? Capì e programmi di codeste formazioni politiche lasciano molto a desiderare e non mi fiderei di affidare loro nemmeno l'amministrazione condominiale. Perché non prendere atto che la delega politica non funziona e che conviene attivare nuove forme di partecipazione?
omega 22 agosto 2022
Pardon, capi.
Jocondor 22 agosto 2022
ricordo qui che Zelensky è stato eletto con il 72% dei votanti, che però erano solo il 40% degli elettori. Lo delegittimiamo noi?
LuxIgnis 22 agosto 2022
Nessuno, ma questa è la vita; non c'è garanzia.
Arian Van Heisen 22 agosto 2022
Con la palla dei nonni ripetuta come un mantra dai sinistrorsi che mangiano alla creppia ,intanto è 30 anni che vi fregano proprio con il Voto il problema è esclusivamente Italiano non lo capite ? il gioco è truccato ..!
Arian Van Heisen 22 agosto 2022
Faranno come La lega ed il M5S perchè il sitema è truccato dalla c.I. solo in italy si è governati da 30 anni da non eletti ma nominati è evidente che per cambiare il voto è inutile.
Arian Van Heisen 22 agosto 2022
annullato commento sbagliato-
omega 22 agosto 2022
Infatti, con cotale rappresentanza, l'Ucraina si sfascera a breve.
omega 22 agosto 2022
E allora non c'è vera democrazia.
LuxIgnis 22 agosto 2022
La democrazia appartiene al mondo ristretto dell'uomo. La vita è un'altra cosa.
Fantine 22 agosto 2022
Arian, Jocondor ha fatto solo notare che anche se ha votato il 40% degli aventi diritto (quindi meno della metà degli elettori), il 72% di quel 40% ha deciso chi governa.
Quel 72% del 40% (ossia il 28,8%) non è affatto la maggioranza del Paese, eppure governa.
omega 22 agosto 2022
Mio nonno non diede la vita per questo e neanche mio bisnonno. Noi la democrazia la importammo dagli occupanti angloamericani, che hanno appunto il vezzo di esportare regimi.
Arian Van Heisen 22 agosto 2022
vero ho inteso male il senso del suo post ora con il tu chiarimento concordo
Arian Van Heisen 22 agosto 2022
ci penserà il poplo o i Ru8ssi a deliggittimarlo non ti preoccupare.
BrunoWald 23 agosto 2022
Molti di voi sembrano convinti che "governi" il 60%, o il 50%, o il 28,8% per colpa di chi non è andato a votare...
Non è così: governa chi controlla il 100%, perché possiede TUTTI i partiti partecipanti alle elezioni, i quali sono una sua emanazione diretta, o sono tollerati perché utili ai suoi fini.
In una parola, governa la massoneria. Ciò che alcuni chiamano "democrazia" è per l'appunto l'incantesimo che ha impedito, finora, il coagularsi di una reazione seria. Che nel migliore dei casi richiederà decenni, se non secoli, e un oceano di sangue.
In quanto all'Ucraina, suppongo che il 60% non sia andato a votare perché sanno che a governare sono Sion e gli americani, chiunque sia il fantoccio che firma le scartoffie. Il 28% non ha deciso proprio nulla.
Fantine 23 agosto 2022
Caro Bruno,
volutamente non sono entrata nel merito della "discussione".
Men che meno lo avrei fatto con riguardo all'Ucraina, nello specifico.
Mi sono limitata a fare notare una incomprensione nella quale era incorso Arian (che ha poi eliminato il commento, dopo il chiarimento) sulle percentuali espresse.
Fantine 23 agosto 2022
La "partecipazione" alla cosa pubblica viene dall'antica Grecia. La questione del suffragio anche. Le modalità applicative di entrambi sono storia. E non solo.
Con cordialità.
Fantine 23 agosto 2022
Aristotele, Politica.
"Ciò per cui realmente differiscono tra loro la democrazia e l'oligarchia sono la povertà e la ricchezza: di necessità quindi, dove i capi hanno il potere in forza della ricchezza, siano essi pochi o molti, ivi si ha l'oligarchia, dove invece lo hanno i poveri, la democrazia: e tuttavia capita, come abbiamo detto, che quelli siano pochi, questi molti. In condizione agiata si trovano, senza dubbio, i pochi, ma della libertà (se sono cittadini) partecipano tutti: per questi motivi pretendono entrambi Il potere nello Stato".
"Non bisogna supporre, però, che c'è senz'altro democrazia dove il popolo è sovrano e oligarchia dove pochi sono sovrani al governo. Se ci fosse una massa di milletrecento persone e di costoro mille fossero i ricchi e non ammettessero alle magistrature i trecento, nessuno affermerebbe che costoro sono retti a democrazia: parimenti se i pochi fossero poveri, ma tuttavia più forti dei ricchi, di numero maggiore, nessuno chiamerebbe oligarchia siffatta forma di governo. Quindi bisogna piuttosto dire che c'è democrazia quando i liberi sono sovrani, oligarchia quando lo sono i ricchi: succede però che quelli sono molti, questi pochi, perché di liberi ce ne sono molti, di ricchi pochi" .
"Lo statista veramente democratico deve badare che la massa del popolo non sia troppo indigente: per questo motivo è perversa la democrazia. Bisogna perciò adoperare ogni mezzo perché l'agiatezza permanga a lungo. E poiché ciò conviene anche alle classi agiate, bisogna raccogliere in un fondo comune i ricavati delle entrate e distribuirle ai poveri, soprattutto se se ne può raccogliere tanto quanto basti ad essi per acquistare un campicello o altrimenti dar inizio a un'impresa commerciale o agricola".
Mi permetto qualche ulteriore osservazione.
Sin dai tempi di Aristotele la paura dei ricchi è sempre stata quella che i poveri si unissero per sottrarre loro la proprietà.
Sotto tale aspetto, nei lavori preparatori della Costituzione americana prevalse l'idea di ridurre "la democrazia"; Aristotele proponeva, invece, di ridurre le disuguaglianze.
Senza indugiare oltre su tematiche che mi sono care, il potere (dei pochi) trova sempre la sua strada, come ho già scritto, ma è la misura nelle cose che fa la differenza.
Oggi la misura è colma.
Fantine 23 agosto 2022
Chi “governa” è lo Stato.
Che poi sia infiltrato, che ci siano servi venduti e traditori, non toglie che sia lo Stato a governare.
Perciò lo infiltrano, perciò comprano e/o ricattano, perciò uccidono, perciò screditano, perciò lavorano sulle masse. Insomma una strada la trovano, come hanno sempre fatto. Il punto è la misura nelle cose.
Pascere su un bel pascolo d’alta montagna, molto esteso e purtuttavia recintato (ma così esteso che il recinto si perda ben al di la’ della vista, salvo per quelli che si addentrano oltre il bosco) non è come pascere in un recinto angusto e pascere in un recinto angusto non è come avere una corda intorno al collo attaccata a un palo. E una corda lunga non è una corda corta. Poi c’è direttamente la gabbia.
Forse non si è mai è del tutto liberi (e potremmo parlare di cosa sia la libertà o le libertà), ma la misura nelle cose fa sempre la differenza.
Poi ciascuno agisca secondo la sua coscienza, è già tanto.
Fantine 23 agosto 2022
Bruno, ho lasciato il commento in calce al mio precedente.
Un paio di riflessioni.
absitiniuriaverbis 23 agosto 2022
Est modus in rebus», diceva Orazio.
Come dire che nelle cose ci vuole equilibrio, saggezza, normalità. Orazio combatteva gli eccessi, parlava di aurea mediocritas, preziosa via di mezzo.
La preziosa via di mezzo non è necessariamente un obbrobrio : é dove ci si incontra per la civile convivenza.
Fantine 23 agosto 2022
Caro Abs,
ciò che scrivi sono applicazioni pratiche del principio.
Il principio è quello della "giusta" misura.
Difatti Orazio fa seguire a "est modus in rebus" "certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum" (vi è una misura nelle cose; vi sono determinati confini, al di là e al di qua dei quali non può esservi il giusto).
BrunoWald 23 agosto 2022
Si, l'ho letto, grazie.
Ma lo stato non siamo noi: lo stato è il soggetto, di cui noi siamo gli oggetti (cioé i sudditi). Poi possiamo raccontarci quel che vogliamo, ma non cambiare le cose: lo stato è la sovrastruttura giuridica del potere reale (in questo aveva ragione Marx), che in quanto sovrano non accetta limiti, né divisioni, e tantomeno deleghe.
Una volta il potere apparteneva ai possessori della terra, organizzati in base a linee dinastiche. Poi è passato ai possessori delle macchine, e da questi agli alchimisti che controllano il denaro, organizzati in società segrete di stampo massonico. Questi hanno creato gli stati nazionali (Italia in primis) ed ora li stanno svuotando in favore di un super-stato transnazionale - chiamalo NWO.
Chi porta la corona, con annessi rischi, può governare apertamente; chi si nasconde dietro a un cappuccio mette invece i suoi pupazzi sul mercato elettorale, lasciando al popolo l'illusione della scelta. Se le cose funzionano, senza intoppi, tanto meglio; altrimenti si mettono in atto le contromisure adeguate.
Questo, in estrema sintesi, mi pare il senso e la ragion d'essere della democrazia. Finché non lo capiremo, non potremo nemmeno cominciare a immaginare un'alternativa.