VIKTOR ORBAN: UNA CLONAZIONE FASCISTA

VIKTOR ORBAN: UNA CLONAZIONE FASCISTA

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Il futuro post umano è già in marcia, con le sue milizie di cloni, profughi e migranti, gestiti dall’eugenetica migratoria, che pesca nel mucchio e sceglie i migliori, quelli professionalmente più preparati, quindi i siriani invece degli iracheni, i cattolici invece degli islamici. E mentre l’altro razziale viene visibilmente segnalato come strano e irriconoscibile, appartenente a quei sottogruppi umani, che vengono selezionati per svolgere lavori di manovalanza a basso costo, i cloni attraversano i non-luoghi e quelli li abitano, li invadono, sono ovunque. Aeroporti, stazioni, porti, spiagge sono il nostro futuro, non-luoghi dove le persone si accalcano per partire o per tornare, per sfuggire all’alienazione che le attraversa, travolte da scenari distopici, animate solo da un disperato furioso terrore.

Scenografie inquiete dove la vita si confonde con la morte, dove i migranti trasudano odore fradicio e malsano, in un tempo degradato di ritorno al futuro, che ci stiamo apparecchiando forse senza averne piena consapevolezza. Spazi dove non esistono più leggi assennate, bensì regolamenti europei che assumono la forma di un tacito e dispotico contratto, che l’utente è costretto ad accettare necessariamente nel momento in cui ne condivide anche le clausole più segrete. Spazi anonimi, alienati, abitati dal silenzio assordante della morte.

Alcune scene di questo cupo presente invadono gli schermi al plasma e le coscienze di melma: il corpo di un bambino di tre anni riverso su una spiaggia turca, scena straziante, ma ugualmente “scenografica” al punto giusto, rivela ai telespettatori tutto l’horror dei Salvini europei e sembra scandire a chiare lettere: “Noi siamo umani, voi invece siete solo delle bestie”. Oppure i 71 migranti trovati morti in un camion frigorifero abbandonato su un’autostrada in Austria, al confine con l’Ungheria, in stato di decomposizione avanzata e stipati come sardine, come avveniva molti anni fa nei treni di deportazione nazista.

E poi quel fiume di profughi, che Orban non è riuscito a fermare, né con la barriera ai confini con la Serbia, né con il fermo dei treni, figura di merda di portata mondiale, visto che la grande marcia dei derelitti, sfuggiti da guerre e miseria, ha marciato inarrestabile fino alla meta, seguita e ripresa dai più importanti network mondiali. Un fiume inarrestabile, che ha la forza di uno tsunami travolgente, che nessuno riesce a fermare. Cifra inesorabile di vitalità ed energia, è lo stilema dell’utopia e del sogno, che in alcuni momenti della storia tracciano il nuovo cammino.

La marcia dei profughi ha colpito l’immaginario collettivo della società dello spettacolo, spiazzando le oligarchie finanziarie, che non si aspettavano tanto ardire nel cuore dell’Europa, ed ora sono costrette ad organizzare l’accoglienza. Dopo alcuni giorni di vero e proprio assedio alla stazione Keleti di Budapest, nella serata di venerdì 4 settembre, dopo che molti di loro avevano deciso di raggiungere l’Austria e poi la Germania a piedi, il governo ungherese ha messo a disposizione alcuni pullman per il trasporto dei migranti. Molti si sono poi diretti in Germania, dove sono stati accolti con applausi e aiuti umanitari alla stazione di Monaco di Baviera.

Nell’incubo postmoderno quotidiano, duecentocinquanta chilometri senza assistenza si affrontano senza alcun indugio, sotto i riflettori di mezzo mondo, donne con bagagli, bambini portati a spalla o in passeggino, uomini giovani e vigorosi che guidano la marcia, perfino anziani in carrozzella privati dell'uso delle gambe. Una guerra di civiltà dove si contendono il senno ampi e diversi schieramenti, da una parte i custodi dei valori di solidarietà e compassione per i bisognosi, dall’altra chi dispensa miserabile furia verso i diseredati della terra, e vorrebbe respingimenti, raffiche a vista sui profughi, filo spinato e muri invalicabili.

Per i romantici xenofili i migranti assumono un’aureola di santità, indossano le parvenze di quei poveri che la nostra cultura cristiano evangelica ci insegna a rispettare e ad accogliere, perché sarebbero le fondamenta della futura società multiculturale, e quindi un’utopia cosmopolita dove tutti i popoli convivrebbero in armonia “integrandosi” tra loro. Gli agguerriti xenofobi, invece, prospettano il blocco dell’immigrazione, i respingimenti e l’innalzamento di mura invalicabili per bloccare l’accesso all’Occidente assediato.

Tra questi c’è proprio Viktor Orban, il leader carismatico ungherese, osannato dai suoi luogotenenti e federali al seguito, sparsi un po’ in tutta Europa, il calvinista confermato primo ministro per la terza volta. Il leader di Fidezs, è malvisto dalle oligarchie occidentali neoliberiste, perché considerato troppo autoritario/nazionalista, per il suo rifiuto di adottare l'euro come valuta e la decisione di porre la banca centrale ungherese sotto il controllo del governo. Scelte certamente apprezzabili, però conviene considerare altri aspetti del personaggio, se si vuole avere un quadro più completo della sua cifra politica.

In un discorso pronunciato a luglio, il primo ministro ha denunciato la morte del modello democratico occidentale, sottolineando che i regimi autoritari come quelli di Russia, Cina e Turchia sono il futuro. “Dobbiamo abbandonare i metodi e i principi liberali nell’organizzazione di una società”, ha dichiarato. “Stiamo costruendo uno stato volutamente illiberale, uno stato non liberale”, perché “i valori liberali dell’occidente oggi includono la corruzione, il sesso e la violenza”.

Orban infatti ha realizzato pienamente il suo progetto politico illiberale, con una legge elettorale spudoratamente maggioritaria ha ottenuto la maggioranza di due terzi dei seggi parlamentari, ha quindi modificato la costituzione a suo piacimento, ha ridotto l'indipendenza della magistratura ungherese e ha trasformato la tv pubblica in un megafono del governo,

Molti sono i segni rivelatori del nazionalismo autoritario: banche straniere parzialmente nazionalizzate, terreni affidati in concessione agli stranieri restituiti ai loro proprietari ungheresi. Provvedimenti insomma che favoriscono particolarmente gli oligarchi vicini al regime, gli amici degli amici.

Mentre in un libro ostile una giornalista investigativa lo ha accusato di costruire - dietro gli slogan "populisti" - un impero miliardario per la famiglia, e di essere destinato in realtà a diventare uno degli uomini più ricchi del Paese. L’ultima iniziativa di “Viktator” – come lo chiamano i suoi detrattori – è quella di inserire direttamente in Costituzione alcuni “provvedimenti di transizione”, ritirati o bocciati dalla Curia (la Corte costituzionale magiara).

Il Governo Orban ha dunque inteso: ridimensionare la libertà d’espressione per difendere la dignità “della Nazione, dello Stato e della persona”; ridurre il margine di manovra della Corte costituzionale nella valutazione degli emendamenti alla Costituzione stessa e delle leggi; limitare lo status di “famiglia” solo a quelle coppie eterosessuali che si sposano per fare figli; ripristinare la legislazione sulle confessioni religiose (rivista la pratica di accesso alle esenzioni garantite dalla legge); una norma sui senzatetto, interpretata come misura per tutelare l’ordine e la sanità pubblica; definire il vecchio Partito Comunista (oggi MSZP) una “associazione criminale”, rendendo teoricamente possibili dei processi “politici” nei confronti delle opposizioni; subordinare il finanziamento statale delle borse di studio universitarie al fatto che lo studente sarà costretto a lavorare per un certo periodo in Ungheria per “ripagare il debito”. (www.libertiamo.it)

Ma Viktor Orban ci riserva altre sorprese. Dopo che giovanissimo aveva fatto parte della Gioventù comunista, nel 1989 va a studiare a Oxford grazie ad una borsa di studio della fondazione Soros. Nel 1992 è già leader di Fidezs, che in questo momento fa parte dell'internazionale liberale. Il primo governo di Fidezs, dopo la vittoria elettorale del 1998, si distinse per le sue misure ultraliberiste: privatizzazioni, abbattimento del disavanzo con tagli alla spesa pubblica, norme sulla flessibilità del mercato del lavoro, politiche di deflazione salariale. Misure antipopolari che incoraggiarono i capitali stranieri, anzitutto tedeschi, a colonizzare di fatto il paese. (Sollevazione.blogspot)

Tornato di nuovo al governo nel 2010 Viktator fa scelte politiche divergenti: da una parte controllo pubblico della banca centrale, svalutazione della valuta nazionale, alcune rinazionalizzazioni come quelle dei fondi pensione, rifiuto di entrare nell'eurozona; dall'altra procede, grazie alla maggioranza assoluta verso una modifica antidemocratica della legge elettorale e della Costituzione.

Quanto agli indici di povertà rilevati nel paese, sembra che tra il 2009 e il 2013 la povertà estrema sia cresciuta dal 20,3% al 26,8%, e che nel 2014 oltre il 42% dei bambini ungheresi di meno di sette anni viva in povertà. L’Ungheria sarebbe quindi tra i cinque Paesi con la maggior povertà nell’Unione europea.

In base a uno studio del Tarki, un istituto di ricerca di Budapest, secondo cui "povero" è chi vive con meno di 260 euro al mese, il 46,6 per cento della popolazione ungherese vive al di sotto della soglia di povertà, con un picco del 92 per cento per la minoranza rom. Insomma i segmenti più poveri della popolazione sono fortemente penalizzati, e la disuguaglianza sembra avere soprattutto forti connotati etnici e colpisce soprattutto la minoranza rom.

Alla fine, in questa tragica deriva democratica, in cui sorgono odi e rancori repressi tra le nazioni europee, non sembrano più esserci prospettive salvifiche di senso, ma solo ignobili illusionismi, tanto che l’unica scelta politica disponibile sembra contendersi il primato tra l’Europa, lager neoliberista governato da élites finanziarie, e il nuovo eroe del nazionalismo magiaro Viktor Orban, l’uomo nuovo che osa ribellarsi al potere eurocratico in nome della nazione, clone anche lui del despotismo di antica memoria … insomma l'unica scelta concepibile è quella tra due fascismi …

"Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo costringono".
Bertolt Brecht

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

12.09.2015

Riferimenti:

http://it.ibtimes.com/speciale-europa-ungheria-dove-numeri-e-realta-non-coincidono-1346234

http://www.globalproject.info/it/mondi/nero-dungheria/16883

(http://sollevazione.blogspot.it/2014/04/ungheria-chi-e-davvero-viktor-orban.html)

http://www.libertiamo.it/2013/03/09/ungheria-da-rivoluzione-a-involuzione/

http://www.internazionale.it/opinione/gwynne-dyer/2015/02/24/la-democrazia-illiberale-di-viktor-orban

http://contropiano.org/editioriali/item/32607-anche-i-migranti-non-sono-tutti-uguali

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/05/migranti-germania-e-austria-aprono-i-confini-merkel-nessun-limite-alle-richieste-dasilo-siamo-un-paese-forte/2010347/

http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_05/migranti-austria-germania-aprono-confini-primi-bus-arrivo-06048180-538c-11e5-8d8b-01b5b32840a1.shtml

http://www.formiche.net/2015/08/26/perche-la-germania-spalanca-le-porte-ai-siriani/

http://video.repubblica.it/dossier/immigrati-2015/budapest-ammassati-nel-treno-che-non-parte-mai/210705/209854?ref=vd-auto

http://www.linkiesta.it/elezioni-ungheria-jobbik-destra-fascismo

http://www.lintellettualedissidente.it/italia-2/le-vere-cause-dellimmigrazione-al-di-la-di-pessimismo-e-romanticismo/

Commenti (92)

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    1. oldhunter 14 settembre 2015

      Ecco poi chi era veramente lo "sgambettato":


      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=88199


      E anche a costoro che sono state spalancate le porte dell'Europa!

    1. spadaccinonero 14 settembre 2015

      @rosanna


      quando gli sbirri fanno muro e hanno l'ordine di non far passare nessuno, manco le mosche superano le loro fila, qui invece ci sono sbirri con cappellino che fanno finta di contenere la folla.

      quindi Orban GLI HA FATTI PASSARE

      saluti
    1. Hamelin 14 settembre 2015

      Il termine Fascismo viene sempre usato impropriamente .
      Il Fascismo è morto e sepolto , semmai esistono movimenti od ideologia totalitarie che assomigliano o si ispirano per alcuni versi a quel movimento .

      Fondamentalmente tutto il mondo è governato da una ristretta oligarchia transanzionale che domina il mondo in modo totalitario .
      La democrazia è solo un formale spauracchio a cui si abbeverano i pecoroni che credono nella libertà senza mai averla .
      La Democrazia è il piu' grande sistema di controllo di massa mai inventato frutto di centinaia di anni di studi , tentivi e fallimenti che le Elitè hanno fatto nel corso dei secoli ( le Elitè se qualcuno non lo sa sono Casate Dinastiche che si sono perpetrate nel tempo senza mai perdere il potere e la ricchezza ) .

      Chiunque vive in catene e sa di esserlo prima o poi si ribella .
      Hanno provato nel tempo , hanno imparato la lezione e sono giunti alla conclusione che solo quelli che vivono in catene e non sanno di esserlo sono controllabili .

      Il risultato è la nostra società dove la gente non conta un cazzo ma crede di essere importante , dove la gente crede di poter prendere decisioni sulla propria vita ma non decide nulla , dove crede di combattere delle battaglie per cambiare le cose ma non cambia nulla ( se non in peggio ) .

      I Media sono l'olio che fa funzionare il meccanismo per rendere ancora piu' ciechi dei ciechi che guidano altri ciechi .

      Tutti si affannano a combattere una Guerra semantica su paradigmi del passato di movimenti ed eventi creati dagli stessi padroni del vapore senza accorgersi della realtà immanente .

      Vi/Ci hanno ucciso e nessuno se ne è accorto .

    1. mandal2010 14 settembre 2015

      Per fortuna si, così uno può controllare e comparare.

    1. Rosanna 14 settembre 2015

      Certamente ... i camerati di casa nostra hanno fatto l'apologia di Viktor Orban, dimenticando che le classi ungheresi meno agiate sono ancora più povere, anche dopo 3 mandati dell'eletto ...
      e hanno sputato tuoni e fulmini, puntato kalashnikov e lanciafiamme contro Tsipras e Varoufakis, definendoli in tutti i modi più vergognosi possibili ...

      questa è vera lucidità analitica e onestà intellettuale ...

      grazie Tersite di avermelo fatto notare

    1. MarioG 14 settembre 2015

      La campagana "antirazzista e violenta" sta nella testa dei dissociati dalla realta' o dei propagandisti impenitenti


      Per un filmato sulla sgambettatrice magiara, ce ne stanno decine sui 'gentili' e civili comportamenti dei 'profughi', quelli che teoricamente sarebbero degli ospiti.

      Vedasi

      http://www.maurizioblondet.it/guardate-perche-orban-ha-ragione/

      Facciamo vedere anche quelli, citiamoli nei nostri pesanti, verbosi articoli, o no?

      Invece, siccome fa comodo per una certa tesi, si concentra sulla sgambettatrice... (che oltretutto s'e' beccata un licenziamento in tronco). Storie di pagliuzze e di travi...
      E di pura strumetalizzazione, come nel caso di Aylan, morto per responsabilita' del padre sciagurato (vedasi articolo sopra)

      Tentare di far rispettare i confini e di applicare le leggi ordinarie (non straordinarie) sull'immigrazione e' "campagna antirazzista e' violenta".

      Queste fesserie possono essere scritte senza vergogna solo dopo un lunga campagna di svuotamento delle menti.
    1. Rosanna 14 settembre 2015

      Tutto giusto quello che dici Oxymen, allora io ricordo che l'ultima volta che l'Europa è stata pervasa da un'unica ideologia, quella nazi/fascista dei primi decenni del '900, poi le sorti dei popoli sono state tragiche ...

      questo dimostra che quella "larva di democrazia" che abbiamo conosciuto nel dopoguerra, è stata una pausa eccezionale tra due fascismi, quello precedente storico e quello successivo economico ...

      semplicemente una sospensione di quella condizione endemica fascista che rappresenta il Dna dell'Italia ... solo una tregua, una sosta, un intervallo, una pausa, un break ... che ha interrotto l'ordinato corso politico degli eventi ...

    1. dancingjulien 14 settembre 2015

      Andrium ogniuno ha le sue idee tu hai le tue che per carità rispetto tuttavia vorrei solamnente portare alla tua evidenza il fatto che non è che se uno stato viene governato da un maschio Alpha si trasforma magicamente in Narnia.

      Non mi pare lo fosse il Cile di Pino Chet, o la cina di Mao, o la Russia di Stalin, o lo Zaire di Mombutu, la Cambogia di Pol Pot, e nemmeno l’attuale Corea del Nord al netto della contro-propaganda della stampa occidentale.

      Certo possiamo affermare che nemmeno quest’Unione Europea lo sia e nemmeno gli stati Uniti, Israele poi non ne parliamo (Nethaniau maschio molto alpha).

      I regimi autoritari forse hanno l’unico pregio di essere meno ipocriti rispetto a i regimi democratici ma sinceramente tra i due io preferisco la terza via che l’umanità non ha ancora avuto la forza ed il coraggio di intraprendere.

    1. Rosanna 14 settembre 2015

      Sì, ma il nazionalismo ha sempre avuto due facce, quella propagandista di uno stato che opera per il bene dei suoi cittadini, per la crescita economica e per il benessere di tutti, e invece quella vera di uno stato che soffoca la libertà dei suoi "sudditi", in nome della sicurezza della nazione, della presunta supremazia etnica nei confronti di razze considerate inferiori ...

      Non so se hai visto il video di quella giornalista ungherese che prende a calci i rifugiati, anche bambini e un nonno che portava in spalla il nipotino ...

      si è detto che è stata solo un'eccezione e che il regime di Orban non c'entra nulla, beh ... io sostengo il contrario, perché la politica di qualsiasi regime incide profondamente sulle coscienze dei cittadini, quindi dopo una campagna anti immigrazione razzista e violenta, condotta dal premier ungherese, la giornalista si è sentita legittimata a fare quello che ha fatto ...

      credi che le scelte politiche non abbiano nessuna conseguenza verso i comportamenti sociali ?

    1. Rosanna 14 settembre 2015

      Beh gli amici degli amici non si smentiscono mai ... e Orban ha incassato senza battere ciglio ...

      Ma il “tradimento” politico di Orbán è stato quello del solito trasformismo utilitaristico, infatti
      trasformato la Fidesz in un partito di massa, ha scalzato a sorpresa i
      socialisti-liberali dal governo (1998-2002), mentre le élite politico-culturali transnazionali avevano
      seguito con ammirazione i primi passi della sua carriera (da Cohn-Bendit
      a Michnik passando per quel George Soros la cui fondazione finanziò nel
      1988-89 al giovane scienziato politico un semestre di studio a Oxford).


      Già al tempo del suo primo governo, Orbán diviene oggetto di attacchi
      sempre più pesanti da parte della stampa europea, soprattutto austriaca,
      tedesca e francese. Si accusa il suo antisemitismo, le persecuzioni della minoranza rom, la trasformazione dell’Ungheria in uno Stato autoritario, la rivisitazione dei confini fissati nel 1920.

    1. MarioG 14 settembre 2015

      Maassi', ha ragione: Junker e Schultz si coccolano Orban come un Cicciobello.

      Sul povero Tsipras invece si sono accaniti assai di piu': troppo pericoloso e rivoluzionario!
    1. tersite 14 settembre 2015

      Diciamo che il nazionalista Orban ha subito dai fascisti ue la metà(della metà) di quel che hanno subito Tsipras e Varoufakis in pochi mesi.
      E non stupisce che i camerati di casa nostra, con la consueta ipocrisia finto-paranoica, abbiano notato gli scappellotti ue al primo, e ignorato le mazzate vere ricevute dai secondi.
      Difendere il capitale o la sicurezza o il benessere dai processi storici in corso, facendosi scudo col solito miserabile patriottismo da 2 soldi, non mi sembra sia opportuno. Funzionerà con le masse rintronate dalla trentennale propaganda berlusconiana/piduista forse,ma non qui.
      Tanto più che risultano fin troppo evidenti le responsabilità italiane(militari, politiche, economiche, mediatiche) sugli epocali cambiamenti in atto.

    1. SanPap 14 settembre 2015

      certo

      ed è proprio questo il problema, la finanza vive in un mondo suo, completamente avulso dalla realtà, e lo accettiamo


    1. Sigfrido_Mogherini 14 settembre 2015

      Quello che lei dice conferma che il capitalismo e il comunismo sono sovranazionali o internazionali, il fascismo no, il fascismo e' sempre fortemente nazionalista.

    1. Oxymen 14 settembre 2015

      Nessuna novità: il postmoderno al grido di battaglia "né destre né sinistre" si dipana tra "terze posizioni" (movimenti spacciati per intermediari ma nella realtà assolutamente fascisti) e bonapartismo. Viktator non è poi così diverso dal nostro Berlusconi, in questo senso. Accozzaglia di bonapartismo (interessi senza conflitto, barare a carte scoperte) e demagogia che pretende di fare gli interessi del popolo.
      Il vero rasoio di Occam qui sta nei fatti: il popolo sta meglio o peggio? Perchè se il filo spinato serve a diminuire il divario tra ricchi e poveri e rendere questi ultimi dei veri cittadini che si integrano in una società che riesce a garantire loro lavoro e dignità, allora ben venga. Ma se, come la storia troppo spesso ci insegna, il filo spinato serve invece per garantire l'abuso di potere a chi lo detiene, allora dobbiamo cominciare a ridiscutere i criteri che hanno portato a tale stato di cose.
      Un buon inizio è l'idea di rovesciare completamente il ragionbamento. Ovvero: al di là della lista dei fatti eclatanti che possono accompagnare il curriculum di un politico, c'è stato un qualche miglioramento per il popolo? Statalizzare i fondi pensione privati (650 milioni) per sanare i buchi di bilancio statali ha portato dei benefici? Dai dati sull'aumento della miseria parrebbe proprio di no. Questi sono i fatti da ricordare, il resto fa parte del piano, cioè creare delle elites immensamente ricche che depredano popoli sempre pià poveri. Che queste politiche siano ammantate da una mistica aurea di "né destra né sinistra", oppure si dichiarino espressamente di destra, di centro o di sinistra cambia veramente poco. La politica nel libro paga del mercato neoliberista unita al crollo del sogno moderno (dove ancora esistevano le ideologie, oggi ne esiste solo una, quella neoliberista) ha creato questo non-luogo (assolutamente diverso dal ou-topos che guida i sogni degli anarchici ad esempio) che non è più il riferimento che conoscevamo. Il crollo telecomandato delle ideologie è servito esattamente a questo: toglierci tutti i riferimenti storici e rimpiazzarli con slogan propagandistici.
      Orban ormai fa scandalo quanto una frase maldestra detta ad un reality: l'importante è che lo spettacolo continui, ed i titoli cubitali danno maggiore credibilità alla societé du spectacle.
      Tutto il resto è solo noiosa disquisizione su presunte questioni morali.
      O tempora o mores, diceva qualcuno lapidando Viktator ed il suo filo spinato antieuro con qualche millennio di anticipo.

    1. andriun 14 settembre 2015

      Concordo quando siamo in decadenza sembra che sia la normalità ad essere giudicata innaturale non solo, ma la responsabilità si sposta sempre su chi l'azione la critica piuttosto verso chi la compie.


      Così non viene criticato chi compie l'azione errata, per lo meno nel contesto in cui si trova, ma chi segnala che ciò sia avvenuto: non viene criticato chi ruba, ma chi lo ha scoperto violando la sua privacy.

      Poi non si capisce poi perchè ogni volta che compare un personaggio autoritario che sa il fatto suo come dovrebbe essere un UOMO debba sempre essere paragonato al nazista di turno, allo scopo di creare un naturale rifiuto verso le sue politiche adottate ancor prima di valutarne i meriti.

      Forse perchè in Italia dare del fascista/nazista/maschilista all'effeminato che ha un momento di ribellione verso l'ingiustizia sociale è un metodo molto in voga e funzionale, che forse altri Paesi per loro cultura non adottano/considerano, anche perchè li gli effeminati sono i primi ad essere criticati persino dalle donne(si suppone più per istinto femminile che per un parziale ragionamento come avviene da noi, dove al contrario potrebbero essere portate a sostenerli).

      Così chi vuol esser lieto sia: a noi un Renzi a loro Orban e un Putin.

    1. Rosanna 14 settembre 2015

      Ti capisco ... difficile affrancarsi dal pensiero unico dominante sul sito ...

    1. mda1 14 settembre 2015

      Per fortuna c'è Mincuo

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=87706
    1. gix 14 settembre 2015

      Ammesso che quella di Orban possa definirsi una dittatura vecchio stile, devo dire che trovo molto più insidiosa la dittatura strisciante delle attuali democrazie capitaliste europee. Queste si basano sul dominio delle informazioni, sulla manipolazione dei media, sulla dissimulazione delle notizie, ovvero del loro valore e dei contenuti stessi; in una parola, si basano sulla menzogna. La ritengo una cosa molto piu pericolosa del presunto fascismo di Orban, che dovrebbe invece essere palesemente riconoscibile, se ci si basa su alcuni parametri classici, riportati nell’articolo. Mi sembra evidente che sia da preferire un nemico, o almeno un referente politico, facilmente riconoscibile (almeno secondo canoni tradizionali), piuttosto che uno che si fa fatica ad individuare nel modo giusto. Certo, scegliere tra la dittatura del capitalismo e un fascismo puro e semplice, è comunque una disgrazia. Ma vedere ad un summit UE il caro Junker che saluta amichevolmente il buon Orban dandogli molto confidenzialmente del fascista davanti a tutti è una cosa che fa pensare…

    1. Rosanna 14 settembre 2015

      Quello era il periodo condizionato dal "fordismo", in cui il capitale traeva profitti dal progresso dell'industria, quindi collaborazione tra capitale e classe operaia, e l’industriale che meglio di altri comprese le straordinarie potenzialità del metodo tayloristico (cantena di montaggio e incentivazione salariale), fu Henry Ford proprietario dell’omonima industria di automobili.

      Egli incentivò i suoi operai con dei salari alti, in modo da consentire alle classi sociali operaie un benessere mai conosciuto. In questo modo anche gli operai, oltre che essere i produttori di un bene, ne divennero anche i consumatori: molti dei modelli della prima auto Ford chiamata "modello T" furono proprio acquistati dagli operai che la costruivano.

      Ora le condizioni del lavoro sono cambiate, il capitale non trae più profitto più dall'industria, ma dalla finanza, quindi massacro industriale, sociale e disoccupazione ...

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