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VIK ARRIGONI

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

L’ho conosciuto e l’ho abbracciato, dopo aver visto i suoi filmati di Gaza una sera a Ferrara. In quelle immagini, lui e altri ragazzi dell’International Solidarity Movement ponevano i loro corpi come scudo a protezione di contadini palestinesi alla fame che tentavano di raccogliere cicoria, mentre i militari israeliani sparavano ad altezza d’uomo su quei poveracci per impedirgli persino di sfamarsi. In quelle immagini Vik Arrigoni era un eroe, e questo io so di lui.

Le notizie sono che Vik è morto per mano di assassini islamici. E di certo ci sarà il fuoco incrociato delle insinuazioni e delle accuse, dei complottismi… “è stato il Mossad… il ragazzo era coinvolto in questo e quello… sporchi giochi dietro la sua fine…”Può essere, tutto può essere, ma la realtà è che milioni di persone non andranno oltre i titoli sui giornali di oggi, e soprattutto oltre il titolo del loro giornale interno, ed esso recita: “Quel poveraccio lottava per loro e loro l’hanno ammazzato come un cane. Sono dei barbari sti islamici, altro che… In Israele non sarebbe mai successo”. Dalla prospettiva del bar, del negozio, dell’autobus, dell’ufficio e dell’ipermercato c’è – e ci sarà – solo questo.

E di nuovo quella massa di persone che così disperatamente abbiamo bisogno di portare dalla parte di chi giudica Israele uno Stato canaglia e criminale che da 60 anni tortura un popolo innocente, oscillerà dalla parte sbagliata, quella che invece sta all’origine di questa abominevole tragedia che si chiama conflitto israelo-palestinese. Vik muore involontariamente confermando al bar, al negozio, all’autobus, all’ufficio e all’ipermercato che gli islamici sono alla fine dei fanatici ignoranti neppure capaci di distinguere fra chi ha speso la propria vita ad aiutarli e che gli vuole veramente male. E gente così non merita nulla. Questa è la loro conclusione, e non ci saranno rivelazioni o dettagli che gli cambieranno prospettiva.

Il veterano inviato in Medioriente Robert Fisk, un critico autorevole dei crimini d’Israele, ricordò in un suo scritto una lettera odiosa di un lettore filo sionista a lui indirizzata e che recitava: “Tu difendi quei cani, ma un giorno uno di loro ti taglierà la gola e te lo sarai meritato”. Così pensano milioni di ‘amici’ d’Israele, ed è accaduto a Vik.

Questa è un’ironia della sua fine troppo ignobile per continuare a scrivere. Un eroe così non la meritava.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=219
15.04.2011

Pubblicato da Davide

  • Ipazia

    Uomo di pace e d’amore.

    E’ difficile restare umani quando anche la speranza, ultimo baluardo del confine tra civiltà e bestialità, muore.

    Vittorio, Vik per gli amici, era – e parlare al passato di un uomo come lui è davvero straziante – la voce e l’anima di un popolo quotidianamente oppresso e violato. Un popolo che nessuna istituzione nazionale ed internazionale ha mai voluto salvaguardare. Un popolo dimenticato, ostaggio nella sua terra tra l’arroganza del governo israeliano che lo ha da sempre espropriato di ogni diritto e la lotta alla supremazia dell’OLP di Arafat prima, delle fazioni islamiche Hamas e Al Fatah poi.

    Un popolo che non ha diritto di coltivare la propria terra, che ha perso casa e lavoro, che muore ogni giorno vittima del disinteresse del mondo.

    Dal 1948 ad oggi sono più di 70 le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU rimaste inapplicate. Tanto per ricordarne una, la numero 242 del 22 novembre 1967, che afferma che “il compimento dei principi della Carta richiede l’instaurarsi di una pace giusta e duratura in Medio Oriente che dovrebbe comprendere l’applicazione dei Ritiro delle forze israeliane dai territori occupati nel corso del recente conflitto” (la guerra dei 6 giorni), denunciando, di fatto, che l’occupazione israeliana della Palestina è illegale.

    A distanza di 44 anni l’occupazione continua ad erodere territorio, frammentando e dividendo, anche fisicamente con alte mura di cemento armato, una popolazione ormai ai limiti della sopravvivenza.

    Una popolazione senza patria potestà a cui è stato e continua ad essere negato il riconoscimento di Stato sovrano.

    Un popolo dimenticato da tutti, quindi, ma non da Vittorio, che aveva scelto di vivere a Gaza per aiutarlo a conquistarsi la dignità che il mondo gli nega, per denunciare ciò che istituzioni e media tacciono, perchè credeva comunque che la cosa più importante, fra cotanta violenza e ingiustizia, fosse quella di restare umani.

    Questo ora per me è molto difficile. Lo hanno ammazzato per strangolamento, dicono le prime notizie. Immaginare la sua sofferenza, in quegli interminabili secondi, mi tormenta l’anima. E la speranza, in questi momenti, mi abbandona.

    Addio Vik, uomo di pace e d’amore.

  • mariosoldati

    Questo ragazzo è un vero eroe, sono convinto che i mandanti dell’omicidio sono i sionisti, hanno giurato di eliminarlo e lo hanno fatto, ne colpiscono uno per educarne cento, questi sono i veri terroristi ….. per favore, vi prego almeno noi ………..Restiamo Umani…………….

  • Tonguessy

    Restiamo Umani? In che senso? Erano alieni quelli che hanno strangolato Vik? O erano umani come me e te?
    Perferisco frasi tipo “togliamoci dalle palle certe ideologie assassine” oppure “impegnamoci a sostenere i più deboli, anche con la forza”. Questo farebbe da spiartiacque tra umani di un tipo ed umani di un altro tipo. Perchè sempre di questioni umane stiamo parlando.

  • Wotan

    E’ chiaro a tutti: sono stati i Salafinti.

  • MartinV

    Restiamo umani è una frase che Vik utilizzava alla fine di ogni suo scritto…

    è una promessa, un proposito, una esigenza !!!

  • nettuno

    E’ stato il Mossad, che si avvale di infiltrati …chiamali se vuoi salafiti.

  • pippo74

    infinita tristezza, senso di impotenza, sgomento. che tu sia in cielo carissimo Vittorio. io non ti conoscevo di persona, ma questa mattina appena appresa la notizia dalla radio un profondo senso di angoscia mi ha preso e non accenna ad allontanarsi dalla mia anima. cercherò di restare umano…ma cose c’è oramai di umano in questo triste mondo?

  • pippo74

    mi dispiace, ma forse non seguivi il lavoro fatto da Vittorio Arrigoni a favore della popolazione di Gaza. ti invito a leggere i suoi post, a guardare i suoi video e capirai.
    restiamo umani….anche se è veramente sempre più difficile.

  • AlbertoConti

    B. ha messo il dito nella piaga, spero esagerando, comunque coerentemente. Sta ad ognuno di noi onorare la memoria di questo eroe caduto sul campo dando uno scrollone ai milioni di rincoglioniti di questo sporco sistema, a cominciare dal nostro prossimo, senza rassegnarsi, mai.

  • cris79

    Quando ieri ho visto il video del rapimento, mi è arrivato un crampo allo stomaco, una fitta di dolore e impotenza. Per un attimo mi è sembrato di assistere alla cronaca di una morte annunciata. Un copione di un film, una storia che arriva a conclusione.
    Perché i sentori che questo piccolo eroe avesse un destino crudele ad aspettarlo, c’erano tutti. Sempre in prima in linea nella difesa dei diritti dei più deboli, Rischiava la vita per accompagnare gli agricoltori ai loro campi, dove cecchini israeliani giocano con la vita e la morte come fosse un passatempo. Accompagnava i pescatori nelle barche, dove erano puntualmente abbordati, mitragliati dalle navi vedette Israeliane. A volte affondate, altre uccise. Perché in quella parte di mondo, è un crimine punibile con la morte il volere procurarsi cibo.
    Era arrestato (il termine giusto sarebbe rapito) senza alcun motivo, picchiato, intimidito e fatto passare per criminale dal governo Israeliano. Condannato a morte da alcuni siti ultraestremisti, schedato con tanto di foto e la scritta: “Ricercato vivo o morto” come fosse un bandito, assalitore di banche nel vecchio west. Tutto questo per avere avuto la colpa di aiutare i palestinesi.
    La cosa certa è che uno come Arrigoni, fosse insopportabilmente scomodo per chi deve dipingere i Palestinesi come il male assoluto. Terribilmente insopportabile.Dovere giustificare denuncie continue di massacri che coinvolgono centinaia di bambini e uccisioni sommarie senza alcuna logica militare ma solo per un calcolato odio razziale.
    Ecco, io non so come sono andate le cose. Rimane la rabbia, un sentirsi spaesato e incredulo per quello che è successo. Ti chiedi perché il destino chiama a pagare il prezzo più alto, sempre i più generosi e le persone dagli alti e nobili principi. Quello che so però, e che il suo sacrificio e il suo impegno rimarranno come esempio a continuare questa lotta per un mondo più umano…

  • alecale

    Siamo stati tutti noi e per noi che lui é morto, Vik é morto perche ci mostrava la Verità .
    Che possa tu non morire invano ,

  • alnilam

    che infinita TRISTEZZA e DOLORE!

    Ancora una volta il commento puntuale di Paolo Barnard rende giustizia: CUI PRODEST? A chi giova tutto ciò, è proprio il caso di chiederselo!

    Caro e coraggioso Vik grazie per il tuo preziosissimo reportage che hai fatto dal buco nero della terra laddove con modo deciso ma pacato sei riuscito a far breccia in tante persone e, forse, proprio per questo hanno voluto zittirti. Ti serberò sempre nel mio cuore e nei pensieri. In modo particolare l’ultima settimana di gennaio!!!

  • cavalea

    “Siamo stati tutti noi e per noi che lui é morto, Vik é morto perche ci mostrava la Verità . Che possa tu non morire invano”

    Vik non è morto invano, sta già accanto a Colui che 2000 anni fa portò
    la croce in quelle contrade.
    Egli, per nostra universale consolazione, così parlò a tutti i Vik di questo mondo:
    Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

  • AlbaKan
    • Passammo per le scale, parlammo del passato 
    • sebbene io non fossi lì, lui disse che ero suo amico 
    • questo per me fu una sorpresa, lo guardai negli occhi e gli dissi: 
    • pensavo fossi morto solo, tanto tempo fa
    • oh no, non io 
    • non abbiamo mai perso il controllo 
    • sei faccia a faccia 
    • con l’uomo che vendette il mondo
    • risi e gli strinsi la mano, e feci ritorno verso casa 
    • cercai per terre e mari, nelle terre straniere
    • ho vagato per anni e anni 
    • il mio sguardo divenne fisso, verso il milione di persone Qui 
    • abbiamo camminato per un milione di anni, 
    • devo esser morto solo, 
    • devo essermi spento
    • tanto tempo fa
    • chi lo sa? io no 
    • non abbiamo mai perso il controllo 
    • sei faccia a faccia  
    • con l’uomo che vendette il mondo…
    The Man Who Sold The World
    David Bowie
  • Recremisi

    Dobbiamo trovare il modo affinchè Vittorio non venga dimenticato, o il suo messaggio distorto e utilizzato contro i palestinesi. Pensiamo a come farlo! Bisogna usare tutte le armi che il web e la nostra vita sociale ci mettono a disposizione! Parliamone, stasera con gli amici, lunedì al lavoro, postiamolo sui social, ovunque e comunque. L’ennesima menzogna non deve passare!

    Grazie Vik

  • ROE

    Il modo più giusto per ricordare Vik è emularlo. Nei fatti. Con l’azione. E non dimentichiamo questa sua grande grande grande mamma!

  • ComeDonkeyKong

    Sì, restiamo umani e cerchiammo di portare sempre dentro di noi il suo esempio. Spero (ma non ci credo più di tanto) che anche al manifesto (che ormai potrebbe cominciare a chiamarsi il menefrego) comincino a fare una seria autocritica e a prendere esempio dal coraggio e dalla lucidità di Vittorio e di Stefano Chiarini.

  • maremosso

    Che avesse innegabili doti di generosità, coraggio e coerenza l’ha ampiamente dimostrato, che avesse ragione è da valutare nel tempo. Vittima di un efferato atto criminale merita il cordoglio di tutti. Collaborando localmente con Hamas, quindi con il governo di Gaza, mi aspetto un’inchiesta rapida dalla quale emerga la specifica individuazione di responsabili e mandanti del delitto. Attendiamo i comunicati Palestinesi al termine delle indagini per avere un quadro completo della vicenda e trarre conclusioni più precise.

  • rasna-zal

    Tanta giusta rabbia e sdegno, ma alla fine ci rimarrà solo una profonda e consapevole tristezza da consumare in solitudine da dietro un monitor…


    Vittorio Arrigoni era “solo”, noi siamo “soli”, tutto il resto è Bunga-Bunga!


    Sono sinceramente addolorato per Vittorio, ma sono anche dispiaciuto che questa sensazione reale, che nella vita reale ha ottenuto (parlo di me) il sostegno di una sola altra persona, immagino che questo succeda anche a molti di voi, entità astratte che soffrono e muoiono nel frastuono della mediocrità.


    Mi domando se anche questo nostro spazio non sia altro che una sorta di mediocrità confezionata per il nostro ego, se ogni impegnata scelta che ci concediamo, in realtà già nasconda in se un comodo ambiente “rifugio” da dove pensiamo di poter operare cambiamenti che in realtà non avvengono.


    Penso se è lecito morire in questo inadeguato silenzio… compreso il nostro.


    C’è qualcosa che non va, da qui non facciamo rumore!


    Forse perchè questo ambiente ci fa supporre che ci sia una speranza, ma se neanche la morte di Vik, di cui tutti conosciamo il valore, ha avuto l’eco che meritava, allora dobbiamo rinunciare a questa speranza che ci intorpidisce.


    Dobbiamo trovare modi diversi per dimostrare di essere vivi.
  • Tonguessy

    Chiedo scusa per lo sfogo….ho un po’ seguito quello che faceva e mi fa incazzare che sia finita così. Proporre la propria umanità e venire strangolato per questo….non è umano. O forse è troppo umano. Sconsolante comunque la si voglia osservare.

  • GioCo

    Io non so chi fosse Arrigoni, non l’ho conosciuto di persona e me ne rammarico sinceramente, perché fosse anche solo la metà di quel che si dice sarebbe per me stato un onore potergli stringere la mano.
    Tuttavia è con sommo dolore che registro la sua perdita come funzionale alla struttura che egli combatteva. La sua morte giustifica meglio e più di prima l’ingiustizia e le barbarie. D’altronde siamo nel periodo di massima “degli specchi cognitivi” che rovesciano i significanti con i significati e scambiano gli eroi con i vigliacchi. E’ il gioco caleidoscopico del paese delle meraviglie, che offre il divertimento giusto per alimentare il mercato degli asini, sempre a buon prezzo.
    Molti di noi hanno già coda e orecchie che spuntano sotto i vestiti e non vogliono ancora cambiare idea: troppo li terrorizza l’alternativa della dura scuola della vita, per rigettare la bontà del paese dei balocchi.
    Così forse è scritto, anche se l’ultimo rigo di quest’opera e ancora tutto da decidere …

  • bstrnt

    “Questa è un’ironia della sua fine troppo ignobile per continuare a scrivere. Un eroe così non la meritava.”

    Forse sarà così, ma solo per persone mentalmente dissociate.

    Le foto veicolate dalle agenzie e l’immediata individuazione del colpevole nei salafiti, ricorda molto da vicino l’individuazione dei responsabili dell’11 settembre.

    Nessun dubbio …. ma non era Israele che aveva messo una taglia su di lui?
    Di solito non sono gli stati terroristi che utilizzano questi metodi, soprattutto per dare punire in modo esemplare chi si oppone e sembrano tanto metodi sono mutuati dalla mafia.

    Ci sono due domande da porsi :
    1) perché proprio Vittorio
    2) a chi giovava la morte di Vittorio, magari facendo ricadere la colpa su altri

  • geopardy

    Ho conosciuto di persona Vittorio,
    ho passato quasi un’intera giornata con lui dopo una conferenza sulla Palestina odierna.

    Si capiva che era tormentato dalle mille situazioni a cui assisteva in terra di Palestina, ma non aveva alcun odio per il popolo israeliano, anzi, riteneva che prima o poi avrebbero capito, come sempre più isreliani da lui conosciuti mostravano di fare, ma sentiva profondamente che il suo destino era legato a quella terra.

    La cosa che meno sopportava era quella criminalizzazione del popolo palestinese a livello internazionale, la riteneva una profonda non verità e ingiustizia, che lui doveva contribuire a sfatare.

    Chi l’ha ucciso non lo so, ma non certo il popolo di Gaza.

    La cosa che più mi impressionò era quel continuo restare umani che sosteneva, altrimenti saremmo scesi nella barbarie e per il mondo si sarebbe prospettato un oscuro avvenire.

    Non era un semplice slogan era una persona veramente umana.

    Gli comprai il suo libro e siccome avevo creato uno slogan durante l’operazione “piombo fuso”, di cui fu l’unico testimone mediatico e veritiero a livello internazionale, il quale slogan (parafrasando la vecchia pubblicità degli omonimi pomodori Arrigoni: “a scatola chiusa compro solo Arrigoni”) recitava : ” a scatola chiusa leggo solo Arrigoni”, lui sorrise e me la scrisse nella dedica del libro.

    Sono sincero ho pianto alla notizia della sua morte, anche se me l’aspettavo prima o poi.

    Requiem per mio fratello Vittorio.

    Non sarà dimenticato.

    Ciao

    Geo

  • fusillo

    ….desidero ricordare che 2 ex primi ministri israeliani, al tempo del protettorato inglese di palestina, facevano i terroristi…..
    la cosa però più divertente è che oggi al quaeda non esiste…anzi per la precisione non è mai esistita.
    sharon è ancora in coma?

  • Simulacres

    “Quel poveraccio lottava per loro e loro l’hanno ammazzato come un cane. Sono dei barbari sti islamici, altro che… In Israele non sarebbe mai successo”

    E’ l’identico stesso slogan che m’è capitato di leggere sui vari quotidiani nazionali dove, peraltro, fra l’accolitato parecchio numeroso di pelose manifestazioni di cordoglio v’è ne erano tante che inneggiavano con tanto di sbandieramento… a viva Israele… sulla democrazia di Israele… sulla libertà in Israele e simili bestialità di quel paese che tanto ci ricordano quel genere di mistificazione propagandistica tanto cara ai nostri regimi “democratici” che – nell’intanto che sequestrano, torturano, uccidono con rigore estremo per azzittire, ma soprattutto come monito severo a tutti gli sventurati di doversene stare lì buoni buoni al loro cantuccio di mondo, allegramente tranquilli, e rassegnati a crepare all’infinito di miseria, di odio e di fame – gli illustri caporioni “democratici” che governano il mondo si mettono a dettare proclami solenni sulla condizione, sulla sorte dei morti di fame di sempre con i quali perfezioneranno la prudenza con la quale chiuderanno tutti gli sbocchi, imbottiranno tutte le finestre di quelle gabbie dove continueranno a tenerli a fustigarli, a sfruttarli e a lasciarli marcire per sempre – dibattendosi vanamente – nei secoli dei secoli nella loro dannazione!

    Oggi sull’altare dei martiri di questo infame mondaccio è doveroso aggiungere un nuovo nome a questo martirologio: Vittorio Arrigoni.

    “Uomo Coraggioso e Nobile. Eroe e Martire per l’Umanità, ucciso a Gaza il 14, aprile 2011 da un’orda di canaglie ostili e assassine all’ombra del più buio silenzio, della follia e dell’ipocrisia delle nostre “società evolute” che amano coprire di continuo la terra di sangue di cicatrici e di stragi”.

    Vik, Amico mio…. Sì, noi… Restiamo Umani! e per Sempre. Ciao.

  • VeniWeedyVici

    Io vedo morire turchi, italiani, ma arabi che muoiano in difesa delle vittime di quell’ orrore non ne vedo. E so anche perche’.

  • Longoni

    Ti sbagli Barnard! Col pessimismo non si arriva da nessuna parte e ciò ch’è peggio, stai facendo il gioco del potere. I discorsi da bar ci sono sempre stati e ci saranno. Ognuno dovrebbe fare la propria parte imparando a non ascoltarle. Se vogliamo cambiare il mondo, Ghandi ci ha insegnato che dovremo iniziare e finire con noi stessi. Il resto è inutile presunzione. Vittorio ci ha mostrato una strada. Lui sapeva benissimo quel che rischiava, ma ha continuato. Col video-risposta al finto paladino Saviano, ci ha dato anche una lezione di civiltà. http://www.youtube.com/watch?v=NBgI_QWgXaI&feature=player_embedded

  • geopardy

    Intanto la radio israeliana, alla notizia della morte, ha definito Vittorio Arrigoni come un USEFUL IDIOT.

    No comment.

    Ciao

    Geo

  • bysantium

    A tutti coloro che pensano fantasiose le ipotesi di coinvolgimento di Israele ricordo che da sempre i servizi segreti manovrano fazioni estreme collocate nel campo avverso allo scopo di provocare reazioni mirate nell’opinione pubblica.
    In Italia abbiamo avuto esempi di questo tipo durante gli anni di piombo, ad es. con Avanguardia Nazionale.
    Profondo cordoglio per l’assassinio di Vik e un grande abbraccio alla coraggiosissima e dignitosissima madre.

  • Wotan

    Ho scritto Salafinti, non Salafiti.

  • Tonguessy

    ma cose c’è oramai di umano in questo triste mondo?
    E’ quello che cercavo di dire

  • calliope

    …e qui non danno fastidio!?!, mah! magra consolazione.
    Queste persone servono qui non in cielo!!!

  • pippo74

    mi fa molto piacere che siamo d’accordo. un saluto

  • pippo74

    una piccola riflessione; ognuno di noi può fare ipotesi su come siano andate veramente le cose, sul perchè Vittorio Arrigoni è stato ucciso e da chi. tuttavia credo che la versione ufficiale lascerà comunque, ben più, che un leggittimo dubbio: poniamoci una semplice, ma fondamentale domanda. potrebbe mai l’autorità palestinese, anche se ne avesse le prove, accusare apertamente i servizi segreti isreliani di aver preso parte all’orrendo e vile omicidio? quale sarebbe la reazione del governo israeliano, a quale ulteriori vessazioni dovrebbe essere preparato il già martoriato popolo della Striscia di Gaza? credo che tutti dovrebbero meditare, porsi domande, immaginare scenari, e soprattutto evitare di prendere posizioni, anche solo verbalmente, violente con chi non la pensa come noi. forse è questo il vero motivo dell’uccisione di Vittorio Arrigoni, alzare il livello dello scontro. non diamo questa soddisfazione agli infami assassini, chiunque essi siano. restiamo umani, affinchè Vik viva per sempre nei nostri cuori.

  • geopardy

    Scusate la frase era a “Gaza chiusa leggo solo Arrigoni”.

    Ciao

    Geo

  • martiusmarcus

    Prima cosa da dire: mi sarebbe piaciuto STARE ZITTO. Di fronte alla morte, di un giovane come di un vecchio, la miglior cosa è il raccoglimento e il silenzio di fronte al Mistero. Ma c’è troppo strepito, e allora sono costretto, molto malvolentieri, ad aprire bocca.
    Chi è stato a ucciderlo? Il mossad? I palestinesi cattivi? Qualche cellula impazzita? O i salafiti? La questione non è di poco conto, perché a seconda di chi sia stato veramente si può anche dedurre il motivo dell’uccisione. E su questa questione si sono mosse – ve lo potevate immaginare – tutte le penne più rinomate di CDQ: Freda, Barnard, e compagnia cantando… Con i loro patetismi o le loro consuete paranoie (confessiamolo: due palle!). Dall’altro lato – nella massa degli atomindividui anomici, come il sottoscritto – prevale il peana “Onore all’eroe”, “che coraggio da leone”, “ce ne fossero!”. IO QUI ONORO SOLO VITORIO ARRIGONI COME ESSERE UMANO CHE E’ ANDATO DOVE ANCHE IO ANDRO’ PRIMA DEL SUO GIUSTO TEMPO. MA NIENTE DI PIU’. Ho in uggia, anzi mi danno ai nervi i rodomonti – di qualsiasi giusta causa, non importa il nobile fine: la mia è idiosincrasia per chi si mette al primo banco. Mettetela come vi pare, non mi piacciono i primi della classe, nenache nel pur vasto campo del “volontariato”. Meno che mai quando questo diventa quel fastidioso epifenomeno della globalizzazione che risponde al nome degli “International Vattelappesca”: gli Emergency, i medici senza frontiere, tutti gli equi e solidali del piffero. Voglio ribadire il fatto che si tratta di una specie di allergia, un’orticaria, un’idiosincrasia che mi auguro non sia infettiva: IO NON VOGLIO CONVINCERE NESSUNO. E mi avrebbe fatto piacere se Vittorio Arrigoni si fosse occupato di più dei problemi della Sua comunità, anziché andare a grattare le rogne altrui. E qui arrivo al punto. Può essere – metteteci le tare che vi pare, può essere una cazzata – che i salafiti lo abbiano ucciso proprio per questo, perché si rendono conto che anche gli “umanitaristi internazionali” siano una longa manus della globalizzazione, alla stregua di MTV e dei catroni animati della disney… Che Vik sia, anche lui, una vittima della globalizzazione?

  • Albert_Wesker

    Certo un eroe cosi’ meritava un po’ piu’ di gratitudine da parte dei
    tagliagole estremisti.

  • mikaela

    Caro Paolo

    Il mio Eroe.
    Con le braccia alzate e con il passapoto italiano in mano.

    Solo questo restera’ nella mia mente insieme a Mariarca, con il kefja intorno al suo collo prima di morire
    sono le uniche facce che che resteranno scolpite nel mio cuore.
    Difendere i diritti dei palestinesi raggiungere la pace non conviene al grande potere,Vittorio e Mariarca hanno pagato un prezzo molto alto per difendere i nostri diritti.
    Il grande potere li ha ucciso e presto,molto presto uccidera’ anche noi.
    Creare scompiglio e lotte all’interno della nostra democrazia metterci gli uni contro gli altri fino al momento in cui arriveranno loro per ristabilire l’ordine, i prossimi passi saranno fondamentali per il nostro futuro d’italiani.

    Tutti dovrebbero abbassare i toni e pensare alle conseguenze come ho fatto io cancellando il mio primo commento, che era solo un urlo di dolore scritto in un momento in cui seguivo con il cuore in gola la diretta su Aljazeera, affermazioni poi smentite e poi dopo quasi due ore riconfermate.
    Grazie M.