VECCHI SENZA RESURREZIONE

VECCHI SENZA RESURREZIONE

DI MASSIMO FINI

antefatto.ilcannocchiale.it

Martedì sera a Vespa a Vespa si parlava di pensioni, argomento dalle mille sfaccettature. Si potrebbe cominciare col dire che se gli attuali pensionati, dopo trentacinque o quarant'anni di lavoro, hanno remunerazioni ridicole, e ancor peggio andrà a quelli che li seguiranno, è perché negli anni '80 la classe politica ha sperperato i soldi, per motivi clientelari e di cattura del consenso, con pensioni di anzianità fasulle, le pensioni di invalidità false, le pensioni baby, le "pensioni d'oro".



Per quanto infame, non è però questa la responsabilità più grave della classe dirigente di allora. Ma la mancanza di qualsiasi volontà o capacità di previsione. La statistica è una scienza fallibile, come tutte le scienze, fa eccezione la statistica demografica che è in grado di fornire previsioni con un'attendibilità vicina al cento per cento. Negli anni '80 si poteva quindi sapere, con precisione quasi matematica, quale sarebbe stata la composizione per età della popolazione italiana del Duemila e che il numero degli anziani pensionati o pensionabili, grazie a quella trappola chiamata "allungamento della vita media", sarebbe stato esorbitante.

Ma i dirigenti di allora non presero nemmeno in considerazione questo fenomeno. Che gli fregava, a loro, di quello che sarebbe successo venti o trent'anni dopo? Ciò che gli importava era il consenso, "qui e ora". Cosa che ha fatto dire all'insospettabile Giovanni Sartori che «le democrazie vivono nell'immediato e non provvedono al futuro». Che è un limite non da poco. Ma c'è anche dell'altro. In democrazia non possono mai essere individuati, e colpiti, i responsabili nel momento in cui lo sono. A chi andiamo a chiedere conto oggi del collasso del sistema pensionistico e dei duri sacrifici che, in questo settore, si dovranno chiedere ai lavoratori? All' "esule" Craxi sepolto ad Hammamet? All'ectoplasma di Andreotti? A Forlani?

Tuttavia c'è qualcosa di peggio di ricevere una pensione misera. Ed è il concetto stesso di pensione, un'istituto agghiacciante che solo la crudele astrattezza della Modernità poteva inventare. Da un giorno all'altro tu perdi il posto, sia pur modesto, che avevi nella società e vieni buttato nel magazzino dei ferrivecchi. E adesso vai a curare le gardenie, povero, vecchio e inutile stronzo. Nella società preindustriale le cose avvenivano più gradualmente. Il vecchio alleggeriva le proprie occupazioni abituali man mano che calavano le energie fisiche, lasciando i lavori più impegnativi e faticosi ai membri giovani del gruppo, mantenendone però la conduzione. Gli rimanevano prestigio e ruolo perché in una società a prevalente tradizione orale e che si rinnovava molto lentamente era il detentore del sapere.



Nella società industriale il vecchio, e anche chi non lo è ancora biologicamente, viene inesorabilmente superato dal rapidissimo progresso tecnologico. Il suo sapere è obsoleto, come lo è lui. Scrive il grande storico italiano Carlo Maria Cipolla: «Nella società agricola il vecchio è il saggio, in quella industriale un relitto». Meditate, suorine moderniste del Fatto, meditate.



Massimo Fini

Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it

Link: http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/12/26/vecchi_senza_resurrezione.html

26.12.2009

Da Il Fatto Quotidiano del 24 dicembre

Commenti (28)

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    1. myone 27 dicembre 2009


      Le statistiche non servono e sono superfallibili, quando facendole andare alla perfezione, vengono poi sballate dall' uso.

      1) Se l' imps sia in attivo o no non lo so.

      2) Che le uscite siano la meta' delle entrate in fatto di pensioni, puo' essere certamente.

      3) La cosa che non hanno mai fatto e' che; il fondo pensioni deve rimanere proprio, non essere mescolato a nulla, essere messo come fondo in investimenti che l' aumenta, anche fosse la percentuale minima.

      4) Se l' imps e' all' attivo, lo sara' solamente come calcolo, ma non di fatto, perche' sappiamo che sono solo numeri. Il reale monetario, come diceva grillo, quando uno e' andato in banche e chiese quanti soldi avesse, e detta la cifra rispose; bene, allora mostratemeli tutti, o chiamo i carabinieri. Nell' impossibilita', chiamo' i carabinieri, e dovettero attendere mezza giornata affinche' la banca raccimolasse in vero i soldi versati e gli e li mostrasse. Era un suo diritto.

      == Quindi, il fondo pensioni, e' solo a numeri nel conteggio totale del bilancio dello stato, ma e' stato mangiato gia' da tempo che fu'.

      E l' attivo che e' , se fosse, risulterebbe vuoto, ma pieno solo a numeri, o reale, se estratto da entrate fresche, e depositate come deposito pensioni.

      5) Le manovre pensioni che fanno ora, giostrando sull' eta', non sono altro, che una delle tante mosse a taglio, per ridurre i costi pensione, sperando nei decessi, e allungando i pagamenti, mentre le entrate, servono per tappare buchi, pagare attivi fuori voce, e usare soldi per altre uscite e investimenti, che, non ci sarebbe da mettere la mano sul fuoco, fra manovre e manovre, cadono sempre bricciole dallo stesso valore pensione, come dal valore dell' insieme delle entrate, per sfamare poveri intrallazzoni, poveri e senza sedie.

      Se sbaglio, ditemelo.

    1. mazzi 27 dicembre 2009

      Sembrerebbe dai commenti che Fini non sia piu' abbastanza "politically in-correct".------------------------

      Tuttavia non si puo' negare che abbiamo o avremo presto una marea di vecchi da mantenere con un sistema pensionistico semi-comatoso aggravato dal deficit e da una crisi economica da far paura.---------------------
      Ne' tantomeno si puo' negare che nella nostra bella societa' di merda l'anziano sia ridotto al rango di relitto. Peggio, un ingombro che prima si toglie dalle pale e meglio e'.-------------------- Comunque tutti questi begli articoli non servono a un cazzo se non facciamo il minimo sforzo per cercare di ragionare e vedere le cose in maniera un po' diversa.

    1. amensa 27 dicembre 2009

      due considerazioni a proposito:
      1) oggi vanno in pensione coloro che 20-30 anni fa eleggevano gli sperperatori dei contributi versati (e attenzione, non dico che l'imps sia in perdita oggi, dico che abbiamo versato almeno il doppio di quanto ci viene restituito), con le pensioni baby, con quelle d'oro, con le regalie di anni figurativi a destra e a manca.
      era un modo per avere il consenso, e lo raccoglievano, guarda caso proprio da parte di coloro che adesso si lamentano. mettevi davanti allo specchio, una buona volta, e datevi dell'idiota per non aver voluto ascoltare chi vi metteva in guardia.
      2) la menata dell'allungamento della vita media, oggi, fa da contraltare alla faciloneria di ieri, perpetuando la ruberia.
      e mi spiego.
      è vero che oggi vediamo circolare, anch ese un po ammaccati 80/85/90enni, magari con un po di alzhaimer, o altre dellizie simili, ed a questo punto cadiamo nella proiezione dell'attuale popolazione verso tali vette di età.
      ma oggi a 90 anni c'è chi è nato nel '20. famiglie che facevano 8-10 figli e ai 10 anni ne arrivavano 4 o 5. selezione naturale. la durezza della vita di allora, inoltre temprava quegli individui sia per la difficoltà delle condizioni di vita che per la fatica fisica che sviluppava forza, muscolatura, ecc...
      nel dopoguerra è arrivata lapennicillina, gli antibiotici, i sulfamidici, i vaccini, e bambini ne muoiono più pochi e se ne fanno anche meno.
      ma la popolazione è molto meno temprata. le morie per problemi vascolari, coronarici, del cuore, del fegato ecc... iniziano a 30 anni, a 45 metà della popolazione ha già avuto interventi. a 40 inizia la moria.
      guardate i cartelloni funerari, assieme agli ultraottantenni troverete tutte le età dai 35 in su.
      ma su quale base pensate che una popolazioone indebolita dagli agi, le cui autodifese sono state annichilite dai medicinali, rattoppati e pieni di acciacchi già a 50 anni, vivrà fino ai 90 ?
      la vita media si è enormemente allungata grazie all'aver sconfitto la mortalità infantile che decimava i bambini, e la aspettativa di vita l acalcoliamo basandoci su individui temprati e robusti, proiettandola su popolazioni che non hanno avuto una vita nemmeno lontanamente simile ai nostri vecchi ?
      ci stanno prendendo per il c...lo una seconda volta, occhio !

    1. vic 27 dicembre 2009

      Questo e' l'andazzo, nel mondo occidentale, figliolo: economia al limone, detta altrimenti socialita' per gli straricchi.

      L'ottimo giornalista divulgativo Paolo Barnard, candidato protagonista nel remake del "Simon del desierto" di Buñuel, racconta molto efficacemente come funzionano gli accordi stile economia al limone:

      YouTube, search: paolobarnardvideos Mafie pifferai topi

      Prima o poi cambiera' l'andazzo: non se puede no, señor, non se puede en riva al mar!

    1. vic 27 dicembre 2009

      "Nella società industriale il vecchio, e anche chi non lo è ancora biologicamente, viene inesorabilmente superato dal rapidissimo progresso tecnologico"

      Pertini, Ciampi, Napolitano, Prodi, Berlusconi, lunga e' la lista dei giovanissimi in alto loco.
      Chi troviamo al loro posto in altri paesi: Sarkozy, Medvedev, Obama. Gente ultracentenaria, nevvero?

      La societa' italiana odierna forse e' una societa' a-industriale. Deve essere speciale, deve avere una venerazione atavica ancestrale per le mummie viventi. Tant'e' che i "nuovi" politci che si affacciano ogni tanto sul proscenio sono, ehm, pimpanti ultracinquantenni. Si vede che nella politica italiana il rapidissimo progresso tecnologico non attacca proprio, eh Fini?

    1. nautilus55 27 dicembre 2009

      Per quanto attiene l'aspetto sociale della vecchiaia, Fini ha ragione, ma per la disumanizzazione della società industriale basta Chaplin, e mica da oggi. L'INPS, quest'anno, sarà in attivo per circa 7 miliardi di euro, forse più: dov'è, allora, il problema? Se non si separa la previdenza (pensione) dall'assistenza (cassa integrazione, ad. es.) il guazzabuglio sarà sempre massimo. Questo è il meccanismo che consente ad una classe imprenditoriale fasulla di sopravvivere: quando va bene sono soldi miei, quando va male si paga con la cassa dell'INPS. Non esiste nessun problema di previdenza: solo una classe politica la quale, scientemente, omette di separare i due enti (come nel resto d'Europa) per affondare le mani quando e come vuole nei nostri soldi. E poi si dice che non "mettono le mani nelle tasche degli italiani": Tremonti lo ha appena fatto, 3,1 miliardi di euro gettati nel conto economico dell'ultima Finanziaria (attenzione: non nelle spese in conto capitale!)

    1. maristaurru 27 dicembre 2009

      e i dirigenti di oggi? ma davvero sono tanto da meno' Io non credo

      Ultima? I consiglieri regionali ci sotano un Perù in liquidazioni. E non ci raccontrassero che è poca roba, milioni di euro l'anno. Pensioni privilegiate: I Consiglieri Regionali versano, per la propria "pensione" un contributo pari al 18% della loro indennità di carica; un lavoratore dipendente versa alla previdenza pubblica il 32,7%.
      L'importo massimo di "pensione" percepibile è fissato nel 76% per i Consiglieri con 4 legislature (20 anni); i lavoratori dipendenti devono lavorare 40 anni per avere l'80%.
      I Consiglieri Regionali cumulano, poi, la loro "pensione" con quella che hanno maturato presso gli Enti previdenziali di appartenenza, se lavoratori dipendenti o autonomi, creando un regime di "doppia pensione".. e quanti altri burocratuzzi e burocratoni attingono a piene mani dalle casse Inps e versano molto meno di quel che ricevono? Allora , il passato è stato raccontato, puzza come un calzino sporco, ma lo rigiriamo.. e veniamo preparati a sacrifici che non ci debbono competer in nome di un passato .. ma noi i sacrifici ed i nostri figli con noi, li faremo sopratttutto in nome di un presente indegno e ladrone, e scopriamolo sto presente se non facciamo come col fascismo.. stiamo ancora colla pelata di Mussolini sui giornali!!

    1. pietroancona 27 dicembre 2009

      Massimo Fini non sa di che cosa parla, Ha affastellato cose diverse. Il buco finanziario dell'Italia non è stato provocato dalle pensioni ma dalla ladroneria della classe dirigente. L'INPS è sempre stata attiva. Di che cavolo parla?

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