Home / ComeDonChisciotte / USA E UK SOPRAVVIVERANNO ALLA CINA ?

USA E UK SOPRAVVIVERANNO ALLA CINA ?

DI GIULIETTO CHIESA
ilfattoquotidiano.it

Trovo davvero strano che nessuno parli di guerra. E’ come si fosse in atto una rimozione collettiva, come se nessuno volesse guardare in faccia la realtà. Comprensibile che questa rimozione ci sia a destra, se non altro per ragioni storiche e per cattiva coscienza pregressa. Incomprensibile a sinistra. Incluso il campo ecologista, incluso il campo alterglobalista.

Allora pongo due domande. A tutti. Di destra, di sinistra. E anche, mi voglio rovinare, di centro.

Chi di voi è sicuro che questo o il prossimo presidente degli Stati Uniti dirà la verità ai 300 milioni di suoi concittadini, e cioè che toccherà loro ridurre il loro tenore di vita nel corso della prossima generazione? (Lo stesso discorso vale per la Merkel, per Sarkozy, per chi verrà dopo Berlusconi, etc, ma conta meno, perchè tutti questi non sono armati come l’America e non sono stati Impero negli ultimi 60 anni).Qualcuno si chiederà, stupito, perchè pongo questa domanda. Spiego: se la Cina continua a crescere al tasso medio annuo del suo Pil pari a circa il 10%, tra cinque anni avremo di fronte una Cina e mezzo. E non ci sarà spazio per l’America, con i suoi 300 milioni di abitanti (che consumano l’ira di Dio) e la Cina, con i suoi 1300 milioni di abitanti (che stanno cominciando a consumare anch’essi), su questo pianeta.

Seconda domanda. Qualcuno ha un’idea di come gli Stati Uniti, e la Gran Bretagna, fratello minore e sodale – che sono entrambi tecnicamente in bancarotta – risolveranno il problema del loro mostruoso indebitamento? Non sfiora la mente di nessuno l’ipotesi (per altro già verificatasi in diversi momenti storici) che il modo migliore con cui i nove banchieri che si incontrano una volta al mese a Wall Street, in segreto (fonte New York Times), decidano semplicemente di cancellare tutti i conti e di mandare all’aria il tavolo con una bella guerra risolutiva? Se fossero saggi non lo farebbero. Ma già sappiamo che saggi non lo sono affatto. Altrimenti il mondo non si troverebbe dove si trova.

Del resto non c’è altro modo, a breve, per togliere di mezzo le decine di trilioni di dollari fasulli che hanno invaso il mondo. E loro, come sappiamo, non ci perderebbero niente, salvo forse la vita, perchè quel denaro è virtuale e loro hanno il gruzzolo reale al sicuro.

Insomma io non credo sia salutare starsene tranquilli ad aspettare, sapendo che il paese militarmente più forte di tutti gli altri messi insieme sta per perdere il suo status imperiale. E che i suoi cittadini non hanno ancora capito cosa sta succedendo attorno a loro. Tant’è che fanno i “tea party” in cui sognano ancora di dare ordini alla Cina.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/20/usa-e-uk-sopravviveranno-alla-cina/93142/
20.01.2011

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    Fu Bush che alla domanda di riduzione dei consumi dichiarò solennemente: “il nostro stile di vita non è negoziabile”. Chi ne ha ereditato il seggiolone adesso si trova con la stessa domanda, e con meno risposte.
    Detto questo mi preme ricordare che il PIL è l’indicatore principe di quanto soldi si intascano lobbies ed elites. Non a caso a fronte di condizioni sociali tutt’altro che rosee il PIL cinese prosegue imperterrito, generando una solida casta di magnati sempre più ricchi e potenti.

    Lo scontro quindi è tra magnati di varia provenienza. Ammesso che i lavoratori (o cittadini, o sudditi come meglio preferite) li lascino fare e non si mettano in testa cose strane. A me l’idea che i magnati USA si scannino con i magnati cinesi fa solo sorridere. Basta che non comincino a sbraitare “Armiamoci e partite!”

  • wld

    Questa è una intervista rilasciata a Lavinia Pallotta da Daniel Estulin:
    L.P.: Nell’ultimo meeting in Grecia, nel Maggio 2009 i Bilderberg pare abbiano discusso della distruzione del dollaro e della sovrappopolazione.
    D.E.: «Sì, so da dove è arrivata questa notizia, dalle mie fonti. Ne parlai da Alex Jones e altrove. Dissi che uno dei piani di cui stavano discutendo era la distruzione del dollaro. Naturalmente distruggere il dollaro significa distruggere l’economia mondiale, e ci sono molte persone che non vogliono che questo accada. Non vogliono la caduta del dollaro perché essa causerebbe la distruzione non solo degli Stati Uniti, ma dell’economia globale. Il mondo intero si sgretolerebbe in un mucchietto di polvere. Tutti i debiti stranieri sono calcolati in dollari. Ad esempio, i debiti della Cina sono in dollari, quindi senza più il dollaro i cinesi non saprebbero a chi rivolgersi per trovare aiuto finanziario. Questo significa che solo con un dollaro forte questo mondo può essere salvato davvero. Si potrebbe creare una nuova valuta, ma prima che questa entrasse in uso, il mondo sarebbe già collassato. Per quanto riguarda la popolazione, chi controlla il mondo non vuole vederla crescere. La crescita significa progresso e il progresso significa benessere sociale, ma queste persone non vogliono che noi abbiamo un mondo migliore, l’unica cosa che vogliono è portare avanti i loro piani, e per farlo hanno bisogno di ridurre la popolazione perchè il nostro pianeta ha risorse in esaurimento. A meno che non si utilizzi l’energia nucleare, non c’è assolutamente alcun modo di estrarre altra energia dalla terra. Semplicemente non è sufficiente. Possiamo crescere solo con l’energia nucleare. Il progresso comune distruggerebbe il potere di queste persone, che ne sono consapevoli e fanno di tutto per impedirlo».

  • GRATIS

    quoto in pieno. C’e solo da vedere una volta armatisi per dove partiranno. Pakistan in pool position I suppose

  • vimana2

    Precisazione, tra 8 anni al ritmo di crescita del 10% il PIL della Cina sarà DOPPIO rispetto ad oggi….tra 5 anni sarà del 60-70% in + rispetto ad oggi.

  • GRATIS

    Giustissimo. “Possiamo crescere solo con l’energia nucleare.”
    Per il momento la usiamo sotto forma di supposte telecomandate, poi si vedrà.

  • stefanodandrea

    1) La guerra tra due grandi potenze è sempre possibile se, per una o altra ragione, esse non sono in grado o non possono trovare l’equilibrio;
    2) Oltre alla possibilità della guerra diretta, l’una contro l’altra, esiste la possibilità delle guerre indirette, volte a indebolire l’avversario;
    3) Se le due potenze non troveranno un equilibrio le guerre, dirette o indirette, ci saranno;
    4) salvo che una delle due imploda. Per alcuni il rischio lo corre la Cina; per altri (Osama Bin Laden, nella intervista a Robert Fish e Igor Panarin) lo corrono gli Usa;
    5) L’Italia e i politici italiani potrebbero fare davvero poco, o forse niente, qualora si verificassero i presupposti di guerre dirette o indirette tra le due grandi potenze. Questa potrebbe essere la ragione per la quale pochi si interrogano su uno scenario tutt’altro che inverosimile;
    6) Ovvio che in caso di guerre, dirette o indirette, l’Italia deve rimanere neutrale;
    7) L’Italia rischierà la disintegrazione e dovrà pensare a sé stessa. L’unica guerra possibile nel prossimo ventennio è una guerra civile, da scongiurare ma forse più probabile della guerra tra Cina e Usa.
    8) Se la guerra civile scoppiasse e fosse promossa dai (o contro i) secessionisti dovremmo tutti combattere per l’Italia unita al fianco dell’esercito Italiano.

  • duca

    “Fu Bush che alla domanda di riduzione dei consumi dichiarò solennemente: “il nostro stile di vita non è negoziabile””.
    No, peggio: fu proprio Barack Obama e se non sbaglio lo disse al discorso di insediamento.

  • duca

    Semprechè l’esercito italiano non si scinda anch’esso e/o non si squagli come neve al sole una volta saltate le “leggittime” istituzioni (tutto già visto)… Rimarrebbe solo saccheggiare le caserme, mettersi il ’91 in spalla (pardon, l’AR70/90 o qualche vecchio BM59) e salire in montagna o chiudersi in casa e difendere l’orto di sussistenza.

  • Tonguessy

    La prima versione (non-negotiable lifestyle 1.0) fu lanciata da Bush senior nel 1997.
    http://www.goodplanet.org/copenhagen/index.php/negociations/frombushtoobama.html
    La seconda versione (2.0) venne ripetuta dal figlio. Non ero al corrente che anche Obama avesse lanciato la sua personale versione 3.0.

  • duca

    Vado a memoria e magari sbaglio ma ricordo che fu una frase che mi impressionò, detta da lui: quindi è un discorso che ho visto, almeno parzialmente, quindi direi che è quello di insediamento…

  • maristaurru

    Ci sono molti modi di fare una guerra, per ipotesi, la potenza A, messa in difficoltà , colta in flagranza di reato contro l’umanità, avendo riempito che so, il mondo di dollari fasulli, pensa di uscirne combattendo una guerra.. per interposta persona diciamo, fa invadere paesi e villaggi.. poi li “salva” e magari presenta anche il conto. fantascienza si, ma verosimile.L’Europa sta presumibilmente per esser vittima di una invasione mussulmana. Un incubo, vero?

  • redme

    ..il dollaro sarà anche cartaccia ma intanto i cinesi stanno comprando mezza africa e parti d’europa..evidentemente il buon giulietto è rimasto alla guerra fredda quando giocavano in due ora non è più propriamente così e i russi sono sempre in partita…diciamo che il tenore di vita degli americani è molto in discussione a cominciare da quello del “subprime people”, non a caso obama ha fatto dell’assistenza medica pubblica il suo cavallo di battaglia…l’unico tenore di vita non in discussione è quello degli homeless.

  • maristaurru

    dietro ogni guerra, ci sono le Banche. Questo non va mai dimenticato. Le Banche americane hanno grosse responsabilità e non hanno ancora vinto la guerra fra banche, quella che ha iniziato la festa. Non la vinceranno, quindi, bisogna uscire dall’impasse. La più debole? L’europa e in Europa il punto èiù debole? L’Italia, i soliti usi al salto della quaglia, nel bel Paese si stanno già fregando le mani, aspettano la nuova liberazione e nuovi 60 anni di scorribande sulla pelle degli Italiani. Non mi meraviglierei se così fosse, nemmeno un po’

  • redme

    ..dietro ogni guerra c’è il profitto e dietro al profitto ci sono i “padroni”, le banche sono uno strumento….le scorribande mi sembra si facciano sulla pelle dei poveracci: italiani, greci o africani che siano…per il resto non ho ben compreso il tuo commento…

  • maristaurru

    @Redme, le banche hanno come padroni gli azionisti. Sono commercianti di danaro, e sono un gruppo chiaro, noto e visibile, loro sono i padroni, quelli che possono rubare ad interi Paesi la ricchezza e farla franca. La ristretta cerchia della finanza , la alta finanza che ha aspettato anche troppo per darci la zampata finale, e c’è chi ancora dorme e non ha capito, il risveglio sarà assai doloroso, credimi.

  • redme

    …non vedo una differenza sostanziale tra i padroni dei mezzi di produzione e i padroni dei soldi…in quasi la totalità dei casi coincidono…la ricchezza non è dei “paesi” ma dei padroni dei paesi… in qualche paese i cittadini hanno strappato a suon di schioppettate una fetta di torta più grande ma la sostanza non cambia…si può essere d’accordo o meno sulla giustezza del capitalismo ma la la verità è questa.

  • TN

    Molte cazzate, da Estulin, ultimamente.
    L’energia nucleare non viene forse anch’essa “estratta dalla terra”? O forse Estulin conosce qualche modo per procurarsi il combustibile nucleare che non sia l’estrazione dell’uranio dalle miniere che stanno ammazzando l’Africa e gli africani?
    Quanto al fatto che “molti” Bilderbergers non vorrebbero la caduta del dollaro perché “sgretolerebbe l’economia mondiale”, è affermazione di una puerilità risibile, specie se esce dalla bocca di chi da anni ci dice che il Bilderberg vuole costruire il NWO attraverso la distruzione dello status quo.
    Quale migliore occasione di creare un “terremoto” e premere il pulsante di reset che non la caduta fragorosa del dollaro?…

  • Nolisbona

    La soluzione ci sarebbe,ovvero fare della moneta quello che fanno cinesi.
    Inoltre: Limitare il libero commercio, scambiando solo i beni che gli Stati sovrani non possiedono , puntare alla piena occupazione, far crescere i diritti dei lavoratori e decrescere i consumi superflui.
    Ma l’elite della finanza internazionale vuole controllare anche la Cina e ci portera’ inevitabilmente al disastro.

  • Nolisbona

    Gli Usa e Uk in bancarotta?
    Scientificamente impossibile…gli unici in bancarotta sono quei Paesi che devono trovare gli euro nei mercati finanziari privati o quei Paesi che hanno monete agganciate ad altre monete.
    ma Chiesa e’ convinto che americani sono dei fessi come gli europei?
    Se gli Usa faranno default sara’ semplicente una scelta politica per dichiarare una nuova guerra mondiale.

  • Fabriizio

    Accidenti, quante fesserie una di seguito l’altra da parte di Daniel Estulin…

    Le due stupidaggini migliori mi sembrano :

    “I debiti della Cina sono in dollari, quindi senza più il dollaro i cinesi non saprebbero a chi rivolgersi per trovare aiuto finanziario …”

    e sopratutto l’imperdibile :

    “La crescita demografica significa progresso e il progresso significa benessere sociale …”

  • misunderestimated

    I FAL, il nostro lungimirante EI, li ha già destinati da un pezzo a miglior vita ponendo fine alla loro carriera sotto una pressa idraulica, immagino che in caso di Guerra Civile il nostro IT Army potrebbe fare ben poco con i suoi effettivi (110.000 unità, più o meno i Caduti seppelliti al Redipuglia), contando che i reparti operativi sono pochi, che non sarebbe prevista nessuna lauta diaria da 140/170 euro a invogliare i giovinotti del sud a beccarsi una fucilata in fronte da un najone vecchio stampo, che già la sola criminalità organizzata ha un potenziale di fuoco maggiore (kalashnikov, RPG, esplosivo ad alto potenziale). Dubito che i giovani d’oggi, poco avezzi a soffrire la fame, allo sfinimento muscolare, siano in grado di impugnare le armi e farle cantare all’occorrenza, Veri Lavoratori a parte.

  • Nemesi

    Noto con dispiacere che non vi rendete conto che se gli USA perdono il primato del dollaro come moneta per gli scambi internazionali, loro sono spacciati.
    Il loro disavanzo commerciale, la loro dipendenza energetica estera, è così elevata che andrebbero incontro ad una crisi superiore a quella Argentina, ma quello che sarebbe devastante è la crisi sistematica del modello Americano.
    Alla Cina bastano una settimana di rivolte in piazza per instaurare la democrazia e presentarsi come potenza credibile!
    Nell’attuale situazione economica il mondo è attraversato da due fortissime contraddizioni. La sopravvalutazione del Dollaro USA e la forte sottovalutazione dello Yuan Cinese, è ovvio che la Cina non può continuare a tenere sottovalutato la propria moneta perchè sta importando solo inflazione.
    Nel momento in cui lo Yuan si rivaluterà la Cina perderà qualche quota di export ma ha un mercato interno formidabile che compenserà la perdita.
    Ma mi chiedo cosa succederà quando il dollaro finirà svalutato nel rapporto 4 a 1 contro l’Euro!?
    Il modello di sviluppo USA non è riuscito a fare quel salto generazionale come quello avutosi in Germania, ed Europa in Generale, dove un modello economico-sociale molto solidale, fa da paracadute alle varie crisi e permette di mantenere quel grado di “controllo” e riserva “produttiva” necessaria a superare il forte momento critico.
    Gli USA si renderanno presto conto che il forte individualismo, dell’Americano medio. La forte mentalità conservatrice hanno creato una situazione sociale esplosiva, per quanto non creda ai catastrofisti credo che gli USA siano lo stato al mondo a più forte rischio di disintegrazione.

  • maristaurru

    mi sembra di capire che politicizzi il concetto di Padrone. Ma non mi sembra questo il caso di fare politica. Siamo di fronte ad una guerra economica portata contro la società civile. i padroni del mezzo di produzione principe sono le banche, sono veri padroni coloro che posseggono la moneta e il cibo. Infatti molte banche, le principali, sotto sotto posseggono anche le imprese. Le multinazionali bevettano anche il dna dell’uomo, presto avranno tutto il cibo. Ci sono furbacchioni tipo gli Agnelli che hanno tentato di contare non solo industrialmente, ma prelevando ricchezza dal popolo italiano con l’aiuto della politica e dei sindacati ( duole ma è così), sono entrati nel gota della finanza, e ti dirò e so quel che dico, lo hanno preparato in decenni di duro “lavoro” finanziariamente diciamo, poco commendevole, va..lo sanno in molti , ma hanno girato la testa dall’altra parte. Miserabili. Non si tratta della fetta di torta del singolo Paese, questo è vecchio: lotta di classe, robba muffa, andata a male e non ve ne rendete conto. Dormite ancora e non c’è più molto tempo.La cina temo sia l’ultimo dei problemi, chi sa..

  • duca

    Non tutti, sembrerebbe che ce ne siano ancora un buon numero “sott’olio” in riserva strategica, ma penso che effettivamente moltissimi siano già passati sotto le presse.

  • duca

    Tecnicamente lo sono già, solo che hanno la pistola sul tavolo e aspettano il primo che abbia il coraggio di farsi avanti a dire che il re è nudo e scatenare il redde rationem con bòtto finale…

  • duca

    “il dollaro sarà anche cartaccia ma intanto i cinesi stanno comprando mezza africa e parti d’europa”
    Non vedo modo migliore per liberarsi della carta straccia verde finchè ancora qualcuno se la prende… riducono le riserve e accumulano patrimonio che ha un valore indipendentemente dalla moneta in cui viene denominato.

  • Miky

    mei cojoni..!

  • Rossa_primavera

    Signor Chiesa faccia bene i conti:anche supponendo che il tasso di crescita della Cina resti alto e quello Usa quasi nullo,la distanza in
    termini di pil tra i due paesi e’ ancora abissale,un po’ come una squadra
    che vinceva il campionato con trenta punti di scarto e ora lo vince con
    venti.E poi i cinesi sono troppo furbi e benestanti per farsi attirare in
    una guerra che non avrebbe alcun senso:al contrario il futuro vedra’
    una grossa cooperazione economica tra la Cina e l’Europa e tra la Cina
    e gli Usa:il mercato cinese e’ un mercato appunto composto da un
    miliardo e 200 milioni di consumatori che stanno cominciando economicamente a stare benino.

  • geopardy

    la Cina viaggia intorno ai 7.000.000 dichiarati dalle fonti ufficiali, ma, secondo certe fonti molto di più, gli Usa stanno intorno ai 14.000.000 per le fonti ufficiali, ma qualcuno sostiene che il pIL Usa è fortemente drogato e in realtà è circa di un 30% inferiore.
    In ogni caso, stanno aumentando in maniera decisamente alta un certo numero di PIL nel mondo, qualcuno sta matematicamente calando il proprio, ma non risulta dalle fonti ufficiali.
    Chissà se in così tanti soldi virtuali e non reali immessi stia parte se non tutta la rsposta?
    Ciao
    Geo

  • Blackrose4400

    Io penso che la domanda sia corretta ma non posta all’interlocutore giusto.
    La domanda, aimè, va posta al pianeta.

    E’ questo pianeta in grado di sopportare il peso cinese ad anche quello indiano (parliamo di 2 miliardi e mezzo di persone) che si abbuffano di risorse, le sprecano e le bruciano, come hanno fatto 300 milioni di americani?

    Io non credo che ce la possa fare, anche perchè lo sviluppo occidentale è avvenuto gradualmente, nel corso di 60 anni. Lo sviluppo cinese ed indiano ha tempi velocissimi, noi siamo partiti dalla TV in bianco e nero, loro partono dal LCD a 42 pollici. Noi siamo partiti dalla Topolino, loro hanno già il SUV. Noi avevamo i 45 giri, loro gli MP3 dal Torrent. Non so se mi spiego.

    Ci penserà la natura, anche attraverso estremi rimedi, ad avvertirci che il tempo delle mele è finito. Per tutti.

    Il Sogno Americano è un sogno e tale rimarrà. L’unica cosa sicura è che per noi sarà un duro risveglio.

  • redme

    ..esatto.

  • redme

    …perchè economia e politica sono indipendenti l’una dall’altra?…..la lotta di classe è muffa? lo dice anche il 10% degli italiani che possiede il 45% della ricchezza nazionale..

  • stefanodandrea

    Certamente combatterebbero una parte dei “Veri lavoratori” (non tutti, ovviamente). Ma combatterebbero anche una parte di coloro che oggi in plestra si fanno “muscoli da esposizione”, che alla fine potrebbero risultare utili, dopo essere stati a lungo comici. E combatterebbe, come sempre, una parte del ceto intellettuale (magari ddopo un periodo di allenamento). Poi tanti fanatici e anche canaglie criminali, preoccupate della diminuzione della possibilità di delinquere. E chi sa da che parte starebbe la mafia. Quando si combattoono le guerre civili, non si può dire nulla. Guarda all’Iraq, dove per alcuni anni hanno combattuto nelle medesime formazini islamisti e laici, per poi dividersi e rimanere alleati, per poi combattersi, per poi stringere una nuova intesa.
    Nella vita non c’è mai stata la lotta tra buoni e cattivi, tra onesti e disonesti, tra puri e impuri. Si scontrano sempre interessi, valori, progetti. E sotto un vessillo “giusto” possono combattere i più feroci criminali. Allo stesso modo, molti di coloro che sono forti fisicamente non coombattono. Mentre altri esili e mingherlini lo fanno. Ciao

  • lucamartinelli

    Temo che il buon Giulietto non abbia tutti i torti. Non è un mistero che Usa e Cina si stanno preparando alla guerra. E perche’ non dovrebbero farla? Perche’ all’improvviso cambiare una tradizione che accompagna l’uomo dalla sua nascita? la guerra è sempre stata il toccasana per le situazioni estreme e anche meno estreme. Per il petrolio irakeno i criminali yankee hanno gia’ ammazzato un milione e mezzo di innocenti. Per far passare un oleodotto stanno massacrando i cittadini afghani da qualche anno. Su, amici, capisco che tutti desideriamo la pace, ma le cose concrete tra i popoli vanno diversamente, specialmente nelle finte democrazie, e quella americana è in cima alla classifica. buona giornata

  • misunderestimated

    Combattere inciderà ben poco nella capacità di sopportazione fisica e mentale dell’individuo, sopravvivere nella miseria, quello sarà difficile. Non serve andare troppo distante per studiare l’evoluzione di una guerra civile: ne abbiamo avuta una qui vicino, scoppiata 20 anni fa, dall’altra parte dell’Adriatico.

  • geopardy

    Concordo.

    Sarebbe un errore che, per porvi rimedio, non basterebbe un secolo.

    Prima di pensare a dividerci ed indebolirci tutti enormemente, dovremmo fare un’analisi inserendo l’ordine sovranazionale in atto e calcolarne, in base a questo parametro, le conseguenze in caso di scissione, anche senza guerra civile.

    Sarebbe ora di incanalare le nostre forze verso gli organi di depredamento internazionali ed i suoi corrispettivi nazionali ed europei, invece di fargli un enorme favore dividendoci.

    Ripeto per l’ennesima volta questa serie di cose che scrivo a seguito, ma le ritengo sintomatiche:

    la Germania, che sembra in netta ripresa (l’unica in Europa), pur avendo una ex DDR che “pesa” ancor più del nostro meridione e lo sapevano prima di unirsi, non mi risulta ci sia qualche forza significativa che urli slogan per una nuova secessione, proprio questa unità gli permette di essere, anche numericamente, il paese più popoloso e influente politicamente della UE e tutto le è dovuto, fateci caso.

    Se la ex Jugoslavia fosse stata unita, ora, avrebbe un potere contrattuale molto più grande, invece, si è trasformata in un crogiuolo di minipaesi insignificanti, che subiscono di tutto (ricordiamoci che la Germania ed il Vaticano hanno spinto per primi perché avvenisse velocemente la secessione della ex-Jugoslavia); ogni tipo di mafia e lobby può fare ciò che vuole lì, basta seguire le cronache dei peggiori e più abbietti traffici internazionali scoperti negli ultimi anni per capirlo, tutti coperti sia dal personale europeo in loco che da quello americano.

    L’economia mondo se ne fregherebbe del Veneto e della Lombardia se non fossero inserite in un contesto più grande e rappresentativo, che non è l’attuale Europa, ma neanche quella in prospettiva a breve e medio termine, ma l’Italia.

    Massimo Fini sostiene la teoria delle macro-regioni europee per giustificare la secessione, io dico che una maxi regione tende, in genere, a parlare la medesima lingua in Europa (quella tedesca per quanto riguarda l’aurore citato), non le interesserebbero particolari dialetti cisalpini, specialmente in un periodo di crisi di cui non se ne vede la fine.

    Il tanto caro ad alcuni, il “!buon vecchio” Adolf Hitler, sosteneva lo sterminio degli slavi e l’assoggettamento in sottomissione e schiavitù dei latini, quindi, manodopera a basso e bassissimo costo.

    Oggi non ti sterminerebbero, ma il secondo punto è nelle possibilità del tempo attuale e futuro.

    Temo che le scissioni finirebbero per riallinearsi tutte in un :”sì buana” di coloniale memoria.

    Ciao

    Geo

  • Rossa_primavera

    Restano pero’ gli immensi arsenali di Gladio coi quali,secondo le sinistre
    di allora,si poteva scatenare una terza guerra mondiale contro l’invasore
    sovietico.

  • Rossa_primavera

    Perche’ mai si dovrebbe combattere una guerra civile:se i sudisti
    sostengono di essere stati sterminati derubati ed oltraggiati da questo
    stato,i nordisti sostengono invece di essere solo loro a trainare da tempo
    l’economia del paese,perche’ non ammettere che l’Italia non esiste ed
    andare ciascuno per la sua strada come hanno fatto le repubbliche della
    ex jugoslavia e della ex unione sovietica?

  • kiteni

    Un articolo pertinente e conciso, nello stile di GC, distinto giornalista del ventesimo secolo. Credo che abbia ragione, in questa sua breve analisi geo-politica coglie uno dei nodi gordiani delle relazioni internazionali attuali e future. Le élites degli USA si trovano davanti ad una scelta senza precedenti per le sue funeste conseguenze. Guerra o associazione incondizionale con la Cina? Sia in un caso come nell’altro per noi umili servi della gleba del 21esimo secolo non cambia niente. La nostra sopravvivenza diventerá sempre piú problematica e difficile. Con la guerra ci metteremo la ciliegina tanto per soffrire con gusto e dedizione. Nella piú pura tradizione giudeo-cristiana moriremo ansimanti inchiodati alla croce delle nostre illlusioni. Vi scrive un padre di famiglia felice di poter vedere crescere i propri figli. Amen y saludos.