UNGHERIA: IL LABORATORIO DI FRANKESTEIN

UNGHERIA: IL LABORATORIO DI FRANKESTEIN

DI GIULIETTO CHIESA

megachip.info

Il 2 gennaio 2012 circa 100 mila ungheresi sono scesi in piazza per protestare contro la nuova Costituzione che è entrata in vigore proprio quel giorno.

Come i "Ragazzi della Via Paal" si sono avviati a una battaglia già perduta, e i cui effetti si faranno sentire, drammaticamente, nei mesi a venire.

È uno degli avamposti sperimentali dove la crisi europea sta arroventandosi e nei quali non è al momento possibile immaginare esiti e sviluppi.

Un parlamento nelle mani del Premier Viktor Orbán, e del suo partito personale, ha modificato radicalmente, avvalendosi di una schiacciante maggioranza, la legge fondamentale dello Stato ungherese. La nuova Costituzione aumenta il controllo del governo sulla Corte Costituzionale, rea di avere contestato il quasi completo controllo sui mass media da parte del governo. Ma è solo uno dei passaggi più inquietanti della svolta impressa da Orbán. L'altro consiste nell'introduzione di Dio nell'ordinamento giuridico ungherese, le cui leggi, in qualche modo, avranno dunque carattere divino per decisione parlamentare.
Il 23 dicembre 2011, con un altro colpo di mano, la maggioranza parlamentare ha approvato una nuova legge elettorale che riduce il numero dei parlamentari, modifica i distretti, aumenta le firme da raccogliere per ogni candidato, consente per la prima volta il diritto di voto agli ungheresi residenti all’estero: un insieme di misure (alcune delle quali ben note agli italiani, che le hanno già sperimentate sulla propria pelle) che garantiranno la vittoria al partito di Viktor Orbán, Fidesz. Ma altri provvedimenti sono già stati approvati, in connessione con questo "cambio di marcia" autoritario: da oggi i membri dell'ex partito comunista ungherese (molti dei quali sono oggi parte del partito socialista) potranno essere perseguiti retroattivamente per "crimini comunisti" commessi prima del 1989, anno della caduta del famoso "Muro". E, con somma gioia del partito di estrema destra Jobbik, alleato anch'esso di Orbán, viene modificato lo statuto degli ungheresi all'estero, rimettendo in discussione niente meno che il Trattato del Trianon, successivo alla prima guerra mondiale, in cui l'Ungheria venne privata di quasi i due terzi del suo antico territorio nazionale, per punizione avendo partecipato al conflitto dalla parte delle potenze centrali. Questo significherà, in breve tempo, un aggravamento delle relazioni tra l'Ungheria di Orbán e i paesi confinanti, dove sono rimaste, senza mai poter trovare pace, importanti minoranze ungheresi. In particolare in Romania e Serbia.

Fin qui la questione riguarda rigurgiti di nazionalismo e pulsioni xenofobe, revansciste, antilibertarie, antidemocratiche. Ma Orbán è qualcosa di più complicato. La sua maggioranza ha approvato anche una nuova legge che richiede una maggioranza dei due terzi per modificare il sistema fiscale esistente. Provvedimento che deve essere letto come una vera e propria sfida all'Unione Europea e alla sua Banca Centrale, perché conferisce al parlamento nazionale il potere di limitare la legislazione europea, fino al punto da impedirne l'attuazione sul territorio ungherese. A conferma di tutto ciò, Orbán ha approvato il nuovo statuto della Banca Nazionale di Ungheria, che riduce drasticamente la sua indipendenza, ponendo la banca sotto il controllo diretto del governo.

Al doppio uppercut di Budapest ha fatto seguito la rappresaglia dei potenti europei.

Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea, impegnati in negoziati senza costrutto da mesi, hanno interrotto seccamente ogni contatto. È guerra aperta tra Unione Europea e Ungheria, che di essa è membro a tutti gli effetti. È del tutto evidente che la delegazione dell'Unione Europea e quella del Fondo Monetario Internazionale hanno eseguito un ordine, il cui obiettivo è quello di creare le condizioni per costringere alle dimissioni Viktor Orbán. L'offensiva è scattata in modo coordinato, concentrato sulle misure antidemocratiche introdotte da Orbán. Si sono pronunciati in tal senso la commissaria europea per i diritti umani, Viviane Reding; una risoluzione del Parlamento europeo a dura condanna della svolta autoritaria del governo ungherese, dichiarata incompatibile con i principi dell'Unione; un’analoga presa di posizione del Consiglio d'Europa e un'altra della Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa; un pronunciamento della Commissione di Venezia, quella che segue i mass media.

Da oltre oceano sono giunte, puntuali, le reprimende del Dipartimento di Stato Usa e del segretario generale dell'ONU. Dunque Viktor Orbán è stato proclamato urbi et orbi peggiore nemico, perfino peggiore di Silvio Berlusconi, anche senza bunga bunga.

L'ultimatum del FMI è stato, per ora, l'acme. Dopo interverranno le agenzie di credito, il mercato, per punire gli ungheresi che hanno portato al potere il nemico. Le imponenti manifestazioni di massa, anch'esse senza precedenti dalla fine del regime socialista, indicano l'inizio di una rivolta interna, che potrebbe presto coniugarsi con la pressione dall'esterno.

Siamo dunque, con tutta evidenza, di fronte a un test inedito. L'Ungheria sta per diventare un laboratorio sperimentale dove si produce un composto chimico esplosivo.

Uno degli sbocchi possibili è un terzo colpo di stato legale, dopo quelli che hanno portato al potere Lucas Papademos in Grecia, e Mario Monti, in Italia. Si tratterebbe di vedere se, in questo caso, si troverà un uomo di Goldman Sachs anche per l'Ungheria. In caso si potrà chiedere consiglio a George Soros, che è di quelle parti.

Ma non è detto che finisca così. Per lo meno non subito. La miscela è difficile da maneggiare per chiunque: un intervento dall'esterno in favore della "democrazia bancaria" europea, contro il governo autoritario, nazionalista, reazionario di Orbán (che rappresenta però, al tempo stesso, la sovranità nazionale, monetaria, dell'Ungheria odierna e la maggioranza parlamentare espressa dalla popolazione), oppure la vittoria dell'autarchia nazionale, l'uscita dall'Unione Europea (e dall'Europa tout court), una politica indipendente del fiorino, la riapertura del contenzioso successivo al Trattato del Trianon, riaprendo il vaso di Pandora delle minoranze magiare che hanno abitato fuori dal territorio della repubblica ungherese.

In altri termini: o dominio tecnocratico europeo o dominio reazionario interno: ecco ciò che attende l'Ungheria. Non il "popolo" ungherese che, al momento attuale, è nettamente in maggioranza assoluta favorevole alla seconda ipotesi. L'opinione pubblica democratica (striata in diverse correnti, tra cui quelle variamente sostenute da Bruxelles e dagli USA), rappresentata dai 100 mila che si sono riuniti attorno al palazzo dell'Opera, dovrà scegliere tra questi due mali.

Ma il popolo ungherese non ha delegato nessuno (che non siano i suoi eletti) a decidere per suo conto l'ordinamento del paese. Dunque "costruire una democrazia occidentale europea" contro la maggioranza della gente potrebbe essere una decisione (sicuramente esterna, sicuramente simile a un golpe) esattamente speculare a quella imposta dai sovietici dopo la loro vittoria nella seconda guerra mondiale. Sappiamo come finì, nel 1989. Non ci fu sangue nelle strade di Budapest, perché il regime si arrese. Queste due varianti che si annunciano, l'una contro l'altra, non sembrano così disposte a rinunciare al bottino senza combattere.

Giulietto Chiesa

Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/tematiche/beni-comuni/7466-ungheria-il-laboratorio-di-frankenstein.html

7.01.2012

Commenti (47)

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    1. totalrec 8 gennaio 2012

      "E' un terribile errore sostenere, come molti fanno qui, che il fascismo è morto (vero totalrec?). Il fascismo è ben vivo



      See, come no, pure il Trio Lescano è vivo e canta insieme a noi".



      Maramao, perché sei morto?

      pane e vin non ti mancava!

      l'insalata era nell'orto

      e una casa avevi tu!




    1. nuspy 8 gennaio 2012

      Pure io vivo in Ungheria, e non mi sono accorto della perdita di popolaritá del Governo di Orban.
      Anzi: sempre di piú gli Ungheresi si rendano conto delle menzogne dell´ Unione Europea e della necessitá di abbandonare quell´entitá inutile.
      Si sono accorti di essere entrati per essere fagocitati dalle nazioni piú forti in cambio di 4 soldi, e di lavorare praticamente gratis come schiavi per gli altri paesi europei.
      Via da questo schifo di Europa e che DIo dia un futuro piú radioso all´ Ungheria!

    1. RicBo 8 gennaio 2012

      Anch'io che ho contatti con la rete anarchica europea sapevo tutto questo e che il fascista Orban ha perso quasi tutta la fiducia degli ungheresi. Mi stupisce che un conoscitore dell'est europeo come Chiesa non lo sappia. Non possiamo fare altro che appoggiare la protesta del popolo ungherese.

    1. agrimaldi 8 gennaio 2012

      "Non il "popolo" ungherese che, al momento attuale, è nettamente in maggioranza assoluta favorevole alla seconda ipotesi"



      Vivo in Ungheria. Da qui vorrei far osservare che Fidesz ha potuto ottenere i 2/3 del
      parlamento più per demeriti altrui che per meriti propri, dopo che i socialisti sono stati travolti dall'enorme scandalo che ha travolto il primo ministro Gyurcsany nel 2006 all'inizio del secondo mandato e dalla corruzione. In un sistema politica fortemente bipolarizzato nei fatti, questo si è tradotto in un colossale spostamento di voti verso Fidesz.



      In parole povere molti hanno votato Fidesz perchè era l'unico contendente rimasto (chi avrebbe votato PSI nel 94 in Italia?) più che per convinzione nelle idee di Orban (che in campagna elettorale si era sempre mantenuto molto vago, l'unica promessa certa, e mantenuta, era quella di un governo forte).



      Il crollo della popolarità del governo in questi ultimi giorni in cui la barca affonda non è venuto certo inaspettato. Orban ha una maggioranza schiacciante e la usa tutta, ma di certo gli ungheresi (che comunque hanno nel loro DNA certi "valori" espressi da questo governo) non gliel'avrebbero accordata così di buon grado. Difatti Orban non ha neanche indetto un (doveroso) referendum confermativo sulla costituzione.

      http://agrimald.tripod.com/budapest

    1. RicBo 8 gennaio 2012

      E' una situazione che ricorda, con le dovute differenze, l'avvento del nazismo in Germania.

      E' un terribile errore sostenere, come molti fanno qui, che il fascismo è morto (vero totalrec?). Il fascismo è ben vivo, e il nazionalismo retrogrado di Orban è una delle forme in cui si esprime, entrambi sono nati in questo continente sventurato e ce li portiamo ancora dentro. Come il capitalismo finanziario globale, sono le forme in cui si esprime la lotta per il dominio delle borghesie capitalistiche. Attualmente sta avendo la meglio il neoliberalismo globalizzato ma per la classe lavoratrice nulla cambia.

      Secondo me è in questo senso che va letto l'intervento di Chiesa. La sua conclusione è che il popolo ungherese soccomberà sotto una delle due 'dittature', io sono più ottimista e credo che troveranno una terza via per uscirne.

    1. stefanodandrea 8 gennaio 2012

      ottimo

    1. Levdtrotzkij 8 gennaio 2012

      A chiesa cade la maschera con tutti i baffi. Non gliene frega niente della democrazia, delle minoranze nazionali, dei comunisti (perseguitati dal 1989), quelli eventualmente minacciati, sarebbero i capoccia dei socialdemocratici, americanofili più degli americani. Il fatto è che assomigliano tanto all'ex-post-anti-comunista autentico Chiesa.
      Quello che brucia è che il giochetto tartufesco del divo giulietto riguardo la sovranità (monetaria, finanziaria, politica), va a carte quarattotto.
      C'è un paese che l'applica più o meno bene, e al divo giulietto per questo vengono i bollori. Il ritorno del nazionalismo o del sovranismo, è la paggiore delle sciagure per il mondialismo implicito del divo giulietto, e per il mondialismo esplicito dei suoi capi: gorby e relativi burattinai rockefelleriani.
      Il resto è questua per l'alternativa che c'è...

    1. totalrec 8 gennaio 2012

      "La verità è che Orban ha un bisogno fottuto dei finanziamenti dell'FMI ... solo che pensava di ottenerli senza la mediazione della UE e soprattutto senza dovere per questo obbedire sul piano economico/sociale interno"


      Verosimile, ma torniamo sempre allo stesso punto. Per concepire un simile obiettivo (trattare direttamente con il FMI aggirando i diktat politici europei) Orban doveva:

      a) Essere completamente scemo, cioè doveva non aver capito che dietro il meccanismo dei finanziamenti a strozzo alle nazioni c'è una precisa strategia americana d'ingabbiamento dell'Europa in cui gli organismi UE giocano un ruolo imprescindibile (e quindi non sono scavalcabili);


      b) Avere le spalle coperte da qualcosa che abbia un potere deterrente assai maggiore della semplice valanga elettorale che lo ha portato al potere.


      Questo è l'unico dilemma che m'interessa. Io naturalmente spero nell'opzione B, anche se, a giudicare dai recenti sviluppi, tenderei anch'io a definire la A come la più realistica e probabile.


      (GF)

    1. radisol 8 gennaio 2012

      La verità è che Orban ha un bisogno fottuto dei finanziamenti dell'FMI ... solo che pensava di ottenerli senza la mediazione della UE e soprattutto senza dovere per questo obbedire sul piano economico/sociale interno ( comunque ultraliberista, ma legato ad una serie di interessi vitali della nascente "borghesia nazionale") alle ricette dei Chicago Boys dello stesso FMI ... vero che gli ex comunisti divenuti neoliberisti filoeuropei sono il peggio del peggio .... ma non per questo si può di fatto sciogliere, attribuendo ad un terzo degli ungheresi la responsabilità dei "crimini comunisti" ( peraltro storicamente perpetrati soprattutto contro altri comunisti) un partito del 30% ....sì, l'attuale governo ungherese è destinato a fare in breve una pessima fine .... ma il problema vero non è la fine di Orban ... che francamente somiglia più ad un Pinochet neoliberista in sedicesimo che non a Peron o Mussolini .... quanto il fatto che gli ungheresi cadranno fatalmente dalla padella nella brace ....

    1. totalrec 8 gennaio 2012

      Eh, come no, il primo... Conosco Chiesa da molto prima che iniziasse a scrivere articoli su internet, credimi.


      (GF)

    1. ericvonmaan 8 gennaio 2012

      E poi, al di sopra di tutto: Orban ha la maggioranza assoluta PERCHE' E' STATO VOTATO DAL POPOLO!!! O la democrazia va bene solo quando elegge "quelli giusti" secondo chi comanda veramente (cioè chi ha vinta la II Guerra Mondiale)? E quando elegge qualcuno "scomodo" allora è "dittatura" o "fascismo" o "nazionalismo" ecc ecc con tutti gli ismi che conoscete? E i quattro gatti con la tessera del partito che vanno in piazza asventolare qualche bandiera diventano folle oceaniche???
      Come è stato detto ACCA' NISCIUNO E' FFESSO !!!

    1. totalrec 8 gennaio 2012

      "Chiesa è un "sovranista" ed un anti-Ue così assoluto da essere stato considerato spesso in passato [...] come un potenziale "rosso/bruno"


      Sarà, ma in questo articolo non lo dimostra. Non voglio dargli subito del "venduto" a prescindere, come si usa in certi ambienti un po' frettolosi, ma di certo, se è il sovranismo ciò che desidera, questa era un'ottima occasione per scrivere un articolo di tutt'altro tenore.


      "del resto chi cazzo obbliga a scegliere tra il fascismo nazionalista e populista di Urban e l'imperialismo finanziario di Bruxelles e del Fmi ?"


      Si tratta in realtà di una domanda viziata nelle premesse e nella terminologia adoperata. Se si continua a immaginare l'esistenza di "fascismi" e "imperialismi" (cioè a rifarsi a categorie ottocentesche decrepite e stramorte) allora non si coglie il punto. E cioè che il conflitto in cui ci troviamo coinvolti è tra stati subordinati, che hanno l'esigenza di ritrovare una sovranità nazionale, e stati dominanti che hanno interesse a togliergliela. Se ad ogni tendenza nazionale si applica l'etichetta di "fascismo" (il fascismo fu appunto un movimento a carattere nazionale ed è per questo che lo si demonizza tanto volentieri) si rimane fino alle orecchie nella melma in cui si ci troviamo.


      "finora le leggi speciali di Urban hanno riguardato soprattutto un anticomunismo di fondo ( peraltro in un paese senza praticamente più comunisti)


      Eh già, un po' come l'Antifascismo coatto di certe mummie in un paese che da una settantina d'anni non ha più fascismo... E' la solita storia della pagliuzza e della trave. Con la differenza che il motivo per cui Orban si oppone ai comunisti non è dettato da pura stupidità ideologica mediaticamente indotta: in quasi tutti i paesi ex-URSS i veterocomunisti sono anche i più disponibili ad appoggiare la strategia americana per mantenere le loro briciole di potere (un po' come hanno fatto i comunisti nostrani, che ci hanno letteralmente venduti agli USA in cambio del dominio incontrastato che - s'illudevano - avrebbe dovuto venirgli dall'operazione "Mani Pulite"). Una motivazione politicamente assai tangibile, visto che sono proprio gli ex comunisti ungheresi ad accettare guida e finanziamenti dai nemici dell'Ungheria (e dell'Europa), non costruita sul nulla sottovuoto come quella degli "antifa" nostrani.


      Personalmente, l'unica cosa che mi interessa è se Orban abbia o no gli appoggi internazionali per sostenere una simile presa di posizione e proteggersi dalle "rivoluzioni colorate" e dalle possibili sanzioni cui essa espone il suo governo. Se ha questi appoggi, tanto di cappello, se non ce li ha, allora è un povero folle che verrà spazzato via in fretta. Di discorsi comarili su fascismo e antifascismo mi disinteresso ormai da tempo.


      (GF)

    1. next 8 gennaio 2012

      Ho sempre ammirato Giulietto Chiesa ma qui mi sembra di legger roba non sua o che lui ha fatto un giro di boa tipo 180 gradi dalla sua linea pilatici antisistema o io non ho mai copiato un cazz.. cosa molto possibile. Vediamo un po le cose che mi sembrano stridano un po -
      1) Dice che 2 gennaio 100000 persone hanno dimostrato Io non lo ho letto su nessun giornale Ungherese , Quindi chi li ha contati ? Forse i funzionari della finta banca Ungherese appena silurati dalla nuova costituzione che mette la medesima sotto il controllo del popolo Credo che anche per i più sprovveduti sia una cosa positiva
      2) Poi la storia del colpo di mano mi sembra una cazz. Storica Io i carri armati intorno alla Casa Rosada non gli ho visto un parlamento liberamente eletto fare quello che gli pare , cosa del tutto legittima se in buona fede
      3) Il giochetto della corte costituzionale è bellissimo “Tu metti quattro furbetti dentro la medesima e trombi tutte le leggi che vuoi “ Come dice un mio amico “ACCA NUSSUNO E FESSO “ Viktor Orbán l'ha messa sotto il suo controllo e ha infilato in bel dito a chi dico io dove non batte il sole Giulietto il paramento è sovrano dai non dire cazz...
      4) Scusa se i vecchi comunisti se hanno fatto delle porcate perché non devono andare i galera . A me le amnistie non sono mai piaciute
      5) Dai l'Europa che conosciamo è stata scritta Ialta nel 44 da Rusvetl Stalin Chucil e Degoul massacrando intere polo azioni smembrando linguisticamente popoli.Credo che oramai la seconda guerra mondiale sia finita e iniziare a riparare i tori non sia male
      6) La cosa che più mi ha fatto male è il pistolotto sulla indipendenza della banca centrale.
      Dai lo sai benissimo che le varie banche centrali sono strumentalizzate dai poteri forti e in veci do controllare la massa monetaria si impossessano del signoreggio bancario fregando il popolo della sua sovranità monetaria Lo sanno ormai anche i cretini
      7) Il paragone con Monti e Lucas Papademos e fuiri completamente Cosa centra uno che lo vuole mettere nel fondo schiena agli omini della BCE+COMMISSIONE EUROPEA co uno che gli lotta contro Booo !!

      Ti abbraccio sperando che ti sia scappata

    1. geopardy 8 gennaio 2012

      La cura peggiore del male stesso, una devastante chemioterapia, ma è ciò che ne esce da un mondo che vorrebbe essere puramente capitalista.
      Attualmente, dovremmo scegliere tra un devastante nazionalismo e un devastante tecnicismo finaziario.

      Il primo riapre i presupposti dei conflitti interni all'Europa, che hanno caratterizzato la nostra storia fino alla seconda guerra mondiale, l'altro ci vorrebbe tutti annichiliti e senza speranza di reazione.

      Proprio in un bel vicolo cieco ci stiamo ficcando.

      La necessità di una via alternativa a tutto ciò passa per la messa in discussione del sistema capitalista, ne sono sempre più convinto, senza ripetere le aberrazioni anti-capitaliste del passato, che portarono ad un unico monopolista: lo stato, il quale non riuscì ad uscire dalla logica dell'annichilimento della popolazione.

      Ciao

      Geo

    1. Tao 8 gennaio 2012

      Segnalo anche: Gianluca Freda – L’anticristo di Capodanno [www.comedonchisciotte.org]


      Oldhunter

    1. vsntnnicola 8 gennaio 2012

      Deutschland, Deutschland über alles,
      über alles in der Welt,
      wenn es stets zum Schutz und Trutze
      brüderlich zusammenhält.
      Von der Maas bis an die Memel,
      von der Etsch bis an den Belt:
      Deutschland, Deutschland über alles,
      über alles in der Welt.

      SCHIATTATE ROSICONI

    1. Allarmerosso 8 gennaio 2012

      "Dall'articolo si comprende bene (se mai se ne fosse dubitato) la partigianeria di Chiesa per la UE e la sua avversione per la sovranità degli stati"

      Scusa ma è il primo articolo che leggi di Chiesa ?

    1. radisol 8 gennaio 2012

      Non diciamo cazzate .... Chiesa è un "sovranista" ed un anti-Ue così assoluto da essere stato considerato spesso in passato, all'interno della ultrasinistra nostrana che pure comincia ora ad assumere posizioni integralististe anti-Ue, come un potenziale "rosso/bruno" .... solo che è anche, e per fortuna, un inguaribile antifascista .... del resto chi cazzo obbliga a scegliere tra il fascismo nazionalista e populista di Urban e l'imperialismo finanziario di Bruxelles e del Fmi ? Non si può auspicare una "terza via", sovranista ma anche anticapitalista ? E poi, non pigliamoci in giro ... finora le leggi speciali di Urban hanno riguardato soprattutto un anticomunismo di fondo ( peraltro in un paese senza praticamente più comunisti) che non una reazione a spinte esterne dei tecnocrati finanziari, nei confronti dei quali finora Urban si è finora limitato demagogicamente a sbraitare .... sembra francamente di rivedere a Budapest i berluscones italiani ... solo che stavolta la farsa potrebbe più facilmente sfociare in tragedia .... gli ungheresi sono storicamente assai più passionali e meno opportunisti degli italiani ...

    1. Franky_Ramone 8 gennaio 2012

      Il caso ungherese è da tenere d'occhio in quanto ci troviamo finalmente di fronte ad una nazione che non si prostra a priori alle regole dell'UE e degli Stati Uniti e anche in questo caso i mass-media italiani denotano la loro superficialità e faziosità. Vedremo cosa succede...

    1. totalrec 8 gennaio 2012

      Dall'articolo si comprende bene (se mai se ne fosse dubitato) la partigianeria di Chiesa per la UE e la sua avversione per la sovranità degli stati. E fin qui niente di nuovo. Ognuno ha diritto alle sue opinioni, anche se quelle di Chiesa, dopo che l'UE ha ormai ampiamente dimostrato il suo carattere autoritario e marcatamente devastante (non solo in senso economico) per le nazioni che la compongono, mi risultano ormai indigeste e incondivisibili.


      Alcuni passaggi dell'articolo sono però di puro nonsense, ad esempio:

      Fin qui la questione riguarda rigurgiti di nazionalismo e pulsioni xenofobe, revansciste, antilibertarie, antidemocratiche.

      Non si capisce perché il nazionalismo (cioè il fatto che una nazione si riprenda una parte della perduta sovranità e adotti provvedimenti legislativi a favore dei propri cittadini/elettori, anziché a vantaggio di entità sovranazionali) debba essere definito come "rigurgito" (BURP!) anziché come legittima e sana aspirazione.


      Nemmeno si capisce dove sarebbero le "pulsioni xenofobe" di cui va farneticando Chiesa; a meno che non si intendano per tali le misure di cui parla "Il Manifesto" (giornale ormai convertitosi al servaggio senza riserve della strategia statunitense), il quale accusa Orban, col pianto nella voce, di "voler penalizzare principalmente le banche e le imprese straniere".
      Questa si chiama "xenofobia"? A casa mia si chiama sano protezionismo e tutela contro la speculazione e le ingerenze finanziarie internazionali, una cosa che farebbe un gran bene a tutti quei paesi dell'UE ridotti alla fame dalle politiche comunitarie.


      Il "revanscismo", quello magari lo si vede un po' meglio, nella rivendicazione dei territori perduti con la I Guerra Mondiale. Resta da capire perché sarebbe da considerare una cosa così brutta a vedersi e soprattutto perché sarebbe da ritenersi rilevante nel quadro concreto della situazione (alla stessa UE non sembra fregare poi tanto dei proclami territoriali, ma solo della questione finanziaria).


      Dove sarebbero poi le tendenze "antilibertarie" e "antidemocratiche" in un governo che, una volta tanto, pone in essere misure condivise dai cittadini che lo hanno legittimato, è cosa che solo Chiesa può sapere. La deriva inarrestabile che il concetto di "democrazia" (già di per sé poco presentabile) ha subìto verso concezioni astratte e autoritarie, che lo capovolgono nel suo esatto opposto e ne bersagliano la sostanza nelle rare occasioni in cui ancora esso osa sporgere il capo fuori dalla trincea, è essa sì spaventosa e perfino un po' comica a vedersi.

      (GF)

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