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UNGHERIA: IL LABORATORIO DI FRANKESTEIN

DI GIULIETTO CHIESA
megachip.info

Il 2 gennaio 2012 circa 100 mila ungheresi sono scesi in piazza per protestare contro la nuova Costituzione che è entrata in vigore proprio quel giorno.

Come i “Ragazzi della Via Paal” si sono avviati a una battaglia già perduta, e i cui effetti si faranno sentire, drammaticamente, nei mesi a venire.

È uno degli avamposti sperimentali dove la crisi europea sta arroventandosi e nei quali non è al momento possibile immaginare esiti e sviluppi.

Un parlamento nelle mani del Premier Viktor Orbán, e del suo partito personale, ha modificato radicalmente, avvalendosi di una schiacciante maggioranza, la legge fondamentale dello Stato ungherese. La nuova Costituzione aumenta il controllo del governo sulla Corte Costituzionale, rea di avere contestato il quasi completo controllo sui mass media da parte del governo. Ma è solo uno dei passaggi più inquietanti della svolta impressa da Orbán. L’altro consiste nell’introduzione di Dio nell’ordinamento giuridico ungherese, le cui leggi, in qualche modo, avranno dunque carattere divino per decisione parlamentare.

Il 23 dicembre 2011, con un altro colpo di mano, la maggioranza parlamentare ha approvato una nuova legge elettorale che riduce il numero dei parlamentari, modifica i distretti, aumenta le firme da raccogliere per ogni candidato, consente per la prima volta il diritto di voto agli ungheresi residenti all’estero: un insieme di misure (alcune delle quali ben note agli italiani, che le hanno già sperimentate sulla propria pelle) che garantiranno la vittoria al partito di Viktor Orbán, Fidesz. Ma altri provvedimenti sono già stati approvati, in connessione con questo “cambio di marcia” autoritario: da oggi i membri dell’ex partito comunista ungherese (molti dei quali sono oggi parte del partito socialista) potranno essere perseguiti retroattivamente per “crimini comunisti” commessi prima del 1989, anno della caduta del famoso “Muro”. E, con somma gioia del partito di estrema destra Jobbik, alleato anch’esso di Orbán, viene modificato lo statuto degli ungheresi all’estero, rimettendo in discussione niente meno che il Trattato del Trianon, successivo alla prima guerra mondiale, in cui l’Ungheria venne privata di quasi i due terzi del suo antico territorio nazionale, per punizione avendo partecipato al conflitto dalla parte delle potenze centrali. Questo significherà, in breve tempo, un aggravamento delle relazioni tra l’Ungheria di Orbán e i paesi confinanti, dove sono rimaste, senza mai poter trovare pace, importanti minoranze ungheresi. In particolare in Romania e Serbia.

Fin qui la questione riguarda rigurgiti di nazionalismo e pulsioni xenofobe, revansciste, antilibertarie, antidemocratiche. Ma Orbán è qualcosa di più complicato. La sua maggioranza ha approvato anche una nuova legge che richiede una maggioranza dei due terzi per modificare il sistema fiscale esistente. Provvedimento che deve essere letto come una vera e propria sfida all’Unione Europea e alla sua Banca Centrale, perché conferisce al parlamento nazionale il potere di limitare la legislazione europea, fino al punto da impedirne l’attuazione sul territorio ungherese. A conferma di tutto ciò, Orbán ha approvato il nuovo statuto della Banca Nazionale di Ungheria, che riduce drasticamente la sua indipendenza, ponendo la banca sotto il controllo diretto del governo.

Al doppio uppercut di Budapest ha fatto seguito la rappresaglia dei potenti europei.

Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea, impegnati in negoziati senza costrutto da mesi, hanno interrotto seccamente ogni contatto. È guerra aperta tra Unione Europea e Ungheria, che di essa è membro a tutti gli effetti. È del tutto evidente che la delegazione dell’Unione Europea e quella del Fondo Monetario Internazionale hanno eseguito un ordine, il cui obiettivo è quello di creare le condizioni per costringere alle dimissioni Viktor Orbán. L’offensiva è scattata in modo coordinato, concentrato sulle misure antidemocratiche introdotte da Orbán. Si sono pronunciati in tal senso la commissaria europea per i diritti umani, Viviane Reding; una risoluzione del Parlamento europeo a dura condanna della svolta autoritaria del governo ungherese, dichiarata incompatibile con i principi dell’Unione; un’analoga presa di posizione del Consiglio d’Europa e un’altra della Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa; un pronunciamento della Commissione di Venezia, quella che segue i mass media.

Da oltre oceano sono giunte, puntuali, le reprimende del Dipartimento di Stato Usa e del segretario generale dell’ONU. Dunque Viktor Orbán è stato proclamato urbi et orbi peggiore nemico, perfino peggiore di Silvio Berlusconi, anche senza bunga bunga.

L’ultimatum del FMI è stato, per ora, l’acme. Dopo interverranno le agenzie di credito, il mercato, per punire gli ungheresi che hanno portato al potere il nemico. Le imponenti manifestazioni di massa, anch’esse senza precedenti dalla fine del regime socialista, indicano l’inizio di una rivolta interna, che potrebbe presto coniugarsi con la pressione dall’esterno.

Siamo dunque, con tutta evidenza, di fronte a un test inedito. L’Ungheria sta per diventare un laboratorio sperimentale dove si produce un composto chimico esplosivo.

Uno degli sbocchi possibili è un terzo colpo di stato legale, dopo quelli che hanno portato al potere Lucas Papademos in Grecia, e Mario Monti, in Italia. Si tratterebbe di vedere se, in questo caso, si troverà un uomo di Goldman Sachs anche per l’Ungheria. In caso si potrà chiedere consiglio a George Soros, che è di quelle parti.

Ma non è detto che finisca così. Per lo meno non subito. La miscela è difficile da maneggiare per chiunque: un intervento dall’esterno in favore della “democrazia bancaria” europea, contro il governo autoritario, nazionalista, reazionario di Orbán (che rappresenta però, al tempo stesso, la sovranità nazionale, monetaria, dell’Ungheria odierna e la maggioranza parlamentare espressa dalla popolazione), oppure la vittoria dell’autarchia nazionale, l’uscita dall’Unione Europea (e dall’Europa tout court), una politica indipendente del fiorino, la riapertura del contenzioso successivo al Trattato del Trianon, riaprendo il vaso di Pandora delle minoranze magiare che hanno abitato fuori dal territorio della repubblica ungherese.

In altri termini: o dominio tecnocratico europeo o dominio reazionario interno: ecco ciò che attende l’Ungheria. Non il “popolo” ungherese che, al momento attuale, è nettamente in maggioranza assoluta favorevole alla seconda ipotesi. L’opinione pubblica democratica (striata in diverse correnti, tra cui quelle variamente sostenute da Bruxelles e dagli USA), rappresentata dai 100 mila che si sono riuniti attorno al palazzo dell’Opera, dovrà scegliere tra questi due mali.

Ma il popolo ungherese non ha delegato nessuno (che non siano i suoi eletti) a decidere per suo conto l’ordinamento del paese. Dunque “costruire una democrazia occidentale europea” contro la maggioranza della gente potrebbe essere una decisione (sicuramente esterna, sicuramente simile a un golpe) esattamente speculare a quella imposta dai sovietici dopo la loro vittoria nella seconda guerra mondiale. Sappiamo come finì, nel 1989. Non ci fu sangue nelle strade di Budapest, perché il regime si arrese. Queste due varianti che si annunciano, l’una contro l’altra, non sembrano così disposte a rinunciare al bottino senza combattere.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/tematiche/beni-comuni/7466-ungheria-il-laboratorio-di-frankenstein.html
7.01.2012

Pubblicato da Davide

  • Tao

    DI IMPORTATI
    conflittiestrategie.it

    Non si è ancora spento il clamore delle manifestazioni anti-putiniane del dicembre scorso, osannate dalla nostra opinione pubblica liberal-progressista, e già emerge una nuova “rivoluzione democratica” da sostenere contro il nuovo nemico, questa volta situato nel cuore della vecchia Mitteleuropa e della “Nuova Europa” post-comunista, l’Ungheria del premier conservatore Viktor Orbàn.

    Non c’è giorno che passi che non escano su quotidiani come “la Repubblica”, “Corriere della Sera”, “La Stampa”, “l’Unità” o “il Fatto Quotidiano” articoli a tinte fosche sull’Ungheria neo-nazionalista e autoritaria, che a detta dei commentatori nostrani starebbe ri-precipitando ai tempi del regime conservatore filo-fascista dell’Ammiraglio Horty o delle Croci Frecciate (il movimento nazional-socialista magiaro che governò negli ultimi mesi di guerra).

    Si tirano in ballo il passato di fedele alleato nazista dell’Ungheria, come se il Terzo Reich non avesse trovato entusiastici sostenitori in tutta Europa, l’ “antisemitismo magiaro” e persino le origini uralo-altaiche, e quindi euroasiatiche e non del tutto “occidentali”, degli ungheresi per colpire con “geometrica potenza” il governo di Orbàn, definito oramai senza mezzi termini come un “regime”.

    Ma quale sarebbero i “crimini” di Viktor Orbàn, già giovane promessa dell’euro-atlantismo ungherese e ora guardato proprio da Washington e Bruxelles come una sorta di Gheddafi mitteleuropeo?

    I giornali liberal-progressisti nostrani stigmatizzano i contenuti nazionalisti conservatori presenti nella nuova costituzione, che fa appello a Dio, al Cristianesimo e alla Nazione ungherese, ma soprattutto alcune mosse giudicate potenzialmente totalitarie come l’aver messo sotto controllo governativo la Banca Centrale Ungherese, cosa che dovrebbe essere scontata, o l’aver promulgato una legge (chiamata “legge bavaglio” come la ben più blanda legge sulle pubblicazioni delle intercettazioni voluta da Berlusconi) che punisce i media qualora mettano in pericolo la stabilità e l’indipendenza nazionale.
    v
    La demonizzazione del governo di centrodestra di Orbàn, una coalizione fra il suo partito Fidesz-Unione Civica (una sorta di PdL magiaro) e il più piccolo Partito Popolare Cristiano-Democratico, è facilitata presso la poco informata e sempre più superficiale opinione pubblica italiana dal fatto che in Ungheria esista un partito ultranazionalista di destra radicale, il Jobbik, ben rappresentato in parlamento e che, alle ultime elezioni del 2010 (quelle che diedero allo schieramento di Orbàn un impressionante 60%), è emerso come la terza forza politica nazionale, appena sotto agli screditati socialisti.

    Il fatto che Jobbik sia all’opposizione e non abbia votato le misure del governo non turba più di tanto i nostri giornali, che parlano del governo Orbàn come di un governo di “ultradestra” (“Ungheria, schiaffo dell’ultradestra a Usa e Ue” di Andrea Tarquini su “la Repubblica” del 31 dicembre 2011).

    Queste misure blandamente sovraniste non hanno comunque mancato di provocare la costernazione di Bruxelles e in particolare degli Stati Uniti, che per voce del Segretario di stato Hilary Clinton hanno già espresso la loro “preoccupazione” per l’anomalia magiara, mentre il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea minacciano di rivedere tutti i programmi di assistenza all’economia ungherese, già colpita pesantemente dalla crisi.

    Che Washington, e molto probabilmente altri ambienti europei al seguito, non si limiti a esprimere indignazione ma si stia preparando a replicare uno scenario da “rivoluzione colorata” anche a Budapest (come in Georgia e Ucraina qualche anno fa e come si sta cercando di fare in Russia) sembra essere confermato da quanto riportato da un articolo de “la Repubblica” del 4 gennaio, a firma del succitato Andrea Tarquini (“Gli indignati di Budapest”), secondo il quale l’ex ambasciatore americano Palmer, che prestò servizio in Ungheria proprio nei cruciali anni del crollo del comunismo, avrebbe addirittura proposto di riattivare contro il governo di Budapest la famosa Radio Europa Libera, l’emittente che durante la guerra fredda trasmetteva propaganda filo-occidentale nei paesi del blocco socialista.

    È degno di nota anche il fatto che alle manifestazioni contro Orbàn siano apparse bandiere e striscioni di un’organizzazione chiamata “Szolidaritàs” il cui nome e il cui logo grafico rimandano direttamente all’omonima organizzazione sindacale polacca (che fu una “co-produzione” vaticano-americana con il generoso apporto di quadri trozkisti ed elementi sionisti).

    Il fatto che vengano riesumate sigle ed esperienze legate alla lotta antisovietica degli anni della guerra fredda contro un politico come Viktor Orbàn, che vanta un passato di giovanissimo oppositore al regime socialista e che durante la sua passata legislatura di un decennio fa (1998-2002) si era distinto per un entusiastico allineamento a posizioni euro-atlantiche, è sintomatico dell’evoluzione degli scenari politici europei e mondiali.

    Ora a Budapest è il Partito Socialista, formato dagli eredi rinnegati del Partito Socialista Ungherese dei Lavoratori dei tempi di Rakosi e Kadar, a sfilare sotto le insegne di “Szolidaritàs/Solidarnosc”, o addirittura con cartelloni che paragonano l’anticomunista Orbàn al defunto leader comunista Kadar, e a invocare l’ “aiuto fraterno” non più dei carri armati sovietici ma degli Stati Uniti e dell’Unione Europea.
    Questo apparente paradosso non è del tutto incomprensibile se guardiamo alla situazione italiana, dove gli eredi del Partito Comunista, trasformatosi in PDS, DS e infine PD, hanno senza sosta imputato a Berlusconi, oltre all’incontenibile satirismo, gli eccessivi legami con la Russia di Putin che allontanavano il paese dal vincolo con gli USA (piccola digressione storica: forse non è un caso se l’ “eurocomunismo” berlingueriano, un sostanziale cedimento all’atlantismo mascherato da strategia politica, avesse ricevuto un certo credito oltrecortina proprio presso gli ungheresi) .

    Similmente al caso italiano anche la geopolitica energetica potrebbe aver contribuito a screditare agli occhi degli USA e degli ambienti euro-atlantici il premier magiaro che, negli ultimi anni, aveva dimostrato interesse verso progetti energetici a partecipazione e guida russa, come il gasdotto South Stream, con un’inversione di rotta rispetto alla precedente politica di aperto appoggio al rivale progetto Nabucco, sponsorizzato da americani ed euro-atlantisti.

    Viste le difficoltà e le tensioni politiche che attraversano la Russia è difficile che il governo Orbàn riesca in questo momento a trovare una solida sponda ad est, e non è anzi da escludere, anche se non vogliamo essere profeti di sventura, che in Ungheria si ripetano scenari “all’italiana”, con un Governo ancora dotato di maggioranza politica, e quella ungherese è schiacciante, costretto da indicatori finanziari in caduta (o in impennata) libera a farsi da parte a favore di “tecnici”.

    ***********************

    Per una più approfondita analisi dello scenario ungherese è opportuna una sintetica nota sulle posizioni di due partiti di opposizione al governo ma non allineati con la piazza “rivoluzionaria”: il partito di destra nazionalista “Jobbik-Movimento per un’Ungheria Migliore” e il piccolo ed extra-parlamentare “Munkaspart-Partito Comunista dei Lavoratori Ungheresi”.
    Per quanto riguarda il partito Jobbik, che alle ultime elezioni si è piazzato al terzo posto con il 16,7% dei voti sfiorando i socialisti, si tratta di un movimento apertamente etno-nazionalista sorto da una scissione di giovani “innovatori” del partito “MIEP-Movimento Giustizia e Vita”, ora quasi scomparso e ridotto a piccola formazione di nostalgici della “Grande Ungheria”. L’elemento interessante di Jobbik, oltre alla tradizionale battaglia nazionalista per i diritti delle consistenti minoranze ungheresi in Romania, Slovacchia, Serbia e Ucraina, è i suo particolare progetto geopolitico, alternativo tanto all’atlantismo che al tradizionale eurocentrismo dei partiti della destra nazionalista europea, che mette in primo piano i rapporti con paesi come la Russia (nonostante i ricordi dell’occupazione sovietica), la Cina e il Giappone e che soprattutto propone, in nome della fratellanza etno-linguistica turanica (il magiaro è una lingua uralo-altaica come le lingue turco-mongole), un avvicinamento dell’Ungheria, il paese dei “discendenti i Attila”, alla Turchia e ai paesi dell’Asia Centrale turcofona. Il partito ungherese quindi, unico fra i partiti nazionalisti europei, è portatore di una visione del mondo per alcuni versi paragonabile a quella dell’Eurasismo russo.
    Nel versante opposto dello schieramento politico si trovano i comunisti del Munkaspart, formato da quella frangia minoritaria del vecchio Patito Socialista Operaio Ungherese che non ha voluto seguire l’evoluzione (o involuzione) liberal-socialista degli attuali Socialiti magiari.

    Il Munkaspart sostiene posizioni simili a quelle dei Comunisti russi di Zyuganov, è apertamente e radicalmente antiatlantico e antisionista e si dichiara vicino alla Bielorussia di Lukashenko, alla Corea del Nord e a quanto resta del nazionalismo arabo socialista.

    Nonostante si tratti di un partitino extraparlamentare e nonostante la sua retorica marxista-leninista non lo renda certo appetibile ad un’opinione pubblica come quella ungherese si deve al Munkasprt un’interessante analisi dell’attuale crisi politica; secondo un loro comunicato (diffuso e tradotto dal sito Aurora : http://aurorasito.wordpress.com/2012/01/05/che-cosa-sta-realmente-succedendo-in-ungheria/ ) infatti lo scontro fra Orbàn e l’opposizione liberal-socialista non è fra “dittatura” e “democrazia”, ma fra due fazioni del sistema liberal-capitalistico che dal 1989 domina l’Ungheria: quella conservatrice impersonata da Orbàn e legata alla Germania e quella liberal-socialista al traino invece di Stati Uniti e Israele (non si tratta qui di complottismo ma dell’effettivo e consistente peso nell’ultimo ventennio).

    Importati
    Fonte: http://www.conflittiestrategie.it
    Link: http://www.conflittiestrategie.it/2012/01/06/sui-nuovi-“fatti-d’ungheria”-di-“cambronne”/
    6.01.2012

  • albsorio

    Speriamo non facciano la fine del governo polacco, eliminato in un “fatale” incidente aereo, nel circo Europa, popolato da governi composti da nani mal s’addice chi vuol comandare a casa sua.

  • maristaurru

    “In altri termini: o dominio tecnocratico europeo o dominio reazionario interno: ecco ciò che attende l’Ungheria. Non il “popolo” ungherese che, al momento attuale, è nettamente in maggioranza assoluta favorevole alla seconda ipotesi.”

    Appunto.. il popolo Ungherese ha scelto di mandare all’inferno i tecnocrati di Brussel, non mi sembra un gran peccato pretendere di riscuotere e versare le tasse come piace al popolo piuttosto che ai Befera (leggi Banche).

    L’opinione pubblica che conta è quella UNGHERESE, mettiamocelo in testa, o stiamo diventando come gli americani che infilano il naso ovunque? Ungheria non usa nemmeno l’euro e spero ce la faccia a continuare così, guaradte a noi sti maiali come ci hanno ridotto!!

  • ericvonmaan

    Aspetto che anche in Italia se ne esca qualcuno che abbia il coraggio di eseguire i voleri dei suoi elettori alla faccia di qualsiasi potere sovranazionale. Aspetto che anche da noi qualcuno affermi “nessuno può dirci in casa nostra quello che dobbiamo fare”. Aspetto qualcuno che faccia i nostri interessi piuttosto che quelli dei cartelli bancari. Non so se la ricetta applicata in Ungheria potrà dare dei risultati, o se glielo concederanno (ricordiamoci, senza scomodare Gheddafi o Saddam, Heider…) ma il mio rispetto per i loro principi e coraggio. Basta ipocrisie falso democratiche.

  • carloslage

    Che dire? W Orban! I cittadini ungheresi l’hanno democraticamente eletto!10 100 1000 Orban,questo e’ cio’ che meritano i nazi.tecnocrati europei.Noi in Italia invece abbiamo il ridicolo fenomeno Vendola…coraggio italiani!

  • RicBo

    In altri termini: o dominio tecnocratico europeo o dominio reazionario interno: ecco ciò che attende l’Ungheria. Non il “popolo” ungherese che, al momento attuale, è nettamente in maggioranza assoluta favorevole alla seconda ipotesi.

    Questa affermazione di Chiesa è una falsità. Il governo di Orban e il suo partito hanno perso moltissimi consensi ed anche i nazisti dello Jobbik. Mi stupisce che un conoscitore dell’est europeo come Chiesa non lo sappia.
    Che poi l’alternativa sia il governo dei finanzieri tecnocrati non ci piove, ma gli ungheresi non sono così stupidi come si crede, ricordo che oltre la cortina il sistema educativo era il migliore del mondo.

  • totalrec

    Dall’articolo si comprende bene (se mai se ne fosse dubitato) la partigianeria di Chiesa per la UE e la sua avversione per la sovranità degli stati. E fin qui niente di nuovo. Ognuno ha diritto alle sue opinioni, anche se quelle di Chiesa, dopo che l’UE ha ormai ampiamente dimostrato il suo carattere autoritario e marcatamente devastante (non solo in senso economico) per le nazioni che la compongono, mi risultano ormai indigeste e incondivisibili.

    Alcuni passaggi dell’articolo sono però di puro nonsense, ad esempio:

    Fin qui la questione riguarda rigurgiti di nazionalismo e pulsioni xenofobe, revansciste, antilibertarie, antidemocratiche.

    Non si capisce perché il nazionalismo (cioè il fatto che una nazione si riprenda una parte della perduta sovranità e adotti provvedimenti legislativi a favore dei propri cittadini/elettori, anziché a vantaggio di entità sovranazionali) debba essere definito come “rigurgito” (BURP!) anziché come legittima e sana aspirazione.

    Nemmeno si capisce dove sarebbero le “pulsioni xenofobe” di cui va farneticando Chiesa; a meno che non si intendano per tali le misure di cui parla “Il Manifesto” (giornale ormai convertitosi al servaggio senza riserve della strategia statunitense), il quale accusa Orban, col pianto nella voce, di “voler penalizzare principalmente le banche e le imprese straniere”.
    Questa si chiama “xenofobia”? A casa mia si chiama sano protezionismo e tutela contro la speculazione e le ingerenze finanziarie internazionali, una cosa che farebbe un gran bene a tutti quei paesi dell’UE ridotti alla fame dalle politiche comunitarie “liberiste”.

    Il “revanscismo”, quello magari lo si vede un po’ meglio, nella rivendicazione dei territori perduti con la I Guerra Mondiale. Resta da capire perché sarebbe da considerare una cosa così brutta a vedersi e soprattutto perché sarebbe da ritenersi rilevante nel quadro concreto della situazione (alla stessa UE non sembra fregare poi tanto dei proclami territoriali, ma solo della questione finanziaria).

    Dove sarebbero poi le tendenze “antilibertarie” e “antidemocratiche” in un governo che, una volta tanto, pone in essere misure condivise dai cittadini che lo hanno legittimato, è cosa che solo Chiesa può sapere. La deriva inarrestabile che il concetto di “democrazia” (già di per sé poco presentabile) ha subìto verso concezioni astratte e autoritarie, che lo capovolgono nel suo esatto opposto e ne bersagliano la sostanza nelle rare occasioni in cui ancora esso osa sporgere il capo fuori dalla trincea, è essa sì spaventosa e perfino un po’ comica a vedersi.

    (GF)

  • totalrec

    Dall’articolo si comprende bene (se mai se ne fosse dubitato) la partigianeria di Chiesa per la UE e la sua avversione per la sovranità degli stati. E fin qui niente di nuovo. Ognuno ha diritto alle sue opinioni, anche se quelle di Chiesa, dopo che l’UE ha ormai ampiamente dimostrato il suo carattere autoritario e marcatamente devastante (non solo in senso economico) per le nazioni che la compongono, mi risultano ormai indigeste e incondivisibili.

    Alcuni passaggi dell’articolo sono però di puro nonsense, ad esempio:

    Fin qui la questione riguarda rigurgiti di nazionalismo e pulsioni xenofobe, revansciste, antilibertarie, antidemocratiche.

    Non si capisce perché il nazionalismo (cioè il fatto che una nazione si riprenda una parte della perduta sovranità e adotti provvedimenti legislativi a favore dei propri cittadini/elettori, anziché a vantaggio di entità sovranazionali) debba essere definito come “rigurgito” (BURP!) anziché come legittima e sana aspirazione.

    Nemmeno si capisce dove sarebbero le “pulsioni xenofobe” di cui va farneticando Chiesa; a meno che non si intendano per tali le misure di cui parla “Il Manifesto” (giornale ormai convertitosi al servaggio senza riserve della strategia statunitense), il quale accusa Orban, col pianto nella voce, di “voler penalizzare principalmente le banche e le imprese straniere”.
    Questa si chiama “xenofobia”? A casa mia si chiama sano protezionismo e tutela contro la speculazione e le ingerenze finanziarie internazionali, una cosa che farebbe un gran bene a tutti quei paesi dell’UE ridotti alla fame dalle politiche comunitarie.

    Il “revanscismo”, quello magari lo si vede un po’ meglio, nella rivendicazione dei territori perduti con la I Guerra Mondiale. Resta da capire perché sarebbe da considerare una cosa così brutta a vedersi e soprattutto perché sarebbe da ritenersi rilevante nel quadro concreto della situazione (alla stessa UE non sembra fregare poi tanto dei proclami territoriali, ma solo della questione finanziaria).

    Dove sarebbero poi le tendenze “antilibertarie” e “antidemocratiche” in un governo che, una volta tanto, pone in essere misure condivise dai cittadini che lo hanno legittimato, è cosa che solo Chiesa può sapere. La deriva inarrestabile che il concetto di “democrazia” (già di per sé poco presentabile) ha subìto verso concezioni astratte e autoritarie, che lo capovolgono nel suo esatto opposto e ne bersagliano la sostanza nelle rare occasioni in cui ancora esso osa sporgere il capo fuori dalla trincea, è essa sì spaventosa e perfino un po’ comica a vedersi.

    (GF)

  • Franky_Ramone

    Il caso ungherese è da tenere d’occhio in quanto ci troviamo finalmente di fronte ad una nazione che non si prostra a priori alle regole dell’UE e degli Stati Uniti e anche in questo caso i mass-media italiani denotano la loro superficialità e faziosità. Vedremo cosa succede…

  • radisol

    Non diciamo cazzate …. Chiesa è un “sovranista” ed un anti-Ue così assoluto da essere stato considerato spesso in passato, all’interno della ultrasinistra nostrana che pure comincia ora ad assumere posizioni integralististe anti-Ue, come un potenziale “rosso/bruno” …. solo che è anche, e per fortuna, un inguaribile antifascista …. del resto chi cazzo obbliga a scegliere tra il fascismo nazionalista e populista di Urban e l’imperialismo finanziario di Bruxelles e del Fmi ? Non si può auspicare una “terza via”, sovranista ma anche anticapitalista ? E poi, non pigliamoci in giro … finora le leggi speciali di Urban hanno riguardato soprattutto un anticomunismo di fondo ( peraltro in un paese senza praticamente più comunisti) che non una reazione a spinte esterne dei tecnocrati finanziari, nei confronti dei quali finora Urban si è finora limitato demagogicamente a sbraitare …. sembra francamente di rivedere a Budapest i berluscones italiani … solo che stavolta la farsa potrebbe più facilmente sfociare in tragedia …. gli ungheresi sono storicamente assai più passionali e meno opportunisti degli italiani …

  • Allarmerosso

    “Dall’articolo si comprende bene (se mai se ne fosse dubitato) la partigianeria di Chiesa per la UE e la sua avversione per la sovranità degli stati”

    Scusa ma è il primo articolo che leggi di Chiesa ?

  • vsntnnicola

    Deutschland, Deutschland über alles,
    über alles in der Welt,
    wenn es stets zum Schutz und Trutze
    brüderlich zusammenhält.
    Von der Maas bis an die Memel,
    von der Etsch bis an den Belt:
    Deutschland, Deutschland über alles,
    über alles in der Welt.

    SCHIATTATE ROSICONI

  • Tao

    Segnalo anche: Gianluca Freda – L’anticristo di Capodanno [www.comedonchisciotte.org]

    Oldhunter

  • geopardy

    La cura peggiore del male stesso, una devastante chemioterapia, ma è ciò che ne esce da un mondo che vorrebbe essere puramente capitalista.
    Attualmente, dovremmo scegliere tra un devastante nazionalismo e un devastante tecnicismo finaziario.

    Il primo riapre i presupposti dei conflitti interni all’Europa, che hanno caratterizzato la nostra storia fino alla seconda guerra mondiale, l’altro ci vorrebbe tutti annichiliti e senza speranza di reazione.

    Proprio in un bel vicolo cieco ci stiamo ficcando.

    La necessità di una via alternativa a tutto ciò passa per la messa in discussione del sistema capitalista, ne sono sempre più convinto, senza ripetere le aberrazioni anti-capitaliste del passato, che portarono ad un unico monopolista: lo stato, il quale non riuscì ad uscire dalla logica dell’annichilimento della popolazione.

    Ciao

    Geo

  • next

    Ho sempre ammirato Giulietto Chiesa ma qui mi sembra di legger roba non sua o che lui ha fatto un giro di boa tipo 180 gradi dalla sua linea pilatici antisistema o io non ho mai copiato un cazz.. cosa molto possibile. Vediamo un po le cose che mi sembrano stridano un po –
    1) Dice che 2 gennaio 100000 persone hanno dimostrato Io non lo ho letto su nessun giornale Ungherese , Quindi chi li ha contati ? Forse i funzionari della finta banca Ungherese appena silurati dalla nuova costituzione che mette la medesima sotto il controllo del popolo Credo che anche per i più sprovveduti sia una cosa positiva
    2) Poi la storia del colpo di mano mi sembra una cazz. Storica Io i carri armati intorno alla Casa Rosada non gli ho visto un parlamento liberamente eletto fare quello che gli pare , cosa del tutto legittima se in buona fede
    3) Il giochetto della corte costituzionale è bellissimo “Tu metti quattro furbetti dentro la medesima e trombi tutte le leggi che vuoi “ Come dice un mio amico “ACCA NUSSUNO E FESSO “ Viktor Orbán l’ha messa sotto il suo controllo e ha infilato in bel dito a chi dico io dove non batte il sole Giulietto il paramento è sovrano dai non dire cazz…
    4) Scusa se i vecchi comunisti se hanno fatto delle porcate perché non devono andare i galera . A me le amnistie non sono mai piaciute
    5) Dai l’Europa che conosciamo è stata scritta Ialta nel 44 da Rusvetl Stalin Chucil e Degoul massacrando intere polo azioni smembrando linguisticamente popoli.Credo che oramai la seconda guerra mondiale sia finita e iniziare a riparare i tori non sia male
    6) La cosa che più mi ha fatto male è il pistolotto sulla indipendenza della banca centrale.
    Dai lo sai benissimo che le varie banche centrali sono strumentalizzate dai poteri forti e in veci do controllare la massa monetaria si impossessano del signoreggio bancario fregando il popolo della sua sovranità monetaria Lo sanno ormai anche i cretini
    7) Il paragone con Monti e Lucas Papademos e fuiri completamente Cosa centra uno che lo vuole mettere nel fondo schiena agli omini della BCE+COMMISSIONE EUROPEA co uno che gli lotta contro Booo !!

    Ti abbraccio sperando che ti sia scappata

  • totalrec

    “Chiesa è un “sovranista” ed un anti-Ue così assoluto da essere stato considerato spesso in passato […] come un potenziale “rosso/bruno”

    Sarà, ma in questo articolo non lo dimostra. Non voglio dargli subito del “venduto” a prescindere, come si usa in certi ambienti un po’ frettolosi, ma di certo, se è il sovranismo ciò che desidera, questa era un’ottima occasione per scrivere un articolo di tutt’altro tenore.

    “del resto chi cazzo obbliga a scegliere tra il fascismo nazionalista e populista di Urban e l’imperialismo finanziario di Bruxelles e del Fmi ?”

    Si tratta in realtà di una domanda viziata nelle premesse e nella terminologia adoperata. Se si continua a immaginare l’esistenza di “fascismi” e “imperialismi” (cioè a rifarsi a categorie ottocentesche decrepite e stramorte) allora non si coglie il punto. E cioè che il conflitto in cui ci troviamo coinvolti è tra stati subordinati, che hanno l’esigenza di ritrovare una sovranità nazionale, e stati dominanti che hanno interesse a togliergliela. Se ad ogni tendenza nazionale si applica l’etichetta di “fascismo” (il fascismo fu appunto un movimento a carattere nazionale ed è per questo che lo si demonizza tanto volentieri) si rimane fino alle orecchie nella melma in cui si ci troviamo.

    “finora le leggi speciali di Urban hanno riguardato soprattutto un anticomunismo di fondo ( peraltro in un paese senza praticamente più comunisti)

    Eh già, un po’ come l’Antifascismo coatto di certe mummie in un paese che da una settantina d’anni non ha più fascismo… E’ la solita storia della pagliuzza e della trave. Con la differenza che il motivo per cui Orban si oppone ai comunisti non è dettato da pura stupidità ideologica mediaticamente indotta: in quasi tutti i paesi ex-URSS i veterocomunisti sono anche i più disponibili ad appoggiare la strategia americana per mantenere le loro briciole di potere (un po’ come hanno fatto i comunisti nostrani, che ci hanno letteralmente venduti agli USA in cambio del dominio incontrastato che – s’illudevano – avrebbe dovuto venirgli dall’operazione “Mani Pulite”). Una motivazione politicamente assai tangibile, visto che sono proprio gli ex comunisti ungheresi ad accettare guida e finanziamenti dai nemici dell’Ungheria (e dell’Europa), non costruita sul nulla sottovuoto come quella degli “antifa” nostrani.

    Personalmente, l’unica cosa che mi interessa è se Orban abbia o no gli appoggi internazionali per sostenere una simile presa di posizione e proteggersi dalle “rivoluzioni colorate” e dalle possibili sanzioni cui essa espone il suo governo. Se ha questi appoggi, tanto di cappello, se non ce li ha, allora è un povero folle che verrà spazzato via in fretta. Di discorsi comarili su fascismo e antifascismo mi disinteresso ormai da tempo.

    (GF)

  • ericvonmaan

    E poi, al di sopra di tutto: Orban ha la maggioranza assoluta PERCHE’ E’ STATO VOTATO DAL POPOLO!!! O la democrazia va bene solo quando elegge “quelli giusti” secondo chi comanda veramente (cioè chi ha vinta la II Guerra Mondiale)? E quando elegge qualcuno “scomodo” allora è “dittatura” o “fascismo” o “nazionalismo” ecc ecc con tutti gli ismi che conoscete? E i quattro gatti con la tessera del partito che vanno in piazza asventolare qualche bandiera diventano folle oceaniche???
    Come è stato detto ACCA’ NISCIUNO E’ FFESSO !!!

  • totalrec

    Eh, come no, il primo… Conosco Chiesa da molto prima che iniziasse a scrivere articoli su internet, credimi.

    (GF)

  • radisol

    La verità è che Orban ha un bisogno fottuto dei finanziamenti dell’FMI … solo che pensava di ottenerli senza la mediazione della UE e soprattutto senza dovere per questo obbedire sul piano economico/sociale interno ( comunque ultraliberista, ma legato ad una serie di interessi vitali della nascente “borghesia nazionale”) alle ricette dei Chicago Boys dello stesso FMI … vero che gli ex comunisti divenuti neoliberisti filoeuropei sono il peggio del peggio …. ma non per questo si può di fatto sciogliere, attribuendo ad un terzo degli ungheresi la responsabilità dei “crimini comunisti” ( peraltro storicamente perpetrati soprattutto contro altri comunisti) un partito del 30% ….sì, l’attuale governo ungherese è destinato a fare in breve una pessima fine …. ma il problema vero non è la fine di Orban … che francamente somiglia più ad un Pinochet neoliberista in sedicesimo che non a Peron o Mussolini …. quanto il fatto che gli ungheresi cadranno fatalmente dalla padella nella brace ….

  • totalrec

    “La verità è che Orban ha un bisogno fottuto dei finanziamenti dell’FMI … solo che pensava di ottenerli senza la mediazione della UE e soprattutto senza dovere per questo obbedire sul piano economico/sociale interno”

    Verosimile, ma torniamo sempre allo stesso punto. Per concepire un simile obiettivo (trattare direttamente con il FMI aggirando i diktat politici europei) Orban doveva:

    a) Essere completamente scemo, cioè doveva non aver capito che dietro il meccanismo dei finanziamenti a strozzo alle nazioni c’è una precisa strategia americana d’ingabbiamento dell’Europa in cui gli organismi UE giocano un ruolo imprescindibile (e quindi non sono scavalcabili);

    b) Avere le spalle coperte da qualcosa che abbia un potere deterrente assai maggiore della semplice valanga elettorale che lo ha portato al potere.

    Questo è l’unico dilemma che m’interessa. Io naturalmente spero nell’opzione B, anche se, a giudicare dai recenti sviluppi, tenderei anch’io a definire la A come la più realistica e probabile.

    (GF)

  • Levdtrotzkij

    A chiesa cade la maschera con tutti i baffi. Non gliene frega niente della democrazia, delle minoranze nazionali, dei comunisti (perseguitati dal 1989), quelli eventualmente minacciati, sarebbero i capoccia dei socialdemocratici, americanofili più degli americani. Il fatto è che assomigliano tanto all’ex-post-anti-comunista autentico Chiesa.
    Quello che brucia è che il giochetto tartufesco del divo giulietto riguardo la sovranità (monetaria, finanziaria, politica), va a carte quarattotto.
    C’è un paese che l’applica più o meno bene, e al divo giulietto per questo vengono i bollori. Il ritorno del nazionalismo o del sovranismo, è la paggiore delle sciagure per il mondialismo implicito del divo giulietto, e per il mondialismo esplicito dei suoi capi: gorby e relativi burattinai rockefelleriani.
    Il resto è questua per l’alternativa che c’è…

  • stefanodandrea

    ottimo

  • RicBo

    E’ una situazione che ricorda, con le dovute differenze, l’avvento del nazismo in Germania.
    E’ un terribile errore sostenere, come molti fanno qui, che il fascismo è morto (vero totalrec?). Il fascismo è ben vivo, e il nazionalismo retrogrado di Orban è una delle forme in cui si esprime, entrambi sono nati in questo continente sventurato e ce li portiamo ancora dentro. Come il capitalismo finanziario globale, sono le forme in cui si esprime la lotta per il dominio delle borghesie capitalistiche. Attualmente sta avendo la meglio il neoliberalismo globalizzato ma per la classe lavoratrice nulla cambia.
    Secondo me è in questo senso che va letto l’intervento di Chiesa. La sua conclusione è che il popolo ungherese soccomberà sotto una delle due ‘dittature’, io sono più ottimista e credo che troveranno una terza via per uscirne.

  • agrimaldi

    “Non il “popolo” ungherese che, al momento attuale, è nettamente in maggioranza assoluta favorevole alla seconda ipotesi”

    Vivo in Ungheria. Da qui vorrei far osservare che Fidesz ha potuto ottenere i 2/3 del
    parlamento più per demeriti altrui che per meriti propri, dopo che i socialisti sono stati travolti dall’enorme scandalo che ha travolto il primo ministro Gyurcsany nel 2006 all’inizio del secondo mandato e dalla corruzione. In un sistema politica fortemente bipolarizzato nei fatti, questo si è tradotto in un colossale spostamento di voti verso Fidesz.

    In parole povere molti hanno votato Fidesz perchè era l’unico contendente rimasto (chi avrebbe votato PSI nel 94 in Italia?) più che per convinzione nelle idee di Orban (che in campagna elettorale si era sempre mantenuto molto vago, l’unica promessa certa, e mantenuta, era quella di un governo forte).

    Il crollo della popolarità del governo in questi ultimi giorni in cui la barca affonda non è venuto certo inaspettato. Orban ha una maggioranza schiacciante e la usa tutta, ma di certo gli ungheresi (che comunque hanno nel loro DNA certi “valori” espressi da questo governo) non gliel’avrebbero accordata così di buon grado. Difatti Orban non ha neanche indetto un (doveroso) referendum confermativo sulla costituzione.

    http://agrimald.tripod.com/budapest

  • RicBo

    Anch’io che ho contatti con la rete anarchica europea sapevo tutto questo e che il fascista Orban ha perso quasi tutta la fiducia degli ungheresi. Mi stupisce che un conoscitore dell’est europeo come Chiesa non lo sappia. Non possiamo fare altro che appoggiare la protesta del popolo ungherese.

  • nuspy

    Pure io vivo in Ungheria, e non mi sono accorto della perdita di popolaritá del Governo di Orban.
    Anzi: sempre di piú gli Ungheresi si rendano conto delle menzogne dell´ Unione Europea e della necessitá di abbandonare quell´entitá inutile.
    Si sono accorti di essere entrati per essere fagocitati dalle nazioni piú forti in cambio di 4 soldi, e di lavorare praticamente gratis come schiavi per gli altri paesi europei.
    Via da questo schifo di Europa e che DIo dia un futuro piú radioso all´ Ungheria!

  • totalrec

    “E’ un terribile errore sostenere, come molti fanno qui, che il fascismo è morto (vero totalrec?). Il fascismo è ben vivo

    See, come no, pure il Trio Lescano è vivo e canta insieme a noi”.

    Maramao, perché sei morto?
    pane e vin non ti mancava!
    l’insalata era nell’orto
    e una casa avevi tu!

  • nuspy

    Falso: Orban ha la fiducia degli Ungheresi.
    Ed é l´unica speranza per l´Ungheria di finire sotto la dittatura della UE.

  • massea

    Ma sto Giulietto Chiesa da che parte sta ?
    A me pare un amico dei banchieri ( un false flag , insomma ) che si spaccia per uno di noi.

  • Tao

    Sono elencati qui di seguito i gruppi, le associazioni e i partiti che hanno partecipato alla mobilitazione contro il governo ungherese in seguito alla “chiamata alle armi” della signora Clinton. Come si può notare, accanto a formazioni politiche liberali (LiFE ecc.), sedicenti socialiste (SzDSz ecc.), zingare (Neo Drom), antifa (“Civili contro l’estrema destra”), figurano i più diversi movimenti della “società civile” (p. es. la Federazione Ungherese Lesbiche, Omosessuali, Bisessuali e Transessuali, l’Unione delle Lesbiche ecc.). In prima linea, il Movimento Ungherese di Solidarietà (Magyar Szolidaritás Mozgalom), fondato da un ex ufficiale che ha frequentato un corso d’istruzione negli USA.

    Magyar Szolidaritás Mozgalom
    gepnarancs.hu
    Civil Kontroll – EMD
    Kék Szalaggal a Demokránciánkért Civil Mozgalom
    HAT – Hálózat a Tanszabadságért
    Börtön Helyett Lakhatást
    Hallgatói Hálózat
    Új Szemlélet csoport
    Liberális Fiatalok Egyesület (LiFE)
    Nyugdíjasok Országos Képviselete
    Valódi Demokráciát Most! – Occupy Hungary
    ATTAC Magyarország Mozgalom
    Magyar Fokhagymafront
    Magyar Demokratikus Charta
    Méltóságot Mindenkinek Mozgalom
    Nyugdíjasok Országos Szövetsége
    Civil Akcióegység
    Magyar Leszbikus, Meleg, Biszexuális, Transznemű Szövetség
    Háttér Társaság a Melegekért
    Labrisz Leszbikus Egyesület
    Patriarchátust Ellenzők Társasága
    Atlasz Sportegyesület
    Baloldali Demokrata Közösség
    CIVILEK A SZÉLSŐJOBB ELLEN
    “Az nem lehet, hogy…” csoport
    Demokratikus Polgári Ellenzék csoport
    Kisgazdák Történelmi Szövetsége
    PFLAG Egyesület
    Újbudai Fiatalok
    Neo Drom
    C Polisz
    SZEMA
    4K! Negyedik Köztársaság
    Demokratikus Koalíció
    Lehet Más a Politika
    Magyar Szocialista Párt
    MSZDP
    SZEM – Szövetség Az Egységes Magyarországért
    SZDSZ
    Civil Mozgalom
    Societas

    Fonte: http://www.eurasia-rivista.org
    Link: http://www.eurasia-rivista.org/larcobaleno-della-rivoluzione-colorata-di-budapest/12944/
    8.01.2012

  • eresiarca

    orami è certo… a Mosca l’hanno già scoperto.

  • RicBo

    fra la padella della UE e la brace di un Orban non vedo differenze sostanziali

  • nuspy

    la differenza é essere padroni del proprio futuro senza la UE, decidendo le nostre leggi, la nostra politica, i nostri valori e non essere svenduti a banche e multinazionali a meno del costo dei Cinesi.
    Ti sembra poco?

  • cardisem

    Non vorrei arrischiare giudizi su una materia e una situazione che non conosco quanto sarebbe necessario, ma se le prime impressioni hanno una qualche liceità io mi sento dalla parte dell’Ungheria e vorrei che anche noi in Italia imitassimo questo paese che sembra essere ribellato al servaggio cui hanno dato il nome Europa, ma che non ha nulla a che fare con l’Europa che io sognavo… Non posso mai dimenticare un mio professore di economia che nel 1976 ci avvertiva: non fatevi illusioni, sarà un’Europa dove i ricchi saranno sempre più ricchi, ed i poveri sempre più poveri. Non so come abbia fatto, ma ci ha azzeccato con trenta e passa anni di anticipo. Quanto alle questioni di legittimità democratica io non mi impressiono dalla presenza o meno di elezionismo. Mi basso sulla relazione hobbesiana di protezione-obbedienza. Un qualsiasi governo (monarchico, repubblicano…) è “legittimo” solo e in quanto realizzi la “protezione” del suo popolo, dove protezione ha uno spettro di significato assai ampio: lavoro assicurato, vita decente, libertà necessaria e personale, tutto ciò per cui una vita diventa degna di essere vissuta e non un peccato da scontare… Se il nuovo governo ungherese sarà capace di realizzare questo per il popolo ungherese, allora sarà molto più legittimo di ogni altro governo d’Europa…

  • pippo74

    mi ero espresso su G. Chiesa postando il seguente topic sul forum Opinioni
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=43015

  • Levdtrotzkij
  • Levdtrotzkij

    :: mettiamoci anche l’Aspo nella banda sterminazionista. L’associazione che blatera dell’immaginario picco petrolifero e altre idiozie illuminate (anche qui du CDC). http://www.rientrodolce.org/index.php?option=com_content&task=view&id=648&Itemid=48

    PS. Chiesa è tutto tranne che un comunista. Chi lo dipinge come un marxista, non ha capito una cippa.

  • Pellegrino

    “mettiamoci anche l’Aspo nella banda sterminazionista!” giustissimo, tra i più pericolosi perchè costituiscono l’addentellato con le tematiche ‘verdi’…

  • RicBo

    Io credo che la società sognata da Orban, e tanto celebrata dai tanti teorici della ‘sovranità nazionale’ in questo sito si avvicini molto a quella della Spagna sotto il regime franchista:
    – nazionalcattolicismo propagandato sotto forma di retorica sulla difesa dell’identità, la cultura l’unità e la libertà della nazione. Spagna unica grande e libera era uno degli slogan della Falange.
    – rifiuto della cultura predominante anglosassone considerata decadente e di basso livello.
    – autarchia e dazi altissimi per favorire la propria (inesistente) industria ed agricoltura.
    – rifiuto di qualsiasi aiuto esterno (in particolare degli USA) alcuni dicono per il timore di asservimento, altri più a ragione per stupido orgoglio nazionalista. Questo fino al 1958 quando si capì che questo atteggiamento aveva ridotto la Spagna al terzo mondo d’Europa.
    – stabilità del cambio monetario ottenuto attraverso l’impoverimento (per decenni la peseta è stata la moneta più stabile d’Europa, peccato che non velesse nulla perchè la Spagna non produceva nulla)
    – soppressione violenta di ogni forma di dissenso e controllo totale di ogni informazione e comunicazione.

    Non so voi ma io ci vedo molto di Franco in Orban e della Falange nello Jobbik

  • totalrec

    Paragone del tutto campato in aria, sia perché Franco andò al potere con una guerra civile e non col voto della maggioranza schiacciante dei suoi cittadini, sia perché è proprio per evitare di diventare terzo mondo (insieme al resto d’Europa) che gli ungheresi hanno fatto questa scelta. Cerchiamo di non deformare completamente la realtà dei fatti per adeguarla all’ideologia spicciola, please. Tra l’altro perfino il passaggio ad una dittatura di carattere nazionale, anziché la sottomissione ad una dittatura di fatto eterodiretta dagli USA, sarebbe, arrivati a questo punto, un miglioramento ragguardevole per qualunque paese europeo.

    (GF)

  • RicBo

    ma se ti piace tanto l’Ungheria attuale perchè non ci vai a vivere? sarei curioso di vedere come accolgono uno straniero e per di più mediterraneo..

  • totalrec

    Se è per questo, di italiani che vivono e lavorano in Ungheria (trovandosi tra l’altro benissimo) ce ne sono a iosa. Wake up and drink your coffee.

    Perché non parto anch’io? Ma volentieri. Prestami i soldi di cui la dolce “democrazia europea antifascista”, che tanto ami, mi lascia a stento quel tanto che basta da sostenermi in vita e faccio le valigie anche domani. Mi bastano 6-7000 euro, tanto da pagare il viaggio, sostenermi con la famiglia un paio di mesi e trovare un lavoro. Te li ridò, eh…

    Vedo comunque che sulla stupidata dei tuoi parallelismi con Franco non hai nulla da ribattere (come prevedevo).

    (GF)

  • radisol

    E invece Orban si è già bello che prostrato …..

  • nettuno

    Ben detto caro Tao. Per difendere l’Ungheria dal dictat anglosassone e della Bce ci vuole un governo forte come quello di Viktor Orbàn. Un governo patriottico e con Dio, perchè ci vuole una religione cattolica (ma non Vaticana)a sostegno di un governo forte e capace di opporsi alla cultura ebraica finanziaria palese sostenitrice del mercato e tra virgolette della DEMOCRAZIA . Dove c’è una demorazia, i sionisti la corrompono e fanno loro ciò che vogliono, trasformandola in una tecnocrazia alla Mario Monti per arrivare poi ad una oligarchia. L’euro è stato progettato per indebitare i paesi che ci hanno creduto e imporre in nuovo ordine mondiale.

  • nettuno

    Per difendere l’Ungheria dal dictat anglosassone e della Bce ci vuole un governo forte come quello di Viktor Orbàn. Un governo patriottico e con Dio, perchè ci vuole una religione cattolica (ma non Vaticana)a sostegno di un governo forte e capace di opporsi alla cultura ebraica finanziaria palese sostenitrice del mercato e tra virgolette della DEMOCRAZIA . Dove c’è una demorazia, i sionisti la corrompono e fanno loro ciò che vogliono, trasformandola in una tecnocrazia alla Mario Monti per arrivare poi ad una oligarchia. L’euro è stato progettato per indebitare i paesi che ci hanno creduto e imporre in nuovo ordine mondiale.

  • nettuno

    Hai detto bene! Non so perchè G.Chiesa ha fatto pipi fuori dal vaso….

  • nettuno

    Hai detto bene! Non so perchè G.Chiesa ha fatto pipi fuori dal vaso….