UNA STORIA VIGLIACCA

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI CARLO BERTANI

“Abbiamo imparato a portare le giarrettiere, a scrivere intelligenti articoli progressisti, a fare il caffé e la cioccolata Milka. Ma quando si tratta di affrontare seriamente il problema della convivenza di poche tribù in una fertile penisola dell’Europa, non sappiamo escogitare altro metodo che il reciproco sterminio su scala di massa.”

Lev Trotsky, corrispondente per la Kievskaja Mysl nel Kosovo, durante le guerre balcaniche del 1912-13.

E così siamo giunti all’epilogo: il Kosovo è diventato Kosova. Questi sono i “grandi temi” ai quali si applica la politica internazionale, gli obiettivi, i principi. Da oggi in poi, signori miei, ciascuno di noi potrà proclamare l’indipendenza di ciò che gli pare: non sarà più necessario concordare nulla, né avere l’assenso dell’unica organizzazione che (eventualmente) potrebbe sancirla, ovvero l’ONU. Ah, dimenticavo: procuratevi prima l’assenso del Segretario di Stato USA e della NATO. Quello europeo non serve, basterà – eventualmente – un’autocertificazione convalidata dal vostro segretario comunale (in procinto di diventare, probabilmente, Ministro dell’Interno).

All’occorrenza, potrete scaricare dal Web un fac-simile di quelli “milleusi”, nel quale dovrete sostituire le parole “residente nel comune di Pippolandia, Repubblica Italiana”, con “Repubblica di Pippolandia”. Siete a posto: fatto. Perché, sotto l’aspetto del diritto internazionale, questa è stata l’indipendenza del Kosovo.Fra i tanti commenti che sono apparsi, nessuno ha citato il fatto che l’UE non è stata in grado di formulare un giudizio e d’avere una posizione univoca: avanti uniti, in ordine sparso. L’Italia – per non venir meno alla tradizionale “decantazione” prima di prendere decisioni importanti (si pensi alle due guerre mondiali…) – attende, per bocca del suo Ministro degli Esteri, che i partner europei “si pronuncino”.

“L'Italia è quindi pronta a riconoscere l'indipendenza del Kosovo, ma intende farlo assieme a Francia, Germania e Gran Bretagna e "senza strappi" con gli altri Paesi dell'UE.” Afferma una non dichiarata “fonte diplomatica” all’ANSA il 17 Febbraio, “perché Cipro, Spagna, Grecia, Bulgaria, Romania e Slovacchia sono fortemente critici sul nuovo status di Pristina.”

Notiamo che, a parte la Spagna – che in politica estera non è proprio il due di coppe – degli stati balcanici aderenti all’UE l’unica a pronunciarsi favorevolmente è stata la Slovenia. Che si trova a mille chilometri da Pristina.

Perché l’ostracismo delle repubbliche balcaniche?

L’ANSA brilla spesso per essere così “neutra” da diventare la semplice cassa di risonanza del Governo al potere, ma stavolta non s’è accorta di contraddirsi platealmente.
Massimo D’Alema definisce “ineluttabile” l’indipendenza del Kosovo – dimenticando che fu proprio lui uno degli artefici di questa “ineluttabilità”, quando inviò i cacciabombardieri italiani AMX a bombardare la Serbia – e incassa la solidarietà di Fini, il quale dichiara:

“In una politica che divide, su questa questione quello che ha fatto D'Alema è sostanzialmente anche da me condiviso. Proprio perché D'Alema si è mosso sulla scia di una precedente posizione assunta dal governo di centrodestra."

E, questo, la dice lunga sulle grandi “novità” dell’orizzonte politico italiano.

Purtroppo per lor signori, c’è una voce fuori del coro ed è quella del generale Fabio Mini, che comandò la forza NATO in Kosovo nel 2002 e nel 2003, il quale esprime ben altro giudizio.

Attenzione: qui non parla uno dei tanti sproloquiatori a vanvera del teatrino politico italiano, qui parla una persona che ben conosce la situazione.

Al Corriere della Sera, il generale Mini dichiara (e riporta l’ANSA):

“Il Kosovo indipendente serve solo ai clan che lo potranno utilizzare per le loro spregiudicate operazioni finanziarie, un "porto franco" che consentirà di farne la base di nuove banche per il denaro dell'Est perché "Montecarlo, Cipro, Madeira non sono più affidabili.”

In sostanza, mentre Montecarlo, Cipro, Madeira ed altre realtà sono espressamente dedicate al traffico internazionale occulto d’alto bordo, serve un luogo dove far crescere e prosperare la “piccola e media impresa” criminale, un posto dove anche chi può permettersi poco – magari solo la vendita di qualche carico d’armi in Africa, o un po’ di eroina dal nuovo Afghanistan “purificato” da USA e UE dai Talebani (che avevano fortemente represso la coltivazione dell’oppio) – potrà trovare banche accoglienti, finanziamenti discreti, amene località a basso costo per “fare impresa”.

Per preparare un simile “terreno di coltura”, però, è necessario tanto duro lavoro e gente volenterosa: si sa, fare l’imprenditore è un mestiere rischioso.

Per prima cosa era necessario togliere di mezzo i serbi – che hanno le loro responsabilità in quei luoghi, come tutti ne hanno nei Balcani – ed a questo pensarono le 19 aviazioni riunite del IV Reich, nel 1999.
Poi, c’erano dei fastidiosi strascichi da regolare… piccoli particolari, inezie…

Una era la presenza dei ROM, che vivevano – stanziali – da secoli in quelle terre. Quelli che lamentano la presenza dei ROM in Europa – penosa e criminale l’affermazione di Berlusconi, che ha promesso “tolleranza zero” per i ROM, soprattutto se riflettiamo che l’uomo si candida a governare uno dei più importanti stati del pianeta – dovrebbero conoscere un po’ meglio la storia di quel popolo, prima d’abbandonarsi alla voce delle viscere.

Per prima cosa, i ROM dovrebbero godere della stessa attenzione ampiamente riconosciuta agli ebrei per la Shoà: purtroppo, i ROM non hanno banche che finanziano Yad Yashem per fare ricerche sull’Olocausto. Così, a Tel Aviv, si è pensato che era meglio fare di tutta l’erba un fascio: chi è morto nella Shoà? Gli ebrei.
Non sappiamo quanti ROM finirono “su per il camino”, ma tanti sopravvissuti (di molte etnie e nazioni) raccontano quella che fu la loro triste odissea: razziati dagli italo-tedeschi (sì, anche dagli italiani, più i fascisti croati) finirono nei vagoni piombati per la Germania, magari dopo una “sosta” alla Risiera di Trieste.
E’ difficile fornire cifre attendibili al riguardo, poiché anche l’ultimo censimento statale jugoslavo ne contava approssimativamente 2 milioni, definendoli “jugoslavi”, perché non si sapeva quale nazionalità (serbi, croati, ecc.) attribuire loro.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, nessuno si prese la briga di risarcire in nessun modo un popolo che aveva subito la brutalità nazista al pari degli ebrei. I soliti due pesi e due misure.

Finirono per essere un “problema interno” jugoslavo, e moltissimi ROM divennero stanziali proprio in Kosovo, principalmente a Pristina, Kosovo Polje, Tavnik, Podujevo, Djakova…

Per raccontare la storia dei ROM in quella terribile estate del 1999 – quando, terminate le ostilità, in Italia si discuteva delle elezioni europee, oppure s’andava semplicemente al mare – è importantissimo un documento pubblicato sul Web da Roberto Giammanco e da Theo Fründt, dal titolo “Storia di Reska”, che troverete all’indirizzo http:www.kelebekler.com .

Roberto Giammanco è fine giornalista, uno dei tanti che scrivono benissimo (ve ne accorgerete da soli, se leggerete quelle pagine) e che non trovano – ovviamente – “grande accoglienza” nell’editoria di regime.
Ancora più sconvolgente la vicenda di Theo Fründt, che è un esperto d’aiuti umanitari ed era stato inviato dal suo governo per soccorrere i profughi albanesi.

Quando Fründt s’accorse che i più perseguitati erano invece i ROM, ne informò Berlino, la quale rispose che “il loro dramma non era politicamente interessante”.

Solo per ricordare brevemente il dramma dei ROM, bisogna sapere che – all’arrivo dei guerriglieri dell’UCK a Kosovska Mitrovica, a Graçanica, etc. – i comandanti albanesi avevano già le cartine delle città, dove erano indicate con precisione le varie etnie, casa per casa.

Semplicemente, diedero poche ore di tempo alla popolazione ROM per lasciare le case, altrimenti li avrebbero bruciati insieme ad esse. Sorte che toccò, a Mitrovica, ad Aziz Azemi – vecchio e zoppo imam della tekké (santuario) locale – che bruciò vivo nell’incendio delle 1.600 case non albanesi della città. Questa fu la pulizia etnica che avvenne in quella malsana estate, mentre D’Alema guidava il governo italiano e si scoprivano i mille rivoli di corruzione e di malaffare, compresi i traffici con la malavita albanese, che avevano intriso di veleno la “Missione Arcobaleno”.

Questa premessa era necessaria per comprendere le affermazioni del gen. Mini che, altrimenti, potrebbero essere travisate come uno sfogo personale per chissà quali motivi. Che sono, invece, ben fondate storicamente.

Per ottenere quella base per traffici d’ogni tipo, la vecchia dirigenza albanese di Ibrahim Rugova era troppo inaffidabile: era gente che desiderava sì l’indipendenza del Kosovo, ma in un quadro di condivisione con i serbi.

Ecco allora che sale al cielo la “stella” di Hashim Thaci, il comandante militare che diventa referente politico per gli USA e per alcuni paesi dell’UE (Italia compresa).

A dire il vero, si trattò di un’ascesa prevedibile e scontata, giacché lo stesso Thaci era stato il referente presso i clan albanesi di William Burns – inviato di Clinton in Albania per rassicurare i clan skipetari, per assicurare loro l’invio di armi e denaro, cosa che avvenne anche grazie all’invio diretto dall’Italia (in un carico della Caritas che, probabilmente, era all’oscuro di tutto, furono scoperti cannoni anticarro smontati) – e tanto lavoro “diplomatico” è stato oggi premiato.

Ascoltiamo cosa racconta il gen. Mini sulla nuova “dirigenza” albanese del “Kosova”:

“E’ il mandante di almeno 28 assassinati del partito di Rugova. Uno che, come molti capi dell'UCK, non ha mai spiegato la fine di un migliaio di rom, serbi e albanesi accusati di collaborazionismo, desaparecidos negli anni del primo dopoguerra".

Mini non cita apertamente Thaci (almeno, così parrebbe all’ANSA), ma un “presidente” è responsabile comunque dell’operato dei suoi Gauleiter.

La contrarietà di Mini è a tutto campo:

“Questi processi non si risolvono in pochi anni, e non si affidano a chi ha partecipato allo sfascio. Ci si rende conto che all'Aja non testimonierà più nessuno contro gente che comanda uno Stato?”

Certo, questa è la precisa volontà italo-britannica-franco-tedesco-statunitense, ovvero i soliti due pesi e due misure: Karadzic e Mladic devono essere processati all’Aja, Thaci, diventa invece presidente.

Il gen. Mini mostra poi ampie doti di giurista e diplomatico:

“Questa proclamazione fa saltare il diritto internazionale fondato sulla sovranità degli Stati. Uno scempio voluto dagli USA, che in questo diritto non credono e l'hanno dimostrato in Iraq. Sotto quest'aspetto, il Kosovo è l'altra faccia dell'Iraq.”

Riflettiamo che queste dichiarazioni non giungono da un Hugo Chavez oppure dall’Iran: sono l’espressione di un generale del nostro Esercito – finalmente qualcuno che ne ravviva l’onore con il coraggio, non solo con la triste conta dei morti – di un alto ufficiale italiano che ha comandato la forza NATO per due anni in Kosovo!

Pronto? Berlusconi, Fini, Veltroni, D’Alema, Casini, Diliberto? Come? Non vedo non sento e non parlo?

Ecco la contrarietà degli stati balcanici: signori, perché venite ad aprire il supermercato del crimine internazionale proprio sulla nostra porta di casa?

Fa parte del gioco, adesso, affermare che Serbia e Russia s’opporranno drasticamente. Sarà molto difficile farlo, perché non esiste nessun documento sul quale votare all’ONU! L’indipendenza del Kosovo sarà sancita da una semplice presa d’atto, proprio come un’autocertificazione.

Suggerirei ai sardi, corsi, nord-irlandesi, baschi, altoatesini, bretoni…ed a tutti coloro che voglio rendersi indipendenti, di firmare finalmente la benedetta autocertificazione – come ha fatto Pristina – e risolvere così i loro problemi.

Fuori della satira, i veri rischi che si corrono nei Balcani non sono oggi in Kosovo, bensì in Bosnia. Chi conosce la Jugoslavia, so già che assentirà, pensoso.

Di tutte le repubbliche ex-jugoslave, l’unica che non ha mai superato lo choc della guerra è la Bosnia. Rimangono sì altri problemi, strascichi… basti pensare che la Croazia, tuttora, rivendica l’aeroporto di Portroz (Portorose), che è in territorio sloveno, al confine.

Niente, però, che s’avvicini alla tragica inconsistenza politica bosniaca: il Ministero degli Esteri italiano – in una scala da 1 a 7 – assegna alla Bosnia un “7” per quanto riguarda l’affidabilità degli investimenti stranieri. Una nazione nella quale la moneta è rimasta il marco, “Marka convertible”, come al tempo della guerra.

La Bosnia è la vera polveriera della Jugoslavia, perché dalla separazione dall’Impero Ottomano – nel 1878, poi divenuta formale nel 1908 – non ha mai trovato equilibrio.

Grande “ventre” della Jugoslavia (basta osservare una cartina per rendersene conto) sopravvive politicamente con presidenze “a rotazione”: un ortodosso, un cristiano, un musulmano.

Viaggiando per la Bosnia musulmana, ci si rende conto che il tempo si è fermato con la fine della guerra, forse ancora prima, con la morte di Tito.

Nessuno sa come risolvere l’enigma, perché sullo stesso territorio convivono due repubbliche serbe (al nord ed al sud), mentre su una parte dell’Erzegovina ci sono tuttora rivendicazioni croate.

Niente di più facile, da parte di chi vorrà approfittare dell’indipendenza “on demand” del Kosovo, per accendere nuove micce: magari sacrosante, oppure truffaldine, in una terra dove il tanto vituperato Illuminismo non ha mai attecchito, dove ci si riconosce principalmente su base religiosa ed etnica.

Qualcosa Tito aveva cercato di fare per superare le mille divisioni interne: fu forse troppo poco? Sarebbe lungo affrontare un simile argomento, e ci vorrebbero ben altri spazi (e la pazienza dei lettori).

Tentai, però, nel 2000, di raccontare davvero cos’era successo fra le montagne del Kosovo, d’andare oltre le mille bugie raccontate mostrando sempre e soltanto il posto di frontiera di Morini. Ne nacque un libro, che intitolai “Kosovo e dintorni: la verità addomesticata”, che presentai a numerose case editrici. In quelle pagine, c’erano già i prodromi per raccontare l’oggi, questo oggi da operetta tragicomica.

Nessuno volle pubblicarlo: un altro punto d’onore per l’editoria italiana. Avanti coi carri, ed ogni carro ci porterà sempre la solita carrata di bugie.

Carlo Bertani
[email protected]
www.carlobertani.it
http://carlobertani.blogspot.com/

18.02.08

Commenti (27)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. bispensiero 22 febbraio 2008

      giusto ...
      http://img486.imageshack.us/img486/1984/vajtprajdvrldvajdbrezm5.jpg

    1. bispensiero 22 febbraio 2008

      ridicoli ....

      NO AL NAZISMO( il tuo cos'e' ?? )!!!!! -

      BASTA GUERRE AMERICANE IN EUROPA ( meglio quelle serbe , come avete fatto da sempre , voi che non avete una provenienza..., dalle stepe da dove siete venuti avete solo portato miseria e odio ) -

      NO AI POPOLI ANTICRISTIANI ( se avete una cri9stianita', questo lo dovete cmq ad un albanese COSTANTINO I - leggi per la tua cultura http://it.wikipedia.org/wiki/Costantino_I - ) E VIOLENTI ( avete dimenticato il 1981 ??, 1997?? per non andare oltre nel tempo ) IN EUROPA ( solo europei non siete.. )

      fammi il piacere KOZMA -

      Leggi
      1 - http://it.wikipedia.org/wiki/Illiria
      2 - http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_delle_trib%C3%B9_illiriche
      3 - http://it.wikipedia.org/wiki/Albania#Origini

    1. kozma 22 febbraio 2008

      KOSOVO E' SERBIA!!
      NO AL NAZISMO,BASTA GUERRE AMERICANE IN EUROPA!!
      NO AI POPOLI ANTICRISTIANI E VIOLENTI IN EUROPA!!!
      TURCHIA E ALBANIA IN USA,MAI IN EUROPA!!!!

    1. expatinfrancia 22 febbraio 2008

      Il mio e' un commento breve e chiaro:
      Kosovo e' Serba!

      http://img83.imageshack.us/img83/5985/serbiaiq8.jpg

      Vanda

    1. Mangudai 21 febbraio 2008

      ...infatti mi sono messo al tuo livello. E ti dico che per mettermi cosi in basso mi è costata molta fatica.

    1. bispensiero 21 febbraio 2008

      poca cosa pure tu ....

    1. Mangudai 20 febbraio 2008

      Dai insisti bispensiero ti invito a rovinarla a me la giornata.
      Intanto ti dico questo "dafzoe respimou swarei"

    1. bispensiero 20 febbraio 2008

      KOSOVA INDIPENDENTE

    1. bispensiero 20 febbraio 2008

      sei inutile ...
      come sempre poca roba.

      Non mi rimane che dirti :
      ma ha karin si lopa barin ....

    1. kozma 20 febbraio 2008

      Buffo ragionamento,molto confuso...da parte di persona che non conosce la storia nè,tantomeno,la realtà del mondo dei rom...
      Dunque,si accusa Martinez per la sua sacrosanta denuncia del genocidio e pulizia etnica perpetrata contro le popolazioni non-albanesi del Kosovo(serbi ortodossi,serbi mussulmani,macedoni,montenegrini,rom cristiani e rom mussulmani,etc)...
      Cosa c'entrano i rom romeni con la martoriata popolazione non-albanese del Kosovo? Niente.
      Chi sono i "criminali" zingari in questione?Trattasi di moltissimi zingari italiani,giostrai,zingari rapaci provenienti dalla Romania,dediti tradizionalmente alla questua,truffa e furto.Questa presenza etnica in Italia è assolutamente fondamentale e funzionale al disegno anglo-americano di "terrore quotidiano" e di "scontro di civiltà" prossimo venturo.
      Ora,però...Paragonare questa gente ai narcotrafficanti e terroristi kossovari-albanesi,con i loro klan impenetrabili ed i legami con la Cia e Nsa,con altri cartelli mondiali della droga(patrocinati dai soliti "liberatori").con loro controllo assoluto del traffico della droga e conessa prostituzione,schiavismo e quant'altro...Mi spiego?
      Se non è chiaro,leggere John Kleeves - "Albanesi e politiche americane",lucida analisi del nostro tetro futuro...
      Riguardo la Bosnia,non si capisce cosa c'entri il bombardamento all'uranio anglo-americano con il Kosovo?La ci fu pure un'enormità di menzogne sulla Srebrenica,Sarajevo e tanto altro...Menzogne ripetute fino a mille,milioni di volte...
      Leggere edizioni Città del Sole "Srebrenica - la verità nascosta",o Globalresearch di Chossudovsky,o tante testimonianze sugli errori nella Sarajevo(50 lager per serbi,torture,assassini di massa,circa 7000 persone "scomparse" nelle gole montane di Kazani,etc)...
      So che è dura credere,ma sforziamoci...Apriamo gli'occhi!!!

    1. cesco 20 febbraio 2008

      La “Storia di Reska” , (di cui parla Carlo Bertani nell'articolo) sul sito www.kelebekler.com, non è di Roberto Giammanco e Theo Fründt ma di Miguel Martinez, che di kelebek è appunto il gestore.

      Questo Martinez, ogni volta che si parla di emergenza rom, tira fuori come un mantra la storia della cacciata dei rom dal Kosovo, come dire: è colpa vostra che avete voluto quella sporca guerra.

      Ma dimentica che i rom che hanno causato enormi danni agl'italiani non sono quelli del Kosovo ma quelli provenienti dalla Romania, che sono anche molto più aggressivi degli zingari ladri di polli cui eravamo abituati; si pensi al brutale omicidio di Giovanna Reggiani e alle decine di casi di violenza sessuale e alle centinaia di rapine perpetrati da questi galantuomini sopratutto (ma non solo) a Roma e a Milano.

      Crimini che i media vigliacchi hanno attribuito ai romeni tout court, perchè accusare gli zingari secondo i dettami del politicamente corretto è razzismo,i romeni invece non hanno protettori.

      E poi è divertente vedere come gente che rimprovera ai destri e ai leghisti di essere xenofoba e criminalizzatrice accusa gli albanesi del Kosovo di essere in toto mafiosi e delinquenti.

      Ricordiamoci cosa fu la Bosnia prima di giudicare, che se non ci fossero stati i bombardamenti del '99, in Kosovo sarebbe stato peggio.

    1. kozma 19 febbraio 2008

      tornatene in albania,a pascolare le capre e pecore,schipetaro...
      e non sputare nel piatto dove mangi,ingrato...
      altrimenti,finisci male e te ne torni nel tuo paese dei mafiosi assassini rapaci e narcodemocratici...
      avete esagerato...

    1. bispensiero 19 febbraio 2008

      sei davvero poca roba KOZMA.....
      brucci di rabbia, si vede.
      potrei continuare a rovinarti la giornata, continuando ad occuparmi di te, pero' mi hai trovato in un giornata positiva.
      mi sento buono e mi fai pena davvero.

    1. kozma 19 febbraio 2008

      sarà un nuovo israele nei balcani ed in europa...la miccia destabilizzante americana,cavallo di troia...
      la popolazione albanese è,ad ogni modo,incivile,tribale,indottrinata e rapace,agressiva(ultimo omicidio albanese di qualche giorno fa-2 italiani morti),corrutrice(droga e controllo della prostituzione,organi)..
      cosa ne pensa D'Alema,il Mc Cain nostrano?
      o la nostra Hillary,Veltrusconi?
      VERGOGNA,EUROPA!!!!!

    1. kozma 19 febbraio 2008

      insulta avanti,shipetaro,insulta avanti...
      perchè,invece di insultare italiani,non te ne vai su qualche altro sito?
      ce ne tanti in giro,moltissimi(troppi) filo-ucikappista-usa...italiani sono buoni servi yankee,obbediscono ad ogni cenno del padrone,verrai accolto come un papa!
      siete dei tagliagole,shqiperia è vostro paese,tornatevene assieme ai vostri figli e nipoti,se non vi comoda!
      italiani non ne possono più di voi,credimi!

    1. bispensiero 19 febbraio 2008

      e' inutile, ma non e' colpa tua......

      come ti dicevo la tua memoria corta ti manda in tilt il cervello ....
      fiero di essere cosi antico e di apartenere ad un popolo cosi antico e glorioso. Io so come mettere a nana i miei piccoli, ho da raccontare qualcosa ( di vero ), invec e tu produrai solo odio e rancore nella mente e nell'anima dei tuoi discendenti . Fortunatamente quei giorni che tu sogni rimarano solo tali, un 'ilusione.

      Shqiperia = paese delle aquile.
      RICORDATELO BENE QUESTA COSA.

    1. kozma 19 febbraio 2008

      tu insulti la gente che vi ha accolti e vi ha dato un pezzo di pane...greci,serbi,svizzeri,italiani...pochi giorni fa un'albanese ha ucciso 2 anziani in italia,a coltellate(uno era in fin di vita,è morto ieri),con silenzio compiacente dei media...sei felice,shipetaro?
      le bugie e la propaganda non servono a niente...
      quando è che avete avuto l'alfabeto albanese?nel 1908,vero?o racconto favole?
      siete o no trafficanti di eroina turca?o racconto favole?
      siete mafiosi e tribali,assassini spietati?anche in italia,dove c'è forte comunità shipetara(calabria,sicilia)?
      siete voi dei pecorai e caprai,gente che non ha NESSUN MONUMENTO STORICO,NESSUN DOCUMENTO SCRITTO....
      e ancora ti metti ad insultare il mio popolo,i nostri popoli,italiani,francesi,tedeschi...tu,shipetaro,insulti la gente che ti ha dato un pezzo di pane...comportamento tipico tuo e della gente della tua risma.

    1. bispensiero 19 febbraio 2008

      dai tu sei ridicolo .... ho letto tutto quello che hai scritto su questo argomento e sono ancora piu' contento di non aver niente da spartire con te e il tuo popolo... tornatevi da dove siete venuti che e' meglio.

      Io so a cosa apartengo, invece tu non sai la tua provenienza...
      http://en.wikipedia.org/wiki/Image:IllyriaPreRome.jpg

      dimmi da dove provieni ( quale punto del globo e' il tuo punto di partenza ) e saro' felice di parlare con te. Tu sei senza storia, sei destinato ad essere un nomade. E come tale avrai tanta rabbia dentro visto che la tua memoria e' cosi corta da non permetterti di racontare la provenienza dei tuoi avi ai tuoi figli e nipoti.

      Strano posto qui dentro, ah per quanto riguarda Cameria caro Truman o Caro Tao che non mi ricordo, vorrei ricordarti che nel 1821 ( quando la Grecia grazie a Ali Pasha Tepelena si guadagno la sovranita' ) il parlamento greco decise con un solo voto di scarto che la lingua uficiale fosse stato il greco e non l'albanese. Chissa, forse questo non ti dice niente, oppure nei tuoi copia incolla e ricerche in google eri un attimino distratto.

    1. kozma 19 febbraio 2008

      Per citare gen. Leonid Ivashov,lo stato mafioso delle multinazionali(USA) vuole riconoscere pienamente lo stato mafioso albanese di Pristina.Per ripempirci(noi europei)di droga,albanesi e mussulmani vari.
      Cosa c'è di male in questo?Chi ci vede o sente una contraddizione in questo pacifico diritto?North-american law della pistola puntata?
      Quanto a presunta discriminazione degli albanesi nel Kosovo,si trattava di mera propaganda alla Goebbels...Ne hanno ampiamente scritto prof. Chossudovsky,prof. Emil Vlajki,Diana Johnstone,etc,etc...
      Ma i miti propagandistici sono incredibili,ci è crollata la menzogna delle "armi di distruzione di massa" attribuite a Saddam,i burqa afgani ed altre balle...
      Ma la "verità" sulla presunta sofferenza albanese in Kosovo rimane!
      Ed è vero il contrario,albanesi sono(da sempre)una popolazione predatoria e selvaggia(appena nel 1908 austriaci crearono un'alfabeto per diversissime popolazioni tribali,in perenne guerra tra di loro,con tremende vendette del sangue),la massa che fa di mestiere di negriero e corriere di droga(dati reali di tutte le polizie del pianeta),la gente che ha distrutto oltre 150 gioielli medievali cristiani,la gente razzista e assassina crudele,con un tasso di natalità spaventoso(ormai sono la quarta componente etnica in Svizzera,un grosso problema per il mio paese,quanto per la Serbia),etc,etc...
      Scusatemi che ho espresso cose poco "politicamente corrette",ma bisogna conoscere anche la storia ed il carattere dei diversi popoli,per capirli e pure sapersi diffendere certe volte...

    1. bispensiero 19 febbraio 2008

      Il diritto internazionale??
      Di cosa parli??
      mi porti dei paragoni che non stanno nei cielo ne in terra.. Tutti i paragoni che mi hai portato hanno come soggetto incompressioni tra popoli dello stesso cepo, invece noi e voi ( perche tu sei senz'altro serbo, viste i sei consonanti senza una vocale tipica dei serbi ) siamo completamente diversi. Noi apparteniamo ad un altra storia. Voi siete venuti e vi siete accomodati con la forza e la barbaria nei balcani. Tu questo lo sai meglio di me. Inutile che vieni a farmi la morale del diritto internazionale e dell'europa unita. Perche' se mi parli dell'europa unita' che tu ben sai e' una convenzione economica e non un integrazione culturale ed etnica, vuol dire che non hai capito nulla di quest'europa.

      Poi basta con questi luoghi comuni dello zio Sam e delle revoluzioni colorate. Proponete qualcosa di serio almeno, non partendo dagli interessi stretti del momento. Io non capisco a questo punto cosa ci fatte qui???? Semplicemente leggere le notizie che chiunque po scrivere vomitando a destra e a sinistra ( spesso giustamente ma che rimangono delle grida sterili ) sentendovi meglio nel vostro piccolo che " oh guarda e' successo di nuovo, l'america' il sistema' bush' BCE' rivoluzioni colorate "ed altre stronzate di questo genere.....
      Alzate la testa e uscite dai vostri covi di merda, cambiate le cose non compiacendovi delle ingustizie che si accumulano. Ma voi non siete fatti di questa pasta, voi siete i nuovi burocrati del cazzo che si piangono addosso per ogni cosa. Nascondodovi dietro il diritto internazionale quando vi conviene e stronzate varie. Il 17 di febbraio e' stata fatta giustizia per un intero popolo, e questo nessuno vuole accetarlo - almneno qui dentro -, semplicemente perche' voi siete ingiusti nei vostri giudizi e scelte e non riuscite a vedere oltre.

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