UNA RAZZA NEMICA, MEGLIO SOLI

UNA RAZZA NEMICA, MEGLIO SOLI

DI MASSIMO FINI

quotidianonet.ilsole24ore.com

Le donne sono una razza nemica. Bisognerebbe capirlo subito. Invece ci si mette una vita, quando non serve più. Mascherate da «sesso debole» sono quello forte. Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima. Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile. Al suo confronto il maschio è un bambino elementare che, a parità di condizioni, lei si fa su come vuole. E se, nonostante tutto, si trova in difficoltà, allora ci sono le lacrime, eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni.

A seguito: “Massimo Fini: le donne sono una razza nemica. Qualche commento su questa dichiarazione da osteria (Dafne Eleutheria);

Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento — quando le cose funzionano — è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale («Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa» scrive Sartre). La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente «liberate» sono diventate davvero insopportabili. Sono micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto. Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. Stan lì a «chiagne» ogni momento sulla loro condizione di inferiorità e sono piene zeppe di privilegi, a cominciare dal diritto di famiglia dove, nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada. E pretendono da costui, ridotto a un bilocale al Pilastro, alla Garbatella, a Sesto San Giovanni, lo stesso tenore di vita di prima.

Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini («si vede tutto e di più» cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro.
Basta. Molto meglio restare soli.

Massimo Fini

Fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/

Link: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/03/08/156544-razza_nemica_meglio_soli.shtml

8.03.2009

MASSIMO FINI: LE DONNE SONO UNA RAZZA NEMICA. QUALCHE COMMENTO SU QUESTA DICHIARAZIONE DA “OSTERIA”


DI DAFNE ELEUTHERIA

francydafne.blog.lastampa.it

In riferimento all’articolo di Massimo Fini “Una razza nemica, meglio soli” pubblicato su “Il Resto del Carlino” mi viene da scrivere, di getto, con il consueto stomaco anziché il cervello… quanto segue…

Curioso questo scritto di Massimo Fini, se a fine articolo non avessi letto la sua firma avrei pensato che l’avesse scritto una mia amica lesbica che trova insopportabile il mondo femminile ed attratta da quello maschile al punto da dirmi sempre che “se rinasco, voglio nascere maschio ed essere gay”. Questo a testimonianza del fatto che donne e uomini non sono rubricabili sotto un’identica voce, non ci sono “donne” e “uomini”, ma infinite tipologie di donne e infinite tipologie di uomini, senza contare poi l’altissimo numero di sfumature di genere che rendono tanti esseri umani tutt’altro che uomini o donne. Ma torniamo a noi.

Il quotidiano presenta questo articolo come una “provocazione”. Non so se questa “premessa” farà piacere allo scrittore Fini, infatti penso che quanto egli scrive non sia una semplice provocazione, ma un vero e proprio approccio alla questione di cui si occupa. E si parte subito alla grande: “Mascherate da «sesso debole» sono quello forte”. A parte il fatto che questa maschera potrebbero avergliela affibbiata i maschi, effettivamente me la sono sempre presa con Madre Natura per il fatto che – indubbiamente – l’uomo, a parità di altezza, di età, di costituzione fisica (so bene che questi dettagli sono privi di valore, perché l’età, l’altezza, ecc. non c’entrano, ma voglio proprio fare un discorso “alla pari”, decisione senz’altro artificiosa, ma nell’economia del discorso che sto facendo va bene così) sia più forte della donna. Perché – le ho sempre chiesto a questa Madre matrigna – hai fatto in modo che ci fosse un rapporto così insopportabilmente asimmetrico fra uomo e donna? Un uomo e una donna, uno di fronte all’altra, a mani nude, senza che nessuno de’ due conosca le arti marziali, presi nella loro quotidianità. A meno che la donna non riesca – accidentalmente – ad assestare un colpo repentino ed efficace in un punto debole dell’uomo che lo metta KO per il periodo di tempo necessario che le permetta di scappare, non ci sono speranze: pugni, schiaffi, calci nelle gambe e nello stomaco tanto per far capire chi comanda e chi gestisce la questione e poi, una volta ridotta la vittima ad uno zero, lo stupro. Ma non è necessario giungere a tali eccessi per dimostrare la superiorità fisica dell’uomo, è sufficiente dare un’occhiata alle performances sportive per vedere chi è più forte. Quindi, per quanto questo possa dare fastidio al signor Fini, la donna è più debole dell’uomo da un punto di vista fisico. Invece lo scrittore dice che è il sesso forte, dopo tutto, essendo attrezzate per partorire, le donne sono più robuste e vivono sette anni di più. Notizia che viene messa in relazione con il fatto che la donna vive di più ma va in pensione prima. Però non aggiunge che questo riguarda solo le donne italiane dal momento che in Europa le cose stanno un tantino diversamente. Ma vediamo un attimo queste frasi.



Una persona è attrezzata per partorire, quindi è più robusta. Boh, può anche essere. La donna vive sette anni in più rispetto all’uomo. Questo è vero, probabilmente le donne hanno troppe cose a cui pensare per poter morire così presto, se gli uomini facessero un decimo di quello che fanno le donne forse anche le lancette della data della loro morte si sposterebbero più avanti. Infine la legislazione tutta sbilanciata a favore delle donne: signor Fini, esca dai suoi libri e si faccia una passeggiata in giro per la città. Un’occhiata dalla pediatra, il 90% de’ genitori che accompagna il proprio figlio ammalato sono mamme. Un’occhiata nei giardini, la stragrande maggioranza de’ genitori che porta i propri figli sono mamme. Un’occhiata alle feste di compleanno: quasi tutti i genitori presenti sono mamme. E poi i compiti, le settimane passate a letto col bimbo ammalato, cucinare, lavare i vestiti, comprarli…. E invece lei, tomo tomo, cacchio cacchio, con caustica ironia osserva: “figli quando si degnano ancora di farli”. Ma li faccia lei i figli in queste condizioni! Vogliamo alzare l’età pensionabile anche per le donne? Va benissimo, ma allora, dal momento che è un’utopia trovare loro un compagno affidabile che le coadiuvi nelle mille incombenze della quotidianità, concediamo loro tutta una serie di possibilità grazie alle quali possano essere donne, madri e lavorare fino a 65 anni di vita senza scoppiare. Come avviene in Europa, fra l’altro, non stiamo certo chiedendo la luna.

Ma procediamo: “Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile.” A parte il fatto che nella mia vita ho sempre riscontrato il contrario, l’uomo, in quanto incapace di prendere di petto le situazioni in genere si cela dietro arabeschi spesso al limite della decenza, mentre la donna affronta le questioni senza ambiguità e in maniera chiara e cristallina, quello che non convince è l’adesione a determinati valori considerati universali. Qui si afferma che ciò che è diretto, lineare, sondabile, non sfuggente e prevedibile è il bene, il contrario rappresenta il male. E questo chi l’ha deciso? Il signor Fini o qualche libro sacro di cui ignoro l’esistenza?

Altro pensiero discutibile: “Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento — quando le cose funzionano — è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale («Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa» scrive Sartre).” Sarebbe interessante dimostrare quanto si afferma, sono le donne ad avere messo gli uomini dalla parte della domanda? O bella, e questo quando è successo? In quale epoca? In quale cultura? Si scade comunque nei classici “modi di dire”, che cosa vuol dire che il loro godimento è totale e quello degli uomini settoriale, al limite mentale? E poi mentale… se penso a certi maschietti che conosco, forse hanno un godimento mentale a causa del loro cervello intasato di testosterone… tanto per rispondere ad una battuta con una battuta. Che il sesso piaccia e interessi più alle donne che agli uomini… beh, mi sembra proprio un modo di dire che lascia il tempo che trova.

Assai più interessante quanto scrive successivamente: “La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile.” Sarebbe interessante ricordare che Dioniso è un Dio, non una Dea, e questo qualcosa dovrebbe voler dire. E’ comunque interessante far notare che chi impazzisce all’interno della famiglia ed uccide moglie, figli e quant’altro è, di solito, l’uomo. E questo il signor Fini non lo dice. Infatti, chi calpesta la nobile divinità di Dioniso finisce con l’essere calpestato, Dioniso è un Dio vendicativo, che non ammette che ci si dimentichi di Lui. Le donne questo lo sanno e ci convivono. Quindi, saggezza vorrebbe che anche i maschietti guardassero al modello orgiastico, caotico e dionisiaco della vita e mediassero con la loro quotidianità così ben irreggimentata ad un ordine assolutamente, a mio parere, contro natura. Dalle donne i maschietti avrebbero tanto da imparare, ma preferiscono abbandonarsi ai lai e alle querimonie del signor Fini. Signor Fini, non dimentichi Euripide, non dimentichi la sua ultima opera che fu proprio (è solo un caso?) “Le Baccanti”, in cui il razionalismo maschile di Penteo, re di Tebe, viene letteralmente fatto a pezzi dal dionisismo femminile di sua madre Agave. Non dimentichi che Euripide era un uomo, non una donna, ed è un uomo che, prima di morire, ribadisce la vittoria di Dioniso.

Poi il signor Fini scende nel grottesco: “Ma adesso che si sono finalmente «liberate» sono diventate davvero insopportabili.” Ammetto che dice una cosa importante che pochi sono disposti ad ammettere: le donne si sono liberate. Infatti, le donne hanno sempre vissuto le discriminazioni e le ingiustizie sulla propria pelle e da sole ne stanno uscendo fuori. Probabilmente il signor Fini preferisce il sano modello patriarcale de’ tempi andati, in cui le donne conoscevano la loro “diversità” fin dall’infanzia e veniva insegnato loro come praticarla in modo da poter diventare brave mogliettine, brave madri e poi brave nonne. Eh, il buon vecchio mondo rurale, che bei tempi… di merda!
Poi un po’ di battutine alla Benigni: “Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli” senza ricordare che la carrieruccia da segretaria (non sapevo che le donne che trovano un lavoro sono solo segretarie e basta, oppure è solo questo lavoro che giustifica il giudizio in merito?) dà loro la possibilità di guadagnare abbastanza per sentirsi autonome, per potersi permettere qualcosa senza dover sempre chiedere, chiedere, chiedere, come avveniva quando erano casalinghe. E poi, povero maritino, povero compagno, privati dell’istinto materno, che fa comodo quando si vuole. Se i maritini e i compagnucci si comportano con il dovuto rispetto non hanno proprio nulla da temere, anche nello sfortunato caso in cui la propria compagna o moglie dovesse diventare all’improvviso una segretaria.

Quanto afferma successivamente il signor Fini, invece, è l’unica cosa sensata che, finora, ho letto: “nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada.” Ho un amico che, attualmente, sta vivendo una situazione simile e provo una pena infinita verso di lui, ma non dobbiamo dimenticare che le leggi le fanno gli uomini, non le donne. Speriamo veramente che in futuro anche i papà contribuiscano maggiormente in termini di tempo, di educazione, di qualità, di amore verso i propri figli, in modo che finalmente tutti si accorgano che non solo ad una madre, ma anche ad un padre, possono essere affidati i figli, in modo che si possa giungere ad una legge che porti ad una effettiva parità anche in questo campo.



Avviamoci alla conclusione: “Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini («si vede tutto e di più» cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro.” Si parte citando Sartre e si finisce citando gli 883, quasi a testimonianza del fatto che, alla fin fine, si ha a che fare con il solito articolo da osteria. Qui purtroppo si mettono in burletta questioni molto serie. Di innocenti carezze i vari maschietti ne fanno una infinità alle proprie colleghe e nessuna ha mai fatto denunce per molestie sessuali (il fatto che sia avvenuto qualche volta qua e là per l’Italia non vuol dire che sia una regola), si sa che lo stalking è qualcosa di ben diverso da due chiamate al cellulare e che, comunque, anche quando le donne vivono nell’angoscia (altro che due squilli di telefono) e si rivolgono alle istituzioni, si sentono rispondere picche. Inoltre, le donne sono abituate a dover sopportare ben altro che qualche innocente fischio e nessuno è finito in galera per stupro per via di questo “delitto”. La verità è che trovo questo articolo del signor Fini piuttosto piagnone e vittimista, sì, uno scritto decisamente frignone.

Infine la chiusa: “Basta. Molto meglio restare soli.” Esattamente quello che dicono le separatiste. Non avrei mai pensato che Fini potesse essere un separatista. Incredibile!

Dafne Eleutheria

Fonte: http://francydafne.blog.lastampa.it/

Link: http://francydafne.blog.lastampa.it/dafneblognews/2009/03/massimo-fini-le-donne-sono-una-razza-nemica-qualche-commento-su-questa-dichiarazione-da-osteria.html

10.03.2009

Commenti (84)

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    1. xmas 10 marzo 2009

      Bisogna dividere l´articolo di Fini in 2: la parte che descrive la donna e l´uomo nella propria natura - slegata dal tempo e dal luogo -, e la parte in cui inquadra le due figure nella realtá in cui vive l´autore, ossia Italia 2009. Nessuna delle due parti, etichetterei di superficiale, come sembrerebbe data la natura critica e il tono sarcastico tenuto dall´autore. Per leggere la prima parte di una forma utile a constatare che nell´osservazione dell´autore c´e´parecchia veritá bisognerebbe che il lettore avesse un minimo di conoscenza di discipline metafisiche, esoterismo, filosofia, religioni, e storia "alternativa".
      Purtroppo la signora che risponde, non ha tali conoscenze o infarinature (sarebbe stato interessante per affrontare il discorso di una forma meno critica). Un dato di fatto é che all´interno delle milioni di sfumature di ciascun essere maschile e femminile c´e´comunque per numero, frequenza, o profonditá di comportamento un appartenenza a due insiemi distinti, e per definizione diversi. Quindi uomo e donna sono diversi ... (ho scoperto l´acqua calda ...), sono diversi fisicamente, mentalmente e essenzialmente. Nel suo esercizio mentale l´autore si mette in uno dei due insiemi e inizia a criticare l´altro indicando situazioni e caratteristiche a lui non gradite. Ma se approfondiamo il discorso, non é un dato certo, che le differenze indicate, assumendo che siano vere, siano sempre e in ogni caso negative. Sono solo il modo opposto di agire di chi non le stesse basi di partenza dell´altro insieme. Esempio: "L’uomo è diretto, la donna trasversale". Una lettura superficiale di questa frase, avendo una cultura permeata di principi di una religione positiva quale quella cristiana, ci porterebbe a dire. Diretto é buono in quanto esplicito, evidente ... trasversale é male in quanto implicito, nascosto. Vero !!! Ma non é l´unica interpretazione ... Diretto, é tale perché il soggetto puó permettersi tale comportamento, per convinzione morale, forza bruta etc., esiste comunque nel soggetto una consapevolezza di avere possibilitá di riuscita, basata su pre-requisiti, per poter adottare tale politica diretta. Trasversale, é tale perché se adottassi l´altro comportamento non avrei possibilitá di riuscita, esiste una consapevolezza di svantaggio che mi obbliga o cercare altre vie che mi permettano di non trovarmi in svantaggio. Divertiamoci a cambiare sinonimi alla frase é vediamo come nella nostra cultura capovolgiamo il significato. L´uomo é (diretto) schietto, goffo nel suo buttarsi avanti, brutale, grezzo, non si importa di chi travolge nel cammino ... la donna é (trasversale) diplomatica, aggraziata nel suo cammino, sofisticata, disponibile al cambiamento per non dover scontrarsi nel suo cammino. Con questi termini la frase ha un altro significato. L´uomo diventa male, la donna bene. Questo simpatico giochino si puó fare con tutte le caratteristiche enunciate dall´autore relative ai due insiemi. Caratteristiche che quindi perdono completamente la loro accezione positiva o negativa. Lasciandoci quindi vedere solo due insiemi diversi, a volte troppo superficiali per accettarsi e comunicare. Tale superficialitá sarebbe attenuata e superata se si prendesse in considerazione un semplice concetto: I DUE INSIEMI NON SONO, SOLO DIVERSI (7 é diverso da 5, ma é diverso anche da 9), MA SONO sopratutto DIVERSI E COMPLEMENTARI (perché sono SOLO due, quindi non sono il numero, ma sono il segno che lo precede - al limite il numero potrebbe essere la sfumatura). La parte che non occupa l´uno, lo occupa l´altro - complementari - per volontá/forza o per obbligazione/inerzia. Essendo che volontá/forza assolutamente non é riferito uomo, é obbligazione/inerzia non é riferito donna.
      In genere chi a difficoltá a trattare con l´altro insieme é perché non ha ben chiaro il concetto di complementarietá. Esempi: Se lui/lei decide in una relazione di sopraffare l´altro/a, non puó lamentarsi che diventi piú "intelligente", o che acquisisca una migliore capacitá di aggirare gli ostacoli, é stato lui/lei che involontariamente l´ha allenato/a, con la sua prepotenza. Se lui/lei inizia a occuparsi di qualche aspetto del rapporto in forma esclusiva, non puó poi reclamare che lui/lei non sa fare niente, e lei/lui che lo ha reso inabile etc.

      Nella seconda parte dell´articolo, l´autore continua la critica collocandola nella attualitá dello stesso. Il quadro della realtá non é dato né dalla sue parole, né dalle parole della signora che risponde inviperita, ma é dato dalle due testimonianze insieme (un´altra volta la complementarietá), que danno un panorama triste di conflittualitá insensata. Perché insensata ... ?
      I due autori e sicuramente molti dei loro lettori non hanno presente che tutti i punti indicati sgradevoli nei due articoli sopra, NON SONO COMUNI ALLE PERSONE DI TUTTO IL PIANETA, ossia la situazione attuale del genere umano non é una ineluttabile conseguenza di un opprimente uomo, che schiavizzó la donna con questa che finalmente reagisce, spezzando le catene e iniziando a competere con lo stesso. Questa forse é la realtá dell´Italia, dell´europa, dell´occidente in generale ... MA NON É L´UNICA REALTÁ.
      Gli europei sono tanto fieri della propria cultura che spesso neanche tengono in considerazione che esistono altre culture, quindi altre realtá attuali, quindi altri percorsi storici. Attenzione, le conoscenze superficiali che sono di dominio pubblico nell´occidente circa le altre culture, nei rapporti uomo/donna hanno la pecca di essere fraintese o non ben studiate. Qui analizziamo la conflittualitá e non l´idea, che un determinato lavoro dettato dalla moda, sia rappresentativo della libertá raggiunto dalla donna. Analizzando una cultura dove la maggior parte delle donne preferisce badare alla casa, nel nostro tempo, in europa, verrebbe visto come una cultura retrogada, anche se avesse un indice di conflittualitá bassissimo. Vi posso assicurare che ad esempio in sudamerica tale conflittualitá é bassissima,e in genere c´é, dove arriva piú forte la cultura europea/americana. Se ipotizziamo corretta questa asserzione, allora piú importante, per risolvere questa conflittualitá, non é fare una fotografia istantanea di ció che avviene, ma chiederci che cosa a portato l´occidente a questa situazione. Capire il passato per risolvere il presente. Ció che avvenuto é successo spontaneamente, ossia é l´uomo nel suo piccolo che ha cercato di dominare la donna o é stato pilotato dall´interesse di qualcuno in una trama "cospirativa" di ampio respiro? Nel caso, era un interesse religioso, o economico. Nel caso a chi giova che ci sia conflitto generalizzato tra uomo e donna ? Nel caso perché é successo in Europa e non in tutto il mondo.

      Nel mentre non scannatevi per favore, non ha senso alcuno !

    1. WONGA 10 marzo 2009

      Donne,donne,donne bla,bla,bla,Fini come al solito ha ragione,ma perchè tutte queste parole e poi queste reazioni ridicole...(Dafne Eleutheria...si poteva un nome più radicalshit...i maschietti bip-vuoto,queste cose vengono ripetute da trent'anni)Le quotazioni della figa sono in calo,oramai la bolla della figa con la crisi economica è destinata a sgonfiarsi,non è un caso se questo articolo è EDITO DAL SOLE 24 ORE,indubbiamente sempre più uomini si rendono conto di ciò di cui prima facevano di tutto per non rendersi conto.Presto ci accorgeremo dei lati positivi della crisi.

    1. frankleone 10 marzo 2009

      "Il resto, a parte la questione delle separazioni, è incommentabile, come la risposta della signora Dafne. Usiamo gli spazi di controinformazione per cose più proficue, per favore."

      Quoto in pieno

    1. Tetris1917 10 marzo 2009

      Ripeto ci sta molto di Nietzsche mal digerito da parte del "filosofo" ribelle. Mi sorprende che tale spazzatura venga pubblicata su un sito del genere, cioe' su un sito che ha una dignita'. Per il resto la possiamo mettere come vogliamo, sfruttato e' l'uomo e sfruttato e' la donna; il sesso fa poco testo, nel voler cercare il capo della matassa.

    1. eresiarca 10 marzo 2009

      Purtroppo questo è uno degli esiti del 'cortocircuito occidentale'.
      L'uomo non fa "l'uomo", la donna non fa "la donna", e a fronte della constatazione di un dis-ordine in-tollerabile la 'cura' prescritta da Fini diventa più letale della malattia.
      Se la realtà, dipingendola a tinte forti, può anche essere quella descritta da Fini, da questa non si esce riducendosi alla solitudine, ma riaffermando che in ogni società sana, perché orientata secondo parametri non solamente "umani", gli uomini hanno cercato di fare gli uomini e le donne hanno cercato di fare le donne. Nessun perduto 'stato edenico', ma almeno la consapevolezza che, considerando che uomini e donne non sono uguali ma complementari, o esiste una divisione dei ruoli oppure è il caos, con tutti i disastri esistenziali di cui lo stesso Fini è vittima.
      In un certo senso Fini, che si proclama "antioccidentalista" perché "antimoderno", nel suo "stare solo" dichiara la sua 'sconfitta' in quanto occidentale suo malgrado.

    1. mat612000 10 marzo 2009

      Fini ha redatto "Il manifesto dell'uomo sfigato".
      Probabilmente lo è lui stesso.
      Ci mancava che scrivesse che una donna anche quando la stuprano "sotto sotto ci piace", così potevamo dire che non ci aveva risparmiato niente.
      Penoso.
      In sintonia con tanti altri suoi "interventi".
      Ma perchè certi personaggi così poveri di spirito devono avere visibilità?

    1. Cornelia 10 marzo 2009

      Se sculetti, sei troia.
      Se non sculetti, sei "poco femminile".

      Non sono mai contenti.

    1. AlbaKan 10 marzo 2009

      Che stronz...a!

    1. Eurasia 10 marzo 2009

      ... in un certo senso capisco Fini... inevitabile lo sbroccamento... perchè sinceramente non se ne può proprio più di labbra tette e culi siliconati sbandierati come vessilli di progresso ed emancipazione femminile... di ministre giornaliste e antropologhe subito pronte a gridare "discriminazione" per ogni battito di ciglia degli uomini... d'altro canto idem per gli uomini... palestrati bisex omosessuali trans travestiti... ma che palle... per non parlare di quelli che raggiunti i 65 anni riscoprono con il Viagra una nuova sessualità... e giù proclami e quant'altro... credo sia in atto una pansessualizzazione della società... tutti insieme appassionatamente... nel baratro più profondo... a guardarsi in cagnesco anche quando si fa all'amore... pardon... ora il termine non si usa più... si fa sesso... forse è per questo che non si fanno più bambini...

    1. Andrea_Komunist 10 marzo 2009

      Pur avendo subito qualche brutto colpo sentimentale, un articolo del genere non l'avrei mai potuto neanche concepire. Come la risposta di Dafne, entrambi a corto di argomentazioni tanto da prestarsi ad una discussione appunto da osteria, entrambi. Io propongo una lettura parziale, ma diversa. Le cose sono un tantino legate ad un modo di produzione, il capitalismo, che mercifica tutto, dal lavoro (la merce per eccellenza, braccia e mente, la merce che consente la produzione di plusvalore) alle persone. Il linguaggio di tutti i giorni, la vita quotidiana, deve fare i conti con la mercificazione della stessa. Herbert Marcuse parlava di un uomo ad una dimensione (qui intendo la specie Homo sapiens, ovviamente), solo produttore e consumatore bulimico (e spesso al di là delle proprie possibilità), indotto a ciò da bisogni puramente artificiali. Bene, se è possibile e auspicabile cambiare un telefonino quando il nostro non va più di moda o semplicemente ce ne piace un altro, cosa impedisce di comportarsi in senso così deprecabile anche nelle relazioni umane, affettive o amicali che siano? Possibile che autori come Fini, che immagino non sia a corto di buone letture e con una discreta esperienza di vita possa arrivare a scrivere tali scempiaggini? La donna semplicemente ora fa quello che l'uomo ha sempre fatto, tutto qua (anzi, a livello lavorativo questa parità non è che sia così effettiva poi). Il resto, a parte la questione delle separazioni, è incommentabile, come la risposta della signora Dafne. Usiamo gli spazi di controinformazione per cose più proficue, per favore.

    1. prischia 10 marzo 2009

      Dafne, ma lo capisci o no che non ce la facciamo piu? MEGLIO SOLI, MEGLIO SOLI!

    1. belinda 10 marzo 2009

      ....sì sì, credo proprio di sì!!!!!! massimo, parliamone!!!!!

    1. castigo 10 marzo 2009

      ma LOL.....

      la signora si scandalizza di fini??

      si legga allora questa trilogia....... sempre se resiste ad arrivare in fondo senza farsi venire un accesso di bile, naturalmente.....

      http://www.wolfstep.cc/663/otto-marzodevo-ancora/

      http://www.wolfstep.cc/679/messaggio-alle-femministe-di-ogni-tipo-e-genere/

      http://www.wolfstep.cc/694/emancipazioni/

      buona lettura ;-)

    1. belinda 10 marzo 2009

      ....il punto debole del fine intelletto, ci vorrei parlare di persona con il dott. fini....

    1. mendi 10 marzo 2009

      massimo Fini fa del sarcasmo, anche divertente.
      La buona Dafne lo prende sul serio e risponde petulante, non avendo proprio capito niente.

    1. SempreIo 10 marzo 2009


      Per qualcuno, voi donne dovreste decidervi: o la parità o la felicità.


      Qualora ne aveste la possibilità, scegliete per la felicità e, per favore, contagiateci!

    1. guru2012 10 marzo 2009

      Belle parole di Massimo Fini, scritte di pancia, vere. La risposta di Dafne, faccio fatica a leggerla, sarà che sono figlio degli anni settanta, del “corpo è mio e lo gestisco io” e francamente… Giorni fa era l’8 marzo e ho visto un sacco di titoli sui quotidiani e anche in rete, sulle imprese al femminile, sulla donna-manager e compagnia cantanti. La mia donna, anzi che dico, la donna con la quale vivo fa la maestra e non toccatele il suo lavoro. Ci mette anima e corpo. Io del mio lavoro ne ho piene le scatole, vorrei poter far niente per guadagnarmi da vivere. Io non mi annoio mai, lei invece, mentre fa una cosa, sta già pensando a qualcos’altro condannandosi così ad eterna insoddisfazione. Per questo si muove il mondo? La favola di Adamo ed Eva? Boh, l’unica cosa certa è che il corpo femminile ha una fessura e quello maschile un’estremità. A volte le cose si uniscono e nasce una vita. La donna prende il seme che l’uomo le dà. Il miracolo si compie, altro che donna manager.

    1. Galileo 10 marzo 2009

      Fini, rimango esterefatto davanti a quanto scrive. Incredibile. Le uniche creature al mondo che sanno riempirti una vita con una sola parola o un gesto…e lei preferisce rimanere solo (come si nota che non le passa neanche per la mente di vederle come persone, ma oggetto della sua vita sentimentale).

      Rimanga solo Fini, anzi, mediti su una relazione omosessuale, forse complementerà il suo godimento settoriale mentale.

      Con rispetto

    1. NerOscuro 10 marzo 2009

      Scusatelo: è stato allevato dalla Fallaci.

    1. frankleone 10 marzo 2009

      tante banalità...che pena signor Fini. non meritava nemmeno l'articolo di risposta.

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