UNA RAZZA NEMICA, MEGLIO SOLI

UNA RAZZA NEMICA, MEGLIO SOLI

DI MASSIMO FINI

quotidianonet.ilsole24ore.com

Le donne sono una razza nemica. Bisognerebbe capirlo subito. Invece ci si mette una vita, quando non serve più. Mascherate da «sesso debole» sono quello forte. Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima. Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile. Al suo confronto il maschio è un bambino elementare che, a parità di condizioni, lei si fa su come vuole. E se, nonostante tutto, si trova in difficoltà, allora ci sono le lacrime, eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni.

A seguito: “Massimo Fini: le donne sono una razza nemica. Qualche commento su questa dichiarazione da osteria (Dafne Eleutheria);

Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento — quando le cose funzionano — è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale («Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa» scrive Sartre). La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente «liberate» sono diventate davvero insopportabili. Sono micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto. Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. Stan lì a «chiagne» ogni momento sulla loro condizione di inferiorità e sono piene zeppe di privilegi, a cominciare dal diritto di famiglia dove, nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada. E pretendono da costui, ridotto a un bilocale al Pilastro, alla Garbatella, a Sesto San Giovanni, lo stesso tenore di vita di prima.

Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini («si vede tutto e di più» cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro.
Basta. Molto meglio restare soli.

Massimo Fini

Fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/

Link: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/03/08/156544-razza_nemica_meglio_soli.shtml

8.03.2009

MASSIMO FINI: LE DONNE SONO UNA RAZZA NEMICA. QUALCHE COMMENTO SU QUESTA DICHIARAZIONE DA “OSTERIA”


DI DAFNE ELEUTHERIA

francydafne.blog.lastampa.it

In riferimento all’articolo di Massimo Fini “Una razza nemica, meglio soli” pubblicato su “Il Resto del Carlino” mi viene da scrivere, di getto, con il consueto stomaco anziché il cervello… quanto segue…

Curioso questo scritto di Massimo Fini, se a fine articolo non avessi letto la sua firma avrei pensato che l’avesse scritto una mia amica lesbica che trova insopportabile il mondo femminile ed attratta da quello maschile al punto da dirmi sempre che “se rinasco, voglio nascere maschio ed essere gay”. Questo a testimonianza del fatto che donne e uomini non sono rubricabili sotto un’identica voce, non ci sono “donne” e “uomini”, ma infinite tipologie di donne e infinite tipologie di uomini, senza contare poi l’altissimo numero di sfumature di genere che rendono tanti esseri umani tutt’altro che uomini o donne. Ma torniamo a noi.

Il quotidiano presenta questo articolo come una “provocazione”. Non so se questa “premessa” farà piacere allo scrittore Fini, infatti penso che quanto egli scrive non sia una semplice provocazione, ma un vero e proprio approccio alla questione di cui si occupa. E si parte subito alla grande: “Mascherate da «sesso debole» sono quello forte”. A parte il fatto che questa maschera potrebbero avergliela affibbiata i maschi, effettivamente me la sono sempre presa con Madre Natura per il fatto che – indubbiamente – l’uomo, a parità di altezza, di età, di costituzione fisica (so bene che questi dettagli sono privi di valore, perché l’età, l’altezza, ecc. non c’entrano, ma voglio proprio fare un discorso “alla pari”, decisione senz’altro artificiosa, ma nell’economia del discorso che sto facendo va bene così) sia più forte della donna. Perché – le ho sempre chiesto a questa Madre matrigna – hai fatto in modo che ci fosse un rapporto così insopportabilmente asimmetrico fra uomo e donna? Un uomo e una donna, uno di fronte all’altra, a mani nude, senza che nessuno de’ due conosca le arti marziali, presi nella loro quotidianità. A meno che la donna non riesca – accidentalmente – ad assestare un colpo repentino ed efficace in un punto debole dell’uomo che lo metta KO per il periodo di tempo necessario che le permetta di scappare, non ci sono speranze: pugni, schiaffi, calci nelle gambe e nello stomaco tanto per far capire chi comanda e chi gestisce la questione e poi, una volta ridotta la vittima ad uno zero, lo stupro. Ma non è necessario giungere a tali eccessi per dimostrare la superiorità fisica dell’uomo, è sufficiente dare un’occhiata alle performances sportive per vedere chi è più forte. Quindi, per quanto questo possa dare fastidio al signor Fini, la donna è più debole dell’uomo da un punto di vista fisico. Invece lo scrittore dice che è il sesso forte, dopo tutto, essendo attrezzate per partorire, le donne sono più robuste e vivono sette anni di più. Notizia che viene messa in relazione con il fatto che la donna vive di più ma va in pensione prima. Però non aggiunge che questo riguarda solo le donne italiane dal momento che in Europa le cose stanno un tantino diversamente. Ma vediamo un attimo queste frasi.



Una persona è attrezzata per partorire, quindi è più robusta. Boh, può anche essere. La donna vive sette anni in più rispetto all’uomo. Questo è vero, probabilmente le donne hanno troppe cose a cui pensare per poter morire così presto, se gli uomini facessero un decimo di quello che fanno le donne forse anche le lancette della data della loro morte si sposterebbero più avanti. Infine la legislazione tutta sbilanciata a favore delle donne: signor Fini, esca dai suoi libri e si faccia una passeggiata in giro per la città. Un’occhiata dalla pediatra, il 90% de’ genitori che accompagna il proprio figlio ammalato sono mamme. Un’occhiata nei giardini, la stragrande maggioranza de’ genitori che porta i propri figli sono mamme. Un’occhiata alle feste di compleanno: quasi tutti i genitori presenti sono mamme. E poi i compiti, le settimane passate a letto col bimbo ammalato, cucinare, lavare i vestiti, comprarli…. E invece lei, tomo tomo, cacchio cacchio, con caustica ironia osserva: “figli quando si degnano ancora di farli”. Ma li faccia lei i figli in queste condizioni! Vogliamo alzare l’età pensionabile anche per le donne? Va benissimo, ma allora, dal momento che è un’utopia trovare loro un compagno affidabile che le coadiuvi nelle mille incombenze della quotidianità, concediamo loro tutta una serie di possibilità grazie alle quali possano essere donne, madri e lavorare fino a 65 anni di vita senza scoppiare. Come avviene in Europa, fra l’altro, non stiamo certo chiedendo la luna.

Ma procediamo: “Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile.” A parte il fatto che nella mia vita ho sempre riscontrato il contrario, l’uomo, in quanto incapace di prendere di petto le situazioni in genere si cela dietro arabeschi spesso al limite della decenza, mentre la donna affronta le questioni senza ambiguità e in maniera chiara e cristallina, quello che non convince è l’adesione a determinati valori considerati universali. Qui si afferma che ciò che è diretto, lineare, sondabile, non sfuggente e prevedibile è il bene, il contrario rappresenta il male. E questo chi l’ha deciso? Il signor Fini o qualche libro sacro di cui ignoro l’esistenza?

Altro pensiero discutibile: “Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento — quando le cose funzionano — è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale («Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa» scrive Sartre).” Sarebbe interessante dimostrare quanto si afferma, sono le donne ad avere messo gli uomini dalla parte della domanda? O bella, e questo quando è successo? In quale epoca? In quale cultura? Si scade comunque nei classici “modi di dire”, che cosa vuol dire che il loro godimento è totale e quello degli uomini settoriale, al limite mentale? E poi mentale… se penso a certi maschietti che conosco, forse hanno un godimento mentale a causa del loro cervello intasato di testosterone… tanto per rispondere ad una battuta con una battuta. Che il sesso piaccia e interessi più alle donne che agli uomini… beh, mi sembra proprio un modo di dire che lascia il tempo che trova.

Assai più interessante quanto scrive successivamente: “La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile.” Sarebbe interessante ricordare che Dioniso è un Dio, non una Dea, e questo qualcosa dovrebbe voler dire. E’ comunque interessante far notare che chi impazzisce all’interno della famiglia ed uccide moglie, figli e quant’altro è, di solito, l’uomo. E questo il signor Fini non lo dice. Infatti, chi calpesta la nobile divinità di Dioniso finisce con l’essere calpestato, Dioniso è un Dio vendicativo, che non ammette che ci si dimentichi di Lui. Le donne questo lo sanno e ci convivono. Quindi, saggezza vorrebbe che anche i maschietti guardassero al modello orgiastico, caotico e dionisiaco della vita e mediassero con la loro quotidianità così ben irreggimentata ad un ordine assolutamente, a mio parere, contro natura. Dalle donne i maschietti avrebbero tanto da imparare, ma preferiscono abbandonarsi ai lai e alle querimonie del signor Fini. Signor Fini, non dimentichi Euripide, non dimentichi la sua ultima opera che fu proprio (è solo un caso?) “Le Baccanti”, in cui il razionalismo maschile di Penteo, re di Tebe, viene letteralmente fatto a pezzi dal dionisismo femminile di sua madre Agave. Non dimentichi che Euripide era un uomo, non una donna, ed è un uomo che, prima di morire, ribadisce la vittoria di Dioniso.

Poi il signor Fini scende nel grottesco: “Ma adesso che si sono finalmente «liberate» sono diventate davvero insopportabili.” Ammetto che dice una cosa importante che pochi sono disposti ad ammettere: le donne si sono liberate. Infatti, le donne hanno sempre vissuto le discriminazioni e le ingiustizie sulla propria pelle e da sole ne stanno uscendo fuori. Probabilmente il signor Fini preferisce il sano modello patriarcale de’ tempi andati, in cui le donne conoscevano la loro “diversità” fin dall’infanzia e veniva insegnato loro come praticarla in modo da poter diventare brave mogliettine, brave madri e poi brave nonne. Eh, il buon vecchio mondo rurale, che bei tempi… di merda!
Poi un po’ di battutine alla Benigni: “Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli” senza ricordare che la carrieruccia da segretaria (non sapevo che le donne che trovano un lavoro sono solo segretarie e basta, oppure è solo questo lavoro che giustifica il giudizio in merito?) dà loro la possibilità di guadagnare abbastanza per sentirsi autonome, per potersi permettere qualcosa senza dover sempre chiedere, chiedere, chiedere, come avveniva quando erano casalinghe. E poi, povero maritino, povero compagno, privati dell’istinto materno, che fa comodo quando si vuole. Se i maritini e i compagnucci si comportano con il dovuto rispetto non hanno proprio nulla da temere, anche nello sfortunato caso in cui la propria compagna o moglie dovesse diventare all’improvviso una segretaria.

Quanto afferma successivamente il signor Fini, invece, è l’unica cosa sensata che, finora, ho letto: “nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada.” Ho un amico che, attualmente, sta vivendo una situazione simile e provo una pena infinita verso di lui, ma non dobbiamo dimenticare che le leggi le fanno gli uomini, non le donne. Speriamo veramente che in futuro anche i papà contribuiscano maggiormente in termini di tempo, di educazione, di qualità, di amore verso i propri figli, in modo che finalmente tutti si accorgano che non solo ad una madre, ma anche ad un padre, possono essere affidati i figli, in modo che si possa giungere ad una legge che porti ad una effettiva parità anche in questo campo.



Avviamoci alla conclusione: “Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini («si vede tutto e di più» cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro.” Si parte citando Sartre e si finisce citando gli 883, quasi a testimonianza del fatto che, alla fin fine, si ha a che fare con il solito articolo da osteria. Qui purtroppo si mettono in burletta questioni molto serie. Di innocenti carezze i vari maschietti ne fanno una infinità alle proprie colleghe e nessuna ha mai fatto denunce per molestie sessuali (il fatto che sia avvenuto qualche volta qua e là per l’Italia non vuol dire che sia una regola), si sa che lo stalking è qualcosa di ben diverso da due chiamate al cellulare e che, comunque, anche quando le donne vivono nell’angoscia (altro che due squilli di telefono) e si rivolgono alle istituzioni, si sentono rispondere picche. Inoltre, le donne sono abituate a dover sopportare ben altro che qualche innocente fischio e nessuno è finito in galera per stupro per via di questo “delitto”. La verità è che trovo questo articolo del signor Fini piuttosto piagnone e vittimista, sì, uno scritto decisamente frignone.

Infine la chiusa: “Basta. Molto meglio restare soli.” Esattamente quello che dicono le separatiste. Non avrei mai pensato che Fini potesse essere un separatista. Incredibile!

Dafne Eleutheria

Fonte: http://francydafne.blog.lastampa.it/

Link: http://francydafne.blog.lastampa.it/dafneblognews/2009/03/massimo-fini-le-donne-sono-una-razza-nemica-qualche-commento-su-questa-dichiarazione-da-osteria.html

10.03.2009

Commenti (84)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Niccolauser 28 agosto 2012

      Cara Dafne,se posso dire la mia,
      non concordo affatto col Sig. Fini per l'estremismo dell'articolo, non amo affatto le irritanti generalizzazioni sui sessi. Infatti leggendo le prime righe della tua replica concordavo in pieno. Mi dici: "Donne e uomini non sono rubricabili sotto un'identica voce, non ci sono donne e uomini, ma infinite tipologie di donne e infinite tipologie di uomini, senza contare poi l'altissimo numero di sfumature di genere che rendono tanti esseri umani tutt'altro che uomini o donne". Molto bene.
      Ho dovuto ahimè constatare che sei scaduta poi in un banalissimo e desolante elogio del sesso femminile, scontatissima e orgogliosa difesa della categoria.
      "Se gli uomini facessero un decimo di quello che fanno le donne", "Dalle donne i maschietti avrebbero tanto da imparare"… Dunque, come conosco (e frequento) donne capacissime a cui affiderei me stesso, ho conosciuto donne che non sapevano fare un cacchio e da cui in tutta franchezza non sentivo di avere niente da imparare (se non forse come mettermi il fondo tinta e il rimmel in modo corretto, ma io non li uso). Stessa cosa riguardo a uomini che ho incontrato. Io stesso mi sono sentito sia più capace di certi uomini e certe donne, sia inferiore a loro.
      Ho pure conosciuto donne costituzionalmente incapaci di prendere le cose di petto e in maniera cristallina e uomini che mi hanno insegnato a essere piu diretto nell'agire. il ragionare per "arabeschi" non ha sesso nè età.
      Se mi attaccano la categoria maschile in senso lato: "gli uomini fanno questo e quest'altro etc"… io non mi offendo per nulla, mi offendo solo se vengo attaccato direttamente nelle mie peculiarità come persona, se mi imputano difetti che ritengo di non avere, altrimenti potrebbe essere un segnale che le critiche, seppur generali, mi toccano nel vivo, quindi sotto sotto sono vere.
      Saluti
      Niccolauser

    1. FrancyDafne 29 giugno 2009

      Finalmente ho pubblicato sul mio blog la mia risposta. La si può leggere cliccando sul seguente link:
      http://francydafne.blog.lastampa.it/

      Questo è l'incipit:

      Finalmente ho risposto alle critiche, agli insulti, alle calunnie di chi si diverte a fare i conti senza l’oste. E mi sta anche bene, così imparo a toccare certi “mostri sacri” dell’informazione come il dottor Massimo Fini.
      Qui di seguito presento la mia risposta a 18 interventi che mi tirano in ballo, nell’ordine: guru2012, mendi, castigo, prischia, Andrea Komunist, wonga, xmas, zufus, pietro200, Hassan, GioCo, Santaruina, Drachen, Rodelli, albertgast, frankleone, Pausania e cloroalclero.
      E per oggi la “gang bang” di turno è a posto.

      P.S. Una piccola curiosità. Curiosando per il blog del gestore che ha prelevato questo mio articolo e l’ha pubblicato dandolo in pasto a tanta brava gente così desiderosa di comunicare, ho notato, in fondo alla pagina, un elenco di blog. Ad un certo punto ho letto la parola “Kelebek”. “Wow”, ho pensato, “c’è anche il blog del mio amico Miguel Martinez”. Ebbene, pensate che se provate a cliccare sul link del blog del signor Martinez, vi ritrovate in una bella home page di colore giallo (il mio colore preferito fra l’altro) e in fondo a destra potete leggere che vi sono alcune persone elencate sotto la voce “I saggi”. E infine, sorpresa! fra i saggi compare il mio nome, e cliccando il mio nome si finisce dritti dritti nel mio blog. Inutile dire che non ho mai chiesto al signor Martinez di fare pubblicità al mio blog, e chissà che, leggendo le grandi verità che scrivete su di me, il signor Martinez finalmente si ricreda e condanni all’oblio questo mio piccolo spazio di Libertà.
      Com’è piccolo il mondo, vero?

    1. FrancyDafne 13 giugno 2009

      Salve signor Truman. Uhm.... diciamo che l'unica cosa che mi è sembrata strana è stata quella di aver ritrovato un mio articolo in un altro forum. Io non conosco i motivi per i quali la redazione ha deciso di copiarlo e incollarlo qui nel loro sito, tuttavia che non tutti i/le lettori/rici la pensino allo stesso modo penso sia fondamentale affinché possa iniziare un dibattito. Quanto all'ultima frase, la penso esattamente come lei, dopo tutto sono una persona libertaria, e quindi Libertà, Libertà e Libertà sovra ogni cosa. Anche quella di rispondere alle critiche ricevute (ho quasi terminato).

    1. Truman 12 giugno 2009

      Potrà sembrare strano, ma qui gli articoli li posta la redazione, mentre i commenti sono degli utenti.

      Evidentemente il commento all'articolo di Fini alla redazione è sembrato interessante, ma non tutti i lettori la pensano allo stesso modo.


      Potrà essere gradito o meno, ma qui si fa di tutto per evitare di censurare i commenti.

    1. FrancyDafne 9 giugno 2009

      Ho appena aggiornato il mio blog con un nuovo articoletto dal titolo:

      "Come Don Chisciotte", un forum in cui ho casualmente ritrovato un mio articolo commentato e criticato".

      Spiacente se, dopo ben tre mesi, ritiro fuori un argomento che - giustamente - era finito nel dimenticatoio morto e sepolto. Nei giorni seguenti cercherò di rispondere a tutte le critiche che ho letto.
      Intanto, di seguito, incollo l'ultima cosina che ho pubblicato sul mio blog.
      Ciao ciao

      Vorrei segnalare ai/lle lettori/rici del mio blog che un certo Claudio Ciani, tre mesi fa, mi ha scritto una email per mettermi al corrente che aveva copiato il mio commento all’articolo di Massimo Fini e l’aveva incollato nel suo sito “Politicamente.net.”, forum che potete consultare cliccando sulla seguente URL:
      http://www.ibfree.org/index.php?forum=politicamentene&showtopic=166

      Mai avrei potuto immaginare – e la mia sorpresa è stata veramente grande – che la stessa cosa l’aveva fatta, negli stessi giorni, un certo Davide sul suo forum dal titolo “Come Don Chisciotte”:
      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5667

      E’ successo che oggi, nell’ambito di una lezione dedicata al VII modulo per il conseguimento del patentino “ECDL”, mentre l’insegnante ci spiegava la differenza fra i motori di ricerca “Google” e “Altavista”, ho provato a digitare il mio nick name nel campo di ricerca di “Altavista”, cosa che non avevo mai fatto prima d’ora. Nella videata che si è presentata ai miei occhi, nell’ultimo link dell’elenco (quando si dice il caso….) ho letto, con mio grande stupore:
      “ComeDonChisciotte - UNA RAZZA NEMICA, MEGLIO SOLI”
      Sul momento ho addirittura provato un po’ di piacere al pensiero che il gestore di quel forum, avendo trovato interessante quanto avevo scritto, aveva deciso di segnalare il mio semplice articoletto all’attenzione delle persone iscritte nel suo forum, ma quando ho letto i commenti che sono stati così garbatamente dedicati alla mia “fatica letteraria”, ho immaginato che più che l’interesse, ciò che aveva spinto il signore in questione a utilizzare il mio scritto, era stata la possibilità di solleticare la sarcastica verve de’ gentlemen che animano la sua allegra comunità. Un jeu d’esprit insomma, non certo un momento di confronto fra posizioni diverse su un argomento stimolante.
      Una delle critiche più curiose che mi sono state rivolte è stata quella di aver perso il mio tempo nell’inutile risposta che avrei dato all’articolo di Massimo Fini. E’ vero, ne convengo, sono una persona che sciupa spesso e volentieri il suo tempo, e lo sciupa così bene da aver deciso di leggere tutti i commenti e di rispondere a tutti quelli che la tirano in ballo.

    1. albertgast 12 marzo 2009

      Wall street, quante donne ci vede?
      http://diversityjobs.com/files/images/le_floor_de_Wall_street.jpg
      .....................Tokio
      http://temporeale.libero.it/libero/news/img/big/epa30xf9X_20081230.jpg............Londra http://www.piazzaffari.info/wp-content/uploads/2008/08/london-metal-exchange.jpg........Federal reserve, quante direttrici donne ci vede? 1914-1916 Charles Hamlin
      1916-1922 William P. G. Harding
      1923-1927 Daniel Richard Crissinger
      1927-1930 Roy A. Young
      1930-1933 Eugene Meyer
      1933-1934 Eugene R. Black
      1934-1948 Marriner Stoddard Eccles
      1948-1951 Thomas B. McCabe
      1951-1970 William McChesney Martin, Jr
      1970-1978 Arthur Burns
      1978-1979 William Miller
      1979-1987 Paul Volcker
      1987-2006 Alan Greenspan
      2006- Ben Bernanke
      .....................
      Banca d'Italia
      Governatori (dal 1928)
      Bonaldo Stringher (1928 - 1930)
      Vincenzo Azzolini (1931 - 1944)
      Luigi Einaudi (1945 - 1948)
      Donato Menichella (1948 - 1960)
      Guido Carli (1960 - 1975)
      Paolo Baffi (1975 - 1979)
      Carlo Azeglio Ciampi (1979 - 1993)
      Antonio Fazio (1993 - 2005)
      Mario Draghi (dal 2006)
      ...............
      Ok, ok, ho voluto divertirmi un po'......cmq donne nemmeno l'ombra. Nemmeno io ci vedo nulla di male nelle differenze fra uomo e donna. Anzi, meno male che ci sono!Voi maschietti, però, smettetela di fare i vittimoni giganti, che non vi si confà.

    1. Ascanio_il_Maltese 12 marzo 2009

      Degna di plauso questa considerazione. Mi associo.
      Quando si parla di animali eterogenei come il leone e la pantera (entrambi predatori ma con comportamenti e usi diversi) l'unica cosa che si può dire è che tra di loro possa instaurarsi un rapporto di comune beneficio che nel caso dell'uomo si tradurrebbe con l'accoppiamento, visto che non sono presenti animali in natura più “vicini” all'uomo come lo è la donna. Il mondo che la donna vive è stato costruito fondamentalmente dall'uomo unicamente. Le eccezioni non cambiano la regola. Con questo non significa che la donna sia declassata da quello che è: nessuno dice che il gabbiano sia migliore o peggiore della rondine. Appartiene ad un'altra famiglia. Quando si tratta di decisioni e cambiamenti il compito è affidato a chi lo ha sempre fatto sin dall'inizio dei tempi. Ad ognuno il suo compito. Se poi il deterioramento della società fa filtrare fino a portare la donna nei centri di potere a lei estranei per natura, allora poco a poco si avrà la degenerazione del sistema tutto. Non a caso le culture musulmane le hanno messe unicamente dove devono stare. Un solo singolo errore potrebbe nel tempo significare l'inizio del declino. Per cui l'estremismo si palesa da sé. La nostra società ormai è compromessa irreversibilmente.
      E' altresì ridicolo sentir dire che le donne sono da sempre state vittima di repressioni causa principale la forza fisica che l'uomo ostentava nei loro confronti.
      Le donne non “donne” nella storia si son sapute imporre alla stessa stregua dell'uomo perchè proprio non avevano le prerogative comuni delle altre donne. Quindi erano più vicine agli uomini nel modo di pensare ed agire. In tutto. Quindi il sentimento che sorge nelle menti di loro stesse dopo affermazioni tali, e cioè di parte lesa ed offesa, è ingiustificato.
      Come affidare al proprio cane il compito di effettuare la vendita allo stoploss dei 12,000 punti dell'indice il quale dovrebbe cliccare al momento giusto. Il cane dopo esser stato sgridato per non aver eseguito correttamente l'ordine se ne andrebbe offeso e confuso...
      Non se ne vogliano le donne per queste affermazioni.
      L'esempio è chiaro.
      Complimenti all'autore dell'articolo.
      Era ora di render noto uno dei mali che affligge la società moderna se si vuole impostare e progettare la base per un qualcosa di migliore. L'importante è imparare dagli errori.
      Si può vedere cosa dice Arthur Schopennauer nel “Mondo come volontà e rappresentazione” dove nei supplementi dedica un capitolo intero sulle donne.
      Non si credano importanti solo perchè si vedono così strombazzate e presenti in ogni pubblicità. E' solo commerciale. L'uso fatto di loro è esclusivamente di esca per attrarre e colpire. Come il vermicello sull'amo da pesca. Bel podio nevvero?
      Dove sono finite le vere donne di una volta? Quelle che passavano 3 ore con il mestolo sul parolo di rame a girare la polenta? Quelle che avevano sotto controllo ogni cm della dimora loro e dei loro mariti che tornavano esausti dal lavoro e oberati dai loro problemi?
      Saluti

      P.S.: Non sono omosessuale. Le donne mi piacciono pure tanto. Ma quelle “pure”. Quelle esenti dal mostro che si è impossessato delle loro menti che le dondola come marionette idiote e pure contente!!

    1. Guajiro 12 marzo 2009

      Avra' anche litigato con la tipa .. sara' anche banale e istintivo pero' miiii.... c'ha ragggione, il fatto e' che gestire una donna non e' facile, provare per credere.. nel dubbio lasciate stare...

    1. Drachen 12 marzo 2009

      non sapevo che gli investitori fossero tutti maschi, i dirigenti americani tutti maschi, gli operatori tutti maschi.
      ho qualche dubbio in proposito.
      inoltre era palese che Fini si riferiva a regole morali che stridono con gli istinti naturali. perchè una regola morale implica poter arrivare al sacrificio della vita (l'istinto di morte maschile) che si contrappone alla femmina vitale (istinto di conservazione).
      in questa differenza non c'è nulla di male, tranne che per le femministe.

    1. cloroalclero 12 marzo 2009

      io invece trovo queso parallelismo col crack finanziario estremamente interessante...

    1. Drachen 12 marzo 2009

      vale anche per le donne con il padre, o loro sono esseri superiori?

    1. Drachen 12 marzo 2009

      ancora? "livore personale" ?
      insomma o contestiamo le idee di Fini, ma contestare l'interlocutore insinuando cose del genere è degno di Porta a Porta.
      1) Le acquisizioni tecnologiche sono condizione sine qua non dell'emancipazione femminile. Ciò ovviamente, per chi pensa che il
      livello naturale sia essenza dell'umano, è negativo.
      O si assumono posizione liberticide per l'individuo o si accetta la decrescita totale. Strano che siano quasi tutti uomini quelli che optano
      per un ritorno al "selvatico".
      2) Il conflitto tra i sessi non si risolve negando le caratteristiche peculiari maschili e femminili. Caratteristiche che, in forme diverse e a volte patologiche, continueranno a manifestarsi. L'Aventino dei maschi in Italia,
      oppure la situazione dei norvegesi, gli hikkikomori in Giappone, ecc.
      3) la società è maschilista nel materialismo che le donne propugnano,
      ma non è maschilista in tutto l'inespresso che ci sta in mezzo.
      nei rapporti sociali, nella cultura, nelle parole, nei media, la società
      è fortemente femminilizzata. c'è il rifiuto totale del "maschio" come archetipo (il maschio è rude, grezzo, violento).
      o si comincia a capire che rude, grezzo e violento sono tratti essenziali
      dell'individuo maschio (ovviamente senza cadere in estremi) o
      saremo sempre daccapo.
      4) soluzioni? o si supera il concetto di coppia, portando conseguentemente alla sterilizzazione di fatto della società, o i ruoli
      torneranno a essere determinanti. è bene che questo sia ben chiaro.
      5) un uomo, che non abbia potere sul figlio, evita di fare figli.
      e ha ragione. le cose si fanno per interesse, che può essere reciproco o no. quale vantaggio ha, ad oggi, un uomo nello sposarsi e fare figli?

    1. Drachen 12 marzo 2009

      se tu leggessi M.Fini, sapresti che la seconda parte del discorso è "l'uomo sta diventando ambiguo come una donna".
      è ovvio che in un sistema in cui la linearità è considerata rude e gretta,
      la gente tende ad adeguarsi.
      mi sembra ovvio.

      per il resto trovare dei parallelismi sulla psicologia maschile e il crack finanziario è degno di un romanzo fantasy.

    1. Drachen 12 marzo 2009

      se è per questo gli uomini uccidono più altri uomini che donne.
      gli uomini che muoiono per violenza son più delle donne.

      decidetevi: o gli esseri umani sono tutti uguali (ed allora non ha
      senso evidenziare il sesso della vittima e del carnefice),
      opuure cominciamo a fare dei distinguo in base al genere, alla razza, o alla religione.
      conta davvero se la vittima è una donna?
      cioè se morisse un rumeno, conterebbe diversamente che se fosse
      ucciso un italiano?

      queste due misure differenti tipicamente della sinistra mi fanno vomitare.
      è ipocrisia bella e buona.

    1. albertgast 11 marzo 2009

      Non mi sarei aspettata che un articolo come questo, che io avevo percepito come una "stupidata" da bar, ricevesse tante risposte. Che invece si stroncassero le critiche di Eleutheria sì, invece, ci avrei giurato. Già mi è capitato di leggere su questo forum quello che una gran parte dei maschietti pensa, quindi niente di nuovo. Dice Fini ad un certo punto: " L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina". Mah.....forse lui non ha mai lavorato in uffici dove c'erano uomini e donne, oppure io sono stata particolarmente sfortunata, perchè le "serpentate" che ho visto fare da certi uomini, per fare le scarpe al capo, o anche ad un semplice collega, erano da premio Oscar. Sul godimento, totale o settoriale, beh...anche in questo caso non credo si dovessero colpevolizzare le donne......Magari dovrebbe prendersela con Quello Lassù, che ci ha fatti in un certo modo. Dice che le donne non hanno regole? Qui davvero è ilare, perchè stiamo proprio vedendo in questi giorni che un mercato, quello finanziario, saldamente detenuto dal genere maschile, non solo si è liberato di qualsiasi regola, ma ha anche portato il tutto alle estreme conseguenze per il mondo intero...... Il diritto di famiglia....Ahhhhh ecco perchè mio marito non ha mai parlato di volersene andare!!!! Una cosa che gli ho sempre detto, anzi spergiurato, è che in caso di divorzio i figli avrebbe dovuto "pupparseli" lui...... :)))))))

    1. albertgast 11 marzo 2009

      l'infanticidio è un crimine statisticamente femminile.....sì, tanto quanto l'uccisione di una donna è statisticamente maschile e più frequentemente perpetrato dal compagno/marito/fidanzato/ex....

    1. idea3online 11 marzo 2009

      Non si riferiva alla brave donne che ci sono, ma alle donne descritte dal Saggio che sono la maggioranza che popolano il GLOBO......

    1. cloroalclero 11 marzo 2009

      Personalmente, ho preso le parole di Fini non come una provocazione ma come uno sfogo. E, sarà un limite mio, vi ho ravvisato un livore personale (che ci sta) portato però al livello paradossale del discorso socio-politico sulla competizione tra sessi.
      Nel momento in cui la civiltà borghese ha portato il metro significazionale sul versante dei "diritti" la donna borghese è stata la prima a mettere in discussione i ruoli familiari propri del mondo borghese.

      Oggi ci troviamo, ancora e piu' che mai, in una società borghese che si è evoluta passando per il confronto con il marxismo storico (ricordo che la russia di Lenin resta all'avanguardia, nella prima meta' del XX secolo per il riconoscimento delle specificità femminili e nella risposta politica ad esso) e creando verso i suoi aspetti piu' radicali (l'esproprio per la borghesia, dei mezzi di produzione ) gli opportuni anticorpi.
      Oggi la psicosi consumistica ha ricoperto come un magma nuovo, ogni significato sociale legato al riscatto delle moltitudini. Diciamo che la borghesia, il cui potere si forgia delle acquisizioni tecnologiche, scientifiche ed economiche che hanno accompagnato l'affermazione della "civiltà dei diritti" di matrice illuministica, oggi impera incontrastata, trovando solo resistenze interne ad essa.
      La "femminilizzazione" dell'uomo cui accenni è vera, ma la sua causa non sta in chissà quali rovesciamenti archetipici: secondo me essa è semplicemente la conseguenza della necessità di rendere le abitudini maschili quanto piu' commercializzabili possibile: palestre, creme, accessori, abiti, merci status symbol. Per il resto la società è rimasta maschilista perchè la competitività, la "forza" (hegelianamente intesa) come connessione delle dialettiche, l'esaltazione della rappresentazione-merce (a misura della sessualità maschile, che è soprattutto visiva) non sono mai state messe in discussione, anzi, sono state promosse a livello culturale, come i perni della civiltà occidentale.
      Se da un lato è vero che il femminismo è figlio dell'illuminismo perchè trova il suo movente nella valorizzazione dei diritti umani, è vero anche che esso è stato sconfitto (o comunque molto neutralizzato in quanto alle sue possibilità) dal sacro terrore che le donne facessero lo "sciopero dell'utero" ossia che non procreassero piu'.
      Questo paventare continuamente il "contrasto" tra i sessi come il peggiore dei mali è un condizionamento come altri, di quelli che impediscono a certi significati veramente radicali e potenzialmente "rovescianti" di passare dal "razionale" al "reale" come avremmo tutte auspicato.
      Ma il femminismo non è affatto morto. E' pronto a risorgere, meno folkloristico di prima ma non meno dirompente.
      Per questa ragione penso che lo sfogo-o come la vuoi chiamare tu "provocazione" di Fini, che per certi altri versi è uno scrittore che stimo, sia proprio fuori luogo, come controinformazione. A meno che non si volesse dichiarare antifemminista esplicito.
      Le obiezioni di Dafne Eleutheria, a parte la storia di DIoniso (ma il femminismo cos'è se non la rivendicazione dionisiaca di una fisicità diversa, fuori da ogni regola perbenista?) mi paiono sensate. Forse l'articolo di Fini non meritava, semplicemente, una risposta.

    1. stonehenge 11 marzo 2009

      Fini ha ragione, secondo me è un dato di fatto che le donne moderne hanno perso la femminilità...in molti casi la donna emancipandosi ha preso le cose più brutte dell'uomo e perso quelle più belle di una donna, diventando un ibrido non più affascinante come un tempo...ed è solo l'istinto sessuale che riesce ancora ad attrarre i due mondi.
      Sono convinto che senza il bisogno riproduttivo gli uomini starebbero con gli uomini e le donne... si scannerebbero tra loro...

    1. achab 11 marzo 2009

      Alla fine della fiera , il rapporto che noi uomini abbiamo con le donne ,quello che ci attendiamo da loro, le nostre aspettative spesso frustrate, dipendono tantissimo dal rapporto che abbiamo avuto con un'altra donna nostra madre. In questi risentimenti maschili vedo l' ostinazione del bambino che si rifiuta di crescere, stavolta l'anticonformista M.Fini mi sembra portatore di un pensiero quanto mai banale, una provocazione da osteria direi, mi ricorda le discussioni nei bar qui in romagna, fra vitelloni in un finestagione dal melanconico sapore felliniano.

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