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UNA RAZZA NEMICA, MEGLIO SOLI

DI MASSIMO FINI

quotidianonet.ilsole24ore.com

Le donne sono una razza nemica. Bisognerebbe capirlo subito. Invece ci si mette una vita, quando non serve più. Mascherate da «sesso debole» sono quello forte. Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima. Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile. Al suo confronto il maschio è un bambino elementare che, a parità di condizioni, lei si fa su come vuole. E se, nonostante tutto, si trova in difficoltà, allora ci sono le lacrime, eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni.

A seguito: “Massimo Fini: le donne sono una razza nemica. Qualche commento su questa dichiarazione da osteria (Dafne Eleutheria);

Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento — quando le cose funzionano — è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale («Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa» scrive Sartre). La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente «liberate» sono diventate davvero insopportabili. Sono micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto. Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. Stan lì a «chiagne» ogni momento sulla loro condizione di inferiorità e sono piene zeppe di privilegi, a cominciare dal diritto di famiglia dove, nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada. E pretendono da costui, ridotto a un bilocale al Pilastro, alla Garbatella, a Sesto San Giovanni, lo stesso tenore di vita di prima.

Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini («si vede tutto e di più» cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro.
Basta. Molto meglio restare soli.

Massimo Fini
Fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/
Link: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/03/08/156544-razza_nemica_meglio_soli.shtml
8.03.2009

MASSIMO FINI: LE DONNE SONO UNA RAZZA NEMICA. QUALCHE COMMENTO SU QUESTA DICHIARAZIONE DA “OSTERIA”

DI DAFNE ELEUTHERIA
francydafne.blog.lastampa.it

In riferimento all’articolo di Massimo Fini “Una razza nemica, meglio soli” pubblicato su “Il Resto del Carlino” mi viene da scrivere, di getto, con il consueto stomaco anziché il cervello… quanto segue…

Curioso questo scritto di Massimo Fini, se a fine articolo non avessi letto la sua firma avrei pensato che l’avesse scritto una mia amica lesbica che trova insopportabile il mondo femminile ed attratta da quello maschile al punto da dirmi sempre che “se rinasco, voglio nascere maschio ed essere gay”. Questo a testimonianza del fatto che donne e uomini non sono rubricabili sotto un’identica voce, non ci sono “donne” e “uomini”, ma infinite tipologie di donne e infinite tipologie di uomini, senza contare poi l’altissimo numero di sfumature di genere che rendono tanti esseri umani tutt’altro che uomini o donne. Ma torniamo a noi.

Il quotidiano presenta questo articolo come una “provocazione”. Non so se questa “premessa” farà piacere allo scrittore Fini, infatti penso che quanto egli scrive non sia una semplice provocazione, ma un vero e proprio approccio alla questione di cui si occupa. E si parte subito alla grande: “Mascherate da «sesso debole» sono quello forte”. A parte il fatto che questa maschera potrebbero avergliela affibbiata i maschi, effettivamente me la sono sempre presa con Madre Natura per il fatto che – indubbiamente – l’uomo, a parità di altezza, di età, di costituzione fisica (so bene che questi dettagli sono privi di valore, perché l’età, l’altezza, ecc. non c’entrano, ma voglio proprio fare un discorso “alla pari”, decisione senz’altro artificiosa, ma nell’economia del discorso che sto facendo va bene così) sia più forte della donna. Perché – le ho sempre chiesto a questa Madre matrigna – hai fatto in modo che ci fosse un rapporto così insopportabilmente asimmetrico fra uomo e donna? Un uomo e una donna, uno di fronte all’altra, a mani nude, senza che nessuno de’ due conosca le arti marziali, presi nella loro quotidianità. A meno che la donna non riesca – accidentalmente – ad assestare un colpo repentino ed efficace in un punto debole dell’uomo che lo metta KO per il periodo di tempo necessario che le permetta di scappare, non ci sono speranze: pugni, schiaffi, calci nelle gambe e nello stomaco tanto per far capire chi comanda e chi gestisce la questione e poi, una volta ridotta la vittima ad uno zero, lo stupro. Ma non è necessario giungere a tali eccessi per dimostrare la superiorità fisica dell’uomo, è sufficiente dare un’occhiata alle performances sportive per vedere chi è più forte. Quindi, per quanto questo possa dare fastidio al signor Fini, la donna è più debole dell’uomo da un punto di vista fisico. Invece lo scrittore dice che è il sesso forte, dopo tutto, essendo attrezzate per partorire, le donne sono più robuste e vivono sette anni di più. Notizia che viene messa in relazione con il fatto che la donna vive di più ma va in pensione prima. Però non aggiunge che questo riguarda solo le donne italiane dal momento che in Europa le cose stanno un tantino diversamente. Ma vediamo un attimo queste frasi.

Una persona è attrezzata per partorire, quindi è più robusta. Boh, può anche essere. La donna vive sette anni in più rispetto all’uomo. Questo è vero, probabilmente le donne hanno troppe cose a cui pensare per poter morire così presto, se gli uomini facessero un decimo di quello che fanno le donne forse anche le lancette della data della loro morte si sposterebbero più avanti. Infine la legislazione tutta sbilanciata a favore delle donne: signor Fini, esca dai suoi libri e si faccia una passeggiata in giro per la città. Un’occhiata dalla pediatra, il 90% de’ genitori che accompagna il proprio figlio ammalato sono mamme. Un’occhiata nei giardini, la stragrande maggioranza de’ genitori che porta i propri figli sono mamme. Un’occhiata alle feste di compleanno: quasi tutti i genitori presenti sono mamme. E poi i compiti, le settimane passate a letto col bimbo ammalato, cucinare, lavare i vestiti, comprarli…. E invece lei, tomo tomo, cacchio cacchio, con caustica ironia osserva: “figli quando si degnano ancora di farli”. Ma li faccia lei i figli in queste condizioni! Vogliamo alzare l’età pensionabile anche per le donne? Va benissimo, ma allora, dal momento che è un’utopia trovare loro un compagno affidabile che le coadiuvi nelle mille incombenze della quotidianità, concediamo loro tutta una serie di possibilità grazie alle quali possano essere donne, madri e lavorare fino a 65 anni di vita senza scoppiare. Come avviene in Europa, fra l’altro, non stiamo certo chiedendo la luna.

Ma procediamo: “Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile.” A parte il fatto che nella mia vita ho sempre riscontrato il contrario, l’uomo, in quanto incapace di prendere di petto le situazioni in genere si cela dietro arabeschi spesso al limite della decenza, mentre la donna affronta le questioni senza ambiguità e in maniera chiara e cristallina, quello che non convince è l’adesione a determinati valori considerati universali. Qui si afferma che ciò che è diretto, lineare, sondabile, non sfuggente e prevedibile è il bene, il contrario rappresenta il male. E questo chi l’ha deciso? Il signor Fini o qualche libro sacro di cui ignoro l’esistenza?

Altro pensiero discutibile: “Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento — quando le cose funzionano — è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale («Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa» scrive Sartre).” Sarebbe interessante dimostrare quanto si afferma, sono le donne ad avere messo gli uomini dalla parte della domanda? O bella, e questo quando è successo? In quale epoca? In quale cultura? Si scade comunque nei classici “modi di dire”, che cosa vuol dire che il loro godimento è totale e quello degli uomini settoriale, al limite mentale? E poi mentale… se penso a certi maschietti che conosco, forse hanno un godimento mentale a causa del loro cervello intasato di testosterone… tanto per rispondere ad una battuta con una battuta. Che il sesso piaccia e interessi più alle donne che agli uomini… beh, mi sembra proprio un modo di dire che lascia il tempo che trova.

Assai più interessante quanto scrive successivamente: “La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile.” Sarebbe interessante ricordare che Dioniso è un Dio, non una Dea, e questo qualcosa dovrebbe voler dire. E’ comunque interessante far notare che chi impazzisce all’interno della famiglia ed uccide moglie, figli e quant’altro è, di solito, l’uomo. E questo il signor Fini non lo dice. Infatti, chi calpesta la nobile divinità di Dioniso finisce con l’essere calpestato, Dioniso è un Dio vendicativo, che non ammette che ci si dimentichi di Lui. Le donne questo lo sanno e ci convivono. Quindi, saggezza vorrebbe che anche i maschietti guardassero al modello orgiastico, caotico e dionisiaco della vita e mediassero con la loro quotidianità così ben irreggimentata ad un ordine assolutamente, a mio parere, contro natura. Dalle donne i maschietti avrebbero tanto da imparare, ma preferiscono abbandonarsi ai lai e alle querimonie del signor Fini. Signor Fini, non dimentichi Euripide, non dimentichi la sua ultima opera che fu proprio (è solo un caso?) “Le Baccanti”, in cui il razionalismo maschile di Penteo, re di Tebe, viene letteralmente fatto a pezzi dal dionisismo femminile di sua madre Agave. Non dimentichi che Euripide era un uomo, non una donna, ed è un uomo che, prima di morire, ribadisce la vittoria di Dioniso.

Poi il signor Fini scende nel grottesco: “Ma adesso che si sono finalmente «liberate» sono diventate davvero insopportabili.” Ammetto che dice una cosa importante che pochi sono disposti ad ammettere: le donne si sono liberate. Infatti, le donne hanno sempre vissuto le discriminazioni e le ingiustizie sulla propria pelle e da sole ne stanno uscendo fuori. Probabilmente il signor Fini preferisce il sano modello patriarcale de’ tempi andati, in cui le donne conoscevano la loro “diversità” fin dall’infanzia e veniva insegnato loro come praticarla in modo da poter diventare brave mogliettine, brave madri e poi brave nonne. Eh, il buon vecchio mondo rurale, che bei tempi… di merda!
Poi un po’ di battutine alla Benigni: “Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli” senza ricordare che la carrieruccia da segretaria (non sapevo che le donne che trovano un lavoro sono solo segretarie e basta, oppure è solo questo lavoro che giustifica il giudizio in merito?) dà loro la possibilità di guadagnare abbastanza per sentirsi autonome, per potersi permettere qualcosa senza dover sempre chiedere, chiedere, chiedere, come avveniva quando erano casalinghe. E poi, povero maritino, povero compagno, privati dell’istinto materno, che fa comodo quando si vuole. Se i maritini e i compagnucci si comportano con il dovuto rispetto non hanno proprio nulla da temere, anche nello sfortunato caso in cui la propria compagna o moglie dovesse diventare all’improvviso una segretaria.

Quanto afferma successivamente il signor Fini, invece, è l’unica cosa sensata che, finora, ho letto: “nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada.” Ho un amico che, attualmente, sta vivendo una situazione simile e provo una pena infinita verso di lui, ma non dobbiamo dimenticare che le leggi le fanno gli uomini, non le donne. Speriamo veramente che in futuro anche i papà contribuiscano maggiormente in termini di tempo, di educazione, di qualità, di amore verso i propri figli, in modo che finalmente tutti si accorgano che non solo ad una madre, ma anche ad un padre, possono essere affidati i figli, in modo che si possa giungere ad una legge che porti ad una effettiva parità anche in questo campo.

Avviamoci alla conclusione: “Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini («si vede tutto e di più» cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro.” Si parte citando Sartre e si finisce citando gli 883, quasi a testimonianza del fatto che, alla fin fine, si ha a che fare con il solito articolo da osteria. Qui purtroppo si mettono in burletta questioni molto serie. Di innocenti carezze i vari maschietti ne fanno una infinità alle proprie colleghe e nessuna ha mai fatto denunce per molestie sessuali (il fatto che sia avvenuto qualche volta qua e là per l’Italia non vuol dire che sia una regola), si sa che lo stalking è qualcosa di ben diverso da due chiamate al cellulare e che, comunque, anche quando le donne vivono nell’angoscia (altro che due squilli di telefono) e si rivolgono alle istituzioni, si sentono rispondere picche. Inoltre, le donne sono abituate a dover sopportare ben altro che qualche innocente fischio e nessuno è finito in galera per stupro per via di questo “delitto”. La verità è che trovo questo articolo del signor Fini piuttosto piagnone e vittimista, sì, uno scritto decisamente frignone.

Infine la chiusa: “Basta. Molto meglio restare soli.” Esattamente quello che dicono le separatiste. Non avrei mai pensato che Fini potesse essere un separatista. Incredibile!

Dafne Eleutheria
Fonte: http://francydafne.blog.lastampa.it/
Link: http://francydafne.blog.lastampa.it/dafneblognews/2009/03/massimo-fini-le-donne-sono-una-razza-nemica-qualche-commento-su-questa-dichiarazione-da-osteria.html
10.03.2009

Pubblicato da Davide

  • Franky_Ramone

    Massimo storiacce con la tipa eh?

  • francesco67

    Chissà se avrà avuto qualche delusione amorosa ancora non cicatrizzata?

  • fartani

    Devo averlo letto da qualche parte: ” Le donne ? che si decidano… o la parità o la felicità ! “

  • Tetris1917

    Nietzsche digerito male.

  • frankleone

    tante banalità…che pena signor Fini. non meritava nemmeno l’articolo di risposta.

  • NerOscuro

    Scusatelo: è stato allevato dalla Fallaci.

  • Galileo

    Fini, rimango esterefatto davanti a quanto scrive. Incredibile. Le uniche creature al mondo che sanno riempirti una vita con una sola parola o un gesto…e lei preferisce rimanere solo (come si nota che non le passa neanche per la mente di vederle come persone, ma oggetto della sua vita sentimentale).

    Rimanga solo Fini, anzi, mediti su una relazione omosessuale, forse complementerà il suo godimento settoriale mentale.

    Con rispetto

  • guru2012

    Belle parole di Massimo Fini, scritte di pancia, vere. La risposta di Dafne, faccio fatica a leggerla, sarà che sono figlio degli anni settanta, del “corpo è mio e lo gestisco io” e francamente… Giorni fa era l’8 marzo e ho visto un sacco di titoli sui quotidiani e anche in rete, sulle imprese al femminile, sulla donna-manager e compagnia cantanti. La mia donna, anzi che dico, la donna con la quale vivo fa la maestra e non toccatele il suo lavoro. Ci mette anima e corpo. Io del mio lavoro ne ho piene le scatole, vorrei poter far niente per guadagnarmi da vivere. Io non mi annoio mai, lei invece, mentre fa una cosa, sta già pensando a qualcos’altro condannandosi così ad eterna insoddisfazione. Per questo si muove il mondo? La favola di Adamo ed Eva? Boh, l’unica cosa certa è che il corpo femminile ha una fessura e quello maschile un’estremità. A volte le cose si uniscono e nasce una vita. La donna prende il seme che l’uomo le dà. Il miracolo si compie, altro che donna manager.

  • SempreIo

    Per qualcuno, voi donne dovreste decidervi: o la parità o la felicità.

    Qualora ne aveste la possibilità, scegliete per la felicità e, per favore, contagiateci!

  • mendi

    massimo Fini fa del sarcasmo, anche divertente.
    La buona Dafne lo prende sul serio e risponde petulante, non avendo proprio capito niente.

  • belinda

    ….il punto debole del fine intelletto, ci vorrei parlare di persona con il dott. fini….

  • castigo

    ma LOL…..
    la signora si scandalizza di fini??
    si legga allora questa trilogia……. sempre se resiste ad arrivare in fondo senza farsi venire un accesso di bile, naturalmente…..

    http://www.wolfstep.cc/663/otto-marzodevo-ancora/
    http://www.wolfstep.cc/679/messaggio-alle-femministe-di-ogni-tipo-e-genere/
    http://www.wolfstep.cc/694/emancipazioni/

    buona lettura 😉

  • belinda

    ….sì sì, credo proprio di sì!!!!!! massimo, parliamone!!!!!

  • prischia

    Dafne, ma lo capisci o no che non ce la facciamo piu? MEGLIO SOLI, MEGLIO SOLI!

  • Andrea_Komunist

    Pur avendo subito qualche brutto colpo sentimentale, un articolo del genere non l’avrei mai potuto neanche concepire. Come la risposta di Dafne, entrambi a corto di argomentazioni tanto da prestarsi ad una discussione appunto da osteria, entrambi. Io propongo una lettura parziale, ma diversa. Le cose sono un tantino legate ad un modo di produzione, il capitalismo, che mercifica tutto, dal lavoro (la merce per eccellenza, braccia e mente, la merce che consente la produzione di plusvalore) alle persone. Il linguaggio di tutti i giorni, la vita quotidiana, deve fare i conti con la mercificazione della stessa. Herbert Marcuse parlava di un uomo ad una dimensione (qui intendo la specie Homo sapiens, ovviamente), solo produttore e consumatore bulimico (e spesso al di là delle proprie possibilità), indotto a ciò da bisogni puramente artificiali. Bene, se è possibile e auspicabile cambiare un telefonino quando il nostro non va più di moda o semplicemente ce ne piace un altro, cosa impedisce di comportarsi in senso così deprecabile anche nelle relazioni umane, affettive o amicali che siano? Possibile che autori come Fini, che immagino non sia a corto di buone letture e con una discreta esperienza di vita possa arrivare a scrivere tali scempiaggini? La donna semplicemente ora fa quello che l’uomo ha sempre fatto, tutto qua (anzi, a livello lavorativo questa parità non è che sia così effettiva poi). Il resto, a parte la questione delle separazioni, è incommentabile, come la risposta della signora Dafne. Usiamo gli spazi di controinformazione per cose più proficue, per favore.

  • Eurasia

    … in un certo senso capisco Fini… inevitabile lo sbroccamento… perchè sinceramente non se ne può proprio più di labbra tette e culi siliconati sbandierati come vessilli di progresso ed emancipazione femminile… di ministre giornaliste e antropologhe subito pronte a gridare “discriminazione” per ogni battito di ciglia degli uomini… d’altro canto idem per gli uomini… palestrati bisex omosessuali trans travestiti… ma che palle… per non parlare di quelli che raggiunti i 65 anni riscoprono con il Viagra una nuova sessualità… e giù proclami e quant’altro… credo sia in atto una pansessualizzazione della società… tutti insieme appassionatamente… nel baratro più profondo… a guardarsi in cagnesco anche quando si fa all’amore… pardon… ora il termine non si usa più… si fa sesso… forse è per questo che non si fanno più bambini…

  • AlbaKan

    Che stronz…a!

  • Cornelia

    Se sculetti, sei troia.
    Se non sculetti, sei “poco femminile”.

    Non sono mai contenti.

  • mat612000

    Fini ha redatto “Il manifesto dell’uomo sfigato”.
    Probabilmente lo è lui stesso.
    Ci mancava che scrivesse che una donna anche quando la stuprano “sotto sotto ci piace”, così potevamo dire che non ci aveva risparmiato niente.
    Penoso.
    In sintonia con tanti altri suoi “interventi”.
    Ma perchè certi personaggi così poveri di spirito devono avere visibilità?

  • eresiarca

    Purtroppo questo è uno degli esiti del ‘cortocircuito occidentale’.
    L’uomo non fa “l’uomo”, la donna non fa “la donna”, e a fronte della constatazione di un dis-ordine in-tollerabile la ‘cura’ prescritta da Fini diventa più letale della malattia.
    Se la realtà, dipingendola a tinte forti, può anche essere quella descritta da Fini, da questa non si esce riducendosi alla solitudine, ma riaffermando che in ogni società sana, perché orientata secondo parametri non solamente “umani”, gli uomini hanno cercato di fare gli uomini e le donne hanno cercato di fare le donne. Nessun perduto ‘stato edenico’, ma almeno la consapevolezza che, considerando che uomini e donne non sono uguali ma complementari, o esiste una divisione dei ruoli oppure è il caos, con tutti i disastri esistenziali di cui lo stesso Fini è vittima.
    In un certo senso Fini, che si proclama “antioccidentalista” perché “antimoderno”, nel suo “stare solo” dichiara la sua ‘sconfitta’ in quanto occidentale suo malgrado.

  • Tetris1917

    Ripeto ci sta molto di Nietzsche mal digerito da parte del “filosofo” ribelle. Mi sorprende che tale spazzatura venga pubblicata su un sito del genere, cioe’ su un sito che ha una dignita’. Per il resto la possiamo mettere come vogliamo, sfruttato e’ l’uomo e sfruttato e’ la donna; il sesso fa poco testo, nel voler cercare il capo della matassa.

  • frankleone

    “Il resto, a parte la questione delle separazioni, è incommentabile, come la risposta della signora Dafne. Usiamo gli spazi di controinformazione per cose più proficue, per favore.”

    Quoto in pieno

  • WONGA

    Donne,donne,donne bla,bla,bla,Fini come al solito ha ragione,ma perchè tutte queste parole e poi queste reazioni ridicole…(Dafne Eleutheria…si poteva un nome più radicalshit…i maschietti bip-vuoto,queste cose vengono ripetute da trent’anni)Le quotazioni della figa sono in calo,oramai la bolla della figa con la crisi economica è destinata a sgonfiarsi,non è un caso se questo articolo è EDITO DAL SOLE 24 ORE,indubbiamente sempre più uomini si rendono conto di ciò di cui prima facevano di tutto per non rendersi conto.Presto ci accorgeremo dei lati positivi della crisi.

  • xmas

    Bisogna dividere l´articolo di Fini in 2: la parte che descrive la donna e l´uomo nella propria natura – slegata dal tempo e dal luogo -, e la parte in cui inquadra le due figure nella realtá in cui vive l´autore, ossia Italia 2009. Nessuna delle due parti, etichetterei di superficiale, come sembrerebbe data la natura critica e il tono sarcastico tenuto dall´autore. Per leggere la prima parte di una forma utile a constatare che nell´osservazione dell´autore c´e´parecchia veritá bisognerebbe che il lettore avesse un minimo di conoscenza di discipline metafisiche, esoterismo, filosofia, religioni, e storia “alternativa”.
    Purtroppo la signora che risponde, non ha tali conoscenze o infarinature (sarebbe stato interessante per affrontare il discorso di una forma meno critica). Un dato di fatto é che all´interno delle milioni di sfumature di ciascun essere maschile e femminile c´e´comunque per numero, frequenza, o profonditá di comportamento un appartenenza a due insiemi distinti, e per definizione diversi. Quindi uomo e donna sono diversi … (ho scoperto l´acqua calda …), sono diversi fisicamente, mentalmente e essenzialmente. Nel suo esercizio mentale l´autore si mette in uno dei due insiemi e inizia a criticare l´altro indicando situazioni e caratteristiche a lui non gradite. Ma se approfondiamo il discorso, non é un dato certo, che le differenze indicate, assumendo che siano vere, siano sempre e in ogni caso negative. Sono solo il modo opposto di agire di chi non le stesse basi di partenza dell´altro insieme. Esempio: “L’uomo è diretto, la donna trasversale”. Una lettura superficiale di questa frase, avendo una cultura permeata di principi di una religione positiva quale quella cristiana, ci porterebbe a dire. Diretto é buono in quanto esplicito, evidente … trasversale é male in quanto implicito, nascosto. Vero !!! Ma non é l´unica interpretazione … Diretto, é tale perché il soggetto puó permettersi tale comportamento, per convinzione morale, forza bruta etc., esiste comunque nel soggetto una consapevolezza di avere possibilitá di riuscita, basata su pre-requisiti, per poter adottare tale politica diretta. Trasversale, é tale perché se adottassi l´altro comportamento non avrei possibilitá di riuscita, esiste una consapevolezza di svantaggio che mi obbliga o cercare altre vie che mi permettano di non trovarmi in svantaggio. Divertiamoci a cambiare sinonimi alla frase é vediamo come nella nostra cultura capovolgiamo il significato. L´uomo é (diretto) schietto, goffo nel suo buttarsi avanti, brutale, grezzo, non si importa di chi travolge nel cammino … la donna é (trasversale) diplomatica, aggraziata nel suo cammino, sofisticata, disponibile al cambiamento per non dover scontrarsi nel suo cammino. Con questi termini la frase ha un altro significato. L´uomo diventa male, la donna bene. Questo simpatico giochino si puó fare con tutte le caratteristiche enunciate dall´autore relative ai due insiemi. Caratteristiche che quindi perdono completamente la loro accezione positiva o negativa. Lasciandoci quindi vedere solo due insiemi diversi, a volte troppo superficiali per accettarsi e comunicare. Tale superficialitá sarebbe attenuata e superata se si prendesse in considerazione un semplice concetto: I DUE INSIEMI NON SONO, SOLO DIVERSI (7 é diverso da 5, ma é diverso anche da 9), MA SONO sopratutto DIVERSI E COMPLEMENTARI (perché sono SOLO due, quindi non sono il numero, ma sono il segno che lo precede – al limite il numero potrebbe essere la sfumatura). La parte che non occupa l´uno, lo occupa l´altro – complementari – per volontá/forza o per obbligazione/inerzia. Essendo che volontá/forza assolutamente non é riferito uomo, é obbligazione/inerzia non é riferito donna.
    In genere chi a difficoltá a trattare con l´altro insieme é perché non ha ben chiaro il concetto di complementarietá. Esempi: Se lui/lei decide in una relazione di sopraffare l´altro/a, non puó lamentarsi che diventi piú “intelligente”, o che acquisisca una migliore capacitá di aggirare gli ostacoli, é stato lui/lei che involontariamente l´ha allenato/a, con la sua prepotenza. Se lui/lei inizia a occuparsi di qualche aspetto del rapporto in forma esclusiva, non puó poi reclamare che lui/lei non sa fare niente, e lei/lui che lo ha reso inabile etc.

    Nella seconda parte dell´articolo, l´autore continua la critica collocandola nella attualitá dello stesso. Il quadro della realtá non é dato né dalla sue parole, né dalle parole della signora che risponde inviperita, ma é dato dalle due testimonianze insieme (un´altra volta la complementarietá), que danno un panorama triste di conflittualitá insensata. Perché insensata … ?
    I due autori e sicuramente molti dei loro lettori non hanno presente che tutti i punti indicati sgradevoli nei due articoli sopra, NON SONO COMUNI ALLE PERSONE DI TUTTO IL PIANETA, ossia la situazione attuale del genere umano non é una ineluttabile conseguenza di un opprimente uomo, che schiavizzó la donna con questa che finalmente reagisce, spezzando le catene e iniziando a competere con lo stesso. Questa forse é la realtá dell´Italia, dell´europa, dell´occidente in generale … MA NON É L´UNICA REALTÁ.
    Gli europei sono tanto fieri della propria cultura che spesso neanche tengono in considerazione che esistono altre culture, quindi altre realtá attuali, quindi altri percorsi storici. Attenzione, le conoscenze superficiali che sono di dominio pubblico nell´occidente circa le altre culture, nei rapporti uomo/donna hanno la pecca di essere fraintese o non ben studiate. Qui analizziamo la conflittualitá e non l´idea, che un determinato lavoro dettato dalla moda, sia rappresentativo della libertá raggiunto dalla donna. Analizzando una cultura dove la maggior parte delle donne preferisce badare alla casa, nel nostro tempo, in europa, verrebbe visto come una cultura retrogada, anche se avesse un indice di conflittualitá bassissimo. Vi posso assicurare che ad esempio in sudamerica tale conflittualitá é bassissima,e in genere c´é, dove arriva piú forte la cultura europea/americana. Se ipotizziamo corretta questa asserzione, allora piú importante, per risolvere questa conflittualitá, non é fare una fotografia istantanea di ció che avviene, ma chiederci che cosa a portato l´occidente a questa situazione. Capire il passato per risolvere il presente. Ció che avvenuto é successo spontaneamente, ossia é l´uomo nel suo piccolo che ha cercato di dominare la donna o é stato pilotato dall´interesse di qualcuno in una trama “cospirativa” di ampio respiro? Nel caso, era un interesse religioso, o economico. Nel caso a chi giova che ci sia conflitto generalizzato tra uomo e donna ? Nel caso perché é successo in Europa e non in tutto il mondo.

    Nel mentre non scannatevi per favore, non ha senso alcuno !

  • zufus

    Un articolo, come nello stile dell’ultimo Fini, tra il serio ed il provocatorio.

    La risposta della vetero-femminista, oltre ad essere pesante e piuttosto illeggibile, è piena delle consuete arroganti banalità alla Litizzetto, tipo :

    “La donna vive sette anni in più rispetto all’uomo (…)probabilmente le donne hanno troppe cose a cui pensare per poter morire così presto, se gli uomini facessero un decimo di quello che fanno le donne forse anche le lancette della data della loro morte si sposterebbero più avanti.”

    Quello che stupisce invece è l’altissimo numero di maschi pentiti, femminilizzati o matrizzati, che corrono in soccorso del vincitore, il potere femminile-femminista ormai dominante.
  • Chromo

    Sicuramente la donna per migliaia di anni è stata relegata a sottostare, imbavagliata.
    Il modello patriarcale è obsoleto.Non equo.
    L’uomo ha cercato sempre di dominarla a 360° perchè ha paura, paura che possa essere migliore di lui.
    Quando non si ha paura di una cosa/persona la si lascia vivere come vuole.
    Detto questo, la corsa alla parità, ha portato la donna ad essere in una posizione dominante per certi versi, ma per altri è ancora dietro a rincorrere..

    Una frase però mi ha colpito di Fini “Le Donne hanno fondato il loro potere sul sesso,mettendosi dalla parte della domanda”..non mi sento di condannarlo in toto.
    Certo,stupidi i maschi che glielo hanno permesso.
    Gli stupri scaturiscono secondo me da anche da questo,rovesciare con la violenza questa condizione frustrante.

    Poi fotografare la faccenda non è semplice,la mia è una semplice opinione..esistono cosi tante sfumature nella vita…

  • tersite

    ho letto le prime 20 righe e il commento è SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!vi avevo mandato qualcosa di mio sulla falsa riga di questo, più di un mese fa, evidentemente non era ben scritto.

  • pietro200

    niente da fare dafne, magari fini sara’ sbagliato, ma, devo dire che piu’ parlate e piu’ fate pensare che ha ragione, specialmente quando parlate, come dici, di getto e con lo stomaco

  • marcello1950

    Comunque non è problema di adesso, quello posto ma Fini,

    I Greci e gli ebrei avevano deciso di risolverlo radicalmente, i greci chiudendo le donne in casa e non degnandole nemmeno di personalità giuridica (se una donna commetteva adulterio era condannato solo l’uomo poverina non era colpa sua perche le donne sono stupide a basta) al massimo le prendevano in giro con la repubblica delle donne.
    gli ebrei ottenevano lo stesso risultato utilizzando il sistema opposto le lapidavno perchè pensavano che così avrebbero estirpato il gene dell’infedeltà e comunqe le avrebbero tenute sotto i piedi (anche gli arabi hanno impareto bene la lezione)
    Noi Latini che crediamo nella bellezza (più che in Dio) e nel diritto le abbiamo ritenute persone con uguale dignità (duemila anni di Giudeo-Cristianesimo, non ci hanno convinto della loro natura maligna e diabolica e della necessità di picchiarle e di colpevolizzarle se avevano desideri o piaceri) ed a dispetto di un esercito di Predicatori non ci siamo piegati ad un mondo di violenza e di crudeltà perchè abbiamo creduto che il mondo felice non lo era senza la bellezza e senza le donne
    Di Dio si può anche fare a meno ma non della Bellezza e delle Donne per cui teniamocele così come sono

    mo che anche i preti, si sono convinti arriva fini …………..

  • pietro200

    ma no, cornelia.
    cosi’ confermi che la donna, in quanto donna, modifica a convenienza il modo di muoversi?

  • Pausania

  • pietro200

    dagli un po di tempo ai vari “pentiti”, poi vedrai come cambieranno idea.

  • Hassan

    Premettendo che l’articolo di Fini è la solita sparata da maschio ritardato mentale (Fini tempo fa disse che “in quanto maschio si sente inadatto a vivere”), la risposta data da questa “Dafne” è la solita risposta da femmina ritardata mentale. Ho smesso a leggere qui:

    “Questo è vero, probabilmente le donne hanno troppe cose a cui pensare per poter morire così presto, se gli uomini facessero un decimo di quello che fanno le donne forse anche le lancette della data della loro morte si sposterebbero più avanti.”

    Le donne vivono in media 7 anni in più in Italia e nei paesi “occidentali”, perchè gli uomini fanno una vita mediamente più dura, soprattutto sul posto di lavoro (il 93% delle vittime sul lavoro sono uomini), fanno tutti i lavori più logoranti e vengono tutelati di meno, in particolare dopo il matrimonio per quanto riguarda la salute.

    Quindi la frasetta misandrica del “se gli uomini facessimo un decimo…” non vale un bel niente. Infatti in altri paesi, come in Afghanistan la vita media di un uomo è di 44 anni e di una donna di 44 anni… in Iran è di 69 anni per gli uomini e di 72 per le donne, in Algeria di 72 per gli uomini e 75 per le donne, nello Zambia 39 per gli uomini e 40 per le donne, e così via… se ne dedurrebbe, se il ragionamento idiota di “Dafne” fosse corretto oltre che “divertente”, che in Afghanistan, Iran, e Algeria, Zambia (e altri paesi così) le femmine non fanno niente dalla mattina alla sera ed è per questo che il divario fra la loro aspettativa di vita e quella dei maschi è così ridotto.

    Tutto il resto dell’articolo della “Dafne” è il solito polpettone vittimista-femminista pieno zeppo di falsità. Per colpa della Sinistra che si sta facendo affossare da questo femminismo puzzolente tra non molto ci ritroveremo Forza Nuova assieme alla Lega al potere in Italia. Poi sarà tristemente divertente leggere i commenti sui vari blog sinistroidi radical-chic di femministe e maschi-pentiti che si lamenteranno della “Dittatura Fascista”…

  • Hassan

    Tipico esempio del maschio che ha subito il lavaggio del cervello femminista. Leggiti “Questa Metà della Terra”, di Rino dalla Vecchia.

  • Hassan

    Sono maschi senza palle, ometti untuosi e striscianti che hanno abdicato ad una qualsiasi forma di Virilità alta e luminosa. Credono che genuflettendosi come fanno, acquisiranno dei “punti” che poi potranno spendere nel “Mercato della Figa”. Questi omuncoli sono talmente penosi, nel loro strisciare, che la maggior parte delle volte si accontentano anche di semplici “pacche virtuali” da parte di qualche femmina-internauta.

  • nessuno

    Rimanga solo Fini, anzi, mediti su una relazione omosessuale, forse complementerà il suo godimento settoriale mentale.

    magari questo lo potevi evitare anche perché non ci azzecca na mazza.

  • rosacroce

    son d’accordo la quotazione è in calo.

  • belinda

    …comunque leggo nelle parole di massimo fini tanta ironia…sarcasmo…

  • massi

    Sei un grande.

  • myone

    AH AH AH AH

    La donna e’ fatta per l’ uomo e non l’ uomo per la donna
    Quello che di incontrollabile e strano viene portato dalla donna
    non e’ altro che una mancanza maschile.
    Piu’ esiste la donna e piu’ manca l’ uomo.
    Alla fine, non si sa’ che sia questa differenza,
    nell esubero femminile, e nella mancanza maschile.
    Oltre la messa a fuoco vera e propia,
    tutto il contorno, e’ solamente fumo negli occhi.

    Il mondo X-Y, si armonizza solamente in un vero contesto a 2.
    Se lo si toglie e lo si rende masaicale, si crea solamente scoria,
    bella da perdercisi, ma alla fine, senza arrivare a nulla.

    Ma il mondo fra privatizzati e arricchite, va anche cosi.
    …. e il resto e’ vita, diceva uno.

    Riflessioni che valgono il tempo che trovano. Poi e’ gia’ passato tuto,
    e si sende dalla pianta.
    Nell’ umano, la via del predersi, non ha propio confini.

  • Franky_Ramone

    grande, quando ho scritto sopra ‘storiacce con la tipa’ intendevo proprio questo. Potresti postare anche ‘cara ti amo’ già che ci siamo.

  • Chromo

    Io avrei subito il lavaggio del cervello femminista? Da poche mie righe hai capito tutto questo?!
    Spesso si spara a zero contro il femminismo o il maschilismo per torti subiti.Vicende personali.

    Comunque,sono il primo a dire che l’asse dell’equilibrio si sta spostando verso l’universo femminile.

  • DaRiOcK

    Caustico si’ l’articolo di M.Fini, forse con qualche voluto luogo comune, ma condivisibile essendo null’altro che un’istantanea della trasformazione nelle relazioni che e’ avvenuta dall’emancipazione ad oggi. Inutili le varie indignazioni soprattutto da chi, magari appena si ritrovano dal parrucchiere, sono pronte ad etichettarci in tutte i modi appunto come fossimo nemici. La loro ingiusta posizione inferiore, nella quale per secoli l’uomo l’ha relegata, ha evitato lo scontro, ma ora siamo forse davvero destinati sempre piu’ verso una societa’ amazzone, visti anche i dati in aumento di nascite per inseminazione artificiale di mamme single. Incomprensibile, da parte di un uomo della levatura di M. Fini, che gli ci sia voluta una vita intera per capire tutto questo, quando nella peggiore delle ipotesi basta un matrimonio! Semmai, visto che sono comunque un ottimista, perderei una vita a cercare una compagna che non sia mia nemica.

  • idea3online

    Ecclesiaste 7:26
    e ho trovato una cosa più amara della morte: la donna tutta tranelli, il cui cuore non è altro che reti, e le cui mani sono catene; chi è gradito a Dio le sfugge, ma il peccatore rimane preso da lei.

  • mat612000

    Scriveresti le stesse cose riguardo a tua madre, tua sorella, tua moglie o alla tua compagna?
    Non si tratta di correre in soccorso a nessuno, si tratta di rispetto.
    Capisco che per te, come per Fini, possa risultare un concetto un po’ nebuloso, però è così…
    Trovo comunque molto più in sintonia col vincitore questo disprezzo qualunquista e piagnone nei confronti della donna che altre posizioni meno becere.

  • GioCo

    A me viene sempre da pensare perché mai si sta a discutere sulle differenze come punti per accentuare le distanze e non come pregi per esaltare le qualità.
    E’ tanto di quel tempo che ormai non considero più la donna nemica ma semplicemente “donna”, che non ricordo neppure perché mai un tempo dovessi confrontarmi con loro come per un nemico in un campo di battaglia.
    Per fortuna ci sono i Fini e le Dafne a ricordarci l’imperituro sforzo che compie questo mondo illusorio per creare barriere e divisioni, prima nel pensiero e dopo nelle azioni.
    Non voglio dire che questi due, ultimi tra infiniti personaggi che popolano la commedia della nostra vita (genitori, insegnanti, amici, colleghi, etc.) agiscano consapevolmente.
    Si prestano al Grande Gioco e di fatto così finiscono per cedere al ruolo di chi divide senza riflettere perché riflette nella divisione.
    Se infatti si indaga con cura, ci si accorge che ogni aspetto del discorso finisce per mettere nella disarmonia ciò che naturalmente non ha alcuna disarmonia.
    La donna è debole? Come l’uomo, basta vedere in cosa. La spicologia maschile è sicuramente più fragile perché per non basa la propria forza sul confronto.
    Ma ciò non significa nulla, solo che l’uomo funziona meglio se lo si guida indirettamente, cioè lasciando che egli scopra da solo ciò che è meglio per lui e per gli altri.
    L’uomo è debole? Come la donna, basta vedere in cosa. La struttura fisica maschile è certamente più robusta, ma è concentrata sull’atto di forza brutale, non ha grazia, ne la tipica movenza elastica e resistente di un corpo dalla muscolatura liscia. D’altronde la donna ha il dono di mettere al mondo i figli ma è l’uomo che deve provvedere alla sua sicurezza nei momenti di maggiore fragilità, compensandola in ciò che le manca.
    La natura nella sua infinita saggezza e sapienza, ci ha provvisto in milioni di anni del meglio e l’ha suddiviso nel perfetto equilibrio, perché non abbondasse all’uno o all’altro ma fosse per la coppia perno e motivo di condivisione.
    Si può vedere tutto questo come una gara, come mille altri anonimi Sig. Fini, o si può vedere tutto come un meraviglioso miracolo della natura.
    Sta a noi la scelta, uomini o donne che siano. Però dico: guarda solo cosa ti conviene e poi trai le tue conclusioni.
    Non sarà facile gettare i pensieri con cui siamo stati riempiti e con cui si continua a innondare la nostra vita, per recuperare quell’armonia che ci è stata rubata.
    Ma lo dobbiamo fare, per noi stessi e per tutto ciò a cui vogliamo davvero bene.

  • Santaruina

    A me questo Fini umano piace assai, meglio di quando parla di “sovranità monetaria”.

    Come è stato fatto notare si tratta molto probabilmente di qualche storiaccia con la tipa, ma rimane sempre pur vero che certe cose si pensano ma non si dicono, al massimo se ne parla tra maschi.

    Si tratta pur sempre di generalizzazioni, di quelle che riguardano al massimo il 90% del genere femminile.

    Lo scritto di dafne sembra invece fatto apposta per ribadire che Fini aveva ragione in tutto e per tutto…

    Fortunatamente non tutte le donne sono così.

  • castigo

    LOL…. rispetto??
    quale rispetto??
    il rispetto va GUADAGNATO, sai??
    non si può pretendere a prescindere, come capita nel caso delle “donne”…..
    e sì, direi le stesse identiche cose di mia madre… peccato che che si è fatta il culo per una vita intera insieme a mio padre, guadagnandosi giorno per giorno il suo rispetto e quello di tanti altri, al contrario delle “signore” che siamo adusi a vedere oggi proposte come luminoso esempio e che dobbiamo rispettare solo perché donne.
    e le le direi di mia moglie….. peccato che anche lei si guadagna io mio rispetto e quello dei colleghi tutti i giorni…. ma non l’avrei sposata se non fosse la persona che è!

  • mat612000

    Appunto.
    Le donne son tutte stronze e puttane tranne la mamma, la moglie e la sorella.
    Ma per favore!
    Aggiornatevi.
    La sfida c’è, è stupido negarlo ma tu e quelli che si trincerano dietro un maschilismo piagnone come Fini, invece che raccoglierla e misurarsi si rifugiano in argomenti antichi e antiquati.
    Aggiornatevi!

  • Drachen

    ma nessuno si è accorto che la risposta è OT su TUTTI e dico TUTTI i punti
    dell’articolo di Massimo Fini?

    parla di forza nel senso di fibra, e risponde di muscolatura.
    parla di lunghezza di vita, e risponde delirando sulle cose che le donne devono fare.
    parla di legislazione, e risponde di mamme che van dal pediatra.
    parla di differenze, e risponde deducendo che le caratteristiche femminili
    secondo Fini sarebbero “male” (falso)

    poi è falso che sono gli uomini a uccidere i figli. l’infanticidio è un crimine statisticamente femminile. (forzatura strumentale dell’autrice).

    le leggi le fanno gli uomini. che porcata di ipocrisia. se la politica impone certe linee guida, non importa chi la fa. è come dire che discutibili provvedimenti del Ministero delle Pari Opportunità è responsabilità
    delle donne, in quanto la Carfagna è donna.

    “Di innocenti carezze i vari maschietti ne fanno una infinità alle proprie colleghe e nessuna ha mai fatto denunce per molestie sessuali”
    FALSO. esistono una marea di casi.

    ” La verità è che trovo questo articolo del signor Fini piuttosto piagnone e vittimista, sì, uno scritto decisamente frignone.”
    tipica tattica: dagli dello sfigato e non attenerti ai fatti.
    se ti lamenti delle donne è perchè vai in bianco. questa è la roba da osteria, altro che.

    “Non avrei mai pensato che Fini potesse essere un separatista. Incredibile!”
    Se un uomo è single è un bambinone, se la donna è single è indipendente.
    amen.

    Dafne più che imparare a scrivere dovrebbe imparare a leggere. tra le righe anche.

  • Drachen

    le donne tenderanno sempre a scaricare le responsabilità delle scelte sull’uomo.
    la donna ha psicologicamente bisogno di un uomo, mentre l’uomo ne
    ha bisogno più fisicamente.

    anche per questo motivo (ovviamente non è il solo) non sono in ruoli
    dirigenziali che non permettono scappatoie

  • Drachen

    ah cmq su queste cose Fini ci ha fatto un libro, molti anni fa.
    niente di nuovo dunque.

  • cloroalclero

    Ma quant’è stronzo. Se avesse scritto ste troiate per farci un libro, per i daneè, lo capirei. Se lo ha fatto invece in piena sincerità esternando “per verba” la faccia di legno che segue a un due di picche, mi viene una tristezza infinita. Come se fosse l’unico al mondo ad aver ricevuto un due di picche. Come se i “colleghi di genere” non erogassero questo tipo di documento.

    Se è sincero, manifesta il Fini un’emotività che definirla (da donna) da “sciampista della Frosinone degli anni ’50” mi sembra poco.

  • cloroalclero

    cioè. Ma ragazzi, non ci posso pensare. Se questo è lo spessore emotivo degli intellettuali alternativi, siamo messi molto ma molto male….

  • Pausania

    Visto che Fini cita gli 883, come non dedicargli questa canzone del medesimo complesso musicale?

  • Pausania

    cioè. Ma ragazzi, non ci posso pensare. Se questo è lo spessore emotivo degli intellettuali alternativi, siamo messi molto ma molto male….

    Non che quella che gli ha risposto raggiunga chissà quali vette del pensiero…

    Diciamo che sono due bei personaggini entrambi. Si potrebbero usare per monitorare lo stato intellettuale dei giornalisti italiani.

    Ma poi chi è ‘sta Eleuthera: la prossima stella del panorama informativo?

  • Drachen

    il tuo primo commento non l’ho capito. questo ancora meno.
    sarebbe interessante saperne di più sulla tua posizione sul tema.

  • Drachen

    io rispetto mia madre che è una donna, ma non rispetto le donne solo perchè sono donne. (rubato a Wolfstep, appena letto).

  • Pausania

    Cantico dei Cantici 4, 1-5:

    [1] Come sei bella, amica mia, come sei bella!
    Gli occhi tuoi sono colombe,
    dietro il tuo velo.
    Le tue chiome sono un gregge di capre,
    che scendono dalle pendici del Gàlaad.

    [2] I tuoi denti come un gregge di pecore tosate,
    che risalgono dal bagno;
    tutte procedono appaiate,
    e nessuna è senza compagna.

    [3] Come un nastro di porpora le tue labbra
    e la tua bocca è soffusa di grazia;
    come spicchio di melagrana la tua gota
    attraverso il tuo velo.

    [4] Come la torre di Davide il tuo collo,
    costruita a guisa di fortezza.
    Mille scudi vi sono appesi, tutte armature di prodi.

    [5] I tuoi seni sono come due cerbiatti,
    gemelli di una gazzella,
    che pascolano fra i gigli.

  • Drachen

    la sfida? ma che è? un gioco a quiz?
    ma lascia stare va….

    è sotto gli occhi di tutti che i rischi di impegnarsi in relazioni oggi come oggi
    ha portato i maschi a fare l’Aventino.
    oppure vogliamo fare come in Norvegia dove gli uomini sono alla stregua
    di cavalli da monta, che possono vedere i figli una volta a settimana, e dove ci sono il 70% di divorzi.

    http://www.managerzen.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=870

    non voglio arrivare a questi estremi.

  • tersite

    te piacerebbe, eh?

  • castigo

    mat612000:

    Appunto. Le donne son tutte stronze e puttane tranne la mamma, la moglie e la sorella.

    interessante…. e di grazia, mi faresti vedere dove l’ho scritto??
    tu hai tirato in ballo mogli madri e sorelle (con un gusto alquanto discutibile), ed io ho parlato di loro, prendendo appunto esempio da ciò che sono mia madre e mia moglie, ma avrei potuto parlarti di tante altre Donne che ho conosciuto.
    hai detto che bisogna “rispettarle” (ma sai cos’è, al di la del de mauro???), e io ti ho risposto che il rispetto uno se lo deve guadagnare, che non può essere concesso solo perché si appartiene ad un determinato gruppo o genere…. o solo perché si sono inventati le quote rosa, l’affirmative action o la positive discrimination o qualche altra stronzata politically correct…..

    Ma per favore! Aggiornatevi.

    aggiornati tu, semmai…. è da un po’ che le streghe son cadute dalla scopa 😀

    La sfida c’è, è stupido negarlo ma tu e quelli che si trincerano dietro un maschilismo piagnone come Fini, invece che raccoglierla e misurarsi si rifugiano in argomenti antichi e antiquati.

    hemmmm…. cos’è che ci sarebbe??
    una sfida??
    guarda che non siamo mica su amici…..

    Aggiornatevi!

    insisto, è meglio se ti aggiorni tu perché è ora di finirla con questo “confronto” che non porta assolutamente a nulla ma è solo l’ennesimo esempio di “divide et impera” ad uso e consumo esclusivo di chi ci vuole divisi il più possibile per poter continuare a farsi i cazzi suoi alle spalle nostre.

    orsù dunque, torna alla tua dose quotidiana di de filippi….

  • tersite

    e vorrei aggiungere pure che lo stupratore di solito se lo scelgono, se lo sposano, ci fanno i figli…………e dopo 20 anni di violenze, nemmeno lo denunciano. Giù la maschera donne…….. fuori dai dai centri commerciali. E’ finita la pacchia!

  • Rodelli

    Il senso delle righe che seguono può essere trovato nell’aspro confronto che intorno al 1880 vide Stridberg ed Ibsen protagonisti. Si fece particolarmente acuto in occasione della rappresentazione di Casa di bambola. Fini ha attualizzato i motivi di quell’illustre zuffa anche perché nel frattempo si sono innestati quelli che vanno improntando il nostro tempo. Penso, ad esempio, al fenomeno delle Urbancougar. Non so se Fini abbia tenuto d’occhio quella diatriba che con il vulcanico Strindberg introdusse nel mondo intellettuale del tempo il tema dei reali rapporti fra universo maschile e universo femminile, rapporti che si celavano sotto il velo del perbenismo borghese e sotto le coltri tardo romantiche del sentimentalismo. Non credo che il disfarsi del mondo borghese e la progressiva enfatizzazione del contrasto fra uomo e donna siano fenomeni indipendenti. Certamente le argomentazioni di Dafne Eleutheria non sembrano in grado di pesare il necessario per costituire un contraltare adeguato alla provocazione di Fini.
    Proporrei, quindi, di lasciar perdere le “osterie” dal momento che vi sono altri luoghi che vedono e sentono cose ben peggiori del farfugliare di un ubriaco, ammesso che questi possa essere Fini. E quei luoghi non sempre sono frequentati da uomini.
    A margine dello scritto di Dafne Eleutheria inserisco solo poche note perché la catastrofe costituita dallo stato degli attuali rapporti donna/uomo è così profonda, i danni prodotti così irrimediabili, le conseguenze di così difficile percezione che non ci si dovrebbe limitare ad accennarvi. Occorrerebbe la stesura di un saggio.
    Dafne Eleutheria scrive che quello di Fini sarebbe 1) “ un vero e proprio approccio alla questione” e non una provocazione. Per questa via si offende l’intelligenza di Fini e di quanti ben capiscono che “meglio soli” non può trovare senso se non nella provocazione. Poi scrive che 2) “la donna è più debole dell’uomo da un punto di vista fisico”. Daccapo: si ingiuria l’intelligenza di quanti ben capiscono che per “forza” non si intende tanto quella fisica quanto la risultante di un complesso di fattori (educativi, storici, etici ecc.) che ha portato la donna ad assumere, di fatto, un ruolo egemonico e di esercitare un potere reale poco visibile ma decisivo in settori primari in cui le decisioni producono effetti irreversibili. E scrive che 3) l’uomo sarebbe “incapace di prendere di petto le situazioni in genere”. Sarebbe più corretto sostenere che l’uomo è stato portato ad essere un incapace in anche troppi domini; la sua incapacità, lo vediamo ogni giorno, cresce con il crescere della sua femminilizzazione e con il crescere del suo straneamento dalle funzioni naturali, da quella di padre in particolare. Mi rendo conto che anche con le note ci si può dilungare e quindi mi taccio qui, anche se le amenità di Dafne Eleutheria meriterebbero un congruo numero di precisazioni. Specie quando le sue considerazioni erratiche diventano, a puntuale conferma, pericolose leggerezze. Penso agli onori resi a Dioniso in cui non s’accorge di confermare in pieno le affermazioni di Fini.
    Esistono biblioteche ben fornite e, magari, una loro più intensa frequentazione, ma non è detto, eviterebbero le allegre formulazioni di banalità melanconiche capaci, tuttavia, di avere ricadute fortemente distorsive nei confronti di quanti vorrebbero leggere e capire.
    Dafne Eleutheria conclude con 4) “incredibile”: e invece ci creda, Dafne Eleutheria, ci creda. D’altra parte, fra breve, quando non sarà più possibile salvare nemmeno quello che oggi appare essere salvabile, il botto sarà così assordante che lei dovrà crederci, un po’ come accadde a Lutero. Cordiali saluti. Giuliano Rodelli

  • achab

    Alla fine della fiera , il rapporto che noi uomini abbiamo con le donne ,quello che ci attendiamo da loro, le nostre aspettative spesso frustrate, dipendono tantissimo dal rapporto che abbiamo avuto con un’altra donna nostra madre. In questi risentimenti maschili vedo l’ ostinazione del bambino che si rifiuta di crescere, stavolta l’anticonformista M.Fini mi sembra portatore di un pensiero quanto mai banale, una provocazione da osteria direi, mi ricorda le discussioni nei bar qui in romagna, fra vitelloni in un finestagione dal melanconico sapore felliniano.

  • stonehenge

    Fini ha ragione, secondo me è un dato di fatto che le donne moderne hanno perso la femminilità…in molti casi la donna emancipandosi ha preso le cose più brutte dell’uomo e perso quelle più belle di una donna, diventando un ibrido non più affascinante come un tempo…ed è solo l’istinto sessuale che riesce ancora ad attrarre i due mondi.
    Sono convinto che senza il bisogno riproduttivo gli uomini starebbero con gli uomini e le donne… si scannerebbero tra loro…

  • cloroalclero

    Personalmente, ho preso le parole di Fini non come una provocazione ma come uno sfogo. E, sarà un limite mio, vi ho ravvisato un livore personale (che ci sta) portato però al livello paradossale del discorso socio-politico sulla competizione tra sessi.
    Nel momento in cui la civiltà borghese ha portato il metro significazionale sul versante dei “diritti” la donna borghese è stata la prima a mettere in discussione i ruoli familiari propri del mondo borghese.

    Oggi ci troviamo, ancora e piu’ che mai, in una società borghese che si è evoluta passando per il confronto con il marxismo storico (ricordo che la russia di Lenin resta all’avanguardia, nella prima meta’ del XX secolo per il riconoscimento delle specificità femminili e nella risposta politica ad esso) e creando verso i suoi aspetti piu’ radicali (l’esproprio per la borghesia, dei mezzi di produzione ) gli opportuni anticorpi.
    Oggi la psicosi consumistica ha ricoperto come un magma nuovo, ogni significato sociale legato al riscatto delle moltitudini. Diciamo che la borghesia, il cui potere si forgia delle acquisizioni tecnologiche, scientifiche ed economiche che hanno accompagnato l’affermazione della “civiltà dei diritti” di matrice illuministica, oggi impera incontrastata, trovando solo resistenze interne ad essa.
    La “femminilizzazione” dell’uomo cui accenni è vera, ma la sua causa non sta in chissà quali rovesciamenti archetipici: secondo me essa è semplicemente la conseguenza della necessità di rendere le abitudini maschili quanto piu’ commercializzabili possibile: palestre, creme, accessori, abiti, merci status symbol. Per il resto la società è rimasta maschilista perchè la competitività, la “forza” (hegelianamente intesa) come connessione delle dialettiche, l’esaltazione della rappresentazione-merce (a misura della sessualità maschile, che è soprattutto visiva) non sono mai state messe in discussione, anzi, sono state promosse a livello culturale, come i perni della civiltà occidentale.
    Se da un lato è vero che il femminismo è figlio dell’illuminismo perchè trova il suo movente nella valorizzazione dei diritti umani, è vero anche che esso è stato sconfitto (o comunque molto neutralizzato in quanto alle sue possibilità) dal sacro terrore che le donne facessero lo “sciopero dell’utero” ossia che non procreassero piu’.
    Questo paventare continuamente il “contrasto” tra i sessi come il peggiore dei mali è un condizionamento come altri, di quelli che impediscono a certi significati veramente radicali e potenzialmente “rovescianti” di passare dal “razionale” al “reale” come avremmo tutte auspicato.
    Ma il femminismo non è affatto morto. E’ pronto a risorgere, meno folkloristico di prima ma non meno dirompente.
    Per questa ragione penso che lo sfogo-o come la vuoi chiamare tu “provocazione” di Fini, che per certi altri versi è uno scrittore che stimo, sia proprio fuori luogo, come controinformazione. A meno che non si volesse dichiarare antifemminista esplicito.
    Le obiezioni di Dafne Eleutheria, a parte la storia di DIoniso (ma il femminismo cos’è se non la rivendicazione dionisiaca di una fisicità diversa, fuori da ogni regola perbenista?) mi paiono sensate. Forse l’articolo di Fini non meritava, semplicemente, una risposta.

  • idea3online

    Non si riferiva alla brave donne che ci sono, ma alle donne descritte dal Saggio che sono la maggioranza che popolano il GLOBO……

  • albertgast

    l’infanticidio è un crimine statisticamente femminile…..sì, tanto quanto l’uccisione di una donna è statisticamente maschile e più frequentemente perpetrato dal compagno/marito/fidanzato/ex….

  • albertgast

    Non mi sarei aspettata che un articolo come questo, che io avevo percepito come una “stupidata” da bar, ricevesse tante risposte. Che invece si stroncassero le critiche di Eleutheria sì, invece, ci avrei giurato. Già mi è capitato di leggere su questo forum quello che una gran parte dei maschietti pensa, quindi niente di nuovo. Dice Fini ad un certo punto: ” L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina”. Mah…..forse lui non ha mai lavorato in uffici dove c’erano uomini e donne, oppure io sono stata particolarmente sfortunata, perchè le “serpentate” che ho visto fare da certi uomini, per fare le scarpe al capo, o anche ad un semplice collega, erano da premio Oscar. Sul godimento, totale o settoriale, beh…anche in questo caso non credo si dovessero colpevolizzare le donne……Magari dovrebbe prendersela con Quello Lassù, che ci ha fatti in un certo modo. Dice che le donne non hanno regole? Qui davvero è ilare, perchè stiamo proprio vedendo in questi giorni che un mercato, quello finanziario, saldamente detenuto dal genere maschile, non solo si è liberato di qualsiasi regola, ma ha anche portato il tutto alle estreme conseguenze per il mondo intero…… Il diritto di famiglia….Ahhhhh ecco perchè mio marito non ha mai parlato di volersene andare!!!! Una cosa che gli ho sempre detto, anzi spergiurato, è che in caso di divorzio i figli avrebbe dovuto “pupparseli” lui…… :)))))))

  • Drachen

    se è per questo gli uomini uccidono più altri uomini che donne.
    gli uomini che muoiono per violenza son più delle donne.

    decidetevi: o gli esseri umani sono tutti uguali (ed allora non ha
    senso evidenziare il sesso della vittima e del carnefice),
    opuure cominciamo a fare dei distinguo in base al genere, alla razza, o alla religione.
    conta davvero se la vittima è una donna?
    cioè se morisse un rumeno, conterebbe diversamente che se fosse
    ucciso un italiano?

    queste due misure differenti tipicamente della sinistra mi fanno vomitare.
    è ipocrisia bella e buona.

  • Drachen

    se tu leggessi M.Fini, sapresti che la seconda parte del discorso è “l’uomo sta diventando ambiguo come una donna”.
    è ovvio che in un sistema in cui la linearità è considerata rude e gretta,
    la gente tende ad adeguarsi.
    mi sembra ovvio.

    per il resto trovare dei parallelismi sulla psicologia maschile e il crack finanziario è degno di un romanzo fantasy.

  • Drachen

    ancora? “livore personale” ?
    insomma o contestiamo le idee di Fini, ma contestare l’interlocutore insinuando cose del genere è degno di Porta a Porta.
    1) Le acquisizioni tecnologiche sono condizione sine qua non dell’emancipazione femminile. Ciò ovviamente, per chi pensa che il
    livello naturale sia essenza dell’umano, è negativo.
    O si assumono posizione liberticide per l’individuo o si accetta la decrescita totale. Strano che siano quasi tutti uomini quelli che optano
    per un ritorno al “selvatico”.
    2) Il conflitto tra i sessi non si risolve negando le caratteristiche peculiari maschili e femminili. Caratteristiche che, in forme diverse e a volte patologiche, continueranno a manifestarsi. L’Aventino dei maschi in Italia,
    oppure la situazione dei norvegesi, gli hikkikomori in Giappone, ecc.
    3) la società è maschilista nel materialismo che le donne propugnano,
    ma non è maschilista in tutto l’inespresso che ci sta in mezzo.
    nei rapporti sociali, nella cultura, nelle parole, nei media, la società
    è fortemente femminilizzata. c’è il rifiuto totale del “maschio” come archetipo (il maschio è rude, grezzo, violento).
    o si comincia a capire che rude, grezzo e violento sono tratti essenziali
    dell’individuo maschio (ovviamente senza cadere in estremi) o
    saremo sempre daccapo.
    4) soluzioni? o si supera il concetto di coppia, portando conseguentemente alla sterilizzazione di fatto della società, o i ruoli
    torneranno a essere determinanti. è bene che questo sia ben chiaro.
    5) un uomo, che non abbia potere sul figlio, evita di fare figli.
    e ha ragione. le cose si fanno per interesse, che può essere reciproco o no. quale vantaggio ha, ad oggi, un uomo nello sposarsi e fare figli?

  • Drachen

    vale anche per le donne con il padre, o loro sono esseri superiori?

  • cloroalclero

    io invece trovo queso parallelismo col crack finanziario estremamente interessante…

  • Drachen

    non sapevo che gli investitori fossero tutti maschi, i dirigenti americani tutti maschi, gli operatori tutti maschi.
    ho qualche dubbio in proposito.
    inoltre era palese che Fini si riferiva a regole morali che stridono con gli istinti naturali. perchè una regola morale implica poter arrivare al sacrificio della vita (l’istinto di morte maschile) che si contrappone alla femmina vitale (istinto di conservazione).
    in questa differenza non c’è nulla di male, tranne che per le femministe.

  • Guajiro

    Avra’ anche litigato con la tipa .. sara’ anche banale e istintivo pero’ miiii…. c’ha ragggione, il fatto e’ che gestire una donna non e’ facile, provare per credere.. nel dubbio lasciate stare…

  • Ascanio_il_Maltese

    Degna di plauso questa considerazione. Mi associo.
    Quando si parla di animali eterogenei come il leone e la pantera (entrambi predatori ma con comportamenti e usi diversi) l’unica cosa che si può dire è che tra di loro possa instaurarsi un rapporto di comune beneficio che nel caso dell’uomo si tradurrebbe con l’accoppiamento, visto che non sono presenti animali in natura più “vicini” all’uomo come lo è la donna. Il mondo che la donna vive è stato costruito fondamentalmente dall’uomo unicamente. Le eccezioni non cambiano la regola. Con questo non significa che la donna sia declassata da quello che è: nessuno dice che il gabbiano sia migliore o peggiore della rondine. Appartiene ad un’altra famiglia. Quando si tratta di decisioni e cambiamenti il compito è affidato a chi lo ha sempre fatto sin dall’inizio dei tempi. Ad ognuno il suo compito. Se poi il deterioramento della società fa filtrare fino a portare la donna nei centri di potere a lei estranei per natura, allora poco a poco si avrà la degenerazione del sistema tutto. Non a caso le culture musulmane le hanno messe unicamente dove devono stare. Un solo singolo errore potrebbe nel tempo significare l’inizio del declino. Per cui l’estremismo si palesa da sé. La nostra società ormai è compromessa irreversibilmente.
    E’ altresì ridicolo sentir dire che le donne sono da sempre state vittima di repressioni causa principale la forza fisica che l’uomo ostentava nei loro confronti.
    Le donne non “donne” nella storia si son sapute imporre alla stessa stregua dell’uomo perchè proprio non avevano le prerogative comuni delle altre donne. Quindi erano più vicine agli uomini nel modo di pensare ed agire. In tutto. Quindi il sentimento che sorge nelle menti di loro stesse dopo affermazioni tali, e cioè di parte lesa ed offesa, è ingiustificato.
    Come affidare al proprio cane il compito di effettuare la vendita allo stoploss dei 12,000 punti dell’indice il quale dovrebbe cliccare al momento giusto. Il cane dopo esser stato sgridato per non aver eseguito correttamente l’ordine se ne andrebbe offeso e confuso…
    Non se ne vogliano le donne per queste affermazioni.
    L’esempio è chiaro.
    Complimenti all’autore dell’articolo.
    Era ora di render noto uno dei mali che affligge la società moderna se si vuole impostare e progettare la base per un qualcosa di migliore. L’importante è imparare dagli errori.
    Si può vedere cosa dice Arthur Schopennauer nel “Mondo come volontà e rappresentazione” dove nei supplementi dedica un capitolo intero sulle donne.
    Non si credano importanti solo perchè si vedono così strombazzate e presenti in ogni pubblicità. E’ solo commerciale. L’uso fatto di loro è esclusivamente di esca per attrarre e colpire. Come il vermicello sull’amo da pesca. Bel podio nevvero?
    Dove sono finite le vere donne di una volta? Quelle che passavano 3 ore con il mestolo sul parolo di rame a girare la polenta? Quelle che avevano sotto controllo ogni cm della dimora loro e dei loro mariti che tornavano esausti dal lavoro e oberati dai loro problemi?
    Saluti

    P.S.: Non sono omosessuale. Le donne mi piacciono pure tanto. Ma quelle “pure”. Quelle esenti dal mostro che si è impossessato delle loro menti che le dondola come marionette idiote e pure contente!!

  • albertgast

    Wall street, quante donne ci vede?
    http://diversityjobs.com/files/images/le_floor_de_Wall_street.jpg
    …………………Tokio
    http://temporeale.libero.it/libero/news/img/big/epa30xf9X_20081230.jpg…………Londra http://www.piazzaffari.info/wp-content/uploads/2008/08/london-metal-exchange.jpg……..Federal reserve, quante direttrici donne ci vede? 1914-1916 Charles Hamlin
    1916-1922 William P. G. Harding
    1923-1927 Daniel Richard Crissinger
    1927-1930 Roy A. Young
    1930-1933 Eugene Meyer
    1933-1934 Eugene R. Black
    1934-1948 Marriner Stoddard Eccles
    1948-1951 Thomas B. McCabe
    1951-1970 William McChesney Martin, Jr
    1970-1978 Arthur Burns
    1978-1979 William Miller
    1979-1987 Paul Volcker
    1987-2006 Alan Greenspan
    2006- Ben Bernanke
    …………………
    Banca d’Italia
    Governatori (dal 1928)
    Bonaldo Stringher (1928 – 1930)
    Vincenzo Azzolini (1931 – 1944)
    Luigi Einaudi (1945 – 1948)
    Donato Menichella (1948 – 1960)
    Guido Carli (1960 – 1975)
    Paolo Baffi (1975 – 1979)
    Carlo Azeglio Ciampi (1979 – 1993)
    Antonio Fazio (1993 – 2005)
    Mario Draghi (dal 2006)
    ……………
    Ok, ok, ho voluto divertirmi un po’……cmq donne nemmeno l’ombra. Nemmeno io ci vedo nulla di male nelle differenze fra uomo e donna. Anzi, meno male che ci sono!Voi maschietti, però, smettetela di fare i vittimoni giganti, che non vi si confà.

  • FrancyDafne

    Ho appena aggiornato il mio blog con un nuovo articoletto dal titolo:

    “Come Don Chisciotte”, un forum in cui ho casualmente ritrovato un mio articolo commentato e criticato”.

    Spiacente se, dopo ben tre mesi, ritiro fuori un argomento che – giustamente – era finito nel dimenticatoio morto e sepolto. Nei giorni seguenti cercherò di rispondere a tutte le critiche che ho letto.
    Intanto, di seguito, incollo l’ultima cosina che ho pubblicato sul mio blog.
    Ciao ciao

    Vorrei segnalare ai/lle lettori/rici del mio blog che un certo Claudio Ciani, tre mesi fa, mi ha scritto una email per mettermi al corrente che aveva copiato il mio commento all’articolo di Massimo Fini e l’aveva incollato nel suo sito “Politicamente.net.”, forum che potete consultare cliccando sulla seguente URL:
    http://www.ibfree.org/index.php?forum=politicamentene&showtopic=166

    Mai avrei potuto immaginare – e la mia sorpresa è stata veramente grande – che la stessa cosa l’aveva fatta, negli stessi giorni, un certo Davide sul suo forum dal titolo “Come Don Chisciotte”:
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5667

    E’ successo che oggi, nell’ambito di una lezione dedicata al VII modulo per il conseguimento del patentino “ECDL”, mentre l’insegnante ci spiegava la differenza fra i motori di ricerca “Google” e “Altavista”, ho provato a digitare il mio nick name nel campo di ricerca di “Altavista”, cosa che non avevo mai fatto prima d’ora. Nella videata che si è presentata ai miei occhi, nell’ultimo link dell’elenco (quando si dice il caso….) ho letto, con mio grande stupore:
    “ComeDonChisciotte – UNA RAZZA NEMICA, MEGLIO SOLI”
    Sul momento ho addirittura provato un po’ di piacere al pensiero che il gestore di quel forum, avendo trovato interessante quanto avevo scritto, aveva deciso di segnalare il mio semplice articoletto all’attenzione delle persone iscritte nel suo forum, ma quando ho letto i commenti che sono stati così garbatamente dedicati alla mia “fatica letteraria”, ho immaginato che più che l’interesse, ciò che aveva spinto il signore in questione a utilizzare il mio scritto, era stata la possibilità di solleticare la sarcastica verve de’ gentlemen che animano la sua allegra comunità. Un jeu d’esprit insomma, non certo un momento di confronto fra posizioni diverse su un argomento stimolante.
    Una delle critiche più curiose che mi sono state rivolte è stata quella di aver perso il mio tempo nell’inutile risposta che avrei dato all’articolo di Massimo Fini. E’ vero, ne convengo, sono una persona che sciupa spesso e volentieri il suo tempo, e lo sciupa così bene da aver deciso di leggere tutti i commenti e di rispondere a tutti quelli che la tirano in ballo.

  • Truman

    Potrà sembrare strano, ma qui gli articoli li posta la redazione, mentre i commenti sono degli utenti.
    Evidentemente il commento all’articolo di Fini alla redazione è sembrato interessante, ma non tutti i lettori la pensano allo stesso modo.

    Potrà essere gradito o meno, ma qui si fa di tutto per evitare di censurare i commenti.

  • FrancyDafne

    Salve signor Truman. Uhm…. diciamo che l’unica cosa che mi è sembrata strana è stata quella di aver ritrovato un mio articolo in un altro forum. Io non conosco i motivi per i quali la redazione ha deciso di copiarlo e incollarlo qui nel loro sito, tuttavia che non tutti i/le lettori/rici la pensino allo stesso modo penso sia fondamentale affinché possa iniziare un dibattito. Quanto all’ultima frase, la penso esattamente come lei, dopo tutto sono una persona libertaria, e quindi Libertà, Libertà e Libertà sovra ogni cosa. Anche quella di rispondere alle critiche ricevute (ho quasi terminato).

  • FrancyDafne

    Finalmente ho pubblicato sul mio blog la mia risposta. La si può leggere cliccando sul seguente link:
    http://francydafne.blog.lastampa.it/

    Questo è l’incipit:

    Finalmente ho risposto alle critiche, agli insulti, alle calunnie di chi si diverte a fare i conti senza l’oste. E mi sta anche bene, così imparo a toccare certi “mostri sacri” dell’informazione come il dottor Massimo Fini.
    Qui di seguito presento la mia risposta a 18 interventi che mi tirano in ballo, nell’ordine: guru2012, mendi, castigo, prischia, Andrea Komunist, wonga, xmas, zufus, pietro200, Hassan, GioCo, Santaruina, Drachen, Rodelli, albertgast, frankleone, Pausania e cloroalclero.
    E per oggi la “gang bang” di turno è a posto.

    P.S. Una piccola curiosità. Curiosando per il blog del gestore che ha prelevato questo mio articolo e l’ha pubblicato dandolo in pasto a tanta brava gente così desiderosa di comunicare, ho notato, in fondo alla pagina, un elenco di blog. Ad un certo punto ho letto la parola “Kelebek”. “Wow”, ho pensato, “c’è anche il blog del mio amico Miguel Martinez”. Ebbene, pensate che se provate a cliccare sul link del blog del signor Martinez, vi ritrovate in una bella home page di colore giallo (il mio colore preferito fra l’altro) e in fondo a destra potete leggere che vi sono alcune persone elencate sotto la voce “I saggi”. E infine, sorpresa! fra i saggi compare il mio nome, e cliccando il mio nome si finisce dritti dritti nel mio blog. Inutile dire che non ho mai chiesto al signor Martinez di fare pubblicità al mio blog, e chissà che, leggendo le grandi verità che scrivete su di me, il signor Martinez finalmente si ricreda e condanni all’oblio questo mio piccolo spazio di Libertà.
    Com’è piccolo il mondo, vero?

  • Niccolauser

    Cara Dafne,se posso dire la mia,
    non concordo affatto col Sig. Fini per l’estremismo dell’articolo, non amo affatto le irritanti generalizzazioni sui sessi. Infatti leggendo le prime righe della tua replica concordavo in pieno. Mi dici: “Donne e uomini non sono rubricabili sotto un’identica voce, non ci sono donne e uomini, ma infinite tipologie di donne e infinite tipologie di uomini, senza contare poi l’altissimo numero di sfumature di genere che rendono tanti esseri umani tutt’altro che uomini o donne”. Molto bene.
    Ho dovuto ahimè constatare che sei scaduta poi in un banalissimo e desolante elogio del sesso femminile, scontatissima e orgogliosa difesa della categoria.
    “Se gli uomini facessero un decimo di quello che fanno le donne”, “Dalle donne i maschietti avrebbero tanto da imparare”… Dunque, come conosco (e frequento) donne capacissime a cui affiderei me stesso, ho conosciuto donne che non sapevano fare un cacchio e da cui in tutta franchezza non sentivo di avere niente da imparare (se non forse come mettermi il fondo tinta e il rimmel in modo corretto, ma io non li uso). Stessa cosa riguardo a uomini che ho incontrato. Io stesso mi sono sentito sia più capace di certi uomini e certe donne, sia inferiore a loro.
    Ho pure conosciuto donne costituzionalmente incapaci di prendere le cose di petto e in maniera cristallina e uomini che mi hanno insegnato a essere piu diretto nell’agire. il ragionare per “arabeschi” non ha sesso nè età.
    Se mi attaccano la categoria maschile in senso lato: “gli uomini fanno questo e quest’altro etc”… io non mi offendo per nulla, mi offendo solo se vengo attaccato direttamente nelle mie peculiarità come persona, se mi imputano difetti che ritengo di non avere, altrimenti potrebbe essere un segnale che le critiche, seppur generali, mi toccano nel vivo, quindi sotto sotto sono vere.
    Saluti
    Niccolauser