UNA MACROREGIONE PER CURARE IL SUD

UNA MACROREGIONE PER CURARE IL SUD

DI GIORGIO RUFFOLO

ilmanifesto.it


La Svimez (Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno) è un'istituzione seria, autorevole, competente. Una di quelle che ci permettono di non disperare di questo paese. Pur nel suo linguaggio, per ormai lunga tradizione asciutto e discreto, il messaggio del suo ultimo rapporto (L'economia del Mezzogiorno) presentato in questi giorni, è particolarmente inquietante. Per il Mezzogiorno e per l'intero paese. «L'Italia - ammoniva Giuseppe Mazzini - sarà quel che il Mezzogiorno sarà».



L'immagine che emerge del Mezzogiorno in questo rapporto non fa bene sperare dell'uno e dell'altra.

Condensiamola, questa immagine, in pochi tratti. Economica, sociale e (forse gli autori esiterebbero a definirla così) morale. Il ritratto economico del Mezzogiorno è solitamente riassunto nel divario del prodotto pro capite rispetto al Centro Nord, che è rimasto sostanzialmente immutato negli ultimi trent'anni, attorno al 40 per cento. Negli ultimi otto anni però il Sud è cresciuto meno del Nord e il divario è aumentato. Il Sud, in cui vive un terzo degli italiani, produce un quarto del reddito nazionale. E resta il territorio arretrato più esteso e popoloso dell'area dell'euro.

L'attuale crisi ha colpito il Mezzogiorno molto più severamente del nord: in un anno, una contrazione del 4,5% del suo reddito rispetto all'1,5%. Ormai da otto anni il Sud cresce meno del Nord. L'industria meridionale ha subito colpi gravi (vedi Termini Imerese e Pomigliano d'Arco). Le risorse finanziarie destinate al Sud sono state in parte dirottate verso altre destinazioni. L'occupazione meridionale è diminuita tornando ai livelli di dieci anni fa. Il tasso di disoccupazione è salito al 12,5% al Sud contro il 5,9% al Nord. In venti anni 2milioni e 385 mila persone hanno abbandonato il Sud. Dal punto di vista del benessere, o piuttosto del malessere sociale, la qualità dei servizi pubblici (giustizia, sanità, istruzione, trasporti, servizi locali, ambiente, sicurezza) è peggiorata, così come la raccolta differenziata dei rifiuti inferiore dell'85% rispetto agli obiettivi. E gli infiniti tempi di attesa dei processi civili. La povertà è nel Sud tre volte quella del Nord. Nemmeno una famiglia su quattro guadagna più di 3mila euro al mese contro il 42% delle famiglie al Nord.



Last, not least, la criminalità. Gli indubbi successi nella lotta alle mafie le hanno scosse, ma tutt'altro che sgominate. Le perdite sono presto compensate dai nuovi afflussi. Non solo: le mafie si estendono al Nord. Come la Svimez afferma, quello della presenza mafiosa è l'unico divario territoriale che si sta colmando. Insomma, aveva ragione Mazzini. E anche l'altra presenza, degli imbroglioni piduisti, in forte espansione, sembra equamente ripartita tra Milano e Napoli. In sostanza che le due parti del paese si stanno separando economicamente e socialmente, soltanto la criminalità tende ad estendersi in tutto il paese. Perfettamente compatibile con una separazione politica. Anzi, per le mafie non c'è di meglio.
Il Rapporto, però, non si limita a tracciare il desolante quadro. Diversamente dal riformismo chiacchierone, esso avanza le proposte di una radicale svolta della politica meridionalistica. Si tratta di tornare a una visione unitaria della "questione meridionale". A un piano del Mezzogiorno e ad una Agenzia destinata a dirigere e a gestire progetti strategici: acque, rifiuti, difesa del suolo, infrastrutture strategiche. Una riedizione aggiornata della "Cassa" posta sotto il controllo di un Consiglio con i rappresentanti del Governo (Ambiente e Infrastrutture) e delle otto Regioni. Si ricostituirebbe così uno spazio di programmazione unitario del Mezzogiorno, una "macroregione".


La proposta si avvicina molto a quella, ancor più radicale, che è stata da me avanzata (discussa su queste pagine) che prevede una riforma costituzionale, con la formazione di uno Stato federale composto da due macroregioni (del Nord e del Sud), legate da un patto e mediate da un governo nazionale con un presidente della Repubblica eletto dal popolo.

Il Rapporto Svimez costituisce un'occasione per realizzare un riforma costituzionale ispirata a un federalismo autenticamente unitario; per fare finalmente del problema meridionale una grande occasione di sviluppo per tutto il paese e per l'Europa.

Giorgio Ruffolo

Fonte: www.ilmanifesto.it

23.07.2010


VEDI ANCHE: NORD CONTRO SUD: IL BIPARTITISMO DELLA REALTA’

Commenti (37)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Lowspirit 2 agosto 2010

      Il Sud ha già dato, e parecchio, sia in termini economici, di vite umane, ecc.
      Quanti meridionali durante le 2 guerre hanno combattuto per difendere un paese che non era nemmeno il loro?
      Bastava, ad un cittadino del nord, esibire un documento che attestava che si lavorava in un'industria che forniva equipaggiamenti utili alla guerra per esserne esentati.
      Leggetevi la storia, quella vera, che non troverete a scuola, anche prima del regno d'italia, così smetterete voi di dire le vostre QUOTIDIANE bestialità

    1. wiki 27 luglio 2010

      da dove verrebbero questi dati statistici dall'associazione svimez per lo sviluppo del mezzogiorno probabilmente formata da tutti meridionali ? O forse da topolino ? perche io ho dati calcolati da un' università che sarebbero PARECCHIO DIVERSI, sempre che l'università che me li ha forniti io sia non sia infestata da leghisti...

      Se anche i dati statistici diventassero oggetto di manipolazione politica allora possiamo anche fare a meno di parlarci perche è noto che chi vuole trasformare la propria fantasia in realtà non è un buon interlocutore...

    1. wiki 27 luglio 2010

      Purtroppo ho da dirti che contro taluni governi eletti da parte della società italiana e con una finta opposizione che ha agevolato la presa del potere da parte di taluni politici...i metodi sono solo due ...o la rivolta o l'attesa delle prossime elezioni confidando che si attivino delle vere forze di opposizione ben diverse da quelle attuali...vorrei dire che taluni politici hanno però ricevuto grossa parte dei voti al sud per cui doppia omertà...nella vita comune e nelle urne come sembra sia successo per 60 anni di repubblica italiana e come accenna qualcuno qui sopra dicendo che il sud ha costituito una riserva di voti per il politico corrotto di turno...non c'era dunque solo collusione o omerta con i mafiosi am anche con i politici corrotti che presto hanno provveduto a stringere accordi collusivi con le mafie da quello che si viene a sapere dai tribunali...per governanti esiste l'arma un pò spuntata del voto...alle comunali, alle regionali alle provinciali, alle politiche alle europee...

    1. wiki 27 luglio 2010

      son d'accordo nel dire che qualche volta la lega dice cazzate ma spesso certi meridionalisti dicono delle BESTIALITÀ...

    1. wiki 27 luglio 2010

      ottimo commento chieppelab !!

    1. Jasmine 27 luglio 2010

      Definire l'ex ministro socialista Giorgio Ruffolo, l'autore del primo Piano programmatico economico e finanziario mai adottato in Italia, un giornalista del Manifesto, è come definire Guglielmo Marconi l'elettrotecnico sotto casa ...

    1. prodomo 27 luglio 2010

      Infatti le mafie e la politica corrotta sono rigidamente attente alla dicotomia nord-sud, vero? I camorristi quando arrivano a Roma tirano il freno a mano.... "AAAAAAAALT! Guaglio', fermamioci qua che là c'è il nord, lì non ci vogliono". I politici poi... ahahahah
      Scusate, sarò peter pan ma trovo incredibile che ci sia ancora gente ben disposta verso le cazzate giganti della lega...

    1. chieppelab 27 luglio 2010

      il sud non ha bisogno di altri aiuti, di qualunque natura essi potrebbero essere, il sud si aspetta sempre tutto dal governo, dal nord, dai governanti... ecc...

      la differenza tra nord e sud, sta nella mentalità; il sud si aspetta un aiuto sempre, il nord non si aspetta aiuti e a testa bassa lavora e va avanti.

      SUD: aiutati che il ciel ti aiuta !

    1. cinnamon 26 luglio 2010

      Avete mai pensato ad un Sud Italia Rosso? Io si!
      Un piccolo Venezuela per esempio, una Repubblica Socialista Sud Italia fuori dall'Europa, libera dal Trattato di Lisbona

      Chi non amerà il Socialismo potrà sempre emigrare, i settentrionali che vogliono vivere meglio possono sempre trasferisi e venire al meridione per vivere una vita nuova, una vita piena di valori e fratellanza.

      Statalizzeremo tutto e finalmente in Italia avremo una Destra e una vera Sinistra

      Avremo il nostro Governo,Banche, Polizia e Esercito. Ripuliremo le nostre terre punendo le aziende che ci hanno avvelenato, avremo la nostra moneta, spazzeremo via la mafia , toglieremo i ripetitori televisivi dei padroni Usionisti tutti, soprattutto quelli Rai, così finalmente la gente potrà di nuovo uscire e ritrovarsi nelle piazze e nelle strade incontrarsi e fare figli.

      al nord la bandiera verde al Papa quella bianca e noi la rossa.

      Ci dedicheremo all'arte ,la poesia e alla prosa, ammazzeremo la società del consumismo ridando un giusto valore a questa vita.

      Tu non conosci gli uomini e le donne del sud cara Debora!ricicleremo i metalli e la spazzatura.

      Il nord ci ha affamati perchè aveva paura che l'Italia diventava tutta rossa, ci hanno usati come bacino di voti per la DC contro un nord ormai quasi tutto comunista ,siamo stati manodopera a buon mercato ci hanno trattati peggio degli extra comunitari(loro almeno possono accusare il nord d'essere dei razzisti, noi neanche quello)peggio dei settentrionali solo i tedeschi, ma ora ci sono i neri che fanno i facchini e i muli, ora non hanno più bisogno di noi e questo loro non lo diranno mai.

      . E' solo un sogno di questa calda estate? io spero sia una prossima realtà

      . Ps. lascio il Papato fuori dal meridione,e anche Di Pietro(troppo gnurante per noi del sud) e tutto il resto del cucuzzaro

    1. Matt-e-Tatty 26 luglio 2010

      Certamente, i cittadini caalabresi, campani, siciliani ecc. non si ribellano.... ma come la mettiamo con noi?
      Non è molto che è venuto il terremoto all'Aquila... hanno espropiato le terre per pubblica utilità, quindi quasi gratis... e hanno costruito... delle abitazioni popolari economiche a 2900€/m2... 3 volte il costo di costruzione per quelle catapecchie!
      Ce lo hanno fatto sotto il naso, non si tratta delle cifre occulte di una Tav di cui nessuno sa nulla, lo hanno detto ai telegiornali, la questione era sotto gli occhi di tutti.
      Possiamo permetterci di bisimare il calabrese che non si ribella quando ammazzano la famiglia del fruttivendolo sotto casa che non vuol pagare il pizzo? Lui se non altro ha la scusante che sà bene con chi ha a che fare, se il boss e i suoi parenti cercano posteggio gli cede volentieri il suo tanto sà bene chi sono.
      Noi che sapevamo bene chi chi ci stava intascando i denari per la ricostruzione dell'aquila siamo andati a linciare Berlusconi, Bertolaso e compagnia cantante? Come ci comportiamo noi rispetto al Crotonese o al Cosentino? La solidarietà e il coraggio li devono avere solo loro? Non la stò accusando di nulla, solo cerco di farle capire che non è così semplice e così ridotto il discorso e accusare di codardia chi vive al sud è ingiusto, almeno per come la vedo io.
      Le racconto l'ultimo aneddoto che è capitato a mè personalmente e che ho già quasi citato.
      Una dozzina di anni fà sono andato a Isola di Capo Rizzuto, ospite di un famiglia che vive nella mia città (i pasticceri che ho menzionato), hanno una casa ancora la, a poche centinaia di metri dalla spiaggia, in periferia.
      Il giorno prima che arrivasi hanno trovato un cadavere sul corsello che percorrevamo per andare in spiaggia, mentre ero là è sparito un tale con tutta la macchina e sono andato via che lo dovevano ancora trovare.
      Una sera mi carico gli amici in auto e ci avviamo verso una festa di paese con bancarelle ecc, c'erano pochi parcheggi e ci siamo messi a girare per trovare un buco in cui mettere la macchina... vedo uno che esce da un parcheggio e mi avvicino... appena liberato il parcheggio mi è sfrecciata davanti una golf con dentro 4 tipi, si sono parcheggiati, sono scesi e mi hanno guardato ridendo...
      Io allora ancora in giovane età e molto impulsivo sono sceso, ero intenzionato a prendere l'autista per la coppa e dargli una carica di sberle.
      Gli amici e la mia ragazza mi sono saltati addosso, i tipi ridevano... erano i figli del boss del paese.
      Si avvicina un vigile che aveva assistito a tutta la scena dall'inizio, mi guard cattivo chiedendomi se avevo qualche problema, poi ha guardato i mafiosi che ridevano allo spettacolo e mi ha intimato di togliere la macchina di mezzo.
      A buon intenditore...

    1. wiki 26 luglio 2010

      evidentemente se i fondi che potrebbero costruire tutte infrastrutture e anche di più di quelle necessarie al sud non venissero sperperati o spesi in corruzioni e clientelismi a quest'ora avreste con tutti i finanziamenti che vi sono pervenuti dal nord,migliori infrastrutture anche di quelle del giappone dove notoriamente i soldi per gli investimenti vengono investiti e non trafugati dalle mafie magari con parte consistente della società complice e collusa ( fosse anche indirettamente ) con la mala vita...

      Quando si ruberà di meno al meridione allora qualche parsimonioso investimento sarà ancora possibile, ma finche gira certa classe politica collusa con le mafie allora io personalmente ritengo che proporre ulteriori finanziamenti per il solito malandato e lagnoso meridione sarebbe solo un BESTIALITÀ...

    1. wiki 26 luglio 2010

      "A fare i fenomeni da quà siam capaci tutti ma se il fenomeno lo fai in certe zone ti ritrovano dentro un sacco del patume. Secondo mè è una soluzione che non può essere risolta, per cambiare le cose occorrerebbe demolire la struttura statale per prima e la struttura mafiosa parastale una volta privata degli appoggi politici. Per farlo servirebbe un esercito e metodi da gestapo... signicherebbe avere uno governo molto sanguinario e non colluso con la criminalità, con volontà di assassinare sommariamente decine di migliaia di persone che costituiscono la spina dorsale del sistema mafioso. Ci sono intere famiglie che vivono alle spalle di chi lavora, che non si fanno alcuno scrupolo, minacciano, bruciano, sparano... dopo essere scesi al loro livello con tanto di esecuzioni sommarie (son talmente tanti che non è nemmeno ipotizzabile di metterli in galera e di processarli) la gente onesta (la maggior parte) potrebbe apriere l'officina, la falegnameria, la pasticceria, l'azienda agricola ecc. ergo, non è possibile fare nulla e non vi è alcuna via di uscita perchè l'unica soluzione è troppo radicale e utopica per essere attuata. Per quanto riguarda la macroregione... fà scappare dal ridere, possono fare quello che gli pare ma senza sradicare certi poteri non si può fare proprio nulla, tanto vle che le persone oneste se ne vadano altrove, là non c'è alcun futuro per chi non è disposto a entrare a far parte del sistema."

      Praticamente stai sostenendo la mia ipotesi stai dicendo che è talmente diffusa ( è maggioranza o quantomeno è il potere più forte...evidentemente perche sostenuto dai più se è vero come è vero che l'unione fà la forza...)la malavita al sud e talmente forti e diffuse sono le collusioni ( fossero anche solamente omertose...) con la malavita da parte della società, che uno che si si opponesse dovrebbe fare l'eroe o forse più correttamente la vittima predestinata, perche non troverebbe supporto dalla maggioranza della società che lo circonda ( ...l'unione fà la forza... da che mondo è mondo...e a tal proposito hanno un bel parlare gli abitanti del meridione di solidarietà che pretenderebbero dal nord quando su problemi così gravi come la mafia, spesso da quel che si capisce non riescono nemmeno ad essere solidali l'un l'altro).

      Se questa è la situazione allora si dovrebbe stabilire per legge un duvueto assoluto di fnanziamenti per le zono disagiate del sud...tanto già si sa dove vanno a finire detti finanziamenti...e specularmente che ripropone per l'ennesima volta in finanziamenti per il solito meridione disagiato, potrebbe essere probablimente in malafede tanto più se provenisse da quelle regioni conoscendo bene quale fine farebbero detti finanziamenti...

      Sarà certamente poco popolare dire quel che sto dicendo...ma per come la vedo io è molto verosimile...

    1. Matt-e-Tatty 26 luglio 2010

      Io sono originario, nato e cresciuto nel nord italiano, mi è capitato di andare al sud in villeggiatura, ho anche numerosi amici che vivono nel mezzogiorno e che provengono dal mezzogiorno, con loro si è palato spesso di malavita, malavitosi, finanziamenti al mezzogiorno.
      Gli investimenti destinati per 60 anni come dice sono finiti nelle solite tasche, e ce ne sono ben visibili le tracce.
      Numerosi industriali (o presunti tali) si sono recati al sud per aprire fabbriche e attività, hanno ottenuto finanziamenti alzando 4 pilastri per dei capannoni e si sono dati col bottino.
      Tutta la periferia di Cosenza (per dirne una) è occupata da scheletri di capannoni incompiuti, non è per sentito dire, li ho visti.
      Il mezzogiorno non può sollevarsi dall'abbandono e dal malaffare perchè quegli aiuti in effetti non hanno aiutato nessuno degli aventi diritto.
      Anche senza aiuti, o finanziamenti per lo sviluppo, non è possibile aprire nessuna attività produttiva in quei luoghi, nemmeno con piccoli investimenti da risparmi privati, perchè solo un pazzo aprirebbe qualcosa là.
      Una famiglia di miei amici proviene dalla zona di Crotone, sono quì al Nord da almeno 30 anni, due dei componenti della famiglia sono pasticcieri.
      Mi raccontavano che gli sarebbe piaciuto aprire un laboratorio di pasticceria nella loro terra ma non si sognano di farlo perchè se non paghi il pizzo ti danno fuoco al locale se va bene, alla famiglia se và male.
      Non si possono mandare denari pubblici al Sud perchè non ci sono i presupposti per creare alcunchè ma smettiamola con questi luoghi comuni in cui i meridionali hanno rubato o non hanno sfruttato le risorse o che non si ribellano.
      A fare i fenomeni da quà siam capaci tutti ma se il fenomeno lo fai in certe zone ti ritrovano dentro un sacco del patume.
      Secondo mè è una soluzione che non può essere risolta, per cambiare le cose occorrerebbe demolire la struttura statale per prima e la struttura mafiosa parastale una volta privata degli appoggi politici.
      Per farlo servirebbe un esercito e metodi da gestapo... signicherebbe avere uno governo molto sanguinario e non colluso con la criminalità, con volontà di assassinare sommariamente decine di migliaia di persone che costituiscono la spina dorsale del sistema mafioso.
      Ci sono intere famiglie che vivono alle spalle di chi lavora, che non si fanno alcuno scrupolo, minacciano, bruciano, sparano... dopo essere scesi al loro livello con tanto di esecuzioni sommarie (son talmente tanti che non è nemmeno ipotizzabile di metterli in galera e di processarli) la gente onesta (la maggior parte) potrebbe apriere l'officina, la falegnameria, la pasticceria, l'azienda agricola ecc. ergo, non è possibile fare nulla e non vi è alcuna via di uscita perchè l'unica soluzione è troppo radicale e utopica per essere attuata.

      Per quanto riguarda la macroregione... fà scappare dal ridere, possono fare quello che gli pare ma senza sradicare certi poteri non si può fare proprio nulla, tanto vle che le persone oneste se ne vadano altrove, là non c'è alcun futuro per chi non è disposto a entrare a far parte del sistema.

    1. roberto4321 26 luglio 2010

      secondo il recente saggio "il sacco del nord" di Luca Ricolfi, in Nord trasferisce al Sud da 50 a 90 miliardi all'anno sotto forma di spesa pubblica, pensioni (di invalidità o non coperte da contributi), stipendi agli statali (5 volte gli statali del nord) ecc ecc
      Il solo terremoto dell'Irpinia è costato ai contribuenti italiani quasi quanto agli USA costò la missione Apollo, pur vivendo gran parte dei terremotati di allora ancora nelle baracche.
      DI fronte ad uno spreco di denaro pubblico così massiccio, la strada percorsa fino ad ora è stata di aumentare la quota destinata al Sud, che inevitabilmente però invece che essere destinata alla costruzione di ponti e ferrovie, è andata ad ingrassare una casta parassitaria e malavitosa (peraltro tollerata ed perfino eletta dai cittadini meridionali col voto di scambio).
      Ora la festa è finita, lo so vorreste altri soldi per tutte le possibili ragioni storiche, ma non c'è più trippa per gatti, o almeno il nord non è più disposto a firmare degli assegni in bianco.
      D''ora in poi dovrete camminare con le vostre gambe, eleggere dei politici onesti, premiare (e non taglieggiare) chi produce. Se ci riuscirete il nord non mancherà di aiutarvi nel percorso, ed assisterete sicuramente nel tempo al nascere di una nuova classe media meridionale ed alla rinascita del meridione. Se fallirete, continuando ad agognare come l'aria gli aiuti del settentrione e rifiutando il federalismo, il nord se ne andrà al suo destino lasciandovi al vostro.

    1. xl_alfo_lx 26 luglio 2010

      Il problema è di politica nazionale. Quanti km di autostrade solcano il Nord e quante il Sud? Quanti km di ferrovia solcano il Nord e quanti il Sud?
      Il Nord sviluppa l'alta velocità, noi siamo alla ricerca di almeno una buona andatura, impieghiamo giornate intere da Foggia per raggiungere la Calabria, la Sicilia e molte ore per la vicina Basilicata o il Molise.
      Le infrastrutture favoriscono lo sviluppo e queste le fanno i governi centrali. Qua in 150 anni non se ne sono viste. La tanto acclamata cassa per il mezzogiorno (che tanto, comunque, fece essendoci il deserto) in 40 anni ha distribuito 160 miliardi di euro, vale a dire l'1% del PIL nazionale (16000 miliardi) praticamente nulla se rapportato ai numeri che fece la Germania, all'atto dell'unificazione con la DDR. Distribuì 5 volte l'intero PIL nazionale, portando l'altra Germania immediatamente in condizione di poter essere un paese, parimenti civile e competitivo. Si è fatto lo stesso del meridione in 150 anni? Assolutamente no. Di fronte a questo davvero tutto il resto assume l'aspetto di una questione di lana caprina non credete?

    1. xl_alfo_lx 26 luglio 2010

      BZ 2237
      VDA 2086
      MOLISE 2036
      LIGURIA 1996
      LAZIO 1974
      TN 1928
      FVG 1920
      ER 1873
      PIEMONTE 1862
      TOSCANA 1837
      ABRUZZO 1772
      VENETO 1771
      UMBRIA 1753
      PUGLIA 1737
      LOMBARDIA 1735
      BASILICATA 1724
      MARCHE 1713
      SARDEGNA 1703
      CAMPANIA 1696
      SICILIA 1664
      CALABRIA 1662

      Questi sono i dati e dimostra tutta la vostra cialtronaggine dei dati statistici.
      Il sud spende meno ed è in passivo perchè incassa meno e li spende male in clientele.

      Il costo standard altre cazzate filoleghiste, forse perchè se costa di meno vuol dire che se ne fanno troppe, anche inutili?
      Dove c'è un sistema di strutture private convenzionate le TAC vanno via come il pane, costano unitariamente magari poco, ma il costo è spesso inutile per il paziente utilissimo per l'operatore privato

    1. roberto4321 26 luglio 2010

      Ho idea che questa non sia solo l'idea di un giornalista del Manifesto, ma che sia una ipotesi concreta allo studio nell'eventualità concreta ed imminente che l'Euro si divida in due (con un Euro forte ed uno debole per i PIGS). In quell'eventualità, ed in mancanza della riforma sopra descritta, il nostro Paese sarebbe destinato a dividersi in maniera traumatica come la Jugoslavia o in alternativa ad affrontare un default nel proprio debito pubblico (in mano al 60% agli americani).
      Al contrario la creazione di due macroregioni in Italia consentirebbe di attribuire allla macroregione Nord la moneta forte, ed al mezzogiorno quella debole. Con una moneta "debole" il Mezzogiorno avrebbe l'occasione per ritornare competitivo in termini di industrie e turismo, e senza più la logica dell'assistenzialismo potrebbe finalmente fare pulizia della propria classe dirigente e ricreare una classe media produttiva, il Nord invece potrebbe confluire come gli compete (e come auspica la Germania che non vuole trovarsi a competere con una Padania con la moneta svalutata) nell'area forte dell'Euro, pur continuando ad aiutare le regioni meridionali, che però a quel punto sarebbero artefici del loro destino.

    1. Jasmine 26 luglio 2010

      Ps: l'assenza della Calabria dall'elenco delle macroregioni è solo un refuso.

    1. prischia 26 luglio 2010

      "... Guaglu', fujtavinne ...", e' una frase di Edoardo de Filillippi. Quando recitava il suo viso asumeva il famoso ghigno, quando disse questa frase non dovette vare nessuno sforzo per assumerlo, conosceva Napoli!

    1. prischia 26 luglio 2010

      ... e' da quando sono nato che sento questa cosa. All'eta' di 14 anni sono scappato a Milano, altimenti ero ancora li a sentirle ripetere. Bla, bla, bla, bla...

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