UN REFERENDUM PER IL DEFAULT

DI URIEL
wolfstep.cc

Le ridicole vicende greche hanno fatto distogliere l’attenzione su quanto accaduto in un altro paese, che e’ l’Islanda. Come ricorderete, l’ Islanda aveva scommesso molto sulla finanza di carta e al botto del credit crunch si era trovata sovraesposta e i cittadini pieni di debiti. Ma non solo: una delle loro banche, che di fatto pesa sul governo, era esposta finanziariamente in maniera enorme.
Quello che e’ successo e’ che inglesi e olandesi , ovvero i loro finanzieri, si sono presentati a battere cassa, pretendendo che dopo aver causato i disastri che ben conosciamo gli islandesi li finanziassero anche , come se il disastro fosse stato un’operazione in attivo.

Il primo ministro del luogo a quanto pare si e’ rifiutato di sbattere sul lastrico la popolazione islandese, e ha convocato un referendum, che ha vinto con percentuali bulgare.

In pratica, l’Islanda ha dichiarato default, e lo ha fatto con uno strumento democratico, che e’ il referendum. Questo atto probabilmente li portera’ fuori dall’ FMI (beati loro) e potrebbe , come dice l’articolo, creare dei problemi al loro accesso nella UE.

Ma non e’ qui il punto: il punto e’ che a loro e’ accaduto quanto accadde al Dubai. Non appena il governo dichiara default, i finanzieri si precipitano a trattare, e si accordano per una restituzione molto limitata dei soldi.

Cosa significa?

Se lo facessimo in italia, cosa che auspico da sempre, e annunciassimo che il governo NON paghera’ il debito pubblico, non succederebbe quanto accaduto in Argentina (ove la crisi che e’ seguita e’ stata dovuta ad ALTRI fattori e il default e’ stato semmai una conseguenza) , succederebbe esattamente la stessa cosa: i contraenti del debito si presenterebbero a Roma a cercare un accordo , e probabilmente ci troveremmo a restituire si e no il 20% dei soldi, solo avendo un governo che faccia la voce dura, o che non abbia scelta (Solo il 13% e’ allocato ai cittadini. Il resto sono banche. Piu’ del 50% e’ all’estero).

Lo strumento del referendum, in effetti, e’ micidiale. Il debito pubblico in se’, non essendo materia fiscale, non e’ compreso nella norma costituzionale che vieta referendum sulla politica fiscale. Cosi’ , e’ possibile anche in Italia organizzare un referendum che proponga al governo di NON pagare il debito pubblico. Una volta fatto il referendum, comunque lo gestisca il governo, il debito pubblico e’ esaurito.

Faccio presente che una volta fatto il referendum, non ci sarebbe bisogno di aspettare le sue conseguenze, perche’ il rischio sara’ cosi’ alto che gli investitori abbandonerebbero in massa i titoli di stato, o comprerebbero quantita’ enormi di CDS, ammesso che qualcuno glieli venda ad un prezzo decente , cosa che non e’.

Cosi’, e’ possibile portare il paese al default in maniera democratica.

Occorre che qualcuno, lavorando con un basso profilo, costituisca un comitato per il referendum contro il debito. Diciamo un referendum che, di punto in bianco, ridimensioni il deficit al 20% del suo valore attuale.

Questo deve essere fatto in sordina, quasi per passaparola, senza troppa pubblicita’ sui giornali, solo coi banchetti per le strade. In caso arrivi un giornalista, si fugge o si risponde “no comment”.

Poi si presenta il referendum alla consulta, e si aspetta che venga dichiarato attuabile. Una volta che la notizia finisca sui giornali, DI FATTO il referendum avrebbe aumentato il rischio cosi’ tanto che tutti molleranno l’osso e si precipiteranno a trattare.

Cioe’, il default e’ dichiarato nel momento stesso nel quale e’ ufficiale che potresti anche farlo; l’esito referendario e’ quasi irrilevante.

La cosa sulla quale vorrei essere chiaro e’ che non-succede-nulla. Come nel caso greco, come nel caso di Dubai, come nel caso islandese, a quel punto iniziano trattative su come gestire la cosa. Sapete perche’?

Perche’ di fatto la finanza e’ considerata molto piu’ potente di quanto non sia in effetti. Sinora il finanziere ti ha detto “se il governo non fa come dico io, allora ritiro gli investimenti e il tuo paese fara’ la fame”. Davvero? Dimentichiamo pero’ che se il tuo “investimento” consiste nella costruzione di una ferrovia, per dire, tu non ritiri proprio nulla. E anche se non fosse un investimento materiale, non e’ che hai investito nel mio paese per farmi un favore: hai investito perche’ ci guadagnavi, e se adesso non ci guadagnerai piu’, ai tuoi azionisti non piacera’.

Morale della storia: persino stati relativamente piccoli quali il Dubai o l’ Islanda possono sfidare la finanza, che quando lo stato alza la voce si presenta a coda bassa per trattare. Faccio presente che la somma dei debiti islandesi e’ circa 11 volte il PIL, cioe’ hanno un debito pubblico del 1100% del PIL.

In passato, l’ FMI ha prestato un sacco di soldi all’Islanda, quasi 6 miliardi di euro, tramite le banche socie di Giappone e di alcuni stati scandinavi. Il problema e’ che questo referendum forse mettera’ l’islanda fuori dall’ FMI, con il risultato che giapponesi e scandinavi rimarranno senza garanzie.(1)

Morale della storia: la finanza e’ debole, e si piega molto piu’ facilmente di quanto si creda, perche’ in fondo lavora su convenzioni e leggi, che i governi sono chiamati a far rispettare. Se non vengono rispettati, semplicemente i finanzieri si presentano col cappello in mano a trattare.

Per cui, direi che se qualcuno vuole formare un comitato che raccolga firme per il default, puo’ iniziare a rimboccarsi le maniche.

E no, non aspettatevi roba del genere da gente come Grillo, sanno solo fare ammuina.

Uriel
Fonte: www.wolfstep.cc
Link: http://www.wolfstep.cc/2010/03/un-referendum-per-il-default.html#more
7.03.2010

(1) Cosi’ imparano. Il prestito nacque perche’ i russi avanzarono l’offerta di un prestito da 4 miliardi di euro, potendo cosi’ espandere l’area di influenza. L’ FMI si mosse facendo una controfferta da 6 miliardi di euro, provenienti dalla banca centrale giapponese e da quelle scandinave.

VEDI ANCHE: CRISI GLOBALE: COME TI RICATTO IL POPOLO D’ISLANDA

40 Commenti
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snypex
snypex
8 Marzo 2010 0:23

SAREBBE TROPPO BELLO, MA SIAMO GOVERNATI DA CAMERIERI DI BANCHIERI.

Eli
Eli
8 Marzo 2010 1:08

E chi potrebbe farlo, allora? Tremonti della cricca degli Illuminati? Il piduista Papy, che i soldi sa solo intascarli, ma di economia internazionale non capisce un tubo? Padoa Schioppa, che fa solo ciò che la Fratellanza vuole?
Grillo, almeno, ha un seguito. E mi pare che una cosa del genere l’abbia già proposta.

AlbaKan
AlbaKan
8 Marzo 2010 1:18

“Quello che e’ successo e’ che inglesi e olandesi , ovvero i loro finanzieri, si sono presentati a battere cassa…”

  • “olandesi e inglesi”….mi ricordano all’incirca il 16% della BCE di cui sono proprietari….ma guarda che coincidenza…
  • E come se non bastasse arrivano i RICATTI del FMI….perchè il loro “aiuto” è non ci sarà nel caso in cui gli islandesi decidessero di non pagare il debito.
  • Speriamo che si rendano conto che sono in questa situazione è per colpa di questi criminali…BCE per prima!
AlbaKan
AlbaKan
8 Marzo 2010 1:20
“Ai liberali, che non sono tutti usurai, domandiamo: perché gli usurai sono tutti liberali?
Ezra Pound docet!
roberto4321
roberto4321
8 Marzo 2010 1:24

bell’articolo, condivido in pieno. Ora mi è anche più chiaro del perchè si stia cercando di far cadere il governo Berlusconi con ogni mezzo…. lui Tremonti e la Lega evidentemente non sono allineati agli interessi dei banchieri transnazionali e 1800 miliardi di debito non sono i 4 dell’Islanda. Per la lobby della finanza è quindi vitale imporci immediatamente un governicchio avente come ministro delle finanze uno fidato come Padoa Schioppa (ex di Goldman Sachs) oppure ancor meglio un bel governo tecnico presieduto da Draghi o Monti (altri due ex di Goldman Sachs) col quale somministrarci la cura “lacrime e sangue” non appena (entro breve) la situazione volgerà al peggio..

osva
osva
8 Marzo 2010 2:03

Ecco, finalmente qualcosa di serio da fare. Io ci sto. Parliamone il più possibile con tutti.
Grillo? Grillo fece una battutina sul debito pubblico tanti anni fa, durante un suo spettacolo. Adesso che se lo sono “comprato” evita accuratamente il discorso signoraggio, finanza e debito pubblico.

Cornelia
Cornelia
8 Marzo 2010 2:03

Si sa quello che succede qui con le firme per i referendum “scomodi”: le schiaffano in un cassetto a data da destinarsi.
Mi stupisce che Uriel non consideri questi sistemini collaudati.

maristaurru
maristaurru
8 Marzo 2010 2:05

E perchè il “seguito di grillo” non l’ha fatta? Si son stancati a furia di slogan e scimmiottamenti? Uno sprechio di risorse nella zona di grillo, un contiouo bal, bla ed un nulla di fatto. Appena c’è da fare , da unirsi per qualcosa che potrebbe portare a dei risultati, al massimo si monta il palcoscenico , applausi , risate, e finisce lì. Una delusione enorme, il massimo ottenuto: quattro o 5 politicuzzi in più, forse, se non ho capito male e tanta gente che campa sopra al circo. Pareva servisse a svegliare le coscienze, così credevo, ma non è che si veda molto.

miche1e
miche1e
8 Marzo 2010 2:38

Uriel, mi deludi! Dopo l’articolo che dava la colpa ai giudici e non ai pasticci fatti dai litiganti del PdL per l’esclusione dalle liste a Roma e Milano, ecco un consiglio per un referendum impossibile.

A me risulta che i referendum in Italia possano solo essere abrogativi, e non credo che esista una legge che dica, che so: “art. x: lo stato è tenuto a rimborsare i sui debiti…”
Inoltre, pensare che la raccolta di firme per un referendum si possa fare in segreto, senza che i giornali lo vengano a sapere è anch’esso puerile.

Infine, vorrei proprio vedere Grillo o Di Pietro, che come tutti i politici sono a caccia di voti, dire che i BOT vanno rimborsati al 20%! Perderebbero in un istante il 50% dei consensi!

Intendiamoci, anch’io sono d’accordo che un governo italiano “con le pa..e” potrebbe (e dovrebbe) prendere per le pa..e i finanzieri internazionali, e azzerare o ridurre grandemente il suo debito. Ma una simile cosa potrebbe appunto solo farla un governo, e totalmente di sorpresa (e poi magari chiedere l’approvazione con un referendum confermativo).

Pausania
Pausania
8 Marzo 2010 3:12

Ormai le sparate di Wolfstep sono dappertutto. Strano che non proponga di fare un referendum per chiedere se bisogna contrarlo, il debito.

Saranno contenti i detentori di Titoli di Stato, che perderanno i loro risparmi.

AlbertoConti
AlbertoConti
8 Marzo 2010 3:23

Sottoscrivo il commento di mche1e, e aggiungo: se è vero che il debito pubblico posseduto dal “piccolo” risparmiatore italiano è il 13% del totale, perchè non pagare solo questo una volta per tutte, con soldi stampati direttamente dallo stato, senza oneri aggiunti, e affanculo il restante 87%? Con soldi stampati dallo stato non intendo banconote in euro, ma un loro equivalente di fatto, ma che nella forma non infranga il trattato di Maastricht e seguenti. In quest’arte della “presa per il culo” i nostri governi sono maestri, non possono sbagliare! Visto che stiamo sognando aggiungo pure la ristatalizzazione delle banche e banchette.

materialeresistente
materialeresistente
8 Marzo 2010 3:29

Siamo sempre in attesa del golpe, intanto spara un altro po’ di fesserie

dragan
dragan
8 Marzo 2010 3:31

in qualche modo cercheranno di farla pagare cara agli islandesi. è importante sostenerli e mobilitarsi, nel modo in cui ognuno di noi può farlo.

AlbaKan
AlbaKan
8 Marzo 2010 3:41

Un altro???????????…..ah…tu intendevi uno “buono”! 😉 😉 😉

AlbertoConti
AlbertoConti
8 Marzo 2010 3:53

Per chi può consiglio un bel viaggetto turistico, mi han detto che son soldi spesi bene.

RobertoG
RobertoG
8 Marzo 2010 4:35

Mi sembra che l’articolo racconti un diverse balle.

Non mi risulta affatto che il primo ministro islandese si sia rifiutato di rimborsare gli investitori esteri, ma anzi era stato proprio il governo che attraverso la legge Icesave aveva disposto i rimborsi per i risparmiatori anglo olandesi travolti dal default delle banche islandesi.

Il referendum abrogativo di tale legge era stato indetto dal presidente Olafur Ragnar Grimsson che si era rifiutato di firmarla.

Qui da noi che cosa dovremmo fare quindi, indire un referendum per abrogare il debito pubblico? Cosa sarebbe questo “debito pubblico” una legge? Non direi; semplicemente quando le varie tranches di titoli vanno in scadenza vengono rimborsate, così come per qualsiasi obbligazione.

Tra l’altro il debito italiano è contratto per la maggior parte all’interno per cui sarebbe un’arma rivolta verso noi stessi. Non mi pare quindi una grande idea.

Siamo già al terzo articolo in pochi giorni di questo fantasioso fregnacciaro. Come suol dirsi “non c’è due senza tre”.

Speriamo almeno che questo sia l’ultimo (almeno per un po’).

amensa
amensa
8 Marzo 2010 4:45

magari non dandogli più petrolio ?
o quali generi alimentari ?
ci si dimentica,nella foga dell’irresponsabilità, che dichiarare default conviene a chi è autonomo in tutto, cioè non ha bisogno di nessuno soprattutto per generi di prima necessità.
in tal caso è e sarà sempre sotto ricatto !

amensa
amensa
8 Marzo 2010 4:47

senti alberto, losai cosa è successo tutte le sante volte che lo stato si è messo a stampare soldi ? un breve esempio : Nel maggio del 1775 stava approntando i preparativi per la guerra contro la Gran Bretagna, il Congresso fu messo di fronte al dilemma di come finanziare e rifornire l’esercito che l’avrebbe combattuta. Invece di tassare i cittadini, si decise di ricorrere alla stampa di una moneta di carta, il Continental dollar, e di immetterla sul mercato, con la promessa di accettarlo in pagamento per eventuali tasse future. Si chiedeva infatti ai singoli stati di ricorrere alla tassazione per “ritirare dal mercato” quei certificati e dar modo così al Congresso di stamparne altri senza che questi si deprezzassero eccessivamente. Gli Stati, infatti, si guardarono bene dall’imporre nuove tasse e così i certificati rimasero in circolazione, deprezzandosi nei confronti dei “dollari di metallo” ogni giorno di più. Alla fine della guerra quel pezzo di carta emesso dallo Stato non valeva più nulla tanto che fu coniato il modo di dire “not worth a Continental” (non vale un Continental) per indicare un oggetto di scarsissimo valore. In tantissimi furono rovinati ma non tutti i contemporanei giudicarono l’operazione come un… Leggi tutto »

lucamartinelli
lucamartinelli
8 Marzo 2010 6:48

e chi è il furbo che ha ancora titoli di stato? sono carta straccia da anni. e da anni occorreva liberarsene. i risparmi vanno tenuti in casa, non in banca o in posta!!!!!!!!!!

ericvonmaan
ericvonmaan
8 Marzo 2010 6:54

Si si hai ragione! Sono molto meglio i tuoi idoli banchieri privati che da 100 anni ci guidano con saggezza. W le banche centrali private! Affidiamoci a loro con fiducia, Essi ci salveranno.

volin
volin
8 Marzo 2010 6:59

No al prelievo coatto di soldi pubblici islandesi per coprire il rimborso (deciso ed effettuato unilateralmente dal governo britannico ed olandese) dei correntisti di una banca (la Icesave) che operava sul territorio britannico ed olandese, sotto legislazione britannica, olandese ed europea (benchè controllata da una banca islandese). No al rimborso integrale (anche oltre i 100.000 €) dei conti bruciati nel fallimento della banca Icesave, che il regno unito a deciso ed effettuato unilateralmente (mentre quello olandese si è limitato a rimborsare i conti fino a 100.000 €). No agli interessi e alla tempistica, da strozzini, del rimborso di un “debito” attribuito agli islandesi d’ufficio, senza che sia mai stato negoziato (e quindi mai erogato) alcun prestito … ma solo attribuito arbitrariamente un danno arrecato a risparmiatori ed operatori finanziari britannici (ed olandesi) da una banca privata operante fuori dall’Islanda, controllata da un’altra banca privata con sede in Islanda. No all’incredibile applicazione delle leggi antiterroristiche per bloccare i conti dei correntisti islandesi della banca Landsbanki, che controllava la Icesave (su questo aspetto andrebber raccolte più informazioni). Questi sono alcune interpretazioni del fragoroso No! espresso nel referendum islandese. Un interpretazione basata sui quei fatti che sono completamente ignorati da Uriel e da… Leggi tutto »

volin
volin
8 Marzo 2010 7:06

Scrive bene RobertoG, Il governo islandese ha tentato prima di scongiurare il referendum, cercando di accordararsi frettolosamente con il Regno Unito a qualsiasi condizione, e poi ha cercato di boicottare il referendum arrivando fino alla ridicolo pubblico astensionismo della prima ministra.
Anche questi sono fatti ignorati grossolanamente nel bislacco ragionamento di Uriel e nella degna pubblicazione dei Comedonchichotte.

Pausania
Pausania
8 Marzo 2010 7:15

È arrivato l’economista.

21
21
8 Marzo 2010 10:04

COPIO E INCOLLO… NB alle fonti 😉

Come fa notare lo storico William Graham Sumner, mentre…

“…nel maggio del 1775 stava approntando i preparativi per la guerra contro la Gran Bretagna,
il Congresso fu messo di fronte al dilemma di come finanziare e rifornire l’esercito che l’avrebbe combattuta.” ecc. ecc. …

Per approfondire il personaggio:

http://en.wikipedia.org/wiki/William_Graham_Sumner

Ciao ciao 😉

alvise
alvise
8 Marzo 2010 10:43

@RobertoG.
“…Tra l’altro il debito italiano è contratto per la maggior parte all’interno per cui sarebbe un’arma rivolta verso noi stessi…”

Non so chi sia più fregnacciaro.La maggior parte del debito pubblico lo detengono le banche, le quali immettono le obbligazioni sul mercato, non a nome loro, ma bensì tramite le loro SIM (SocietàIntermediazioneMobiliari).Perchè non chiedi a draghi, a chi paga alle scadenze, lo stato?Ovviamente ottenuto dal nostro sudore della fronte, le TASSE (o gabelle, come io le chiamo).

A_M_Z
A_M_Z
8 Marzo 2010 11:03

L’italia è indebitata con l’estero ma anche con gli stessi italiani che siano risparmiatori (le briciole) o piccole e medie imprese.

Inoltre se mettiamo nei guai i paesi esteri anche loro avranno problemi con debito e propria popolazione.

Alla fine della fiera i soggetti economicamente deboli dovranno piangere ancor di più senza distinzione di nazionalità.

A_M_Z
A_M_Z
8 Marzo 2010 11:09

“La maggior parte del debito pubblico lo detengono le banche, le quali immettono le obbligazioni sul mercato, non a nome loro, ma bensì tramite le loro SIM (SocietàIntermediazioneMobiliari).”

possono esistere finanziarie che basano i proprio prodotti su titoli di stato ecc.. che è l’equivalente di comprarli direttamente.
Il senso è quello, in più si paga il servizio.

Non ho capito il senso in italiano di:
“perchè non chiedi a draghi, a chi paga alle scadenze, lo stato?Ovviamente ottenuto dal nostro sudore della fronte, le TASSE (o gabelle, come io le chiamo).”

amensa
amensa
8 Marzo 2010 11:26

se fossi un po più intelligente avresti capito che i banchieri non sono i miei idoli, sono i miei nemici.
il problema è che a differenza vostra io sono realista, guardo alle cose come stanno, voi vivete invece nel mondo delle favole.

sheridan
sheridan
8 Marzo 2010 12:08

Uriel (ma chi e’ questo Carneade qui?), non c’e’ alcun bisogno di fare il referendum (e quando nomini Grillo sciacquati la bocca), il default verra’ da solo e molto prima di quanto tu possa immaginare. Lo spettacolo pero’ sara’ molto diverso da quello che descrivi, se paragoni l’Italia alla Grecia o all’Argentina allora sei fuori strada, il nostro debito e’ uno dei piu’ grossi al mondo in valore assoluto, 1800 miliardi sono una botta che nessuno puo’ assorbire. Il danno non sara’ certo limitato solo alla perdita di valore dei bot, crolleranno i fondi di investimento, i fondi pensione, le assicurazioni, le banche salteranno per aria, gli immobili adranno a un prezzo inferiore a quello di costruzione e in pochi giorni ci saranno milioni di disoccupati per le strade a far le barricate. Tutta la classe impegatizia verra’ spazzata via per il semplice fatto che fanno un lavoro che non serve a niente, quando scoppia il caos nessuno ti paga piu’ per spostare carta da un ufficio all’altro o per navigare su internet. Uriel, svegliati, anziche’ scrivere fesserie impiega meglio il tuo tempo, comprati un pezzo di terra e una zappa, almeno qualche cipolla da mangiare non ti manchera’. E… Leggi tutto »

AlbertoConti
AlbertoConti
8 Marzo 2010 14:39

Il 13% di 1.800 miliardi di euri fa 234 miliardi, una bella cifra, ma sai quanto ha appena “stampato” la FED per salvare il culo del suo sistema bancario? (e senza effetti significativi se non nel solito ristretto mondo della speculazione finanziaria, detto anche borsa). Senza contare che un po’ di liquidità nei mercati veri, quelli dove si lavora, si produce, si “consuma”, ovvero si spende facendo circolare i soldi, sarebbe esattamente ciò che ci vuole per mandare affanculo questa crisi, dovuta alla rarefazione monetaria nel mercato fisico dei beni e servizi. Se avessimo le palle per farlo, visti gli esiti molti altri paesi ci imiterebbero! Stiamo parlando di una manovra una tantum per eliminare in un sol colpo il cancro del secolo, il debito pubblico che strangola gli stati e i suoi cittadini, veri e propri schiavi che lavorano per metà del tempo solo per pagare (gli interessi su) un debito che non è neanche il loro! La mia proposta è utopica in rapporto alla classe politica che abbiamo, quelle merdacce sempre prone ai loro padroni banchieri, ma non è affatto utopica di per sè. Sarebbe la risposta più che responsabile alla truffa perpetrata da ormai troppi anni, i… Leggi tutto »

amensa
amensa
8 Marzo 2010 15:28

se nonb riesci a capire il senso di quanto ti dico, non è colpa mia, sei tu che non vuoi capire.
ti ho portato quegli esempi per mostrarti cosa provoca quel meccanismo. un debitore chepossa stampare denaro lo svaluterà . punto.
non avrei nulla , ma proprio nulla in contrario se a gestire lamassa fosse lo stato, a patto che abbia le finanze in attivo. è l’unica condizione per cui non stamperebbe solo per coprire la sua incapacità a far quadrare un bilancio in cuile entrate sono superiori alle uscite.
non è stampando denaro che aumenti la ricchezza, semplicemente la diluisci su più denaro (diminuendone il valore unitario.
è talmente banale chelo capisce mio nipote di 8 anni, e non riesci a capirlo tu ?.

AlbertoConti
AlbertoConti
8 Marzo 2010 18:16

Ma perchè sei così terrorizzato dall’inflazione da sostenere un sistema che dell’inflazione ha fatto la sua religione? Esiste già una legge, si chiama “copertura finanziaria”, basta rispettarla seriamente (con un’altra classe politica, questo è ovvio). E pensi che un istituto di stato non avrebbe gli strumenti di misura di cui si servono gli attuali banchieri centrali? Perchè allora dovrebbe far meglio la volpe nel “custodire” il pollaio rispetto ad un fedele cane da guardia? Quest’idea semi-scherzosa di chiudere il debito pubblico verso i poveracci, facendola invece pagare ai ladri (questo è Robin Hood, altro che pierino-tremonti), sarebbe un episodio quasi marginale, riassorbibile in soli tre anni di risparmio sugli interessi ora estorti al contribuente. Il vero problema poi sono le banche e banchette private, son loro a creare “circolante” praticamente senza limite col giochino della “riserva frazionaria”, ed è qui che ci vogliono i paletti d’acciaio, non le palle di Basilea2.

alvise
alvise
9 Marzo 2010 3:01

Egregio sheridan.Sarei stato d’accordo su tutto quanto lei dice, tranne quando dice che il signoraggio è una fesseria.Se è una fesseria, allora perchè nei siti di B.I e BCE, c’è scritto in calce “Signoraggio”?Certo, lei dirà (non può nascondere quello che c’è scritto) che c’è scritto ma non è come descritto sui vari siti, pascucci in testa.A me di pascucci non mi interessa nulla, le analisi me le faccio da solo, più alcuni aiuti da economisti, ed il signoraggio c’entra eccome.Magari non come descritto su molti siti, ma centra, eccome se c’entra.Mi piacerebbe argomentare, perchè detta così non dice niente, è solo una affermazione, ma non penso che il forum possa essere la sede giusta per una discussione che si presenta lunghissima, visto il tema.Lei continui a pensarla così, io pure.Una cosa è certa, e Grillo lo disse già da tanto tempo.Li sentite gli zoccoli dei bufali inferociti……?

alvise
alvise
9 Marzo 2010 3:04

Egregio sheridan.Sarei stato d’accordo su tutto quanto lei dice, tranne quando dice che il signoraggio è una fesseria.Se è una fesseria, allora perchè nei siti di B.I e BCE, c’è scritto in calce “Signoraggio”?Certo, lei dirà (non può nascondere quello che c’è scritto) che c’è scritto ma non è come descritto sui vari siti, pascucci in testa.A me di pascucci non mi interessa nulla, le analisi me le faccio da solo, più alcuni aiuti da economisti, ed il signoraggio c’entra eccome.Magari non come descritto su molti siti, ma centra, eccome se c’entra.Mi piacerebbe argomentare, perchè detta così non dice niente, è solo una affermazione, ma non penso che il forum possa essere la sede giusta per una discussione che si presenta lunghissima, visto il tema.Lei continui a pensarla così, io pure.Una cosa è certa, e Grillo lo disse già da tanto tempo.Li sentite gli zoccoli dei bufali inferociti……?

Fabriizio
Fabriizio
9 Marzo 2010 3:59

Articolo interessante.

AlbertoConti
AlbertoConti
9 Marzo 2010 5:10

Ci sono tante interpretazioni del signoraggio, minimaliste o massimaliste. Chi vede nei politici lo strumento principale del male è solo un po’ miope, forse perchè non sa fare i conti giusti. Basterebbe pensare a una qualunque banca che eroga un mutuo ventennale di soldi inventati dal nulla (riserva frazionaria scandalosamente bassa, moltiplicatore monetario scandalosamente alto, grazie a Basilea2). In vent’anni ha “guadagnato”, meglio dire RUBATO, il doppio della cifra erogata senza costi reali, capitale più interessi. Chi non “vede” questa realtà consolidata può sempre frequentare i corsi serali di aritmetica elementare. Di fronte a queste cifre quel 5% di denaro circolante in forma di banconote perde di significato sostanziale, pur mantenendo quello di principio, che pur chiarissimo non entra in testa a chi non si fida della propria testa. Ma non è finita, il bello deve ancora cominciare. Per me il grosso del signoraggio è truccare un gioco d’azzardo, per vincere sempre, contro ogni regola probabilistica. La chiamano “finanza”, e anche qui qualcuno non distingue da “capitalismo”. Che significa superare il “capitalismo”? Abbandonare il concetto di moneta? I fans di star trek dovrebbero spiegarcelo, a cominciare dalla Merkel!

ericvonmaan
ericvonmaan
9 Marzo 2010 7:28

L’assunzione che lo Stato, come entità, sia sempre e comunque incapace di gestirsi da solo l’emissione di moneta e la sovranità monetaria, tesi tanto cara ad Amensa che preferisce lasciarle nelle mani della BCE e della Federal Reserve (loro sì che fanno i nostri interessi) – salvo poi invocare l’intervento dello Stato per imporre prezzi e regole (che contraddizione totale!) – è TOTALMENTE FALSA. Cito almeno tre casi nei quali la sovranità STATALE in questi ambiti ha prodotto sviluppo e benessere: SVIZZERA, CINA, TERZO REICH. Insomma Amensa cita solo i casi nei quali secondo lui la gestione statale ha prodotto super inflazione, ma se fosse giusto dovrebbe citarli TUTTI. Ma Amensa ha totale stima e fiducia nell’attuale sistema, magari vorrebbe anche che sanità, welfare, scuola ecc fossero gestiti dai bravi privati. Beh come ho detto altre voltre, nulla in contrario che i privati si arricchiscano costruendo computer o biciclette, ma i settori chiave per il benessere sociale (includo anche risorse naturali, energia, acquapotabile ecc) DEVONO ESSERE PUBBLICHE e non soggette alla logica del profitto. Inclusa la sovranità monetaria.

alvise
alvise
9 Marzo 2010 11:52

@ ericvonmaan.Sono totalmente d’accordo con te, e ti dirò di più, io sono fautore Bernard Lietaer, cioè delle monete complementari.

ericvonmaan
ericvonmaan
10 Marzo 2010 7:02

Non ti fare distrarre dalle monete complementari: completamente inutili se la moneta è gestita dallo stato, “quasi” completamente inutili quando circola moneta privata a debito. Concentriamoci sulla lotta findamentale senza farci distrarre dai vari SCEC ecc ecc. E’ come sperare di curare il cancro con la camomilla.

Tao
Tao
10 Marzo 2010 12:03

Il risultato del cosiddetto referendum “Icesave” non lascia adito a dubbi interpretativi. Il 92.3% dell’elettorato islandese ha sonoramente bocciato il nuovo disegno di legge, approvato dal parlamento il 30 Dicembre 2009, che prevedeva una restituzione dei “prestiti” britannici ed olandesi slegata dall’andamento economico del paese nei prossimi anni. Londra e l’Aia avevano unilateralmente risarcito i propri cittadini rimasti vittime del fallimento di Landsbanki e della sua banca online Icesave. Da allora, negoziati triangolari tra Islanda, Gran Bretagna ed Olanda si sono succeduti senza sosta: il Tesoro di Reykjavik ha sempre confermato la sua disponibilità a garantire le somme già versate da Londra e l’Aia. Il problema, piuttosto, ha riguardato il “quanto”, il “quando” ed il “come”. Nel mio articolo sulla vicenda ( http://www.eurasia-rivista.org/3301/lislanda-ed-il-referendum-icesave-previsioni-sul-risultato ), preannunciavo una bocciatura per l’Icesave II con un voto contrario pari al 53%. L’approccio elettorale utilizzato per elaborare la previsione, pur non essendo “statico” (venivano considerati, per esempio, i trend di consenso per ogni partito), si basava su diversi presupposti, diciamo così, “non-dinamici”. Due di questi, in particolare il fatto che l’affluenza alle urne fosse in linea con l’affluenza media delle consultazioni legislative ed il fatto che non succedessero eventi politici rilevanti nei giorni precedenti alla… Leggi tutto »