UN MESSAGGIO DELL’EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI BIFO

Rekombinant

"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interni. Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

(Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica italiana, eletto con i voti determinanti della sinistra, nonché Ministro degli Interni nel 1977, appoggiato dalla sinistra)Sappiamo tutti che l'ex presidente della repubblica Francesco Cossiga è uno psicopatico per il quale le persone dabbene provano compassione. Purtroppo questo psicopatico è anche un assassino, responsabile della morte di un mio amico personale, Francesco Lorusso, nonché di una ragazza di nome Giorgiana Masi. Comunque il suo declino psichico e intellettuale mi induce a compatirlo, e lo lascio volentieri ai suoi pannoloni e ai suoi foschi deliri.

Quel che mi pare un po' più pericoloso e difficile da compatire, è il fatto che le sue dichiarazioni attirino l'attenzione della stampa, e che si esprimano pressappoco come lui altri personaggi, che non si limitano a giocare con il pannolone, ma convocano conferenze stampa per minacciare chiunque non la pensi come loro.

Bifo

Fonte: www.rekombinant.org/

Link: http://liste.rekombinant.org/wws/arc/rekombinant/2008-10/msg00069.html

23.10.08

INTERVISTA INTEGRALE

Commenti (31)

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    1. RobertoG 23 ottobre 2008

      In genere si dice che "i matti e i bambini sono gli unici a dire la verità".


      Cossiga, appartenendo ovviamente alla prima categoria, ci spiega candidamente quali sono le tecniche utilizzate dal potere per reprimere e screditare il dissenso.

      Implicitamente ci conferma quello che molti pensano sia accaduto anche al G8 di Genova.


      E non dimentichiamo che lui è stato anche l'unica personalità di spicco a dire esplicitamente che l'11 settembre fu organizzato e condotto dalla CIA e dal Mossad.

    1. victorserge 23 ottobre 2008

      mi scusi signor franchino,
      lei mi sorprende con il suo commento.
      Io la conosco perbacco e non sbaglio certo giudicandola il più fancazzista d'italia.
      eppoi, la voglia di lavorare.....ma lei è vetero-patetico!!
      s'aggiorni signor franchino!!

    1. babel63 23 ottobre 2008

      È vero, il picconatore non parla a vanvera, quando lo fa lancia sempre messaggi cifrati a "qualcuno" che non è il soggetto della discussione. Non si possono sottovalutare le sue parole etichettandole come provocazioni paradossali. D'altra parte la strategia che suggerisce non è sempre la stessa e super collaudata? Infiltrare agenti provocatori all'interno di gruppi che criticano il sistema per screditarli in seguito ad azioni violente (Genova G8). Cossiga è sicuramente un gran conoscitore di Sun-Tsu e dei 36 stratagemmi cinesi. Mi chiedo ora se gli studenti che protestano siano consapevoli delle trappole, se le cose dovessero precipitare, che verranno disseminate qua e là per farli apparire come terroristi o come le Br 3.0

    1. IVANOE 23 ottobre 2008

      Il presidente Cossiga è sempre stato molto ma molto sibillino.
      Anche in questo caso fa delle dchiarazioni al vetriolo e piccantissime in un momento come questo.
      Lasciando un'attimo da parte le prime riflessioni a caldo, risulta molto singolare il messaggio lanciato dal presidente ed eventualmente vederlo sotto un'altra chiave di lettura :

      1) dice queste cose solo adesso che ha compiuto 80 anni e giustificato da tutti e tutto per l'età che ha e fatto passare per un povero vecchiio ?
      2) avverte il mondo studentesco e scolastico delle intenzioni che possono prendere l'attuale maggioranza di governo ?

      Ecco bisogna chiedersi perchè ha fatto queste dichiarazioni proprio adesso.
      Per consigliare veramente ?
      Ma perchè c'è bisogno del consiglio di Cossiga per agire come dice ?
      Oppure ha percepito come si vuole procedere contro la protesta ed ha messo in guardia il movimento studentesco ?

    1. cinthia 23 ottobre 2008

      Ma perché dobbiamo campare così tanto?!
      Certa gente non muore mai e non solo non abbandona la vita, ma continua a voler partecipare attivamente... dare consigli, sparare sentenze.
      Va bene che la saggezza sta nella vecchiaia ma tutto c'ha un limite!
      Se almeno avessimo una vita più limitata nel tempo oltre ad esserci un maggiore ricambio ci sarebbero meno opportunità di far gestire il paese a gente con alto tasso di demenza senile.
      Ma perché nelle società tribali i vecchi sono sempre una risorsa, un arricchimento, una fonte di esperienza e conoscenza mentre da noi sono il più delle volte solo esseri umani egoisti fino all'estremo, testardi, caparbi, con nevrosi incancrenite dal tempo?!
      Domanda retorica... lo so troppo bene perché, purtroppo!!!
      Questo qui però supera ogni limite, a braccio con Andreotti credo che si possa davvero qualificare come la prova provata che dio, se esiste, non si occupa di noi!!!
      Vorrei tanto, essendo più giovane di loro, poter assistere tranquillamente e pacificamente alla scomparsa di quest'intera classe politica, ma sembra un incubo... questi non morono!!!

    1. lucamartinelli 23 ottobre 2008

      mi sembra troppo buono il giudizio che l'estensore dell'articolo da' di Cossiga. ricordiamo che il nostro eroe ha sulla coscienza anche l' assassinio di Aldo Moro. inoltre occorre ricordare che è un massone, fedele servitore della corona inglese. purtroppo non è psicopatico, ma ben peggio: è un traditore dell'Italia. bisogna tenere in conto quello che dice: lui non parla ai cittadini, di cui si disinteressa totalmente, bensi' ai suoi confratelli. indica loro la strada da percorrere. è sempre stato pericoloso per la democrazia e lo è tutt'ora. non sottovalutiamolo. il resto, a mio avviso, conta ben poco. è solo un pretesto. oggi la protesta degli studenti e degli insegnanti, domani qualcos'altro. saluti a tutti

    1. Tetris1917 23 ottobre 2008

      E' interessante la definizione (esatta) che da di Veltroni. Bisogna ammettere che l'ex-capo dice sempre qualcosa di interessante.

      Da "GIORNO/RESTO/NAZIONE" di giovedì 23 ottobre 2008

      INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI - ROMA PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.


      Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figurac- cia».


      Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».


      Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».


      Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».


      Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».


      Nel senso che...


      «Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».


      Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».


      Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».


      E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.


      «Balle, questa è la ricetta democratica:


      spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».


      Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.


      E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».


      E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile.


      Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».


      Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.


      «Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».


      Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...


      «Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio del- la contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.


      La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».


      http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406

    1. Cornelia 23 ottobre 2008

      Perchè gli anziani no? Che menassero anche gli anziani!

      Sarebbe bello vedere in TV un rettore settantenne sanguinante, così vedrebbe Cossiga da che parte sta l'opinione pubblica...

    1. babel63 23 ottobre 2008

      Vuoi vedere che stavolta il piccone se lo è tirato sui piedi? E se questo galantuomo scoprisse che Maroni nel '77 era tra quelli che subirono i pestaggi della polizia, giustificati dalle aggressioni degli agenti provocatori infiltrati all'interno dei gruppi? Maroni è della generazione di coloro che parteciparono ai moti del '77... A meno che egli fosse propio uno di quegli agenti a cui si riferisce il picconatore, sarebbe interessante sapere cosa pensa Maroni di questa sparata.

    1. franchino 23 ottobre 2008

      sono perfettamente d'accordo con Cossiga.
      ne ho piene le scatole d gente che dice sistematicamente no a tutto sia che provenga da destra da sinistra o dal centro.
      e' diventato un hobby dire no.
      certo che quando si toccano gli interessi dei fancazzisti ....... la rivolta e' popolare.
      la susa e' sempre la stessa : siccom ci pagano poco non facciamo un c....
      Forse Cossiga deve usare il pannolone Pillo... tu amico puoi fartelo magari in futuro con la bandiera rossa.
      Fate come la maggioranza dei cittadini europei : meno chiacchere e piu' voglia di lavorare.

    1. Tao 23 ottobre 2008

      L'OCCUPAZIONE DI SCUOLE E UNIVERSITA'. UN NUOVO SESSANTOTTO ? NO. UN NUOVO SETTANTASETTE ? SI E NO...

      DI CARLO GAMBESCIA

      Quel che finora non era riuscito a una sinistra alla camomilla, sembra stia ora riuscendo, per riproduzione sociale spontanea della protesta, al mondo della scuola (professori, studenti, famiglie: la protesta contro il decreto Gelmini, sta dilagando dalle scuole superiori all’Università. Mentre Berlusconi va assumendo nei riguardi dei manifestanti un tono “muscolare” (http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-2/parla-premier/parla-premier.html) .


      Un nuovo Sessantotto? Assolutamente no. La protesta è di tipo infrasistemico, dunque moderata : ci si oppone a tagli e provvedimenti che vanno a ledere la qualità dell’insegnamento. E soprattutto, come nel caso delle “classi ponte”, la parità dei diritti dei cittadini, a prescindere dal colore della pelle, religione e lingua parlata. Un valore, quest'ultimo, oggi acquisito a livello di mentalità diffusa, a parte alcune pericolose sacche di razzismo, soprattutto politiche.


      Un nuovo Settantasette? Sì e no. E spieghiamo perché.

      La protesta pur essendo infrasistemica, a causa della crisi economica in atto, potrebbe assumere altre direzioni. Anche se, non sussistono legami culturali antisistemetici con i valori del Sessantotto e del Settantasette. Infatti la differenza culturale di fondo tra i primi due movimenti e quelli successivi, dagli anni Ottanta in poi, è stata nel tempo dettata dal diverso atteggiamento, soprattutto a livello diffuso, nel riguardi dell’introduzione nelle università del numero chiuso(1). Scelta "borghese" largamente condivisa (a parte alcune eccezioni) dalla sinistra istituzionale e studentesca. Nel senso che se altri movimenti vi sono stati, questi non si sono riprodotti socialmente con la stessa intensità (qualitativa e quantitativa) di quelli del Sessantotto e del Settantasette e soprattutto in nome di un'ottica di tipo egualitario e, se ci si passa l'espressione, socialmente antiborghese.

      Questa volta, come dire, la variabile di ritorno è invece rappresentata dalla crisi economica in atto e da un ceto medio, i professori e soprattutto le famiglie. Soggetti, se ci si passa la caduta di tono, che si meritano la Gelmini: perché hanno accettato, da "bravi borghesi", a suo tempo, il numero chiuso, condiviso dalla stessa arciborghese sinistra governativa... Un ceto medio, dicevamo, che ora vede, minacciata la propria sicurezza economica, anche attraverso, per semplificare, la proletarizzazione dei figli… Di qui la possibilità - solo la possibilità e certo non nell'immediato - qualora si puntasse a risolvere con la forza, come auspica muscolarmente Berlusconi, il pericolo, come rivoluzionari e sociologi sanno, del rischio del passaggio dalle armi della critica alla critica delle armi. Di qui le tristi assonanze con il Settantasette. Che a differenza del Sessantotto aveva alle spalle la lunga crisi economica degli anni Settanta e il conseguente blocco del mercato del lavoro per le generazioni nate nella seconda metà degli anni Cinquanta.

      Esageriamo? La parola ai lettori. Si spera, comunque, che Berlusconi ci ripensi.

      Carlo Gambescia

      Fonte: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/
      Link: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2008/10/loccupazione-di-scuole-e-universit.html

      23.10.08

      (1) Per il nostro atteggiamento nei riguardi dei numero chiuso si veda qui: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2007/09/universit-perch-il-numero-chiuso-non.html

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