UN COMMENTO SULLE 20 BALLE DEL PROGRAMMA DI M5S

UN COMMENTO SULLE 20 BALLE DEL PROGRAMMA DI M5S

DI MINCUO

comedonchisciotte.org

Accolgo la richiesta della Redazione e commento l'articolo di Mauro Bottarelli Le 20 “balle” del programma di M5S ripreso ieri da comedonchisciotte.org.

Devo fare 3 premesse.


1) Il valore del voto a Grillo non è tanto sui contenuti programmatici, quanto sull'essere un tentativo di un cambiamento culturale.

Questo l'ho già illustrato altrove, dicendo anche che un programma in senso stretto più o meno non esiste. Ci sono idee, volontà, sensibilità, concezioni ed esempi di comportamento che però vengono portati all'attenzione del pubblico per la prima volta in una campagna elettorale.

2) Il sig Bottarelli quindi sbaglia a mio avviso a fare una critica a un programma che programma non è, ma visto che riprende alcune proposte io rispondo, dicendo però che non è corretto scrivere “le 20 balle di Grillo” quando poi balle non sono, e peraltro su alcune pare essere d'accordo lui stesso.
Perché dunque titolare "le 20 balle di Grillo"?

3) Il comportamento dei lettori di CdC a fronte delle critiche di Bottarelli è forse la cosa più penosa, perché lui bene o male affronta degli argomenti, seppur polemicamente, e le risposte dei lettori invece sono solo offese alla persona, cioè a Bottarelli. Come se uno non potesse criticare delle proposte di Grillo nel merito. Questo la dice lunga sul cambio di cultura necessaria a questo Paese di bigotti, integralisti e tifosi.

Nel merito:

1) Sulla class action la proposta in generale è giusta e Bottarelli si contraddice subito dicendo che esiste già, ma è fumosa. Quindi non va bene. Inoltre fa riferimento agli USA dove ci sono stati usi impropri della class action e dove si cerca una regolamentazione migliore. E allora?

Dove risiede la logica del signor Bottarelli? Da nessuna parte sembra, perché: una class action è un sistema di difesa dei cittadini. Non c'è, anzi c'è un pateracchio qui. In USA c'è invece esperienza ma va migliorata. E allora, dove è la balla nel voler fare una buona legge sulla class action? Come esordio non è dei migliori per dimostrare una balla.



2) Il problema delle scatole Cinesi oltre che un problema particolarmente Italiano è un problema mondiale e Bottarelli fa riferimento alle intestazioni fiduciarie. Ma che significa? Se nessuno Stato si fa carico in sede Internazionale di richiedere un cambio di regole niente si farà.

Anche per il segreto bancario era così, ma non è più così.

3) Il problema di cariche multiple va visto alla luce di possibili conflitti di interesse. Se Bottarelli non comprende chieda e si informi prima di commentare, perché in altri Paesi questo è più regolamentato.

4) Per i piccoli azionisti. Semplicemente nominando dei rappresentanti che siano portatori di un certo numero di quote, quanto significativo sarà oggetto di discussione. Non si capisce cosa dica Bottarelli. Non si tratta quindi di signori nessuno, si tratta piuttosto che lui dovrebbe sforzarsi di dimostrare che vuole comprendere gli argomenti.

5) Per la legge Biagi io devo dire questo: che non c'è mai stata nessuna legge Biagi. Che era un'ottima legge, fatta da un'ottima, competente e molto lungimirante persona e nell'interesse dei lavoratori.

E condivido anche abbastanza la parte positiva che illustra Bottarelli.

Solo che ne hanno preso metà del progetto Biagi, senza la parte ammortizzatori sociali ecc... che è come dire prendo i costi e non i ricavi di un'azienda, e Biagi ci ha rimesso le penne e anche è oggetto di una damnatio memoriae che dura a tutt'oggi. Chi invece ha la responsabilità politica e morale di aver preso solo quella metà truffando Biagi e gli Italiani magari sta tra i critici o comunque nessuno l'ha mai toccato.

6) Bottarelli scende dal pero per le industrie alimentari, o la grande distribuzione, dicendo “chi vuole smantellarle?” Sono già mezze smantellate e una causa è l'EUR, l'altra i differenziali dei tassi. Poi la soluzione possibile è un'altra cosa, ma il problema esiste. Grillo segnala un problema che nessuno segnala, ma ripeto non esiste un programma di Grillo, nella mia opinione, esiste appunto rendere noto agli Italiani dei percorsi, dei problemi, delle realtà, di cui nessuno parla mai.

7) Condivido con Bottarelli che “gli incroci tra sistema bancario ed azionario” sono una dizione un po' generica e un po' puerile. Ma vorrei dirgli che esiste questa discussione in ambito Internazionale. A Grillo si può rimproverare la genericità, ma ho già detto che non è nella specifica competenza delle varie materie che va valutato Grillo.

8) Introdurre la responsabilità degli Istituti Finanziari sui prodotti proposti con partecipazione a perdite. Questa è una sciocchezza del Movimento di Grillo. E' indifendibile. Invece è possibile migliorare ancora la chiarezza dei prospetti informativi e delle categorie che possono adire a determinati prodotti, cosa che già avviene peraltro. (Alcune obbligazioni ecc. non sono offribili a privati). Un'altra soluzione è prevedere l'assistenza di una terza parte per determinati prodotti o servizi complessi, se richiesti da privati. Tuttavia una Provincia o un'azienda che prende un prodotto non è immaginabile che possa dire “non sapevo”. Deve avere responsabilità lei. Se sono degli incompetenti devono non solo essere responsabili della perdita ma esserlo anche penalmente. Non si manda ad amministrare degli incompetenti e della gente perfino incapace di avvalersi di una consulenza quando non capisce. Non è ammissibile.


9) Sono d'accordo con Bottarelli, se riporta correttamente.


10) Acquisto società a debito. Non è nemmeno da proibire, è da fissare a che condizioni, ed è una questione Internazionale.


11) Tetto a stipendi..... Anche questa degli stipendi dei manager andrebbe da parte di Grillo meglio precisata. L'idea di un tetto non è comunque sbagliata o indiscutibile. Ma dovrebbe forse per equità essere generalizzata anche ad altre categorie. Un Benigni che prende 1,8 milioni per dire due caxxate in TV in due ore allora va bene? E' una questione più generale a mio avviso.

12) Abolizione stock option. Non credo fosse quella la proposta ma quella che sia approvata con il benestare di rappresentanti dei piccoli azionisti. Sempre se sono portatori di una quota del capitale rilevante. In questo senso è sacrosanta. Non so se Bottarelli comprenda il perché.



13) L'abolizione dei monopoli è un problema complesso, detta come detta da Grillo non ha nessun valore se non di annuncio appunto che ci sono molti monopoli privati, che sono un'anomalia e un costo per la collettività, ma questo ripeto è la cosa principale di Grillo, e cioè sensibilizzare su una questione in modo semplice e diretto, perché la gente non ha percezione di queste cose.

14) Per l'energia ecc.. debbo ripetermi. Un enunciato generico come quello del M5S è un'idea generale di portare al centro dei problemi come il migliorare energia, ma non ha nulla di più. Non è un piano energetico. La risposta di Bottarelli vale però altrettanto.

15) Anche qui si tratta di un tema, una direzione, non un programma dettagliato. Ma tanti altri da 30 anni dicono di ridurre la spesa inefficiente ma non fanno mai dettagli precisi. In questo senso Grillo è criticabile altrettanto, e cioè non porta nessuna novità a un cattivo costume. Ma penso sia anche perché non hanno a mio avviso la competenza necessaria.



16) Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva va bene anche a Bottarelli. Anche a me. Io personalmente peraltro sono contrario all'uso della giustizia per fini diversi.

Quindi quando dicono che un indagato deve dimettersi io sono fortemente contrario, perché in questo modo si dà un ulteriore ruolo e possibilità di abusi a qualunque PM, quando a mio avviso la Magistratura Italiana, peraltro pessima, è già fuori e di molto a ogni norma democratica e dovrebbe piuttosto essere riportata a un ruolo e a un controllo, compresa l'efficienza e il costo, pari almeno a quello di tutti gli altri Paesi civili.

17) Produzioni locali. Non obietta Bottarelli. Io devo ripetermi. Anche questa detta così è appunto un'idea, un auspicio, una volontà, condivisibili, ma non c'è nulla che si possa chiamare un programma. Quindi sarebbe criticabile come tante altre in realtà se uno volesse fare una critica a tutti i costi. Lui non la fa questa volta e in questo senso Bottarelli è un po' incoerente.

18) No profit. Io qui sarei più cauto di lui. Alcuni no profit sono più o meno delle truffe.

19) Qui Bottarelli si dimostra poco informato. Gli HF e gli investitori non sono preoccupati di un taglio eventuale del debito, tutt'altro, e si sono anche espressi in taluni casi e hanno anche pubblicato dei papers, di grandi banche o società di analisi, consigliando anzi in questo senso.

20) Il ventesimo è analogo agli altri punti. L'idea è accoglibile e ha un valore. Poi non c'è altro, a parte l'idea.

Ma appunto ripeto e per concludere che Grillo questo ha portato: dei temi e delle idee da discutere e inoltre il M5S ha tenuto dei comportamenti coerenti specie in relazione ad onestà e impegno.


Qui sta la novità, a cui si devono aggiungere: quella di superare una contrapposizione sinistra/destra, e cioè la volontà di unire e non dividere, quella di cercare di promuovere una partecipazione politica che porti a decisioni man mano più dal basso, riducendo il monopolio di intermediazione dei Partiti, quella di iniziare a considerare una parte del tempo del tempo di ognuno a favore della collettività.

Quella che con un'elezione non finisce il compito di un Movimento e nemmeno l'impegno di un elettore, ma continuano con il controllo e l'informazione sull'attività di Governo. E infine quella che la politica non debba essere una professione a vita.
Non è poco.

Mincuo

Fonte: www.comedonchisciotte.org

22.03.2013

Commenti (61)

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    1. Clausewitz 22 febbraio 2013

      "Il comportamento dei lettori di CdC a fronte delle critiche di Bottarelli è forse la cosa più penosa, perchè lui bene o male affronta degli argomenti, seppur polemicamente, e le risposte dei lettori invece sono solo offese alla persona, cioè a Bottarelli. Come se uno non potesse criticare delle proposte di Grillo nel merito. Questo la dice lunga sul cambio di cultura necessaria a questo Paese di bigotti, integralisti e tifosi."

      Essendo stato uno dei commentatori dell'articolo di Bottarelli, riporto il mio commento:
      "troppo livore nei toni di questo articolo. Facile contestare punto a punto il programma dell'unica forza politica che si propone di "fare politica" e di rimettere i cittadini al centro dello Stato. Perchè non contestare chi davvero vende fumo e non propone nessuna idea? CDC: potevate risparmiarcelo....."
      Mi sembra di non aver portato nessuna offesa alla persona e di essermi attenuto ai contenuti ai toni e alle finalità dell'articolo in questione, che non condividevo.
      Ho solo espresso liberamente la mia idea e quindi respingo al mittente le etichette - quelle sì personali - di bigotto, integralista e tifoso.
      Spero che la redazione di CDC si scusi coi lettori.

    1. AlbertoConti 22 febbraio 2013

      "Accolgo la richiesta della Redazione e commento l'articolo di Mauro Bottarelli...." Ma mi faccia il piacere !!!!! (Totò)

    1. maurisabba 22 febbraio 2013

      Mi associo TOTALMENTE ad Airone Blu. Penoso è stato Bottarelli, e ancor più penoso dare credito, ovvero spazio, ovvero risalto, ad una così pacchiana e generica critica. Questo non vuol dire non volere contradditori o non voler leggere nulla contro Grillo, ma preferire critiche serie e non meramente propagandistiche, che non sono da "Come Don Chisciotte"... Se invece non è così forse occorre che riveda il mio giudizio su questo sito.
      Quante volte Barnard ha criticato Grillo pesantemente su questo sito? Eppure non ci sono state reazioni corali "penose"... Prima di parlare male di TUTTI i lettori ci penserei meglio caro Mincuo...

    1. AlbertoConti 22 febbraio 2013

      Esperti? Ma quali esperti, i traders, quelli che "giocano in borsa"? Mincuo ragiona così, da liberal, da uno che la deregulation ce l'ha nel sangue. E siccome conosce un po' di trucchi, ecco che è "l'esperto". Brava, non lasciarti ingannare. (che poi c'infila dentro qualunque idiozia, tipo che la partecipazione azionaria delle banche è cosa "naturale" e "buona", ecc.)

    1. maurisabba 22 febbraio 2013

      Mi associo TOTALMENTE ad Airone Blu.
      Penoso è stato Bottarelli, e ancor più penoso dare credito, ovvero spazio, ovvero risalto, ad una così pacchiana e generica critica. Questo non vuol dire non volere contradditori o non voler leggere nulla contro Grillo, ma preferire critiche serie e non meramente propagandistiche, che non sono da "Come Don Chisciotte"... Se invece non è così forse occorre che riveda il mio giudizio su questo sito.

    1. simonlester 22 febbraio 2013

      Facciamo un esempio:
      15% grillo
      20 % astensione.
      Per gli "architetti del sistema" sarebbero 15% incazzati e 20 % di gente che non gliene frega nulla di quello che succede o semplici delusi che si sentono impotenti; conclusione : nessun pericolo.

      35% grillo
      0% astensione

      Ostrega, sono tutti incazzati , meglio concedere qualcosa

      IMHO

    1. daveross 22 febbraio 2013

      Mincuo, grazie per aver dedicato il tuo tempo su quell'articolo. Anche se mi chiedo come ti sia venuta la voglia, dato che quel pezzo è pieno di contraddizioni, errori e mancanze. Insomma, è roba da liceo...

    1. terzaposizione 22 febbraio 2013

      Mincuo il maestrino fallo con i tuoi figlioli, dopo lo spappolacoglioni di RicBo adesso abbiamo pure il Professorino saccente.

    1. Aironeblu 22 febbraio 2013

      Il comportamento dei lettori di CdC a fronte delle critiche di Bottarelli è forse la cosa più penosa, perchè lui bene o male affronta degli argomenti, seppur polemicamente, e le risposte dei lettori invece sono solo offese alla persona, cioè a Bottarelli. Come se uno non potesse criticare delle proposte di Grillo nel merito. Questo la dice lunga sul cambio di cultura necessaria a questo Paese di bigotti, integralisti e tifosi.

      Ma fortunatamente c'è come opinionista privilegiato di CDC il commercialista Mincuo, che ci insegna a discernere tra l'atteggiamento penoso, bigotto, integralista e tifoso dei lettori (tutti) e la cristallina aulicità delle sue analisi.

      Grazie ancora, Signora Redazione, cercheremo di rifarci alla saccenza del vostro opinionista... Intanto, da comune lettore, tengo a specificare che le mia risposta, e mi pare quella di tutti i lettori all'unisono, al falso giornalista Bottarelli, è stata quella di una liquidazione rapida con poche parole, dal momento che le 20 stupidaggini riportate sono un chiaro tentativo di propaganda antiM5S assolutamente privo di argomentazioni. Si potrebbe facilmente e molto più efficacemente del vostro stimato Mincuo controbattere ad ognuna delle suddette stupidaggini, ma perchè perdere tempo a commentare le affermazioni di un impostore in malafede, che ancora noi comuni lettori non riusciamo a comprendere il perchè siano state qui pubblicate? Meglio dedicarsi ad altro.

    1. Aironeblu 22 febbraio 2013

      Bè..se il cambiamento culturale è frutto di un programma fondato su gli urli .. ..l'odio per i politici..

      Sembra di leggere Repubbloca, con la foto gigante di Grillo mentre fa le smorfie che nasconde i milioni di partecipanti ai suoi comizi.

    1. Aironeblu 22 febbraio 2013

      Ah, ecco... temevo che Giannino fosse solo... Come mai tutti questi spacciatori di finte lauree attaccano Grillo? In fondo il M5S cerca di sviluppare opportunità per tutta la cittadinanza, a prescindere dai titoli di studio. Ma forse è proprio questo che non gli va giù, ora che (illecitamente) si erano conquistati una nicchia di visibilità come impostori.

    1. rebel69 22 febbraio 2013

      Dopo settimane di dibattito mi sembra ormai chiaro,si va a votare Grillo,ma non sarà un voto di testa ma un voto di pancia.Più che in una sua vittoria spero in una debacle del PD,in caso contrario ne usciremo tutti sconfitti.Rimango dell'idea che il grosso del cambiamento spetta ad ognuno di noi,non è sufficiente andare alle urne e aspettare il risultato in poltrona a gambe incrociate e da lunedì sarà tutto più bello...

    1. ireneo 22 febbraio 2013

      Mincuo,
      anche Lei con la retorica di "questo Paese", lo sento dire nei TG a Bersani, Camusso, a tutta la sinistra europeista negatrice della nostra essenza,
      eh no, "gli Italiani", caro Mincuo, persone in carne ed ossa eredi di una cultura bimillenaria che ha illuminato il mondo,
      gli Italiani che pensano "meglio un salto nel buio che un suicidio assistito",
      e mai espressione fu più assolutamente vera e giusta.
      Delle Truffe dell'Alta Mafia Finanziaria Internazionale, lasciamo discettare voi esperti,
      noi stupidi bigotti, integralisti e tifosi siamo troppo impegnati a mettere insieme il pranzo con la cena.

    1. Mondart 22 febbraio 2013

      Oh ecco bravo, così mi piace: respingere in blocco, per principio, non mettersi a "trattare" e tantomeno a "discutere", come se queste "logiche" avessero una loro superurania necessità e legittimità.


      Se analizzate con un approcccio tecnico, anche le mie scorregge hanno una loro stringente "logica": possono dirmi cosa ho mangiato ieri sera, per esempio, la qualità del mio metabolismo, ecc.
      TUTTAVIA, a naso e buon senso, restano quel che sono: SCORREGGE, appunto.
    1. yago 21 febbraio 2013

      Le lobby dei consiglieri di amministrazione sono una piaga che va eliminata.
      Sono una schiera di intrallazzatori che , sedendo in piu' consigli, condizionano scelte di politiche aziendali che devono rispecchiare logiche di sistema , di quel sistema simil mafioso che ci ha portato a questa situazione. Se si vuole accedere ad un finanziamento è ovvio che avere in consiglio qualcuno che siede anche in un cda di una banca non guasta.
      E' con tale logica che si degenera nella massoneria o nei comitati d'affari.
      Si autoliquidano i compensi e le stok option anche quando le aziende sono in perdita e gli azionisti sono visti come un intralcio alle scorribande depredatorie. Ogni emissione di nuove azioni è una tassa occulta che viene messa ai piccoli azionisti in quanto le stok option aumentano le azioni circolanti e quindi ne diminuiscono il valore............

      Potrei continuare a lungo , ma non credo sia utile a due giorni dal voto.
      Chi ha criticato Bottarelli senza entrare in merito non è stato affatto penoso, ma ha semplicemente respinto in blocco considerazioni di parte e su cui sono state scritte fiumi di parole . Ricominciare a discutere ogni singolo punto è impossibile in poche righe e quindi perchè farlo?

    1. Mondart 21 febbraio 2013

      Ragionare in questi termini ( tesi antitesi ) dà per scontata la tesi, che invece è per sua natura una Chimera. Anche se vestita di "scientificissimi" (?) numeri, e bi-direzionalmente avvalorata da troppi "espertissimi" discorsi.


      E tale approccio ai problemi lascia quindi presagire l' idea di una "Apocalisse Morbida" forse un po' "troppo" morbida. Una "trattativa" appunto, più che un' "apocalisse" ...

      CHI INVECE SA che Babbo Natale è pura invenzione fittizia, considera altrettanto fittizie anche la slitta e le renne che volano.

      Ergo parte da un concetto un po' più radicale, e si augura che Bellerofonte ( Grillo nel nostro contesto ) intenda davvero uccidere DEFINITIVAMENTE la Chimera ( motore finanziario-speculativo ), impedendole di riaffacciarsi nel mondo degli Umani dopo una ventina d' anni, come finora sempre successo ( "grillini", siete avvisati del pericolo maggiore ).

      Per lo stesso motivo si augura, parallelamente al successo elettorale di Grillo, anche una nutrita percentuale di astensionismo: sola "opposizione" che può indurre un po' di vera strizza negli "architetti del sistema", costringendoli ad una maggior accortezza di guida, e ad adottare narrazioni meno fantasiose del reale: chi non vota -forse- è perchè ha perfettamente capito e si è stancato dell' essenza fatua delle narrazioni puramente emozionali e debordiane sistemiche, e comunque sia non è più "conducibile" attraverso esse.

      RIASSUMENDO:

      1) Una "apocalisse morbida" è già posta in essere dal sistema stesso: tantovale avvalorarla e aspettare, per vedere di nascosto l' effetto che fa. Ma se si annuncerà "troppo morbida", sia l' astensione da ogni forma partecipativa la prossima, unica forma perseguibile di manifestazione del "dissenso" e distacco della base.

      2) Quanto ai duri e puri, teorici della rivoluzione armata: beh, se davvero la credono possibile, se davvero pensano che non sia pia illusione, che stanno ancora aspettando parbleu ?? ...
      ( Ma a questo punto ormai conviene anche a questi -peraltro ipotetici- rivoluzionari starsene buoni in panchina, e lasciar giocare il primo tempo, n' est-ce pas ? ) ... poi, se davvero pensate di avere i mezzi e i coglioni strombazzati ...

    1. nuvolenelcielo 21 febbraio 2013

      intervista a Grillo di oggi, fatta in esclusiva da Cnbc, di 10 minuti. (Non è specifica sul programma ma la metto qui per visibilità visto che è una rarità di questi tempi...) http://www.youtube.com/watch?v=Nu1B2j8ic5k

    1. Jor-el 21 febbraio 2013

      Tutto questo può forse interessare a qualcuno (non a me), ma che c'entra con le critiche al programma di Grillo?

    1. RicardoDenner 21 febbraio 2013

      "1) Il valore del voto a Grillo non è tanto sui contenuti programmatici, quanto sull'essere un tentativo di un cambiamento culturale."

      Bè..se il cambiamento culturale è frutto di un programma fondato su gli urli .. ..l'odio per i politici..e il non farlo capire alla gente che altrimenti non lo voterebbe..mi sa che Grillo alla guida del progetto porti a fare la fine di quell'auto finita nel burrone..

      In fin dei conti è questa la democrazia che si avvicina alle sue estreme conseguenze quando non c'è un comune sentire ..

      Mi fanno ridere i pensionati che votano Grillo con l'idea che gli alzi la pensione..che i giovani sono più idealisti e si contentano di socializzare anche a stipendio basso..

    1. Borokrom 21 febbraio 2013

      Su Bottarelli:
      fonte: http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=3609

      19.07.2002
      A Libero c'è un fantasma
      di Bds

      Gli ispettori dell'Inpgi entrano nel giornale di Feltri e scoprono che non ci sono contributi versati per Mauro Bottarelli, caposervizio Esteri. Di più: non è praticante, nè professionista, non ha mai fatto nessun esame...

      Curiosa vicenda quella di Mauro Bottarelli, giovane caposervizio Esteri del quotidiano Libero.

      In seguito ad una visita degli ispettori dell'Inpgi, che a casa della redazione centrale (Milano, via Merano 18) del giornale fondato e diretto da Vittorio Feltri ci sono rimasti per ben tre giorni, è venuto fuori che Bottarelli non solo non risulta tra gli iscritti al Fondo di previdenza, ma non risulta proprio da nessuna parte.

      Infatti non si è mai iscritto all'albo dei professionisti né a quello dei praticanti, non ha mai superato nessun esame dell'Ordine dei giornalisti e può esibire solo una tessera da pubblicista, tessera che però non basta di certo per godere dei contributi Inpgi e Casagit.

      Bottarelli avrebbe, dunque, secondo le voci interne alla redazione, firmato e sostenuto il falso per due anni, da quando fu assunto in qualità di redattore ordinario - alla nascita del giornale - a quando passò dal servizio Interni a quello Esteri fino alla sua recente promozione a caposervizio.

      Il direttore, Vittorio Feltri, pare si sia arrabbiato non poco, urlando - en plein air - "Se faccio il maniscalco, non chiedo di fare il manager sapendo di non aver la laurea!" e ne avrebbe chiesto le dimissioni. Il condirettore, Alessandro Sallusti, nega di aver saputo e taciuto, gli altri vicedirettori (Farina e Santambrogio) pure, ma qualcuno doveva pur sapere, dentro Libero.

      Forse il caporedattore centrale Giacomo Pelliccetti, in procinto di trasferirsi armi e bagagli al Giornale, da dove rientra a Libero Pietro Senaldi, che di Bottarelli è stato caposervizio al Politico.

      Forse l'ex caporedattore centrale ed oggi inviato Gianluca Marchi, che scoprì e valorizzò il talento di Bottarelli alla Padania e al Giornale d'Italia, caldeggiandone due anni fa l'assunzione a Libero. Forse i suoi colleghi di scrivania, anche se nelle redazioni le calunnie soffiano come venti.

      "Perché, ad esempio", domanda un suo collega, "Bottarelli firma un libro (peraltro di una casa editrice vicina ai no global - area di certo poco amata a Libero - Malatempora) attribuendosi la qualifica di inviato di guerra, nel retro di copertina, quando, a quanto ne so, non s'è mai mosso dalla sua scrivania per tutta la guerra in Afghanistan?".

      E soprattutto che fine hanno fatto i contributi che l'azienda avrebbe versato a suo nome all'Inpgi? Gli ispettori dell'ente di previdenza se ne sono andati com'erano arrivati, in assoluto silenzio, mentre chi difende il collega oggi sotto accusa e sulla bocca di tutti, in redazione fa notare: primo, che l'accusato ha sempre detto di non credere negli istituti di categoria, proprio come Feltri.

      Secondo, che Libero potrebbe aver benissimo fatto nel caso di Bottarelli un regolare contratto di assunzione ad un giornalista pubblicista (la possibilità è prevista sia dal vecchio che dal nuovo contratto) e che, di fronte ai buchi e alle irregolarità riscontrate dagli ispettori dell'Inpgi, voglia sacrificarne uno (lui) per salvare gli altri cinquanta (redattori) del giornale.

      Com'è, come non è, la vicenda ha sollevato un pandemonio dentro una redazione già affaticata dal superlavoro: probabilmente Bottarelli si dimetterà e l'organico di Libero - che pure sta ampliando le sue mire, aprendo ben due redazioni di cronaca, una a Milano, già operativa, ed una, nuova di zecca, a Roma - ne soffrirà ancora di più, considerando che di giornalisti in uscita, con diverse motivazioni, ce n'è almeno tre, in via Merano.

      Quanto a Bottarelli una cosa non si può negare: che non sia un gran lavoratore, abile e veloce. A prescindere da tesserini dell'Ordine, contributi Inpgi e status giornalistici "in regola" o meno.

      Non a caso, alla fine, la redazione solidarizza molto di piu' con lui - Cdr, appena rinnovato, in testa - che con la direzione del giornale e soprattutto avvocati e amministratori degli Angelucci (la famiglia di costruttori romani che edita Libero), subito andati su tutte le furie di per la figuraccia che Bottarelli ha fatto fare al giornale con l'Inpgi.

      Bds

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