UK. ECCO IL REPORT DEL MEETING SEGRETO SUL PEAK OIL DEL GOVERNO INGLESE !

UK. ECCO IL REPORT DEL MEETING SEGRETO SUL PEAK OIL DEL GOVERNO INGLESE !

DI DEBORA BILLI

petrolio.blogosfere.it

Doveva restare segreto persino l'evento stesso del meeting, ma il Guardian ha rotto le uova nel paniere. Questa è la prima notizia che ci riporta Rob Hoskins dal suo blog. Rob ha presenziato al summit sul peak oil del governo inglese come rappresentante di Transition Network, e racconta com'è andata.

Definito "affascinante e frustrante" allo stesso tempo, il meeting ha visto la partecipazione di 20 selezionatissime persone, tra le quali ministri, esponenti del governo e dell'industria e studiosi del problema. 4 le presentazioni, la prima delle quali ha riassunto la non consapevolezza dei governi sul peak e la necessità immediata di prendere provvedimenti.

La seconda presentazione ha esposto il punto di vista dell'industria petrolifera, secondo la quale il plateau è cominciato nel 2004. Dal 2005 è finita inoltre l'era del petrolio a basso prezzo. E' stato chiarito che non conta la disponibilità, ma la continuità del flusso sul mercato, e che le compagnie sono ben consapevoli del fatto che, malgrado le riserve siano ancora consistenti, buona parte di esse non sono economicamente sfruttabili. L'esempio usato è stato quello delle particelle d'oro nell'acqua del mare: ce ne sono moltissime, ma nessuno si sogna di prendersi la briga di estrarle. Esiste qualche margine di sfruttamento nel gas non convenzionale, ma per renderlo conveniente occorre che il prezzo aumenti di parecchio. Fin qui l'industria, che a me pare assai chiarificatrice: a porte chiuse si ammettono verità generalmente ben occultate quando ci si rivolge al grande pubblico (e ai mercati...)

La presentazione della Peak Oil Task Force si è focalizzata sulla produzione, chiarendo che difficilmente si raggiungeranno i 90 milioni di barili al giorno e che da quel momento comunque non si potrà che scendere; che i Paesi occidentali, meno abituati alla volatilità dei prezzi, avranno molti più problemi di Cina e India; infine, che il primo settore su cui agire è quello dei trasporti.

Transition Network ha presentato le proprie proposte per una discesa soft, incentrata su un mondo a bassa energia, e portando i molti esempi di comunità locali che già stanno adottando politiche di transizione.

La discussione che è seguita ha un po' sconcertato il nostro insider. Qualcuno ha suggerito che non occorre prendere provvedimenti di sorta, visto che ci penserà il mercato a regolare la transizione attraverso il meccanismo del prezzo. Al che, qualcun altro ha saggiamente obiettato che se penserà a tutto il mercato, allora cosa ci sta a fare il governo? Quest' ultimo, infatti, dovrebbe agire proprio per rispondere alla volatilità e all'indeterminatezza del prezzo. Qualcun altro ha osservato che dovrà cambiare l'intero approccio politico, da una società dove ci si preoccupa di distribuire il surplus ad una dove bisogna invece saper dividere una torta più piccola.

I gruppi di studio a seguire si sono concentrati sulle risposte nazionali e locali alla sfida in atto. Molta la preoccupazione per i trasporti. Le conclusioni finali del lavoro sono state le seguenti:

- La data del peak è incerta, ma comunque inevitabile;

- C'è un alto rischio che i problemi si presentino nel giro di 3 o 4 anni;

- I prezzi saranno inevitabilmente più alti;

- A breve termine, si conterà di più sul gas naturale

- L'intervento del governo sarà inevitabile;

- Lo stile del cambiamento sarà decisivo, e il governo dovrà trasmettere il messaggio alla popolazione in modo chiaro ma non pessimista;

- Ci sarà bisogno di intervenire nei trasporti pubblici;

- Il sistema di pianificazione per l'uso del territorio dovrà tenere il problema ben in mente, e in futuro si potranno considerare anche i razionamenti.

Rob ha trovato affascinante come il governo sia sia finalmente deciso ad affrontare seriamente la questione peak oil, e si è sentito onorato per l'invito esteso alla sua associazione che è molto attiva a livello locale. Ha trovato invece frustrante l'impossibilità di farli uscire dal mito dell'eterna crescita economica, dal mito di "la tecnologia risolverà i problemi" e da come ogni preoccupazione sia concentrata essenzialmente sui trasporti, panacea per i quali pare essere il semplice passaggio alle auto elettriche e tutta la rete di alimentazione ad esse connessa.

Sembra non esserci alcuna considerazione di come una nazione che è la seconda più indebitata al mondo, che è diventata un importatore di energia in un momento di volatilità dei prezzi, riuscirà a pagare una simile infrastruttura.

Credo che questo summit sia da considerarsi un evento di importanza storica. E credo anche che, forse, la segretezza dell'evento non sia stata violata del tutto casualmente...

Debora Billi
Fonte:http://petrolio.blogosfere.it
Link: http://petrolio.blogosfere.it/2010/03/uk-ecco-il-report-dal-meeting-segreto-sul-peak-oil-del-governo-inglese.html
26.03.2010

Commenti (45)

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    1. marcopa 4 aprile 2010

      Le stupidate sono stupidate anche se le dice Repubblica, l' articolo citato parlava di tuttaltre cose senza dati e cifre. Ma hai ragione anche te, se tanti intellettuali considerano Repubblica il loro giornale perche' non crederle ?

    1. Truman 4 aprile 2010

      Il linguaggio usato da Repubblica mi suona già sentito.

      - Dimenticate la fissione nucleare: tra dieci anni saranno operativi i nuovi reattori a fusione nucleare in grado di ottenere energia dall'idrogeno.

      - Scoperta l'origine del cancro, tra pochi anni sarà disponibile una terapia.

      - Individuata l'origine dell'AIDS, a breve sarà disponibile un vaccino.




      Sono decenni che siamo sempre lì lì per ottenere sorprendenti progressi grazie alle nuove tecnologie. Ma poi guardando a distanza di anni si rivelano quasi sempre bufale. Bisognerebbe ogni tanto leggere i giornali di qualche anno fa, per rendersi conto di quante balle ci raccontano.

    1. TizianoS 4 aprile 2010

      Un tale Prof. V. Ostermann nella sua opera "LA VITA IN FRIULI - USI, COSTUMI, CREDENZE, PREGIUDIZI E SUPERSTIZIONI POPOLARI" (anno 1894) scriveva tra l'altro:



      http://www.archive.org/stream/lavitainfriuliu00ostegoog/lavitainfriuliu00ostegoog_djvu.txt



      "A Gemona per esempio, vengono pedestri i montanari della Carnia, del Canale del Ferro, di Resia,
      di Sappada, del Comelico, del Cadore, nonché i Carintiani di valle di Gail e valle di Drava, ed i Tirolesi del Pusterthal.

      La vigilia della festa i pellegrini sommano a qualche migliajo, e non è raro vederne di quelli che
      s'inginocchiano alla porta della chiesa od all' ingresso del sagrato e procedono ginocchioni fino all'altare
      del Santo [S.Antonio da Padova], picchiandosi il petto, recitando orazioni, baciando la terra e facendovi delle croci colla lingua sul pavimento e perfino battendo qualche volta la fronte sui gradini dell' altare."




      I "pedestri" pellegrini di un tempo (giunti anche da molto lontano) baciavano la terra e facevano delle croci colla lingua sul pavimento, oggi i pellegrini non sono più pedestri e non fanno più croci colla lingua sul pavimento, ma sono convinto che lo rifarebbero solo se dovesse mancare loro la benzina.

    1. Pellegrino 4 aprile 2010

      ma che curiosa "indiscrezione".....

      Proprio quando la teoria del Peak Oil si rivela per quello che è, cioè una bufala dei petrolieri (sullo stile del "global warming") per tenere alto il prezzo del petrolio (tanto che anche repubblica è costretta a farne menzione) spunta l'"indiscrezione " per distrarre gli allocchi........


      Repubblica Affari&Finanza 22/3/2010 pag. 25
      SCIENZE
      Addio "peak oil", e' l'ora dello "shale".

      Dimenticate il "peak oil", la fine del petrolio vaticinata da tanti autori: con le nuove tecnologie si puo' arrivare a estrarre greggio e gas naturali a profondita' inusitate. Le valutazioni sono straordinarie: miliardi e miliardi di metri cubi di gas e petrolio sono oggi raggiungibili e estraibili, in tutti i continenti.Europa compresa.I grandi gruppi petroliferi sono tutti impegnatissimi, e altrettanto le societa' fornitrici delle tecnologie da Siemens a General Elettric. La parola d' ordine di questa nuova corsa all' oro e' Shale. Significa "scisto":una roccia argillosa dalla particolare struttura a lastre che imprigiona al suo interno petrolio o gas naturali. Le proprieta' energetiche dello shale sono note da decenni. Ma fino a pochi anni fa, estrarre petrolio o gas da queste rocce era considerato economicamente insostenibile, a causa delle enormi difficolta' tecniche legate al processo di estrazione, che richiedeva la frattura di chilometri di rocce a grandissime profondita'.
      Per questo gli idrocarburi ricavati dallo shale sono dichiarati "non convenzionali": un' espressione con cui si indicano le risorse energetiche il cui sfruttamento e' teoricamente possibile ma praticamente improbabile, come gli oli pesanti e le sabbie bituminose.
      Ma grazie all' introduzione di nuove tecnologie di estrazione, negli ultimi anni l' accesso alle riserve contenute negli shale e' diventato piu' facile e conveniente, soptrattutto nel caso del gas ma anche del petrolio.

    1. Alphaomega 4 aprile 2010

      Comunque l'economia mondiale va' avanti come se niente fosse....
      basterebbe un po' di lungimiranza dei governi per dare una mano in modo da risparmiare un pochino di oro nero.
      Basti pensare a tutto cio che e' di plastica MONOUSO come i piatti,posate rasoi etc.etc.etc.;perche' nessuno vuloe eliminarli?
      Basta pensare al petrolio usato per esportare per esembio biscotti danesi in USA e biscotti USA in europa..Scambiatevi la ricetta!!!
      Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine,e un pianeta senza petrolio significa che l'umanita e' destinata a tornare nel medioevo.

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