Tutti gli affari del Presidente e le 6 azioni su cui puntare

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DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

The Donald alla fine ce l’ha fatta … dopo aver orchestrato un’abile campagna presidenziale che toccava i punti più sensibili della profonda crisi americana e facendosi espressione della rabbia degli esclusi, ha interpretato tutte le sofferenze sociali ormai insostenibili: il 23% di disoccupazione adulta, la precarizzazione a vita dei lavoratori, la proletarizzazione della middle class, i guasti di una globalizzazione selvaggia, dove gli operai bianchi della Rust Belt lo hanno votato in massa. Trump ha così battuto tutti i sondaggi, grazie soprattutto al sostegno della classe operaia bianca,  si è impegnato molto nelle zone industriali del Nord-est e Midwest, epicentro della crisi dell’industria pesante, strappando autentici baluardi democratici alla Clinton: Wisconsin, Michigan e Pennsylvania

Allerta però a tutti i naviganti trumpisti che stanno cicalando da giorni sui vari social “finalmente ha vinto l’anti-global, ha perso il neoliberismo“, vorrei avvisare che The Donald sta valutando una squadra di governo tutt’altro che rivoluzionaria, visto che sembra intenzionato a nominare alcune persone, per nulla avulse dal contesto affaristico neoliberista che ha prodotto i danni della globalizzazione.

La squadra di Trump infatti sta seriamente valutando come ministro degli Interni, che negli Stati Uniti è il dipartimento che si occupa della tutela del territorio e quindi delle concessioni petrolifere e minerarie, Forrest Lucas, co-fondatore della società petrolifera Lucas Oil.

È invece quasi sicuro il ruolo di segretario al Tesoro l’ex banchiere di Goldman Sachs Steven Mnuchin, che è stato il presidente finanziario della campagna elettorale del tycoon.

Mnuchin è noto per essere presidente e Ceo di una grossa società di investimenti, ma soprattutto per i vent’anni di lavoro in Goldman Sachs come banchiere.  Proprietario di un patrimonio stimato in oltre 40 milioni di dollari, l’uomo a cui Trump potrebbe affidare l’economia ha finanziato per anni le campagne elettorali dei democratici, compresa quella della stessa Hillary Clinton a senatrice nello Stato di New York.

Poi il miliardario Wilbur Ross, consigliere economico di Trump, è il favorito per il dipartimento del Commercio. Il petroliere Harold Hamm, amico del tycoon, potrebbe invece avere la poltrona di ministro dell’Energia. Dovrebbe essere ridotto anche il ruolo del dipartimento per l’Istruzione e  trasformato quello dell’Ambiente. Per quest’ultimo il principale candidato è Myron Ebell, critico e scettico sul riscaldamento globale come causa dei cambiamenti climatici.

Myron Ebell è un lobbista noto per le sue posizioni negazioniste sui cambiamenti climatici, dirige il Center for Energy and Environment, un think-tank finanziato tra gli altri dal gigante dell’industria petrolifera ExxonMobil e dalla Fondazione dei fratelli Koch, proprietari di un gruppo industriale più volte accusati di corruzione e spregio di ogni normativa ambientale. I magnati del petrolchimico sono da sempre i più ricchi finanziatori della destra, ma solo negli ultimi tempi hanno deciso di “anticipare” le proprie donazioni per influire sulle presidenziali già dalle primarie, riuscendo così a spostare la scelta dei consensi molto più a destra, viste le loro posizioni radicali, in particolare anch’essi hanno sempre finanziato le tesi negazioniste sul cambiamento climatico.

Myron Ebell presiede anche la Cooler Heads Coalition (Coalizione delle menti fredde), un gruppo di pressione che diffonde disinformazione a scopo di lucro, recita il sito “comprende più di due dozzine di associazioni no-profit americane e straniere che contestano l’allarmismo sul riscaldamento globale e si oppongono alle politiche di razionamento dell’energia“.

Donald Trump non ha mai fatto mistero del suo disprezzo per l’Environmental Protection Agency, infatti ha promesso di tagliare le normative EPA del 70% oppure 80%.

(Donald J. Trump parla agli agricoltori locali nel corso di una tavola rotonda a Boynton Beach 24 Ottobre 2016.)

Il lavoro di Ebell poi è stato finanziato da alcuni dei più grandi inquinatori degli States, CEI (Center for Energy and Environment at the Competitive Enterprise Institute) custodisce gelosamente le fonti del suo bilancio annuale di $ 7000000, ma la ricerca dai registri della Exxon Mobil mostrano una lunga esperienza  di finanziamenti da parte di chi inquina. Nel 2013, il Washington Post ha ottenuto un elenco dei donatori per la cena annuale del CEI, fornendo una rara panoramica sulle società che finanziano le attività della CEI, e soprattutto per le imprese di produzione energetica che hanno offerto più di $ 110.000 per l’evento. Il più grande donatore era Murray Energy Corporation, la più grande compagnia mineraria del carbone sotterraneo in USA e un accanito avversario di EPA.

Dunque nuova amministrazione e nuovi business. Gli esperti pensano che ci potrebbero essere 6 titoli azionari su cui puntare per fare buoni affari secondo le probabili politiche economiche indicate da Trump in campagna elettorale: Apple (AAPL), Gruppo GEO, Cemex (CX), ExxonMobil (XOM), Holdings HCA, Smith & Wesson Holding Corp. (SWHC) 

1. Apple (AAPL)

apple-logo3Le proposte di Trump prevedono una prossima Flat Tax, ossia la riduzione al 15% di tasse sul proprio reddito d’impresa per tutte le aziende, accompagnata da un Bonus Fiscale al 10% per il rimpatrio dei fondi  esteri. Ciò significa che le società holding con un sacco di soldi all’estero, come la Apple potrebbero  finalmente riportare i loro soldi negli Stati Uniti.

Secondo uno studio 2015 condotto da Moody, Apple ha attualmente più di 150 miliardi di $ parcheggiati all’estero, quasi il 90% del totale del patrimonio in denaro, e oggi il numero è più vicino a $ 200 miliardi. Dunque sarà probabilmente apprezzata la possibilità di portare un po’ dei propri fondi di nuovo negli States.

In realtà durante la campagna elettorale, Trump ha chiesto un boicottaggio per i prodotti Apple, dicendo che li avrebbe costretti a «costruire i loro computer maledetti in questo paese». Ma anche se Trump non si cura particolarmente della Apple (nonostante twitti spesso da un iPhone), comunque il piano fiscale dell’azienda trarrebbero sicuramente vantaggio da un’imposta al 15%.

2. Il Gruppo GEO

carceri-americane-geoIl Gruppo GEO è un fondo d’investimento immobiliare che possiede e gestisce prigioni private; ha più di 104 strutture negli Stati Uniti e all’estero. Il piano di Trump di deportare 11 milioni di immigrati clandestini dagli Stati Uniti favorirebbe il gruppo GEO, dal momento che i clandestini, prima di essere espulsi, dovrebbero affrontare la permanenza di un certo periodo in prigione, probabilmente in una struttura gestita da GEO. La società con sede in Florida detiene già un contratto con United States Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia federale statunitense del Dipartimento della Sicurezza Interna, responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione, che rappresenta il 17,7% dei suoi ricavi nel 2015.

Il giro di vite sull’immigrazione clandestina è stato il pilastro principale della campagna presidenziale di Trump, e mentre tale manovra rappresenterebbe un costo enorme per lo stato, alcune aziende farebbero grossi affari sulla sua esecuzione. «Le imprese che potrebbero trarre beneficio sarebbero quelle che hanno stipulato contratti con il governo per far rispettare queste nuove regole, prigioni private, società di sicurezza e di difesa» ha detto Alex Nowrasteh, analista del Cato Institute su politiche d’immigrazione, un think tank libertario con sede a Washington.

Il governo federale ha rappresentato il 45,5% delle entrate di GEO nel 2015, e ICE specificamente ha rappresentato il 17,7%, quindi con Trump nello Studio Ovale, quei numeri non farebbe che aumentare (le azioni GEO sono già salite del 25% al momento della vittoria di Trump).

Nel 2013, il Department of Homeland Security ha riferito  che gli immigrati privi di documenti sono stati arrestati dalla ICE per una media di 33,5 giorni al costo di 118,88 $ al giorno per letto, letti come quelli forniti da GEO.

3. Cemex (CX)  

cemex-cemento«Nessuno può costruire un muro come me» scrive Trump nel suo libro Crippled America, e per fortificare la fortezza USA ha proposto la costruzione di un muro al confine con il Messico di circa 1.000 miglia, per di più caricandone il costo allo stesso Messico. Cemex infatti è una società specializzata in materia di cemento e calcestruzzo, che ha fatturato $ 14.1 miliardi nel 2015, $ 2,8 miliardi in Messico.I suoi prodotti sarebbero molto utili ai piani di Trump per il confine USA-Messico, e se veramente il muro si dovesse costruire potrebbe tornare utile l’utilizzo del fornitore locale Cemex, con sede a San Pedro, in Messico.

4. ExxonMobil (XOM)

exxonmobilTrump ha detto alla CNBC durante dibattito presidenziale repubblicano che gli piace essere imprevedibile quando si tratta di portare una pistola, e una posizione simile la tiene quando si tratta del Medio Oriente: «Non dobbiamo essere così coerenti da lasciar palesare ogni singola mossa che abbiamo intenzione di fare».

Nel corso di un discorso a Fort Dodge, Iowa, ha anche affermato che andrà a controllare e a bombardare l’ISIS, perché «sta facendo un enorme quantità di denaro con i giacimenti petroliferi che hanno conquistato». Poi ha aggiunto: «e sai una cosa, chiederemo alla Exxon di venire là e in due mesi sarà in grado di ricostruire tutto … avete mai visto questi ragazzi quanto sono bravi? Sì … sarà bello».

donald-trump-e-i-veteraniInfatti i ricavi del petrolio costituiscono una parte significativa del finanziamento ISIS, fonti locali, esperti di petrolio, e funzionari di intelligence occidentali hanno detto al Financial Times  che  l’ISIS ha compiuto «un’operazione tentacolare quasi simile ad una compagnia petrolifera di stato, che è cresciuta in dimensioni e competenze nonostante i tentativi internazionali di distruggerlo».

Exxon è stata colpita duramente dai bassi prezzi del petrolio, anche se ha superato le aspettative degli analisti, i guadagni per i primi tre mesi dell’anno sono stati al di sopra delle aspettative di Wall Street, ma ben al di sotto dello stesso periodo dello scorso anno. Quindi, un biglietto d’oro per i campi di petrolio del Medio Oriente da parte del Presidente Trump costituirebbe una spinta necessaria alla compagnia petrolifera e del gas.

5. Holdings HCA

trump-e-i-veteraniTrump ha esposto il suo piano completo per la riforma del Veterans Administration, consentendo ai veterani di guerra di accedere a qualunque centro medico per le cure gratuite «Sotto l’ Administration Trump, tutti i veterani che possono beneficiare di assistenza sanitaria VA possono portare carta d’identità a qualsiasi impianto medico o operatore che accetti, per ottenere le cure di cui hanno bisogno subito».

hca-sanita-trumpIl beneficiario principale potrebbe essere proprio HCA Holdings, la società di servizi per la salute che gestisce circa 168 ospedali e 116 centri di chirurgia freestanding in 20 stati degli Stati Uniti e l’Inghilterra,  ricevendo di conseguenza anche enormi quantità di denaro da Medicare (programma di assicurazione medica statale).

Un afflusso di veterani potrebbe produrre ricavi ancora più alti per Medicare HCA Holdings. «Gli ospedali sarebbero felici di prendere chiunque, purché fossero pagati», ha detto Sam Stovall, responsabile delle strategie azionarie Usa per S&P Global market intelligence, aggiungendo però che un altro aspetto della piattaforma di Trump potrebbe danneggiare gli stock di HCA e di altri ospedali, e cioè la sua proposta di abrogare e sostituire Obamacare … «Tutto ciò che Trump vorrà fare sarà l’iniezione di incertezza nell’ambiente sanitario, che probabilmente hanno più un effetto negativo di quello positivo, soprattutto perché le aziende sanitarie hanno già imparato a sopravvivere sotto il piano di Obamacare».

6. Smith & Wesson Holding Corp. (SWHC)

sturm-ruger-company-smith-wesson-holdingTrump ama le sue armi, ha detto infatti di portarle spesso con sé e facendo riferimento alla strage del College in Oregon, ha anche affermato che se gli insegnanti avessero avuto le armi, avrebbero potuto difendersi. Poi in qualità di Presidente, ha promesso di proteggere i diritti rappresentati dal Secondo Emendamento, nel suo tentativo di fare di nuovo grande l’America. Ha promesso anche di consentire un sistema nazionale, di  modo che i permessi per il porto d’armi siano validi in tutti i 50 stati.

«Il Secondo Emendamento della nostra Costituzione è chiaro, e il diritto del popolo di tenere e portare armi a scopo difensivo deve essere assicurato», questa la sua dichiarazione politica sul tema delle armi.

Una Casa Bianca che difende l’uso delle armi da fuoco significherebbe certamente buoni guadagni per produttori come Smith & Wesson. Non che l’azienda abbia fatto cattivi affari negli ultimi tempi, infatti il prezzo delle loro azioni è salito oltre il 45% nel corso dell’ultimo anno, mentre quello del rivale  Sturm di Ruger & Company ha guadagnato oltre il 10%.

Dunque, date le premesse, non credo che The Donald possa essere risolutivo per sanare la crisi economica della civiltà occidentale, poiché è anche lui un perfetto esponente del sistema neoliberista: miliardario, affarista, elitario, evasore fiscale e plurifallimentare, inoltre legato a doppio filo con esponenti delle grandi corporations del petrolio e delle grandi banche  … per di più è stato eletto il nove di novembre, ovvero il 9/11, ribaltato ne esce 11/9 … per la gioia dei complottisti cabalistici. Vi dice nulla ?

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

14.11.2016

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