TURCHIA FUORI DALLA NATO ?

TURCHIA FUORI DALLA NATO ?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Del golpe turco è stato detto tutto e il suo contrario … golpe da operetta, golpe fai da te, false flag, ma che golpe abbiamo noi, così è se vi golpe, golpe sì o golpe no … quindi non c'è molto da aggiungere, se non ribaltarlo dai fondelli e osservarlo da un'altra angolazione … non tanto un'indagine alla Sherlock, per cercare il responsabile del delitto, quanto una riflessione sul magma geopolitico internazionale, che vede tramontare l'efficienza organizzativa e il progetto realistico delle oligarchie atlantiche, in un processo di ricomposizione delle alleanze e delle strategie globali, dagli scenari sempre più oscuri e confusi.

E dopo il Brexit, altre alleanze si sganciano dalla morsa autoritaria degli USA, e si rimescolano in tattiche strategiche, come le tessere impazzite di un puzzle che non riesce a trovare il proprio equilibrio. Come mai la rivolta dei colonnelli si è infranta contro l’assedio alla base americana di Incirlik, dove si trovano 80 testate nucleari? Come mai l’attività alla base militare di Incirlik è stata sospesa, e il governo turco ha chiuso lo spazio aereo ai velivoli militari? Come mai Ankara ha disposto in stato d’assedio la base statunitense, vietando tutti i movimenti in entrata e in uscita?
E ancora … come mai il Comando delle forze USA in Europa, ha posto in stato di massima allerta tutte le forze Usa di stanza in Turchia?

È chiaro che le vicende turche hanno evidenziato le forti tensioni di una guerra civile in atto da tempo nel Paese, ed hanno anche rigirato il coltello nella ferita del conflitto apertosi con gli USA. La chiusura dello spazio aereo sarebbe stata giustificata con la necessità di riprendere il pieno controllo della situazione nell’area dopo il fallimento del golpe, una misura che ha portato alla sospensione delle missioni americane contro i jihadisti dello Stato islamico.

Ma ha evidenziato anche la rottura di rapporti con gli States. La Turchia infatti, sotto la guida di "Kemal Ataturk” era stata quasi per un secolo il partner perfetto per gli Stati Uniti, e aveva rappresentato la frontiera dell'occidente, per la sua strategica posizione geopolitica. Del resto dai tempi degli zar, fra ottomani e russi non correva buon sangue, però la necessità dell'URSS di trovare uno sbocco verso il Mediterraneo aveva provocato un attrito costante. Nessun paese poteva essere così utile sul fronte sud eurasiatico meglio della Turchia, ed anche oggi nessun riparo è migliore della Turchia davanti al pericolo proveniente dall’Est.

Il colonialismo islamico poi ha sempre cercato di restare costantemente allineato agli States, come affidabile partner mediorientale, ed ha affiancato Israele per decenni nelle politiche di contenimento delle istanze arabe … per di più Ankara oggi fornisce il secondo apparato militare della Nato … tutto ciò le ha permesso di sviluppare un modello di stato autonomo, una strana combinazione di progresso e tradizione, di modernità e cultura confessionale. Però la Turchia non può certo confrontarsi con l'occidente in termini di rispetto dei diritti, di suddivisione dei poteri democratici e di libertà individuali, e il precario equilibrio acquisito, conveniente per lungo tempo per tutti, è entrato in crisi proprio con l’ascesa al potere di Erdogan e del suo AKP, il partito conservatore islamico.

Sulla politica interna del sultano di Ankara l'occidente ha chiuso entrambi gli occhi, ma quando sono entrati in gioco i rapporti internazionali, allora l'allerta si è imposta: l’asse in Egitto con i Fratelli Musulmani fa indispettire il Cairo di Al Sisi e gli USA, il riconoscimento dello Stato di Palestina ha mandando su tutte le furie Israele.

Ma ultimamente il problema Siria rende i rapporti esplosivi, quando la Turchia permette il transito di uomini e rifornimenti verso l'ISIS e appoggia apertamente i miliziani fondamentalisti al confine siriano … quando offre le basi NATO per bombardare l’ISIS, e poi permette che le stesse basi siano stoccaggio di materiali per i terroristi.

A ciò si aggiunga che l’ascesa dei curdi siriani preoccupa parecchio Erdogan, mentre i piani di Washington puntano viceversa sui curdi per porre un freno ad Assad. Quindi dopo aver abbattuto un aereo russo nel novembre scorso, dopo aver provocato Putin, Erdogan continua a muoversi tra scaltrezza e inganno … fino ad oggi, in cui prova a riallacciare i fili con la Russia e con Damasco.

Quindi, anche se la Turchia ha rappresentato un'alleanza necessaria e irrinunciabile per gli USA, negli ultimi tempi l'ambiguità politica del regime di Erdogan ha destato parecchi malumori. L'alleanza con Ankara è assolutamente necessaria per gli USA, ma Erdogan avrebbe potuto benissimo essere sostituito … quindi verosimile che dietro il golpe del 15 luglio ci siano gli USA, ormai stanchi di un cane pazzo che fa il triplo gioco.

Ma il golpe naufragato si è inevitabilmente tramutato in una crisi internazionale, a dimostrazione del coinvolgimento yankee … e le motivazioni appaiono complesse, una rottura evidente tra gli interessi della Turchia e quelli occidentali … poi dal puzzle geopolitico spunta Fethullah Gülen, un anziano Imam in esilio negli Usa, accusato da Ankara di essere l'ispiratore del fallito golpe, magnate e predicatore sufi, uomo d'affari e intellettuale, che da vent'anni sconta un esilio volontario in Pennsylvania.

Eppure nei tempi passati la santa alleanza di questi due islamisti - Fethullah Gülen, detto “Hoca”, il Maestro, ed Erdogan - aveva eliminato la storia laica del passato e costruito il presente regime confessionale dell'AKP. Le vicende politiche degli ultimi tempi però hanno istigato crepe e divisioni in quelle forze armate una volta compatte e detentrici di un forte potere economico: l'ascesa dell'AKP e dei gulenisti ha ridimensionato un sistema dominante per decenni.

Fethullah Gülen nel frattempo è riuscito a governare la più potente confraternita musulmana, una sorta di Opus Dei islamica, che ha raggiunto milioni di seguaci e un fatturato di miliardi di dollari, costruendo scuole, università, controllando giornali e gruppi economici, infiltrandosi nella magistratura e nella polizia. I due però ad un certo punto entrano in conflitto, perché Gülen mirava ad una riforma radicale della repubblica, mentre Erdogan non intendeva rovesciare completamente il sistema kemalista e puntava invece a una democrazia islamico presidenziale dai tratti autoritari.

Fethullah Gülen nega il proprio coinvolgimento nel golpe, però la spaccatura con Erdogan evidenzia la rottura degli interessi strategici della Turchia, che puntava a diventare il Paese leader del mondo musulmano, annettendosi economicamente Siria e Iraq … quando però nel 2011 il piano è naufragato, Erdogan ci ha provato con la guerriglia jihadista, all'inizio approvata anche dagli americani in funzione anti-Assad e anti-Iran. Poi sono arrivate le intese con Teheran sul nucleare e il "tradimento" da parte degli USA, mentre i golpisti a loro volta accusano il presidente per la sua politica anti-Nato.

Comunque sembra essere quasi certo che il fallimento del colpo di stato sia stato determinato dal dominio dei cieli, in quanto la fuga di Erdogan non sarebbe stata interrotta dai caccia F-16 dei golpisti, che avevano sorvolato ripetutamente Ankara e Istanbul, ma non avevano intercettato l'aereo presidenziale ... un errore grossolano, che forse trova una spiegazione nella rotta del Gulfstream 4 presidenziale (monitorata dal sito Flightradar24) … perché il leader in fuga avrebbe raggiunto le coste del Bosforo e poi avrebbe continuato a volare per ore in circolo, proprio sopra l'aeroporto di Bandirma, nel nord della Turchia, prima di tornare a Istanbul. Transponder acceso, individuabilissimo, ma i caccia degli insorti l'hanno ignorato. Dunque nessuna ipotetica fuga verso Germania, Londra, Teheran o il Qatar, e nessun attacco da parte dei caccia F-16 dei golpisti, che hanno praticamente "ignorato" il volo, nonostante fossero stati spediti elicotteri e aerei a bombardare la residenza presidenziale a Bodrum.

Ormai il destino delle relazioni tra Erdogan e Obama sembra essere appeso a una serie di tracce radar, quelle che collegano la base di Incirlik alla rotta dei caccia golpisti. Anche se tra una quantità confusa di dati difficilmente dimostrabili, sembra esserci finora solo un punto fermo: il decollo di almeno un aereo cisterna dalla pista di Incirlik, base militare statunitense, che sabato 16 luglio è stata assediata dalla polizia.

Invece alcuni indizi preannunciano il riavvicinamento tra Turchia e Russia, infatti a giugno il presidente Tayyp Erdogan inviava una lettera di scuse a Vladimir Putin per l’abbattimento dell’aereo russo avvenuto a novembre 2015 … dove si dichiarava disposto a risarcire la famiglia del pilota ucciso e a condannare i responsabili dell'omicidio.

Ad agosto poi, da Sochi sul Mar Nero i due presidenti, Vladimir e Tayyip si incontreranno, per l'Assemblea generale dell' "Organizzazione di cooperazione economica del Mar Nero", per cercare di mettere una pietra sopra i difficili rapporti vissuti negli ultimi mesi. L’embargo commerciale russo ha ferito anche l’economia turca … e per i russi la Turchia è anche un importante partner economico dal commercio pari a 30 miliardi di dollari, con una forte utenza nelle esportazioni energetiche. Quando il sipario è calato a novembre, la Russia preparava la costruzione di una centrale nucleare da 20 miliardi di dollari in Turchia e lavorava al gasdotto South Stream, dall’enorme capacità annua di 67 miliardi di metri cubi, un progetto per fornire gas russo ai Paesi sud-europei.

Insomma la svolta politica è evidente: un probabile rallentamento d'intesa sul conflitto siriano e il tentativo di uscire dall’isolamento geopolitico, ricucendo i rapporti con Russia, Israele, Iraq ed Egitto. La Russia da parte sua è ben consapevole che la sua diplomazia in Medio Oriente necessita di rapporti con la Turchia, le cui politiche regionali sono spesso in contrasto con l’occidente … ad esempio sul Mar Nero, Russia e Turchia hanno storicamente dominato, ed il piano degli Stati Uniti d’imporre una presenza della NATO nella regione ha creato forti contrasti.

Gli USA del resto avevano buonissime ragioni per sostenere un colpo di stato che eliminasse Erdogan, ed ora si trovano a dover impedire la riconciliazione con Putin. La geopolitica del Medio Oriente sta mutando alla velocità della luce, mentre gli USA hanno dimostrato in questa circostanza, disorganizzazione e ritardo, e i segni di una crisi di sistema.

Al contrario Putin, sempre vigile in realpolitik, ha confermato la sua buona disponibilità aggiungendo di essere pronto “ad aprire la via al superamento della crisi nelle relazioni bilaterali ed iniziare il processo di rinnovamento degli sforzi congiunti sulle questioni internazionali e regionali e sullo sviluppo delle relazioni tra i due Paesi in diverse aree“. (Sito web del Cremlino)

Ora in Turchia è in corso il secondo colpo di stato, questa volta condotto direttamente da Erdogan contro gli oppositori, con epurazioni, liste di proscrizione e sentenze che evocano la pena di morte, come scrive Con Coughlin, esperto di difesa e relazioni internazionali sul “Telegraph”: "Il tentativo di golpe militare promosso la scorsa settimana da un gruppo di ufficiali scontenti può non essere riuscito, ma ora è in pieno svolgimento un altro colpo di stato, quello dei sostenitori della politica di Erdogan contro gli avversari, che spianano la strada all'autoritarismo del presidente".

Secondo Coughlin, alla luce di questo scenario la NATO potrebbe escludere la Turchia, le azioni del presidente turco non lascerebbero altra scelta all'Alleanza Atlantica. "Il fatto che Washington parli apertamente della possibilità di sospendere la permanenza della Turchia nella NATO dimostra quanto sia logoro il rapporto tra Ankara ed i suoi alleati occidentali dopo il fallito golpe militare … e ancora "Se Erdogan intende perseguire la via dell'Islamismo, la NATO non avrà altra scelta che sbarazzarsi del suo problematico alleato turco".

Effettivamente finora gli Usa hanno sopportato di tutto … sotto Erdogan, la Turchia è stata il principale alleato dell'ISIS …. una flotta di 2.000 autobotti ha trasportato oltre confine, in Turchia, il petrolio siriano rubato, finanziando ancora una volta le truppe dell'ISIS. Quando la Russia è intervenuta in Siria, ha bombardato la flotta di autobotti, distruggendone 1.500. In risposta, il presidente Erdogan ha ordinato a jet turchi di abbattere il caccia russo, causando una crisi diplomatica dopo che i ribelli appoggiati dai turchi ne avevano ucciso il pilota. Erdogan insomma è stato uno dei più grandi sostenitori del terrorismo islamico … ora la frattura sembra insanabile … riusciranno i nostri eroi a mantenere il compagno di merende nell'Alleanza Atlantica ?

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

20.07.2016

Commenti (41)

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    1. 1Al 22 luglio 2016

      Insomma, il vero golpe non c'è stato, ma è in arrivo. In effetti la Turchia fuori della nato e alleata di Putin non ce la vedo proprio. O meglio, non ce la vedono quelli d'oltreoceano e alleati.

    1. giannis 22 luglio 2016

      Che poi le lobby delle armi sono quelle che comandano gli USA dal 1192001 , quindi perche dovrebbero mollare ora ?

    1. 1Al 22 luglio 2016

      Niente di più semplice, gli basterà tirare fuori una boccetta con un po' d'acqua dentro e il gioco è fatto. Mi vien da ridere.

    1. Rosanna 22 luglio 2016

      pikebishop, se non hai capito la linea dell'articolo, e nemmeno la tesi sostenuta, sono problemi tuoi, non certo miei ... molti altri hanno capito il senso e hanno risposto argomentando ... se tu ti accontenti della polemica fine a se stessa ... ancora una volta sono problemi tuoi ...

    1. Rosanna 22 luglio 2016

      I giornali mainstream non vanno demonizzati ... qualche informazione la danno, poi spetta a noi condividerle oppure no ... comunque quelle che ti ho postato sono fonti attendibili, la prima è il discorso di Trump ... e l'altra è un breve commento fatto da Federico Rampini ... poi lo sappiamo benissimo che Repubblica tifa per la Clinton ... la quale molto probabilmente vincerà, dato che è finanziata dalle lobby delle armi e dato che Trump viene sempre presentato come un pazzo furioso e nazista ...

    1. gilberto6666 22 luglio 2016

      Speriamo.

    1. annibale51 22 luglio 2016

      Lascia perdere Repubblica Rosanna, tempo perso...

    1. PikeBishop 22 luglio 2016

      Ci proviamo a fare cosa, chiacchere senza un solo dato certo? Il moltiplicarsi della chiacchera?


      E' come parlare di calcio al bar davanti alla Luisona (il croissant che giace li' da anni), che se la mangio mi uccide di sicuro, ma e' meglio che stare al bar e sentire i pro ed i contro della formazione della nazionale proposta da Pino il Barbiere, che ha giocato a calcio 2 volte all'oratorio, ed e' informatissimo sulle palle che raccontano i quotidiani "sportivi" che segue avidamente. Peccato che i quotidiani sportivi non abbiano traccia di notizia e se le inventino di sana pianta e che, in ogni caso, nessuno sa veramente come sara' la formazione, la tattica, lo stato di forma insomma niente, niente, niente, niente, niente.
      Una tesi, un dato, una linea di pensiero sono necessari per affrontare qualsiasi disanima, se non per i pallonari.

      Qual e' il tuo punto in questo articolo? Non ce lo avevi, non uno singolo. Ma non puoi esimerti nel commentare questa notizia con un articolo, perche' se no si potrebbe pensare che non hai una opinione su tutto nonostante tutto e mi citi anche Carr e Collingwood, next it'll be dear old Latinorum.

      Generazione Erasmus anyone?


    1. Rosanna 22 luglio 2016

      Su alcuni punti avrei da obiettare ...

      - certo Erdogan ha abbassato i toni di accusa verso gli USA, ma perché deve comunque trovare una mediazione, quindi ha riaperto la base Nato, ma vuole l'estradizione di Fethullah Gülen ...

      - dato che la sua situazione si era notevolmente indebolita, sia per l'ambiguità della sua condotta politica , che per la guerra civile interna, ora deve riaffermare il proprio potere attraverso epurazioni, liste di proscrizione, licenziamenti e sospensioni dagli incarichi per tutto l'establishment a lui avverso ...

      - sulla vittoria di Trump non ci giurerei, dato che la vera guerrafondaia, sostenuta dalle lobby delle armi, è proprio la Clinton ...

    1. Veron 22 luglio 2016

      i commenti dei leader europei, sempre pronti ad abbaiare quando il padrone lo chiede, mi fanno pensare che gli USA non siano estranei al golpe.

      inoltre la macchina internazionale del fango è già in pieno movimento, simile a quella che si rivolse a Putin dopo il golpe in Ucraina.
      ergo, adesso si dovrebbero vedere i preparativi per un "regime change" stile NATO.

    1. Rosanna 22 luglio 2016

      Hai ragione pikebishop, ma un articolo non è una tesi di laurea, né un saggio storico, né un trattato di geopolitica contemporanea ... è semplicemente un articolo, che cerca di riflettere sugli eventi dell'attualità, facendo osservazioni giuste o sbagliate, avanzando ipotesi condivisibili oppure no, suscitando curiosità che potrebbero destare altre riflesssioni ... attraverso una interazione dialettica che attribuisce significato ad un sito di informazone come questo ... quindi non di tuttologia si tratta, ma piuttosto di scambio fertile e vivace di idee, ipotesi, informazioni, riflessioni ... sui temi di attualità storico politica contemporanea ...

      Del resto, come diceva Edward H. Carr, in "Sei lezioni sulla storia" dceva:

      "Lo storico deve possedere la capacità di comprendere la mentalità degli
      uomini che studia, può guardare il passato e comprenderlo solo con gli
      occhi del presente al quale appartiene; la sua funzione non consiste né
      nell'amare il passato né nel liberarsi di esso bensì nel rendersene
      padrone e nel comprenderlo per giungere a capire il presente. E' la concezione collingwoodiana della storia, che presenta anche delle insidie come per esempio il rischio che l'interpretazione conti tutto ed i fatti nulla. L'uomo infatti non è mai totalmente coinvolto nell'ambiente circostante ma nemmeno totalmente indipendente, pertanto il rapporto storico-fatti si svolge su un piano di parità: la storia è un continuo processo di interazione fra lo storico ed i fatti storici, un dialogo senza fine tra presente e passato... "

      E noi che non siamo storici ... ci proviamo.

    1. giannis 22 luglio 2016

      Esatto , l' obbiettivo principale USA e' eliminare Putin , quindi non lascerebbero mai che la Turchia si allei con la Russia , piuttosto faranno guerra alla Turchia con scuse false come fanno sempre

    1. giannis 22 luglio 2016

      Se il golpe lo hanno voluto gli USA per eliminare erdogan quest' ultimo ha i giorni contati

    1. Rosanna 22 luglio 2016

      E' vero ... Putin è un fine stratega e vede di buon occhio il riavvicinamento della Turchia, e questo naturalmente crea forti scompensi nell'alleanza atlantica, perché gli USA non accetterebbero mai di essere ulteriormente indeboliti nella loro guerra ormai secolare contro la Russia ...

    1. PikeBishop 22 luglio 2016

      Bla, bla, bla, bla, bla, bla.


      Mi ha sempre stupito la capacita' dei tuttologi di imbastire articoli che non significano niente, che non vanno a parare da nessuna parte e che sono una perdita di tempo per tutti quelli coinvolti, specie i lettori, su temi per cui non esistiono dati certi, non esistono notizie affidabili e per di piu' non si conosce assolutamente lo sfondo culturale, sociale e storico delle vicende sulle quali si vorrebbe disquisire.

      Ora i "kommentatori" si moltiplicano, rendendo l'informatica l'arte di spedire il buio alla velocita' della luce.

      Ma come diceva il Dottor Goebbels, l'importante e' che ci sia il nome ripetuto al fondo dell'articolo e piu' volte il nome appare piu' prende peso l'articolista. Non importa se stai dicendo qualcosa, l'importante e' fare rumore.
    1. Rosanna 22 luglio 2016

      Grazie Cataldo, l'articolo è interessante ma credo che sia un po' datato, quindi non possa conoscere le vicende più recenti ... mi trovo d'accordo in linea generale con la disamina, però ci sono alcuni punti che non capisco:

      - che cosa intende con "Obama ha scelto di governare il mondo indirettamente, e non nella forma
      dell’Impero Americano del suo predecessore; cosa che include anche un
      allentamento della campagna antislamica."?

      - "Allora perchè Washington dovrebbe mettere il suo destino nelle mani
      della traballante alleanza fra gulenisti e kemalisti, cioè puntare su un
      golpe che comporterebbe il pericolo di una lunga guerra civile, cosa
      che sembra essere avvenuta nel mondo arabo?" ... invece io credo che la guerra civile sia all'origine del golpe, cioè che gli USA abbiano approfittato proprio della guerra civile già in atto da tempo, per fomentare un colpo di stato per altri versi molto male organizzato ... insomma le rivoluzioni colorate non sempre riescono come dovrebbero, data anche la crisi dell'unipolarismo globalizzato

      - non ho capito bene nemmeno le tue riserve alla mia tesi ... secondo te il golpe è stato una false flag organizzata da Erdogan stesso?

      Quindi io vedo invece un tentativo, del resto fallito, da parte degli USA di eliminare Erdogan, perché ormai sempre più inaffidabile, dato che si sta avvicinando alla Russia e al mondo islamico, infatti di Erdogan potrebbero fare a meno ... ma della Turchia no ...

    1. PietroGE 22 luglio 2016

      -Proprio perché nella base di Incirlik ci sono circa 60 testate nucleari (e la situazione della regione è quella che è), lo spazio aereo della Turchia viene monitorato costantemente dagli americani. Questi ultimi sapevano, quindi, dove si trovava Erdogan ad ogni istante. Abbattere il suo aereo sarebbe stato facilissimo.

      -La guerra civile in Turchia è già finita. Hanno vinto gli islamici e il kemalismo, che non aveva più sostegno nel popolo, è stato definitivamente distrutto. La Turchia è ora una repubblica islamica e sta cercando di sfruttare proprio questo carattere per guadagnare influenza in un MO che si sta sempre più islamizzando, dopo la scomparsa dei leader laici come Nasser, Saddam, Gheddafi e ora Assad.

      -Le ripercussioni sulla NATO sono difficili da analizzare. È vero che la NATO ha bisogno della Turchia, è anche vero il contrario. Infatti, Erdogan dopo le prime accuse agli USA ha moderato di molto i toni. Sa che se si formasse uno stato curdo in una Siria smembrata avrebbe tutto da perdere.

      -Più interessanti sono i rapporti con la Russia. A Putin farebbe molto piacere vedere la NATO indebolita ai suoi confini, farebbe molto meno piacere una Turchia islamizzata che avrebbe una influenza notevole sui milioni di musulmani (molti di etnia turca) che popolano la Russia e che non sono solo nel Caucaso.

      -Forse il cambiamento più importante nella geopolitica internazionale lo porterà la vittoria di Trump alle elezioni americane, sempre che poi riesca a fare quello che dice di voler fare. Tra il dire e il fare, come è noto, c'è di mezzo la lobby.

    1. Cataldo 22 luglio 2016

      In attesa di un commento all'articolo invio questo link ad una disamina della situazione turca scritto nel maggio 2014,
      antimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2818:la-vittoria-elettorale-di-erdogan-e-la-fine-della-turchia-come-modello&catid=85:turchia

      E' molto agile, da un quadro per valutare la profondità dell'azione di svilimento e repressione della "turchia bianca" o di una sua grande parte, che sta compiendo Erdogan.

      Questa azione è di cosi vasta portata e di veloce attuazione che declassifica il golpe a copertura mediatica di quello che sta accadendo adesso, è solo un elemento propedeutico, questo è un dato di fatto che prescinde anche dalla intenzionalità degli attori effettivi del golpe stesso.

      Un altro inciso, per adesso, è sulla sindacabilità da parte turca di quello che si fa dentro le basi NATO, questa opzione è molto prossima allo zero.

    1. Rosanna 22 luglio 2016

      Appunto ... mi sembra che l'alleanza atlantica non stia navigando in buone acque ... dopo il Brexit e il riavvicinamento della Turchia alla Russia, le relazioni tra alleati si stanno facendo sempre più rischiose ... intanto Trump, dal suo osservatorio privilegiato, sta soffiando sul fuoco ...


      http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-usa-2016/rampini--il-discorso-di-trump-dipinge-un-america-disperata/247142/247252?ref=HRBV-1 [video.repubblica.it]

      Rampini: ''Il discorso di Trump dipinge un'America disperata''
      Tra crimine, violenza, crisi
      economica, declino mondiale, quella dipinta a Cleveland da Donald Trump
      nel discorso di accettazione della nomination repubblicana per la Casa
      Bianca è un'America a pezzi. Tra disperazione e redenzione. Sono questi i
      due livelli del discorso di Donald Trump

      http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-usa-2016/trump-il-discorso-di-accettazione--forza-e-sicurezza-saranno-ripristinate/247141/247251?ref=vd-auto&cnt=1 [video.repubblica.it]

      Trump, il discorso di accettazione: ''Forza e sicurezza saranno ripristinate''
      "Questa è l'eredità che ci ha
      lasciato Hillary Clinton: morte, distruzione, terrorismo e debolezza. Ma
      l'eredità di Hillary Clinton non deve essere l'eredità dell'America".
      Nel discorso più importante della sua carriera politica fino a questo
      momento, quello di accettazione della nomination del partito
      repubblicano, Donald Trump dipinge l'America in modo oscuro, prendendo
      di mira la rivale democratica nella corsa per la Casa Bianca. "Questa
      Convention si svolge in un momento di crisi per la nostra nazione:
      attacchi contro la nostra polizia, terrorismo nelle nostre città,
      minacce al nostro stile di vita. Un politico che non coglie questo
      pericolo non è adatto a guidare il nostro Paese",

    1. 1Al 22 luglio 2016

      Bella domanda. Come sempre il tempo è galantuomo e ci dirà la verità. Certo un eventuale uscita della Turchia dalla NATO, con un riavvicinamento alla Russia, cambierebbe completamente lo scenario geopolitico attuale. Putin in questo campo è un fine stratega, ha pazienza, visione lunga e intelligenza da vendere. Staremo a vedere.

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