TURCHIA FUORI DALLA NATO ?

TURCHIA FUORI DALLA NATO ?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Del golpe turco è stato detto tutto e il suo contrario … golpe da operetta, golpe fai da te, false flag, ma che golpe abbiamo noi, così è se vi golpe, golpe sì o golpe no … quindi non c'è molto da aggiungere, se non ribaltarlo dai fondelli e osservarlo da un'altra angolazione … non tanto un'indagine alla Sherlock, per cercare il responsabile del delitto, quanto una riflessione sul magma geopolitico internazionale, che vede tramontare l'efficienza organizzativa e il progetto realistico delle oligarchie atlantiche, in un processo di ricomposizione delle alleanze e delle strategie globali, dagli scenari sempre più oscuri e confusi.

E dopo il Brexit, altre alleanze si sganciano dalla morsa autoritaria degli USA, e si rimescolano in tattiche strategiche, come le tessere impazzite di un puzzle che non riesce a trovare il proprio equilibrio. Come mai la rivolta dei colonnelli si è infranta contro l’assedio alla base americana di Incirlik, dove si trovano 80 testate nucleari? Come mai l’attività alla base militare di Incirlik è stata sospesa, e il governo turco ha chiuso lo spazio aereo ai velivoli militari? Come mai Ankara ha disposto in stato d’assedio la base statunitense, vietando tutti i movimenti in entrata e in uscita?
E ancora … come mai il Comando delle forze USA in Europa, ha posto in stato di massima allerta tutte le forze Usa di stanza in Turchia?

È chiaro che le vicende turche hanno evidenziato le forti tensioni di una guerra civile in atto da tempo nel Paese, ed hanno anche rigirato il coltello nella ferita del conflitto apertosi con gli USA. La chiusura dello spazio aereo sarebbe stata giustificata con la necessità di riprendere il pieno controllo della situazione nell’area dopo il fallimento del golpe, una misura che ha portato alla sospensione delle missioni americane contro i jihadisti dello Stato islamico.

Ma ha evidenziato anche la rottura di rapporti con gli States. La Turchia infatti, sotto la guida di "Kemal Ataturk” era stata quasi per un secolo il partner perfetto per gli Stati Uniti, e aveva rappresentato la frontiera dell'occidente, per la sua strategica posizione geopolitica. Del resto dai tempi degli zar, fra ottomani e russi non correva buon sangue, però la necessità dell'URSS di trovare uno sbocco verso il Mediterraneo aveva provocato un attrito costante. Nessun paese poteva essere così utile sul fronte sud eurasiatico meglio della Turchia, ed anche oggi nessun riparo è migliore della Turchia davanti al pericolo proveniente dall’Est.

Il colonialismo islamico poi ha sempre cercato di restare costantemente allineato agli States, come affidabile partner mediorientale, ed ha affiancato Israele per decenni nelle politiche di contenimento delle istanze arabe … per di più Ankara oggi fornisce il secondo apparato militare della Nato … tutto ciò le ha permesso di sviluppare un modello di stato autonomo, una strana combinazione di progresso e tradizione, di modernità e cultura confessionale. Però la Turchia non può certo confrontarsi con l'occidente in termini di rispetto dei diritti, di suddivisione dei poteri democratici e di libertà individuali, e il precario equilibrio acquisito, conveniente per lungo tempo per tutti, è entrato in crisi proprio con l’ascesa al potere di Erdogan e del suo AKP, il partito conservatore islamico.

Sulla politica interna del sultano di Ankara l'occidente ha chiuso entrambi gli occhi, ma quando sono entrati in gioco i rapporti internazionali, allora l'allerta si è imposta: l’asse in Egitto con i Fratelli Musulmani fa indispettire il Cairo di Al Sisi e gli USA, il riconoscimento dello Stato di Palestina ha mandando su tutte le furie Israele.

Ma ultimamente il problema Siria rende i rapporti esplosivi, quando la Turchia permette il transito di uomini e rifornimenti verso l'ISIS e appoggia apertamente i miliziani fondamentalisti al confine siriano … quando offre le basi NATO per bombardare l’ISIS, e poi permette che le stesse basi siano stoccaggio di materiali per i terroristi.

A ciò si aggiunga che l’ascesa dei curdi siriani preoccupa parecchio Erdogan, mentre i piani di Washington puntano viceversa sui curdi per porre un freno ad Assad. Quindi dopo aver abbattuto un aereo russo nel novembre scorso, dopo aver provocato Putin, Erdogan continua a muoversi tra scaltrezza e inganno … fino ad oggi, in cui prova a riallacciare i fili con la Russia e con Damasco.

Quindi, anche se la Turchia ha rappresentato un'alleanza necessaria e irrinunciabile per gli USA, negli ultimi tempi l'ambiguità politica del regime di Erdogan ha destato parecchi malumori. L'alleanza con Ankara è assolutamente necessaria per gli USA, ma Erdogan avrebbe potuto benissimo essere sostituito … quindi verosimile che dietro il golpe del 15 luglio ci siano gli USA, ormai stanchi di un cane pazzo che fa il triplo gioco.

Ma il golpe naufragato si è inevitabilmente tramutato in una crisi internazionale, a dimostrazione del coinvolgimento yankee … e le motivazioni appaiono complesse, una rottura evidente tra gli interessi della Turchia e quelli occidentali … poi dal puzzle geopolitico spunta Fethullah Gülen, un anziano Imam in esilio negli Usa, accusato da Ankara di essere l'ispiratore del fallito golpe, magnate e predicatore sufi, uomo d'affari e intellettuale, che da vent'anni sconta un esilio volontario in Pennsylvania.

Eppure nei tempi passati la santa alleanza di questi due islamisti - Fethullah Gülen, detto “Hoca”, il Maestro, ed Erdogan - aveva eliminato la storia laica del passato e costruito il presente regime confessionale dell'AKP. Le vicende politiche degli ultimi tempi però hanno istigato crepe e divisioni in quelle forze armate una volta compatte e detentrici di un forte potere economico: l'ascesa dell'AKP e dei gulenisti ha ridimensionato un sistema dominante per decenni.

Fethullah Gülen nel frattempo è riuscito a governare la più potente confraternita musulmana, una sorta di Opus Dei islamica, che ha raggiunto milioni di seguaci e un fatturato di miliardi di dollari, costruendo scuole, università, controllando giornali e gruppi economici, infiltrandosi nella magistratura e nella polizia. I due però ad un certo punto entrano in conflitto, perché Gülen mirava ad una riforma radicale della repubblica, mentre Erdogan non intendeva rovesciare completamente il sistema kemalista e puntava invece a una democrazia islamico presidenziale dai tratti autoritari.

Fethullah Gülen nega il proprio coinvolgimento nel golpe, però la spaccatura con Erdogan evidenzia la rottura degli interessi strategici della Turchia, che puntava a diventare il Paese leader del mondo musulmano, annettendosi economicamente Siria e Iraq … quando però nel 2011 il piano è naufragato, Erdogan ci ha provato con la guerriglia jihadista, all'inizio approvata anche dagli americani in funzione anti-Assad e anti-Iran. Poi sono arrivate le intese con Teheran sul nucleare e il "tradimento" da parte degli USA, mentre i golpisti a loro volta accusano il presidente per la sua politica anti-Nato.

Comunque sembra essere quasi certo che il fallimento del colpo di stato sia stato determinato dal dominio dei cieli, in quanto la fuga di Erdogan non sarebbe stata interrotta dai caccia F-16 dei golpisti, che avevano sorvolato ripetutamente Ankara e Istanbul, ma non avevano intercettato l'aereo presidenziale ... un errore grossolano, che forse trova una spiegazione nella rotta del Gulfstream 4 presidenziale (monitorata dal sito Flightradar24) … perché il leader in fuga avrebbe raggiunto le coste del Bosforo e poi avrebbe continuato a volare per ore in circolo, proprio sopra l'aeroporto di Bandirma, nel nord della Turchia, prima di tornare a Istanbul. Transponder acceso, individuabilissimo, ma i caccia degli insorti l'hanno ignorato. Dunque nessuna ipotetica fuga verso Germania, Londra, Teheran o il Qatar, e nessun attacco da parte dei caccia F-16 dei golpisti, che hanno praticamente "ignorato" il volo, nonostante fossero stati spediti elicotteri e aerei a bombardare la residenza presidenziale a Bodrum.

Ormai il destino delle relazioni tra Erdogan e Obama sembra essere appeso a una serie di tracce radar, quelle che collegano la base di Incirlik alla rotta dei caccia golpisti. Anche se tra una quantità confusa di dati difficilmente dimostrabili, sembra esserci finora solo un punto fermo: il decollo di almeno un aereo cisterna dalla pista di Incirlik, base militare statunitense, che sabato 16 luglio è stata assediata dalla polizia.

Invece alcuni indizi preannunciano il riavvicinamento tra Turchia e Russia, infatti a giugno il presidente Tayyp Erdogan inviava una lettera di scuse a Vladimir Putin per l’abbattimento dell’aereo russo avvenuto a novembre 2015 … dove si dichiarava disposto a risarcire la famiglia del pilota ucciso e a condannare i responsabili dell'omicidio.

Ad agosto poi, da Sochi sul Mar Nero i due presidenti, Vladimir e Tayyip si incontreranno, per l'Assemblea generale dell' "Organizzazione di cooperazione economica del Mar Nero", per cercare di mettere una pietra sopra i difficili rapporti vissuti negli ultimi mesi. L’embargo commerciale russo ha ferito anche l’economia turca … e per i russi la Turchia è anche un importante partner economico dal commercio pari a 30 miliardi di dollari, con una forte utenza nelle esportazioni energetiche. Quando il sipario è calato a novembre, la Russia preparava la costruzione di una centrale nucleare da 20 miliardi di dollari in Turchia e lavorava al gasdotto South Stream, dall’enorme capacità annua di 67 miliardi di metri cubi, un progetto per fornire gas russo ai Paesi sud-europei.

Insomma la svolta politica è evidente: un probabile rallentamento d'intesa sul conflitto siriano e il tentativo di uscire dall’isolamento geopolitico, ricucendo i rapporti con Russia, Israele, Iraq ed Egitto. La Russia da parte sua è ben consapevole che la sua diplomazia in Medio Oriente necessita di rapporti con la Turchia, le cui politiche regionali sono spesso in contrasto con l’occidente … ad esempio sul Mar Nero, Russia e Turchia hanno storicamente dominato, ed il piano degli Stati Uniti d’imporre una presenza della NATO nella regione ha creato forti contrasti.

Gli USA del resto avevano buonissime ragioni per sostenere un colpo di stato che eliminasse Erdogan, ed ora si trovano a dover impedire la riconciliazione con Putin. La geopolitica del Medio Oriente sta mutando alla velocità della luce, mentre gli USA hanno dimostrato in questa circostanza, disorganizzazione e ritardo, e i segni di una crisi di sistema.

Al contrario Putin, sempre vigile in realpolitik, ha confermato la sua buona disponibilità aggiungendo di essere pronto “ad aprire la via al superamento della crisi nelle relazioni bilaterali ed iniziare il processo di rinnovamento degli sforzi congiunti sulle questioni internazionali e regionali e sullo sviluppo delle relazioni tra i due Paesi in diverse aree“. (Sito web del Cremlino)

Ora in Turchia è in corso il secondo colpo di stato, questa volta condotto direttamente da Erdogan contro gli oppositori, con epurazioni, liste di proscrizione e sentenze che evocano la pena di morte, come scrive Con Coughlin, esperto di difesa e relazioni internazionali sul “Telegraph”: "Il tentativo di golpe militare promosso la scorsa settimana da un gruppo di ufficiali scontenti può non essere riuscito, ma ora è in pieno svolgimento un altro colpo di stato, quello dei sostenitori della politica di Erdogan contro gli avversari, che spianano la strada all'autoritarismo del presidente".

Secondo Coughlin, alla luce di questo scenario la NATO potrebbe escludere la Turchia, le azioni del presidente turco non lascerebbero altra scelta all'Alleanza Atlantica. "Il fatto che Washington parli apertamente della possibilità di sospendere la permanenza della Turchia nella NATO dimostra quanto sia logoro il rapporto tra Ankara ed i suoi alleati occidentali dopo il fallito golpe militare … e ancora "Se Erdogan intende perseguire la via dell'Islamismo, la NATO non avrà altra scelta che sbarazzarsi del suo problematico alleato turco".

Effettivamente finora gli Usa hanno sopportato di tutto … sotto Erdogan, la Turchia è stata il principale alleato dell'ISIS …. una flotta di 2.000 autobotti ha trasportato oltre confine, in Turchia, il petrolio siriano rubato, finanziando ancora una volta le truppe dell'ISIS. Quando la Russia è intervenuta in Siria, ha bombardato la flotta di autobotti, distruggendone 1.500. In risposta, il presidente Erdogan ha ordinato a jet turchi di abbattere il caccia russo, causando una crisi diplomatica dopo che i ribelli appoggiati dai turchi ne avevano ucciso il pilota. Erdogan insomma è stato uno dei più grandi sostenitori del terrorismo islamico … ora la frattura sembra insanabile … riusciranno i nostri eroi a mantenere il compagno di merende nell'Alleanza Atlantica ?

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

20.07.2016

Commenti (41)

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    1. Tanita 23 luglio 2016

      Infatti. E' proprio con i suoi articoli sull'11 settembre che ha attratto la mia attenzione.

      D'altra parte, qualsiasi osservatore esterno ai fatti poteva e puó capire che l'11 settembre non avrebbe potuto esistere senza quanto meno la complicitá del governo americano (se non altro).

      Quello che io vedo é che i governi, specie certi governi, stanno uccidendo i propri cittadini, oltre ad aver massacrato e massacrare quotidianamente migliaia di persone nel Medio Oriente, in Africa e altrove.

      Sembra che molti americani se ne rendano conto ormai. Vedremo. E gli europei? Tanti milenni di Storia per fare alla fine tanta fatica a capire qui prodest?

    1. geopardy 23 luglio 2016

      Personalmente, nella vita mi sto dando da fare, per quanto mi sia possibile, per informare e per impedire tutto ciò.


    1. geopardy 23 luglio 2016

      Il "perdendo tempo" non vuole riferirsi ad alcuna critica nei confronti del legittimo articolo.

    1. gix 23 luglio 2016

      Si certo, osservazioni giuste. Io però non sarei così pessimista, la gente in Italia, magari confusamente, comincia a sospettare che sotto sotto c'è la fregatura. Certo è ancora una minoranza, e c'è una massa consistente che frena la presa di coscienza di quanto tu dici. Ma alla fine non è difficile accorgersi che in Italia vi è una classe politica che lavora in una direzione sola. Quando ti cominciano a toccare pensioni, risparmi, lavoro, sanità ecc....

    1. geopardy 23 luglio 2016

      Quella che stanno smantellando è la rete di Gulen (un incrocio tra Opus Dei e loggia P2), di cui conoscono perfettamente l'estensione, che raggiunge quasi ogni segmento della società turca, compresi giudici, insegnanti e militari.

      Se questo sia giusto o meno, credo, che noi non siamo in grado di saperlo con certezza.
      Al di là della detestabile politica di Erdogan, il fatto è che, mentre se da noi c'è un attentato e si sospende Shengen e si instaura una politica di emergenza (vedi Francia), con la sospensione di tutta una serie di diritti acquisiti (figuriamoci in caso di golpe militare fallito), nessun mass media ufficiale si sognerebbe di agitare il pericolo di svolta autoritaria, mentre per gli "altri" sì.
      Noi abbiamo avuto due governi (o tre) non eletti da nessuno, che stanno manomettendo la Costituzione e prendendo decisioni terribili per il nostro futuro a colpi di fiducia, ma nessun mass media ufficiale (ma anche non) si sogna di gridare al golpe (che sarebbe la giusta definizione da Monti in avanti).
      Stiamo "perdendo" tempo con le "follie politiche" di Erdogan, eletto a maggioranza dal popolo turco, senza vedere che le medesime riforme vengono proposte da noi dai morbidi "golpisti".
    1. Rosanna 23 luglio 2016

      Grazie Tanita, molto interessante !! ... Meyssan è sempre molio documentato e geniale nelle sue disamine ... è stato uno dei primi giornalisti a scovare la bufala dell'11 settembre

      http://www.ibs.it/code/9788887517347/meyssan-thierry/incredibile-menzogna-nessun.html [www.ibs.it]

      Osservatore attento dell'attualità
      internazionale, il giornalista T. Meyssan è stato attratto dalle
      anomalie delle prime fotografie dell'attentato contro il Pentagono, poi
      dalla confusione e dalle contraddizioni della versione ufficiale, anche
      per quanto riguarda il World Trade Center.Ha allora condotto
      un'inchiesta che l'ha trascinato di sorpresa in sorpresa, una più
      stupefacente e terrificante dell'altra. Questo libro si fonda
      esclusivamente su documenti della Casa Bianca e del Dipartimento della
      Difesa, così come sulle dichiarazioni dei dirigenti civili e militari
      alla stampa internazionale.Tutte le informazioni che riporta sono
      referenziate e dunque verificabili dal lettore.

    1. Rosanna 23 luglio 2016

      Grazie FBF, articoli molto interessanti ...

      ne ho scovato uno anch'io a sostegno della stessa tesi


      http://vocidallestero.it/2016/07/22/il-nuovo-medio-oriente-esce-lamerica-ed-entra-la-russia/ [vocidallestero.it]

      Il Nuovo Medio Oriente: Esce l’America ed Entra la Russia

      Zero Hedge rilancia [www.zerohedge.com] un’interessante analisi di Ghassan Kadi [thesaker.is] sugli eventi che si stanno dispiegando in questi mesi in Medio Oriente. Dalla Turchia a Israele, dalla Siria all’Iran, l’insieme dei “puntini” indica che gli Stati Uniti stanno progressivamente perdendo terreno e influenza diplomatica nell’area medio-orientale, a tutto vantaggio della Russia, che si sta presentando sulla scena come unica potenza capace e determinata a stabilire un equilibrio e a risolvere i conflitti.



    1. Fischio 23 luglio 2016

      Vero...ma ciò che manca in questo periodo storico è 'la lotta di classe' poichè latita la coscienza politica. Basta guardare le sparute contestazioni qua e là per capire l'arretratezza del movimento operaio. A riguardo torna a puntino la sentenza di Trotsky:' Senza un Partito, aggirando il Partito...con un surrogato di Partito , la rivoluzione proletaria non può vincere". Perciò se i salariati e subordinati di tutto il mondo non si riagganciano al patrimonio lasciato da Marx e Lenin e di conseguenza la condanna a Stalin, non ci sarà via d'uscita...

    1. Tanita 23 luglio 2016

      Suggerisco la lettura di questo articolo (e anche la sua traduzione). Magari merita di essere postato in questo sito.

      "The Twilight of NATO" by Thierry Meyssan

      ("Il crepuscolo dell'OTAN")

      http://www.voltairenet.org/article192832.html

    1. FBF 23 luglio 2016

      Il "colpo di stato" in Turchia è stato una mossa politica ed economica più semplice di quello che appare. Basta leggere attentamente l'articolo di Maurizio Blondet del 2012. Erdogan: un altro barbaro sognante?

      http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=81200&Itemid=100021


      Per cui il progetto attuale della Turchia, è sicuramente di uscire dalla Nato.

      Ma come farà? Se la "Merkel avverte: un Paese che applica la pena di morte non è degno dell'Europa" vuol dire che la pena di morte ci sarà .... http://it.blastingnews.com/politica/2016/07/merkel-alla-turchia-un-paese-che-applica-la-pena-di-morte-non-e-degno-dell-europa-001020847.html

      Prepariamoci perciò alle esecuzioni probabilmente un massacro.






    1. Fedeledellacroce 23 luglio 2016

      Ma quanto spirito polemico!
      Possibile ce non hai niente di meglio da fare?
      Rosanna scrive chiaramente ed ha esposto i suoi pensieri su un fatto recente.
      Se pensi di essere cosí tanto al di sopra delle possibilitá di narrazione e deduzione di Rosanna, beh, allora scrivilo tu il pezzo!

    1. LinCad 22 luglio 2016

      E' possibile, ma non probabile in tempi brevi. I nemici di Erdogan stanno venendo epurati da ogni posizione di comando, l'esercito e' indebolito, quindi "regime change" ha ottime possibilita' di tradursi in guerra civile. Non credo che gli usa vogliano questo in turchia.

    1. Rosanna 22 luglio 2016

      La comprensione è servita poche volte nella storia ... ma qualche volta è
      servita, durante le rare rivoluzioni avvenute ... le vicende storiche
      comunque sono mosse dal capitale e dagli interessi ... sono loro che
      decidono, non certo gli "ideali" dei popoli ...

      Secondo il
      celebre incipit del “Manifesto del Partito Comunista” del 1848, “la
      storia di ogni società esistita sino a questo momento è storia delle
      lotte tra le classi”: ciò significa che il movimento storico è animato
      dal conflitto e, in questo senso, è dialettico e, cioè, nega e supera le
      fasi precedenti.

    1. Rosanna 22 luglio 2016

      Hai detto bene gix, il mondo sta cambiando, ma la belva ferita è molto più pericolosa, e infatti sentivo proprio ora che c'è stato un nuovo attentato in Germania, a Monaco di Baviera ... quindi siamo in guerra se qualcuno non l'avesse capito e io credo che ad usare terrorismo sociale siano sempre i soliti noti ... quindi la volontà di usare la strategia della tensione, contro i populismi, che vogliono affrancarsi dall'Europa e contro i tentativi di riavvicinamento alla Russia ... lo storico nemico dell'impero ...


      http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2016/7/22/MONACO-DI-BAVIERA-SPARI-CENTRO-COMMERCIALE-Video-attentato-Germania-media-locali-morti-e-feriti-ultime-notizie-oggi-22-luglio-2016-/716078/ [www.ilsussidiario.net]

      MONACO DI BAVIERA, SPARI CENTRO COMMERCIALE / Video, attentato Germania: media locali, morti e feriti ...

      SPARI CENTRO COMMERCIALE MONACO DI BAVIERA, ATTENTATO IN GERMANIA: CAOS NELLO SHOPPING CENTER

    1. Fischio 22 luglio 2016

      Il mondo non cambierà, in meglio s'intende, finchè non sarà abbattuto il Sistema Capitalistico....Analisi, approfondimenti, ricerche, sono comprensibili da un punto di vista del sapere, ma se in ultimo, date le tragedie che si stanno consumando (di questo passo sarà la fine), e le proposte, poche, e che restano strette al sistema vigente, la comprensione non serve a nulla....

    1. gix 22 luglio 2016

      Come giustamente ha detto G71, uno che magari sarà pure di parte ma sicuramente un po' se ne intende, liste di proscrizione per 50/60 mila nominativi di persone da eliminare o arrestare, non si preparano certo dalla sera alla mattina. Poi bisognerebbe riflettere anche sul fatto che il turco, se non ricordo male quanto afferma Magaldi, è un "frequentatore" autorevole, se non dei peggiori bar di caracas, almeno delle massonerie più inquietanti della terra. Su questi due elementi bisognerebbe ragionare per capire cosa sta succedendo. Poi certo, come pare evidente e fa rilevare la Rosanna, il personaggio è certamente infido e da prendere con le molle, tutt'altro che un servo allineato e docile, come purtroppo la maggior parte dei politici in europa. Alla fine direi che quello che conta è che gli interessi in campo stanno mettendo finalmente in crisi rapporti basati sull'ipocrisia e sul timore verso la superpotenza. Forse è proprio questo il punto, se un turco qualsiasi, benché potente, si sente di poter sfidare la superpotenza, nonostante tutte le armi e le risorse sovrumane che questa possiede, vuol dire che veramente il mondo sta cambiando.

    1. PikeBishop 22 luglio 2016

      Un articolo non e' come una barzelletta di cui bisogna capire la tesi sottintesa altrimenti non funziona. La tesi, normalmente e' in chiaro e non fa ridere sotto i baffi. E' palese.


      Se non sai la differenza tra un articolo o una barzelletta chi di noi due ha dei problemi abbastanza seri?

      Era naturalmente una domanda retorica, so che stai ciurlando nel manico, che diamine. Solo che non pensavo che potessi arrivare a queste latitudini per nasconderti dietro a un dito.
    1. Rosanna 22 luglio 2016


      MI sembra che le tue riflessioni non siano troppo distanti dalle mie ...

      - non credo nemmeno io che il golpe sia stato organizzato in primis dagli Usa, ma che ci sia stato da parte loro un aiuto consistente (il rifornimento dei caccia F-16), che si inseriva in un contesto di guerra civile già esplosivo per ragioni interne.

      - definire il golpe un pretesto mediatico, significa ignorare la difficile situazione sociale della Turchia e il fatto che Erdgoan si stia riattrezzando di quei poteri accentrati, che le opposizioni politiche avevano usurpato, indebolendo ulteriormente la sua posizione.

      - l'ambiguità di Obama, alfiere del neoliberismo, non poteva che sfociare in una poliica di contenimento delle tante guerre in attivo, cui si sono aggiunte quella di Siria, che non poteva condurre con il pugno di ferro, dato che si era formato un fronte oppositivo già ambiguo, per quanto riguarda la Turchia, e determinato, per quanto riguarda la Russia.
      Le decisioni di Erdogan saranno sicuramente determinanti per tutta l'area mediorientale, però dopo l'attentato all'aeropoto di Istanbul, dopo il golpe e la nevrastenia degli Usa … mi sembra più un morto che cammina … forse solo politicamente, ma anche no …

    1. Cataldo 22 luglio 2016

      Appunto perchè è datato non è influenzato dagli eventi correnti ;)
      Non è che si condivida tutto l'articolo, citato, ma inquadra alcuni eventi in modo sintetico e convincente.

      La madre di tutti questi cambiamenti rapidissimi nello scenario turco è il successo, o il mancato insuccesso :) delle
      operazioni russe in Siria. il giocattolo è esploso in mano a tanti, in
      primis Erdogan.
      Con il potenziale ingresso di una flotta da guerra
      NATO nel mar nero, che prevede che la turchia ignori le convenzioni internazionali sul mar nero, accettando l'eccezionalismo USA, molti bluff sono caduti, questo è il processo naturale che
      accompagna una propaganda che si autoalimenta, la necessità di
      supportare con azioni concrete la nuova guerra fredda contro la Russia
      toglie ossigeno all'Erdogan di turno, ma le conseguenze non sono sempre prevedibili.

      Non credo che il golpe sia stato organizzato dagli USA, forse non è stato ostacolato, o è stato parzialmente foraggiato sottotraccia; di sicuro Erdogan ne aveva contezza da tempo, cosi come è improbabile che gli USA facciano partire un golpe senza oscurare le fonti di informazione, se c'era un impegno diretto avremmo visto un approccio completamente diverso del mainstream sulla faccenda, come insegna l'esperienza storica .

      Molte fonti attendibili vedono una intelligence russa attiva con la controparte turca, proprio nei giorni precedenti il golpe. In ogni caso al momento la proscrizione ha assunto i connotati di una rivoluzione interna, e quindi come dicevo, al di la delle eventuali intenzioni, il golpe rispetto a quanto accade oggi è solo un pretesto mediatico.

      Obama ha optato per la strategia di velare il suprematismo USA, l' esempio lampante è la Siria. dove non ha osato un intervento armato diretto, ma anche in Libia a ben vedere ha nascosto abbastanza la mano, un modo diverso di approcciare le crisi internazionali che diverge dalle pratiche dei suoi predecessori, che non hanno avuto la possibilità di diluire in una nebulosa di buone intenzioni parolaie le responsabilità imperiali. Questo modo di procedere crea però tante ambiguità in più, come era stato avvertito per tempo da molti commentatori della presidenza Obama, ambiguità che sono altrettanti spazi di manovra, sia diplomatici che militari, come ha dimostrato l'intervento russo in Siria.

      Gli eventi attuali vanno inquadrati più ampiamente, altrimenti restiamo ancorati alla cronaca del presente senza approfondirne gli aspetti rilevanti.
      Non ho modo di approfondire, vedremo se l'incontro con Putin si farà a breve, vedremo se sul campo siriano si materializzerà la svolta di postura politica turca, alla luce di questo deve essere valutata l'azione di Erdogan, sarebbe una svolta di ampio respiro, che coinvolge tutto lo scacchiere mediorientale.


    1. giannis 22 luglio 2016

      Concordo , bravo

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