TU SEI IN AZIENDA E TU IN MIRAFIORI

TU SEI IN AZIENDA E TU IN MIRAFIORI

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Aggiornamento Il Più Grande Crimine. 6

Sia chiaro che io sto parlando a te, tu che stai a Ospedaletto in provincia di Treviso, e che sei appena stato al bar a discutere con un amico sul piano di mobilità presentato ieri nell’azienda dove lavori, gran brutto clima, hai detto. Mi spiace per gli altri lettori, sta roba non è per loro. E sto parlando a te, che abiti a Lodi e hai passato il pomeriggio all’agenzia interinale a litigare con quella sciapa impiegata sul tuo curriculum di lavoro, poi dal padrone di casa a chiedere 15 giorni di pazienza per l’affitto. Tu, se accendi il pc, lo fai al massimo per un quarto d’ora dopo le dieci di sera ad ascoltare Ligabue o un video di Madonna, e Paolo Barnard… ma chi è?... Belpietro? Minzolini? Booo… E sono qui a scrivere per te, sì proprio tu che hai finito il turno a Mirafiori, nella bolgia della Newco di Marchionne e stasera ti ronza la testa. Per forza, per ogni parola che ti dicono te ne nascondono cinquecento. Parlo anche a voi due, che stavate a 1.400 euro al mese al commerciale e al magazzino in un’azienda di Fossatone di Budrio, ora siete a casa dai genitori di lui col bambino; e sua madre, vecchia santa, vi passa la sua invalidità, Dio grazie che c’è quella. Non che disdegni gli altri lettori, ma chi non è voi queste righe non le ‘sente’, non le ‘sentono’ quelli del web dell’informazione, quelli ancora all’università, quelli che la crisi la leggono sui giornali. Voi invece sì che la toccate, siete cinque, moltiplicati per un milione, per due, per tre, e per molto di più se si valicano in confini dell’Italia.


Voi che da qualche parte vi siete chiesti “ma cosa succede? com’è possibile che siamo conciati così?”.Ho risposto a quelle domande con una panoramica completa sulle origini di questa crisi di lacrime e sangue del tutto preordinata, goduta oggi da chi vi lucra sopra, e vi ho avvisati: “E’ in atto il più feroce assalto ai redditi da lavoro della Storia moderna”. Ma ora è bene che aggiunga a quelle pagine il dettaglio concreto di come vi hanno portato dove siete ora, e cioè in un bar con l’ansia che ti fa lasciar lì il ‘bianchetto’ prima di cena; davanti al portone del padrone di casa odiando ogni minuto; ad ascoltare i proclami della FIOM con un che dentro che ti dice “ma daiii… tanto abbiamo perso”; o a vergognarvi di spendere i 500 euro di pensione di una nonna, ma dovete.

Cioè come in pratica è accaduto parecchio tempo fa che un’epoca dove ogni aspetto dell’economia sembrava promettere un futuro migliore del giorno precedente, si è trasformata in un incubo allucinante dove ridendo e scherzando il valore del reddito e del lavoro stesso si è sbriciolato sotto i nostri occhi, portandosi dietro il valore stesso della democrazia, perché milioni di ricattati economicamente sono cittadini schiavi. Sotto gli occhi increduli dell’operaio che assieme alla moglie sarta riuscirono fra gli anni ’70 e gli anni ’80 a comprarsi due case, modeste ma case nondimeno, e gli occhi cinici delle loro due figlie che, pur impiegate e sposate, nel 2010 non arrivano neppure a scherzarci sull’idea di fare un mutuo.

Prima di leggere oltre, vi avviso che il racconto vi porterà apparentemente lontano dalla vostra quotidianità di italiani/e, magari vi sembrerà di perdere la bussola in cose astruse e aliene. Ma abbiate fiducia che invece tutta la storia vi riporterà precisamente a voi oggi, alla vostra azienda in crisi qui, al vostro stipendio o cassa integrazione, al vostro dilemma se chiedere un prestito per pagare gli affitti, al (non) futuro dei vostri figli nel mondo del lavoro. Guardate, è inutile credere di poter capire cosa vi è accaduto e cosa accade all’Italia dei redditi oggi senza sapere ciò che andrò a raccontare.

Quello che è successo inizia così: vi ricordate il giorno, diversi anni fa, in cui per la prima volta comparvero in giro dei giovani con la cravatta dal nodo sempre ipertrofico, le scarpe sempre iperlucide, i capelli impataccati di grasso, e che si chiamavano promotori finanziari? Il loro mestiere era di dire a milioni di risparmiatori che i loro soldini potevano fruttare molto di più se investiti in una sorta di contratto dal nome solitamente celestiale, tipo ‘Bluvita’, o ‘Serenity 2000’, dietro i quali si celavano non meglio precisati investimenti. E voi lo avete fatto, e con voi un oceano di altri. E cosa significava? Semplicemente che era nata l’epoca, siamo ai primi anni ’80, in cui l’economia del mondo ricco stava smettendo di scommettere sulla produzione di beni e servizi concreti (ciò che ha fatto per secoli), e iniziava a capire che giocando con il denaro e con i suoi multipli, con le percentuali sulle percentuali, con aritmetiche astruse di numeri e scommesse sui numeri, si potevano fare molti più soldi. Nasceva la finanziarizzazione della ricchezza su scala massiccia, nasceva, nelle parole del grande economista Hyman Minsky, il “money manager capitalism”, cioè il capitalismo dei gestori dei soldi, che soppiantava quello dei produttori di cose e di servizi. In parole grezze, investire e giocare con equities, stock options, shares, futures, swaps erano cose da fighi che fanno grana a pacchi e subito; produrre case, legna, macchine, scarpe, aprire negozi… sì, fate pure, ma roba da sfigati.

Negli USA e in Europa, sia i lavoratori che le aziende scommisero sui rendimenti dei fondi pensione privati (da noi, anche se con anni di ritardo, si disse: scegliete dove mettere il TFR), e questo significò che una montagna di denaro incredibile finì nelle casse di questi mostri finanziari, i Pension Funds, e nelle mani dei loro managers, cioè sempre i misteriosi investimenti. Nacque il fratello del “money manager capitalism”, e cioè il “pension funds capitalism” come lo ha definito nel 2000 l’economista italiano Riccardo Bellofiore. Ma attenzione a questo passaggio, che Bellofiore e il suo collega Joseph Halevi descrivono con efficacia: “Il piazzamento di queste somme in azioni e in titoli finanziari di vario tipo, creò un legame d’interessi fra i manager delle istituzioni finanziarie e quelli delle aziende, i quali vennero cooptati direttamente nelle strategie dei primi. Di fatto l’ipertrofismo dei Pension Funds creò una situazione dove poche istituzioni finanziarie, assieme alle agenzie di rating, finirono per controllare un intero sistema di aziende… con ripercussioni profonde sul mondo del lavoro”.

In altre parole: dai primi anni ’80 masse crescenti di piccoli risparmiatori e di aziende si gettano a investire denaro in questi prodotti finanziari che promettevano ottime rendite. E quando una cosa attira denaro, ne attira sempre di più, e se ne attira sempre di più rende sempre di più, e se rende sempre di più tutti corrono a mungere la vacca grassa e la vacca grassa diventa un mostro fuori controllo. Cioè, questi prodotti finanziari passarono dall’essere giustamente apprezzati, all’essere apprezzati fuori di testa e a rendere da fuori di testa. Con queste parole ho appena descritto il fenomeno del asset price inflation, che sta alla base della più grave catastrofe finanziaria dal 1929 a oggi, quella che sta distruggendo il tuo lavoro e quello dei tuoi figli. Infatti la convergenza degli interessi degli speculatori (assicurazioni, finanziarie, hedge funds, pension funds ecc.) e dei manager aziendali verso nuove forme di guadagno speculativo, lasciarono il settore produttivo reale (quello dove lavori tu) abbandonato a se stesso, mentre a frotte ci si gettava nell’economia “del denaro con i suoi multipli, delle percentuali sulle percentuali, delle aritmetiche astruse di numeri e scommesse sui numeri”, che gonfiavano le economie di interi Paesi fuori da ogni reale ricchezza prodotta.

Nell’euforia, ci si buttò poi nella speculazione immobiliare, cioè milioni di risparmiatori si gettarono a comprar case che ovviamente più venivano comprate e più salivano di prezzo, e più salivano di prezzo più venivano richieste perché si sapeva che rivendendole poco dopo ci si scremava su un bel gruzzolo. Spiego: il signor A faceva il suo bel mutuo e comprava casa oggi primo Maggio per 100 denari, e siccome tutti compravano case come dannati, la sua casa il primo settembre già valeva 102 denari. Così A la vendeva, ci scremava 2 di guadagno, ripagava il primo mutuo, e ne faceva subito un altro e ricominciava il giochetto. Oppure, addirittura A rifinanziava il primo mutuo e ci comprava una seconda casa che rivendeva… ecc ecc.. Mutui su mutui a go-go, specialmente in Irlanda, Spagna e Stati Uniti, ma anche in Gran Bretagna e Francia. Negli USA poi la cosa divenne pazzesca, perché nella frenesia speculativa furono offerti mutui a qualunque Tizio Caio Sempronio squattrinato, perché si presupponeva che col meccanismo dei 100 denari che diventano 102 in un attimo e via andando, anche costoro potessero poi onorare i debiti; sto parlando dei famigerati mutui subprime americani (in realtà la cosa è molto più criminosa di così, ma non posso dilungarmi ora).

Quindi abbiamo: denari infiniti che se ne vanno dagli investimenti produttivi verso avventure finanziarie folli – Stati che registrano ricchezze così prodotte che sono tutte teoriche, cioè bolle speculative che non sono affatto sostenute da ricchezza reale di produzione – milioni di individui sempre più impegnati economicamente verso questi prodotti finanziari e speculazioni immobiliari – masse di lavoratori i cui fondi pensione sono stati investiti in questo bailamme di pazzi scommettitori in finanza – manager di aziende a centinaia di migliaia che trascurano gli investimenti produttivi per far giochetti a braccetto con gli speculatori professionisti, sapendo che in tal modo incasseranno quattrini facili. Abbiamo cioè

UNA BOLLA DI RICCHEZZA FASULLA DI PROPORZIONI IMMENSE IN TUTTO L’OCCIDENTE.

Cui si aggiunge, come già descritto ne Il Più Grande Crimine, un disegno ideologico dominante (Neoliberismo) che aveva paralizzato gli Stati togliendogli ogni possibilità di spendere a deficit per creare ricchezza nei cittadini. Inoltre, lo strapotere in Europa di Germania e Francia stava imponendo a tutti, sempre dai primi anni ’80, politiche disastrose per il mondo del lavoro. Si tratta del cosiddetto Neomercantilismo franco-tedesco, cioè una politica delle loro industrie maggiori (ma anche medie) di abbattere impietosamente i salari per poter primeggiare nell’export. Ma perché tagliare proprio i salari? Si deve comprendere che uno degli strumenti principali per uno Stato che desideri aumentare le esportazioni è la svalutazione competitiva della propria moneta (competitive devaluations). L’Italia in questo era regina: svalutavamo la lira nei confronti del marco tedesco, ed ecco che le nostre aziende si beccavano più commesse dall’estero di quelle teutoniche perché a parità di prodotto la nostra lira costava di meno del marco. La Germania corse ai ripari e impose già nel 1979 il sistema monetario europeo (SME), che di fatto incatenava le monete degli Stati aderenti a cambi fissi, per cui nessuno poteva più svalutare a piacimento. Scrivono Bellofiore e Halevi: “… e naturalmente le esportazioni dell’Italia iniziarono a crollare”. Poi, come sappiamo, sempre la Germania è stata la grande sponsor, assieme alla solita Francia, della moneta unica, l’euro, che ancor di più rende impossibili le svalutazioni competitive perché l’euro letteralmente non è di nessuno Stato, nessuno Stato lo può maneggiare a piacimento. Ma se uno Stato non può più svalutare la moneta, cosa può fare allora per essere competitivo sui mercati? Indovinate: svalutare i salari, così da rendere i suoi prodotti più a buon mercato, non c’è altra via (wage deflation). E infatti, scrivono i precedenti autori, “la forza strutturale dell’Italia (le svalutazioni competitive) svanì, e la svalutazione dei salari è richiesta ancor più che in Germania”. Quest’ultima, contrariamente a quanto si crede, continua a primeggiare nell’export solo grazie appunto a politiche crudeli sulle buste paga: sappiate che dall’introduzione dell’euro la Germania ha imposto ai suoi lavoratori una produttività (cioè sgobbare) del 35% superiore a quella degli altri Stati dell’Eurozona, con stipendi che crescevano della metà di quelli degli altri Stati.

E dunque se i salari vanno tagliati, e lo Stato non può intervenire spendendo a deficit per compensare le perdite di ricchezza dei lavoratori, abbiamo



INTERE FORZE LAVORO NAZIONALI STRUTTURALMENTE E PERICOLOSAMENTE INDEBOLITE.

Siamo alla fine degli anni ’90, inizio del terzo millennio, e noi europei siamo nelle due perigliose condizioni di cui sopra. A questo punto accadono due cose altrettanto sciagurate: la prima è il disastro Clinton-Wall Street, e la seconda è il disastro banche-aziende (o aziende-banche) in Europa.

Bill Clinton domina la politica USA per quasi tutti gli anni novanta. E cosa fa? Decide (gli viene fatto decidere) di pareggiare il bilancio dello Stato, cioè spendere tanto quanto tassa, conti pari. Secondo il comprovato principio di economia (Keynes, Samuelson, Minsky, Wray et al. ne Il Più Grande Crimine) per cui la spesa a deficit dello Stato con moneta sovrana è, al contrario di quanto si crede, la ricchezza dei cittadini, quando Clinton smise di spendere a deficit gli americani si impoverirono. Ma gli americani non rinunciano al loro stile di vita, e quindi dalla metà degli anni ’90 per poter spendere si affidarono in massa alle loro carte di credito, ai prestiti, a scommesse finanziare azzardatissime e a quei mutui scellerati di cui parlavo sopra. In altre parole, l’economia più potente del mondo si gonfiò come un pallone mostruoso di debiti e di speculazioni finanziarie per cifre inimmaginabili. Ma se da una parte milioni di persone scommettono e impegnano denaro (che non hanno), significa che dall’altra qualcuno crea quelle scommesse e accetta quegli impegni, cioè prodotti finanziari di ogni sorta e tipo, a milioni appunto. E cosa successe? Successe che i furboni di Wall Street che creavano tutti quei prodotti e che prendevano tutti quegli impegni, decisero che potevano re-impacchettare tutta quella roba e rivenderla a tutto il mondo, e peggio, la re-re-impacchettarono, e peggio, la suddivisero in sub-pacchetti di pacchetti, re-re-resuddivisi in altri pacchetti con nomi esotici… insomma, un caos di roba ‘tossica’ (toxic assets) che approdava qui da noi come prodotti d’investimento che sia le nostre banche, sia i nostri Comuni, sia noi europei abbiano comprato convinti di profittare in modo succulento. Questi investimenti sciagurati, si andarono ad aggiungere a quelli che già avevano formato, come scritto all’inizio, la bolla di ricchezza fasulla del “money manager capitalism”, e del “pension funds capitalism”.

A questo punto siamo in Europa, sempre in questi anni cruciali che sono le due decadi 1990-2010. Di fatto accade una cosa grave: calano vistosamente, nel tempo, i prestiti delle banche alle aziende. Questo porta a reazioni da parte delle banche e delle aziende che sono prevedibili: entrambe, per racimolare denaro, si gettano ancor più nelle speculazioni finanziarie di cui abbiamo trattato finora. Le aziende lo fecero per motivi ovvi, appunto trovare denaro che non gli veniva più dalle banche, ma soprattutto lucrare soldi facili per i managers e non per i lavoratori; le banche lo fecero perché per esse i prestiti alle aziende sono un attivo, cioè il loro guadagno, e dunque se non prestavano più tanto alle aziende dovevano prestare a chi faceva giochi finanziari o a chi s’indebitava con il credito al consumo. Ma attenzione, avrete notato che in entrambi i casi il risultato è lo stesso: di fatto meno soldi agli investimenti di produzione, cioè all’economia vera. Questo è cruciale.

Si badi a una cosa: se gli Stati con moneta sovrana avessero (fino all’arrivo dell’euro) svolto la loro funzione di creatori di ricchezza per il settore privato spendendo a deficit quanto necessario - cioè comprando cose, finanziando progetti, e quindi accreditando i c/c di aziende e di lavoratori italiani – forse le aziende non sarebbero così dipese dalle banche e le banche dalle aziende, ed entrambe dalle speculazioni in finanza. Ma in Europa, scrive l’economista Alain Parguez, “Francia e Germania decisero di imporre a tutti i governi un crollo di spesa pubblica permanente (fiscal deflation) per deprimere i consumi e da ciò ottenere alta disoccupazione per infine deprimere i salari”. Ne ho scritto poco più sopra, siamo sempre al Neomercantilismo franco-tedesco, cioè la politica delle loro industrie maggiori di abbattere i salari per poter primeggiare nell’export.

Quindi in queste acque agitate, il salvataggio della spesa dello Stato non esisteva più, e di fatto la tendenza alla finanziarizzazione sia di banche che di aziende non fece altro che esacerbare ulteriormente due dei fenomeni disastrosi che ci hanno rovinati: la corsa a ingigantire sempre più la colossale bolla speculativa di denaro-aria fritta sparsa per il mondo - e la sottrazione degli investimenti, che i manager e le banche destinavano ai giochetti col denaro invece che a creare occupazione.



Ok, stop e ricapitolo, abbiamo:

DAL 1980 NASCE IL CAPITALISMO DEI GESTORI DEI SOLDI, CHE PENALIZZA LA CREAZIONE DI RICCHEZZA CONCRETA, E CREA UNA BOLLA DI RICCHEZZA FASULLA DI PROPORZIONI IMMENSE IN TUTTO L’OCCIDENTE.

IL NEOMERCANTILISMO IMPOSTO DA FRANCIA E GERMANIA DOMINA L’EUROPA, CIOE’: DEPRIMERE I SALARI PER ESPORTARE E LEGARE LE MANI AGLI STATI CHE NON POSSONO PIU’ SOCCORRERE I CITTADINI CON LA CREAZIONE DI RICCHEZZA PUBBLICA. NE CONSEGUONO INTERE FORZE LAVORO NAZIONALI PERICOLOSAMENTE INDEBOLITE.

IL PIU’ GRANDE MOTORE ECONOMICO DEL PIANETA (USA) SI REGGE SU UN OCEANO DI DEBITI PRIVATI INSTABILI E SCOMMMESSE FINANZIARIE/TRUFFA, CHE HA SPARSO IN TUTTO IL MONDO E CHE SI AGGIUNGONO ALLA BOLLA SPECULATIVA EUROPEA.

IN EUROPA LE BANCHE E LE AZIENDE SPEZZANO IL CIRCOLO VIRTUOSO DEL DENARO PRESTATO PER LA PRODUTTIVITA’ E GIOCANO IN FINANZA SPECULATIVA, CHI CI RIMETTE E’ L’IMPIEGO.

E quando l’economia di tutto il mondo che conta si regge su bolle di denaro aria fritta, mentre i lavoratori perdono sempre più redditi e occupazione, basta un cerino per far saltare in aria il pianeta. E puntualmente è accaduto. Tutto parte dagli USA e arriva come uno Tsunami abominevole a Ospedaletto di Treviso, a Lodi, a Fossatone di Budrio, a Mirafiori, sul tuo posto di lavoro e sul futuro dell’occupazione di tutti, ma soprattutto sulla stessa democrazia, dove masse enormi non hanno più voce in capitolo perché troppo oppresse dalla precarietà economica, e devono letteralmente sopravvivere senza più un’oncia di energia per partecipare alla vita pubblica.



Ecco la sequenza del crollo: verso il 2004 i prezzi delle case negli Stati Uniti iniziano a scendere, anche perché nell’euforia della bolla speculativa immobiliare i palazzinari ne avevano costruite troppe, che rimanevano invendute. Infine, i prezzi delle materie prime (legno, minerali, cotone, cereali…) iniziarono a salire fuori dal controllo americano, rendendo ancor più costosa la vita dei cittadini USA e ancor più pesante il loro ricorso al debito. Cosa era accaduto? Che Cina e India promettevano crescite economiche favolose, e quindi i mercati si aspettavano che i due giganti asiatici avrebbero richiesto molte materie prime; l’aspettativa crea speculazione, e la speculazione fa schizzare in alto i prezzi di quelle materie. E cosa fece il governo USA per rimediare? La solita cosa: tagliò gli stipendi, perché con paghe meno grosse la gente spende di meno, quindi circola meno denaro e quindi c’è meno inflazione. Cioè: bilanciare l’inflazione dei prezzi generata dall’aumento delle materie prime, abbattendo l’inflazione generata dallo spendere gli stipendi (Bellofiore, Halevi 2010). Il cerino era stato acceso nella stanza piena di gas… Booooommmm! L’effetto domino partì con una violenza inaudita:



- crollo del valore degli immobili USA

- crollo della scommessa di milioni di americani che speravano con quei valori di pagare i loro debiti , e infatti smettono di ripagare i mutui

- crollo dei libri contabili delle banche e di chiunque aveva fatto mutui facili (circa 65 milioni di essi)

- crollo degli stipendi, crollo della domanda interna USA e quindi licenziamenti nelle aziende

- panico da “Oddio! Qui andiamo tutti sotto!” e la scoperta che nell’euforia dei giochetti col denaro alcuni immensi istituti finanziari americani avevano fatto cose turche, peggio, infernali, al punto che il quotatissimo economista Nouriel Roubini dichiarò a New York che “in sostanza l’intero sistema bancario americano è fallito”.



Come già detto, l’Europa è a questo punto (primi anni 2000) legata a doppio filo agli USA, soprattutto per due motivi: primo, abbiamo anche noi comprato masse di prodotti finanziari ‘tossici’ americani che infettano i bilanci delle nostre banche, di privati, di aziende e di Comuni; e secondo, a causa della compressione della ricchezza pubblica (e anche privata) voluta da Francia e Germania, il Vecchio Continente conta molto sulla spesa degli statunitensi per incassare denaro. Terzo elemento, e sempre a causa delle politiche franco-germaniche e dell’ideologia economica neoliberale, l’Europa si trova insaccata nel pantano di economie stagnanti da anni, con alta disoccupazione, alto precariato, stipendi depressi, Stati disattivati. E dunque quando l’ondata della crisi americana si abbatté qui, ci fece a pezzi. Bellofiore: “L’Eurozona era impantanata in una depressione competitiva dei salari e in budget di Stato assai avari. La ricchezza interna era debole, contavamo sull’export. Non ci volle molto a capire che il contagio americano sarebbe diventato europeo… l’infezione attecchì partendo dalla crisi dei mutui inglesi, poi dal crollo della bolla immobiliare spagnola… ci prendevamo sberle finanziarie dall’America bloccati nella nostra gabbia neomercantile, senza una via di fuga”.

Di colpo i mercati, gli onnipotenti mercati, si svegliano di fronte all’incubo che trent’anni di capitalismo dei gestori dei soldi non valga più nulla, che tutta quella carta firmata, quei gochetti con “denaro e coi suoi multipli, con le percentuali sulle percentuali, con aritmetiche astruse di numeri e scommesse sui numeri” sia un immenso buco nero nei bilanci delle banche e di chiunque li abbia voluti. Poi l’incubo diventa verità, le cose stanno proprio così, la bolla è scoppiata e dentro c’era solo aria fritta. A questo punto il Vero Potere fa la solita cosa: si appella al consolidato principio per cui i profitti sono i suoi, ma le perdite sono degli Stati, e batte cassa alla Casa Bianca, all’Eliseo, a Downing Street, a Palazzo Chigi… Gli Stati europei e l’America sborsano per salvare le voragini delle grandi banche criminali, quelle dei giochi infernali di cui sopra, qualcosa come 12 mila miliardi di dollari, ma nessuno sa veramente quanto è stato speso. L’Italia ne sborsa 52, di miliardi in euro, ma anche qui non sappiamo la verità, e vede sparire dalla sua ricchezza nazionale 457 miliardi di euro dal 2007 al 2009 (prendi nota tu che lavori a Pomegliano per 1050 euro al mese, e ti dicono pure che c’è la crisi dell’auto).

Dunque:

IL MOTORE DELL’AMERICA SI PIANTA E SMETTE DI CREARCI RICCHEZZA

L’EUROPA SCOPRE DI AVERE BUCHI FINANZIARI VISIBILI DALLO SPAZIO, LE SUE BANCHE PEGGIO. INDEBOLITA DAL NEOMERCANTILISMO, ESSA NON PUO’ REAGIRE

PARTE LA CRISI ECONOMICA IN CODA ALLA CRISI FINANZIARIA DELL’IMMENSA BOLLA ESPLOSA. MILIARDI DI DOLLARI O EURO VANNO A SALVARE LE GRANDI BANCHE E NON I LAVORATORI.

Eccoci a casa nostra, già da anni indeboliti, senza più uno Stato in grado di spendere per salvarci come fece il presidente americano Roosevelt dopo la crisi del 1929 coi suoi cittadini, ed eccoci ad affrontare un futuro nero, dove redditi e lavoro sono già merce deprezzata che dobbiamo dirci stracontenti se ce la offrono o comprano a prezzi da straccioni.

E tutto questo accade mentre un’altra cosa accade.

Accade che i medesimi mercati si rendono anche conto che l’Europa dell’euro, cioè i sedici Paesi truffati nell’adesione a questa moneta assurda, ha governi che non possono più usare una moneta sovrana per salvarsi dai crolli di ricchezza che la crisi gli sta infliggendo (i dettagli ne Il Più Grande Crimine). Nuovo panico, perché si sparge la voce che per quel motivo i titoli di Stato emessi dai Paesi euro più deboli sono a rischio di non essere mai più rimborsati. Chiunque li possiede trema, soprattutto le banche tedesche e francesi, ma anche una miriade di altri investitori. Gli occhi severi dei tecnocrati europei come Draghi, Trichet, Rehn, Von Rompuy e degli speculatori internazionali sono puntati su Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia, e viene loro detto che per riguadagnare la credibilità come debitori devono risanare i famosi conti. Significa ridurre il deficit di bilancio, il debito pubblico, e l’inflazione, attraverso misure di austerità economica. Sapete che significa in realtà? Tagli, tagli, tagli, tagli a tutto ciò che invece in un’economia sana, in un mondo sano, crea sana ricchezza per i cittadini. Tagli ai salari pubblici (ma anche privati), alla scuola e università, alle infrastrutture, alla sanità, agli investimenti pubblici di ogni sorta, ai programmi di piena occupazione, a tutto lo Stato sociale. E ci risiamo: Neomercantilismo per milioni di lavoratori i cui stipendi saranno depressi, e se i loro redditi sono depressi, costoro non potranno spendere, per cui saranno depressi anche i commerci, e con essi le attività produttive che li alimentano, e con esse le aziende di quelle attività, che licenzieranno e/o cassa integrazione e/o mobilità, in un nuovo girone di deflazione della ricchezza che porta sempre più licenziamenti e disoccupazione, che porta sempre più precarietà, che porta sempre meno diritti che portano a sempre meno democrazia… e che faranno la fortuna del Vero Potere nelle modalità spiegate alla fine del mio saggio Il Più Grande Crimine. E che ci riportano a voi, in quel bar di Ospedaletto, sotto quella casa di Lodi, a sopravvivere coi soldi di un’invalida a Fossatone di Budrio, a sentire la testa che ti scoppia a Mirafiori.

Questo vi hanno fatto ed è per questo che siete lì in quelle condizioni. Lasciate perdere le cretinate di facciata che vi raccontano i giornali, Tremonti, o i vostri sindacalisti. Non ci sarà ripresa, nessun Paese da solo farà il trucchetto della ripresa, anzi, sarà sempre peggio. Perché? Perché tutte le strutture sciagurate che vi hanno rovinato in 50 anni – il Neoliberismo; il divieto ai governi di spendere a deficit con moneta sovrana per avere piena occupazione; il primato dell’economia speculativa su quella che produce cose vere; l’impunità delle grandi banche; e soprattutto il Neomercantilismo con la sua depressione dei salari e le aziende che non investono in lavoro – sono tutte lì intatte, pronte a divorarti la vita ancora.

Di voi cinque, lascio in pace la ragazza di Lodi e i due sposini di Fossatone di Budrio, perché obiettivamente siete troppo sott’acqua per aver la forza di fare qualsiasi cosa. Ma tu che sei in azienda a Ospedaletto e tu di Mirafiori, voi ancora avete il potenziale di smuovere le cose fra i lavoratori. Dovete prima di tutto:

DIVULGARE COSA REALMENTE E’ SUCCESSO, AIUTARE I LAVORATORI A SMETTERE DI FISSARSI SU MICRO REALTA’ NAZIONALI DI POCA IMPORTANZA

SFIDARE I SINDACATI AD AGGIORNARSI, A CAPIRE CHE SONO SCONFITTI E A RIPENSARE TUTTA LA STRATEGIA

CONCENTRARVI SUI MALI STRUTTURALI, SUI MACRO PROBLEMI E SUI GRANDI MANOVRATORI INTERNAZIONALI, PERCHE’ SONO QUELLI CHE VI STANNO DIVORANDO LA VITA (leggere Il Più Grande Crimine)

Prima cosa fate questo, poi per le soluzioni apriamo un altro capitolo. Ci sono.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=200

31.12.2010

Commenti (80)

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Nascondi area commenti 20 caricati
    1. Tetris1917 1 gennaio 2011

      immagino PB a fare un intervento in fabbrica.....con questo soliloquio. Sarebbe interessante vederne gli effetti: orde di operai che finalmente acquisita la coscienza di classe, per intervento divino del PB; assaltano il palazzo del potere della BCE, restituendo la macchina stampa-soldi al popolo. Dopo ritornano al turno della notte.

    1. ROE 1 gennaio 2011

      Le cause denunciate da Paolo Barnard sono vere ma la causa originaria è la moneta a corso legale priva di valore reale (se avesse valore reale non servirebbe il corso legale). Ma sembra essere come per le religioni: molti sanno che sono tutte false, moltissimi dubitano che lo siano ma quasi tutti continuano ad avere fede. Finché la realtà non costringerà la coscienza ad escludere l'apparenza e l'illusione. Ma sarà troppo tardi.

      http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/5-Ph.htm

      http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/DHX-UNU.htm

    1. illupodeicieli 1 gennaio 2011

      Non richiedo ricette nè credo di trovare nella lega risposte: non le ha ricevute, le risposte intendo dire, nemmeno chi ha votato lega ( e parlo perchè diversi imprenditori della Brianza che conosco sono rimasti delusi). Ho pensato, erroneamente, di trovare partecipazione nella risoluzione di problemi che, come nel caso del fallimento o della ricerca del lavoro o della crisi in generale, mi pare che non siano solo ed esclusivamente miei. Detto questo il caso potrebbe essere simile a quella persona che ha un mal di testa e ,come diceva una vecchia pubblicità , desidera che questo "passi": se la persona ha buon senso indagherà si farà dei controlli per sapere perchè e percome le viene questo dolore. Quindi preciso che non cerco un decalogo o il libro dei compiti da eseguire, ma pensavo si potesse andare oltre l'elenco di cause e offrire anche risposte concrete a casi concreti :in questo caso che non siano i soliti casi noti (e lo dico senza supponenza) dei lavoratori di Mirafiori o delle grandi aziende, ma anche quelli della parrucchiera o della tintolavanderia che ha un calo di lavoro o mega multe dell'inps. Mi pare che ci sia, al contrario, una mentalità quasi americana che è arrivata anche da noi e che dice che "se sei senza lavoro è colpa tua", se non riesci ad andare avanti è sempre colpa tua: solidarietà zero, comprensione per i problemi e difficoltà altrui meno di zero. Logico che di solito chi professo questo credo è persona che ha pochi problemi e non certo di natura economica, salvo forse sapere come investire il denaro in eccesso: ovvero si preoccupa poco dello sviluppo sociale. tu parlavi di soluzioni indolori: ebbene sappi che ho perso il lavoro, l'auto, sono stato condannato,ho ricevuto i pacchi dalla caritas e qualche obolo dai miei. Non mettiamola sull'autostima ma ho pensato anch'io a farla finita. Poi ho iniziato a lavorare in nero, in quanto i falliti nessuno se li fila, magari se fossi un serial killer andrei in tv o attirerei le simpatie di qualche persona buona ma così non è avvenuto. Con mia moglie ci siamo dati da fare e dopo sei anni stiamo risalendo la china ed è qui che volevo arrivare: primo non sono riuscito a risolvere i miei problemi, secondo il fatto che uno riesca a risalire o a nuotare,non vuol dire che anche gli altri ce la facciano. Intendo dire che tutti o il maggior numero di chi è in difficoltà deve farcela ed è per questo che , ingenuamente, chiedevo il "concorso di idee". Sempre ipotizzando una società simile a come l'ho conosciuta: dove le persone producono e consumano.

    1. amensa 1 gennaio 2011

      se vuoi delle ricette facili da seguire, che non richiedano alcuno sforzo mentale, allora rivolgiti alla lega, loro sono specialisti nel sostenere che se hai la febbre, basta rompere il termometro per non saperlo.
      se invece, seriamente vuoi capire quali sarebbero le medicine a questa situazione, devi metterti in testa di cercare , prima di tutto di capire le ragioni per cui siamo finiti in questa m....da.
      poi potrai anche capire quali possono essere le soluzionii, ma non aspettarti soluzioni indolori, perchè qualcosa dovrai pagare anche tu.
      questo male, è come una metastasi, una cancrena, più passa il tempo, più si diffonde, e più pesante deve essere l'intervento.
      non ci sono pasti gratis, soprattutto per chi ha creduto alle belle favole.

    1. amensa 1 gennaio 2011

      no caro operaiomantici questo succede quando chi ha in mano la finanza pubblica spende più di quanto incassa.
      ed in seconda battuta, chi credendo alla favola di vivere in un regime democratico, pensa di condizionare tali governanti con una croce ogni 5 anni.
      se non l'hai ancora capito, è questo sistema ch epermette ai soliti noti di mettertelo in quel posto, e mi raccomando, devi essere anche contento e non protestare !
      piantala di credere alla favola della sovranità monetaria che risolve tutto ! dimostri soltanto ch esi può tranquillamente continuare a prenderti per i fondelli !!

    1. wiki 1 gennaio 2011

      speriamo che non si tratti di odio mistificante o di propaganda di distrazione di massa mistificante ...

    1. mandal2010 1 gennaio 2011

      Quanto odio in questo sito,e non solo nei confronti di Barnard.

    1. illupodeicieli 1 gennaio 2011

      Mi fa piacere che Barnard "tiri fuori" certi argomenti, che scriva di problemi esistenti, mentre mi fa meno piacere che poi nè lui nè altri vadano al sodo, ovvero affrontino dei problemi pratici, delle questioni di "tutti i giorni". E se è vero che nessuno fa niente gratis, del resto ci sono siti di informazione che sono a pagamento, e che CDC non è nè un'agenzia di collocamento o un ufficio disbrigo pratiche o di consulenza, sarebbe piacevole leggere alcune volte consigli o dritte su come stare in piedi o come rialzarsi. Ma forse è pretendere troppo o come diceva qualcuno poco tempo proprio su CDC "certi problemi non li ha chi guadagna i suoi 5 o 6mila euro al mese" (e aggiungo senza voler apparire ipocrita: spero non li abbia nemmeno in futuro) che ci sia qualcuno che dopo aver letto Barnard o anticipando o affrontando certe tematiche, avanzi qualche ipotesi di soluzione. Senza arrivare ai soliti discorsi che prevedono elezioni, cadute del governo, cambio di ministri: tempo fa, sul mio blog ho avanzato qualche idea che riprende in parte il "governo ombra" di buona memoria. In effetti ho detto semplicemente se era possibile invitare "le menti preziose, i talenti italiani (e ora aggiungo anche stranieri), a suggerire pubblicamente che cosa si dovrebbe fare per creare posti di lavoro con retribuzioni adeguate, su come fare perchè chi oggi prende "una miseria" (e non può nemmeno lontanamente pensare a mettere su casa e famiglia) possa vedere incrementato il suo potere di acquisto. Nel blog ho suggerito anche cose pratiche, come quando (ma spero di no) arriva l'ufficiale giudiziario, e ho invitato (ma anche in quel caso senza successo) a dare una mano, ad aiutare chi si trova nei guai o ...per non finirci. Ma anche lì buca. Ora mi chiedo se appunto sia possibile andare a vedere casi concreti perchè, certe situazioni vanno affrontate subito e non possono attendere. Mi dispiace che Barnard parli appunto ai dipendenti, agli operai, agli imprenditori, saltando alcune categorie, come i commercianti o i rappresentanti: mi ricorda in questo caso chi, senza presunzione o supponenza ma con fermezza, non citava queste categorie, come se fossero già "morte e sepolte" e quindi, come diceva nostro Signore "lasciate che i morti seppeliscano i loro morti". Purtroppo nelle casistiche, quelli come me ovvero i falliti, non ci rientrano. Nello specifico dell'articolo di Barnard non mi appare chiaro il discorso dell'export tedesco: quanto ai prodotti o merci più note, ossia auto, non mi pare che sia "alla portata di tutti". Mentre circa gli stipendi, ad esempio proprio quelli del settore auto o metalmeccanico, sono stati indicati come nettamente superiori ai nostri, come se non sbaglio anche quelli (non citati da Barnard perchè "non rientravano nel suo discorso") degli insegnanti delle scuole. Concludo dicendo che le soluzioni al problema,che lui in parte indica, sono troppo lunghe da "pensare, attuare" e forse si dimentica che, se anche fosse vero il suo ragionamento, le persone amano anche vivere. E vivere è una cosa che spesso ci si dimentica di "fare" presi come siamo dall'inseguire il pagamento delle utenze, della ricerca del lavoro, del modo in cui arrotondare ciò che di poco riusciamo a portare a casa. Forse è proprio su questa dimenticanza che alcuni si fanno forza e accumulano denaro: purtroppo la cosa ,però non cambia: sapere che cosa ci fa morire prima del tempo, che distrugge il nostro negozio, che ci toglie la voglia di vivere, è una magra consolazione. Con questo non voglio dire che aspetto che arrivi il duce o qualcuno con la ricetta o il programma da svolgere: sono sei anni che cerco "compagni di sventura" e ne ho trovati ,in verità pochi disposti a discutere di alcuni temi ,per loro e per me, vitali. Scambiare idee a volte è utile, suggerire dritte o dare indicazioni vuol dire che "si vuole aiutare e che quanto leggiamo o sentiamo o vediamo" ci ha toccato.
      Buon anno a tutti.

    1. amensa 1 gennaio 2011

      i disaccordi vengono fuori solo quando si vuole usare una punteggiatura nella sequenza degli eventi, tale da adattarne il senso alla tesi ch esi vuole dimostrare.
      la mia logica vorrebbe che tale punteggiatura seguisse questa sequenza:
      trattato di versailles (grande errore delle potenze vincitrici che credettero odi annullare la forza industriale tedesca imponendo dei risarcimenti stratosferici; come si vedrà negli anni successivi, l'unico modo di limitare la forza propulsiva tedesca è stato quello di dividerne il territorio. e questo perchè l'unico elemento non disponibile per l'economia tedesca era il petrolio, su tutto il resto è sempre stata pressochè autosufficiente)
      impossibilità di pagare tale debito con parte dell'industria da riconvertire.
      impossibilità di pagare tali danni con risorse ( oro ) precedentemente accumulato.
      quindi unica via d'uscita l'indebitamento a tassi crescenti, per l'impossibilità di rimborsare le rate, e quindi con la certezza del default.
      unaica via d'uscita quella di inflazionare la moneta per simulare il completo collasso dello stato.
      incomprensione dei pericoli sociali derivanti da tale atteggiamento da parte delle potenze vincitrici.
      nascita del nazismo come rivolta contro le sanzioni, pienamente appoggiato dal popolo,.
      ed il resto è storia.

    1. wiki 1 gennaio 2011

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=30942

    1. operaiomantici 1 gennaio 2011

      Una eloquente tabella riassuntiva sull’andamento del debito pubblico nazionale ed estero negli ultimi vent’anni.




      http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?f=7&t=1371
      (sandro pascucci :: primit.it :: signoraggio.com)




      debito estero 1991 [1] : lire 150mila miliardi = 150.000.000.000.000 = 77,5 miliardi di euro


      debito estero 2010 [2] : euro 1.836.277.000.000 = 1.836,277 miliardi di euro




      fonte:


      [1] http://archiviostorico.corriere.it/1992 ... 2420.shtml


      [2] http://www.bancaditalia.it/statistiche/ ... o_0910.pdf




      debito pubblico 1991 : lire 1.484.000.000.000.000 = € 766.400.000.000 = 766,4 miliardi di euro


      debito pubblico 2010* : - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -> = 1.844,8 miliardi di euro


      *set.2010


      riassunto in miliardi di euro arrotondati:

      debito --- 1991 --- 2010


      estero --- 77,5 --- 1.836


      pubblico --- 766 --- 1.845




      Tanto per rinfrescare cosa succede quando manca la sovranità monetaria.

    1. wiki 1 gennaio 2011

      io forse, da pessimista, non parlerei nemmeno di errori concettuali...ma di errori voluti da una mentalità antidemocratica ed in fin dei conti economicamente distorta e corrotta dell'oligarchia politicante che ci ha governato in passato ma che si sta accentuando sempre più di questi anni con l'energico abbraccio dato alle teorie neo liberiste da parte dei nostri attuali governanti...il problema è che in Italia quando si parla di efficenza economica o di economia , ci si trova davanti ad una platea di tifosi politicanti ai quali non sfiora nemmeno il pensiero che l'economia debba essere governata per il benessere della popolazione ed in particolare delle fasce sociali più bisognose...e di conseguenza parlando di economia a certi personaggi che magari fanno parte di giri oligarchici di vario tipo e magari soprattutto economici...è spesso perdita di tempo...perciò ti dicevo che stare a commentare uno come Barnard che sembra per lo più predicare dogmi anche poco razionali, magari per mettere in mostra le sue doti di affabulatore...paladino ( guru direi io...) dell'informazione ( ?? ) e crearsi un pubblico di seguaci; ci vuole pazienza, o forse è pura perdita di tempo vista la scarsa conoscenza della materia economica dallo stesso Barnard ammessa, e dall'irazionalità che sembra sottendere a gran parte dei suoi scritti...tu stai contrapponendo il ragionamento economico a delle giaculatorie poco meno che demagogiche... una partita persa in partenza mi sembrerebbe...

    1. Iacopo67 1 gennaio 2011

      Amensa ha scritto;

      " se come dici tu fossero stati “sovrani” non avrebbero speso a debito, ma stampato moneta, ed oggi, saremmo a livello del Katanga o giù di lì. Leggiti la storia di Waimar"

      Questa affermazione è erronea:
      diciamo le cose come stanno:
      prima di tutto il governo della repubblica di Waimar non poteva stampare moneta, bensì la prendeva a prestito dalla Reichsbank.
      Inoltre il motivo dell'iperinflazione tedesca tra il 1921 e il 1923 non ha nulla a che vedere con il fatto di stampare o meno moneta, ma è stato uno stratagemma adottato dai tedeschi per non pagare i micidiali debiti di guerra a loro imposti dai vincitori della prima guerra mondiale.
      Cerca esempi migliori per dimostrare i tuoi assunti.

      Anche l'idea che uno stato che stampi moneta porti necessariamente all'iperinflazione è discutibile: uno stato con sovranità monetaria non pagherà la spesa pubblica col solo mezzo della stampa dei soldi, inondando il paese di denaro. Lo stato userà le tasse se c'è eccesso di moneta in circolo e stamperà denaro se ce n'è troppo poco, in questo modo avrà i soldi di cui ha bisogno senza creare nè inflazione nè deflazione.

    1. amensa 1 gennaio 2011

      osservazioni giustissime Wiki, però quando parlo di errori, nelle teorie, parlo di errori concettuali che inficiano PARTE delle conclusioni. Mai tutte. Se tali teorie fossero COMPLETAMENTE sballate, non staremmo nemmeno qui a discutere. il problema è capire QUALI passi sono forzati, e pertanto portano a conclusioni errate.
      ti porto un esempio.
      gli "austriaci" a proprosito dell'inflazione (oltre alla definizione puramente etimologica della parola) mas fanno dipendere l'innalzamento dei prezzi direttamente e solo dall'aumento della massa monetaria.
      non considerano infatti ch eun aumento della massa monetaria possa essere destinato al risparmio (dipende da chi si appropria di tali aumenti, ovviamente un ricco non ha bisogno di un aumento per acquistare più beni, può gia permettersi tutto il desiderato), oppure convogliata su PARTICOLARI beni, creando solo delle bolle.
      da questo fatto, derivano poi errate considerazioni, ma ciò non vuol dire ch etutta la teoria sia sballata.

    1. amensa 1 gennaio 2011

      c'è chi ricava le regole analizzando la realtà, e chi guarda solo quella parte di realtà che risponde alle proprie regole.
      direi che questo secondo modo di vedere è anche più difficile, perchè sovente porta a doversi arrampicare sugli specchi, contro ogni possibile constatazione della realtà, per cui è necessario essere molto più intelligenti per adottarlo bene

    1. wiki 1 gennaio 2011

      ottimo commento...quella del grande ed astratto vecchio...che magari si trova nelle vette sperdute dell'himalaya e che cospira contro ni gente comune e proletaria sembra una balla spaziale come direbbe Travaglio...Barnard proprio non si accorge che in Italia esiste un governo lautamente pagato con le tasse dei cittadini e che ha fatto delle pessime politiche economiche in piena autonomia politica dalle mirabolanti quanto vaghe e sconosciute forze del male di cui va "cianciando" Barnard; governo quello attuale che ha goduto fino a pochi mesi fa della più robusta maggioranza politica che i governi della storia Repubblicana e non del nostro paese abbiano mai avuto...esclusa la storia del ventennio ovviamente...ma Barnard continuerà a spiegarci le sue arcane quanto astratte ( o astruse ?) e lontanissime teorie dicendo direttamente o indirettamente agli altri che non hanno capito nulla...beato lui...

    1. luigiza 1 gennaio 2011

      No, non cretino. Non esegeriamo con i termini.
      Solo un poco superficiale nelle sue analisi.

    1. martiusmarcus 1 gennaio 2011

      paolobarnard a capodanno... paolobarnard tutto l'anno?
      Dio ce ne scampi e liberi. Anche la tesi di questo articolo è tutto sommato semplice: il male che ci attanaglia NON è strutturale, ma è dovuto alla malizia e cattiveria di un certo gruppo economico-sociale, organizzatosi in consorteria occulta o semiocculta, ma comunque non abbastanza occulta da riuscire a celarsi allo sguardo vigile e penetrante del grande paolorossibarnard, il nostro faro nella notte oscura.
      Ovviamente si tratta di una sciocchezza, talmente banale e scoperta da poter essere usata come test nelle scuole: se non ci credi passi al test successivo, se ci credi sei un CRETINO. Uso questa parola perchè il nostro paolorossi è riuscito con le sue semplificazioni a raggranellare un discreto numero di seguaci che lo idolatrano e si scagliono compatti a offendere chiunque demistifichi il loro idolo. Non tutti, per fortuna, ma qualcuno lo ama in modo così sviscerato che se lo metti in dubbio ti sputa addosso. Ma perché paolorossi ha così successo? Perché è un uomo del nostro tempo: un comunicatore. Il che si traduce in un grande affabulatore. Se un affabulatore ha grandi idee da trasmettere, è fortunato lui e quelli che gli stanno intorno. Ma se ha in testa un cumulo di cazzate e tanta, tanta ambizione: beh, allora sono cavoli.
      Qualcuno mi ha detto che attacco paolorossi dettobarnard sul piano personale e non discuto le sue tesi. Io faccio solo una analisi di come uno scrive. Sentite l'incipit del Grande Affabulatore: "Sia chiaro che io sto parlando a te, tu che stai a Ospedaletto in provincia di Treviso...", eccetera. E' un piccolo capolavoro di demagogia intensiva di chi con i media e la scrittura creativa ha una certa dimestichezza. A chi si rivolge barnard? A tutte le casalinghe di voghera! E buca il video, non c'è che dire! Tutto il resto dell'articolo è un cumulo di piacevolezze, per non usare altri termini, da vero apprendista dell'economia e della politica. Superficialità al calor bianco: un distillato di Semplificazione pronto da essere iniettato nel cervello di burro dei suoi seguaci. Perché Lui, paolorossi dettobarnard, sa! Lui sa, e ce lo dirà, se studiamo e abbiamo la pazienza di aspettare in gloria la sua prossima Comunicazione. Insomma ci fa pendere dalle sue Labbra. E ce lo annuncia anche, nel Finale (anche qui un capolavoro): "CONCENTRARVI SUI MALI STRUTTURALI, SUI MACRO PROBLEMI E SUI GRANDI MANOVRATORI INTERNAZIONALI, PERCHE’ SONO QUELLI CHE VI STANNO DIVORANDO LA VITA (leggere Il Più Grande Crimine)

      Prima cosa fate questo, poi per le soluzioni apriamo un altro capitolo. Ci sono."
      Non ci abbattiamo, dunque: se ci sono, ci sono. Se lo dice Lui, bisogna crederci.

    1. mandal2010 31 dicembre 2010

      Quindi Barnard e' cretino secondo voi?

    1. Rossa_primavera 31 dicembre 2010

      Per quanto sia preoccupante la situazione mondiale ed europea vorrei
      far presente che ad esempio la Germania ha ripreso a viaggiare alla
      grande,tasso di crescita buono,debito pupplico perfettamente sotto controllo,disoccupazione minima e quei pochi disoccupati godono di
      ammortizzatori sociali a sostegno del reddito molto efficaci,esportazioni che vanno benissimo da molti anni,un'industria solida e competitiva da
      sempre sostegno dell'economia teutonica,risparmio privato tra i piu'
      alti al mondo.Insomma tutti i presupposti per un futuro se non roseo
      almeno privo di grosse preoccupazioni per i cittadini tedeschi.
      Se la nostra situazione,come quella della Grecia o della Spagna, e' purtroppo del tutto diversa pur appartanendo alla medesima area e ad
      un sistema economico simile,significa che abbiamo commesso e continuiamo a commettere degli errori che i tedeschi non fanno,che abbiamo avuto una pessima classe politica e dirigente che,non dimentichiamo, e' comunque lo specchio di un paese.Se dovessi citare un buon governo avuto dagli italiani nel dopoguerra mi viene in mente solo quello del compianto Spadolini.Dunque la colpa e' anche nostra che non abbiamo voluto o saputo cambiare,che gira e rigira votiamo sempre le stesse persone con le stesse vecchie idee.Perche' non dimentichiamo che questa e' la nazione che ha portato al potere il fascismo con valanghe di voti,che ha votato per tantissimi anni la dc principale responsabile dello sfascio morale ed economico del paese e che negli ultimi venti anni circa ha mandato al governo quasi sempre Berlusconi.Dunque finiamola di dare sempre tutte le colpe agli altri e al sistema e assumiamoci le nostre enormi responsabilita'

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