FONTE: ILSIMPLICISSIMUS (BLOG)
E’ successo in Grecia, poi in Portogallo, è appena successo in Spagna e non c’è dubbio che succederà in Italia. L’Europa ha di bello che è totalmente sfatta, ma prevedibile e tristemente tetragona nelle sue ricette: dovunque ha chiesto una diminuzione degli stipendi della pubblica amministrazione oltre che delle pensioni e dovunque sono state sacrificate le mensilità extra, il modo più semplice per tagliare i redditi con un colpo di machete. Ma anche il più ipocrita, perché, in questo modo si può far sempre credere che si tratti di un provvedimento di emergenza, temporaneo e che un giorno ritorneranno in busta paga. Ma non accadrà: quel reddito non sarà comunque più recuperato.
Anche in Italia ci si appresta a farlo visto che la situazione invece di migliorare peggiora di giorno in giorno. Certo il governo non lo annuncia ufficialmente, preferisce che dapprima la prospettiva si diffonda come voce, diventi parte del panorama dei timori e dei relativi sacrifici, che insomma ci si abitui in qualche modo a confrontarsi con questa prospettiva prima di annunciare l’inevitabile: la decurtazione o l’eliminazione della tredicesima. Non è un caso che le prime indiscrezioni siano venute oggi, di fronte al plateale fallimento delle manovre messe in atto in questi mesi. Stranamente a conferma della loro consistenza, escono fuori da una parte che non ci si aspetta, ovvero la Confesercenti: “Troppe voci, troppo insistenti, parlano in questi giorni di un’ipotesi allo studio per fare cassa: il congelamento delle tredicesime dei dipendenti pubblici e di buona parte dei pensionati”.
E’ ovvio che i commercianti siano allarmati: senza la mensilità aggiuntiva (composta comunque di un risparmio forzoso sulle altre 12, mica una regalia) mancherebbero all’appello 8 miliardi, come minimo, che tradizionalmente finiscono nel giro dei consumi. Ed è ancora più chiaro che siano sul chi vive i sindacati i quali si sono affrettati ad unirsi al carro delle preoccupazioni. Probabilmente si è preferito uscire allo scoperto prima che si siano prese delle decisioni definitive, per cominciare a costituire un fronte di resistenza e magari far notare che l’operazione costituirebbe un nuovo colpo al Pil e a quella “economia reale” che tardivamente viene invocata. Anzi non è escluso che la strana voglia di elezioni anticipate che si affaccia adesso nel centro sinistra dopo otto mesi in cui solo parlare di urne era come macchiarsi di alto tradimento, non sia estranea al ribollire nella pentola del massacro di provvedimenti che vanno a colpire direttamente l’elettorato piddino e che è molto meglio tirare fuori dopo una tornata elettorale.
Di fatto finora non ci sono state risposte credibili all’allarme: il governo sostanzialmente tace, affidando un “lo apprendo adesso” a un personaggio inesistente come il terremotato Patroni Griffi e ancor peggio a una smentita da ufficio stampa con nessun ministro che voglia sputtanarsi. E anche questo è significativo. Del resto se l’anno scorso le tredicesime si sono salvate è stato dovuto forse al fatto che l’esecutivo tecnico si è insediato il 16 novembre, troppo tardi per fermare le tredicesime e troppo brutto come biglietto di presentazione. Ma l’indicazione era chiarissima nella celebre lettera della Bce giunta da Francoforte il 4 agosto e rimane di fatto vincolante: ”Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover e, se necessario, riducendo gli stipendi.”
Se qualcuno pensa che si tratti di parole a cui prestare una relativa attenzione, cui dare il significato di suggerimenti di massima, può tranquillamente leggere l’intera lettera (sono appena due paginette) per rendersi conto di come le “indicazioni” siano ordini, mandati poi in fotocopia a tutti gli altri piigs. Di fatto essi sono stati pedissequamente seguiti dal governo, persino nella scaletta temporale. La missiva integrale è qui: Lettera Francoforte e non lascia dubbi sul fatto che si stia concretamente pensando a un taglio netto delle retribuzioni. Del resto l’approvazione del fiscal compact avvenuta pochi giorni fa in Parlamento quasi in segreto e col silenzio complice dei media, ci obbliga a tali esborsi annuali per la restituzione del debito da rendere una misura di questo tipo più che probabile, anzi quasi inevitabile a meno di un aumento dell’Iva di più di due punti.
Il testo della famosa missiva la potete leggere adesso o magari rimandare la lettura al periodo natalizio, quando almeno alle fatiche dello shopping si potrà sostituire qualche più istruttiva attività.
Fonte: http://ilsimplicissimus2.wordpress.com
Link: http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2012/07/25/tredicesima-addio/
26.07.2012
nuovaera89 25 luglio 2012
Tanita, lo dico senza problemi, ti ammiro! ti ammiro perché le tue risposte agli articoli e i post su CDC sono chiare, reali e sopratutto fanno capire cosa sta succedendo in questo marcio sistema. Il problema Tanita però è un altro, il popolo italiano, non è adatto a pronto a fare una rivoluzione o di lottare contro il sistema attuale, (io preferisco non parlare di rivoluzione ma di evoluzione però è un mio concetto personale), vediamo rivolte in tutto il sud Europa, scontri violenti in Spagna Portogallo ecc, tranne da noi, quindi stiamo accettando questo sistema senza muovere un muscolo! (molta ignoranza, mentalità ristretta, adattamento a tutto molti esempi si possono fare di questa mancata reazione) Personalmente, quando il popolo italiano sarà pronto a lottare, lo noteremo benissimo, e sai il perchè?? perchè si ammazzeranno uno con l'altro, funziona così qui da noi, basta vedere quello successo nella seconda guerra mondiale tra partigiani e fascisti! (è solo un esempio, ma è la mentalità che e così di odiarsi uno con l'altro ecc)
Il nord virtuoso contro il sud povero, poveri contro i ricchi, non so come accadrà, ma sono sicuro, sarà così! altro che coesione nazionale! noi purtroppo non siamo gli altri, e fidati, io a volte ci ho provato, è dal 2009 che dico alla gente, no così non va e sbagliato, andremo sempre peggio ecc, nessuno mi ha detto si e vero, anzi, se ti dicessi cosa mi sono sentito dire, mi diresti anche tu (come molti altri) ma chi te la fatto fare?? quindi Tanita sostengo il tuo modo dire "pensato di lottare" (letto parecchie volte per il sito) ma non ci sono le basi, a volte spero tanto di sbagliarmi e cerco di vedere un pochettino di positivo, ma non lo trovo...