TRA PORNOGRAFIA E POTERE, L'IMPORTANTE E' GODERE ?

TRA PORNOGRAFIA E POTERE, L'IMPORTANTE E' GODERE ?

DI DIEGO FUSARO

ilfattoquotidiano.it

Vi fu un tempo in cui l’obiettivo dell’agire, sia individuale sia collettivo, era orientato al perseguimento di futuri migliori. È ciò che in fondo accomuna le esperienze filosofiche più tipiche della modernità, dall’illuminismo e al marxismo. Nell’odierno tempo della “fine delle grandi narrazioni” (Lyotard) successiva alla fine dell’utopia (Berlino, 1989), il perseguimento di ulteriorità nobilitanti pare aver ceduto il passo all’ideale dello scolpimento del proprio profilo individuale, all’ombra del potere e al riparo dalla suadente tentazione delle utopie sociali.

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E a imporsi su tutto il giro d’orizzonte sono il cinismo, il disincantamento e la rassegnazione. Il mondo non deve più essere cambiato: deve solo essere sopportato; e, nel mentre, l’io individuale può cercare di godere più che può, secondo quello che sembra essere il maximum di libertà consentita entro le sbarre d’acciaio del capitalismo planetario. Come il consumo, anche il cinismo è una funzione espressiva dell’individuo singolo, sradicato rispetto al tessuto comunitario, alienato rispetto al genere umano, impotente rispetto alle logiche del mondo. Per questo, oggi gli individui sono narcisisti e, insieme, cinici: in una parola, “narcinisti”. Il discorso del capitalista è, infatti, quello che frantuma le relazioni affettive e solidali, sostituendole con il godimento smisurato a scapito di ogni forma di legame comunitario. Il suo soggetto di riferimento è sempre la singola individualità atomica, che cerca per sé il massimo godimento, incapace di ogni relazione con l’altro e di ogni esperienza del limite.

Questo tema è al centro del recente libro di Fabrizio Fratus e Paolo Cioni, ‘Ideologia del godimento. Pornografia e potere nella società delle immagini (Historica, Cesena 2015). Nella civiltà dei Robinson Crusoe, lo scopo prioritario dell’azione diventa lo scolpimento di sé e l’arricchimento poliedrico del proprio io, sempre nel quadro del movimento ultracapitalistico di distruzione di ogni istanza sociale e comunitaria e di frammentazione iperbolica della società in atomi egoistici appagati solamente dal consumo o, più precisamente, dall’acquisto. In armonia con l’odierna assolutizzazione del valore di scambio, tipica della società dello spettacolo, l’inconfessabile soddisfazione del consumatore sta soprattutto nell’acquisto, più che nell’utilizzo, dei prodotti della fantasmagoria del mondo reificato.

Il nuovo telos dell’agire viene a coincidere con una galassia di orientamenti individuali diversificati, sempre proiettati nell’orizzonte del presente onnipresente, entro le sbarre inossidabili della gabbia d’acciaio. Il loro orizzonte comune è il godimento illimitato, senza misura o autorità, senza legge o inibizione. L’austero imperativo categorico kantiano viene spodestato da quello iperedonistico di De Sade: “devi godere!”, convertendo in ogni istante la trasgressione permanente dei valori tradizionali nel nuovo imperativo della crescita e del godimento senza limiti. Come anche ha suggerito Massimo Recalcati, il dovere cessa di essere contrapposto al godimento e ne è interamente riassorbito. Scrivono i due autori:

“La nostra società contemporanea è invasa da una quantità smisurata di film, giornali, pubblicità, illustrazioni pornografiche travestite da dovere civile e da importanti intenti scientifici per continuare una volgare speculazione economica. Negli ultimi tempi, la diffusione del porno è avanzata grazie ad internet, la piattaforma più utilizzata da giovani e meno giovani. Internet è ormai lo strumento più impiegato in tutto il mondo per guardare e incontrare la pornografia sotto i più diversi punti di vista. La grande modernità è rappresentata dalla possibilità di poter conversare con l’altra persona, la persona dall’altra parte dello schermo del personal computer, ordinando alle figure che si mostrano sul proprio schermo di compiere attività a richiesta”.

Diego Fusaro

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/23/tra-pornografia-e-potere-limportante-e-godere/1900748/#

23.07.2015

Commenti (63)

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    1. andriun 25 luglio 2015

      Destino(si è chiusa la pagina prima che potessi spedire) ha voluto che non potessi rispondere in modo dettagliato quindi le risponderò per punti se vuole chiarimenti può sempre chiederli in privato.


      In Grecia valeva l'immagine dell'uomo in quanto guerriero e come specificato da lei stessa dominante.

      Epoca moderna l'uomo dominante in una società capitalistica è colui che ha i soldi e può permettersi ogni capriccio donne comprese(intelligenza della donna???=opportunismo -decoro). Ergo l'immagine utilizzata da abbinare specie ai beni di lusso sono le belle donne. Responsabilità della donna in questo tipo di mercato: molta ma non tutta, esiste anche una componente maschile/maschilista che è genetica e del tutto naturale.

      Trauma: ogni individuo in quanto complesso non si può dire esente da traumi. Gli stessi soggetti che sarebbero preposti a curare tali traumi non ne sono esenti. Tanto più che alcuni traumi e malattie psicosomatiche sono state create a tavolino dalle cause farmaceutiche. Soluzione: rinuncia a (normalizzare) un soggetto da un qualcosa che non si ha nemmeno la certezza che sia una malattia, e applicare la metafora della mezza mela di Platone. Peccato che la soluzione per quanto logica/banale sia impossibile da applicare e realizzare in una società decadente ed effeminata come la nostra.

    1. Whistleblower 25 luglio 2015

      Lo sa che il qi medio mi fa ancora più senso di quello basso? Non so a lei.

    1. Whistleblower 25 luglio 2015

      Ma allora sei pazza davvero.
      Non sono affatto misogino, sei tu che sei androfoba; e questa storia che mi rivolgerei alle signore come se fossero delle cerebrolese è solamente una tua fisima dovuta a qualche senso di inferiorità del quale mi dispiace molto ma nel quale io non c'entro un cavolo, sono affaracci tuoi nei quali non vorrei essere messo in mezzo.
      L'idiozia assoluta di questa tua insinuazione è evidente a chiunque mi legga nel forum perché come sanno tutti mi rivolgo con quel tono di ostentata irritante supponenza a un sacco di gente, non solo alle donne. Ho ricevuto vari richiami per questo quindi stai parlando a vanvera come è tuo solito.
      Io non ti vengo dietro tu sì e questo non va bene; per di più se qualcuno ti prende a male parole fai un sacco di piagnistei però se poi un altro NON ti prende a male parole lo tacchini fino allo sfinimento e gli dai del misogino che ti tratta da cerebrolesa.
      Falla finita per cortesia.
      Parole inutili, continuerai a tampinarmi con metodica regolarità; su quello non posso fare nulla se non evitare di risponderti.


    1. andriun 25 luglio 2015

      Bella battuta complimenti. Forse che sì forse che no. Però dal momento che non ne sono così sicuro(considerando che si dice che: "la pubblicità è l'anima del commercio" mi chiedo a questo punto a chi si rivolga, magari a quelli senza le virgolette), perchè non me le spiega lei che è così intelligente(o scusi qi normale) e ovviamente non di destra? Aggiungo anche, sempre per essere coerente con la mia stupidità, che mi risulta che il Q.I. non vada letto come valore assoluto, ma solo come valore relativo in rapporto al sesso di appartenenza e all'età. Ergo, lo schieramento politico ha poca importanza. Che dice, lo lasciamo quel posto di lavoro? Tanto con la crisi occupazionale qualcuno con il qi medio, e "con le palle" che sia disposto a sostituirla lo si trova di sicuro.


    1. alsalto 25 luglio 2015

      potente s'abbatte' sul mio commento la manona della moderazione...

      che chiamarla censura suona male.

      tutto questo per un poco di cacca cinica sversata sul capo del filosofo?
    1. Rosanna 25 luglio 2015

      Già, e sei anche un po' misogino ... un po' meno di andriun, ma il trend è proprio quello, due pesi e due misure, quando ti rivolgi ad una donna le parli come se fosse cerebrolesa, che per un po' è anche divertente, all fine però risulta un po' tamarro ...

    1. Whistleblower 25 luglio 2015

      Perché non ho i mezzi per argomentare in una discussione e perché sono in malafede, non ricordi?

    1. Rosanna 25 luglio 2015

      andriun non è un piccolo borghese di destra, è semplicemente un uomo rimasto deluso dalle donne, c'ha proprio il chiodo fisso, sempre con sta femminizzazione dell'uomo e della società ... boh ...

      E poi come mai tu ce l'hai tanto con la "gente piccolo borghese di destra", se alimenti le loro conversazioni tutti i giorni e non li hai nemmeno riconosciuti ?

    1. Rosanna 25 luglio 2015

      Caro andriun, mi sa che le "strategie di mercato" non le hai molto capite, spiegami allora perché nell'antica Grecia era permesso riprendere attraverso immagini e sculture solo il corpo dell'uomo nudo?
      Perché? Perché nella cultura greca si doveva ritrarre la bellezza e la potenza dell'uomo, padrone e dominatore della società, mentre la donna doveva starsene reclusa in casa. Tant'è che anche Aristotele, come te, ha qualche dubbio sulla sua razionalità.

      Oggi avviene esattamente il contrario, perché il corpo nudo della donna rappresenta l'oggetto del desiderio, quindi deve essere ridotto a pura merce, reificato, anzi ridotto a feticcio e diventare così puro strumento per il marketing. Addirittura il suo corpo viene inflazionato e svenduto a pezzi, come si fa con le merci che vedi riprodotte dal macellaio o dal salumiere: il seno, il fondoschiea, le gambe ...

      Ma qual è stato il trauma, più o meno infantile, che ti ha prodotto questa avversione nei confronti delle donne?

    1. alsalto 25 luglio 2015

      Non me ne abbia andrium, e' che ci ho i polpastrelli femminizzati.

      Un vero uomo non soggetto a femminizzazione prova attrazione solo per la propria arma, o al massimo per il proprio destriero.

      La donna, costretta nel suo velo nuziale provvisto di apposita feritoia basso pubica, esercita su di lui esclusivamente il ruolo che le e' debito, quello di co-genitrice, cagatrice dei suoi figli.
      Un giorno l'uomo-uomo risorgera' e' con lui la carestia d'anal lube verra'.
      Vigorosamente le ricambio i saluti.
    1. Whistleblower 25 luglio 2015

      L'uomo e la donna nella pubblicità non c'entrano niente con l' "uomo" e la "donna".

      Sei in grado di capirle queste cose?

      Ma si può sapere com'è che la gente di destra piccolo borghese ha il qi più basso?
      Propongo la sterilizzazione del piccolo borghese con il qi basso, non è possibile che continuino a riprodursi levando il lavoro a noi col qi normale.
      Sul fatto che vadano castrati e non solo sterilizzati non mi pronuncio. In merito propongo un referendum consultivo sul forum.

    1. spartan3000_it 25 luglio 2015

      Io farei attenzione nel riporre fiducia in "ideali comunitari". La "Comunita'" e' un po' come il Matrimonio: quando lo azzecchi e' il Paradiso ma se lo sbagli... Con la meleducazione che c'e' in giro e l'idiocracy dominante sceglierei, facendo molto bene attenzione, la propria Comunita' di appartenenza.

    1. andriun 25 luglio 2015

      Si chiamano strategie di mercato. Se sulla copertina del libro ci avesse messo la stessa immagine forse vendeva più copie. Ovviamente ciò non ha nulla a che vedere con il cinismo dell'epoca moderna, si tratta semplicemente psicologia comportamentale. Perchè crede che l'immagine della donna venga così enormemente utilizzata nella pubblicità? Perchè l'uomo anche quello effeminato, risponde ad una particolare codice comportamentale e sebbene meno uomo degli altri(livello cerebrale), non comprerebbe mai un prodotto dove ci fosse un uomo semivestito/nudo che lo pubblicizza. La donna al contrario associa l'immagine del prodotto al prodotto stesso e quindi all'uomo di successo che se lo può permettere quindi tutto sommato che vi sia una donna o altro le importa fino ad un certo punto. Magari alle volte prende spunto proprio dall'immagine della donna, come le succede sfogliando qualche giornale di moda, provando ad immedesimarsi nella modella, solo per arrivare a capire se il vestito che questa indossa per quanto succinto possa essere potrebbe calzarle altrettanto bene.


      Il guaio è che la donna è ipocrita come lo è l'uomo effeminato oltre ad essere poco onesta intellettualmente. Quindi molte volte capita che se pur senza motivo scateni delle vere e proprie campagne di protesta appellandosi al decoro femminile. Ma quando mai è esistito un decoro per la donna? L'unico decoro a cui potrebbe aspirare(se fosse intelligente e meno ipocrita), sarebbe quello di riuscire ad essere "appetibile" dal proprio UOMO(quando ha la fortuna di trovarne uno), visto che anche se non lo dice(vedi sopra) è certamente la cosa che naturalmente più la gratifica anche a livello personale.
    1. andriun 25 luglio 2015

      andriun semmai, E perchè mai, se questo fosse la femminilizzazione dell'uomo non ci sarebbe alcun problema credo nè per me nè per lei. Tanto più che, come risaputo, l'uomo è meno cerebrale della donna in fatto di sesso, quindi più sensibile alle immagini(almeno così risultava da ricerche del passato, ma in epoche recenti con la femminilizzazione dell'uomo e la perdita/rinuncia della femminilità da parte della donna, con relativo rimescolamento/scambio dei ruoli, anche questo aspetto potrebbe non rispondere più al vero). La saluto.

    1. alsalto 25 luglio 2015

      Pare si tramandi di famiglia una ricetta sul balsamo miracolosa.

    1. Whistleblower 25 luglio 2015

      Il paradosso è che l'articolo di Fusaro stigmatizza l'ingiunzione egoica al godimento dei nostri tempi.

      Però, guarda un po', per invitare alla lettura si mette la foto di una lavoratrice che si titilla in mezzo alle chiappe.
      Un utente poi, evidentemente volendo dare pubblicamente piena ragione a Fusaro, dichiara che l'unica cosa che gli interessa dell'articolo è la foto della professionista a novanta gradi.
      Fusaro da parte sua riesce nel difficilissimo compito di dire tutte cose giuste senza però risultare minimamente convincente. Non è una cosa facile e bisogna dargli atto di saperla fare benissimo.
    1. Rosanna 25 luglio 2015

      Hai ragione, ridondanza linguistica, ma per rimarcare con più forza il senso del messaggio: ConFusaro prêt-à-porter, una filosofia per ogni stagione, oggi il "monoteismo del mercato", domani
      "al riparo dalla suadente tentazione delle utopie sociali", dopodomani "gli individui sono narcisisti e, insieme, cinici: in una parola, “narcinisti” ...

      insomma nell'evanescenza dei significati privi di identità di valori, passa l'unico significato possibile di una società post-moderna, post-democratica, post-utopistica, resta una filosofia priva di carisma preveggente, la filosofia dell'orgasmo narcisistico ... appunto ... la filosofia di ConFusaro prêt-à-porter ...

    1. alsalto 25 luglio 2015

      Ti stai femminizzando andrium.

      Simili immagini dovrebbero lasciarti indifferente.
    1. Nieuport 25 luglio 2015

      Anche "prototipo tipico" è una ridondanza.

    1. andriun 25 luglio 2015

      forse non è l'unico. Di questo articolo apprezzo certamente l'immagine di copertina che mi risulta decisamente intrigante/invitante.

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