Ti vaccini, ti ammali e … rimani danneggiato a vita

Parere (n. 21) del CIEB sul danno erariale derivante dal sostegno fornito alla cosiddetta campagna vaccinale

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Gli sviluppi italiani dell’affaire Covid appaiono sempre più singolari. Da una parte, la Corte costituzionale ha legittimato il capovolgimento dello spirito e della lettera della Costituzione affermando il primato dell’interesse collettivo sui diritti dell’individuo (1): e ciò sulla base di evidenze pubblicamente sconfessate anche dai rappresentanti di quel mondo scientifico che fino a poco tempo fa, in materia di “vaccinazione” anti-Covid, sostenevano l’insostenibile, ossia l’efficacia e la sicurezza del cosiddetto vaccino (2).

Dall’altra, si assiste all’esaltazione televisiva, da parte di un comico di professione e in un teatro di varietà, di quella libertà di espressione che la Consulta ha ritenuto di sacrificare con tanta leggerezza: e ciò nel momento in cui, tanto negli USA quanto in Italia, stanno emergendo le prove della censura sistematicamente praticata a danno delle opinioni scientifiche divergenti da quelle “ufficiali” (3).

Colpisce, poi, che le affermazioni del comico in questione siano state rese alla presenza del Capo dello Stato il quale, con la stessa sicurezza con cui oggi afferma che «Il sostegno politico, economico e militare all’Ucraina e le sanzioni alla Russia sono funzionali a far cessare la guerra, non ad alimentarla» (4), ha affermato in passato che «Senza i vaccini avremmo avuto molte migliaia di morti in più» (5).

Ed è proprio sulle dichiarazioni del Presidente della Repubblica che il CIEB ritiene necessario richiamare l’attenzione.

È infatti innegabile che la cosiddetta campagna vaccinale si è fondata sul sostegno a essa fornito apertamente, a ogni livello, da rappresentanti dello Stato, oltreché sulle restrizioni dei diritti e delle libertà individuali imposte dalla normativa concernente il Green Pass e l’obbligo vaccinale, normativa che la Consulta ha appena legittimato con le sue sentenze.

Ma poiché anche in Italia inizia a farsi strada la giurisprudenza volta a riconoscere i danni da vaccino, e ad accordare i relativi risarcimenti, è lecito cominciare a riflettere sul paradosso costituito dal fatto che il sostegno summenzionato finisca concretamente per tradursi in un danno all’erario.

Parafrasando – alla luce della mole crescente di evidenze scientifiche – una frase diventata tristemente famosa, si potrebbe dire «Ti vaccini, ti ammali, muori», oppure «Ti vaccini, ti ammali e rimani danneggiato a vita»: e sembra quindi logico che i risarcimenti riconosciuti dallo Stato siano imputati a carico di chi, agendo come organo dello Stato medesimo, ha sostenuto, e continua a sostenere, la cosiddetta campagna vaccinale.

Analoghe considerazioni possono farsi, ovviamente, per quanto riguarda l’acquisto dei banchi scolastici a rotelle, delle “primule” destinate a ospitare gli hub vaccinali, delle centinaia di milioni di mascherine inefficaci e di molto altro ancora: solo con riferimento alle dosi di “vaccino” rimaste inutilizzate, la perdita stimata supererebbe i 2 miliardi di euro (6). Ed è significativo sottolineare che l’acquisto del “vaccino” in questione da parte delle autorità sanitarie è proseguito nonostante emergessero gradualmente non solo i numerosi effetti avversi collegati all’assunzione del “vaccino” medesimo, ma anche, e conseguentemente, i segnali del generale rallentamento subito dalla cosiddetta campagna vaccinale.

È vero che il D.L. n. 76/2020, convertito nella legge n. 120/2020, si è preoccupato di limitare la responsabilità erariale – e penale – della Pubblica Amministrazione nell’ambito della gestione del Covid, ma è anche vero che una legge può sempre essere abrogata.

Può anzi dirsi che, a fronte dell’operato di rappresentanti dello Stato che hanno promosso o avallato la “campagna vaccinale” pur in presenza di evidenti dati scientifici relativi alla sua inefficacia, insicurezza e nocività, l’abrogazione della legge richiamata si pone come condizione essenziale per tentare di recuperare, almeno parzialmente, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni dello Stato di diritto.

Il CIEB auspica quindi che il nuovo Governo, sollecitando l’abrogazione della legge n. 120/2020, voglia compiere un primo passo verso l’accertamento, in tutte le sedi competenti, delle responsabilità dei soggetti coinvolti a vario titolo nella somministrazione forzata ai cittadini di un preparato sperimentale dagli effetti sconosciuti.

Tale auspicio è formulato nella consapevolezza che le indagini avviate da alcune Procure, e che riscuotono il plauso della parte più “istituzionale” del dissenso, sembrano concentrarsi su aspetti diversi da quello che, ad avviso del CIEB, costituisce la ragione e lo scopo dell’intero affaire Covid: ossia introdurre in Italia un abietto meccanismo di soggiogamento (denominato per l’occasione «Green Pass») fondato su forme di ricatto individuale e collettivo (denominato per l’occasione «vaccino anti-Covid»).

Ciò anche in vista delle future minacce per l’integrità psico-fisica, la dignità e le libertà fondamentali dell’essere umano che potrebbero derivare da nuove “pandemie” annunciate ormai ciclicamente e con largo anticipo – come nel caso dell’influenza aviaria – tanto da apparire pianificate.

 

 

CIEB, 3 marzo 2023
Il testo originale del Parere è pubblicato sul sito internet: www.ecsel.org/cieb

 

NOTE

1 Basti qui ricordare che l’art. 32 della Costituzione afferma che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”: e non viceversa.

2 Cfr., ad esempio, le recenti dichiarazioni di Anthony Fauci riportate in https://www.eventiavversinews.it/fauciripensare-i-v-di-nuova-generazione-per-c-virus-virus-dellinfluenza-e-altri-virus-respiratori-studio-2023/.

3 Per quanto riguarda gli USA si veda la vicenda dei “Twitter Files”; per quanto riguarda l’Italia si veda la vicenda dell’articolo pubblicato da alcuni ricercatori dell’Istituto superiore di sanità e da quest’ultimo prontamente stigmatizzato.

4 Cfr. https://www.adnkronos.com/ucraina-russia-mattarella-aiuti-a-kiev-per-far-cessareguerra_iF9caaF3KFLsVDyrLYWbp.

5 Cfr. https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=108453.

6 Pur non essendo disponibili dati ufficiali, in ragione della segretezza che circonda i contratti di acquisto del cosiddetto vaccino, si stima che le dosi rimaste inutilizzate e prossime alla scadenza siano circa 122 milioni: cfr. https://www.lindipendente.online/2023/02/02/scaduti-122-milioni-di-vaccini-covid-litalia-ha-regalato-2-miliardi-abig-pharma/

Pubblicato da Giulio Bona per ComeDonChisciotte.org

02.03.2023

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