TESTE DI GOMMA

TESTE DI GOMMA

DI GIANLUCA FREDA

blogghete!

Negli ultimi giorni, sotto la scuola in cui insegno, è comparso il manifesto che vedete qui riprodotto (vedi più sotto,ndr), dato alle stampe da un certo “Network Antagonista Piacentino”.

E’ poco leggibile, poiché non ho trovato sul web una riproduzione migliore. In ogni caso, vi campeggia una teen-ager troieggiante, con palloncino della Big Babol in bocca e piede di porco in spalla. La didascalia recita: “SCIOPERO STUDENTESCO! Scusa mamma se salto due giorni di scuola. Devo fare la rivoluzione!”. Segue invito ad unirsi alla fiumana di indignati in torpedone che il giorno 15 ottobre avrebbe dovuto recarsi nella capitale a strepitare contro una congiuntura internazionale di cui non arriva neppure a concepire l’origine e le cause, in gran parte al seguito di partiti e sindacati che di tale congiuntura si sono riempiti il portafogli.

Come sia andata a finire la “rivoluzione” di questa ridente baldracca, lo abbiamo visto ieri: nel modo consueto. Automobili di cassintegrati date alle fiamme, negozi sfasciati, supermercati saccheggiati (soprattutto gli alcolici, che conferiscono alle Big Babol un gradevole retrogusto di cognac), pompe di benzina distrutte, manifestanti dispersi con gli idranti, caos ovunque, una settantina di feriti, tra i quali alcuni in gravi condizioni. Una bella rivoluzione, davvero. Tra le tante amenità “antagoniste”, il volantino arringava gli adepti con l’immortale tiritera: “Riprendiamoci il diritto di cittadinanza! Riprendiamoci il futuro!”. Mi giunge invece notizia di come la sola cosa che la ruminante passeggiatrice è riuscita a riprendersi sia la solita gragnuola di manganellate. Non avrei mai pensato di poter un giorno invidiare i celerini, eppure ieri avrei voluto essere a Roma, al posto di uno di loro, per far sputare la cicca in un cestino alla gentile signorina a forza di randellate sui denti. Sua mamma non avrebbe dovuto permetterle di perdere due giorni di scuola. I minorati mentali ne hanno un bisogno disperato.



Lo chiedo a tutti coloro che hanno seguito, negli scorsi mesi, lo schema progettuale con cui è nata, si è sviluppata ed è giunta al suo apice l’aggressione della NATO contro la Libia: questi “antagonisti” debosciati e criminali, che spaccano vetrate, incendiano case, distruggono le stesse vite che nei loro deliranti samizdat dicono di voler proteggere, senza mai smettere per un attimo di masticare la loro cicca di merda, non vi ricordano proprio niente?



Ieri l’utente Ema ha postato nei commenti il LINK
a un video su Youtube in cui un ragazzo col cervello ancora in buono stato ipotizza che dietro queste sfilate nazionali di mentecatti vi sia un progetto di destabilizzazione del nostro paese da parte degli Stati Uniti, forse attuabile con modalità non troppo diverse da quelle che abbiamo visto utilizzare nel corso di quest’anno in Nord Africa e Medio Oriente. Non saprei dire quanto ci sia di vero in questa speculazione, non intendendo sottovalutare la forza portentosa dell’imbecillità spontanea, che è sempre in grado di sorprendere. Si tratta comunque di uno scenario che, se non è dimostrabilmente vero, è tuttavia ampiamente verosimile e credibile. Il fatto che i media abbiano, nelle scorse settimane, pompato a dismisura questa manifestazione romana, che a ben vedere non era diversa dalle tante sconclusionate proteste parasindacali priva del minimo punto di riferimento politico-teorico, è già un segnale di allarme; come pure la crescente presenza televisiva di certi manifestanti-simbolo, quali il Luca Cafagna citato nel video, già protagonista di uno scontro con La Russa ad Anno Zero e da allora onnipresente nelle interviste dei TG. Se mai l’Italia avrà una sua “rivoluzione colorata”, sappiamo già chi saranno i gloriosi combattenti del nostro CNT autoctono. Avranno il piede di porco sulla scapola, un pallone di chewingum davanti alla faccia e crederanno di poter fare la “rivoluzione” senza mai essere andati a scuola, crogiolandosi nell’analfabetismo più laido, ma non prima di aver chiesto alla mamma il permesso di saltare le lezioni (che verrà naturalmente accordato con gioia) per dare alle fiamme un paio di scooter.



Al pari dei “ribelli” libici, questi topi di fogna sprecano la violenza, che è una risorsa rivoluzionaria fondamentale, contro obiettivi di nessun conto, riuscendo solo a farsi detestare dalla popolazione e bastonare dagli agenti. Scagliano a capocchia le loro molotov, esattamente come i ratti libici di cui sono destinati a emulare le gesta sparacchiano a casaccio i loro proiettili contro i commilitoni e contro l’aria sottile, al solo scopo di farsi riprendere dalle telecamere e fare “ciao” alla mamma che li guarda da casa. Narrano le cronache che nella giornata di ieri questi masticagomme da strapazzo abbiano dato vita ad una guerriglia fatta di sassaiole e lanci di bottiglie contro gli altri manifestanti, rinverdendo così i fasti dei loro eroi di Bengasi, i quali rappresentano forse l’esempio più fulgido dell’intera storia umana di come sia possibile perdere una guerra, pur avendo dalla propria parte gli eserciti più potenti del mondo, con il semplice espediente di trascorrere il tempo a sparacchiarsi e farsi la pelle a vicenda, anziché approntare una comune strategia contro un avversario mille volte più debole. Il loro analfabetismo politico gli impedisce di identificare con chiarezza il nemico, il quale, come diceva Brecht, marcia tranquillo alla loro testa.


Poiché snobbano la scuola, sono privi di qualunque prospettiva teorica sulle dinamiche del potere, senza la quale non è possibile nessuna rivoluzione, ma solo il bordello etilico da rave-party, per cui appaiono naturalmente predisposti. Mancano di ogni cognizione dei meccanismi che sono alla base degli attuali sommovimenti geopolitici e dunque non sanno come intervenire su di essi, così come un orangutan non saprebbe intervenire su un guasto allo spinterogeno. Scimmiescamente, si limitano a massacrare il cofano con zampate disperate e poderose, anziché utilizzare la forza per svitare, tirare, sbullonare nei punti giusti ed eventualmente sostituire le parti difettose. A volte, grugnendo di rabbia impotente, si servono di rudimentali attrezzi a supporto della propria furia demolitrice, come ad esempio le ossa calcificate del “capitalismo”, del “proletariato” e della “lotta di classe”, esumate dritte dritte dal mausoleo della regina Vittoria e scaraventate alla cieca contro ogni oggetto a portata di tiro. Lo spinterogeno riderebbe di loro, se solo sapesse ridere e avesse la minima consapevolezza della loro esistenza.


Una volta sfogatisi e consumata la vendetta contro “il sistema” (simbolicamente rappresentato da utilitarie usate e serrande di tabaccheria), se ne tornano cheti alla gabbia del circo, pronti per la prossima kermesse “antagonista”, di cui non saranno loro, com’è ovvio, a decidere caratteri e tempistica, bensì l’impresario dello spettacolo. Ed è un peccato che gli impresari non lavorino per concedere “diritti di cittadinanza” e “futuro” alle scimmie, bensì per fare cassa, esibendole sulla pista e facendo loro ballare la cucaracha dinanzi al pubblico. Fanno tanta pena. Si vorrebbe spiegargli che per fare una vera rivoluzione non è sufficiente l’impeto di un branco di scimmie “proletarie” con il sangue agli occhi. Occorrono finanziamenti, armi, accordi internazionali, diplomazia, conoscenza approfondita degli ambienti e delle meccaniche del potere, contatti con i vertici dell’economia, dell’imprenditoria, delle forze armate, dei servizi segreti, finanche della criminalità organizzata, soprattutto tanto studio e tanta intelligenza politica... Ma come si fa a spiegare ai primati che la rivoluzione non è un pranzo di gala e nemmeno una scampagnata in corriera? Non sono bestie con capacità di astrazione sufficienti ad afferrare concetti così sottili. In compenso sanno produrre splendide bolle di lattice masticato e sputacchiato, ripiene di così tanta aria da scatenare tornadi di dibattiti e di analisi vaniloquenti nei notiziari di mezza sera.

Gianluca Freda

Fonte: http://blogghete.altervista.org/

Link: http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=879:gianluca-freda&catid=25:politica-italiana&Itemid=44#comments

16.10.2011

Commenti (100)

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    1. totalrec 16 ottobre 2011

      Gentile consulfin, il suo commento conferma alla virgola ciò che ho scritto nell'articolo. Siete incazzati neri (con molte ragioni), ma non avendo mai studiato in concreto i meccanismi che vi hanno ridotto al lumicino, non sapete chi colpire, né come farlo. Tutto ciò che sapete fare è sfogare la vostra frustrazione su quel che vi capita a tiro, come gli orangutan metaforici. Tutti sono nemici, pur di avere un minuto di sollievo dalla frustrazione. I tabaccai sono nemici, perché, si sa, sono tutti ricchi sfondati; chi possiede un'automobile presa a rate, che non cada a pezzi, è un lurido capitalista nemico del popolo; gli impiegati della Manpower sono nemici; anche gli oggetti inanimati come le vetrine delle banche (che sono cosa leggermente diversa dai banchieri) sono nemici. I nemici veri, quelli che marciano alla vostra testa, non li vedete nemmeno, o forse sì, ma li lasciate stare, perché per colpirli non basta un piede di porco. Ci vogliono coraggio e intelligenza, cose di cui siete totalmente privi. Posso solo avere pietà di voi. Siete pronti a trasformarvi in un nuovo Comitato Transitorio di stampo libico. Pasolini diceva: "oh generazione sfortunata… tu obbedisti disobbedendo", che è poi il destino storico dei rivoluzionari teleguidati, incapaci di distinguere tra la rivoluzione e la propaganda interessata del potere sulla rivoluzione.


      (GF)

    1. consulfin 16 ottobre 2011

      Condivisibile. E se il movimento non espellesse una frangia, chiamiamola più attiva o più aggressiva, sarebbe molto meglio per il movimento stesso. Occorrerebbe far sapere in giro che quelle centinaia di migliaia di persone lottavano, chi con gli striscioni e chi con i cassonetti rovesciati, tutti per lo stesso fine. Ma no. Qui e purtroppo non solo qui, si fa a gara a dividersi. Senza lasciare neanche un minimo spiraglio al dubbio che, così facendo si fa il gioco della "classe dirigente" latitante e arraffona

    1. Tao 16 ottobre 2011

      Il Gen.Charles De Gaulle, durante il maggio francese, indusse il suo primo ministro Pompidou a trattare con i sindacati e concludere gli accordi di Grenelle e così rispose al movimento rivoluzionario che da settimane bloccava la Francia assecondando una uscita negoziata della grande crisi sociale e politica della Francia moderna.

      Anche i governi di centro-sinistra degli anni settanta che affrontarono le grandi tensioni sociali e politiche del maggio italiano e dell'autunno caldo trattarono e diedero alla luce importanti fondamentali provvedimenti: lo Statuto dei diritti dei Lavoratori e la riforma della scuola.

      Insomma il potere ha dialogato e trattato con i movimenti. Non si è chiuso a riccio e non ha derubricato la questione sociale a questione di ordine pubblico. Questo succedeva in una realtà sociale e politica in cui esistono vere opposizioni politiche in Parlamento che sostenevano e truducevano in provvedimenti legislativi le rivendicazioni degli studenti, degli operai, degli insegnanti. A far da sfondo a questa realtà c'era l'URSS con la sua Costituzione e la sua gestione socialista di tutti i beni della società, una URSS la cui esistenza costringeva le classi dirigenti dell'Occidente a non tirare troppo la corda, ad offrire una qualche risposta alla domanda di diritti e di rinnovamento.

      Ma oramai, da molti anni, le cose non stanno più così. I governi ignorano la protesta delle masse. Vanno avanti per la loro strada fatta di tagli ai salari al welfare e di finanziamenti delle guerre colonialiste.



      In molti, anche a sinistra, hanno osservato che le violenze degli estremisti a Roma hanno rovinato una grande manifestazione pacifica fatta di almeno trecentomila persone. E' vero. Ma è anche vero che nessuna risposta sarebbe stata data nè sarà data ai pacifici come ai bellicosi, ai miti come ai violenti. Il potere è sorto e cieco. Lo abbiamo già visto. Migliaia di manifestazioni di protesta dei precari della scuola con stiliti, scioperi delle fame e quant'altro non hanno prodotto neppure un incontro tra il Ministro Gelmini ed il personale della scuola. La scuola è stata spogliata di nove miliardi della sua dotazione e ridotta a classi-pollaio con trenta o quaranta alunni. Il potere non si è fatto raggiungere da nessuna invocazione, da nessuna protesta. E' andato avanti per la sua strada.



      Ora per giorni i massmedia si occuperanno delle violenze romane che finiscono con il riverberarsi su tutto il movimento degli indignati inceppandolo e mettendolo sulla difensiva, nella necessità di difendersi dalle accuse che arrivano a sfiorare financo il terrorismo. Ma il governo non farà assolutamente niente e l'imbelle opposizione presente in Parlamento si preoccuperà sopratutto della propria "rispettabilità" e farà a gara con i Gasparri ed i La Russa a chi si distanzia di più dai movimenti rivendicativi.


      Basterebbero alcuni segnali di apertura del Parlamento e del Governo per rispondere, nei limiti di una situazione difficilissima, in modo civile e democratico a Piazza san Giovanni, alla piazza dei miti ed a quella dei rivoltosi: Un Salario Sociale della durata di un anno per i giovani laureati in cerca di prima occupazione; Un Salario Minimo Garantito ai giovani biagizzati oggi brutalmente sfruttati con retribuzioni meschine inferiori financo a 500 euro mensili. Un aiuto straordinario alle famiglie monoreddito che non riescono più a galleggiare nella crisi.



      Non si farà niente di tutto questo e si parlerà soltanto della violenza di Piazza San Giovanni.Ci si inquadrerà nelle decisioni del G20 che vogliono drenare tutte le risorse verso il sistema finanziario e spogliare le popolazioni di tutto dal salario al welfare. I banchieri passati dalla derisione dello cham pagne bevuto in faccia agli indignati di WallStreet alla pietà pelosa ed alla condivisione ipocrita ed insincera del segretario al tesoro USA Geithner, di Soros, di Passera, di Draghi, di altri marpioni della finanza.

      L'Italia non è la Grecia. E' la quinta potenza economica del mondo con il 3,3 per cento di produzione del Pil. Può aprirsi alle richieste degli indignati guadagnandoci in possibilità di crescita. La paralisi italiana è dovuta anche alla precarietà ed al disagio sociale enorme.



      Una classe dirigente se si limita a criminalizzare la violenza senza dare risposte ai movimenti si dimostra non credibile ed in malafede. Una classe dirigente deve dare risposte anche alla violenza dimostrandone l'arbitrarietà in un sistema democratico funzionante. Ma non è funzionante un sistema che ignora sistematicamente il malessere e si chiude in se stesso e continua a produrre altre cause di malessere.



      Pietro Ancona

      16.10.2011

    1. consulfin 16 ottobre 2011

      fa come ti pare. Stando ad una scrivania o esponendo un lenzuolo per ricordare che c'è la guerra in libia, come ha fatto qualcuno che la pensa come te, ci porterà sicuramente lontano. Lenin starebbe sicuramente dalla tua parte.

    1. alverman 16 ottobre 2011

      Ci siamo cascati di nuovo tutti:

      http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=5157

    1. Levdtrotzkij 16 ottobre 2011

      Si sono fatasmi, le auto bruciano per autocmbustione, e la gente si spacca la testa sbattendosela sul muro...
      Tranquillo, non mi faccio ingannare, non di certo da poracci come te o radisol.

    1. gianni72 16 ottobre 2011

      No, scusa, te lo devo chiedere: ma se non vuoi che il comando passi da un gruppo di potere a un altro, a chi vuoi che vada? Ai proletari? E se prendono il potere i proletari, non diventano loro stessi gruppi di potere, o rimangono sempre proletari? Non solo non avete le idee chiare, ma fate addirittura il bene dei gruppi dominanti, che vi guardano e ridono della vostra ignoranza. Come Draghi e Soros (due "proletari" qualunque, vero?) che si dicono vicini e solidali con le vostre richieste. A boccaloni, tornate a studiare.

    1. consulfin 16 ottobre 2011

      Come mai i tg nazionali ne parlano così tanto? questa domanda è anche una risposta. Non farti confondere: ho seri dubbi che i black bloc esistano.

    1. consulfin 16 ottobre 2011

      errata corrige: "sarebbe il caso di prendere il loro indirizzo e andargli anche le case" si sostituisce con "sarebbe il caso di prendere il loro indirizzo e andargli a bruciare anche le case"

    1. TitusI 16 ottobre 2011

      Chapeau! :)

    1. Levdtrotzkij 16 ottobre 2011

      Com'è che da dieci anni questi black bloc arrivano in italia, indisturbati, pertecipano ad eventi programmati da settimane o mesi, senza avere questioni, s'infilano nei cortei prima che inizino, e senza che nessuno muova un dito, spacchino tutto quello che vogliono, e poi rientrano alle loro casette, all'estero visto che sono nordeuropei e non napulitani, sempre tranqullissimi, superando senza problemi anche le dogane (e magari con la scorta).
      Non ne hanno mai preso neanche uno, per sbaglio. E' un caso?
      Armare e organizzare centinaia di individui inquadrati militarmente, che operano dal 1999, c'è bisogno di qualcosa in più di qualche questura che infiltra qualche spione... I soldi e i mezzi di un Soros, che ti fornisce anche l'ideologia anti-wallstreet. Basta leggersi i suoi libri, con le sue 'critiche' al capitalismo, per scoprire qiuale sia in realtà l''originalità programmatica' degli indignados UE/USA (al di fuori di quest'area geopolitica, i cosiddetti indignados spariscono.)
      Mettiamoci gli organizzatori babbei&complici della manifestazione (dopo 10 anni dovrebbero sapere che queste cose di ripetono regolarmente; mai che si organizzino di conseguenza, appunto per spirito di anarchia o perchè parte integrante dell'ingranaggio)
      Infine, questa manifestazione chi l'ha indetta? Si sanno i nomi? Chi ha chiesto le autorizzazioni? Come mai i tg nazionali ne parlano così tanto?
      O tutto deve ingollato a occhi chusi, nello spirito rivoluzinario di qualche adolescente in età da pensione? Non sono pochi i 60enni malcresciuti che ancora pretendono di vedere nelle vetrine spaccate da provocatori stipendiati, la presa del 'Palazzo d'Inverno'.
      Fin quando ci saranno babbei e criminali simili a organizzare manifestazioni i protesta, è meglio tenersene alla larga.

    1. gianni72 16 ottobre 2011

      Ma che è, sono arrivati in massa quelli che non sanno neanche leggere? Eppure c'è tutto scritto nell'articolo: "Occorrono finanziamenti, armi, accordi internazionali, diplomazia, conoscenza approfondita degli ambienti e delle meccaniche del potere, contatti con i vertici dell’economia, dell’imprenditoria, delle forze armate, dei servizi segreti, finanche della criminalità organizzata, soprattutto tanto studio e tanta intelligenza politica...".
      Si faccia avanti il prossimo analfabeta...

    1. consulfin 16 ottobre 2011

      "ieri avrei voluto essere a Roma". Quindi l'autore non era a Roma ieri. Ecco spiegata la piega che ha preso l'articolo!

      Non conosco la ragazza del manifesto tanto esaminato e quindi non posso dare un mio giudizio personale in proposito. Sono però stato alla minifestazione di ieri e devo dire che se i cassintegrati, con quello che prendono ogni mese, possono permettersi le macchine che ho visto bruciate e con i vetri sfondati allora due sono le cose: o li prendiamo e li facciamo ministri dell'economia per quanto sono bravi ad accumulare capitali oppure, oltre a bruciargli le macchine, sarebbe il caso di prendere il loro indirizzo e andargli anche le case. Perché vede caro dottor Freda, le posso assicurare che più che di utilitarie usate (che erano chirurgicamente risparmiate), quelle danneggiate che ho visto io erano mercedes, Suv, mini e altre auto che costano sette/otto anni di reddito di cassintegrato.

      Per quanto riguarda le vetrine di tabaccherie (e stiamo parlando di operatori economici che incassano soldi a palati grazie alla disperazione della gente che si da al gioco più stupido pur di sognare ad occhi aperti) quelle, da quanto mi risulta, sono state risparmiate. Sono state sfondate vetrine di un supermercato (se non sbaglio, i supermercati sono quei soggetti economici che fanno di tutto per ridurre i prezzi pagati al produttore per rivendere ai consumatori a valori decuplicati), vetrine di Manpower (lei è in grado di spiegarmi la differenza tra un caporale del tavoliere e un'agenzia di collocamento privata?), vetrine di banche (sa, dottor Freda, si tratta di quei soggetti economici che, entrati in possesso delle disponibilità monetarie dei cittadini, le usano per speculare sul prezzo del petrolio, dei cereali, del rame, del ferro... Li usano per commerciare quelle armi che lei vede in mano ai ribelli libici, ai narcotrafficanti messicani. No, non si preoccupano di redistribuire la liquidità tra sani operatori economici: ci si guadagnerebbe troppo poco).

      Forse sarebbe il caso che lei si sporcasse le mani, prima di fare articoli simili.

      Fare accordi con i servizi segreti, con le mafie, con i poteri economici, con le forze armate serve per fare la rivoluzione? Sì.

      Serve per fare quelle rivoluzioni che consentono di passare il comando da un gruppo di potere ad un altro. E i gruppi di potere non sanno neanche che esiste, lo spinterogeno. Sono i soliti proletari che devono saperlo per loro.

    1. Ghibli 16 ottobre 2011

      Quello che scrive Gianluca Freda è sacrosanto. La maggiore dimostrazione di ignoranza dei manifestanti è proprio l'evidenza del rafforzamento del Potere che loro dicono di combattere. Manifestazioni condotte in questa maniera stanno solo dando una giustificazione al restringimento delle libertà individuali.

    1. sheridan 16 ottobre 2011

      Bravo Glollo! Ma chi e' quel freda li'??? Quello non bastano manca 10 anni di rieducazione nelle campagne cinesi per farlo ragionare. Ha scritto che fa l'insegnante? Poveri ragazzi! Andiamo proprio bene! Ci sarebbero gli Stati Uniti dietro i moti che attraversano la penisola? Ah freda! Ma che te fumi?

    1. TitusI 16 ottobre 2011

      No, magari volevano solo dire che sono contrari a questo sistema, come tu che hai scritto queste righe hai voluto dire la tua, senza fare alcuna guerra.

      Per combattere un nemico bisogna avere mezzi ad esso almeno paragonabili, non dico uguali, tu cosa proponi? F22 raptor autoprodotti? Il black bloc di leva? prendiamo i 1000 che hanno capito qualcosa e la organizzano loro la "rivoluzione occidentale"?Cole li riuniamo? Non è che il sistema si potrebbe indispettire e massacrarli?

      Hai una proposta fattibile realizzabile in una due o anche più generazioni?Io sto dedicando i miei pochi mezzi al problema, magari tu hai la soluzione e mi risparmi fatica.

      Saluti.

    1. totalrec 16 ottobre 2011

      E quindi questi geni volevano combattere la BCE, il neoliberismo, ecc. con una bella passeggiata ai Fori Imperiali di sabato pomeriggio. Andiam bene. Spero proprio che i tuoi eventuali futuri figli ricadano sotto le mie grinfie. Ho da spiegargli un paio di cose, abbastanza importanti.


      (GF)

    1. tania 16 ottobre 2011

      Mammamia , brividi .. Bologna e Piacenza non sono poi così lontane e se un giorno avrò dei figli spero che a scuola non cadano sotto le grinfie di questo frustrato . Ed è’ strano che un dietrologo come Freda non riesca a vedere la reale funzione dei Black bloc : permettere , dal giorno dopo , ai vai Freda di parlare di nulla . In realtà la piattaforma della manifestazione era giustissima ( qualcuno informi Freda che l’obbiettivo era strutturale , era la BCE , il neoliberismo ecc..ecc.. ) .. Ma forse è proprio per questo che Freda è nervoso .

    1. Tao 16 ottobre 2011

      Gianluca, Ottimo l'articolo sulle teste di gomma che purtroppo sono numerosissime. Essendomi trovata a piazza San Giovanni (ero là con un lenzuolo che ricordava la quinta guerra italiana in 20 anni) ci ho visto una corrispondenza totale con quel che lui scrive. E poi: questi che cianciano di bene comune (però distruggono cassonetti e selciato e sporcano i muri con gli spray) avevanmo tutti bottiglietta di acqua minerale, non uno di si rifornisca ai rubinetti. E tutti ovviamente a godersi lo spettacolo certo frignando come bebè ("ce stanno ad ammazzà") per i lacrimogeni (benché fossero tutti dotati di succo di limone) e tutti a fotografare.

      Tutti con i loro big babol, le loro birre, le lattine , la loro tecnologia multinazionale (l'idea della resistenza economica non li sfiora nemmeno) e il loro vuoto in testa; per esempio quando gli ho detto "ma perché non protestate piuttosto contro la guerra in Libia dove ammazzano davvero?" hanno risposto che la Libia è lontana. Uno ha detto: "La Libia è in Africa. Là c'è un dittatore". Forse non ha letto nulla da febbraio a oggi. E comunque, solidarietà zero.



      Che macello. Non offendiamo le bestie paragonando questi cretini ai poveri animali, proletari maltrattati da millenni.



      Saluti da una comunistaecologistavegetarianaterzomondistapacifista (ovvero: L'isolamento totale)



      Marinella Correggia

      Torri in abina (Ri)

    1. totalrec 16 ottobre 2011

      P.S. Qualche morto in Grecia c'è già stato, informati

      In Libia poi ce ne sono state alcune migliaia. Quella sì che è una rivoluzione popolare con tutti i santi in regola...


      (GF)

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