TERREMOTI IN EMILIA – FRACKING ALL’ORIGINE DEL SISMA ?

TERREMOTI IN EMILIA – FRACKING ALL’ORIGINE DEL SISMA ?

FONTE: OGGINOTIZIE.IT

I geologi stanno studiando gli effetti e soprattutto le cause dello sciame sismico che ha colpito, e sta colpendo, la regione emiliana e non solo. Per la precisione, sotto la lente di ingrandimento degli esperti vi è quella che tecnicamente viene definita la Dorsale Ferrarese.


Gli scienziati dell'USGS - il Servizio Geologico statunitense - hanno ricatalogato in magnitudo 6.0, dal 5.9, quella che originariamente è stata la scossa principale dello scorso 20 maggio, con ipocentro a 5,1 km di profondità (inizialmente creduto 10,1 km).


A seguito, "TERREMOTI IN EMILIA ?: COLPA DEL FRACKING ? NO" (Debora Billi, petrolio.blogosfere.it);
“TERREMOTO: SONO AL SICURO LE CITTA' DEL NORD ?” (Claudio Messora, byoblu.com);

Non pochi ritengono che insieme al naturale movimento della crosta terrestre, una delle principali cause del terremoto e del conseguente sciame sismico, sia da ricercare nelle pratiche estreme di "Fracking" ovvero, la indiscriminata perforazione idraulica del territorio che avviene per una prima parte in senso verticale e quindi corre in senso orizzontale, parallelamente al terreno.


Nelle voragini generate dalle perforazioni vengono iniettate diverse sostanze di composizione segretissima (top secret industriale) che sarebbero la concausa scatenante dei terremoti.


Secondo alcune fonti ufficiali, dall'inizio dell'anno in Italia si sono registrate 632 scosse, tutte nel nord Italia, e tutte in corrispondenza dei cosiddetti "Shale Gas", ovvero le zone dedicate alla pratica delle esplorazioni e delle perforazioni in gergo dette Fracking. E allora: cause esclusivamente naturali oppure favorite da azione umana? E soprattutto, le perforazioni sono legali o illegali? E a quali enormi interessi economici sono collegate le sperimentazioni sugli idrocarburi?


E' un caso che prima del terremoto si siano verificate fuoriuscite di acqua e sabbia dal terreno, il 19 maggio 2012, proprio in Emilia Romagna? Ed è ancora un caso che il ministro Romani abbia dichiarato, all'Unione Petrolifera Italiana, della necessità di incrementare il contributo della produzione nazionale di idrocarburi a partire dal 2012?

In ogni caso, il governo italiano ha concesso l'autorizzazione per aumentare le perforazioni e le estrazioni alle maggiori compagnie americane, e subito dopo si sono verificati i terremoti. Il ministro Romani punta ad un aumento di almeno 90mila barili al giorno. In particolare dai giacimenti della Basilicata.


Per quanto riguarda il gas naturale, si parla di sfruttamento di "Shale Gas", ovvero l'utilizzo di tecniche di estrazione che vanno ad incidere pesantemente sugli equilibri idrogeologici, consistenti principalmente nella frammentazione degli strati rocciosi. Nei fatti, tale pratica è vietata in molti Paesi, fra i quali l'Italia, in ragione dei rischi di contaminazione delle falde idriche. Tutto questo sembra sottoposto, però, alla vendita di risorse nazionali al miglior offerente, per cercare di fare cassa.

Fonte: www.ogginotizie.it

Link: http://www.ogginotizie.it/139952-terremoti-in-emilia-fracking-alla-039-origine-del-sisma/

27.05.2012

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Commenti (35)

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    1. Truman 29 maggio 2012

      @pantos: sulla storia dei regolamenti di quei comuni non ho indagato.

      Sui terreni liquefatti è un fenomeno nuovo che non ho studiato, ma riguardo la mappa sismica d'Italia e le zone peggiori sono sulla dorsale appenninica, poi quelle alpine, mentre le zone a bassa sismicità sono le pianure, in particolare quella padana, ma anche quelle costiere.

      (Resta fuori la Sardegna che è un'altra zolla.)


      Quindi una sola delle due mi appare sensata:

      - La mappa prodotta dall'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia descrive (statisticamente e con approssimazioni) il rischio sismico;

      - Antonio Piersanti dichiara che la pianura padana... trasmette meglio le onde sismiche.

    1. Truman 29 maggio 2012

      @giorgiolx: l'indirizzo non mi sembra buono.
      Comunque zona sismica 3 vuol dire che i terremoti ci sono, anzi una volta mi ci sono trovato pure io (a Modena). Un po' di paura e basta. Ma magnitudo 6 non è un terremoto qualsiasi.

    1. pantos 29 maggio 2012

      ti sbagli.
      è ancora peggio di come immagini.
      fino all'entrata in vigore dell'ordinanza OPCM 3274 del 2004 (in data 2008 se non ricordo male), quei comuni erano NON CLASSIFICATI. ovvero non sismici!
      solo i fabbricati costruiti/ristrtutturati dopo il 2008 sono antisismici, sebbene in zona 3 che è un grado di sismicità molto modesto.

      P.S.
      in linea molto generale, su discorso di rocce, è il contrario. più un terreno è liquefatto e sciolto e più trasmette le onde sismiche.
      le rocce, assorbono riscaldandosi.

    1. giorgiolx 29 maggio 2012

      http://archiviostorico.corriere.it/1996/ottobre/16/Una_scossa_tremato_tutto_Nord_co_0_9610161036.shtml
      carpi-correggio sono attaccate

    1. pantos 29 maggio 2012

      INCREDIBILE.
      incredibile.
      ho segnalato tuo documento ai giornali.
      speriamo in una risonanza.

    1. Truman 29 maggio 2012

      Alcuni dati di base:
      Secondo l’OPCM n. 3274 i comuni italiani sono stati classificati in 4 categorie in base al loro rischio sismico, calcolato sia per frequenza che per intensità degli eventi.


      Zona 1: sismicità elevata-catastrofica

      Zona 2: sismicità medio-alta

      Zona 3: sismicità bassa

      Zona 4: sismicità irrilevante.


      Qui sismicità bassa vuol dire che comunque ci possono essere terremoti significativi.

      L'Aquila era in zona 2, direi erroneamente, visto che la mappa sismica d'Italia la faceva apparire in posizione peggiore. Però la classificazione sismica spesso può essere pilotata dalle istituzioni locali ed effettivamente fu discutibile.


      Modena e Carpi sono in zona 3 e qui il dato appare ben coerente con la mappa.

      I terremoti che si stanno verificando in questi giorni mi appaiono abbastanza strani. Possibili ma strani. Se capisco bene l'ultimo terremoto di intensità paragonabile a quello attuale è di cinque secoli fa.


      Non mi convince per niente Antonio Piersanti (direttore della Sezione di Sismologia dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) quando dice che ...dovete sapere che quando delle onde sismiche si trovano a percorrere e a colpire un terreno che è sede di sedimenti alluvionali, come è ad esempio proprio la pianura padana, allora questo terreno trasmette meglio le onde sismiche.

      A me risulta esattamente il contrario, sono i fondi rocciosi quelli più pericolosi, perchè trasmettono le vibrazioni senza assorbire energia.



      A parte questo noto che continua una tendenza ad avere terremoti catastrofici con frequenza ed energia ben superiore ai dati storici. Difficile pensare che non ci sia una causa umana.



      Aggiungo una coincidenza: giusto pochi giorni fa Monti diceva che gli italiani devono smettere di far conto sullo stato in caso di disastri naturali e devono provvedere in proprio con un'assicurazione.

    1. AssMazz 29 maggio 2012

      Ho fatto una ricerca e sono rimasto purtroppo sorpreso nello scoprire che nel 2006 hanno aderito al progetto per lo stoccaggio di 3miliardi di m3 di gas i seguenti comuni: Camposanto, Concordia sulla Secchia, Cavezza Medolla, Finale Emilia, Mirandola, San Felice sul Panaro, San Possidonio, San Prospero. QUESTA è praticamente la lista dei comuni colpiti maggiormente dalle scosse negli ultimi giorni. Ancora coincidenze?
      In un'epoca dove spesso la realtà viene superata dalla fantasia tutto è possibile... Questo è il documento del 21/12/2006 dell'unione comuni modenesi area nord: http://tecnico.comunesanfelice.net/updfiles/newsservizi/483_servizi_news.pdf

    1. albsorio 29 maggio 2012

      Che culo Monti & C. + ABC hanno tolto l'ombrello adesso che piove... magari le cose andranno così, prima ci dichiarano insolventi, poi autorizzano le estrazioni col fraking, se hai i soldi ti paghi una mega assicurazione sulla casa che arricchisce i ricchi assicuratori, direi di mandarli democraticamente a casa.

    1. Cornelia 29 maggio 2012

      Guardate che il fracking mica si può fare di nascosto. Non è mica uguale alle normali trivellazioni.

      E' come dire che uno produce energia nucleare "di nascosto" ehhh...

    1. Bostongeorge72 29 maggio 2012

      La cosa che da fastidio è il fatto che nessun "esperto" nomina il fracking. È vero, bisogna fare studi e analisi ma almeno indagate su questo strano fenomeno.....

    1. Tao 29 maggio 2012

      TERREMOTO: SONO AL SICURO LE CITTA' DEL NORD ?

      Forti terremoti stanno sconvolgendo il nord Italia. Questa mattina alle 9 la terra ha tremato a lungo e violentemente anche a Milano. E di nuovo intorno alle 13. Cosa ci si può aspettare nei prossimi giorni? E sono davvero sicure grosse metropoli come Milano, Torino, Bologna?

      L'ho chiesto a Antonio Piersanti, direttore della sezione di Tettonofisica e Sismologia dell'INGV, L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Una delle voci scientificamente più autorevoli in materia di terremoti nel nostro paese.


      TERREMOTO: QUANTO SIAMO SICURI?

      Finché restiamo intorno al 6°, non dovrebbero esserci grossi problemi. Ma oltre...

      MESSORA: Antonio Piersanti, direttore della Sezione di Sismologia dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il "signor terremoto" in Italia: una delle massime autorità sui terremoti. Buongiorno

      PIERSANTI: Buongiorno a te, Claudio.

      MESSORA: Non ci sentiamo dai tempi del terremoto aquilano, e quando io e te ci sentiamo è perchè è avvenuta una catastrofe. E in questi giorni, in Emilia, sta avvenendo una catastrofe. Una catastrofe che ha ripercussioni in tutto il nord Italia. Io questa mattina ho ballato parecchio, e non mi ricordo a memoria d'uomo di aver ballato in questo modo a Milano. Quando succedono queste cose, l'Italia si spaventa. Ci vuoi dire che cosa sta succedendo di preciso?

      PIERSANTI: Purtroppo le cose che stanno succedendo hanno conseguenze drammatiche: è ovvio che parliamo di cose gravi. Però non possiamo purtroppo parlare di cose anomale per il territorio italiano. Ovverosia: noi in questi orribili giorni stiamo vivendo un terremoto tipico della nostra penisola, cioè un terremoto di magnitudo intorno a 6, che avviene in una zona dell'italia, una zona dell'appennino settentrionale, della parte meridionale della pianura padana, che purtroppo può essere sede di questo tipo di fenomeno, come sostanzialmente l'80% del territorio italiano. Tu hai parlato di forti tremori, e questo naturalmente è una cosa già di per sè normale, per un terremoto di magnitudo intorno a 6, cioè con una scossa principale di 5.9. Però lo è ancora di più in relazione peculiare, particolare all'area dove è avvenuto. Ovverosia: questo terremoto appunto è avvenuto nella parte meridionale della pianura padana, e quindi le onde sismiche si sono irradiate e diffuse su tutta la pianura padana. Ora, dovete sapere che quando delle onde sismiche si trovano a percorrere e a colpire un terreno che è sede di sedimenti alluvionali, come è ad esempio proprio la pianura padana, allora questo terreno trasmette meglio le onde sismiche e quindi, rispetto a un fenomeno della stessa entità - sempre magnitudo 5.9 - che può avvenire in una zona montagnosa come ad esempio può essere l'Abruzzo, beh allora in una zona del genere è chiaro che il risentimento è molto maggiore. E' quindi chiaro che città grandi, molto grandi, ancha a centinaia di chilometri dall'epicentro, come può essere Milano, come può essere Bologna che naturalmente è molto più vicina, come può essere Torino, risentono purtroppo piuttosto sensibilmente delle onde sismiche. Sia chiaro: in queste città non c'è nessun pericolo, a meno che non siamo veramente in abitazioni fatiscenti. Cioè: a Milano non c'è pericolo, a Torino non c'è pericolo, a Venezia non c'è pericolo. Però, purtroppo, le onde sismiche si sentono molto bene e creano molto spavento.

      MESSORA: Ma è meglio o peggio che ci sia questa trasmissibilità, questa conduttività del suolo rispetto alle onde sismiche?

      PIERSANTI: In sè non è né meglio né peggio. O meglio: in sé è peggio, nel senso che le zone caratterizzate da questo tipo di sito (noi chiamiamo questi effetti: "effetti di sito") purtroppo sono più soggette e sensibili all'azione delle onde sismiche. Per cui, nel caso in ispecie, dove noi parliamo di un terremoto di magnitudo 6, con città grandi in una zona pianeggiante distanti magari più di 100Km, allora quello che diciamo è che c'è maggiore spavento, perché le oscillazioni si sentono meglio. Ma se noi avessimo, sempre nella stessa situazione, invece che un terremoto di magnitudo 6, un terremoto di magnitudo 7, o 7.5... E allora purtroppo a Milano le case potrebbero anche crollare. Quindi, in realtà le zone di riporto alluvionale, le zone cioè dove il terreno è fatto di sedimenti soffici, sono purtroppo più pericolose: il rischio sismico purtroppo lì è maggiore.



      MESSORA: Ma è possibile, secondo te, che possa avvenire un terremoto di questa entità nel nord Italia?

      PIERSANTI: Allora, nel nord Italia in sé... è una domanda troppo generica. Facciamo subito una premessa, perché qui è molto importante: stiamo parlando di cose molto serie. Qui siamo proprio ai confini della scienza e della conoscenza attuale. Ovverosia: questo tipo di fenomeni legati a quest'area sono il punto fino a dove arriva la nostra conoscenza. Allora, per come è stabilita ora la nostra conoscenza, io sarei molto sorpreso, se nella zona dove stiamo registrando oggi le sequenze sismiche di cui stiamo parlando avvenisse un terremoto di quella magnitudo, cioè di magnitudo intorno a 7. Io tenderei a dire che in queste zone terremoti intorno a magnitudo 6, o lievissimamente maggiori, sono veramente la soglia massima possibile. Però tieni conto che questa è la certezza scientifica attuale. Come ben sai la scienza è una cosa dinamica, e purtroppo noi non possediamo conoscenze scientifiche assolute. Quello che sappiamo è che questa cosa non vale in generale per il nord. Cioè, purtroppo al nord sappiamo esserci zone che in passato sono state soggette a terremoti anche molto forti. Uno di questi esempi è il terremoto del Friuli del '76, quindi un terremoto relativamente moderno, che è stato di magnitudo inferiore però comunque non troppo lontana da 7: intorno a 6.5. E in passato (però naturalmente qui i dati hanno un grado di affidabilità molto minore) ci sono notizie di terremoti molto forti anche nella zona del veronese, o comunque più a nord rispetto alla zona attuale. Anche lì, intorno al 1100, abbiamo notizie di terremoti che hanno sicuramente superato magnitudo 6.5.

      MESSORA: Quindi, diciamo, non è così improbabile che possa avvenire anche qua...

      PIERSANTI: No, io tenderei a dire "è improbabile", invece. "E' improbabile, ma non è impossibile".

      MESSORA: Ma che cosa sta succedendo nel sottosuolo? Qual è il fenomeno che sta originando questi sismi? Mi ricordo che nel caso dell'Aquila mi spiegavi bene quali erano le zolle che si scontravano, che tipo di terremoti erano (sussultori, ondulatori), dove venivano originati, a che profondità... Ecco: che cosa sappiamo scientificamente di questo fenomeno?v

      PIERSANTI: Da questo punto di vista, è la parte di crosta terrestre che in questo momento ha raggiunto il suo limite massimo di sostenibilità e quindi si è rotta. E quindi ha dato origine al terremoto. Ma il motore originario che sta alla base di questo terremoto, come di quello dell'Aquila, è sostanzialmente lo stesso. Ovverosia il fatto che tutta l'Italia, quindi tutta la penisola italiana è sostanzialmente al confine tra due macroplacche, che hanno una estensione di migliaia di chilometri. Sono fenomeni veramente giganti: sono la placca euroasiatica a nord e la placca africana a sud. Purtroppo l'Italia si trova proprio ad essere al confine tra queste due placche. Se uno volesse proprio essere preciso, l'Italia è divisa in queste due placche, nel senso che il territorio italiano non appartiene interamente a nessuna delle due placche. Una parte dell'Italia appartiene alla placca euroasiatica e una parte dell'Italia appartiene alla placca africana.

      MESSORA: E questo, anche politicamente...

      PIERSANTI: E sì: questo infatti ha delle - come dire - delle conseguenze... Dovremmo trarne anche degli insegnamenti...

      MESSORA: ...dal punto di vista sociologico...

      PIERSANTI: ...a livello sociologico e politico. E naturalmente il fatto di trovarsi proprio nel confine tra queste due placche, cioè dove le energie dello scontro si concentrano, fa sì che purtroppo, dove queste energie raggiungono il livello di massima sostenibilità della crosta, lì la crosta si rompe e c'è il terremoto. Questo è avvenuto ormai più di 15 anni fa in Umbria, a Colfiorito. E' avvenuto 3 anni fa a L'Aquila ed è avvenuto questa settimana nella zona del ferrarese, del modenese.

      MESSORA: Ma nella zona del ferrarese, del modenese, storicamente, che tu ti ricordi, i sismi di entità analoga...

      PIERSANTI: ...eh, sì, esatto: questa è una delle questioni! Come ho detto prima: tutta l'italia è soggetta al fenomeno di cui abbiamo parlato, ma non tutta l'Italia reagisce esattamente nello stesso modo perché le energie si concentrano in maniera diversa. Noi sappiamo ad esempio che nell'Appennino centro-meridionale, con una frequenza piuttosto elevata, si susseguono terremoti forti. Ce ne ricordiamo uno molto forte, il terremoto più forte dell'epoca moderna italiana, dove per "moderna" si intende "l'era dei mass-media", cioè il terremoto del 1980 in Irpinia che fu un magnitudo 6.8. Noi sappiamo appunto che nell'Appennino centro-meridionale i terremoti di magnitudo superiore a 6 sono molto frequenti. Questo non è vero nell'Appennino settentrionale e in generale nell'Italia settentrionale. In questa zona i terremoti forti ci sono, ma sono più rari. Ad esempio:
      se parliamo proprio della zona del terremoto di questi giorni, storicamente l'unico altro terremoto di cui abbiamo testimonianza è il terremoto del 1570, che è catalogato come magnitudo 5.5 (naturalmente, trattandosi di fenomeni così antichi c'è sempre un certo margine di incertezza: poteva essere 5.2, poteva essere 5.8... siamo in quell'intorno). Però purtroppo non ne abbiamo altri. E il fatto che ce ne siano così pochi, tra virgolette, da una parte in qualche modo è tranquillizzante perché naturalmente ti dà un'idea di quanto frequentemente avviene questo rilascio di energia, dall'altra però ci fornisce una conoscenza meno certa, rispetto all'Appennino centro-meridionale, perché abbiamo meno testimonianze storiche di quello che avviene in queste zone.



      MESSORA: Ma pensa che c'è una notizia inquietante: un paesino - così ho letto sui media - che sta addirittura sprofondando perché il terreno sottostante si sta liquefacendo. Ma ti risulta?



      PIERSANTI: Adesso non mi risulta l'episodio di cui stai parlando direttamente, ma i fenomeni di liquefazione sono normali in questo tipo di terremoti. Però io dubito fortemente che possano avere estensioni tali da minacciare un intero paesino. Di solito le zone di liquefazione, ripeto, per fenomeni come questi hanno un'estensione massima di qualche decina di metri. Quindi, tra virgolette, nel punto dove avvengono (ma di solito, per vari motivi, avvengono sempre in terreni aperti) possono essere magari pericolosi per un edificio, però stento a credere che possa trattarsi di un intero paese ad essere in pericolo per una cosa del genere. Però, ripeto: in queste ore concitate le informazioni, purtroppo, sono estremamente frammentarie e imprecise.



      MESSORA: Senti, i terremoti per la scienza ufficiale non si possono prevedere. Però che cosa vi aspettate, perlomeno probabilisticamente, nella vostra conoscenza, a livello di fenomeni ulteriori che possono accadere in questi giorni? Oggi si sono verificate già due fortissime scosse, una alle 9,
      una alle 13. Cosa si possono attendere i cittadini?



      PIERSANTI: I cittadini purtroppo devono sapere che in queste settimane devono assolutamente fare in modo di trovarsi in situazioni di sicurezza. Una delle caratteristiche peculiari che stiamo notando adesso, in questi giorni, in seguito a questa sequenza, è che purtroppo abbiamo avuto relativamente pochi problemi, se non in casi particolari (edifici storici, chiese, cose di questo tipo...) riguardo all'edilizia civile, all'edilizia abitativa,perché le case alla fine hanno tenuto bene. E purtroppo invece abbiamo avuto grossissimi problemi a livello di strutture produttive industriali, che teoricamente dovrebbero essere più sicure. Di solito i criteri di costruzione sono sempre tali da far sì che le strutture dove intrinsecamente si trovano ad essere concentrate molto persone devono essere realizzate con criteri ancora più stringenti. E quindi quello che bisogna assolutamente evitare, nei prossimi giorni, è che la cittadinanza sia esposta a condizioni di pericolo. Quindi deve stare solo in strutture che siano certamente a prova di questo tipo di terremoti. Ripeto, in linea teorica, per un magnitudo 6 (dico "magnitudo 6" come soglia arbitraria, ma i terremoti finora sono stati tutti inferiori a 6: il più grande è stato un 5.9), come dicevamo anche ai tempi dell'Aquila, teoricamente tutte le case, tutte le strutture, tutti i capannoni industriali dovrebbero tranquillamente resistere a un terremoto di questa magnitudo: non dovrebbero avere nessun tipo di problema. Purtroppo in Italia spesso non è così, ma io nelle prossime settimane non posso dire altro che "bisogna mettere in sicurezza la popolazione", perché purtroppo non si possono escludere altre scosse come queste.



      MESSORA: Ma quindi il 5.8 stamattina, il 5.3 all'una, scosse di assestamento di questa entità ce ne dovremmo aspettare altre, alla fine?



      PIERSANTI: Questo tipo di scosse chiaramente non sono frequenti, non le posso definire probabili, ma non possono assolutamente essere escluse, e quindi in questo senso ce le aspettiamo.



      MESSORA: Come consiglio, se c'è un terremoto di una notevole entità, non bisogna scappare giù per le scale o per gli ascensori, ma nascondersi
      sotto a dei tavoli resistenti...



      PIERSANTI: Esatto, andare nei punti più resistenti della propria abitazione. Quindi negli angoli vicino ai pilastri, vicino alle travi e, se possibile, ripararsi sotto a un mobile, sotto a un letto, sotto qualcosa che possa proteggerci non dal crollo dell'edificio, naturalmente, ma dalla caduta accidentale di oggetti o parti dell'intonaco.



      MESSORA: Va bene, senti: ti ringrazio e ti lascio perché so che sei alacremente impegnato a rispondere al telefono e a valutare i dati che via via arrivano. E se ci fossero delle altre cose spero di poterti richiamare per dare un po' di notizie.



      PIERSANTI: Perfetto. Grazie a te e un saluto a tutti.



      MESSORA: Grazie Antonio, ciao


      Claudio Messora

      Fonte: www.byoblu.com

      Link: http://www.byoblu.com/post/2012/05/29/Terremoto-sono-al-sicuro-le-altre-citta-del-nord.aspx#continue

      29.05.2012

    1. Tao 29 maggio 2012

      Giampaolo Giuliani è in grado di anticipare di 6-24 ore il manifestarsi di un terremoto. La sua ricerca sui precursori sismici ha salvato la vita a quanti, nel 2009 in Abruzzo e in questi giorni in Emilia Romagna, hanno dato ascolto ai suoi allarmi.


      Il terremoto uccide per ignoranza. Spesso non si conosce il livello di rischio sismico della regione nella quale si vive. Più spesso non si sa come comportarsi in caso di allarme terremoto. Se il meteo ci dice che domani pioverà, terremo a portata di mano l'ombrello. Ma se non viene nemmeno annunciato il rischio di un forte terremoto, perché il Comune non ci dice come comportarci? Serve la Prevenzione Civile, non solo la Protezione Civile.

      Intervista a Giampaolo Giuliani

      I sedicenti esperti mi fanno infuriare

      Sono particolarmente arrabbiato questa mattina, perché sento i commenti alla televisione di quelli che si dichiarano essere esperti e non li condivido. Quella zona non è a bassa sismicità. È un falso. Il fatto che per tanti anni non si siano verificati dei terremoti non significa niente. Addirittura non era segnata come fascia a rischio sismico, quando nel 1800, nel 1500, nel 1900 negli anni intorno al 1960/70 si sono verificati dei forti terremoti su quel territorio. Questo doveva quantomeno considerato come un territorio a grande rischio sismico, come è dimostrato ora, dove fare delle prevenzioni sulla popolazione. Questo non sta avvenendo, in tutta Italia, in nessun posto!È chiaro che per 30 anni non si è andati a mettere in sicurezza gli edifici a rischio, ma almeno avremmo si sarebbe dovuto farlo nei confronti della popolazione cercando di dare loro la cultura necessaria per difendersi dal terremoto. Tutte le telefonate che ho ricevuto dalla popolazione lì e mi chiedevano se potevano tornare nelle abitazioni la settimana scorsa - addirittura giornali - tutti coloro che mi hanno chiesto gli ho detto: "no perché la situazione è ancora pericolosa e continua a esserlo per i giorni che verranno".

      Dove nasce la mia rabbia? Come voi sapete gestisco una rete di rilevamento di misure che ci danno informazione preventive 6-24 ore prima sugli eventi, però la mia rete è limitata nella zona della Provincia de L'Aquila e non ci permette di poter dare un allarme preciso al di fuori del raggio di azione della rete che è di circa 150-180 chilometri. Ciò non di meno le nostre osservazioni mostrano delle forti anomalie anche a grande distanza, questo però non ci permette di poter dire quale sia il posto. Se noi avessimo un altro strumento, per esempio in quella zona, noi avremmo, con 6-24 ore, potuto dire che lì ci sarebbe stata una forte scossa. Senza voler prendere in considerazione la nostra strumentazione e la nostra ricerca sperimentale, bisogna saper leggere anche i sismometri, i sismografi!

      Gli esperti - quelli che si dichiarano esperti e che in realtà non lo sono - mi fanno arrabbiare. Beppe Grillo metterebbe tanta di quell'emotività da far comprendere la gravità di cui stiamo parlando. In questo momento sono emotivamente preso perché dalla settimana scorsa c'erano segni che si sarebbe verificato un forte terremoto oggi, perché almeno a saper leggere i sismografi, l'epicentro dell'evento si è spostato da dopo il forte terremoto del 6, si è spostato tra 5 e 10 chilometri, da Finale Emilia, si è spostato su Mirandola rilasciando terremoti di grado che indicano l'incremento dell'energia e quindi la possibilità che si verifichi ancora un forte terremoto e non ne hanno tenuto conto. Se non li sanno leggere, il 4,2 che è avvenuto a Mirandola che è un epicentro diverso rispetto a quello di Finale Emilia con uno sciame superiore agli eventi strumentali perché si sono avuti più di 200 eventi maggiori dello strumentale, quello indica l'incremento di energia, l'incremento del numero di terremoti che a breve ci sarà una forte scossa. È questa l'ulteriore scossa perché un 5,8 è come un 6! Ce l'hanno detto i sismografi ieri, l'altro ieri! Come si fa a essere oggi impreparati? Ieri a un'intervista radiofonica su Radio L'Aquila 1, che il lunedì, il martedì e il venerdì mi chiamano per avere informazione sull'andamento degli eventi sismici sul bacino aquilano, mi chiedeva quale fosse la situazione e io ieri dissi che nel bacino aquilano eravamo interessati solo da piccoli eventi strumentali che la popolazione nemmeno avverte e che per le prossime 24 ore non saremmo stati interessati da nessun evento. Mentre ho detto ieri che le nostre stazioni mostrano anomalie lontane più di 400 chilometri dal nostro territorio e che si sarebbero potuti verificare forti terremoti, non sapevamo se a nord o a sud, cioè se nella zona calabra dove sono stati rilasciati anche l'altro ieri forti terremoti, o ancora un proseguo a nord, dicendo comunque su tutto il territorio della dorsale dell'Appennino e dell'Italia, di mantenere una certa attenzione, grandissima attenzione per la possibilità che si sarebbero potuti verificare nella giornata odierna dei forti terremoti.

      Stando no all'interpretazione in questo caso che danno le mie macchine che vedono delle forti anomalie che non appartengono al nostro territorio dove stiamo misurando, ma che comunque non ci permette di poter dire con certezza l'epicentro e la zona... perché avremo bisogno di all'altra macchina lì per poter correlare con quelle che abbiamo qui. Ma certo, allora, ma questo lo dice la scienza sulla sismologia che quando c'è un'attività sismica in cui incrementa il numero di terremoti e il grado sismico che va oltre il quarto grado Richter se vogliamo, con un gran numero di eventi a seguire superiori allo strumentale, questo significa che l'energia sta incrementando e se l'energia incrementa significa che sarà rilasciato un terremoto ancora più forte. Ma questo... mi domando e dico: ma questi scienziati che cazzo di scienziati sono che oggi ancora noi non riusciamo... abbiamo ancora morti per terremoto, siamo nel 2012! Che cazzo studiano?! L'ho dato il consiglio alle persone che li hanno chiamato l'altro ieri, ieri, gli ho detto: state fuori, mettetevi in sicurezza, perché c'è ancora pericolo! Non dico che loro devono andare a studiare il Radon che è quello che studio io e che mi dà la possibilità 6-24 ore prima di un forte terremoto di sapere se avverrà o meno, ma studiate i sismografi visto che sapete utilizzare soltanto quelli!

      "Le stronzate che dicono fanno morire le persone!"

      La protezione civile interviene dopo il forte terremoto. Questo non si è capito bene in Italia ancora oggi, la prevenzione significa preparare intanto le persone, se muoiono le persone chi le ricostruisce le cose che cadono? Noi da 30 anni non abbiamo mai fatto prevenzione sul territorio, sugli edifici, sulle costruzioni che sono i luoghi dove gli uomini vanno a lavorare e possono morire a causa del terremoto. La cosa più grave è che non abbiamo insegnato a quegli uomini come ci si difende e come si riconoscono i terremoti forti pericolosi e l'arrivo di un terremoto, questo è ancora più grave. La cosa più grave ancora è che quei signori, quegli esperti che parlano in televisione e dicono di essere i più grandi esperti al mondo sui terremoti e dicono di essere impreparati, non è accettabile! Non ho parole, oggi altri 8 morti fino a questo momento, dopo che c'è stato, tutto quello che c'è stato fino adesso. Ma vogliamo continuare a prenderci in giro? Beppe mi aveva promesso che avrebbe fatto qualcosa, lui è una voce che le persone lo ascoltano e l'ha dimostrato nelle ultime amministrative che c'è stata un'attenzione nei suoi confronti, lui in questo momento dovrebbe mettere in risalto l'impreparazione che abbiamo in Italia in un momento come quello che stiamo vivendo a grande rischio sismico, e non è finita qui!


      Nel senso che l'attività sismogenetica che stiamo registrando ormai dall'inizio dell'anno e il gran numero di terremoti che stanno avvenendo in tutta Italia, e forti, quando dico forti parlo maggiore del quarto grado. In gran numero rispetto alla media degli anni precedenti, quindi significa che c'è un incremento dell'attività sismica. C'è un incremento del rilascio dell'energia e quindi la possibilità che possano ancora verificarsi forti terremoti anche in zone non dichiaratamente a rischio sismico o quantomeno non conosciute come zone a rischio sismico.

      Questo bisogna dirlo alla popolazione, questo non significa che fare terrorismo. Significa dire a tutti: "guardate che c'è un pericolo e quindi dovete sapere come ci si comporta in questi casi". Siamo tanto bravi nelle previsioni del tempo a dire: "domani pioverà e sarà un alluvione o una pioggia leggera". La gente mica si strappa i capelli per questo, il giorno dopo uscirà con l'ombrello. Quello che io sto dicendo è che oggi siamo in grado di poter dire alle popolazioni: guardate che domani possono verificarsi degli eventi sismici pericolosi lì dove il territorio presenta delle costruzioni a rischio. Non so che pensare. Sono incazzato, sono incazzato perché questi grandi personaggi dicono ancora delle stronzate e le stronzate che dicono fanno morire le persone! E nessuno ci mette a riparo!



      Ci sono delle gravi responsabilità, ce le trasciniamo dietro da 20 anni e queste responsabilità ci faranno fare ancora altri morti, perché devo essere io la campana stonata del coro?

      VIDEO:
      Intervista [www.youtube.com]



      Fonte: www.beppegrillo.it

      Link: http://www.beppegrillo.it/2012/05/non_si_deve_mor/index.html


      29.05.2012

    1. Nauseato 29 maggio 2012

      Infatti ... anche l'omicidio oltre che penalmente perseguibile pare che sia pure moralmente condannabile ... eppure è da sempre e ovunque ampiamente praticato ...

    1. nuvolenelcielo 29 maggio 2012

      Io non sono competente sull'argomento, ma dire che una cosa è esclusa perché vietata... non è molto convincente. Ho raramente sentito di compagnie petrolifere che rispettano la legge.

    1. Tao 29 maggio 2012

      TERREMOTI IN EMILIA ?: COLPA DEL FRACKING ? NO

      DI DEBORA BILLI

      petrolio.blogosfere.it

      Non confondiamo il fracking con le perforazioni: entrambi possono causare sismi, ma il primo in Italia non è praticato, le seconde si

      Qui urge un chiarimento. Questo post di qualche mese fa sta facendo il giro della Rete, finisce alla radio, e persino nelle interrogazioni parlamentari con tanto di nome e cognome della sottoscritta. Tutti a dire che i terremoti in Emilia sono causati dal fracking.


      Chiariamo: il fracking in Europa non è ancora praticato, se non a livello esplorativo geologico, e in molti Paesi del tutto vietato. Solo in Polonia si è avviata attività estrattiva. Ne consegue che non è possibile che alcun terremoto in Italia sia causato dal fracking. Il fracking può causare fenomeni sismici, come ricordato appunto nell'articolo di cui sopra, ma in Italia al momento ciò non può verificarsi.


      Non bisogna confondere invece il fracking con le perforazioni. Il fracking è una tecnica nuova che consente di estrarre petrolio e gas da determinate rocce; le perforazioni, i pozzi esplorativi, le prospezioni fanno invece parte dell'attività estrattiva tradizionale, praticata da sempre anche in Italia.


      Perforazioni ed estrazione sono anch'essi imputati di causare eventi sismici in certe condizioni. Potete guardare i video di Maria Rita D'Orsogna, fisico del CalTech, che è forse la maggiore esperta italiana del campo. Vi chiarirà un po' le idee. E' possibile che tali attività siano coinvolte nei sismi in Emilia? Si, è possibile, anche se al momento non ancora dimostrabile.


      Mi auguro di aver fatto un po' di chiarezza.

      Debora Billi

      Fonte: http://petrolio.blogosfere.it

      Link: http://petrolio.blogosfere.it/2012/05/terremoti-in-emilia-colpa-del-fracking-no.html

      29.05.2012

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