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SVOLTA DI GIANFRANCO FINI: SOLO LA LOGICA DI BIPOLARISMO (POLITICO E MEDIATICO)

DI VALERIO LO MONACO
ilribelle.com

Altro che Fare Futuro. Anche perché il futuro, An se lo è giocato da un bel pezzo. Tutto merito di Gianfranco Fini, che senza fare un congresso di partito per decenni, senza di fatto chiedere permesso e consenso a nessuno, ha diluito i resti di Alleanza Nazionale (che di questo si è trattato, di resti: altrimenti una base degna di tale nome glielo avrebbe impedito) sotto la cappella di Berlusconi.

Fini all’epoca del dissolvimento di An fece né più né meno di quello che Berlusconi ha sempre fatto con il suo partito: il capo. Ora, sentire frignare Fini e qualche altro sodale di poltrone e poltroncine, perché An all’interno del Pdl conta come il due di coppe quando regna bastoni, fa sorridere, se non piangere. Così come l’incredulità di chi si sgomenta del fatto che i colonnelli storici si siano ammutinati e si siano venduti, definitivamente, al padrone. La Russa, Gasparri & co., cos’altro avrebbero potuto fare allo stato attuale delle cose?

Il punto principale è l’assurdo bipolarismo politico (e anche medico) del quale ha sempre sofferto l’ex MSI: da una parte la voglia disperata di contare qualcosa, molto più di un semplice fascismo ripulito, dall’altro lato il fatto che senza scendere a compromessi non avrebbe potuto mai farlo. 

Bipolarismo, dicevamo, e dissociazione. Come le donne che vanno in edicola e comperano allo stesso tempo Sale & Pepe e poi Silhouette. Lo stesso Fini e compagnia cantando, al potere senza poterci andare se non in ginocchio sotto la gonna di Berlusconi e poi a frignare se, guarda caso, non si conta nulla. 

Ora, invece, tutta la storia relativa a questa corrente (questo nuovo partito? Ma per favore) si risolve in una mossa strategica che va capita a fondo, per leggere, nel prossimo imminente futuro, tutta la dinamica della nostra (ridicola) politica nazionale. Uno dei punti è che Berlusconi ha bisogno di una (finta) opposizione. E visto che il Partito Democratico non è in grado di farla, non è in grado nemmeno di nominare un segretario degno di questo nome malgrado interminabili, inutili e ipocrite primarie, il tutto – ovvero maggioranza e finta opposizione – si risolverà in seno al Partito delle Libertà stesso.

Ricordate Storace, anni addietro, quando fece la mossa dell’Hilton, staccandosi da An in apparente contrasto deciso con Fini? Bene, fu grossomodo la stessa cosa. L’operazione riuscì alla perfezione: nella svolta di Fini, la base dura di An non avrebbe retto, e sarebbe confluita in altri partiti minori della destra. Ci pensò Storace, che li portò con sé nel nuovo movimento per renderli innocui e allo stesso tempo per non farli andare altrove. Tanto che poi Storace stesso riuscì più facilmente a fare né più né meno quello che avrebbe fatto se fosse rimasto in An, ovvero arrivare a non disperdere quella base, utilizzarla come contropartita per aggregarsi a Berlusconi (maddai?) diventare addirittura ministro e poi governatore del Lazio. 

Ecco, oggi lo stesso accade al Pdl. La parte finiana d.o.c. rischia di non poterne più di non avere mai – e diciamo mai – alcuna voce in capitolo. Cosa di meglio che fare qualcosa apparentemente di rottura, per dividere l’esercito in plotoni diversi ma marcianti tutti nella stessa direzione e a combattere la stessa battaglia?

Che Fini si accorga oggi di quanto An non conti nulla, di quanto Berlusconi pensi a tutto fuorché a fare politica sociale, e di quanto manchi la democrazia dentro a un partito monarchico, non è solo improbabile, è ridicolo. Come ridicolo è pensare che siano questi i motivi che hanno spinto il Presidente della Camera a fare ciò che ha fatto.

Beninteso, qualcosa, dopo gli stracci volati ieri, cambierà. Ma non necessariamente in meglio. Fini ha fatto una mossa forse – forse – coraggiosa, ma sicuramente disperata. E ovviamente non è che si possa prenderlo come esempio di democrazia nella politica italiana. Si tratta, evidentemente, di opportunismo. La mossa di ieri serve insomma a sottolineare la propria esistenza. Il che non è vantaggio della democrazia, converrete, quanto mera esigenza personale. Smarcarsi da Berlusconi, ma non del tutto, è irrilevante. Creare una corrente, ma non un partito, anche. Avvicinarsi verso il centro (verso il centro?) per recuperare un po’ di visibilità è fantascienza. Cercare di offrire una visione diversa a quella che la Lega offre (e di cui beneficia con i voti) rispetto ad alcuni temi, è impresa titanica: la Lega, nel bene e nel male, è un partito vero radicato nel territorio. An non è più nulla, e il Pdl non ha idea di cosa significhi l’idea storica di partito e di radicamento.

Nulla di epocale sotto al sole, dunque. Il che non significa che quanto accaduto ieri sia del tutto privo di una portata politica. Significa, però, che qualunque portata possa avere, visto che a condurre il gioco è uno degli esponenti più interni alla logica bipolare degli ultimi venti anni, ai fini di un cambiamento vero e profondo verso il quale dobbiamo sperare, non succederà nulla.

Demerito incluso di una sinistra che non esiste più da tempo, e che anche quando esisteva andava comunque dritta verso l’opposto di ciò da cui era nata. Così come An, del resto.

Ergo, tutti con Berlusconi – e con la sua idea del mondo, dell’Italia, del sistema – appassionatamente. Tutti verso il liberismo, le lobbies e il resto. Ma facendo un po’ di chiasso interno, tanto per non dare troppo nell’occhio.

Valerio Lo Monaco
Fonte: www.ilribelle.com
21.04.2010

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

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Pubblicato da Davide

  • Tao

    LA NAVE NON AFFONDA E I TOPI SCAPPANO

    DI EUGENIO ORSO
    pauperclass.myblog.it

    La nave non affonda e i topi non scappano

    Senza giri di parole inutili, che sarebbero di troppo in questo breve post, sto facendo riferendo all’ultima kermesse della direzione nazionale del PdL, riunitasi a Roma il 22 di aprile.

    Lo scafo della nave ha retto, Berlusconi è stato incensato e almeno simbolicamente “portato in trionfo” dai suoi servi, dal codazzo di manutengoli “aziendal-partitici” – e cioè da quasi tutti i membri della direzione pidiellina – e il frondista Fini ha raccolto solo 11 consensi, di singoli “carbonari” venuti allo scoperto, contro 159 voti perfettamente allineati con il premier-padrone.

    Fra gli allineati, spiccano i nomi di quelli che la stampa sistemica chiama gli ex-colonnelli finiani, i quali, adusi all’abiura, al voltafaccia e al tradimento – vedi svolta di Fiuggi – non si sono fatti scrupolo di “metterlo in culo” anche a Fini, per conservare seggiole, cariche, onori immeritati, privilegi ingiusti e prebende varie.

    Ricordiamo, di sfuggita, alcuni fra i peggiori fra questi topi – che non ci pensano neppure ad abbandonare una nave che non affonda, con le stive ancora piene di formaggio – i quali temono di dover ritornare nella Fogna: Gasparri, La Russa, Meloni, Alemanno.

    Ma era molto meglio la Fogna – ben più dignitosa da un punto di vista politico, ideale e persino etico – di questa nave piena di formaggio, il quale tenderà inevitabilmente a trasformarsi in merda.

    Infatti, nella Fogna si leggevano e si discutevano Evola, Pound, Céline, non certo quel rotolo di carta igienica, insultante e scandalistico, che è il giornale di Feltri e non ci occupava di “marketing politico”, nonché dei sondaggi e dei gradimenti mediatici del “capo” …

    Pur non negando la sostanziale inconsistenza di Fini [e qui non sto parlando della conta dei voti, naturalmente] bisogna riconoscere che non tutti i topastri se ne stanno fino all’ultimo comodamente nel formaggio, sulla nave che ancora non affonda, tanto è che almeno uno, seguito da una piccola pattuglia, ha osato manifestare segni d’impazienza e una certa inquietudine.

    Mentre la situazione economica e occupazionale italiana va verso il precipizio – e le cose si chiariranno definitivamente a partire dalla seconda metà dell’anno in corso – si scatena l’impari lotta per la leadership del “centro-destra” non leghista, fra un neo converso liberal, ex delfino, apostata del MSI, ex antisemita, contrario al “centralismo carismatico” berlusconiano, e l’ologramma storico che guida l’accozzaglia di opportunisti e yesmen presente in sala.

    Berlusconi, come è ovvio, data la sua natura vendicativa e maligna di capo del “partito dell’amore”, ha fatto di tutto per umiliare lo sfortunato Lucifero in rivolta, non dimenticandosi di celebrare i recenti successi del PdL e di confermare che tutto va bene.

    Però Fini ha se non altro un merito, forse l’unico: quello di “aver fatto scoppiare il bubbone” e di aver incrinato l’immagine di compattezza del cartello elettorale berlusconiano, non di rado spacciato per un “blocco granitico”.

    Se Berlusconi ha lamentato una discesa del consenso di tre punti [l’unica cosa che veramente gli interessa] anche il disgustoso Ignazio La Russa – che ha abbandonato Fini/ Lucifero al suo destino per conservare la poltrona incensando Berlusconi – si è accorto che il clima tende ad assomigliare, sempre di più, a quello che si respira in una guerra civile …

    C’è quindi il timore, espresso in modo chiaro da Beppe Pisanu, che si vada oltre la corrente e si sviluppi un partito [ostile al berlusconismo e ai berluscones] dentro il grande contenitore del “partito del predellino”.

    Credo che nel prossimo futuro ne vedremo delle belle, e il disgusto, l’avversione per la degradata e autoreferenziale politica sistemica non potrà che aumentare, anche negli stessi elettori del PdL.

    Eugenio Orso
    Fonte: http://pauperclass.myblog.it/
    Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2010/04/23/la-nave-non-affonda-e-i-topi-non-scappano-di-eugenio-orso.html
    23.04.2010

  • Diapason

    …berlusconi in lenta ma inesorabile caduta, quindi possibile vuoto di potere nel partitone-aziendone. Se la punta della piramide scompare, quale dei mattoni sottostanti la soppianterà?

    La lega è sempre stata elemento interno ma distinto, integrato ma non diluibile, alleato ma non prono, compare ma non fratello.
    E soprattutto beceramente fiero, capace di grandi colpi di coda.
    …Vuoi vedere che, svaporato berlusconi, finisce l’incanto ipnotico e, tra tanti servetti senza spina dorsale, nessun ex FI riesce a soppiantare l’idolo crollato?
    E vuoi vedere che in questo caso l pidièlle implode su sé stesso, sgonfiandosi miseramente?
    E quindi: vuoi infine vedere che tutti gli attuali ex FI finiscono per confluire nella Lega???

    Terrore: non può essere, non deve accadere.
    Facciamo qualcosa per cui dimostriamo di avere palle sufficentemente grandi e dure da poter, giunto il giorno, esser valido candidato a tenere in mano le redini.
    …E quale atto di maggior virile temerarietà, se non quello di contestare apertamente il Dio Sole???
    Fini sta facendo vedere ora cosa sarà il PdL dopo la morte (politica?) del Cesare di Arcore: un flaccido bovino che offre la molle pancia ai morsi di una Lega in sciacallistica attesa.
    Sta mostrando il punto a cui può arrivare il servilismo della corte.
    Sta spaventando chi non sa vedere un lucido successore.

    …Prima che la Lega, con i suoi debosciati guerrieri all’inizio e, al momento giusto, con i suoi più spendibili galantuomini (Tremonti?) si candidi a sostituire l’asfittica componente forzitaliòta, Fini sta proponendosi come unica possibile alternativa non leghista.
    E non aveva altro modo per farlo che contestare apertamente Giulio Cesaroni: un attacco portato a qualsiasi altro figuro sarebbe stato uno spreco di cartucce.

  • patmar111

    A proposito di “quel rotolo di carta igienica, insultante e scandalistico, che è il giornale di Feltri”, come ti spieghi che sia l’unico quotidiano che non perde copie ma, anzi, le aumenti?

  • Tao

    Lui, il premier, che gli dice: se vuoi fare politica lascia lapresidenza della Camera; l’altro, l’ex presidente di An, che gli grida contro, in piedi sotto al palco: vuoi cacciarmi? Io resto.

    Poi, il voto. Il Direttivo nazionale del PdL approva la mozione Berlusconi con il 93 per cento dei consensi. Per Gianfranco Fini è una sconfitta sonora. Voti a favore solo undici. Si conclude così
    l’assemblea di ieri a Roma, incontro al calor bianco.
    Ed ora? Indietro non si torna. Inizia la guerriglia?

    Che idea ci siamo fatta? Innanzitutto che Gianfranco Fini dica cose giuste magari però pensando ad altro e mirando a ben altri obiettivi.
    Giusto criticare, giusto dissentire, giusto mettere sul piatto che l’organizzazione del partito latita, che la democrazia interna manca, che il PdL è un non partito che vive sulla figura carismatica di
    Silvio Berlusconi, dei suoi soldi, delle sue tv, della grande capacità di comunicazione e di fiuto populista (verrebbe in mente il caudillo argentino Juan Domingo Peron). Giusto osservare che nella
    disarticolazione locale del non partito la Lega prospera ed impera. Tutto giusto.

    Mettere sul tappeto questi temi non solo è sacrosanto e lungimirante, ma addirittura vitale. Se però lo si fa disturbando continuamente il grande timoniere, c’è il rischio che la barca vada a sbattere da
    qualche parte (è la preoccupazione di molti). E se poi lo si fa solo per paura di una nuova leadership leghista nel centro-destra o per posizionarsi in attesa di avvicendamenti con un premier comunque
    anziano, la politica con la P maiuscola scade in tornaconto personale.

    Cos’ha dalla sua Gianfranco Fini? Non ha i soldi di Berlusconi, non ha i suoi giornali, né le sue televisioni, neppure l’appeal popolare. Potrebbe giocare la carta del radicamento di An, ex MSI, ex partito strutturato. Ma i colonnelli lo hanno tradito (forse hanno più badato alle poltrone che alle idee, forse conoscono bene il loro ex capo, ma se per questo lo conoscevano anche prima…) e non è stata una bella visione, sinceramente.

    Fini potrebbe giocare la carta delle idee, della cultura, di una destra nuova, originale, europea, aperta. Le due destre di cui parlano oggi alcuni commentatori nazionali.

    Circola proprio in questi giorni un libro di Marco Tarchi: La Rivoluzione Impossibile. Narra una storia di oltre 30 anni, quella della Nuova Destra e dei Campi Hobbit, la voglia di novità degli
    allora giovani neofascisti, l’emersione dalle “fogne”, il superamento del concetto destra-sinistra. Una rivoluzione copernicana per idee, posizioni, novità. Solo che Gianfranco Fini fu tra i più acerrimi avversari. Come dire: una novità culturale e ideale venne schifata, snobbata, ostacolata proprio da chi oggi avrebbe bisogno di idee nuove ed originali. Sarebbero l’unica sua risorsa. Ma dove trovarle ora?

    Il Presidente della Camera potrebbe spingere allora per un’ultima resistenza, in un ideale nuovo “Ridotto della Valtellina”. In attesa dei nuovi Alleati: Udc, Alleanza per l’Italia, riformisti in genere,
    con cui dar vita ad uno schieramento centrista. Ma il bipolarismo sembra sempre più inossidabile.

    Purtroppo!

    Adolfo Leoni
    Fonte: http://www.informazione.tv
    Link: http://www.informazione.tv/news.asp?id=8387
    23.04.2010

  • miche1e

    Beh, intanto molti giornali di “sinistra” e “centro” hanno perso copie a favore del Fatto, che da zero copie è passato a 70-10.000 in pochi mesi. Il lettori del Giornale, invece, non sono certo passati al Fatto!
    Inoltre, urlare notizie attira i lettori. Infine, siamo proprio sicuri che una parte delle copie non sia ricomprata dal padrone, per far vedere che il Giornale cresce sempre, e per aumentare le vendite di pubblicità?

  • paolodegregorio

    – la triade della destra –

    Ci sono 3 distinti partiti di destra oggi in Italia, di cui oggi si vede con più chiarezza la fisionomia, che sono al governo non per un fine comune, ma per tentare di esercitare una propria egemonia in perenne concorrenza tra loro.
    Finalmente i nodi sono venuti al pettine e non sarebbe difficile, se vivessimo in una democrazia matura, riconoscere che questi tre partiti di destra hanno strategie profondamente divergenti che spero di riassumere con chiarezza:

    -La Lega Nord. E’ una organizzazione eversiva che non si sente italiana, vuole la secessione di fatto con il federalismo fiscale, mette insieme poveri e ricchi, padroni e operai, protesta contro gli immigrati ma gli imprenditori leghisti sono quelli che ne hanno assunto la maggior parte, sono xenofobi e razzisti, ma gli schiavi gli servono. Sono cementati dal sogno di una Padania indipendente, ricca e autonoma.

    -Fini e gli ex di AN, quali rappresentanti di una destra nazionalista, legalitaria, costituzionale, europea, moderna. Non hanno nulla in comune con la Lega Nord e 15 anni di alleanza di governo non hanno fatto che acuire questa incompatibilità, soprattutto dopo la sciocchezza di Fini di sciogliere AN nel partito della libertà che si è rivelata una annessione.
    Infatti, tutti gli ex di AN in poco tempo, soprattutto quelli a cui è stato dato un po’ di potere, sono diventati berlusconiani e Fini è rimasto un generale senza truppe, che non viene nemmeno più consultato come cofondatore del PDL.
    Dentro il PDL non ha più futuro, le truppe minzolinate lo distruggeranno, ma lo spazio politico in Italia per una destra costituzionale, nazionalista, legalitaria, pulita c’è e deve essere occupato.

    -Berlusconi e il suo PDL sono un contenitore che raccatta di tutto, dalla Santanchè a Dini, dalla Mussolini alla figlia di Craxi, fino agli ex-democristiani ed agli ex-socialisti. Partito che assomiglia in modo impressionante alla vecchia DC, tenuto insieme, invece che dalle correnti,da un capo assoluto che ha il potere di annullare qualunque opposizione con l’asfissiante controllo di giornali, televisioni e di due reti RAI. Di democratico in questo partito non vi è nulla, e ha gettato alle ortiche ogni credibilità occupandosi per anni di promulgare leggi ad personam ad uso e consumo del solo Berlusconi.
    Nessuno dei miracoli promessi è stato fatto, è emerso solo il “berlusconismo” che finirà con il suo protagonista e lascerà solo macerie dopo la deflagrazione delle sue mille componenti.

    Se gli italiani di destra fossero onesti e lungimiranti dovrebbero premiare elettoralmente soltanto Fini, perché sia la Lega che il cesarismo del Cavaliere ci aprono un futuro denso di pericoli e di tensioni.
    Ma il popolo di “poeti, santi, navigatori…” oggi mi sembra un popolo con mafiosi, corruttori, inquinatori, falsi cristiani, adoratori del dio denaro, puttanieri, razzisti, che si rispecchia nel suo presidente del consiglio e lo rivoterà, su cui cala la paterna benedizione del Vaticano.
    Paolo De Gregorio
    23.4.10

  • glomer

    Non fa una pega!!! 😉

    Che fine di merda che farà questa Italia…un altro paio di anni e….pluf:-(((

  • yiliek

    Ho come l’impressione leggendo le dichiarazioni di Bossi, che sostanzialmente mettono sotto pressione il Premier, che quest’ultimo possa essere oggetto di una trama per isolarlo da una parte Fini e dall’altra Bossi.
    Mi pare con le spalle al muro:Qualunque sia sua scelta pro Bossi o Pro Fini lui ci perde, ogni tentativo di mediare viste le posizioni nette e contrapposte dei due (del tipo o io o lui) risulterebbe vano!
    Che i giochi in ballo siano più sottili mi chiedo e che tutti e due non stiano manovrando per metterlo fuori gioco(scusate la ripetizione)?

  • Pellegrino

    Che meraviglia !!
    …ora sì che si può fare una bella superforza ipermondialista ultrasionista con rutelli, montezemolo, di pietro, travaglio, casini, fini e tutti gli altri servili cascami di un ventennio di infamie.

  • nautilus55

    Se contiamo le forze attualmente in campo, Fini è il più debole. Se, invece, guardiamo al forte astensionismo di destra, domani potrà essere più determinante. Le forze della destra italiana torneranno ad essere tre, con tutte le loro differenze – ma impossibilitate a governare insieme – e qualcuno continuerà a raccontare la frottola del bipolarismo.

  • Tao

    Tutti si chiedono dove può portare lo scontro tra Fini e Berlusconi. La risposta dipende evidentemente da quella che si ritiene la posta in palio. C’è chi tende a minimizzare il conflitto in seno al Pdl, ritenendo che si tratti anzitutto di un dissidio tra notabili, dove in gioco ci siano fette di potere e poltrone, fuori e dentro il Pdl, e la cui drammaticità sarebbe acuita dall’idiosincrasia personale tra i due leader. Come dire: chi se ne frega come andrà a finire! Ci sono cose più importanti di cui parlare. Noi abbiamo invece la sensazione che questo conflitto abbia cause ben più profonde e che quella sotto i nostri occhi è sì una crisi del Pdl, ma che tira in ballo il futuro del paese.

    Va bene. I partiti in senso proprio oramai non esistono più. Sono dei Consigli di amministrazione, in cui il leader altro non è che l’amministratore delegato. Entrambi devono fare riferimento agli azionisti, ai quali regolarmente devono presentare un bilancio sui fatturati, gli utili, ecc. Gli azionisti sono milioni di elettori, che proprio come nelle grandi società contano poco o nulla, visto che chi detiene un pacchetto anche solo del 5% fa il bello e il cattivo tempo.
    Il piccolo fatto è che la società in questione è lo Stato chiamato Italia. Il secondo fatto è che questo Stato attraversa una crisi strutturale, economica e politica, e che questa crisi volge al peggio. Per una serie di ragioni i nodi stanno tutti venendo al pettine, chi oggi detiene il controllo dell’azienda Italia, ovvero il governo Pdl-Lega, deve prendere nei prossimi mesi e anni decisioni che saranno, appunto, non di ordinaria amministrazione, ma decisioni che potremmo definire strategiche. La pace nel Pdl è finita proprio per questa ragione, perché non si può più traccheggiare. Davanti al bivio di scelte dirimenti il Pdl non può che spaccarsi. Due visioni del paese si confrontano, due visioni che sono incompatibili.

    Passata la buriana elettorale il Cavaliere ha fatto chiaramente capire che “o si fanno le grandi riforme o si muore”. Federalismo, presidenzialismo, giustizia, immigrazione, debito pubblico, come ripartire i sacrifici sociali richiesti… Quando Fini afferma che si tratta solo di “titoli” e che occorre andare a vedere il loro contenut, lascia capire che nel Pdl ci sono due linee, due visioni strategiche. Il fatto che egli, per ragion tattiche, non abbia già spaccato il Pdl, non inficia quanto diciamo. Fini adopera il capro espiatorio della Lega Nord, ma questo, a bene vedere dice tutto. La mossa plateale di Fini non è altro che questo, obbligare Berlusconi a scegliere: o mantenere il suo patto di ferro con Bossi o romperlo. Il Cavaliere è stato messo in guardia: se non spezza nei prossimi mesi quel patto, la rottura sarà inevitabile.

    Poiché nei prossimi mesi nell’agenda del governo ci sono appunto queste famigerate “riforme”, tra cui la madre di tutte quante, quella del federalismo fiscale e il padre, l’assetto istituzionale (presidenzialismo, legge elettorale, bipolarismo, giustizia, ecc.). Tremonti, dimostrando chi sia il vero dominus del governo, ha detto che entro la fine del 2010 ci saranno i decreti attuativi. Fini ha alle spalle forze economiche, sociali e istituzionali che considerano le spinte leghiste devastanti per gli equilibri sociali e politici, al limite eversivi per la stessa sorte dell’unità nazionale. Esse stanno alacremente lavorando per togliere di mezzo Belusconi, apparentemente senza attendere la fine di questa legislatura, e quindi, con molta probabilità per quello che giornalisticamente è stato chiamato “ribaltone”.

    La conclusione che ne traiamo è questa: con lo psicodramma andato in scena alla direzione del Pdl si è aperto forse l’ultimo capitolo della battaglia interna alle oligarchie dominanti, tra il fronte pro e contro Berlusconi. Ellitticamente Fini l’ha detto: “Signori, si è aperta una nuova fase politica”.

    Fonte: http://sollevazione.blogspot.com
    Link: http://sollevazione.blogspot.com/2010/04/scontro-fini-berlusconi.html#more
    23.04.2010

  • backtime

    Ma secondo voi si può commentare un soggetto, che in gioventù e quindi nel massimo vigore dell’uomo, era conosciuto tra i suoi camerati col nomignolo de “er caghetta”? siamo seri per favore! almeno noi.

  • Nemesi

    L’ago della bilancia e anche la patata bollente è in mano alla Lega che dopo aver avuto il più grande successo elettorale di sempre, scopre che il suo progetto politico è praticamente irrealizzabile.
    Nel paese di Macchiavelli non mi stupirei che proprio Napolitano (stranamente remissivo e dal basso profilo) in realtà non abbia dato il suo OK al progetto di Fini andando a colpire sia la Lega che Berlusconi.
    I leghisti che non sono stupidi hanno mangiato la foglia e adesso si sentono in trappola
    In questo momento la Lega potrebbe essere tentata dalle elezioni, ma il dilemma è con quali alleati andare al voto?
    Nell’attuale sistema politico le alleanze sono fondamentali e obbiettivamente la Lega è un alleato poco desiderato.
    Per di più nella Lega stanno emergendo componenti diverse da quella riformista, sta venendo fuori un’anima xenofoba che non viene più nascosta, non mi stupirei che prima o poi gruppuscoli estremisti dall’interno causino “l’incidente storico”.
    Rosarno in Calabria è stato un evento che non ha lasciato morti, solo perché gli extracomunitari erano obbiettivamente pochi e non radicati sul territorio.
    Ma già mi immagino cosa succedere a Brescia o a Milano in caso di uno scontro leghisti-stranieri.
    La lega ha saputo vincere sul campo operando in modo attento sul territorio, ma al tavolo romano della politica ha riperso tutto.

  • Tao

    “ER CAGHETTA ALLA RISCOSSA”

    DI FMB
    blog-fmb.blogspot.com

    Sbaglia chi ritiene che Gianfranco Fini stia macchinando di sua iniziativa (1).
    La tempistica è troppo sospetta.
    Per anni il fuoco ha covato sotto la cenere.
    Il risultato delle elezioni appena svolte e il prospettarsi di vere riforme, seppur stentate, hanno fatto uscire allo scoperto “Er Caghetta” (come fu soprannominato ai tempi del Fronte della Gioventù).

    Fini non agisce per motivi di “gelosia” come sostiene qualcuno. Secondo il quale ora ambirebbe “smarcarsi” dal Cavaliere in quanto accortosi di non essere più il “delfino” per la successione alla giuda del PDL.
    Egli muove per conto dei poteri forti angloamericani decisi a soffocare sul nascere ogni riforma per poi spartirsi le spoglie di un paese in rotta. Ad esempio, impadronirsi delle municipalizzate e della dorsale Telecom a banda larga.

    Che il kippah nazionale sia un cavallo di troia dei globalisti lo si evince chiaramente dal suo programma concepito dai medesimi burattinai di Obama: Turchia nella UE, guerre per Israele, voto agli immigrati, bipartitismo anglosassone, matrimoni-gay, liberalizzazioni, riforma previdenziale.
    Nulla a che vedere con Destra sociale di Almirante.
    Medesimo intento viceversa antidemocratico, dissolutore e distruttivo di ogni valore dei Radicali, il Fatto, Di Pietro, Grillo (che fa pubblicità plateale all’Iphone dopo il mezzo flop di Ipad!, 2).

    Fate “mente locale”.
    Gianfranco Fini quante volte lo avete sentito parlare in favore degli operai che si arrampicano sui tetti delle fabbriche in difesa del posto di lavoro? O a sostegno dei cassaintegrati e pensionati che non arrivano alla quarta settimana?
    Invece prolisso a riguardo della cittadinanza immediata ai figli degli immigrati nati qua, pedissequamente invitato in convegni pelosi organizzati da ACLI o Caritas.

    Significativamente il problema che Fini pone non è rendere il Popolo delle Libertà più democratico (come sostiene erroneamente l’altro Fini, 3) o la leadership di Berlusconi bensì il rapporto CON LA LEGA.
    I potentati esigono fermare il partito di Bossi perché, forte del risultato alle regionali, ora richiede con insistenza l’attuazione di AUTENTICI CAMBIAMENTI.

    Anche di GIUSTIZIA blatera il luridone.
    Quella che manda a giudizio tutori dell’ordine che hanno OSATO respingere immigrati clandestini (4). Da oggi gli agenti alle frontiere sono avvisati. I clandestini neanche si possono sfiorare con un dito pena macchiarsi lo stato di servizio.
    E non contento essersi rimangiato tutto della legge BOSSI-fini, scommetto prima o poi si ingurgiterà anche la legge fini-Giovanardi sulle sostanze stupefacenti. Chiudendo un cerchio di adesione nichilista all’annientamento di ogni barlume di umanità.
    v

    Lo scrissi in tempi assolutamente non sospetti.
    Gianfranco Fini è pericolo ferale.
    Il suo obiettivo NON è fare cadere il governo in carica, ma paralizzare, attraverso una “corrente” da lui manovrata, ogni discussione parlamentare sgradita alle elites. E nemmeno si dimetterà dalla presidenza della camera, quarta carica dello stato, dal cui seggio potrà meglio impicciare i lavori di quel ramo del parlamento.

    Egli fonde in una mistura venefica il peggio della destra padronale neoliberista con il più subdolo mondialismo radical-chic il cui afflato è farci diventare come gli Stati Uniti. Il peggiore dei mondi possibili.
    Perché lui non è di destra. Non lo è mai stato, probabilmente. Ne possiede la stoffa del condottiero impavido (da cui il soprannome).
    E’ stato solo allevato nella destra fingendo di credere in determinati ideali come mezzo per fare carriera politica.
    Adesso i suoi veri talenti stanno emergendo.

    FMB
    Fonte: http://blog-fmb.blogspot.com
    Link: http://blog-fmb.blogspot.com/2010/04/er-caghetta-alla-riscossa.html
    23.04.2010

    1 ) http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE63L0NH20100422
    2 ) http://www.beppegrillo.it/2010/04/laccesso_a_inte/index.html
    3 ) https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=24179
    4 ) http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=99011

  • Ricky

    Si sono giá sprecate fin troppe parole,su quello che é un teatrino dell’assurdo che non varrebbe un commento di poche righe.
    Dice bene Lo Monaco: An non é piú nulla e Fini conta meno di zero. Quindi, perché commentarne piú di tanto, se non per registrare la prima crepa nella plastica di cui é fatto il Pdl, dovuta al colpo di coda di un’animale morente?
    Intanto, ci passano sotto gli occhi cose ben piú grosse: il disfacimento sociale, la crisi che peggiora, la Grecia sotto scacco, il fascismo che avanza in tutto il mondo…si potrebbe continuare per 50 righe, ma sulle prime pagine dei giornali italiani, Manifesto e Unitá compresi, ci sono Er Caghetta e Balotelli.(della Tv non so perché non la vedo).

  • Nemesi

    Un sacco di ipotesi, la politica è però l’insieme di processi più semplici e nello steso tempo più seri. E’ poi prima definire Fini “Er Caghetta”è poi metterlo al centro di un mega complotto cospirativo…… forse un pò di moderazione non guasterebbe.
    Mi sembra molto più semplice prendere atto che la sinistra del PD e la destra di Berlusconi con il suo PDL hanno stancato, in quanto dopo aver guidato il paese negli ultimi 17 anni, non hanno portato a nulla.
    La gente oggi vede positivamente l’emergere di figure alternative, che da un lato non siano troppo nuove e dall’altro però siano capaci di portare un pò di indispensabile mobilità politica.
    Molti di quelli che votano PDL non amano Berlusconi, il loro voto infatti è sopratutto in chiave anti-sinistra lo stesso vale per molti elettori di sinistra, da ieri esiste un alternativa a Berlusconi.
    Se Fini valesse solo il 5% dell’elettorato (lo dice Berlusconi), vuol dire che nel caso di elezioni un’alleanza PDL-Lega potrebbe non avere i numeri per vincere al massimo arriverebbe al 33-34% dei consensi.
    Avremo al centro Casini (5-6%), Fini appena a destra (6-7%), Di Pietro all’estrema sinistra (7-8%), da non sottovalutare che i Grillini (4-5%) a cui bisogna aggiungere le liste minori. Questo significa che il 30-35% del paese non si riconosce nella semplice locuzione centro-destra e centro-sinistra.
    E semplicemente morto il bipolarismo.

  • fusillo

    sono molto curioso di vedere come andrà a finire.
    il motivo della mia curiosità non è politico.
    ieri pensavo……chi ci guarda dall’ estero cosa penserà?
    questa sceneggiata avrà un seguito?
    è possibile che quei due siano nello stesso partito?
    siamo sicuri che leonardo da vinci, dante, fermi, marconi, galileo e pantani erano italiani?
    gli italiani esistono ancora?
    il governo ha una maggioranza schiacciante.
    è al governo da due anni.
    leggi 0
    riforme 0
    decreti tanti
    leggi ad hoc tante.
    se fini in questi due anni non si fosse limitato a portare il gesso in aula forse oggi conserverebbe maggior dignità.
    berlusconi non l’ ha mai avuta.

  • Pellegrino

    Nessuno ha notato il commento di Pasquale Squitieri: “Tutta colpa della massoneria!!” ?

  • eresiarca

    E’ incredibile come nessun commento tenga conto di un fatto: l’Italia NON è un Paese sovrano ed indipendente. La politica estera di Berlusconi, checché si possa pensare del personaggio, è andata nella direzione giusta, considerato che qua abbiamo basi USA, non russe.
    Inoltre, le lobby mondialiste non perdonano a B. non aver abbastanza “liberalizzato”.
    Si ricordi che gli attacchi a B. sono partiti da “Fare Futuro”.

  • bstrnt

    Facile, magari con il voto di qualche sinistrorso disgustato da questa sinistra inconcludente.

  • wiki

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