Svizzera non oscurerà Russia Today e Sputnik

Pur allineandosi alla politica Nato delle sanzioni, Berna non ritiene che si combatte una voce disallineata silenziandola

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Il Consiglio Federale svizzero, riunitosi in seduta straordinaria ieri sulla posizione da adottare rispetto al conflitto russo-americano e la politica delle sanzioni imposta all’Europa dai tecnici di Bruxelles, ha deciso di allinearsi in parte all’Unione Europea. Sono proibite l’esportazione di beni del settore energetico e l’erogazione dei relativi servizi, ed è vietato fornire crediti o partecipare alle aziende energetiche. Vietata l’importazione di prodotti siderurgici provenienti o originari della Russia e l’esportazione di generi di lusso e beni per la navigazione marittima. In campo finanziario sono quindi interdette le transazioni con alcune imprese pubbliche e la messa a disposizione di servizi di rating per il credito. Già il 16 marzo la Svizzera aveva fornito le sue liste di proscrizione russofobe, ottemperando alla decisione di Bruxelles dello stesso giorno, che prevedeva di sanzionare anche le persone fisiche.

Su un punto, però, la Svizzera, a differenza di tanti staterelli europei tra cui il pavido e servile stivale, ha deciso di rimanere democratica: i canali d’informazione e propaganda bellica russa Russia Today e Sputnik non saranno oscurati nel paese. Così ha motivato la decisione il ministro dell’economia Guy Parmelin: pur riconoscendo il “carattere di disinformazione e propagandistico” di questi canali e le loro dichiarazioni “fallaci e dannose” – del tutto diversi dai “professionisti dell’informazione” nostrani! – tuttavia “un divieto potrebbe essere interpretato come una censura. Oltre a non essere veramente efficace perché facilmente aggirabile, una simile decisione rischia di rendere queste due emittenti ancora più attrattive. Ad ogni modo, secondo Parmelin la popolazione è in grado di giudicare la «propaganda assurda» da ciò che non lo è.” Più efficace replicare con i fatti, garantendo un pluralismo dell’informazione, dando la possibilità di esprimere punti di vista diversi, piuttosto che silenziando una delle voci. E ci è voluta la Svizzera per ricordarcelo, dandoci una lezione di democrazia nell’era della sua lenta e inesorabile fine.

MDM 26/03/2022

Fonti https://www.rsi.ch/news/svizzera/La-Svizzera-riprende-altre-sanzioni-dellUE-15192427.html

https://www.cdt.ch/news/la-svizzera-attua-ulteriori-sanzioni-nei-confronti-della-russia-277194

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