E, tuttavia, l’immigrazione deve essere combattuta e non favorita, contro la tendenza dominante delle sinistre che hanno abbandonato la lotta per la difesa dei lavoratori e degli oppressi per aderire al mito del sans-papiérisme favorito dalle stesse logiche deterritorializzanti del Nomos dell’economia.
Nella sua logica generale, l’immigrazione è oggi promossa strutturalmente dal capitale e difesa sovrastrutturalmente dalla “retorica del migrante” propria delle sinistre antiborghesi e ultracapitalistiche. L’odierno regno animale dello spirito necessita dell’esercito industriale di riserva dei migranti per poter distruggere i diritti sociali ancora sussistenti, annientare la residua forza organizzativa dei lavoratori e abbassare drasticamente i costi del lavoro. Il capitale non mira a integrare i migranti: aspira, invece, a disintegrare, tramite i migranti, i non-migranti, riducendo anche questi ultimi al rango dei primi.
Di più, l’esaltazione acritica dei migranti, in stile lacrimevole e compassionevole e non più rivendicativo e insurrezionale, serve a legittimare la deterritorializzazione, ossia – ancora una volta – la rimozione di ogni limite al dominio absolutus del capitale. L’inconfessabile obiettivo del monoteismo del mercato – occorre insistervi – non consiste nel portare i migranti al rango dei cittadini, ma nell’abbassare al livello dei migranti i cittadini degli Stati nazionali, privi dei diritti, della coscienza oppositiva e di una lingua con cui articolare le loro richieste di integrazione e riconoscimento. Figura pienamente inscrivibile nel registro dell’egemonia padronale, l’immigrazione si pone, pertanto, come uno strumento dei dominanti nella lotta di classe. Alimentando traffici di esseri umani ridotti a merci e biechi interessi padronali, l’esercito industriale di riserva dei migranti rappresenta un immenso bacino di manodopera a buon mercato, peraltro estranea alla tradizione della lotta di classe: permette di esercitare una radicale pressione al ribasso sui salari dei lavoratori, spezza l’unità – ove essa ancora sussista – nel movimento operaio e, ancora, consente ai padroni di sottrarsi ai crescenti obblighi di diritto al lavoro.
Fernesto 14 novembre 2014
Marx usava la figura dell'esercito industriale di riserva per abbattere l'ordine
borghese perchè i proletari non hanno patria .
I rossobruni al contrario
usano la figura dell'esercito industriale di riserva per difendere l'ordine
borghese e respingere i negher