SULL'IMMIGRAZIONE

SULL'IMMIGRAZIONE

DI DIEGO FUSARO

facebook.com

Sul tema immigrazione. Non è lecito fare concessioni alla mistica del pensiero unico politicamente corretto, le cui due varianti – peraltro strette in un nesso di solidarietà antitetico-polare – sono la “pappa del cuore” dell’incondizionato elogio a priori dell’immigrazione e l’idiotismo della lotta xenofoba contro gli immigrati. I singoli migranti debbono certo essere soccorsi, in quanto esseri umani e, per di più, parti dell’umanità sofferente.

E, tuttavia, l’immigrazione deve essere combattuta e non favorita, contro la tendenza dominante delle sinistre che hanno abbandonato la lotta per la difesa dei lavoratori e degli oppressi per aderire al mito del sans-papiérisme favorito dalle stesse logiche deterritorializzanti del Nomos dell’economia.
Nella sua logica generale, l’immigrazione è oggi promossa strutturalmente dal capitale e difesa sovrastrutturalmente dalla “retorica del migrante” propria delle sinistre antiborghesi e ultracapitalistiche. L’odierno regno animale dello spirito necessita dell’esercito industriale di riserva dei migranti per poter distruggere i diritti sociali ancora sussistenti, annientare la residua forza organizzativa dei lavoratori e abbassare drasticamente i costi del lavoro. Il capitale non mira a integrare i migranti: aspira, invece, a disintegrare, tramite i migranti, i non-migranti, riducendo anche questi ultimi al rango dei primi.
Di più, l’esaltazione acritica dei migranti, in stile lacrimevole e compassionevole e non più rivendicativo e insurrezionale, serve a legittimare la deterritorializzazione, ossia – ancora una volta – la rimozione di ogni limite al dominio absolutus del capitale. L’inconfessabile obiettivo del monoteismo del mercato – occorre insistervi – non consiste nel portare i migranti al rango dei cittadini, ma nell’abbassare al livello dei migranti i cittadini degli Stati nazionali, privi dei diritti, della coscienza oppositiva e di una lingua con cui articolare le loro richieste di integrazione e riconoscimento. Figura pienamente inscrivibile nel registro dell’egemonia padronale, l’immigrazione si pone, pertanto, come uno strumento dei dominanti nella lotta di classe. Alimentando traffici di esseri umani ridotti a merci e biechi interessi padronali, l’esercito industriale di riserva dei migranti rappresenta un immenso bacino di manodopera a buon mercato, peraltro estranea alla tradizione della lotta di classe: permette di esercitare una radicale pressione al ribasso sui salari dei lavoratori, spezza l’unità – ove essa ancora sussista – nel movimento operaio e, ancora, consente ai padroni di sottrarsi ai crescenti obblighi di diritto al lavoro.



Diego Fusaro
12.11.2014



Commenti (62)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. Cataldo 16 novembre 2014

      Ti ringrazio per aver riesumato dall'Oblio Camus, l'arte è sempre una profezia preterintenzionale, in questa sua funzione di Tiresia dei noialtri lo vedo accanto a Pasolini, per motivi diverissimi, ma uniti dalla capacità anticipatoria.

    1. Tonguessy 15 novembre 2014

      Ahahahaha!!!!

      Stattene nell'altrouniverso!

    1. alsalto 15 novembre 2014

      E' esercizio sciolto dell'uso dei tempi verbali in cui la e copula sa far di schiena al gerundio per buona pace dei congiuntivi.

    1. Rufus_Firefly 15 novembre 2014

      Se illuminassi anche noi, in poche righe ...

      Perché, di ciò che scrivete, non si capisce nulla.
    1. alsalto 15 novembre 2014

      Fortunatamente non si discute di prodotti per l'igiene, altrimenti l'arte di far saponette dei nazisti ci avrebbe accecati dalla tanta efficacia.
      Vieppiu' di che gioire nell'aver a disposizione un vocabolario farcito di buchi neri che vanno dalla B di "buonista" alla S di "selfie".
      Congratulazioni.


    1. Rufus_Firefly 15 novembre 2014

      I rossi-rossi cosa propongono, invece, al di là del Boldrinesque coi soldi di Pantalone?

    1. Rufus_Firefly 15 novembre 2014

      Le righe di Fusaro sono lineari e cristalline.

      Il significato della (doppia!) replica, invece, appare decisamente arduo.
      Che significa?
      E poi, vogliamo dirlo, cercare di far dell'ironia in questo momento è pietosamente sciocco (così come abbandonarsi all'isteria, come Barnard).
      E poi, ancora: che significa questa replica?




    1. alsalto 15 novembre 2014

      Ottime argomentazioni Cataldo.
      Prova ulterore del fatto che se ci spoglia di qualsivoglia sovrastruttura preconcetta camuffata da "problematica evidente" (in italiano i "negher") si ravvisano le reali motivazioni alla base di determinati fenomeni.
      Nel calderone ci butto le lugubrazioni del fusaro concernenti "lassinistra", parola oramai svuotata e puntualmente utilizzata quale argomento civetta.
      Ribadisco in fine quanto ho gia' sostenuto: l'avidita'.
      Questa e' capace di ammorbare qualsivoglia scenario.
      Un esempio interessante potrebbe essere quello di confrontare tra loro i diversi intendimenti su di un medesimo argomento, diciamo "europa".
      Non molto temo fa eleuthera ha pubblicato una raccolta cronologica di scritti politici di Camus nel quale l'autore nell'arco di vent'anni se non erro affronta l'argomento sopracitato.
      Bene, sfido chiuque a trovare le tare presenti nel pensiero di Camus quando auspica ad un europa unita, chiaramente evitando di decontestualizzare il tutto dal momento in cui tali ragionamenti son stati coagulati, leggasi dopo guerra. Altresi' si presterebbe Spinelli ad omologa analisi.
      Eppure, cio' che l'europa e' quale organo sovrastatale e pseudo politico e' oggi giorno sotto gli occhi di tutti. Il giochino consiste, infatti, nel non mischiare o finire col tentar di confutare le analisi di Camus utilizzando quali esempi le modalita' con cui l'europa si manifesti oggi. Non so se son riuscito a spiegarmi, ho provato a rileggermi ma non mi son capito :-)
      Poi chi cazzo sia 'sto Camus manco me lo ricordo precisamente.
      haha.

    1. GiovanniMayer 15 novembre 2014

      Scusa, qual è secondo te la causa?

      Forse il capitalismo è anche un pochino cambiato in due secoli, che dici?
      Forse negli ultimi 40 anni ha avuto una grande "accelerazione" come mai negli scorsi due secoli?
      Forse dopo la "caduta" del muro il mondo è cambiato (in peggio) guidato dal capitalismo?
      O forse qualche milione di persone con spirito d'avventura hanno deciso di lasciare i bellissimi posti dove hanno le radici per venire in 'sta merda?
      Mah...
    1. Unaltrouniverso 15 novembre 2014

      "Il compito di Fusaro è proprio quello: creare conformità."


      Ahahhahahha!!!!
      Ma chi ti conosce?


    1. GioCo 15 novembre 2014

      Come sempre mi trovo basito nel vedere come Fusaro riprende posizioni che cerco di trasmettere anni, senza molto successo.
      Come sempre mi trovo basito nel vedere come condivida la stessa difficoltà nel farsi comprendere.

      Eppure non dice cose straordinarie: qualcuno mi può spiegare cosa c'è di straordinario nel partire a chiedersi come difendere quei diritti che dovrebbero essere dell'uomo e non "ad personam"?

      I padri della costituzione non si facevano tante pippe mentali, avevano ben chiaro che i diritti umani potevano SOLO essere universali, anche se in verità mantennero escluse molte categorie più fragili (come le donne al voto).

      Come riuscire ad accettare l'indignazione perché B. si è fatto leggi su misura, però non indignarsi per leggi su misura a seconda dello stato di provenienza? Come non vedere la difficoltà di difendere (giustamente) i confini da un assalto di disperati e allo stesso tempo arginare la demolizione dello stato di diritto? Come è possibile tenere mentalmente separare la responsabilità dell'impatto che noi come cittadini di questo paese abbiamo sulla condizione dei disperati che ci invadono? Non abbiamo forse appoggiato noi la distruzione della Libia per volere della Francia?

      In ultimo, come evitare di ipotizzare una connessione diretta e manipolatoria precisa e studiata a tavolino, tra la condizione del lavoro, l'informazione e la gestione della politica dell'immigrazione?

      Per me tutto questo rimane davvero incomprensibile. Ma come ripeto ormai da tempo, non si può ragionare con gli asini, si può solo imparare a ragliare.

    1. MarioG 15 novembre 2014

      Il Capitalismo? E quale capitalismo? Il Capitalismo ha 2 secoli, l'immigrazione di massa 20 anni. Come si fa a fare discorsi cosi' generici al limite della inconsistenza? Tanto vale prendersela coi fabbricanti dei mezzi di locomozione.

    1. Georgios 15 novembre 2014

      Che tristezza...

      Guardate che la luce che si intravede in fondo al tunnel non e' l'uscita. E' il rapido che ci viene addosso. Il binario e' unico e non esistono marciapiedi.

    1. Truman 15 novembre 2014

      Sui neocon trotskisti c'era un articolo di Bifo di anni fa, ne ho traccia qui (nel senso che lo cito): http://trumanb.blogspot.it/2007/10/rivoluzionari-di-destra-e-conservatori.html
      però rekombinant non è più attivo. Da qualche parte comunque dovrei riuscire a rimediarlo se vuoi.

    1. Giovina 14 novembre 2014

      E io ti controinvito al mio paese, ci sono forse piu' immigrati che locali.
      Spadacci', dalle parti mie si mangia benissimo!

    1. Cataldo 14 novembre 2014

      :)


    1. Cataldo 14 novembre 2014

      Ho scritto peggio del solito evidentemente, vediamo se riesco a peggiorarmi.

      il punto principale è confutare Fusaro, il quale pensa che i flussi migratori siano utilizzati per comprimere i diritti residui dei lavoratori, ma questo non è semplicemente vero, la reale comparazione al ribasso è stata operata con la globalizzazione finanziaria ed economica, senza uno standard comune di valutazione delle economie "esterne", concetto che comprende ma non si risolve nella tutela ambientale. Giustamente tu ricordi che con la delocalizzazione il capitale per prima è "emigrato", proprio per dare subito sostanza a questo vantaggio competitivo che ha sempre avuto sul lavoro, ovvero quello di essere per sua natura globale.

      La finanza, infatti, ha iniziato a ragionare globale con i satelliti nei 60, mentre il resto dell'economia reale ha dovuto attendere la rivoluzione digitale vent'anni dopo, per avere una vera dimensione globale, con l'abbattimento sostanziale di barriere all'entrata tecnologiche e logistiche.

      L'emigrazione, in senso lato, è tipica degli ominini da almeno 1.800.000 anni su scala mondiale, quindi restringiamo il campo ai flussi attuali clandestini, anche se qui c'è un artifizio legislativo, che trasforma in clandestina gente che in realtà non avrebbe in effetti tale condizione, visto che lavora e produce come tutti gli altri.

      La globalizzazione ha aperto nuove strade, con esiti alterni, l'abbattimento di tante barriere e l'indiscusso sviluppo di tante realtà regionali, in Asia ed in Africa ha portato alla possibilità di emigrare masse che prima erano del tutto avulse da questi movimenti, in meno di una generazione è stato un po come dare un calcio ad un formicaio.

      Oggi Fusaro vede l'immigrazione come un problema, ma in realtà è una enorme risorsa, anche oggi ai tempi della crisi, per una serie infinita di motivi le problematiche negative dell'immigrazione, anche quella clandestina, viste sul piano economico e allungando l'orizzonte oltre un palmo dalla pancia, sono inferiori di gran lunga a quelle positive.

      E poi mi piacerebbe che oggi un filosofo si interrogasse sul perchè nel Sud i morti hanno superato i nati, che forse aiuterebbe lui e noi a capire anche altre cose.






    1. Fernesto 14 novembre 2014

      "recensione negativa" ... "chissà se c'è poi stata l'intervista" .... :-DDDDDDDD


    1. Tonguessy 14 novembre 2014

      Bene, accetto la critica ma credo che il tuo secondo commento un po' smentisca il primo. Nel caso: potresti mettere il link sui neocon trozkisti?

    1. francescosantoianni 14 novembre 2014

      http://pecorarossa.tumblr.com/post/100414032464/e-ora-che-la-lega-ha-riempito-piazza-duomo-che-si-fa

Visualizzati 20 di 62 commenti approvati.