SUD ITALIA, COME LA GRECIA. PEGGIO DELLA GRECIA

SUD ITALIA, COME LA GRECIA. PEGGIO DELLA GRECIA

DI FUNNYKING

rischiocalcolato.it

Ci fu un tempo in cui, almeno nella propaganda, esisteva in Italia un Movimento Politico che aveva identificato con precisione l’origine del male italiano. In un certo senso la Lega Nord quella di Miglio affermava l’ovvio, ovvero che gli Italiani non esistono e l’Italia è solo una espressione geografica e che gli abitanti del nord di quella espressione geografica avrebbero fatto bene a ribellarsi e separarsi. Oggi non abbiamo neppure quello, si preferisce cercare il terribile nemico esterno anziché guardare a casa nostra, a quella mostruosità di degrado civile, economico e culturale che si chiama Sud Italia.

Il Sud Italia è come la Grecia, anzi molto peggio e sono i freddi dati a certificarlo. Dal 2000 al 2013 il “Sud” è cresciuto in termini di Pil del 13% la Grecia del 24%. E alcune regioni del Sud (come la Puglia) quanto meno se la cavano. Vi lascio solo immaginare che buco nero di degrado è rappresentato dal resto.

E lo abbiamo in casa.

Ci lamentiamo dei cattivi tedeschi che si rifiutano di sussidiare a scatola chiusa (o del tutto) la Grecia mentre dovremmo essere i primi a comprendere, a capirli, a dargli ragione a urlare al mondo che NON si deve sussidiare nessun popolo. A meno che non si ottenga in cambio il comando.

Ma non basta, non siamo neppure contenti, non ci basta la nostra Grecia no no…. siamo felicissimi di sussidiarne un altra, quella vera. Anzi per la verità l’Italia ora si appresta a sussidiare proprio tutta quella che fu la Magna Grecia (Magna nel senso di “grande”, ma anche in romano stretto)

Visto che siamo in tempo di spending review ora voglio vedere se il Cazzaro applicherà i costi standard e le migliori pratiche delle regioni del Nord a tutto lo stivale, davvero sono curioso. E di una cosa sono assolutamente certo dovendo scegliere un sussidio quello che di gran lunga potrebbe funzionare non è il trasferimento di denaro, ma una completa desstazione e sburocratizzazione a costo di commissariare con l’esercito ogni singolo consiglio comunale, ogni singolo consiglio regionale e ogni singolo merdoso e inutile ente o municipalizzata del sud.

E se proprio si devono fare investimenti con i soldi del Nord allora devono essere imprese del Nord a farli sotto il controllo dei Governatori e dei Sindaci delle regioni del nord, quelle che tirano fuori i soldi. Come si vorrebbe fare in Grecia (ok è una utopia in entrambi i casi, si fa per dire)

Ad ogni modo, mi raccomando eh. E’ colpa di qualcuno la fuori… si si (e quando non andranno più di moda i tedeschi e l’Euro vedrete che vi inventerete qualcosa d’altro)

Vi consiglio una lettura attenta dei dati Svimez appena battuti dalle agenzie.

da Ansa

Il Sud è ormai a forte rischio di desertificazione industriale, con la conseguenza che l’assenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie potrebbe impedire all’area meridionale di agganciare la possibile ripresa e trasformare la crisi ciclica in un sottosviluppo permanente”. Lo si legge nel Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno 2015.

Dal 2000 al 2013 il Sud è cresciuto del 13% la metà della Grecia che ha segnato +24%: oltre 40 punti percentuali in meno della media delle regioni Convergenza dell’Europa a 28 (+53,6%)”. Lo Svimez sottolinea anche che, nel periodo, l’Italia nel suo complesso è stato il Paese con meno crescita dell’area euro a 18 con il +20,6% a fronte di una media del 37,3%.
Dal 2008 al 2014 il settore manifatturiero al Sud ha infatti perso il 34,8% del proprio prodotto , contro un calo nazionale del 16,7% e ha più che dimezzato gli investimenti (-59,3%), tanto che nel 2014 la quota del valore aggiunto manifatturiero sul Pil è stata pari al Sud solo all’8%, ben lontano dal 17,9% del Centro-Nord. Dato che fa il paio con la caduta delle esportazioni che in nel Centro-Nord salgono del 3% e al Sud crollano del 4,8%. Il Sud sconta inoltre un forte calo sia dei consumi interni che degli investimenti industriali. I consumi delle famiglie meridionali sono infatti ancora in discesa, arrivando a ridursi nel 2014 dello 0,4%, a fronte di un aumento del +0,6% nelle regioni del Centro-Nord. Se si guarda dall’inizio della crisi al Sud i consumi sono scesi del 13,2%, oltre il doppio che nel resto del paese. Anche peggiore la situazione degli investimenti che nel 2014 scendono di un ulteriore 4%, portando il dato dal 2008 a un calo del 38%, con picchi del 59% per l’industria, del 47% per le costruzioni e del 38% nell’agricoltura. Non è immune dal crollo nemmeno la spesa pubblica. A livello nazionale dal 2001 al 2013 la spesa pubblica in conto capitale è infatti diminuita di oltre 17,3 miliardi di euro da 63,7 miliardi a 46,3 ma al Sud il calo è stato di 9,9 da 25,7 a 15,8. Scendono soprattutto al Sud i trasferimenti in conto capitale a favore delle imprese pubbliche e private: tra il 2001 e il 2013 si è registrato un calo del 52%, pari a oltre 6,2 miliardi di euro.

“Un Paese diviso e diseguale, dove il Sud è la deriva e scivola sempre più nell’arretramento: nel 2014 per il settimo anno consecutivo il Pil del Mezzogiorno è ancora negativo (-1,3%) e il Pil pro capite tra Centro-Nord e Sud nel 2014 ha toccato il punto più basso degli ultimi 15 anni, con il 53,7%”.
In termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2014 è sceso al 53,7% del valore nazionale, un risultato mai registrato dal 2000 in poi. Lo scorso anno infatti quasi il 62% dei meridionali ha guadagnato meno di 12 mila euro annui, contro il 28,5% del Centro-Nord. Nel dettaglio a livello nazionale, il Pil è stato di 26.585 euro, risultante dalla media tra i 31.586 euro del Centro-Nord e i 16.976 del Mezzogiorno. A livello di regioni il divario tra la più ricca, Trentino Alto-Adige con oltre 37 mila euro, e la più povera, la Calabria con poco meno di 16 mila euro, è stato di quasi 22 mila euro, in crescita di 4 mila euro in un solo anno. Tutto questo si riflette nel rischio povertà che coinvolge una persona su tre al Sud e solo una su dieci al Nord. La regione italiana con il più alto rischio di povertà è la Sicilia (41,8%), seguita dalla Campania (37,7%) ma in generale al Sud è aumentata rispetto al 2011 del 2,2% contro il +1,1% del Centro-Nord.

“Nel 2014 al Sud si sono registrate solo 174 mila nascite, livello al minimo storico registrato oltre 150 anni fa, durante l’Unità d’Italia: il Sud sarà interessato nei prossimi anni da un stravolgimento demografico, uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili”. Sono le previsioni contenute nel Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno 2015.

“Il numero degli occupati nel Mezzogiorno, ancora in calo nel 2014, arriva a 5,8 milioni, il livello più basso almeno dal 1977, anno di inizio delle serie storiche Istat”. Lo Svimez sottolinea che il prezzo più alto è pagato da donne e giovani.

Infine dal rapporto Simez emerge il rischio povertà coinvolge una persona su tre al Sud e solo una su dieci al Nord. La regione italiana con il più alto rischio di povertà è la Sicilia (41,8%), seguita dalla Campania (37,7%) ma in generale al Sud è aumentata rispetto al 2011 del 2,2% contro il +1,1% del Centro-Nord.………….

p.s. personalmente e non me ne vogliano i lettori del sud ho sempre pensato, delle due l’una: O io sono Italiano e loro non lo sono, oppure gli Italiani sono loro e non lo sono io. E’ una mera questione di definizioni di cui non mi importa nulla. Ma di certo io non penso, non vivo e non ragiono in quella maniera. Siamo diversi, eccome se lo siamo. E lo riconosco ho avuto la fortuna di non nascere e crescere li.

p.p.s. ha ragione Blondet, questi piuttosto che cambiare si lasceranno morire per strada. (Blondet si riferiva ai Greci, io qui ci vedo una certa similitudine)

Fuynnyking

Fonte: www.rischiocalcolato.it

Link: http://www.rischiocalcolato.it/2015/07/sud-italia-come-la-grecia-peggio-della-grecia.html

30.07.2015

Commenti (40)

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    1. TitusI 31 luglio 2015

      Scusa, intendevo sovranità nazionale. Che comunque a seconda di quanto sono "sani" i governi può "approssimarsi" a quella popolare (che non esiste)

    1. cap1971 31 luglio 2015

      che mi tocca leggere... il nord laborioso il sud nullafacente insomma le solite cose fuffa, l'economia il lavoro ect... al sud è tutto in nero il problema è come fare a portarlo alla luce, il reddito di cittadinanza va secondo me nella giusta direzione poiché ad un lavoratore non sarebbe più conveniente lavorare in nero... certo il fuori busta esisterebbe sempre

    1. andriun 31 luglio 2015

      "Uscire dall'euro subito! Riprendiamoci la sovranità popolare."

      Uscire dall'euro subito! ok
      Riprendiamoci la sovranità popolare. Ma quando mai? A parte che non credo nella sovranità popolare(piuttosto credo in una struttura gerarchica composta da soggetti capaci e quindi ovviamente gestita, specie al suo vertice esclusivamente da UOMINI), solo immaginare che oggi come nel passato esista e sia esistita una sovranità popolare e da ingenui.

      Tanto più che poi basta ricordare, che la stessa rivoluzione francese(1989) quanto il '68 italiano(solo per fare un esempio di rivoluzione indotta), ha lasciato uno strascico di danni incommensurabili a livello sociale, per quanto molti di voi si ostinino ancora oggi a ricordarli positivamente proprio perchè hanno rappresentato il riscatto del popolo/populino ignorante sulla nobiltà/borghesia(classe dirigente).

    1. TitusI 31 luglio 2015

      Grazie: per favore leggi questo: un pezzo d'Africa in Europa [www.tizianodesimone.it]

      O è colpa del sud fancazzista
      O del Nord Ladro
      O di Cavour

      Queste sono le linee che ci hanno dato e molti idiotamente le seguono.

      GUAI A GUARDARE OLTRE AL PROPRIO NASO.

    1. TitusI 31 luglio 2015

      Un post simile su CDC è disarmante, questo è il peggior mainstream. Il sud è stato umiliato per decenni, e nell'ultimo con uno scopo non semplicemente economico, ma politico: Staccarlo dall' Italia.
      Il nord verrà integrato nella Francunnia ed il SUD verrà reso un pezzo d'Africa per non doverselo andare a cercare lontano, e questo per la gioia di Francia e Germania. Ed in questo articolo vediamo un coglione correre in soccorso dei nemici.

      Voglio negare le condizioni disatrose del SUD? Affatto, voglio dire che non sono certo colpa del SUD, ma ci sono state imposte e dal 90 in poi non certo per interesse dell' Italia.

      Italia che vi ricordo ha perso la seconda guerra mondiale e non ha alcuna sovranità.

      Voi come i peggiori cani mainstream non avete capito che è stata creata una situazione di shock per ottenere una reazione, quella osì ben esemplificata da FUNNYKING (ma chi cazzo è? Il console tedesco?)

      Uscire dall'euro subito! Riprendiamoci la sovranità popolare.

    1. vincentspa 31 luglio 2015

      Incredibile non credo a ciò che ho letto è proprio vero basta avere le dita ed un computer per dire quello che ci passa per la testa un'articolo più approssimativo più luogo comune e stupido non si poteva scrivere.. No dico dov'è un'analisi chiara schietta e soprattutto veritiera ? Mi spiego meglio per capire il fenomeno sud o Grecia bisognerebbe parlare di aree valutaree disomogenee cioè se si usa una valuta o moneta non adeguata alla propria economia quello che si verifica lo vediamo e sotto gli occhi di tutti come oggi il sud d'Europa spagna Italia Gracia Portogallo e fianco la Francia hanno un'economia contratta ed in deflazione proprio perché usano una moneta troppo forte che rende la produzione industriale troppo cara per poter esportare se avessimo le monete nazionali con una svalutazione tale da poter rendere i prodotti di ogni nazione appetibili e vendibili in quanto di nuovo competitivi lo stesso ragionamento sarebbe valido per il meridione d'Italia con una valuta locale svalutata rispetto al nord si avrebbe un rilancio sia delle produzioni locali che del turismo scusate il sunto detto in quattro parole ma non volevo annoiarvi troppo.

    1. Truman 31 luglio 2015

      Nei forum un altro commento articolato:

      Il Mezzogiorno, la nostra Grecia (Provenzano su HuffingtonPost).

      In ambedue i casi (FunnyKing e Provenzano) c'è il parallelo tra Mezzogiorno e Grecia. Il parallelo a me sembra corretto.

      Della Grecia molti hanno capito come le politiche della UE siano riuscite a depredare un Paese pieno di risorse. Una guerra coloniale condotta tramite la moneta dell'euro sta distruggendo la Grecia. Lo stesso film fu girato nel Mezzogiono negli anni dal 1860 in poi. Non per nulla Garibaldi assaltava le banche. Non per nulla Ippolito Nievo affogava con i libri contabili della spedizione.

      Durante e dopo la spoliazione delle vittime di turno ci sono sempre quelli che arrivano a spiegare che sono una razza inferiore, che non hanno voglia di lavorare, che sono corrotti ed infingardi, subumani.

    1. Veron 31 luglio 2015

      Ottimo richiamo storico

    1. Veron 31 luglio 2015

      condivido 100%

    1. Veron 31 luglio 2015

      chi scrive è un settentrionale (figlio di settentrionali) che vive al sud da svariati decenni: un emigrato al contrario.

      Non intendo contestare i dati sacrosanti (e per me scontati) di Svimez.

      Ti consiglio invece di studiare la Storia per attenuare la tua profonda ignoranza e di viaggiare per l'Italia con gli occhi aperti per provare a mitigare il tuo latente razzismo.

      So che non sarà facile: decenni di retorica leghista hanno fatto un buon lavoro su persone come te.

      Noi non siamo razzisti!, tuonò Umberto mentre rubava per la sua prole idiota...


    1. mago 31 luglio 2015

      @dar56 certamente sarà vero..anzi verissimo...ma quando mai al sud si regolano adattandosi alle normali leggi della repubblica italiana...la differenza stava in questo..comunque si sono ripresi alla grande e con i dovuti interessi quanto fu loro sottratto..i tedeschi del nord e del sud sono simili..in italia no..poi tutto il resto è folklore..

    1. Bellerofon 31 luglio 2015

      Tutto mi sarei aspettato, fuorchè di leggere gli articoli-spazzatura estratti da Rischiocalcolato. Sito caratterizzato da forte partigianeria filo-tedesca e pro-politica-austeritaria imposta da Berlino, nonchè da posizioni volgarmente e violentemente razziste verso tutto ciò che non è anglosassone o germanico. Tutto questo, in demenziale conflitto con l'idea becera di liberismo estremo che viene propagandata sul sito. Dipenderà dal fatto che Funnyking è un italiano emigrato in Svizzera, e non sa più da che parte stare col cervello.

    1. micheleimperio 31 luglio 2015

      Siamo diventati nel 1985 quinta potenza industriale del pianeta scavalcando l'Inghiltera dei Rotdchild. Di certo ai Rotschildt non avrà fatto piacere questo scavalcamento. Dietro il 1992 ci sono anche loro. Siamo arrivati fino a quel punto perchè fino al 1989 abbiamo avuto la possibilità di fare quello che oggi si chiamerebbe quantitative easing cioè iniezione di moneta nel sistema, più svalutazione periodica della moneta assenza di limiti nella produzione agricola ecc. ecc.

      Questa produzione illimitata di moneta ci ha portato però anche corruzione disordine nei conti pubblici, debito, sprechi privilegi perfino stragi per la contesa del potere.

      In Germania oggi ci sono solo 18 pensioni oltre i 2.800 euro mese, in Italia 33.000. Un tentativo di ridurle è andato a vuoto per l'opposizione della casta della Magistratura della Corte Costituzionale Se in Italia si pagano più tasse che in Germania è perchè i processi di moralizzazione vanno troppo a rilento. Ma è stato un errore enorme abbandonare il vecchio sistema monetario che copriva l'immoralità del sistema prima ancora di avviare i processi di moralizzazione. E' stato un errore per l'Italia Settentrionale, per la Spagna, per il Portogallo per la Grecia ma ancor di più per l'Italia Meridionale, che era ed è l'anello più debole della catena, più debole anche della Grecia.

    1. dar56 31 luglio 2015

      Sono nato e cresciuto al nord, con genitori del nord e la pensavo anch'io così....quando ero ignorante. Poi ho studiato un po' di storia e ho scoperto che poco più di 100 anni fa eravamo noi il "sud" povero, poi però:


      "...quale fu il ruolo dei banchieri Rothschild nel processo di Unità d’Italia?

      La Banca Nazionale degli Stati Sardi era sotto il controllo di Camillo Benso conte di Cavour, grazie alle cui pressioni divenne una autentica Tesoreria di Stato. Difatti era l’unica banca ad emettere una moneta fatta di semplice carta straccia. Inizialmente la riserva aurea ammontava ad appena 20 milioni ma questa somma ben presto sfumò perché reinvestita nella politica guerrafondaia dei Savoia. Il Banco delle Due Sicilie, sotto il controllo dei Borbone, possedeva invece un capitale enormemente più alto e costituito di solo oro e argento, una riserva tale da poter emettere moneta per 1.200 milioni ed assumere così il controllo dei mercati.

      Cavour e gli stessi Savoia avevano ormai messo in ginocchio l’economia piemontese, si erano indebitati verso i Rothschild per svariati milioni e divennero in breve due burattini nelle loro mani. Fu così che i Savoia presero di mira il bottino dei Borbone. La rinascita economica piemontese avvenne mediante un operazione militare espansionistica a cui fu dato il nome in codice di Unità d’Italia, un classico esempio di colonialismo sotto mentite spoglie. L’intero progetto fu diretto dalla massoneria britannica, vero collante del Risorgimento. Non a caso i suddetti eroi furono tutti rigorosamente massoni.

      In realtà l’impresa di Garibaldi riuscì solo grazie ai finanziamenti dei Rothschild, con i loro soldi i Savoia corruppero gli alti ufficiali dell’esercito borbonico che alla vista dei Mille batterono in ritirata, consentendo così la disfatta sul campo. Dunque non ci fu mai una vera battaglia, neppure la storiografia ufficiale ha potuto insabbiare le prove del fatto che molti ufficiali dell’esercito borbonico furono condannati per alto tradimento alla corona. Il sud fu presto invaso e depredato di ogni ricchezza, l’oro dei Borbone scomparve per sempre. Stupri, esecuzioni di massa, crimini di guerra e violenze di ogni genere erano all’ ordine del giorno. L’unica alternativa alla morte fu l’emigrazione. Il popolo cominciò a lasciare le campagne per trovare altrove una via di fuga. Ben presto il malcontento generale fomentò la ribellione dei sopravvissuti, si trattava di poveri contadini e gente di fatica che la propaganda savoiarda bollò con il dispregiativo di “briganti”, così da giustificarne la brutale soppressione.

      La situazione odierna è stata creata in un certo senso proprio dall'odierno "ricco" nord e ora ne paghiamo le conseguenze. Esattamente come sta accadendo tra l'occidente e il terzo mondo, che è proprio una creazione dell'occidente.

      Alla fine sono sempre gli stessi burattinai, Rothschild e compagni, a muovere i fili e noi, intrappolati nel loro "divide et impera", continuiamo a fare il loro gioco. SVEGLIA!!

    1. xl_alfo_lx 31 luglio 2015

      Se un Paese non cresce è perchè ce sta AAAA CORRUZIONEEEEE!!!!!

      Non ha ancora capito che in qualsiasi Stato che condivide la stessa moneta, che sarà debole per le regioni ricche, farà sì di accumulare consistenti crediti commerciali dalle regioni povere, naturale mercato di sbocco. Un Paese esportatore di netto di merci, lo è anche di capitali, e per tenere i cocci insieme, il trasferimento lo devi garantire AMICO CARO, fiscalmente o attraverso la detassazione (che non farai mai dato devi controllare i voti del sud, le clientele ti fanno comodo, e soprattutto non avere imprese CONCORRENTI). Se non ti sta bene AMICO CARO, accetta la RIVALUTAZIONE della tua moneta e fai le RIFORME (del taglio dei redditi), quelle che stai facendo con l'EURO. Se il sud con la lira soffre ed è dipendente economicamente dal nord italia, figuriamoci il peso dell'euro sulle sue aziende.
    1. orckrist 31 luglio 2015

      Sì, sì, certo.
      E intanto non si parla delle quasi novecento aziende, tra grande e media industria, che non sono più italiane.
      Ci si è dimenticati dello stabilimento Indesit di Caserta? Che fine ha fatto?
      Oppure non è che Italcementi ha ben 10 stabilimenti al sud? Che fine faranno?
      (giusto per citare i fatti più recenti)

      Non si parla della dissennata PAC (politica agricola comunitaria) che ha messo in ginocchio l'agricoltura e l'allevamento italiani. Provate ad indagare sugli agrumi di Sicilia, Calabria e Puglia. E la questione degli Ulivi salentini?

      Non si parla della connivenza Stato-Mafia, che non esiste ed infatti le procure non possono indagare se non in casi politicamente utili.

      Non si parla degli interessi strategico-militari che i nostri "alleati" hanno per quei lembi di terra prospicenti sull'Africa. Il "pacifista" Vendola non si ricorda della base navale regalata agli yankees, detti anche NATO?

      Ma ovviamente la colpa è degli abitanti del sud che, come si sa, hanno molta voce in capitolo.




    1. gix 31 luglio 2015

      Sarò di coccio ma io sto articolo non lo capisco proprio, tanto più che tra ieri e oggi si sono visti e sentiti questi dati in tutti i tg e i giornaloni possibili e immaginabili. Allora per cominciare, di quale crescita si parla, quando questo Svimez dice che il sud è cresciuto del 13% negli ultimi anni a fronte addirittura di un 24% della Grecia, ma 24% de che? C'è cosi tanta crescita in Europa? Boh. Fino a ieri sapevo che l'Italia negli ultimi anni ha perso circa il 10% di PIL per non parlare della Grecia che non so, se non ricordo male addirittura il 25% in meno. Per me sono questi i dati che contano, il resto probabilmente proviene da altre rilevazioni medie fatte su statistiche marginali, anche perché lo stesso articolo poi parla di dati negativi su tutta la linea compresi quelli demografici. A questo punto la parola agli esperti, ma con l'avvertenza che certe notizie ripetute fino all'ossessione puzzano di marcio già da subito

    1. IVANOE 31 luglio 2015

      Basta !!!
      Co sto sud...
      Sono 50 anni che sento sempre le stesse cose !!!
      E' un tormentone con il povero sud, lo sfortunato sud e adesso è come la grecia...
      basta ! Parliamo di cose serie !!

    1. clausneghe 31 luglio 2015

      E cosa si dovrebbe fare? Andare in braccio al Nazionalismo? Questo significherebbe però una situazione da Balcani e da Donbass.

      Sempre che sia un nazionalismo serio, non quello finto, pavido e voltagabbana della Lega Nord, per capirci.
      Io la soluzione ce l'avrei, sarebbe quella di abolire lo Stato, le Regioni, le Province e financo i Comuni. Anarchia libera, pacifica e consapevole, ci vorrebbe, ma con questo popolo bue è pura utopia.
      p.s. Mio nonno quando si riferiva ai Trentini li chiamava "I Talià ciapàc col sciopp" (Gli Italiani presi con il fucile) Questa è l'Italia, una Nazione di genti tenuta assieme e obbligata a convivere sotto minaccia anche armata. No Libertà.
      Dove c'è lo Stato non c'è Libertà.
    1. mago 31 luglio 2015

      Grandissima persona Miglio ,e se la Banda Bossi lo avesse preso in considerazione forse non sarebbe finita in quel modo,ma il problema sta che anche questo articolo parla di sud come di una entità astratta dimenticandosi che gli ultimi presidenti erano meridionali..i vertici delle forze armate sono a maggioranza composti da meridionali..idem quelli di polizia e carabinieri,magistratura..e buona parte dei quadri di scuola e o amministrazione pubblica...e quelli che non sono nati al sud direttamente lo sono di seconda generazione....ma quale concetto di mezzogiorno dobbiamo avere allora?siamo tutti nel mezzogiorno...mafie comprese.

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