STUCCHEVOLE, FORSE. MA AVATAR E' UN FILM PROFONDO

IMPORTANTE E CHE DA’ DA PENSARE

DI GEORGE MONBIOT
guardian.co.uk

Avatar, lo strepitoso film in 3-D di James Cameron, è profondo e al tempo stesso profondamente insulso. Profondo perché, come la maggioranza dei film sugli alieni, è una metafora sul contatto fra culture diverse. Ma in questo caso la metafora è cosciente e precisa: questa è la storia dello scontro fra gli Europei e le popolazioni native dell’America. È anche profondamente insulso perché architettare un lieto fine richiede un impianto narrativo così stupido e prevedibile da far perdere di vista il pathos intrinseco del film. La sorte dei nativi americani è molto più aderente a quel che la storia racconta in un altro recente film, The Road, nel quale i sopravvissuti fuggono in preda al terrore, votati come sono all’estinzione.

Ma questa è una storia che nessuno vuole sentire, poiché rappresenta la sfida al modo in cui noi scegliamo di essere noi stessi. L’Europa è stata massicciamente arricchita dai genocidi nelle Americhe; e sui genocidi si fondano le nazioni americane. Questa è una storia che non possiamo accettare.

A seguito, “Avatar, quando i kolossal sono storie che insegnano a pensare in grande” (Adriano Scianca, secolo.it);Nel suo libro American Holocaust, lo studioso statunitense David Stannard documenta i maggiori episodi di genocidio di cui il mondo abbia mai avuto conoscenza (1). Nel 1492, nelle Americhe vivevano all’incirca 100 milioni di nativi. Alla fine del XIX secolo, quasi tutti erano stati sterminati. Molti di loro erano morti a causa delle malattie. Ma l’estinzione di massa era stata accuratamente progettata.

Quando gli Spagnoli arrivarono nelle Americhe, descrissero un mondo che difficilmente avrebbe potuto essere più diverso dal loro. L’Europa era devastata dalle guerre, dall’oppressione, dalla schiavitù, dal fanatismo, dalle malattie e dalle carestie. Le popolazioni che gli Spagnoli incontrarono erano sane, ben nutrite, pacifiche (con qualche eccezione come gli Aztechi e gli Inca), democratiche ed egalitarie. Da un capo all’altro delle Ameiche i primi esploratori, compreso Colombo, sottolinearono la straordinaria ospitalità dei nativi. I conquistadores furono affascinati dalle costruzioni mirabili — strade, canali, edifici — e alle opere artistiche che trovarono laggiù, e che in alcuni casi superavano di gran lunga qualsiasi cosa essi avessero mai visto in patria. Niente di tutto questo li trattenne dal distruggere tutto e tutti sul loro cammino.

La mattanza ebbe inizio con Colombo. Fu lui a massacrare la popolazione di Hispaniola (ora Haiti e Repubblica Dominicana) servendosi di mezzi incredibilmente brutali. I suoi soldati strappavano i bambini dalle braccia delle madri e ne spaccavano la testa contro le rocce. Davano in pasto ai loro cani da guerra bambini vivi. Una volta impiccarono 13 Indiani in onore di Cristo e dei suoi 12 apostoli, «ad un patibolo lungo, ma abbastanza basso da permettere alle dita dei piedi di toccare il terreno evitando lo strangolamento […]. Quando gli indiani furono appesi, ancora vivi, gli spagnoli misero alla prova la loro forza e le loro spade, li squarciarono in un solo colpo facendo fuoriuscire le interiora, e c’era chi faceva di peggio. Poi gettarono intorno della paglia e li bruciarono vivi» [cit. da Bartolomé de Las Casas, History of Indies, trad. e cura di Andree Collard, Harper&Row, New York 1971, p. 94, in: David E. Stannard, Olocausto americano. La conquista del Nuovo Mondo, Bollati Boringhieri 2001, p. 136 — nota mia].

Colombo ordinò che tutti i nativi consegnassero un certo quantitativo di oro ogni tre mesi: ogni volta che qualcuno non lo faceva, gli venivano mozzate le mani. Nel 1535 la popolazione nativa di Hispaniola era passata da 8 milioni a zero: una parte delle perdite era dovuta alle malattie, una parte alle uccisioni, ma la maggioranza era dovuta alla morte per fame.

I conquistadores dispiegarono la loro missione civilizzatrice nell’America centrale e meridionale. Quando non riuscivano a rivelare dove fossero nascosti i loro mitici tesori, gli indigeni venivano frustati, impiccati, affogati, squartati, sbranati dai cani, sepolti vivi o bruciati. I soldati tagliavano i seni delle donne, rimandavano i nativi ai loro villaggi con le mani e i nasi mozzati appesi attorno al collo a mo’ di collana, e cacciavano con gli Indiani con i loro cani per sport. Ma moltissimi vennero uccisi dalla schiavitù e dalle malattie. Gli Spagnoli scoprirono che era più conveniente far lavorare gli Indiani fino alla morte e poi rimpiazzarli, piuttosto che tenerli vivi: l’aspettativa di vita nelle miniere e nelle piantagioni andava dai tre ai quattro mesi. Nel giro di un secolo dal loro arrivo, circa il 95% della popolazione dell’America Centrale e Meridionale era stata annientata.

Nel corso del XVIII secolo, in California, gli Spagnoli sistematizzarono questo sterminio. Il missionario francescano Junipero Serra impiantò una serie di “missioni”: si trattava in realtà di campi di concentramento che utilizzavano il lavoro degli schiavi. I nativi erano raggruppati a forza in squadre e fatti lavorare nei campi, con un quinto delle calorie concesse agli schiavi afro-americani nel XIX secolo. Morivano di stenti, di fame e di malattia con spaventosa rapidità, e venivano continuamente rimpiazzati liquidando così le popolazioni indigene. Junipero Serra, l’Eichmann della California, è stato beatificato dal Vaticano nel 1988. Adesso gli manca soltanto di aver operato un miracolo per essere fatto santo (2).

Mentre gli Spagnoli erano guidati soprattutto dall’avidità e dalla brama di oro, gli Inglesi che colonizzarono il Nord America volevano la terra. In New England essi accerchiarono i villaggi dei nativi americani e ne massacrarono gli abitanti mentre dormivano. Mentre dilagava verso occidente, il genocidio veniva giustificato e sostenuto ai massimi livelli. George Washington ordinò la totale distruzione degli insediamenti e della terra degli Irochesi. Thomas Jefferson dichiarò ch le guerre della sua nazione contro gli Indiani sarebbero proseguite finché ogni tribù non fosse stata «sterminata o sospinta al di là del Mississippi». In Colorado, nel corso del massacro di Sand Creek, nel 1864, truppe paludate sotto bandiere di pace trucidarono gente disarmata, uccidendo bambini e neonati, mutilando i corpi e strappando alle vittime i genitali per farne borse da tabacco o appenderli come ornamento ai loro cappelli. Theodore Roosevelt definì questo evento «un’azione legittima e giovevole come quelle che accadevano solitamente sulla frontiera».

La mattanza non è finite: il mese scorso il Guardian riportava che in Amazzonia occidentale dei rancheros brasiliani, dopo aver ridotto in schiavitù parte dei membri di una tribù della foresta, avevano tentato di uccidere i superstiti (3). Cionondimeno, i più grandi atti di genocidio della storia difficilmente turbano la nostra coscienza collettiva. Forse è questo che sarebbe accaduto se i Nazisti avessero vinto la seconda guerra mondiale: l’Olocausto sarebbe stato negato, giustificato o minimizzato nello stesso modo, e continuato. Le nazioni responsabili — Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti ed altri — non accetteranno il confronto, ma le soluzioni finali perseguite nelle Americhe sono state di gran lunga più efficaci. Coloro che le commissionarono o le avallarono sono e restano eroi nazionali o religiosi. Coloro che cercano di stimolare la nostra memoria sono ignorati o condannati.

Questo è il motivo per cui la destra odia Avatar. Sul Weekly Standard, di orientamento neocon, John Podhoretz lamenta che questo film assomiglia a uno di quei «western revisionisti» in cui «gli Indiani diventano bravi ragazzi e gli americani teppisti» (4). Dice anche che questo spingerà gli spettatori a «fare il tifo per la disfatta dei soldati americani per mano dei ribelli». Ribelli è una parola interessante per definire il tentativo di resistere a un’invasione: ribelle, come selvaggio, è il termine con cui definiamo qualcuno che ha qualcosa che noi vogliamo. L’Osservatore Romano, organo ufficiale del Vaticano, ha già bollato il film come «nient’altro che una parabola anti-imperialistica e anti-militaristica» (5).

Ma perlomeno la destra sa che cosa attacca questo film. Sul New York Times il critico liberal Adam Cohen celebra Avatar perché difende il bisogno di sapere la verità (6). Esso rivela, dice lui, «il ben noto principio del totalitarismo e del genocidio — che è più facile opprimere quelli che non vediamo». Ma con meravigliosa e inconscia ironia egli deforma l’ovvia dirompente metafora, e sostiene che il film prende di mira le atrocità naziste e sovietiche. Siamo diventati tutti esperti nella nobile arte di non vedere.

Concordo con i critici di destra sul fatto che Avatar è grossolano, stucchevole e banale. Ma esso ci parla di una verità più importante — e più pericolosa — di quelle contenute in mille film indipendenti.

Note:

1. David E Stannard, 1992. American Holocaust. Oxford University Press. Salvo diversa indicazione, tutti gli eventi storici qui menzionati sono tratti dal libro in questione..
2. http://www.latimes.com/news/local/la-me-miracle28-2009aug28,0,2804203.story
3. http://www.guardian.co.uk/world/2009/dec/09/amazon-man-in-hole-attacked
4. http://www.weeklystandard.com/Content/Public/Articles/000/000/017/350fozta.asp
5. http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/news/2802155/Vatican-hits-out-at-3D-Avatar.html
6. http://www.nytimes.com/2009/12/26/ opinion/26sat4.html

Versione originale:

George Monbiot
Fonte: www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/cifamerica/2010/jan/11/mawkish-maybe-avatar-profound-important
11.01.2010

Versione italiana:

Fonte: www.alessandracolla.net
Link: http://www.alessandracolla.net/?p=368
19.01.2010

Traduzione a cura di ALESSANDRA COLLA

30 Commenti
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Tao
Tao
20 Gennaio 2010 20:56

AVATAR, QUANDO I KOLOSSAL SONO STORIE CHE INSEGNANO A PENSARE IN GRANDE DI ADRIANO SCIANCA secoloditalia.it/ «Tutte le leggende,, tutte le mitologie e tutti i miti, tutti i fondatori di religioni, anzi tutte le religioni […] aspettano la loro risurrezione nel film, e gli eroi si accalcano alle porte». Era il 1927 quando Abel Gance folgorava in quest’immagine titanica i destini della settima arte. Una dimensione, quella del cinema come epica moderma, che ritorna in questi giorni prepotentemente alla ribalta dopo l’uscita di Avatar, il kolossal di James Cameron. Un film lungamente annunciato come il Matrix della nuova generazione, una pellicola destinata a fare scuola e imporre un nuovo canone estetico. E pazienza se, a detta di tutti i commentatori, in Avatar il significante ha la meglio sul significato, la grandezza della narrazione vale più della morale della favola. Nelle evoluzioni dei Na’vi per le foreste lussureggianti del pianeta Pandora non è certo la fascinazione bucolico-marziana, il luddismo di ritorno, l’apologo pacifista a sedurre il pubblico. È, piuttosto, questa smisurata voglia di grandezza, questa fame di epica, questa volontà, da parte del regista, di creare un mondo, di farsi demiurgo dell’immaginario postmoderno. E comunque, spiegava Michele Serra su Repubblica, in… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
21 Gennaio 2010 1:55

Patacca illeggibile. “Matrix, a dispetto delle pretese filosofiche, non mostrava che un platonismo banalotto”. Se il commentatore si limitasse a sparlare di cinema la cosa, pur nella sua gravità, sarebbe finita lì. Ma purtroppo si avventura anche nelle sabbie mobili filosofiche, senza mappa, GPS nè avatar resuscitabile. Cosa ci azzecchi Platone con una descrizione del “reale” inteso come pura descrizione formale e suscettibile di forti virtualità (e quindi di linguistica wittgensteiniana) me lo deve dimostrare. Matrix a mio avviso è solo questo: la denuncia che dietro ai formalismi linguistici (e la programmazione di computer è linguaggio) c’è tutt’altro. Lo diceva Lao Tze ben prima di Baudrillard. “a forza di condannare l’indubbia superficialità bambinesca di molte pellicole statunitensi si finisce per eliminare dai film ogni forma di meraviglioso, ogni fonte di stupore.” L’alternativa quindi è rimanere di stucco per le costosissime produzioni hollywoodiane, anche se hanno contenuti pari a zero. Facciamoci stupire dal nihil, a patto che sia ben vestito. Logica patetica. Perchè non spiega invece i motivi per cui gli americani non sono in grado di produrre filmografie di contenuti? Sul fatto che Tarantino trovi deprimenti i nostri film e non il suo splatter ne ho già parlato, e preferisco… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
21 Gennaio 2010 2:13

“Nel 1492, nelle Americhe vivevano all’incirca 100 milioni di nativi.”
Altre stime parlano di 250 milioni. Qualunque fosse la cifra iniziale, quella finale non fu che la prova del più grande genocidio nella storia dell’umanità, al cospetto del quale anche la shoah diventa uno scherzo da patronato. Succede così che il “giorno della memoria” si riferisca solo ed esclusivamente ai numeri dello sterminio ebraico (tali numeri non comprendono comunisti, anarchici, dissidenti, zingari etc…cui nessuno deve mai nulla) ma venga allegramente celebrato il 12 ottobre per la dose di gioia e umanità che la rotta di collisione (anche se si tratta di un vero speronamento) “Civiltà Europea” contro “barbari d’oltreoceano” ha causato.
Tanti bei festeggiamenti a ricordarci la gioia dello sterminio, la felicità della strage pianificata, il fausto evento della depredazione sistematica, l’incommensurabile valore del pensiero unico e del mondo unipolare.

“Siamo diventati tutti esperti nella nobile arte di non vedere.”
Certo che sì: tutta la nostra educazione ha come fine ultimo proprio quello di obbedire e non vedere. A scadenze regolari ci concedono un “bel film”, poi tutti a lavorare duro per mantenere il sistema in forma, scambiandoci tanti bei commenti sul film per tenere su il morale……

buran
buran
21 Gennaio 2010 3:17

Io l’ho visto prevenuto negativamente, sarà per questo che invece mi è piaciuto. Logico che i personaggi sono tagliati con l’accetta, il capo dei marines è lo stereotipo dell’ottusità, il Na’vi sembrano una comunità new age etc. Ma non c’è dubbio alcuno che gli amerikani rappresentati siano proprio loro, e che i Na’vi siano gli indiani (Na’vi-Nativi, si chiamano anche uguale!), questo lo capisce anche un cieco sordomuto con una benda sugli occhi e i tappi nelle orecchie, e i tentativi di dare altre letture sono patetici, oltre che in evidente malafede. Non solo, ma oltre a descrivere metaforicamente il genocidio americano, si colgono espliciti riferimenti alla realtà odierna dell’imperialismo USA (il minerale “energetico” in nome del quale si invade il pianeta è il petrolio dei giorni nostri).

21
21
21 Gennaio 2010 3:52

Nessun commento fatto al film da parte di chicchessia,

o nessuna modalità di richiesta di scuse di un qualsiasi osservatore

impediranno al boomerang di concludere la sua traiettoria d’inevitabile… Verità 😉

Ciao ciao

ADANOS
ADANOS
21 Gennaio 2010 4:44

Concordo con te

ADANOS
ADANOS
21 Gennaio 2010 4:53

La differenza fondamentale tra la Terra e Pandora è che l’atmosfera terrestre non è tossica per gli imperialisti del czz.
dannazione!

obender71
obender71
21 Gennaio 2010 5:03

Caro Tonguessy, ci sono cattedre da giustificare.

redme
redme
21 Gennaio 2010 5:09

..il primo articolo, di “sinistra”, rivendica e se il film nella chiave dell’antimperialismo,….il secondo, di “destra” si riconosce nella visione epica della storia…..manderò il mio avatar democristiano per sentire cosa ne pensa….non vorrei che ci rimanesse male per non essere salito sul tram….

pasqui
pasqui
21 Gennaio 2010 6:52

Sono letteralmente schifato da tutto questo e noi li trattiamo pure come eroi ai vari Colombo, Washington e Jefferson senza sapere che sono stati i fautori del più grande genocidio che la storia abbia mai conosciuto, peccato che questo non si racconta sui libri di storia, vabbè è facile capire il perché………………….

rosmer
rosmer
21 Gennaio 2010 7:56

Non ha senso distinguere significato e significante in un opera d’arte. E’ un insieme organico e non basta dire che siccome il significante è bello e spettacolare, il significato, sterotipato e banale, conta meno nella valutazione del film.
Anzi, proprio l’enorme sforzo sul piano della spettacolarità, che fa di Avatar il film più costoso della storia del cinema, rende inaccettabile la pochezza della drammaturgia.
Tra pochi anni, quando lo stupore iniziale per l’uso a profusione del mezzo digitale, sarà svanito per l’inevitabile progresso, ci si renderà conto di che occasione mancata sia stato il film.
Del resto il motivo vero per cui la storia è così banale e scontata è il fatto che il target dei produttori hollywoodiani e l’adolescente USA, su cui si basa la valutazione economica di rientro dei costi. Per questo non si è osato nulla e si è preferito cucinare l’ennesima variazione sul tema, non certo per specifica incapacità degli sceneggiatori.

renatino
renatino
21 Gennaio 2010 8:39

Interesante articolo se:
ma c’era bisogno di andare così al dettaglio su cosa ci facevano con le parti genitali?!
A me pare che sia diventata una mania generale quella di orririficare alla massima potenza ogni cosa!!
Il fatto che l’articolo provenga dagli UK mi fa venire il dubbio se forse non sia un pò troppo montato dal fatto che ancora gli brucia di aver perso quella colonia!!

nettuno
nettuno
21 Gennaio 2010 12:33

Tra poco saranno gli occidentali ad essere sacrificati. La loro corruzione e la loro religione li porterà alla estinzione..

Tonguessy
Tonguessy
21 Gennaio 2010 13:30

Tu non sei occidentale, vero?

d_a_d_o
d_a_d_o
21 Gennaio 2010 17:28

“Questo è il giorno. Questo è il giorno che il sole si è voltato.
Il nostro
cuore è pieno di piaghe che ci avete portato voi. Il mio popolo ha perso la
potenza, è debole e disperso.
La situazione della mia gente mi riempie di
angoscia.
Risparmiate le donne e i bambini.
Noi abbiamo combattuto contro gli
uomini e vogliamo comportarci da uomini.
Siete venuti nella nostra terra e vi
abbiamo accolto come fratelli e sorelle.
Poi ci avete preso l’anima e con
l’inganno il comando.
Erano nostre le praterie dove trovavamo cibo, e riparo
dal freddo.
Erano nostre le stelle, che ci guidavano il cammino.
Avevamo
tutto, ora voi avete tutto quello che era nostro.
Avevamo la vita, ora anche
la nostra vita vi appartiene.
Verrà un giorno, lo so, che il nostro popolo
risorgerà.
Verrà un giorno, lo so, che ci alzeremo ancora in piedi e vi
scacceremo dalla nostra terra.
Verrà un giorno, che capirete cosa è il male, e
questa terra tornerà al popolo degli uomini.
Per sempre!”

Nuvola Rossa. Capo Sioux (Lakota) Tribù Orlala.

Tonguessy
Tonguessy
22 Gennaio 2010 1:21

Nuvola Rossa era della tribù Oglala, non Orlala.
Mi auguro che le sue previsioni si avverino.

wolf
wolf
22 Gennaio 2010 5:31

Sono andato a vedere avatar. La prima idea che mi sono fatto è che ci fosse poco da dire. – storia banale – personaggi stereotipati sostanzialmente un “cartone animato” (non so come definire, se non con questo nome antico, i lungometraggi computer-graphic based) disney-pixar. Nota positiva: il mondo disegnato al computer è bellissimo. Poi ho riflettuto sul fatto che quando un film diventa un’operazione culturale che tocca miliardi di persone in tutto il mondo, nulla può essere lasciato al caso. Ogni particolare, anche minimo, ha una valenza culturale importante. Peraltro, la storia degli ultimi decenni ci ha insegnato che Hollywood è in grado sia di recepire i segni dei tempi, sia di anticiparli, sia di influenzarli. E’, che ci piaccia o meno, il respiro di parte dell’umanità. Quella parte occidentale, pari a 1/5 della popolazione mondiale che però consuma i 4/5 delle risorse mondiali. Però è impossibile, anche, non vedere un semplicissimo meccanismo semplificativo che rende il film una favola lontana, quando invece la sopraffazione di una civiltà più potente su altre è cosa di tutti i giorni sul nostro martoriato pianeta. Il punto è si viene portati a parteggiare per la civiltà aliena, che appare chiaramente migliore della nostra,… Leggi tutto »

Pellegrino
Pellegrino
22 Gennaio 2010 7:17

* le boiate fintoambientaliste alla Al Gore
+ il mito (nefasto) del ‘buon selvaggio’
+ un pò di spiritualità neopagana di stampo new age
+ palate di ‘senso di colpa’
+ la tematica del ‘doppio’ alla Lewis Carroll
+ il risveglio della “kundalini”
+ la tematica del ‘Mondo Nuovo’ (e dell’Uomo Nuovo)
+ la dicotomia gnosticheggiante corpo/spirito (corpo astrale permanente)

il tutto, rafforzato dalla pervasivityà sensoriale del 3D, rendono questa operazione una perfetta ‘iniziazione di massa’ alla Religione Globale che il NWO ha confezionato per il ‘gregge’.

Pellegrino
Pellegrino
22 Gennaio 2010 7:19

Le boiate fintoambientaliste alla Al Gore + il mito (nefasto) del ‘buon selvaggio’ + un pò di spiritualità neopagana di stampo new age + palate di ‘senso di colpa’ + la tematica del ‘doppio’ alla Lewis Carroll + il risveglio della “kundalini” + la tematica del ‘Mondo Nuovo’ (e dell’Uomo Nuovo) + la dicotomia gnosticheggiante corpo/spirito (corpo astrale permanente), il tutto, rafforzato dalla pervasività sensoriale del 3D, rendono questa operazione una perfetta ‘iniziazione di massa’ alla Religione Globale che il NWO ha confezionato per il gregge dei trascurabili.

marcello1991
marcello1991
22 Gennaio 2010 14:36

ATTENZIONE AI SIMBOLI ED AI MESSAGGI SUBLIMINALI..

PER ESEMPIO NON C’E’ UN PERSONAGGIO “VECCHIO” MAGARI UN SAGGIO SI MA SENZA RUGHE E PERFETTAMENTE IN FORMA!

ALMENO… UNA VOLTA NEI FILMS DI INDIANI A COWBOYS C’ERANO!

I GRANDI VECCHI SAGGI AD UN PASSO DAL TRAPASSO… QUESTI PANDORIANI INVECE SEMBRA VIVANO IN ETERNO..

UMMM – questo film mi convince poco!

amarti
amarti
22 Gennaio 2010 17:13

Grazie D_A_D_O per il tuo commento!!! Il giorno in cui lo Spirito dei Nativi sarebbe dovuto tornare sulla Terra è arrivato. Questo Spirito è ben più grande della morte del corpo, e chi ha ricordato le sue vere radici non dimenticherà più, al di là del nuovo colore della sua pelle. Nonostante un nuovo genocidio si presenti ogni giorno ai nostri occhi, sfornato in vari modi più o meno occulti, il programma di occultamento della Verità che trascende ogni morte fisica è miseramente FALLITO! Migliaia di persone si sono ri-svegliate alla loro realtà più profonda, a chi sono sempre state, cioè Spirito in un corpo, che vive e rispetta ciò che lo circonda. Questo è il messaggio della trasmigrazione della mente-anima del protagonista da corpo umano ad Avatar, di cui nessuno parla se non i Mistici di ogni tempo, chi ha conosciuto la meditazione e sa VEDERE lo Spirito in ogni cosa, in ogni respiro…. Migliaia di persone sanno oggi che potranno anche essere uccise dai “cattivi” di turno, ma il loro Spirito no…. E’ finita l’era del terrore, semplicemente perchè è finita l’egemonia di chi ha voluto vendere la paura della morte. Avatar parla allo Spirito che sopravvive ad… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
22 Gennaio 2010 17:41

Migliaia di persone sanno oggi che potranno anche essere uccise dai “cattivi” di turno, ma il loro Spirito no..
Tranquilla, amarti, che se continui a scrivere Orlala ammazzi anche il loro spirito. Mai sentito parlare del potere delle parole?

anonimomatremendo
anonimomatremendo
22 Gennaio 2010 20:19

Concordo pienamente.

savi
savi
22 Gennaio 2010 23:46

Ma com’è che nessuno ha fatto caso al più importante ,secondo me, messaggio diretto ai sudamericani. All’inizio del film , viene detto che il ragazzo protagonista è stato in nell’ultima guerra terrestre dei marines ,pensate un pò dove? …IN VENEZUELA!!!!! il messaggio è diretto ai Venezuelani cazzo!!! che rientrino nei ranghi o dopo l’Iran toccherà a loro!!

L’altro messaggio diretto al mondo intero invece è abbastanza chiaro :
“In futuro ,come anche in passato, gli angloamerisrealiani saranno sempre più determinati a saccheggiare l’intera terra delle sue risorse minerarie”.
Altro che terroristi Islamici!!!
sono loro che devono essere scomparire…e al più presto

savi
savi
22 Gennaio 2010 23:47

Dimenticavo di dire che il film fa abbastanza schifo.

Tonguessy
Tonguessy
23 Gennaio 2010 8:40

“gli angloamerisrealiani saranno sempre più determinati a saccheggiare l’intera terra”.
Dici che diversamente da quanto hanno fatto finora (filantropia pura) adesso vogliono intascare qualcosa? Bah….

E se invece fosse il contrario, cioè che finora hanno saccheggiato il saccheggiabile e adesso devono fare i conti della serva e notare come alla fine il rapporto costi/benefici della manutenzione dell’impero sia alquanto traballante? Quanto costa mantenere sotto scacco militare (grosso eufemismo) intere aree del pianeta? Se l’occupazione costa più di quanto se ne ricavi, allora la fine è vicina.

amonpaike
amonpaike
23 Gennaio 2010 10:09

Mi viene voglia di postare questo video, non per razionalità ma per istinto
http://www.youtube.com/watch?v=7v9EAIdynEU

buran
buran
23 Gennaio 2010 10:32

OK, ma il Venezuela, nel film, è citato come nemico di quelli che sono i “cattivi” guerrafondai sterminatori etc., ergo…Non ci vedo nessun messaggio subliminale, anzi, questo è un ulteriore esplicito riferimento critico all’oggi. Del resto è chiaro quello che viene detto proprio da un personaggio del film: “se un popolo non ti ha fatto nulla ma è oggettivamente ostacolo alle tue mire economiche e politiche, lo dichiari “nemico” e puoi fargli quello che vuoi”

Pellegrino
Pellegrino
25 Gennaio 2010 10:20

Non sfuggirà ai più accorti che già dal titolo “Avatar” il riferimento alla Teosofia di Helena Petrovna Blavatsky è palese.
La dottrina degli ‘Avatar’, mutuata dall’induismo, è infatti uno dei cardini della teosofia blavatskyana

Foster Bailey (alto dirigente della Società Teosofica,1888-1977) in Running God’s Plan (Lucis Publishing 1972- ex Lucifer Trust)
affermò chiaramente “La New Age produrrà un Nuovo Governo Mondiale, nuovi obiettivi per l’istruzione publica e una “Nuova Religione Mondiale

Iniziate a riconoscerne le manifestazioni, prima che sia troppo tardi.

ftp
ftp
26 Gennaio 2010 7:33

Non è sicuramente il caso a guidare la trama sottile che lega in modo circolare il nuovo capolavoro di J.Cameron, Avatar, una trama dove ogni evento è un simbolo, un annuncio e una sentenza netta. Tutto il film è la rivelazione, ciò che traspare è l’ assoluta importanza di ogni singolo momento di questa storia.. a rimanere nel cuore non è tanto il trionfo dell’ amore e della verità sul profitto, ciò che rimane è l’ emozione nel ritrovare quei territori nascosti, l’ emozione di imparare di nuovo, di conoscere un passato così lontano che può diventare solo il nostro futuro più autentico, un passato, un futuro, un mondo lontano abitato da alieni in cui ci possiamo trasformare.. qualche anno fa erano macchine del tempo, ora nuovi esperimenti di ingegneria genetica, solo, possono riportarci al nostro antico essere.. i messaggi del passato non vivrebbero se non avessero più nessun futuro..come tutto su questa terra..e infatti i Na’vi parlano con i loro antenati, sono connessi a loro, ad una sapienza antica, che dura da sempre,contenuta nel nostro corpo e nelle nostre emozioni..quella sapienza che così lontana da noi, oggi, prende la forma di libri enormi che con parole, il nostro solo… Leggi tutto »