STUCCHEVOLE, FORSE. MA AVATAR E' UN FILM PROFONDO

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IMPORTANTE E CHE DA' DA PENSARE

DI GEORGE MONBIOT

guardian.co.uk

Avatar, lo strepitoso film in 3-D di James Cameron, è profondo e al tempo stesso profondamente insulso. Profondo perché, come la maggioranza dei film sugli alieni, è una metafora sul contatto fra culture diverse. Ma in questo caso la metafora è cosciente e precisa: questa è la storia dello scontro fra gli Europei e le popolazioni native dell’America. È anche profondamente insulso perché architettare un lieto fine richiede un impianto narrativo così stupido e prevedibile da far perdere di vista il pathos intrinseco del film. La sorte dei nativi americani è molto più aderente a quel che la storia racconta in un altro recente film, The Road, nel quale i sopravvissuti fuggono in preda al terrore, votati come sono all’estinzione.



Ma questa è una storia che nessuno vuole sentire, poiché rappresenta la sfida al modo in cui noi scegliamo di essere noi stessi. L’Europa è stata massicciamente arricchita dai genocidi nelle Americhe; e sui genocidi si fondano le nazioni americane. Questa è una storia che non possiamo accettare.


A seguito, "Avatar, quando i kolossal sono storie che insegnano a pensare in grande" (Adriano Scianca, secolo.it);Nel suo libro American Holocaust, lo studioso statunitense David Stannard documenta i maggiori episodi di genocidio di cui il mondo abbia mai avuto conoscenza (1). Nel 1492, nelle Americhe vivevano all’incirca 100 milioni di nativi. Alla fine del XIX secolo, quasi tutti erano stati sterminati. Molti di loro erano morti a causa delle malattie. Ma l’estinzione di massa era stata accuratamente progettata.

Quando gli Spagnoli arrivarono nelle Americhe, descrissero un mondo che difficilmente avrebbe potuto essere più diverso dal loro. L’Europa era devastata dalle guerre, dall’oppressione, dalla schiavitù, dal fanatismo, dalle malattie e dalle carestie. Le popolazioni che gli Spagnoli incontrarono erano sane, ben nutrite, pacifiche (con qualche eccezione come gli Aztechi e gli Inca), democratiche ed egalitarie. Da un capo all’altro delle Ameiche i primi esploratori, compreso Colombo, sottolinearono la straordinaria ospitalità dei nativi. I conquistadores furono affascinati dalle costruzioni mirabili — strade, canali, edifici — e alle opere artistiche che trovarono laggiù, e che in alcuni casi superavano di gran lunga qualsiasi cosa essi avessero mai visto in patria. Niente di tutto questo li trattenne dal distruggere tutto e tutti sul loro cammino.


La mattanza ebbe inizio con Colombo. Fu lui a massacrare la popolazione di Hispaniola (ora Haiti e Repubblica Dominicana) servendosi di mezzi incredibilmente brutali. I suoi soldati strappavano i bambini dalle braccia delle madri e ne spaccavano la testa contro le rocce. Davano in pasto ai loro cani da guerra bambini vivi. Una volta impiccarono 13 Indiani in onore di Cristo e dei suoi 12 apostoli, «ad un patibolo lungo, ma abbastanza basso da permettere alle dita dei piedi di toccare il terreno evitando lo strangolamento […]. Quando gli indiani furono appesi, ancora vivi, gli spagnoli misero alla prova la loro forza e le loro spade, li squarciarono in un solo colpo facendo fuoriuscire le interiora, e c’era chi faceva di peggio. Poi gettarono intorno della paglia e li bruciarono vivi» [cit. da Bartolomé de Las Casas, History of Indies, trad. e cura di Andree Collard, Harper&Row, New York 1971, p. 94, in: David E. Stannard, Olocausto americano. La conquista del Nuovo Mondo, Bollati Boringhieri 2001, p. 136 — nota mia].



Colombo ordinò che tutti i nativi consegnassero un certo quantitativo di oro ogni tre mesi: ogni volta che qualcuno non lo faceva, gli venivano mozzate le mani. Nel 1535 la popolazione nativa di Hispaniola era passata da 8 milioni a zero: una parte delle perdite era dovuta alle malattie, una parte alle uccisioni, ma la maggioranza era dovuta alla morte per fame.



I conquistadores dispiegarono la loro missione civilizzatrice nell’America centrale e meridionale. Quando non riuscivano a rivelare dove fossero nascosti i loro mitici tesori, gli indigeni venivano frustati, impiccati, affogati, squartati, sbranati dai cani, sepolti vivi o bruciati. I soldati tagliavano i seni delle donne, rimandavano i nativi ai loro villaggi con le mani e i nasi mozzati appesi attorno al collo a mo’ di collana, e cacciavano con gli Indiani con i loro cani per sport. Ma moltissimi vennero uccisi dalla schiavitù e dalle malattie. Gli Spagnoli scoprirono che era più conveniente far lavorare gli Indiani fino alla morte e poi rimpiazzarli, piuttosto che tenerli vivi: l’aspettativa di vita nelle miniere e nelle piantagioni andava dai tre ai quattro mesi. Nel giro di un secolo dal loro arrivo, circa il 95% della popolazione dell’America Centrale e Meridionale era stata annientata.



Nel corso del XVIII secolo, in California, gli Spagnoli sistematizzarono questo sterminio. Il missionario francescano Junipero Serra impiantò una serie di “missioni”: si trattava in realtà di campi di concentramento che utilizzavano il lavoro degli schiavi. I nativi erano raggruppati a forza in squadre e fatti lavorare nei campi, con un quinto delle calorie concesse agli schiavi afro-americani nel XIX secolo. Morivano di stenti, di fame e di malattia con spaventosa rapidità, e venivano continuamente rimpiazzati liquidando così le popolazioni indigene. Junipero Serra, l’Eichmann della California, è stato beatificato dal Vaticano nel 1988. Adesso gli manca soltanto di aver operato un miracolo per essere fatto santo (2).

Mentre gli Spagnoli erano guidati soprattutto dall’avidità e dalla brama di oro, gli Inglesi che colonizzarono il Nord America volevano la terra. In New England essi accerchiarono i villaggi dei nativi americani e ne massacrarono gli abitanti mentre dormivano. Mentre dilagava verso occidente, il genocidio veniva giustificato e sostenuto ai massimi livelli. George Washington ordinò la totale distruzione degli insediamenti e della terra degli Irochesi. Thomas Jefferson dichiarò ch le guerre della sua nazione contro gli Indiani sarebbero proseguite finché ogni tribù non fosse stata «sterminata o sospinta al di là del Mississippi». In Colorado, nel corso del massacro di Sand Creek, nel 1864, truppe paludate sotto bandiere di pace trucidarono gente disarmata, uccidendo bambini e neonati, mutilando i corpi e strappando alle vittime i genitali per farne borse da tabacco o appenderli come ornamento ai loro cappelli. Theodore Roosevelt definì questo evento «un’azione legittima e giovevole come quelle che accadevano solitamente sulla frontiera».

La mattanza non è finite: il mese scorso il Guardian riportava che in Amazzonia occidentale dei rancheros brasiliani, dopo aver ridotto in schiavitù parte dei membri di una tribù della foresta, avevano tentato di uccidere i superstiti (3). Cionondimeno, i più grandi atti di genocidio della storia difficilmente turbano la nostra coscienza collettiva. Forse è questo che sarebbe accaduto se i Nazisti avessero vinto la seconda guerra mondiale: l’Olocausto sarebbe stato negato, giustificato o minimizzato nello stesso modo, e continuato. Le nazioni responsabili — Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti ed altri — non accetteranno il confronto, ma le soluzioni finali perseguite nelle Americhe sono state di gran lunga più efficaci. Coloro che le commissionarono o le avallarono sono e restano eroi nazionali o religiosi. Coloro che cercano di stimolare la nostra memoria sono ignorati o condannati.

Questo è il motivo per cui la destra odia Avatar. Sul Weekly Standard, di orientamento neocon, John Podhoretz lamenta che questo film assomiglia a uno di quei «western revisionisti» in cui «gli Indiani diventano bravi ragazzi e gli americani teppisti» (4). Dice anche che questo spingerà gli spettatori a «fare il tifo per la disfatta dei soldati americani per mano dei ribelli». Ribelli è una parola interessante per definire il tentativo di resistere a un’invasione: ribelle, come selvaggio, è il termine con cui definiamo qualcuno che ha qualcosa che noi vogliamo. L’Osservatore Romano, organo ufficiale del Vaticano, ha già bollato il film come «nient’altro che una parabola anti-imperialistica e anti-militaristica» (5).

Ma perlomeno la destra sa che cosa attacca questo film. Sul New York Times il critico liberal Adam Cohen celebra Avatar perché difende il bisogno di sapere la verità (6). Esso rivela, dice lui, «il ben noto principio del totalitarismo e del genocidio — che è più facile opprimere quelli che non vediamo». Ma con meravigliosa e inconscia ironia egli deforma l’ovvia dirompente metafora, e sostiene che il film prende di mira le atrocità naziste e sovietiche. Siamo diventati tutti esperti nella nobile arte di non vedere.

Concordo con i critici di destra sul fatto che Avatar è grossolano, stucchevole e banale. Ma esso ci parla di una verità più importante — e più pericolosa — di quelle contenute in mille film indipendenti.

Note:


1. David E Stannard, 1992. American Holocaust. Oxford University Press. Salvo diversa indicazione, tutti gli eventi storici qui menzionati sono tratti dal libro in questione..

2. http://www.latimes.com/news/local/la-me-miracle28-2009aug28,0,2804203.story

3. http://www.guardian.co.uk/world/2009/dec/09/amazon-man-in-hole-attacked

4. http://www.weeklystandard.com/Content/Public/Articles/000/000/017/350fozta.asp

5. http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/news/2802155/Vatican-hits-out-at-3D-Avatar.html

6. http://www.nytimes.com/2009/12/26/ opinion/26sat4.html

Versione originale:

George Monbiot

Fonte: www.guardian.co.uk

Link: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/cifamerica/2010/jan/11/mawkish-maybe-avatar-profound-important

11.01.2010

Versione italiana:

Fonte: www.alessandracolla.net

Link: http://www.alessandracolla.net/?p=368

19.01.2010

Traduzione a cura di ALESSANDRA COLLA

Commenti (30)

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    1. ftp 26 gennaio 2010

      Non è sicuramente il caso a guidare la trama sottile che lega in modo circolare il nuovo capolavoro di J.Cameron, Avatar, una trama dove ogni evento è un simbolo, un annuncio e una sentenza netta.
      Tutto il film è la rivelazione, ciò che traspare è l' assoluta importanza di ogni singolo momento di questa storia.. a rimanere nel cuore non è tanto il trionfo dell' amore e della verità sul profitto, ciò che rimane è l' emozione nel ritrovare quei territori nascosti, l' emozione di imparare di nuovo, di conoscere un passato così lontano che può diventare solo il nostro futuro più autentico, un passato, un futuro, un mondo lontano abitato da alieni in cui ci possiamo trasformare.. qualche anno fa erano macchine del tempo, ora nuovi esperimenti di ingegneria genetica, solo, possono riportarci al nostro antico essere..
      i messaggi del passato non vivrebbero se non avessero più nessun futuro..come tutto su questa terra..e infatti i Na'vi parlano con i loro antenati, sono connessi a loro, ad una sapienza antica, che dura da sempre,contenuta nel nostro corpo e nelle nostre emozioni..quella sapienza che così lontana da noi, oggi, prende la forma di libri enormi che con parole, il nostro solo linguaggio, vogliono indicarci la verità, nascosta nella terra, nella terra su cui camminiamo, per ricordarci che ci tiene in vita,che ci sostiene..ma è ancora tutta da essere scoperta..e per ora rimane lì..
      i Na'vi la cercano..le coincidenze non vogliono essere interpretate, ma solo seguite..messaggi..briciole di pane che indicano che la strada battuta è quella giusta, non importa sapere perchè..la fiducia diviene un modo di vivere, il destino una rivelazione..non sanno dove andranno ma sanno cosa è importante..sanno che il significato è la loro vita, mai conclusa, mai finita eppure perfetta..
      volano e con le loro ali hanno un rapporto che dura una vita..
      Ma niente commuove di più di questo ragazzo.."stupido..sì ma con un grande cuore"..emoziona la scoperta che lui fa di nuovo di quei territori per poi non perderli mai..ha perso le gambe solo per ricordarsi delle sue vere gambe..

      dal mio blog spumasulconfine.blogspot.com

    1. Pellegrino 25 gennaio 2010

      Non sfuggirà ai più accorti che già dal titolo "Avatar" il riferimento alla Teosofia di Helena Petrovna Blavatsky è palese.
      La dottrina degli 'Avatar', mutuata dall'induismo, è infatti uno dei cardini della teosofia blavatskyana

      Foster Bailey (alto dirigente della Società Teosofica,1888-1977) in Running God's Plan (Lucis Publishing 1972- ex Lucifer Trust)
      affermò chiaramente "La New Age produrrà un Nuovo Governo Mondiale, nuovi obiettivi per l'istruzione publica e una "Nuova Religione Mondiale

      Iniziate a riconoscerne le manifestazioni, prima che sia troppo tardi.

    1. buran 23 gennaio 2010

      OK, ma il Venezuela, nel film, è citato come nemico di quelli che sono i "cattivi" guerrafondai sterminatori etc., ergo...Non ci vedo nessun messaggio subliminale, anzi, questo è un ulteriore esplicito riferimento critico all'oggi. Del resto è chiaro quello che viene detto proprio da un personaggio del film: "se un popolo non ti ha fatto nulla ma è oggettivamente ostacolo alle tue mire economiche e politiche, lo dichiari "nemico" e puoi fargli quello che vuoi"

    1. amonpaike 23 gennaio 2010

      Mi viene voglia di postare questo video, non per razionalità ma per istinto
      http://www.youtube.com/watch?v=7v9EAIdynEU

    1. Tonguessy 23 gennaio 2010

      "gli angloamerisrealiani saranno sempre più determinati a saccheggiare l'intera terra".

      Dici che diversamente da quanto hanno fatto finora (filantropia pura) adesso vogliono intascare qualcosa? Bah....


      E se invece fosse il contrario, cioè che finora hanno saccheggiato il saccheggiabile e adesso devono fare i conti della serva e notare come alla fine il rapporto costi/benefici della manutenzione dell'impero sia alquanto traballante? Quanto costa mantenere sotto scacco militare (grosso eufemismo) intere aree del pianeta? Se l'occupazione costa più di quanto se ne ricavi, allora la fine è vicina.

    1. savi 22 gennaio 2010

      Dimenticavo di dire che il film fa abbastanza schifo.

    1. savi 22 gennaio 2010

      Ma com'è che nessuno ha fatto caso al più importante ,secondo me, messaggio diretto ai sudamericani. All'inizio del film , viene detto che il ragazzo protagonista è stato in nell'ultima guerra terrestre dei marines ,pensate un pò dove? ...IN VENEZUELA!!!!! il messaggio è diretto ai Venezuelani cazzo!!! che rientrino nei ranghi o dopo l'Iran toccherà a loro!!

      L'altro messaggio diretto al mondo intero invece è abbastanza chiaro :
      "In futuro ,come anche in passato, gli angloamerisrealiani saranno sempre più determinati a saccheggiare l'intera terra delle sue risorse minerarie".
      Altro che terroristi Islamici!!!
      sono loro che devono essere scomparire...e al più presto

    1. anonimomatremendo 22 gennaio 2010

      Concordo pienamente.

    1. Tonguessy 22 gennaio 2010

      Migliaia di persone sanno oggi che potranno anche essere uccise dai "cattivi" di turno, ma il loro Spirito no..

      Tranquilla, amarti, che se continui a scrivere Orlala ammazzi anche il loro spirito. Mai sentito parlare del potere delle parole?

    1. amarti 22 gennaio 2010

      Grazie D_A_D_O per il tuo commento!!!

      Il giorno in cui lo Spirito dei Nativi sarebbe dovuto tornare sulla Terra è arrivato.
      Questo Spirito è ben più grande della morte del corpo, e chi ha ricordato le sue vere radici non dimenticherà più, al di là del nuovo colore della sua pelle.
      Nonostante un nuovo genocidio si presenti ogni giorno ai nostri occhi, sfornato in vari modi più o meno occulti, il programma di occultamento della Verità che trascende ogni morte fisica è miseramente FALLITO!
      Migliaia di persone si sono ri-svegliate alla loro realtà più profonda, a chi sono sempre state, cioè Spirito in un corpo, che vive e rispetta ciò che lo circonda.
      Questo è il messaggio della trasmigrazione della mente-anima del protagonista da corpo umano ad Avatar, di cui nessuno parla se non i Mistici di ogni tempo, chi ha conosciuto la meditazione e sa VEDERE lo Spirito in ogni cosa, in ogni respiro....
      Migliaia di persone sanno oggi che potranno anche essere uccise dai "cattivi" di turno, ma il loro Spirito no....
      E' finita l'era del terrore, semplicemente perchè è finita l'egemonia di chi ha voluto vendere la paura della morte.
      Avatar parla allo Spirito che sopravvive ad ogni genocidio, parla a Te e a Me, a quel Me che sa di essere sempre stato qua, ovunque.

      Grazie d_a_d_o per la tua condivisione:

      “Questo è il giorno. Questo è il giorno che il sole si è voltato.
      Il nostro cuore è pieno di piaghe che ci avete portato voi. Il mio popolo ha perso la potenza, è debole e disperso.
      La situazione della mia gente mi riempie di angoscia.
      Risparmiate le donne e i bambini.
      Noi abbiamo combattuto contro gli uomini e vogliamo comportarci da uomini.
      Siete venuti nella nostra terra e vi abbiamo accolto come fratelli e sorelle.
      Poi ci avete preso l’anima e con l’inganno il comando.
      Erano nostre le praterie dove trovavamo cibo, e riparo dal freddo.
      Erano nostre le stelle, che ci guidavano il cammino.
      Avevamo tutto, ora voi avete tutto quello che era nostro.
      Avevamo la vita, ora anche la nostra vita vi appartiene.
      Verrà un giorno, lo so, che il nostro popolo risorgerà.
      Verrà un giorno, lo so, che ci alzeremo ancora in piedi e vi scacceremo dalla nostra terra.
      Verrà un giorno, che capirete cosa è il male, e questa terra tornerà al popolo degli uomini.
      Per sempre!”

      Nuvola Rossa. Capo Sioux (Lakota) Tribù Orlala.

    1. marcello1991 22 gennaio 2010

      ATTENZIONE AI SIMBOLI ED AI MESSAGGI SUBLIMINALI..

      PER ESEMPIO NON C'E' UN PERSONAGGIO "VECCHIO" MAGARI UN SAGGIO SI MA SENZA RUGHE E PERFETTAMENTE IN FORMA!

      ALMENO... UNA VOLTA NEI FILMS DI INDIANI A COWBOYS C'ERANO!

      I GRANDI VECCHI SAGGI AD UN PASSO DAL TRAPASSO... QUESTI PANDORIANI INVECE SEMBRA VIVANO IN ETERNO..

      UMMM - questo film mi convince poco!

    1. Pellegrino 22 gennaio 2010

      Le boiate fintoambientaliste alla Al Gore + il mito (nefasto) del 'buon selvaggio' + un pò di spiritualità neopagana di stampo new age + palate di 'senso di colpa' + la tematica del 'doppio' alla Lewis Carroll + il risveglio della "kundalini" + la tematica del 'Mondo Nuovo' (e dell'Uomo Nuovo) + la dicotomia gnosticheggiante corpo/spirito (corpo astrale permanente), il tutto, rafforzato dalla pervasività sensoriale del 3D, rendono questa operazione una perfetta 'iniziazione di massa' alla Religione Globale che il NWO ha confezionato per il gregge dei trascurabili.

    1. Pellegrino 22 gennaio 2010

      * le boiate fintoambientaliste alla Al Gore
      + il mito (nefasto) del 'buon selvaggio'
      + un pò di spiritualità neopagana di stampo new age
      + palate di 'senso di colpa'
      + la tematica del 'doppio' alla Lewis Carroll
      + il risveglio della "kundalini"
      + la tematica del 'Mondo Nuovo' (e dell'Uomo Nuovo)
      + la dicotomia gnosticheggiante corpo/spirito (corpo astrale permanente)

      il tutto, rafforzato dalla pervasivityà sensoriale del 3D, rendono questa operazione una perfetta 'iniziazione di massa' alla Religione Globale che il NWO ha confezionato per il 'gregge'.

    1. wolf 22 gennaio 2010

      Sono andato a vedere avatar.

      La prima idea che mi sono fatto è che ci fosse poco da dire.
      - storia banale
      - personaggi stereotipati
      sostanzialmente un "cartone animato" (non so come definire, se non con questo nome antico, i lungometraggi computer-graphic based) disney-pixar.



      Nota positiva: il mondo disegnato al computer è bellissimo.



      Poi ho riflettuto sul fatto che quando un film diventa un'operazione culturale che tocca miliardi di persone in tutto il mondo, nulla può essere lasciato al caso. Ogni particolare, anche minimo, ha una valenza culturale importante.



      Peraltro, la storia degli ultimi decenni ci ha insegnato che Hollywood è in grado sia di recepire i segni dei tempi, sia di anticiparli, sia di influenzarli. E', che ci piaccia o meno, il respiro di parte dell'umanità. Quella parte occidentale, pari a 1/5 della popolazione mondiale che però consuma i 4/5 delle risorse mondiali.



      Però è impossibile, anche, non vedere un semplicissimo meccanismo semplificativo che rende il film una favola lontana, quando invece la sopraffazione di una civiltà più potente su altre è cosa di tutti i giorni sul nostro martoriato pianeta.



      Il punto è si viene portati a parteggiare per la civiltà aliena, che appare chiaramente migliore della nostra, in base a valori quali il vivere in armonia con ciò che ci circonda. E i cattivi che non comprendono quanto gli spilungoni blu siano meglio di noi sotto tutti i punti di vista, sono così stupidi da non avere alcuna giustificazione.



      Il problema è che il messaggio che passa, in questo modo, è che il rispetto per il diverso è ammissibile laddove il diverso si dimostra essere migliore di noi, in una scala di valori che comunque è fottutamente e pervicacemente nostra.
      Resta esclusa, per convenzione, la possibilità di rispetto per il diverso non compreso, ovvero i cui valori non siano sovrapponibili ai nostri, sia pure alternativi a quelli del dominio del profitto.



      E così è difficile identificare nei marines che per conto di società private stanno lì a derubare un pianeta che contiene un certo minerale di enorme valore la metafora dei marines che sono in afghanistan o in irak per prendersi il petrolio.
      Perchè quelli, afghani o irakeni, sono terroristi e portatori di una civiltà retrogada, da cui nulla possiamo imparare.



      E' difficile pensare che la semplice resistenza con archi e frecce del popolo di pandora alla sopraffazione viene disegnata come atti di terrorismo ingiustificabile ogni giorno sui media.



      Insomma... si parla di una favola... ma il film si guarda bene dallo spingere a fondo l'acceleratore sul piano della metafora.
      La gente esce di là convinta che gli esseri umani, genericamente, siano cattivi, (difficile da negare, anche se pieni di ottimismo) ma che esistano anche i buoni. E i buoni alla fine vincano.
      Che i militari siano cattivi, ma siano anche così stupidi che in fondo i loro giochi sono trasparenti e sia facile sconfiggerli.



      Per cui il messaggio è a dir poco edulcorato e Avatar è un'astuta operazione commerciale, che sfrutta il senso di inquietudine che attanaglia l'occidente in questi tempi di crisi ponendo ben attenzione a non far riflettere su nulla, dandosi una verniciatina di ambientalismo e tolleranza falsi quanto irrealistici.



      Eh sì.
      Forse qualcosa abbiamo sbagliato. Un tantinello.
      E a hollywood piace soffiare sul fuoco dell'inquietudine, tirandoci su soldi.
      E niente altro.



      I ribelli sono belli e romantici nelle favole. Nella realtà si chiamano terroristi e sono brutti, stupidi, cattivi, immorali e le favole con la realtà non c'entrano niente. Non te lo ha spiegato nessuno?

    1. Tonguessy 22 gennaio 2010

      Nuvola Rossa era della tribù Oglala, non Orlala.

      Mi auguro che le sue previsioni si avverino.

    1. d_a_d_o 21 gennaio 2010

      “Questo è il giorno. Questo è il giorno che il sole si è voltato.
      Il nostro
      cuore è pieno di piaghe che ci avete portato voi. Il mio popolo ha perso la
      potenza, è debole e disperso.
      La situazione della mia gente mi riempie di
      angoscia.
      Risparmiate le donne e i bambini.
      Noi abbiamo combattuto contro gli
      uomini e vogliamo comportarci da uomini.
      Siete venuti nella nostra terra e vi
      abbiamo accolto come fratelli e sorelle.
      Poi ci avete preso l’anima e con
      l’inganno il comando.
      Erano nostre le praterie dove trovavamo cibo, e riparo
      dal freddo.
      Erano nostre le stelle, che ci guidavano il cammino.
      Avevamo
      tutto, ora voi avete tutto quello che era nostro.
      Avevamo la vita, ora anche
      la nostra vita vi appartiene.
      Verrà un giorno, lo so, che il nostro popolo
      risorgerà.
      Verrà un giorno, lo so, che ci alzeremo ancora in piedi e vi
      scacceremo dalla nostra terra.
      Verrà un giorno, che capirete cosa è il male, e
      questa terra tornerà al popolo degli uomini.
      Per sempre!”



      Nuvola Rossa. Capo Sioux (Lakota) Tribù Orlala.

    1. Tonguessy 21 gennaio 2010

      Tu non sei occidentale, vero?

    1. nettuno 21 gennaio 2010

      Tra poco saranno gli occidentali ad essere sacrificati. La loro corruzione e la loro religione li porterà alla estinzione..

    1. renatino 21 gennaio 2010

      Interesante articolo se:
      ma c'era bisogno di andare così al dettaglio su cosa ci facevano con le parti genitali?!

      A me pare che sia diventata una mania generale quella di orririficare alla massima potenza ogni cosa!!

      Il fatto che l'articolo provenga dagli UK mi fa venire il dubbio se forse non sia un pò troppo montato dal fatto che ancora gli brucia di aver perso quella colonia!!

    1. rosmer 21 gennaio 2010

      Non ha senso distinguere significato e significante in un opera d'arte. E' un insieme organico e non basta dire che siccome il significante è bello e spettacolare, il significato, sterotipato e banale, conta meno nella valutazione del film.
      Anzi, proprio l'enorme sforzo sul piano della spettacolarità, che fa di Avatar il film più costoso della storia del cinema, rende inaccettabile la pochezza della drammaturgia.
      Tra pochi anni, quando lo stupore iniziale per l'uso a profusione del mezzo digitale, sarà svanito per l'inevitabile progresso, ci si renderà conto di che occasione mancata sia stato il film.
      Del resto il motivo vero per cui la storia è così banale e scontata è il fatto che il target dei produttori hollywoodiani e l'adolescente USA, su cui si basa la valutazione economica di rientro dei costi. Per questo non si è osato nulla e si è preferito cucinare l'ennesima variazione sul tema, non certo per specifica incapacità degli sceneggiatori.

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