STELLA, STELLINA

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DI EUGENIO BENETAZZO

eugeniobenetazzo.com

Ve la ricordate ? Stella, stellina, la notte è piccolina, tutti gli animaletti dormono stretti stretti, e anch’io con la mia mamma, adesso vado a nanna. Chissà quante volte ve l’hanno cantata quando eravate dei pargoletti in culla durante la tenera età ! Direi ora di proporre un rifacimento per adeguarla ai tempi che ci attendono: stella, stellina, il peggio si avvicina, la notte è molto scura, ed io ho tanta paura. Le recenti esternazioni di istituzioni e capi di governo in Europa riguardanti la situazione macroeconomica dell’Europa non possono essere lasciate al mero commento quotidiano, ma devono tentare di essere interpretate. Angela Merkel che propone con rigore teutonico e severità britannica l’uscita dall’area Euro per tutti i paesi non allineati ai parametri di Maastricht, Mario Draghi, in qualità di Presidente del Financial Stability Board, che mette in guardia circa la efficacia e durata della cosidetta “ripresina” in atto, e Jean Claude Trichet che dissente aspramente su queste esternazioni.

Nella foto: Jean Claude Trichet Possiamo noi fidarci di questi “cappellai matti” che negli anni precedenti non hanno saputo prevedere che cosa sarebbe accaduto all’economia europea aprendo le frontiere alle merci “globalizzate” di Cindia e parallelamente dando il via alla fiera della cuccagna facendo prestare denaro a tutti senza tanti complimenti ? Come può un’area geografica (la vecchia Europa) che ha voluto inizialmente ostentare tutta la sua magnificenza puntando sul potenziale manifatturiero interno e su grandi flussi di export avere un futuro industriale ed occupazionale, se ora assistiamo lentamente ad una progressiva opera di deindustrializzazione. Ci hanno sempre osannato la privatizzazione di ogni risorsa nazionale come la strada vincente per il successo e la crescita del PIL, ma adesso ci accorgiamo che tutti i governi europei sono dovuti intervenire per dare ossigeno ad un malato ormai moribondo ed in prossimità di uno stadio terminale.



I malati aumentano mese dopo mese, quasi come se ci fosse una epidemia che porta in seguito al contagio finanziario al successivo collasso industriale. Prima era la Grecia a preoccupare, ormai la quarantena si allarga sempre più arrivando a mettere in discussione anche il futuro del Regno Unito, il paese europeo con le famiglie più indebitate. Quest’anno il quadro peggiorerà violentemente durante il secondo semestre facendo emergere situazioni di ingestibilità strutturale anche per la Spagna e l’Italia. Il paese iberico paga pesantemente un modello di sviluppo insostenibile sul medio/lungo termine, incentrato sulla speculazione immobiliare e su un potenziale turistico farlocco. Forse in otto anni riassorbiranno l’invenduto, ammesso che le due grandi banche spagnole non collassino prima e portino il paese al default finanziario.

Tuttavia per il vecchio stivale la situazione è molto più tragica: di fatto stiamo svendendo e polverizzando le uniche risorse che rappresentavano il vanto del nostro paese: il potenziale manifatturiero (artigianato e distretti industriali) ed il marchio made in italy, che ormai non ha più alcuna valenza significativa. Entro sette anni perderemo almeno il 40 % della nostra capacità manifatturiera: significa altri milioni di posti di lavoro che si aggiungeranno a quelli attuali, nella speranza che qualcuno si inventi come proporre l’assorbimento o il riciclo attraverso altri nuovi settori (e quali sarebbero di grazia ?). Interventi immediati per alleviare il dolore di chi sta morendo ce ne sono: e non ci vuole tanta fantasia per inventarli, basta semplicemente andare a copiare dai paesi che al momento stanno sorprendendo il mondo. Mi riferisco a misure contingenti da attuare quanto prima come la nazionalizzazione del sistema bancario, la tassazione della prostituzione, la detassazione degli utili investiti, l’abbattimento coatto dei costi di rappresentanza popolare (tradotto significa ridurre drasticamente i compensi di chi ci governa, partendo dall’europarlamentare arrivando al consigliere comunale), la difesa integrale del vero prodotto artigianale italiano, non dimenticando infine l'imposizione di dazi doganali per tutti quei prodotti porcheria che invece entrano liberamente in Europa ed in Italia, una minaccia per le nostre aziende oltre che per la nostra salute.



Possibile che chi governa il nostro paese non si renda conto di quello che sta accadendo ? Sono forse così assorbiti dalla loro beghe di partito (tanto la destra quanto la sinistra) da non sentire il lamento dell’imprenditore morente, soffocato ormai da un sistema bancario che decide la vita o la morte della piccola impresa ? Forse a tutto questo vi è un’altra lettura ? Forse. Potrebbero sapere infatti benissimo che cosa sta accadendo, proprio perché a qualcuno interessa la morte del moribondo. Chi sarebbe allora questo qualcuno interessato ad un’Italia che si appresterà a fare la fine della Grecia ? Per una volta tanto proviamo a fare dietrologia. Per chi non lo sapesse ancora, l’Italia è il paese più ricco al mondo, ma non per ricchezze depositate nel sottosuolo, quanto per risorse ed attrazioni ubicate nel soprasuolo. Abbazie, musei, teatri, pinacoteche, ville, quadri, statue, parchi e comprensori faunistici, spiagge demaniali ovvero quello che viene volgarmente chiamato il patrimonio artistico e naturalistico.



Noi italiani saremo anche quattro volte campioni del mondo al gioco del calcio, ma nella gestione e sfruttamento economico di patrimoni e risorse dobbiamo solo imparare da tutti. Visto che gli italiani non sanno valorizzare e sfruttare economicamente un patrimonio in termini di ricchezza che tutti gli altri ci invidiano, vi possono essere degli operatori e soggetti economici (multinazionali, fondi sovrani, fondi speculativi, famiglie di banchieri) che potrebbero essere interessati ad impossessarsi di queste fenomenali ed inesauribili risorse, acquistandole o rilevandone i diritti di sfruttamento per i prossimi secoli a venire. Se questo vi sembrerà una pazzia ricordate che qualche istituzione autorevole ha recentemente proposto la vendita delle isole greche per risanare la situazione economica proprio della Grecia !
Per cui quando arriverà anche il momento dell’Italia (perché state certi che arriverà) a quel punto verranno proposte come soluzioni quelle solitamente avanzate dal FMI ovvero la privatizzazione delle risorse del paese. Se questa ipotesi vi sembra irrealizzabile, riflettete un momento su chi è stato nominato a gestire il Ministero del Turismo con l’attuale governo e chi invece era stato incaricato di promuoverlo nella precedente legislazione. Stella, stellina, il peggio si avvicina, la notte è molto scura, ed io ho tanta paura.



Eugenio Benetazzo

Fonte: www.eugeniobenetazzo.com

Link: http://www.eugeniobenetazzo.com/stella_stellina.htm

18.03.2010

Commenti (34)

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    1. AlbertoConti 20 marzo 2010

      Non è fantascienza, l'euro-dollaro è già una moneta unica fin dall'inizio dell'euro, e nonostante questo vanno a picco, insieme. Quanto a garanzia dell'ordine mondiale non mi pare che ci siamo dimostrati tanto virtuosi da meritarci l'attuale supremazia. I cinesi se non altro quando vanno negli altri continenti, a procurarsi ciò di cui hanno bisogno, invece di portare morte e distruzione pagano con la loro moneta, più autentica dell'euro-dollaro-sterlina-yen nonostante debba confrontarsi con essa.

    1. Kerkyreo 20 marzo 2010

      Non so! Questa teoria e' sicuramente plausibile, ma io la vedo un po diversamente!
      Sinceramente credo che ci sia qualcosa in atto, un processo di cambiamento volto a cambiare l'asse economico mondiale.
      Non credo nei microchip impiantati nelle mani o ai complotti catastrofici, piuttosto credo in quello che vedo nella vita di oggi, cercando di reperire piu' informazioni possibili da tutte le fonti e attraverso tutti i canali d'informazione.
      Questo per usare un po il cervello!!
      La continua ascesa economica di Cina e India, che da sole contano il 40% della popolazione mondiale, fa si che il baricentro economico mondiale si sposti verso oriente, di conseguenza le previsioni future sull'economia vedono questi due paesi come le nuove potenze economiche mondiali.( Cina in particolare)
      Ma come sicuramente saprete, potenza economica e' sinonimo di potenza militare e tecnologica, quindi non e' cosi' semplice lasciare il COMANDO DEL MONDO ad altri, cedere il testimone e lasciare che un altro popolo ti surclassi.
      L'economia europea ed americana sono strutturate meglio dell'economie orientali, ma in futuro potranno comunque essere superate se agiranno separatamente contro di esse.
      Ma se si creasse un unica economia euro americana basata su un unica moneta allora forse la Cina e l'india avrebbero un concorrente all'altezza.
      Non credo che sia fantascienza, anzi !

    1. Drachen 20 marzo 2010

      altro bel commento Tongue, condivido.

    1. AlbertoConti 20 marzo 2010

      Abbiamo due approcci diversi al problema, il che non significa che non si possa dialogare. Tu ti preoccupi del cosa fare, io del cosa sapere. La costante del grillismo è la ricerca vana di uno sbocco pratico alle "rivelazioni" del maestro, vana perchè non è mai stato questo il fine del maestro, ma non solo, c'è un motivo di fondo più universale: le risposte pratiche sono tanto più incosistenti quanto più sono parziali, e il nostro dibattere quotidiano è centrato su questioni parziali, epifenomeni di un malessere che ha radici ben più profonde e universali. Solo che non le si affronta mai perchè sembrano distanti dal quotidiano, difficili da comprendere con la pancia e con la ragione, troppo grandi per essere risolvibili nel nostro piccolo. E' un problema che affligge l'umanità intera, probabilmente per ragioni biologiche, per l'incapacità di concepire le relazioni reciproche oltre un ristretto numero di "contatti", mentre la globalizzazione ci sbatte in faccia continuamente relazioni di fatto con 7 miliardi di nostri simili, anche "solo" attraverso il mercato.
      Per questo do la priorità al conoscere, per abbattere questa distanza psicologica tra il pensiero e l'azione. Le conseguenze paradossalmente sono estremamente pratiche. Uno dei delitti più gravi di quest'epoca è proprio la distruzione culturale di un atteggiamento spirituale in India e Cina, triturate dallo sviluppo tecnologico. E' ora che dall'interno delle nostre contraddizioni si riprenda il cammino inverso, e Grillo va benissimo in questo senso, anche se c'è di meglio. Ma un passo alla volta. L'indicatore di questo cambiamento è la consapevolezza dell'interiorizzazione dei problemi, del fatto che ci appartengono personalmente, e non serve a nulla proiettarli sui cattivi la fuori. Non che non esistano, certo che sono reali, ma sono esattamente il prodotto delle nostre proiezioni. Capito questo l'utopia democratica diventa realtà.

    1. gamma5 19 marzo 2010

      "infine l'imposizione di dazi doganali per tutti quei prodotti porcheria che invece entrano liberamente in Europa ed in Italia, una minaccia per le nostre aziende oltre che per la nostra salute."...porcheria cosa il monitor la tastiera e ovviamente il computer che stiamo usando, il 100% delle fotocamere digitali, il 100% delle tv a schermo piatto, il 100% dei telefonini che usiamo??!!! e potrei continuare così con infiniti altri esempi!!!....cioè egregio signor E. Benetazzo lei vorrebbe che cominciassimo a investire cospicui capitali per iniziare a produrre nei patrii confini cineserie tipo chessò, le pilette a led, petardi da far scoppiare a capodanno, collanine varie, e altre cosucce orientali che si possono trovare nei "tutto ad un euro"??? ovviamente pagando gli operai a 200 euro mese sennò chi le comprerebbe mai a prezzo italiano!!! insomma Lei penserebbe di risolvere il problema Italia imponendo rigorosi dazi a simili manifatture?

      PS: in Cina ogni anno si "sfornano" 500.000 (cinquecentomila) ingegnieri di vario tipo, un esercito....mettiamoci il cuore in pace il prossimo secolo sarà il secolo della Cina.

    1. Earth 19 marzo 2010

      "quindi serve anche qualcuno che decida e raccoglie i punti positivi della discussione e li relaziona."

      Un altro problema e': chi decide quali proposte sono buone e quali quelle cattive? Arrivati a questo punto mi sa che finisce questo breve viaggio, perche' gia mi immagino i litigi...
      Ecco forse perche' non si e' mai arrivati a una soluzione, perche' e' IMPOSSIBILE mettere d'accordo un gruppo di persone con le idee piu' disparate, si tende sempre a considerare giusto cio' che e' piu' vicino al proprio modo di ragionare...
      A questo punto rimane soltanto la possibilita' di provare predire gli eventi...

    1. Earth 19 marzo 2010

      Ottimo, con queste tue informazioni possiamo iniziare a delineare una cronologia degli eventi

      "E' chiaro che individualmente non si risolve un problema globale, neanche in gruppo fino a che non si fa massa critica (che in questo caso dev'essere enorme)"
      La quantita' delle persone necessarie dipende dalla popolazione totale, dunque per facilitarci il compito possiamo spezzare l'insieme in sottoinsiemi, le nazioni per l'appunto, piu' e' piccola la nazione e prima si vedono i risultati di una tecnica, decidere quale sara' quella di partenza non e' prioritario, anche se penso che l'italia gia' va bene. Una volta che un paese si risolleva ed e' fuori dagli schemi, sicuramente fara' notizia e gli altri probabilmente copieranno l'impostazione.

      Per quanto riguarda la massa critica e la comprensione hai dato tu stesso la risposta scrivendo:
      "La democrazia è questo, e se non funziona è perchè non si forma abbastanza volontà precisa."
      Come si ottiene una volonta' precisa? Serve un catalizzatore, puo' essere una persona, una ideologia o uno strumento. Uno di questi a sua volta avra' degli strumenti che lo aiutano ad espandersi. Mi spiego con esempi pratici.
      Il primo V-day e' stato un successo. Il catalizzatore era Beppe Grillo, il quale era gia' conosciuto in passato, quindi possiamo ricavare che per un catalizzatore serve pubblicita' e fiducia, la quale deriva dall'onesta, in quanto G. nell'opinione pubblica dei tempi era una persona che diceva solo verita'. Quali strumenti utilizzava G.? Ha utilizzato un blog, aiutato dalla casaleggio associati (in modo non definito, per le mie conoscenze), che era collegato direttamente in home page al meetup, di cui G. stesso pubblicizzava. Infine, capendo che questi sono tutti strumenti di strumenti, ramificati a loro volta, ha utilizzato l'elemento chiave: IL PASSAPAROLA. Gente che metteva volantini ovunque, io ai tempi seguivo il suo blog e mi sono stupito quando in gelateria sotto casa mi son trovato il volantino del vday, da non dimenticare il totale silenzio stampa, dunque tutto off the record.

      Voglio rispondermi alla mia domanda di prima, come introdurre le persone a un discorso sul capire il come fare anziche' il perche' e' cosi'. Necessita uno strumento facile da trovare, infatti qua probabilmente la discussione finira' una volta che l'articolo sara' fuori home, ma soprattutto da catalogare i punti accertati, quindi serve anche qualcuno che decida e raccoglie i punti positivi della discussione e li relaziona.

      Sono d'accordo con te sul primo messaggio, hai introdotto dei punti che deve avere il nuovo sviluppo economico, ma al tempo stesso penso che sia prematuro parlare di moneta, altrimenti si finisce in un discorso prettamente accademico in cui compaiono keynesiani, rothbardiani, ecc. si parla di tutto per non cambiare nulla.

      Domanda: Grillo, con il suo vday, era riuscito a catalizzare una massa critica?

    1. Tonguessy 19 marzo 2010

      Non capisco il tuo commento. Comunque: credi che rimetterci la poltrona per i politici, abituati bene come sono, sia una cosa di poco conto? Se perdono quella portrona DEVONO LAVORARE. Beh, se non si accontentano della megapensione cui hanno diritto dopo 2 anni di "lavoro" a Roma.

    1. AlbertoConti 19 marzo 2010

      Avevo cercato di rispondere, con qualche problema tecnico: il post andava in testa a tutti gli altri, così non l'ho visto è l'ho ripostato praticamente uguale.
      E' chiaro che individualmente non si risolve un problema globale, neanche in gruppo fino a che non si fa massa critica (che in questo caso dev'essere enorme). Però la soluzione prima che pratica è proprio di comprensione, e non occorre dettagliare i metodi, basta produrre una volontà. La democrazia è questo, e se non funziona è perchè non si forma abbastanza volontà precisa.

    1. Earth 19 marzo 2010

      "Cdc e' un sito pieno di gente con conoscenza e alcuni riescono persino a ragione". Correggo, volevo scrivere: ragionare.

    1. Earth 19 marzo 2010

      Bravo! Mi sono rotto di leggere solo know why e mai del know how, il perche' siamo in una situazione tragica lo sapevamo gia' da un pezzo, serve invece piu' conoscenza su come risolvere questa situazione. Non ne parla mai nessuno.
      Andiamo passo passo, con un brainstorming in comune, poi pian piano arriveranno le idee. Dunque iniziamo dalle fondamenta per risolvere un problema globale, io come persona singola per non esserne piu' incluso cosa posso fare?
      1 Diventare ricco e lasciare che se la risolvano gli altri. 2 Diventare ricco e aiutare la popolazione con donazioni (in questo caso i soldi vanno a finire sicuramente nelle mani di qualche associazione creata dal potere) 3 Cercare di unirmi con le persone comuni 4 Cercare di unirmi con persone che hanno conoscenze 5 Cercare una associazione a cui unirmi (tipo meetup e varie)
      ovviamente le prime due le escludo, la 5a che e' un insieme della 3 e della 4, non stando portando effettivamente a una svolta storica, magari qualche piccolo cambiamento... La 3a la trovo molto difficile perche' devi spiegare tutto quello che conosci del potere a un individuo che passeggia per strada e magari non capisce 3 parole su 5 di quello che pronunci. Secondo me rimane la 4. Cdc e' un sito pieno di gente con conoscenza e alcuni riescono persino a ragione, ma alla fine discutono soltanto di know why, oramai e' diventato come un gossip, li e' successo quello, quella organizzazione ha rubato a quel paese, la cina sta comperando quello e quell'altro, ecc. nel mentre la vita vola via tra un gossip e l'altro. Come fare per veicolare i loro discorsi dal know why al know how?

    1. AlbertoConti 19 marzo 2010

      Chiedo scusa per la ripetizione, involontaria. Ma l'ultimo a postare non andava in coda agli altri commenti?

    1. maristaurru 19 marzo 2010

      Ah certo, non si fa parlare dietro.. è assolutamente allì'altezza dei predecessori, Roma sempre ridotta ad un cesso è. Il cemento non so, manco da molto, ma te pare che no? Non se ne parla forse perchè a sinistra piace tanto, e chi ha votato Alemanno tace, al solito. Prima tacevano i sinitri ora tacciono i destri.. pecore inbecilli in ogni caso

    1. Earth 19 marzo 2010

      Quello che dici tu e' giustissimo, pero' bisogna anche essere un po' elastici, io preferisco una persona che applica il suo tempo per approfondire e darci fatti concreti, che purtroppo oggi come oggi e' una cosa rara, piuttosto che approfondisca la sua capacita' di scrittura.
      La cosa importante per me e' che sia capibile e che non dica menzogne, comunque se cornelia avesse anche commentato sulla sostanza dell'articolo, questa sua critica non mi avrebbe dato fastidio.

    1. AlbertoConti 19 marzo 2010

      Soluzioni? Ci sono 7 miliardi di soluzioni, si trovano allo stato latente in 7 miliardi di cervelli sparsi per il mondo. Cosa possiamo fare? Occuparci del nostro cervello, che produca tutte le soluzioni per realizzare la soluzione. Intendo dire che la moneta ce la dovremo ancora tenere per un bel pezzo, e allora come la vogliamo? Che svolga bene il suo compito di mezzo di scambio e unità di misura del valore commerciale, con in più la funzione di accumulo del risparmio ma solo in quantità limitata e ragionevole per le esigenze individuali. Qualità della moneta virtuosa? Semplicità, universalità e stabilità, ma vera, non la bugia BCE. Difficile? Cominciamo per gradi: base monetaria emessa dallo stato che beneficia del relativo signoraggio, scontando le tasse. Divieto assoluto di prestare denaro non tuo, ergastolo per chi se lo inventa per l'occasione. Carcere duro per i biscazzieri, durissimo se in più barano. Regole troppo rigide? Ma se sono le uniche che possono liberalizzare i mercati! Fino a che il denaro produrrà altro denaro non se ne esce, i ladri continueranno a dominarci. A già, lo Stato cattivo dei politici corrotti. Lo Stato sei tu, se non lo capisci ti meriti tutto questo.
      Quando un problema è generale, anche la soluzione è generale. Per questo non esistono le soluzioni elitarie.

    1. AlbertoConti 19 marzo 2010

      Soluzioni? Ci sono 7 miliardi di soluzioni, si trovano allo stato latente in 7 miliardi di cervelli sparsi per il mondo. Cosa possiamo fare? Occuparci del nostro cervello, che produca tutte le soluzioni per realizzare la soluzione. Intendo dire che la moneta ce la dovremo ancora tenere per un bel pezzo, e allora come la vogliamo? Che svolga bene il suo compito di mezzo di scambio e unità di misura del valore commerciale, con in più la funzione di accumulo del risparmio ma solo in quantità limitata e ragionevole per le esigenze individuali. Qualità della moneta virtuosa? Semplicità, universalità e stabilità, ma vera, non la bugia BCE. Difficile? Cominciamo per gradi: base monetaria emessa dallo stato che beneficia del relativo signoraggio, scontando le tasse. Divieto assoluto di prestare denaro non tuo, ergastolo per chi se lo inventa per l'occasione. Carcere duro per i biscazzieri, durissimo se in più barano. Regole troppo rigide? Ma se sono le uniche che possono liberalizzare i mercati! Fino a che il denaro produrrà altro denaro non se ne esce, i ladri continueranno a dominarci. A già, lo Stato cattivo dei politici corrotti. Lo Stato sei tu, se non lo capisci ti meriti tutto questo.

    1. albertgast 19 marzo 2010

      Ma adesso c'è Alemanno, ci pensa lui.

    1. nautilus55 19 marzo 2010

      Morale della favola: siamo governati da degli incapaci. Grazie, "mo' me lo segno", risponderebbe Massimo Troisi. Soluzioni?

    1. nautilus55 19 marzo 2010

      Non ha salvato il mondo, certo, però chi si professa giornalista od economista certi errori marchiani non se li dovrebbe permettere.

    1. snypex 19 marzo 2010


      La politica e' l'arte di rubare con delega.



      Il ladro con delega si sente autorizzato ad esercitare la sua professione.



      La politica e' serva del capitale, il quale e' tanto piu' sporco quanto grosso.



      Il lavoro onesto non ha mai fatto arricchire nessuno.


      Oggi per portare avanti dignitosamente una famiglia ci vogliono due stipendi decorosi e si fa fatica a risparmiare.



      S'immagini chi il lavoro se lo sogna solamente


      Ogni proclama elettorare dice sempre la stessa cosa: ANCHE IO VOGLIO RUBARE.



      A spese di chi lavora e viene condannato sino alla eta' della pensione, che si allontana sempre di piu'.

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