“Sound of Freedom” fa tremare la cabala

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Di Gloria Callarelli, fahrenheit2022.it

“Sound of Freedom” fa paura. Il film diretto da Alejandro Gomez Monteverde con protagonista il Gesù di Mel Gibson, Jim Caviezel, racconta la vita di Tim Ballard, ex agente della CIA e di altre agenzie governative, che lascia il lavoro per salvare bambini, bambini molto piccoli, che sono stati portati via dalle loro case e venduti per essere usati come giocattoli sessuali.

Dicevamo che fa paura. Gli effetti cinematografici però non c’entrano nulla. Fa paura alle lobby, alle massonerie, ai seguaci della cabala, ai satanisti. Eh sì perchè questo film, inevitabilmente, parla anche di loro. E sta riscuotendo un successo clamoroso. Tutti ne parlano, tutti si affrettano a bollare la pellicola quale “complottista” che strizza l’occhio a chi crede, dicono loro, “falsamente”, che il mondo sia governato da pazzi pedofili. Una follia? Oh sì: ma non il credere ad una simile teoria, follia (e diavoleria) è l’esistenza di una simile cricca. Gli indizi che non si tratti di fake non sono pochi, vediamoli.

In origine fu certamente il Pizzagate. Il pizzagate fu lo scandalo scoperto da Wikileaks e che tutt’oggi sta costando caro al giornalista Julian Assange. Tra l’ottobre e il novembre 2016, infatti, Wikileaks aveva pubblicato le e-mail di John Podesta, presidente allora della campagna elettorale alle presidenziali del 2016 di Hillary Clinton: in quelle mail i media antisistema denunciarono chiari riferimenti in codice alla pedofilia e al traffico di esseri umani. In particolare si fa riferimento al ristorante Comet Ping Pong di James Alefantis (secondo la teoria un discendente Rothschild, sicuramente uno degli uomini più influenti di Washington e un sostenitore delle teorie progressiste LGBT), che fu accusato di essere luogo di incontro per gli abusi rituali satanici. Fu dunque organizzata un’ingente campagna giornalistica con lo scopo di bollare il tutto come fake news, invenzioni del gruppo complottista “Quanon”.

Non sono un fake, però, i quadri horror del fratello di John Podesta, Tony, con lui accusato di far parte del “giro”, in cui spiccano nudità, sangue e…adolescenti.  Così come non sono un fake le strane frequentazioni di questi “filantropi” e progressisti Usa: basti pensare a Marina Abramovic, artista amica dei Podesta. Una che l’arte la fa con sangue e sperma, e che le foto mondane le fa con le corna di caprone in mano e … con un bambino mezzo nudo. Quale il senso? Una che, financo, ha lavorato anche per Microsoft e che posta foto con la versione super della bandiera arcobaleno. Tanto per essere convintamente schierati tra i progressisti estremisti. Le stesse foto postate sui social dal celebre James Alefantis, poi, lasciano sconcertati (le vedete in calce). Dietro la potente rete pedofila vi sarebbe anche la pratica dell’assunzione di adrenocromo, sostanza ringiovanente prodotta dai bambini quando sono spaventati. Non è un fake che le celebrities trovino il sangue un qualcosa di “speciale”: prendi Megan Fox e il suo fidanzato, vampiri. O la Jolie, tra l’altro pioniera delle teorie gender. Come dire: belli e… dannati. Non sono infine un fake le accuse di pedofilia a Hunter Biden, figlio dell’attuale presidente USA.

Di certo c’è la morte di Isaac Kappy, attore di 42 anni, avvenuta per suicidio dopo, questa è la versione ufficiale, essersi lanciato da un cavalcavia. Kappy aveva denunciato di pedofilia diversi socialites e pezzi grossi della politica e di Hollywood, da Steven Spielberg a Tom Hanks e Seth Green. E c’è la morte a 43 anni per malore del fondatore del celebre giornale Breitbart, il giornalista Andrew Breitbart, che si permise di indagare la questione dello schiavismo sessuale dei bambini e che osò sfidare lo stesso John Podesta, accennando al legame con Soros…(il quale Podesta, per inciso, ha il compito oggi di piazzare 370 miliardi di dollari americani nella transizione verde). Coincidenze sicuramente. Di certo c’è la morte di Jeffrey Epstein, finanziere arrestato per traffico sessuale e prostituzione minorile, trovato morto suicida (ancora) in carcere. La morte è stata possibile “per negligenza delle guardie carcerarie” che in altre parole si sono voltate dall’altra parte quando lui si è suicidato o quando è stato suicidato. Legati al suo nome  vi sarebbero quelli di celebri personaggi quali Bill Clinton e Bill Gates. Una squallida faccenda dove anche la banca JP Morgan, dei celebri banchieri di origine ebraica, è stata indicata come “finanziariamente responsabile” degli atti di Epstein perchè sembrava a conoscenza degli scandali e non ha fatto nulla per opporsi ai movimenti economici del proprio cliente. Di certo poi ci sono le cliniche abortiste alla Planned Parenthood, tanto amata da Hillary Clinton, il cui scandalo del traffico di organi e tessuti derivati dall’aborto (anche da bambini uccisi ma nati vivi) esplose nel mondo pochi anni fa. Anche questo è complottismo?

L’Onu (pensate!) ha riconosciuto in diverse relazioni pubbliche l’entità del fenomeno schiavo-pedofilo che genera quasi più benefici del traffico di armi ed è alla pari con i benefici del narcotraffico. E se lo dice una sovrastruttura globalista come l’ONU… capite che non può non essere così. Eppure si tace l’importanza della tematica indagata nel film, così come si tace il maxi successo da 5 milioni di spettatori che sono a caccia di verità, che vogliono conoscere il male, per affrontarlo. 

Ad ogni modo il diavolo fa le pentole ma non i coperchi: e difatti tutta la melma che questa cricca ha combinato o sta combinando è destinata piano piano ad uscire fuori ed a sommergerli. Grazie a Dio questa volta il suono della libertà è destinato a fare molto rumore.

I QUADRI DI PODESTA:

  

IL SOCIAL DI ALEFANTIS:

MARINA ABRAMOVIC:

Di Gloria Callarelli, fahrenheit2022.it

19.07.2023

Gloria Callarelli. Ha esordito come giornalista televisiva per poi dedicarsi per un periodo al cartaceo e infine all’online, dove scrive stabilmente dal 2011 per un quotidiano nazionale e per diverse realtà dell’informazione indipendente. È moglie e mamma.

fonte: https://fahrenheit2022.it/2023/07/19/sound-of-freedom-fa-tremare-la-cabala/

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