“SONO PER L’ABOLIZIONE TOTALE DELLA CACCIA. ISTINTI PRIMITIVI, NON DIVERTIMENTO”

“SONO PER L’ABOLIZIONE TOTALE DELLA CACCIA. ISTINTI PRIMITIVI, NON DIVERTIMENTO”

L'oncologo: «L'uccisione di ogni animale è un danno all'ecosistema»



DI UMBERTO VERONESI

corriere.it

L’approvazione da parte del Senato dell’ emendamento che ripropone la riduzione dei limiti della stagione di caccia è stato definito un blitz da parte delle associazioni ambientaliste, Wwf compreso. Concordo sul fatto che questa decisione non debba passare sotto silenzio. Ed è giusto che le Regioni, a cui spetta le

decisione finale circa l'estensione del periodo venatorio, considerino attentamente le motivazioni di chi vuole porre un freno al massacro degli animali.


Personalmente sono a favore dell'abolizione totale della caccia per questione di principio: sono un non violento e un pacifista e non posso concepire che uccidere esseri viventi ignari e indifesi possa essere definito un divertimento o addirittura uno sport.

A seguito, "Caccia, ai crudeli 5 mesi bastano" (Mario Tozzi, lastampa.it);Sono un animalista convinto: sono vegetariano per motivi etici e mi batto da sempre per il rispetto della vita degli animali nell'ambito della ricerca scientifica e dell'utilizzo per l'alimentazione umana. Come medico e come scienziato mi batto da sempre per il rispetto e il mantenimento degli equilibri della natura e credo che l'uccisione degli animali sia un danno all'ecosistema.

Credo quindi che l'attività venatoria non dovrebbe esistere in un mondo civile e penso comunque che cinque mesi di crudeltà verso gli animali siano più che sufficienti per dare sfogo agli istinti violenti, che io giudico primordiali, di chi non la pensa come me. Per fortuna si tratta di una minoranza: si stima che i cacciatori in Italia siano circa 750.000. Mi sembra assurdo, per lo svago di questo piccolo gruppo, rischiare di alterare l'equilibrio ambientale. Bisogna pensare alla riproduzione degli animali, ai nidi vuoti, ai piccoli senza cibo perché chi lo procura è stato ucciso. Senza contare i danni per il turismo ambientale, una risorsa importante e un esempio di cultura del nostro Paese, come ha segnalato con intelligenza il ministro Michela Vittoria Brambilla. Condividere con i cacciatori un ambiente incontaminato, un bosco, un prato, può creare disturbo, oltre che ragionevole apprensione, ha sottolineato il ministro. E io aggiungo che non si può godere della nostra natura, insegnare ai nostri ragazzi ad amarla e rispettarla come risorsa fondamentale del loro futuro, con lo spettro di uomini con in braccio un fucile, che si aggirano pronti a far scorrere il sangue degli animali che di questa natura sono una bellissima espressione.

Non è giusto calpestare il diritto di tutti per il piacere di pochi. Oltre tutto quasi esclusivamente maschi. Tengano conto i sostenitori della caccia che negli anni '90 sono stati indetti ben tre referendum per estendere i divieti della caccia. Nessuno ha raggiunto il quorum perché, appunto, la caccia è una passione di pochissimi, e per il resto della gente non è chiaro il suo impatto ambientale e la sua componente di crudeltà e dunque pensa non sia un problema che la riguarda di persona. Se tuttavia interrogati, gli italiani si dichiarano sfavorevoli: lo confermano tutti i sondaggi d'opinione degli ultimi anni. L'ultima ricerca di Eurisko di cinque anni fa ha evidenziato che oltre il 74% degli italiani è contro la caccia e sono certo che se si ripetesse oggi, grazie alla maggiore consapevolezza dell'importanza dell'ambiente, la percentuale sarebbe ancora più alta.

Umberto Veronesi

Fonte: www.corriere.it

Link: http://www.corriere.it/animali/10_gennaio_29/veronesi-abolizione-totale-caccia-istinti-primitivi_5116dfce-0d01-11df-a99f-00144f02aabe.shtml

29.01.2010

VEDI ANCHE: DOSSIER SULLA CACCIA E SULL' ANTISPECISMO

Commenti (83)

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    1. esca 30 gennaio 2010

      A carnevale ci sono i travestimenti ma è indegno infilarsi un abito da benefattore per coprire l'ipocrisia. Questi sono i sostenitori di politiche a favore degli inceneritori, della chemioterapia come cura del cancro (da costui un'alternativa non arriverà MAI), degli alimenti OGM (che danno una mano ad ammalarsi), della diffusione di falsità sull'ambiente come il riscaldamento globale indotto dal CO2 per il quale l'unico rimedio dovrebbe essere una dura limitazione delle attività umane. La smettano con questi discorsi: gli animali non han bisogno di loro.
      (Riguardo alla caccia, se ci si sente a proprio agio con un fucile in mano...contento lui/lei... )

    1. supervice 30 gennaio 2010

      Perfettamente d'accordo, non credo che tu mi abbia incluso tra i talebani, perché in 25 anni ho avuto due auto, e una l'ho rottamata perché una guardia giurata in trip di coca mi ha tamponato a 80 all'ora quando ero fermo. Come hai segnalato, è un problema d'educazione o di formazione.
      Hai anche proposto l'idea delle riserve, basterebbe estenderle territorialmente e temporalmente in modo progressivo. Già ora diversi cacciatori soffrono delle troppe limitazioni alla caccia, e in molti hanno appeso il fucile alla vetrina perché il gioco non vale la candela.
      Ne conosco a decine, ma quando cerco di scambiare le mie opinioni, credono che io sia cascato da Marte. Fanno parte di generazioni che dell'ambiente non gliene poteva frega' ddemeno, per cui non credo sia possibile discuterne. E anche a proposito del talebanesimo, sono convinto che quando le campagne sono abitate e frequentate, il cacciatore non può più permettersi di agire come fa ora, perché dovrebbe fare i conti con persone che la campagna la coltivano, raccolgono la legna, gestiscono i boschi e il territorio. In altre parole, il cacciatore è figlio della società dello spettacolo, del divertimento, del tempo libero da impiegare alla bisogna. La caccia è il balocco di generazioni che non sono cresciute davanti alla televisione, ma sempre di bamboccioni si tratta.

    1. Erwin 30 gennaio 2010

      «L'uccisione di ogni animale è un danno all'ecosistema»

      ...e le piante (la verdura mangiata)non hanno la dignità di esseri viventi al pari degli animali e degli uomini?
      Gli animali "da macello"cosa sono?

      Gojim?

      Con la stessa logica anche il sistema alimentare degli animali carnivori(ed anche erbivori) è un "danno all'ecosistema"?
      Come la mettiamo?

    1. Tonguessy 30 gennaio 2010

      L'oncologo: «L'uccisione di ogni animale è un danno all'ecosistema»


      Non si può bestemmiare, ma fate conto di sentire lo stesso gli imporperi che sto dicendo.

      L'oncologo (nonchè cazzaro come ha correttamente sottolineato qualcuno) si dimentica che l'ecosistema (qualsiasi cosa questa parola significhi) è un continuo cercare e trovare punti di equilibrio. Dopo la scomparsa dei dinosauri non è che fosse sparito l'ecosistema, eh, professore?

      Tali idiozie dalla semantica filotalebana e con chiari risvolti fondamentalisti (avulsi quindi da qualsivoglia cosiderazione scientifica o di semplice buon senso) non possono che risvegliare in me i più bassi istinti. Mi auguro quindi che il Veronesi sia stritolato da un camion mentre percorre l'autostrada e, nel momento dell'impatto, abbia a riconsiderare cosa significhi la parola "ecosistema": forse allorà capirà.

    1. maristaurru 30 gennaio 2010

      "Modo diverso di vivere il tempo che ci è dato"
      , bello da leggere, ma permettimi una ultima osservazione: mi sembra che piuttosto che di belle parole si abbia NECESSITA' di fare uscire questo povero paese dalla mota dell'immobilismo voluto dalla malavita che , è ormai un dato di fatto, si è infiltrata nei gangli vitali dello Stato, e non da oggi, abbiamo subito un lento bradisismo per decenni, ora siamo arrivati quasi al punto di non ritorno e secondo me non ci siamo ancora del tutto in mezzo solo per merito della società pulita, che mi spiace, ma è trasversale agli inutilissimi schieramenti politici, anche se si fa di tutto perchè le pecore italiche non se ne accorgano.

      Io immagino, forse sbagliando, che un modo diverso si ottenga solo abbattendo il muro , anche qui in italia, abbiamo un muro che impedisce la pacificazione e la scoperta di condividere dalla nascita la appartenenza adun Paese, quel Paese che si vuole abbattere nascondendosi dietro mille scuse e motivazioni apparentemente nobili, che in realtà lo lasceranno in totale balia dei poteri economici, compreso il più forte di tutti, quello trasversale a tutti i poteri e le lobby economiche, in Italia e ovunque: la malavita, o mafia e compagnia.
      Combattere una forza del genere è forse utopia, ma necessiterebbe di forze che prescindessero dagli schieramente inevitabilmente ed ormai apertamente, INFETTATI. Inutile dire, questo è miserabile, quello meno solo perchè sa nasconder meglio miserie e magagne, non credi? Credi che ci sia qualcuno che non è sodale al sistema? Se c'è, non è conosciuto, perchè il sistema rigetta, e con crudeltà, chi non è sodale, ed è già molto se simile perla rara campa ancora e non è stata eliminata o non si è ammalata di angoscia e tumore.

    1. Erwin 30 gennaio 2010

      Io credo che andrebbe fucilato alla schiena e sul posto, il criminale che usa un Gew43 per la caccia!

    1. ranxerox 30 gennaio 2010

      Mi spiace, non sono d'accordo. Un po' perchè chi è sempre stato sodale al Sistema usa queste verità per fini, penso, diversi dai miei; io sono per l'alterità, odio la competizione. Altra cosa, mi sembra che il raccatto di persone quali sopra, voltagabbana nel migliore dei casi, vada nell'ottica della scelta del "meno peggio" che tanto funesta è stata nel tempo per la ex sinistra. Esisterà pure un modo diverso per vivere il tempo che ci è stato dato. Ciao

    1. Matt-e-Tatty 30 gennaio 2010

      Non sono un cacciatore per lo stesso motivo per cui non allevo polli o conigli... non avrei coraggio di tirargli il collo.
      Faccio trekking da molto tempo sull'appennino tosco-emiliano e sulle alpi quando ci vado.
      Sono anche un fuoristradista e con la mia piccola 4x4 mi diletto a percorre vecchi tratturi montani.
      Giro pure io con le sportine per metterci il patume mio e quello lasciato dai cafonazzi maleducati (spesso famigliole con la passione del picnic).
      I "talebani" dell'ambiente non li capisco... persone incoerenti e ignoranti, gli stessi che appoggiano le rottamazioni incentivate da tutti perchè tanto limitati da non capire l'impatto ambientale della demolizione di un'auto spesso a 1/3 della sua "vita" e una costruzione + trasporto (magari dal giappone) di un'auto a sostituzione di quella demolita che fà un km in + con un litro... per dirne una... comunque è uno dei tanti comportamenti dannosi degli ecotalebani... dannoso economicamente si intende perchè siamo e rimarremo sempre un niente rispetto alla natura.
      Il problema dei cacciatori non è quello della caccia a 4 cinghiali e 10 fagian, ma della umana idiozzia.
      Purtroppo tra i cacciatori ci sono dei trogloditi pericolosi che tirano a qualunque cosa si muova, anche pronti a spararsi tra loro per rivendicare l'abbattimento di un fagiano.... ma sono solo alcuni casi... ci sono delle regole molto severe per la caccia, quando si avvista qualcuno o si passa a n metri da un'abitazione non solo non si deve sparare... si deve anche scaricare obbligatoriamente il fucile... pure per la strada mi capita di incontrare gente che slampeggia e mi supera ai 100 in città col traffico mentre circolo con la mia suzukina a velocità da codice o poco più... che facciamo proibiamo la circolazione delle auto perchè qualcuno corre come un matto?
      I problemi non sono questi, nel nostro "piccolo" paese (piccolo perchè popolato da personcine troppo "piccole") o si creano problemi o si proibisce, in altre realtà come la Norvegia per dirne uno, ci sono vasti territori tutelati in cui è proibito circolare con mezzi a motore, cacciare ecc ma in quei paesi ci sono anche tentissime aree dedicate... questo me lo spiegava un amico fruoristradista trasferitosi in pianta stabile ad Oslo.
      Cordialmente.

    1. A_M_Z 30 gennaio 2010

      E' la giornata del luogo comune?

      La caccia no mentre il tritacarne industriale si perchè è più civile.

      Siamo messi bene!

    1. maristaurru 30 gennaio 2010

      permettimi di dirti che sbagli secondo me, anche il parere di quelli che a te paiono dei miserabili andrebbe conosciuto, altrimenti io credo che si favorirebbe solo il formarsi di inutili parrocchiette in cui tutti si fanno complimenti a vicenda ed il contraddittorio è sostanzialmente finto: siamo d'accordo, ma spacchiamo il capello in quattro per fingere di dialogare o discutere. Che se vai a vedere è il grosso errore di molti blog, salottini fra quattro amici ( e purtroppo è difficile raccogliere dissenzienti che postino regolarmente su un blog arricchendolo, questo anche è vero).

      Le opinioni della Magli sulle Banche, non mi sembrano da miserabili, anche se la signora a volte e su altri argomenti.. lascia letteralmente sgomenti.

      Non è detto che comunque l'intelligenza sia tutta da una parte no? Mi sembra che i fatti che ci circondano ormai dovrebbero aver fatto comprendere che alcune muffe certezze e illusioni , sono MORTE, e non è male che certi settarismi di vario colore vadano dove meritano , mi astengo dallo scriverlo, ma lo ho già scritto altre volte, dove vanno mandati ed in fretta. Eè da stolti non capire che se parliamo di no alla caccia, non ci deve fregare un tubo se per quall'argomento mi muovo avendo accanto un "miserabile" che non la pensa come me, importante è che, di qualunque colore sia, non abbia le stimmate del traditore che colpisce alle spalle ( e non è facile ), poi ognuno si tiene le sue idee, altrimenti si creano enormi sacche e feudi ILLIBERALI, o no? E restiamo sempre fermi e preda del potere, o no? Non è la storia di Italia degli ultimi decenni questa? Porta al conservatorismo, e sappiamo , abbiamo individuato benissimo i gruppacci conservatori nei diversi schieramenti della nostra società.

      Non se ne esce con certi atteggiamenti

    1. dana74 30 gennaio 2010

      ho sempre criticato Veronesi e Tozzi, ma questa volta sono d'accordo con loro.

      Non possiamo disporre della vita altrui, gli animali non sono oggetti di divertimeno.

      Mi dispiace constatare che ai miei simili infastidisca il modo di esporre dei due sopra o affrontare questione di lana caprina come se i cacciatori devono comunque esprimere la loro brutalità CHE COSTA LA VITA AD ALTRI ESSERI come se noi dovessimo disporre del diritto alla vita inalienabile deglil animali.
      Questo secondo me era il senso di entrambi gli articoli, al di là del modo che hanno usato sia Veronesi che Tozzi per esprimerli.
      Si vede infatti la sensibiltà ambientale pressoché assente dove ci sta portando e che bel pianeta lasciamo alle future generazioni, di questo passo non saranno nemmeno tante.

    1. supervice 30 gennaio 2010

      Forse sei stato fortunato ad incontrare cacciatori, o vivi in una zona dove non è diffusa la caccia. Io abito a Firenze e andare a fare trekking sull'Appennino è impossibile (infatti, non ci va nessuno), perché è pericoloso. I sentieri sono male segnalati proprio perché è una zona da evitare; ma siccome io sono un masochista, ci sono andato e quasi sempre mi sono dato dell'idiota. Infatti, ora vado a camminare nelle colline a sud di Firenze, che essendo più urbanizzate, non hanno specie selvatiche da cacciare. Vero che i rifiuti li lasciano tutti (sono l'unico stronzo che si porta sempre due sacchetti vuoti da riempire e che trasforma il trekking in ginnastica aerobica portandosi chili di rumenta dietro); ma se parli con un cacciatore, lui ti dirà sempre che è l'unico a fare qualcosa per la natura, che se non ci fossero loro le specie selvatiche invaderebbero tutto.
      Queste sono cazzate, la natura ci pensa da sé a gestirsi, l'immondizia nei boschi del Mugello la lasciano loro (perché non ci va nessun altro).
      Poi c'è la solidarietà di 'classe'; ci sono stati casi sul monte Giovi e a Vicchio di un bambino nel proprio giardino e di un signore a cercare funghi colpiti al collo e a una gamba, e questi crimini sono tuttora impuniti, nella più totale omologazione ai codici mafiosi, nessuno ha parlato, non vedo, non sento e non parlo, in quella che si crede essere la civile Toscana.
      Ribadisco nel dire che chi va a caccia ha dei grossi problemi (per lo meno di ignoranza e di mancata crescita personale) perché, ripeto, gli incidenti di caccia ogni anno coinvolgono dalle 2 alle 300 persone, cacciatori e non. E' un'attività pericolosa, è come fare finta di andare alla guerra, sparando in venti persone a un cinghiale.
      Io non voglio insegnare niente a nessuno, anche perché spesso è un'attività inutile o si trasforma nel suo esatto contrario, ma non posso che incazzarmi quando vedo dei comportamenti allucinanti.
      Non c'è niente di spiritualmente evoluto nel fare un macello esplosivo per baloccarsi con i propri compagni d'avventura, con lo stesso spirito di un gruppo di bambini che va a caccia di lucertole per straziarle un pochino; stesso discorso per le moto da trial, basterebbero dei controlli, ti tolgo tutte le patenti per un anno e ti sequestro il mezzo, poi voglio vedere se hai ancora voglia di fare il pilota.
      L'uomo ha oramai invaso ogni possibile angolo per il proprio sollazzo; vorrei solo incominciare a vederlo arretrare nella sua insaziabile voglia di distruzione. Forse si può incominciare dai boschi, dove la natura ha ancora la possibilità di generarsi.

    1. PaoloDucoli 30 gennaio 2010

      Sono mesi che leggo CDC, senza mai commentare, al contrario, leggendo con avidità sia i post che i commenti.

      Ma a questo punto non si può rinunciare a porre un commento a questo post, che non ho timore a definire 'ridicolo', sulla caccia.
      Quindi mi sono registrato, per l'occasione !
      Trovo questo post ridicolo per i seguenti motivi:

      Il cacciatore, che piaccia o no ai non violenti e ai pacifisti, segue delle regole e sostiene dei costi per praticare la sua passione. Si cambino le regole !

      Viene scritto "per fortuna si tratta di una minoranza" ma si fa riferimento al "massacro di animali" ... come può una minoranza attuare un massacro ? mi sembra una contraddizione in termini

      La sviolinata al ministro Brambilla se la poteva realmente risparmiare !

      La sviolinata al mondo femminile pure (il senso ??) !

      Caro Dott. Veronesi, credo che potrebbe utilizzare meglio la sua posizione, la sua credibilità e il suo carisma.
      Ci sono centinaia di motivi per cui il nostro ambiente va allo sfascio e lei ne conosce sicuramente molti.

      Perchè non parla di quello che combina la grande industria alimentare ?
      O di quello che, grazie a quello schifo che è diventata l'Europa e il suo Consiglio, viene permesso a discapito della nostra salute e di quella, soprattutto, dei nostri figli ?
      Ma per favore ... questa presa di posizione mi sembra veramente patetica.

      E lo dico come NON cacciatore, che non andrà mai a caccia perchè non ve ne trova senso e divertimento ...

      ma siamo seri.

    1. fefochip 30 gennaio 2010

      non sono un assiduo frequentatore di boschi ma ovviamente mi è capitato (comunque la natura a me piace moltissimo) di trovarmici in diverse occasioni.
      non vado a fare "sopravvivenza" come andava di moda qualche anno fa ma nemmeno mi capita frequentemente come te di stare in un bosco.
      detto questo non mi è mai capitato di incontrare un cacciatore.
      per quanto riguarda le tonnellate di rifiuti lasciate nel bosco sono assolutamente d'accordo con te ma le lasciano anche "pacifiche" orde di turisti nelle pinete ,famiglie che con i picnic lasciano il vero schifo.
      il punto quindi a mio parere non è la caccia in se stessa ma il rispetto che le singole persone hanno nei confronti della natura e in ultima analisi degli altri.
      si può uccidere anche senza il fucile ...non è questo non trovi?
      dire che "chi caccia ha dei grossi problemi" è un affermazione proprio moralistica scusa perche associ negatività e disprezzo per qualcosa che non condividi .
      te lo dico con estremo rispetto :a mio parere non si può ragionare cosi se si vuole vivere in armonia con gli altri perche gli altri si sentiranno autorizzati a farlo ugualmente nei tuoi confronti.

      riguardo all'invasione dei cacciatori nei terreni altrui questa è una questione effettivamente molto delicata e forse proprio qui si possono fare "questioni di principio" che non suonino ipocrite e idiote ma altresi molto reali e concrete....certo però non si possono mettere fili tesi ad altezza collo per scoraggiare i motociclisti di trial (mi pare sempre su comedonchisciotte è apparso un articolo che parlava proprio di un crimine di questo tipo)

      immagino la soddisfazione di riuscire a prendere una preda (ripeto mai fatto e non ho tra i miei proggetti di farlo) ma cazzo non riesco proprio a capire chi poi non se la magna sta preda .i pescatori "sportivi" ovvero quelli che pescano il pesce e poi lo lasciano andare non li riesco proprio a capire ...però da qui a vietare in toto la pesca sportiva solo per il motivo che per quanto mi riguarda sono solo dei cacacazzi dei pesci ce ne corre.

    1. Nellibus1985 30 gennaio 2010

      Ma che articolo ridicolo. L'animalista per motivi "etici" non sa che anche una carota è un essere vivente e "ignaro"? Inoltre, il signor Veronesi, se fosse veramente un animalista convinto, farebbe bene a scagliarsi contro le leggi che autorizzano l'allevamento intensivo dei polli, ad esempio, i quali vengono ingozzati a forza in cinquanta centimetri quadrati di spazio tra i propri escrementi. Troppi interessi da toccare, caro il mio patetico signor Veronesi?

    1. supervice 30 gennaio 2010

      Ciao, ti vorrei solo segnalare che l'attività del cacciatore è fortemente
      impattante sotto vari motivi.

      La prima cosa che ti voglio chiedere è se sei mai andato a giro in un bosco a fare trekking, a cercare funghi, o solamente per perderti e poi ritrovarti da solo con una carta e una bussola.
      Credo di no, altrimenti non avresti scritto questo commento.

      Quando sei in un bosco, ascolti i tuoi passi, chiudi gli occhi per vedere in un altro modo, e in quel momento senti tre cani che abbaiano come dei forsennati a trenta metri e quattro o cinque colpi di fucile a distanza di ottanta metri (se fossero meno, saresti stato abbattuto). Come credi di stare in quel momento lì? Bestemmi e ti pensi che quegli idioti dovrebbero scomparire all'stante dalla faccia della Terra. Punto. Senza esitazione.

      Riguardo poi alla crudeltà della natura, sono senz'altro d'accordo con te,
      nella natura non c'è niente di poetico o romantico, la natura è sangue, agonia e terrore.
      Ma siccome la natura è economica e non sopporta le azioni inutili e soprattutto quelle sproporzionate agli obbiettivi, non lascia tonnellate di piombo disseminate nei boschi, non lascia i crinali spianati per falciare le specie di passo, non lascia quintalate di rifiuti di merendine, lattine, cartucce.

      In sintesi, per godersi la natura non ci voglio né fucili, né motociclette trial di merda, bisogna di sentirsi parte della natura.
      Altrimenti, non si è capito una bella sega. Non è questione di moralismo, ma solo di affermare con decisione che chi caccia ha dei grossi problemi e, se volesse cacciare, che lo faccia in un proprio terreno, non invadendo gli appezzamenti altrui o quelli dello Stato.

    1. fefochip 30 gennaio 2010

      premesso che non sono mai andato a caccia e che non ne ho la minima voglia....
      perche invece è molto praticato lo sport di dire agli altri quello che devono fare?

      proprio dal punto di vista di principio contesto questo articolo di veronesi (il quale per inciso è un cazzaro perche ha dichiarato piu e piu volte al giornale che si sarebbe sconfitto il cancro e poi continua a fare annunci rinviando di volta in volta il termine).

      se l'ecosistema è in pericolo non lo è certo per i cacciatori e se una particolare razza lo è allora è giusto fare delle leggi per proteggerla ma da qui a vietare in toto la caccia è una minchiata.

      l'ecosistema è in pericolo per ben altri motivi e non certo per 750000 cacciatori non nascondiamoci dietro a un dito .

      poi sta storia della "sensibilità" di quelli contro la caccia mi fa vomitare di ipocrisia.
      come se chi è contrario alla caccia fosse vegetariano....ma per piacere.

      mi ricordo un titolo di un articolo tempo fa mi pare proprio su comedonchisciotte "non esiste vita se non per sottrazione di vita altrui".
      basta guardare nella natura ...che per caso il leone mangia carote?
      ma per favore .... non mi verranno a dire che il leone non è perfettamente inserito nel suo ambiente?

      il rispetto della natura e la sua salvaguardia arriva da ben altro che non dalle lezioncine di ipocrisia come questo articolo.

    1. Tao 30 gennaio 2010

      CACCIA, AI CRUDELI 5 MESI BASTANO

      MARIO TOZZI

      lastampa.it

      Di fronte alla liberalizzazione da parte del Senato del calendario venatorio, che permette di fatto alle Regioni la caccia tutto l’anno, constatiamo che in Italia, una volta tanto, le minoranze riescono a prevalere sulla maggioranza dei cittadini. I cacciatori italiani rappresentano l’1,7% scarso della popolazione (765 mila cacciatori, in costante diminuzione), ma riescono agevolmente a tenere in scacco il restante 98,3%, proponendo, fra l’altro, anche il fucile a 16 anni, la caccia a specie protette contro le normative europee e/o la riduzione delle pene per il bracconaggio, l’uso di richiami vivi accecati e la caccia nelle aree incediate.



      Da un punto di vista naturalistico non ci sarebbe nemmeno da discutere, tanto è insensata l’idea di sparare anche a febbraio e agosto, mesi delicatissimi per la conservazione soprattutto dell’avifauna. Ma anche da quello giuridico si è capito che così non ci si adegua all’articolo 38 della legge comunitaria, ma si aggrava il rischio di altre infrazioni contro il nostro Paese, ignorando il parere negativo dell’Ispra, l’autorità scientifica nazionale che ha competenze in materia.

      Il problema è che la lobby del cacciatori è straordinariamente potente, composta com’è soprattutto di classe dirigente e ceto imprenditoriale, capace di influenzare i parlamentari, minacciando perdite di voti che, secondo i sondaggi, non avrebbero nessun modo di verificarsi. Questa paura ha finora impedito alla maggioranza dei cittadini di imporre la propria volontà anche nelle sedi referendarie, in cui il quorum non è stato raggiunto. Peraltro la maggior parte degli interpellati dichiara che la caccia è un’inutile crudeltà che andrebbe vietata o ridotta (77%). Ancora, la maggioranza non vuole prolungare il periodo di caccia o aumentare i luoghi dove cacciare (86%), né ridurre le sanzioni per chi uccide specie protette (86%) o, meno che meno, autorizzare la caccia nelle aree protette (91%) o autorizzarla a specie non cacciabili (91%) o ai migratori (93%) o rilasciare la licenza ai sedicenni (94%). A parole, cioè, tutti sono contrari alla caccia, anche nel Pdl (il 91%), ma il problema è il gradimento che la caccia incontra nella Lega (25% di favorevoli), con conseguente volontà di imporre una presunta autonomia locale. Ci si dimentica che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile della nazione e che appartiene a tutti, non solo ai cacciatori, e che in Italia si caccia solo in deroga al dettato costituzionale.



      Già è difficile rimanere insensibili di fronte al triste spettacolo di esseri umani che traggono divertimento dalla soppressione di altre vite, seppure animali. Ma che questo avvenga tutto l’anno con la possibilità, incomprensibilmente concessa, di entrare con il fucile in mano e senza chiedere permesso nei fondi agricoli privati, costituisce motivo di grave provocazione. Avrà come risposta il ricorso a un nuovo quesito referendario, ma stavolta si spera supportato da quelli che si dicono contrari. I cacciatori si definiscono amanti della natura, ma a quanti sostengono di amare più di ogni cosa le passeggiate in campagna, i cani o lo svegliarsi presto proponete di conservare tutto questo e rinunciare al fucile, magari sostituendolo con una macchina fotografica: nessuno lo farà, perché il loro vero gusto è uccidere, e senza la morte non c’è divertimento. Che lo facciano almeno solo per cinque mesi all’anno.

      Mario Tozzi

      Fonte: www.lastampa.it

      Link: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=6922&ID_sezione=&sezione=

      30.01.2010

    1. ranxerox 30 gennaio 2010

      Premesso che sono assolutamente contrario alla caccia, io mi chiedo: Veronesi, Magli, Sgrena, Meotti, ma a chi giovano le opinioni di 'sti miserabili, almeno qui su CDC? Magari, a parte gli ultimi due, qualche condivisione ci può essere, già, ma questi gungadin del potere con le loro opere le verità le screditano. EMBEDDED

    1. maristaurru 30 gennaio 2010

      Italiani brava gente, ma solo perchè è comodamente indifferente, e Veronesi dorme un po' da piedi, ovvio che non è che la caccia viene mantenuta, mantenendo ad arte la gente totlmente indifferente, solo per 750.000 voti.

      Molto più interessante è il comportamento dei cacciatori: dei beoti che anche in assenza di un reddito decente spendono un botto di soldini in ARMI costosissime. Ci sono nel profondo ed arretrato ed addormantato Lazio, padri di famiglia che tiran su a fatica e sudore 4 lire e poi spendono, indebitandosi, anche dallo strozzino se serve, per il terzo o quarto fucile 3/4mila euro.
      Questo è il livello in cui manteniamo i nostri cittadini "di base" nera e rossa, per semplificare ed intenderci, ed è un livello assolutamente comodo per il potere , va da se che poi costoro non hanno nemmeno i soldi per pagarsi l'ingresso in riserva di caccia e cacciano ( si fa per dire) tra le case ai margini della macchia, indisturbati anche grazie a leggi assurde e imbecilli per cui i signori abbattono recinzioni, entrano nei giardini ed ammazzano indiscriminatamente qualsiasi cosa si muova, hanno fatto alla fauna danni enormi, ma lo Stato? Latita secondo copione consolidato ed affida il debole controllo ad altri beoti, che non sanno o fingono di non conoscere nemmeno i deboli limiti che esistono contro questa eterna barbarie, perchè scopri che anche loro, capre ignoranti pagate dal contribuente.. vanno a caccia ,magari dietro casa tua, facendo arrivare i pallini fin sul tuo piazzale di ingresso.

      Paese barbaro ed incivile che si vuole che tale resti, è consumismo anche quello dei fessacchiotti che sparano bardati da Rambo ai passeri ed ai palombacci, ma un consumismo che porta ossigeno ad uno dei poteri forti: quello delle fabbriche di armi, pecunia non olet e finchè si chiacchera e si finge di "fare massa critica" va bene, un corteo, un giornaletto pastrocchiato d i nero o di rosso, va bene, ma le armi no, per quelle basta una bandiera ed un corteo che spari alto, dove non si giunge, ovviamente, ma fa impressoione e portavoti, quello si, poi ci si saluta e., tutto come prima. L'importante è dire tanto, influire niente ed in pochi e determinati bersagli, si studia per questo, e ci si riesce benissimo: Italiani bravagente.

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