“SONO PER L’ABOLIZIONE TOTALE DELLA CACCIA. ISTINTI PRIMITIVI, NON DIVERTIMENTO”

“SONO PER L’ABOLIZIONE TOTALE DELLA CACCIA. ISTINTI PRIMITIVI, NON DIVERTIMENTO”

L'oncologo: «L'uccisione di ogni animale è un danno all'ecosistema»



DI UMBERTO VERONESI

corriere.it

L’approvazione da parte del Senato dell’ emendamento che ripropone la riduzione dei limiti della stagione di caccia è stato definito un blitz da parte delle associazioni ambientaliste, Wwf compreso. Concordo sul fatto che questa decisione non debba passare sotto silenzio. Ed è giusto che le Regioni, a cui spetta le

decisione finale circa l'estensione del periodo venatorio, considerino attentamente le motivazioni di chi vuole porre un freno al massacro degli animali.


Personalmente sono a favore dell'abolizione totale della caccia per questione di principio: sono un non violento e un pacifista e non posso concepire che uccidere esseri viventi ignari e indifesi possa essere definito un divertimento o addirittura uno sport.

A seguito, "Caccia, ai crudeli 5 mesi bastano" (Mario Tozzi, lastampa.it);Sono un animalista convinto: sono vegetariano per motivi etici e mi batto da sempre per il rispetto della vita degli animali nell'ambito della ricerca scientifica e dell'utilizzo per l'alimentazione umana. Come medico e come scienziato mi batto da sempre per il rispetto e il mantenimento degli equilibri della natura e credo che l'uccisione degli animali sia un danno all'ecosistema.

Credo quindi che l'attività venatoria non dovrebbe esistere in un mondo civile e penso comunque che cinque mesi di crudeltà verso gli animali siano più che sufficienti per dare sfogo agli istinti violenti, che io giudico primordiali, di chi non la pensa come me. Per fortuna si tratta di una minoranza: si stima che i cacciatori in Italia siano circa 750.000. Mi sembra assurdo, per lo svago di questo piccolo gruppo, rischiare di alterare l'equilibrio ambientale. Bisogna pensare alla riproduzione degli animali, ai nidi vuoti, ai piccoli senza cibo perché chi lo procura è stato ucciso. Senza contare i danni per il turismo ambientale, una risorsa importante e un esempio di cultura del nostro Paese, come ha segnalato con intelligenza il ministro Michela Vittoria Brambilla. Condividere con i cacciatori un ambiente incontaminato, un bosco, un prato, può creare disturbo, oltre che ragionevole apprensione, ha sottolineato il ministro. E io aggiungo che non si può godere della nostra natura, insegnare ai nostri ragazzi ad amarla e rispettarla come risorsa fondamentale del loro futuro, con lo spettro di uomini con in braccio un fucile, che si aggirano pronti a far scorrere il sangue degli animali che di questa natura sono una bellissima espressione.

Non è giusto calpestare il diritto di tutti per il piacere di pochi. Oltre tutto quasi esclusivamente maschi. Tengano conto i sostenitori della caccia che negli anni '90 sono stati indetti ben tre referendum per estendere i divieti della caccia. Nessuno ha raggiunto il quorum perché, appunto, la caccia è una passione di pochissimi, e per il resto della gente non è chiaro il suo impatto ambientale e la sua componente di crudeltà e dunque pensa non sia un problema che la riguarda di persona. Se tuttavia interrogati, gli italiani si dichiarano sfavorevoli: lo confermano tutti i sondaggi d'opinione degli ultimi anni. L'ultima ricerca di Eurisko di cinque anni fa ha evidenziato che oltre il 74% degli italiani è contro la caccia e sono certo che se si ripetesse oggi, grazie alla maggiore consapevolezza dell'importanza dell'ambiente, la percentuale sarebbe ancora più alta.

Umberto Veronesi

Fonte: www.corriere.it

Link: http://www.corriere.it/animali/10_gennaio_29/veronesi-abolizione-totale-caccia-istinti-primitivi_5116dfce-0d01-11df-a99f-00144f02aabe.shtml

29.01.2010

VEDI ANCHE: DOSSIER SULLA CACCIA E SULL' ANTISPECISMO

Commenti (83)

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    1. Georgejefferson 1 gennaio 2014

      Il merito della risposta di "nusty".La retorica "intellettiva" della destra storica,che ridere.Ma esistete ancora?Questo post e' vecchio.Facciamo un bel confronto tra "menti "volontari" e non muscoli animati.Sarebbe bello,si potrebbe partire dalle accozzaglie new age buoniste sulla "natura".Cosi evidenziamo per bene le varie nature "religiose".Nusty,se ci sei batti un colpo.Prendi la mira al poligono prima pero.

    1. nuspy 8 febbraio 2010

      Quanto hai detto ( a parte il nome che é Nuspy) é giusto e perfetto.
      La caccia ha anche grossi difetti specialmente in Italia dove non vi é una vera e propria cultura a riguardo (leggi commenda che va a passerotti e falchi pellegrini sparati al passo) e dubbi pure sulla sostenibilitá ambientale fatta nei termini attuali.

      Ció nonostante tutte le accuse di crudeltá, iniutilitá etc etc sono solo visioni di parte parziali e limitate, fatte da buonisti stupidi che proabilmente pensano che le fettine di vitello comprate al supermercato siano state colte da qualche ramo di albero e cosí confezionate.

    1. Bigrex 3 febbraio 2010

      Io non mangio carne e neppure pesce, per rispondere ad altri che scrivono, giustamente, che la pesca è la stessa cosa della caccia, perchè credo che la cultura delle civiltà cambino con i tempi: 15.000 anni fa a tutte le latitudini si praticava la legge del più forte ed era ammesso uccidere un rivale; ma ora almeno nei paesi più "civili" non è più ammessa (almeno per legge) perchè la cultura è cambiata. Molte cose che prima erano legge e cultura ora ci fanno orrore perchè la nostra mentalità è cambiata perchè la caccia resiste? Per egoismo degli uomini e per gli interessi delle corporazioni delle armi. Gli indiani delle praterie praticavano la caccia ma mai avrebbero pensato di farne uno sport. Uccidevano i capi strettamente necessari per i loro bisogni ed in seguito chiedevano addirittura scusa per le morti che avevano causato. Sparare ad una quaglia non serve più a nessuno per mangiare ma solo per godere della morte di un animale. I famosi cinghiali di oltre un quintale, come ho già scritto in precedenti commenti, sono un effetto della caccia: i nostri cinghiali fino a 25-30 anni fa erano molto più piccoli e meno prolifici. A scopo venatorio sono stati importati dai Carpazi i cinghiali che trovi oggi nei nostri boschi: molto più grandi e prolifici hanno soppiantato i nostri e si sono riprodotti senza limiti (nei Carpazi hanno ilupi che li cacciano noi li abbiamo quasi estinti). Quindi non credo si possa sperare che la caccia sia una forma di regolazione e tutela della fauna.
      Se si ama la natura la si tutela non la si distrugge sparando a coloro che ne fanno parte.

    1. duca 2 febbraio 2010

      Premesso che non definirei un cinghiale maschio di oltre un quintale esattamente come un essere indifeso, non mi pare che nessuno, neanche Nesty (ho scritto giusto il nome?) qui difenda lo "status quo" della caccia.
      Da qui all'abolizione totale però, ce ne passa.
      Premetto che non sono cacciatore e che non credo sarei in grado di uccidere un altro animale.
      Detto questo la caccia (e la pesca) fa e ha fatto parte di credo tutte le culture umane che si sono sviluppate nel mondo, nessuna esclusa (se esiste o è esistita qualche rara eccezione vi prego di segnalarmela), anzi direi che nelle culture più a contatto e rispettose della natura, come quelle degli indiani di America, essa veniva praticata e molto: intere tribù e addirittura civiltà indiane si fondavano sulla caccia del bisonte e infatti per sterminare gli indiani i colonizzatori americani sterminarono i bisonti.
      Nel "nostro" mondo, la caccia ha (avrebbe) una funzione pratica di mantenimento di un equilibrio tra le specie, dato che il rapporto prede-predatori è stato storicamente alterato dall'uomo nel corso dei secoli.
      Le aberrazioni dello sparare a tutto ciò che si muove, dell'attendere i falchi pellegrini al passo e abbatterli stile contraerea etc. sono cose su cui anche chi sostiene la legittimità della caccia nei commenti a questo articolo si scaglia con veemenza.
      Provate a immaginare un mondo dove il numero di erbivori si regola attraverso le carestie e le epidemie magari trasmissibili all'uomo, i cinghiali devastano campi, orti e raccolti... Ci scandalizziamo giustamente per la caccia avendo in mente l'immagine del cuménda che va a sparare a raffica su poveri passerotti indifesi, poi però andiamo al supermercato e compriamo la fettina di carne da allevamento intensivo con i bovini abbattuti con la pistola sparapunzone in fronte e squartati industrialmente, o il petto di pollo prodotto in industrie dove il pollo viene appeso vivo all'inizio di una macchina e ne esce morto tagliato e spennato dall'altra... Io dico, concordando con un mio caro amico, che sarebbe legittimato a mangiare carne solo chi è capace di uccidersela da sé (e ammetto che sono il primo infrangitore di tale regola), dato che non sono in grado ma la mangio, non giudico chi lo fa come dice di fare nesty. Giudico e censuro invece chi va a sparare in giro su tutto ciò che si muove per scaricare chissà quali nevrosi e sete di sangue repressa, ma questo è ancora un altro discorso.

    1. nuspy 1 febbraio 2010

      Hai ragione. Abbiamo, come esseri umani, generalmente un approccio devastante.

      Ma in qualsiasi azione - umana e non - c´é la distruzione e il cambiamento e la rinascita.

      Anche negli animali.

      Ma gli uomini dovrebbero saper immaginare i risultati delle loro azioni e pertanto farle in modo che i risultati siano sulla bilancia piú positivi possibili.

      Non devono evitare l´azione (quale che essa sia, caccia, nutrimento, lavoro) per evitare tale distruzine, ma far si che le loro azioni distruggano il meno possibile e dalla distruzione lasciar la possibilitá di una rinascita.

    1. nuspy 1 febbraio 2010

      Etica non vuol dire alla pari. La paritá é etica in alcune filosofie in altre no.

      Nella mia no. Non trovo alcun valore nei rapporti forzatamente alla pari, sono finzioni.

      Quando ti relazioni ad un essere unamo sai immediatamente se ti é superiore o se ti é inferiore, o se c´é spazio per trovare le vostre rispettive posizioni.

      Essere inferiori a qualcuno non é una cosa insultante o dispregiativa. Io sono inferiore a molti e questi li rispetto, li ammiro e apprendo da loro (in molti campi, anche nell´Umanitá) e ad altrettanti sono superiore. E´solo capire la nostra posizione ed il nostro ruolo.
      Poi il buonismo ci fa dire che dobbiamo essere tutti uguali... ma dimmi : perché? Perché suona evoluto e buonista come va di moda?
      E´solo uno slogan.




      Etica vuol dire cosciente, responsabile, finalizzata.

      Vuol dire sapere perché lo si fa e cosa si puó fare nel rispetto degli altri esseri viventi.
      Vuol dire che se so che una razza é in pericolo, o in quella zona stanno scomparendo mai la spareró. Ma che male c´é a catturare un animale se ve ne sono troppi?

      Gli animali muoiono per tanti fattori. Uno di questi é che diventano cibo di altri. Non vi é nulla di piú naturale che nutrirsi e morire.

      Ma ti chiami Tao... nella tua filosofia le piante non hanno un essenza del divino? Allora con che diritto, seguendo il tuo discorso, togli la vita ad una pianta per cibartene?

      Perché ti senti superiore.

    1. AlbertoConti 1 febbraio 2010

      La cosa triste è che non hai capito, ma mi prendo anche le mie colpe, mi sarò espresso male. Quando si parla di amore non è mai facile intendersi, e in questo contesto la new age non c'entra niente, e men che meno il buonismo. E' facile tirare in ballo tutte le devianze di un principio quando non lo si vuole accettare. Per non parlare poi dell'aver ragione o torto. Non c'entra nulla neanche questo, a maggior ragione. La comprensione delle cose non si può imporre d'autorità, si può indurla con ben altri mezzi, e non comporta altre conseguenze che non siano quelle liberamente scelte da chi ha saputo ascoltare, ricevere. La caccia fa parte della storia dell'uomo, demonizzarla di per sè non può avere alcun significato "assoluto", ma questa riflessione a più voci è anche l'occasione per evidenziare le differenze tra l'uomo e gli altri animali. L'uomo è anche un animale, molto simile ad altri animali, come ad es. lo scimpazè, che ha un DNA diverso dal nostro solo per l'uno per cento del patrimonio genetico. Ma sul pianeta è l'unico ad essere in grado di comprendere molto al di là di ogni altro animale, fino a costruirsi un proprio mondo e un proprio senso delle cose, che comprende il rapporto con gli altri esseri da un punto di vista diverso, potenzialmente meraviglioso o devastante. Siamo ancora troppo sul devastante, questo lo puoi capire? Il nostro software può benissimo essere dello stesso tipo di quello di altri animali, ma ha fatto un salto di qualità evolutivo che comincia (solo ora) a tradursi in consapevolezza e responsabilità. Da qui nasce l'ipocrisia del tuo discorso sulla "naturalità" del rapporto preda-cacciatore, come fosse un rapporto topolino-barbagianni, o anche cinghiale-Ulisse se vogliamo essere più aderenti alla realtà (ma già qui l'ipocrisia salta all'occhio, per motivi molto più facilmente comprensibili).
      Io mi ero astenuto dall'intervenire su questo articolo, fino a quando ho letto un commento diverso dagli altri, non dico "migliore", ma assai diverso, che mi apparve aver colto nel segno della questione più rilevante in questo discorso sulla natura delle cose. Così il tuo mi è apparso come la miglior negazione di questo approccio. Non intendevo darti "torto", anzi le tue "ragioni" le hai espresse al meglio, potrei averle anche condivise un tempo, in altre circostanze. Ora non più, e non intendo imporre alcunchè, credimi.

    1. Tao 1 febbraio 2010

      Non ti preoccupare...anche se decontestualizzate le tue parole non perdono nulla del loro abominevole senso.

      Impossibile mistificare.

      Ci racconti che esiste una caccia etica, ma davvero ? E quale sarebbe ? Quella che pratichi tu ? Armato di fucile contro avversari
      che non possono reagire ma solo scappare ?
      Che colpisci vigliaccamente a distanza nascosto dietro un cespuglio ?
      Che stani la preda paralizzata dal terrore con l’aiuto dei cani ? Questo è cacciare in modo etico ?

      Ti senti così tanto diverso dagli altri tuoi colleghi di stragi ? Ti prego non raccontarci altre storie.

      ps

      Qualcuno ha scritto che alla caccia è sempre mancato un qualsiasi contributo all'evoluzione civile della società. Un sia pur vago "elemeto di progresso" cui la si possa in qualche maniera accostare. E che la giustifichi agli occhi del mondo. Già, è vero. Che ci state a fare allora ?

    1. Bigrex 1 febbraio 2010

      E' un commento che avevo già postato in un altro articolo ma vedendo i vari commenti lo ripropongo quì. Pur non avendo in particolare simpatia quel buffone travestito da uomo di scienza che incamera da decenni milioni di euro per la propria fondazione senza ottenere altro risultato che non far arricchire i figli dei baroni, in questo caso non posso che essere d'accordo con lui. Inoltre devo purtoppo osservare che la maggior parte dei post che lo seguono sono tipici della mentalità dell'uomo che si sente nel pieno diritto di "utilizzare" tutto ciò che si trova nel mondo come se fosse un bene personale: siano animali, risorse o terreni. Accettare quindi una critica verso questo stato di cose appare molto più difficile che non criticare quanto l'uomo fa di sbagliato verso altri uomini anche se è chiaramente un diverso aspetto della stessa mentalità. Forse non vogliamo perdere le nostre "prerogative" di dominio verso gli esseri più indifesi del nostro pianeta. I commenti che difendono lo status-quo della caccia con pretese di utilità ed amore per l'ambiente sono solo una difesa puerile di un sistema di trattare gli animali estremamente crudele ed idiota che serve solo a permetterci di fare quello che vogliamo a chi non può difendersi... come altri, che hanno più potere, lo fanno a noi. Un'altra gurra di poveri verso i più poveri.

    1. Bigrex 1 febbraio 2010

      Come può una minoranza effettuare un massacro? Semplice sparando a tutto ciò che vede. Ogni volta che si pone un problema poi se ne cerca uno più grande per dire: non parlimo di questo che c'è tanto di peggio al mondo: non parlate di niente allora che il peggio non è morto mai.

    1. Bigrex 1 febbraio 2010

      Pienamente d'accordo sul tuo primo commento e su questa risposta.

    1. Bigrex 1 febbraio 2010

      Mai sentite un cumulo di falsità simili! Ma dove prendi le tue informazioni? All'Arcicaccia? Cosa farebbero i cacciatori? Si limitano a sparare solo alle specie consentite? Bella favola. La gran parte spara a tutto ciò che si muove (a volte si sparano tra loro), senza riguardo per specie protette. Ho visto gente che tornava a casa con un GABBIANO!! Hai mai provato a mangiare un gabbiano? Si occupano del ripopolamento delle specie cacciabili? A parte che se non le cacciassero non ci sarebbe bisogno di "ripopolarle" e poi sai che i cinghiali di cui parli sono stati introdotti proprio dai cacciatori circa 25 anni fa? Non sono quelli nostrani molto più piccoli e meno prolifici, quelli ormai non esistono più soppiantati da quelli che abbiamo ora. Quelli che vedi in giro adesso sono stati prelevati dai Carpazi e lasciati liberi in Italia. Sono più grandi e più prolifici e non hanno praticamente predatori (in Italia abbiamo cacciato e quasi estinto anche i lupi). Bel ripopolamento, complimenti vivissimi. Per l'abbattimento dei capi malati o soprannumero esistono le guardie forestali ed i guardiaparchi. La maggior parte di questi campioni dell'ambientalismo non sanno nemmeno riconoscere da che parte è il culo dell'animale: pensa se sanno capire se è malato o sano. E poi se lo riconoscono secondo te sparano a quello malato che non possono mangiare? Questo è un romanzo di Asimov. Non parliamo poi di sport: questo non è uno sport: un po di gente che si diverte a sparare ad esseri viventi con fucili a ripetizione rischiando solo di essere impallinati da un loro degno collega. Mandiamoli tutti in Africa a cacciare i leoni con una lancia, vediamo quanto sono bravi quando in ballo c'è anche la loro di pelle. Il solito ragionamento dell'uomo padrone dell'universo.

    1. nuspy 1 febbraio 2010

      Ci sono anche riti tra i cacciatori moderni per questo. Come il "boccone del rispetto", ovvero dare simbolicamente l´último germoglio alla preda colta, togliersi il cappello davanti ad essa e meditare un poco in silenzio, qualcuno prega ringraziando del dono e scusandosi con la preda per avergli tolto la vita.


      O riti di iniziazione come essere colpiti dopo la prima preda di una specie per ricordare che cacciare é un piacere ma é anche una cosa dolorosa.

      La caccia etica é anche una cultura con molti risvolti.

    1. nuspy 1 febbraio 2010

      meriti risposta secondo te?

    1. nuspy 1 febbraio 2010

      Sai qual´é la cosa triste? C´é gente pronta a criticare gli USA e la societá occidentale perché esigono di portare la loro democrazia e la loro (nostra cultura) dove nessuno la vuole, stereotipando tutto ad un modo di vedere che non é per nulla universale né universalmente accettabile, e poi costoro sono i primi a cercare di imporre la loro cultura e la loro visione della vita definendola la sola e la corretta. Facendo la stessa cosa degli USA.

      Io non pretendo di avere ragione.. ma voi si. In quanto a sagezza chi pretende di avere ragione piena ha sbagliato strada..

      Se qualcuno prega in Sanscrito prima di sacrificare una carota ai suoi denti io lo lascio fare.. mica sto a cercare di convincerlo che non é cosí importante o che sta sbagliando.. né gli do del crudele perché alla nutrizione con carote potrebbe sostituire un sano sistema fotosintetico e nutrirsi di succulenti raggi solari.

      Ecco... costoro e la loro cultura arrogante new age/buonista che vuole fagocitare e distruggere tutte le altre culture io li trovo abbietti e tristi

    1. nuspy 1 febbraio 2010

      Beh, chiaro che era ironico. Evidentemente non poteva controbattere altro e si é affidato allárma dello screditamento.

    1. marzian 1 febbraio 2010

      Era ironico eccome.

    1. duca 1 febbraio 2010

      Magari le ha lasciate non commentate perchè le condivide e il senso del post non è ironico...
      A me sembra che siano parole scomode ma vere.

    1. duca 1 febbraio 2010

      Ma i nativi americani mi pare che cacciassero, e non poco, pur attenti e rispettosi dell'equilibrio delle cose.
      Noi uomini tecnologici abbiamo per lo più perso la capacità di muoverci in equilibrio con la natura. Se io andassi a caccia farei danni di proporzioni grottesche, cacciatori come nusty, invece, possono svolgere una funzione utile alla natura, in un mondo dove è necessario che l'equilibrio sia mantenuto dall'uomo (il livello di antropizzazione in Italia e in occidente in generale, purtroppo o per fortuna, è molto più elevato che nelle great plains e i danni fatti nei secoli passati impongono che sia l'uomo a gestire le conseguenze dell'assenza di predatori, a meno che non accettiamo l'idea di poter vedere i nostri figli sbranati da una muta di lupi, reintrodotti per limitare le infestazioni di cinghiali, alla fermata dello scuolabus in periferia quando l'inverno "morde" come in questi giorni...).
      La consapevolezza che uccidere è male (anche la zucchina viene uccisa quando viene còlta) non ci deve mai abbandonare (la vulgata che ci viene propinata oggi dice che i nativi americani si scusassero con e ringraziassero gli animali che abbattevano) ma neanche la consapevolezza che a volte può essere necessario.

    1. Matt-e-Tatty 1 febbraio 2010

      Se divulghi un filmato di pellicciai cinesi che spellano vivi dei cani e dei procioni ottieni dalla maggior parte delle persone reazioni di disgusto, odio ecc. e se alle stesse persone fai vedere la stessa scena con dei rettili uccisi allo stesso modo e per lo stesso motivo, ottieni indifferenza.
      Se parliamo di morti assassinati nelle storiche stragi ottieni sentimenti diversi a seconda della razza delle vittime... pensa ai poveri ebrei uccisi nei campi e ai poveri palestinesi nella striscia... pensa ai morti delle torri gemelle e ai morti in Iraq... due pesi e due misure sempre per il piccolo stupido ipocrita uomo.

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