Home / ComeDonChisciotte / “SONO PER L’ABOLIZIONE TOTALE DELLA CACCIA. ISTINTI PRIMITIVI, NON DIVERTIMENTO”

“SONO PER L’ABOLIZIONE TOTALE DELLA CACCIA. ISTINTI PRIMITIVI, NON DIVERTIMENTO”

L’oncologo: «L’uccisione di ogni animale è un danno all’ecosistema»

DI UMBERTO VERONESI
corriere.it

L’approvazione da parte del Senato dell’ emendamento che ripropone la riduzione dei limiti della stagione di caccia è stato definito un blitz da parte delle associazioni ambientaliste, Wwf compreso. Concordo sul fatto che questa decisione non debba passare sotto silenzio. Ed è giusto che le Regioni, a cui spetta le

decisione finale circa l’estensione del periodo venatorio, considerino attentamente le motivazioni di chi vuole porre un freno al massacro degli animali.

Personalmente sono a favore dell’abolizione totale della caccia per questione di principio: sono un non violento e un pacifista e non posso concepire che uccidere esseri viventi ignari e indifesi possa essere definito un divertimento o addirittura uno sport.

A seguito, “Caccia, ai crudeli 5 mesi bastano” (Mario Tozzi, lastampa.it);Sono un animalista convinto: sono vegetariano per motivi etici e mi batto da sempre per il rispetto della vita degli animali nell’ambito della ricerca scientifica e dell’utilizzo per l’alimentazione umana. Come medico e come scienziato mi batto da sempre per il rispetto e il mantenimento degli equilibri della natura e credo che l’uccisione degli animali sia un danno all’ecosistema.

Credo quindi che l’attività venatoria non dovrebbe esistere in un mondo civile e penso comunque che cinque mesi di crudeltà verso gli animali siano più che sufficienti per dare sfogo agli istinti violenti, che io giudico primordiali, di chi non la pensa come me. Per fortuna si tratta di una minoranza: si stima che i cacciatori in Italia siano circa 750.000. Mi sembra assurdo, per lo svago di questo piccolo gruppo, rischiare di alterare l’equilibrio ambientale. Bisogna pensare alla riproduzione degli animali, ai nidi vuoti, ai piccoli senza cibo perché chi lo procura è stato ucciso. Senza contare i danni per il turismo ambientale, una risorsa importante e un esempio di cultura del nostro Paese, come ha segnalato con intelligenza il ministro Michela Vittoria Brambilla. Condividere con i cacciatori un ambiente incontaminato, un bosco, un prato, può creare disturbo, oltre che ragionevole apprensione, ha sottolineato il ministro. E io aggiungo che non si può godere della nostra natura, insegnare ai nostri ragazzi ad amarla e rispettarla come risorsa fondamentale del loro futuro, con lo spettro di uomini con in braccio un fucile, che si aggirano pronti a far scorrere il sangue degli animali che di questa natura sono una bellissima espressione.

Non è giusto calpestare il diritto di tutti per il piacere di pochi. Oltre tutto quasi esclusivamente maschi. Tengano conto i sostenitori della caccia che negli anni ’90 sono stati indetti ben tre referendum per estendere i divieti della caccia. Nessuno ha raggiunto il quorum perché, appunto, la caccia è una passione di pochissimi, e per il resto della gente non è chiaro il suo impatto ambientale e la sua componente di crudeltà e dunque pensa non sia un problema che la riguarda di persona. Se tuttavia interrogati, gli italiani si dichiarano sfavorevoli: lo confermano tutti i sondaggi d’opinione degli ultimi anni. L’ultima ricerca di Eurisko di cinque anni fa ha evidenziato che oltre il 74% degli italiani è contro la caccia e sono certo che se si ripetesse oggi, grazie alla maggiore consapevolezza dell’importanza dell’ambiente, la percentuale sarebbe ancora più alta.

Umberto Veronesi
Fonte: www.corriere.it
Link: http://www.corriere.it/animali/10_gennaio_29/veronesi-abolizione-totale-caccia-istinti-primitivi_5116dfce-0d01-11df-a99f-00144f02aabe.shtml
29.01.2010

VEDI ANCHE: DOSSIER SULLA CACCIA E SULL’ ANTISPECISMO

Pubblicato da Davide

  • Maxim

    Tengano conto i sostenitori della caccia che negli anni ’90 sono stati indetti ben tre referendum per estendere i divieti della caccia. Nessuno ha raggiunto il quorum perché, appunto, la caccia è una passione di pochissimi

    ma senti che spiegazione , la realta ‘ è che se la maggior parte della gente non è disposta ad alzare il sedere dalla poltrona per andare a votare ad un referendum significa che dell’ argomento in questione non gliene frega nulla .
    chi si oppone alla caccia dovrebbe tener conto di questa piccola realta’ , altro che la spiegazione fornita da Veronesi

  • osva

    Incredibilie! Veronesi è vegetariano! Non l’ho mai sentito dire in TV che cambiare almentazione sarebbe la miglior cura contro il cancro, ma evidentemente lo sa! Chissà se abita vicino o lontano dagli inceneritori da lui definiti “innocui”………

  • Garand

    Bello, proprio bello l’articolino. Mi sembra di vederlo il vegetariano Veronesi in lacrime. Io non sono un cacciatore ma non sopporto chi cerca di imporre a tutti i costi le sue idee mascherandole con i buoni sentimenti e facendo passare gli altri per dei mostri. Io abito in campagna e conosco qualche appassionato di caccia ed ogni volta che sento discorsi tipo questo di Veronesi e vorrei che qualcuno spiegasse con la stessa forza che i cacciatori non vanno in giro a sterminare qualsiasi cosa si muova. Sono in possesso di una licenza che li obbliga a sparare solo a certe specie, all’interno di certe aree e con un massimo di prede cacciabili. Sono sempre i cacciatori poi che si occupano del ripopolamento delle speci cacciabili. Sono i cacciatori che catturano gli animali dannosi. Ma evidentemente a Veronesi non interessa se ci sono troppe volpi e spariscono le galline dai pollai, tanto lui è vegetariano (ma io sono nato onnivoro ed il polletto mi piace!). Magari potrebbe interessargli di più il cinghiale che distrugge gli orti coltivati con fatica, ma probabilmente lui la verdura la compra al supermarket dove arriva con i cargo da chissà dove. A lui probailmente non interessa se c’è un epidemia di rabbia diffusa dagli animali selvatici che vanno abbattuti per non contagiare i cani, ma probabilmente lui abita in città ed i suoi animali li tiene in appartamento.
    Con questo voglio dire che sento sempre parlare dei cacciatori come dei vili sanguinari che non aspettano altro che trucidare dei poveri animali. Invece quello che io vedo la domenica mattina quando li incontro al bar di ritorno dalle battute sono delle persone che amano l’ambiente e si divertono a stare in compagnia condividendo la stessa passione per uno sport che fa parte del nostro dna checchè ne dicano gli ambientalisti, sport che se praticato correttamente e con delle regole chiare e pricese aiuta anche a mantenere equilibrato l’ecosistema.

  • maristaurru

    Italiani brava gente, ma solo perchè è comodamente indifferente, e Veronesi dorme un po’ da piedi, ovvio che non è che la caccia viene mantenuta, mantenendo ad arte la gente totlmente indifferente, solo per 750.000 voti.

    Molto più interessante è il comportamento dei cacciatori: dei beoti che anche in assenza di un reddito decente spendono un botto di soldini in ARMI costosissime. Ci sono nel profondo ed arretrato ed addormantato Lazio, padri di famiglia che tiran su a fatica e sudore 4 lire e poi spendono, indebitandosi, anche dallo strozzino se serve, per il terzo o quarto fucile 3/4mila euro.
    Questo è il livello in cui manteniamo i nostri cittadini “di base” nera e rossa, per semplificare ed intenderci, ed è un livello assolutamente comodo per il potere , va da se che poi costoro non hanno nemmeno i soldi per pagarsi l’ingresso in riserva di caccia e cacciano ( si fa per dire) tra le case ai margini della macchia, indisturbati anche grazie a leggi assurde e imbecilli per cui i signori abbattono recinzioni, entrano nei giardini ed ammazzano indiscriminatamente qualsiasi cosa si muova, hanno fatto alla fauna danni enormi, ma lo Stato? Latita secondo copione consolidato ed affida il debole controllo ad altri beoti, che non sanno o fingono di non conoscere nemmeno i deboli limiti che esistono contro questa eterna barbarie, perchè scopri che anche loro, capre ignoranti pagate dal contribuente.. vanno a caccia ,magari dietro casa tua, facendo arrivare i pallini fin sul tuo piazzale di ingresso.

    Paese barbaro ed incivile che si vuole che tale resti, è consumismo anche quello dei fessacchiotti che sparano bardati da Rambo ai passeri ed ai palombacci, ma un consumismo che porta ossigeno ad uno dei poteri forti: quello delle fabbriche di armi, pecunia non olet e finchè si chiacchera e si finge di “fare massa critica” va bene, un corteo, un giornaletto pastrocchiato d i nero o di rosso, va bene, ma le armi no, per quelle basta una bandiera ed un corteo che spari alto, dove non si giunge, ovviamente, ma fa impressoione e portavoti, quello si, poi ci si saluta e., tutto come prima. L’importante è dire tanto, influire niente ed in pochi e determinati bersagli, si studia per questo, e ci si riesce benissimo: Italiani bravagente.

  • ranxerox

    Premesso che sono assolutamente contrario alla caccia, io mi chiedo: Veronesi, Magli, Sgrena, Meotti, ma a chi giovano le opinioni di ‘sti miserabili, almeno qui su CDC? Magari, a parte gli ultimi due, qualche condivisione ci può essere, già, ma questi gungadin del potere con le loro opere le verità le screditano. EMBEDDED

  • Tao

    CACCIA, AI CRUDELI 5 MESI BASTANO

    MARIO TOZZI
    lastampa.it

    Di fronte alla liberalizzazione da parte del Senato del calendario venatorio, che permette di fatto alle Regioni la caccia tutto l’anno, constatiamo che in Italia, una volta tanto, le minoranze riescono a prevalere sulla maggioranza dei cittadini. I cacciatori italiani rappresentano l’1,7% scarso della popolazione (765 mila cacciatori, in costante diminuzione), ma riescono agevolmente a tenere in scacco il restante 98,3%, proponendo, fra l’altro, anche il fucile a 16 anni, la caccia a specie protette contro le normative europee e/o la riduzione delle pene per il bracconaggio, l’uso di richiami vivi accecati e la caccia nelle aree incediate.

    Da un punto di vista naturalistico non ci sarebbe nemmeno da discutere, tanto è insensata l’idea di sparare anche a febbraio e agosto, mesi delicatissimi per la conservazione soprattutto dell’avifauna. Ma anche da quello giuridico si è capito che così non ci si adegua all’articolo 38 della legge comunitaria, ma si aggrava il rischio di altre infrazioni contro il nostro Paese, ignorando il parere negativo dell’Ispra, l’autorità scientifica nazionale che ha competenze in materia.

    Il problema è che la lobby del cacciatori è straordinariamente potente, composta com’è soprattutto di classe dirigente e ceto imprenditoriale, capace di influenzare i parlamentari, minacciando perdite di voti che, secondo i sondaggi, non avrebbero nessun modo di verificarsi. Questa paura ha finora impedito alla maggioranza dei cittadini di imporre la propria volontà anche nelle sedi referendarie, in cui il quorum non è stato raggiunto. Peraltro la maggior parte degli interpellati dichiara che la caccia è un’inutile crudeltà che andrebbe vietata o ridotta (77%). Ancora, la maggioranza non vuole prolungare il periodo di caccia o aumentare i luoghi dove cacciare (86%), né ridurre le sanzioni per chi uccide specie protette (86%) o, meno che meno, autorizzare la caccia nelle aree protette (91%) o autorizzarla a specie non cacciabili (91%) o ai migratori (93%) o rilasciare la licenza ai sedicenni (94%). A parole, cioè, tutti sono contrari alla caccia, anche nel Pdl (il 91%), ma il problema è il gradimento che la caccia incontra nella Lega (25% di favorevoli), con conseguente volontà di imporre una presunta autonomia locale. Ci si dimentica che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile della nazione e che appartiene a tutti, non solo ai cacciatori, e che in Italia si caccia solo in deroga al dettato costituzionale.

    Già è difficile rimanere insensibili di fronte al triste spettacolo di esseri umani che traggono divertimento dalla soppressione di altre vite, seppure animali. Ma che questo avvenga tutto l’anno con la possibilità, incomprensibilmente concessa, di entrare con il fucile in mano e senza chiedere permesso nei fondi agricoli privati, costituisce motivo di grave provocazione. Avrà come risposta il ricorso a un nuovo quesito referendario, ma stavolta si spera supportato da quelli che si dicono contrari. I cacciatori si definiscono amanti della natura, ma a quanti sostengono di amare più di ogni cosa le passeggiate in campagna, i cani o lo svegliarsi presto proponete di conservare tutto questo e rinunciare al fucile, magari sostituendolo con una macchina fotografica: nessuno lo farà, perché il loro vero gusto è uccidere, e senza la morte non c’è divertimento. Che lo facciano almeno solo per cinque mesi all’anno.

    Mario Tozzi
    Fonte: http://www.lastampa.it
    Link: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=6922&ID_sezione=&sezione=
    30.01.2010

  • fefochip

    premesso che non sono mai andato a caccia e che non ne ho la minima voglia….
    perche invece è molto praticato lo sport di dire agli altri quello che devono fare?

    proprio dal punto di vista di principio contesto questo articolo di veronesi (il quale per inciso è un cazzaro perche ha dichiarato piu e piu volte al giornale che si sarebbe sconfitto il cancro e poi continua a fare annunci rinviando di volta in volta il termine).

    se l’ecosistema è in pericolo non lo è certo per i cacciatori e se una particolare razza lo è allora è giusto fare delle leggi per proteggerla ma da qui a vietare in toto la caccia è una minchiata.

    l’ecosistema è in pericolo per ben altri motivi e non certo per 750000 cacciatori non nascondiamoci dietro a un dito .

    poi sta storia della “sensibilità” di quelli contro la caccia mi fa vomitare di ipocrisia.
    come se chi è contrario alla caccia fosse vegetariano….ma per piacere.

    mi ricordo un titolo di un articolo tempo fa mi pare proprio su comedonchisciotte “non esiste vita se non per sottrazione di vita altrui”.
    basta guardare nella natura …che per caso il leone mangia carote?
    ma per favore …. non mi verranno a dire che il leone non è perfettamente inserito nel suo ambiente?

    il rispetto della natura e la sua salvaguardia arriva da ben altro che non dalle lezioncine di ipocrisia come questo articolo.

  • supervice

    Ciao, ti vorrei solo segnalare che l’attività del cacciatore è fortemente
    impattante sotto vari motivi.

    La prima cosa che ti voglio chiedere è se sei mai andato a giro in un bosco a fare trekking, a cercare funghi, o solamente per perderti e poi ritrovarti da solo con una carta e una bussola.
    Credo di no, altrimenti non avresti scritto questo commento.

    Quando sei in un bosco, ascolti i tuoi passi, chiudi gli occhi per vedere in un altro modo, e in quel momento senti tre cani che abbaiano come dei forsennati a trenta metri e quattro o cinque colpi di fucile a distanza di ottanta metri (se fossero meno, saresti stato abbattuto). Come credi di stare in quel momento lì? Bestemmi e ti pensi che quegli idioti dovrebbero scomparire all’stante dalla faccia della Terra. Punto. Senza esitazione.

    Riguardo poi alla crudeltà della natura, sono senz’altro d’accordo con te,
    nella natura non c’è niente di poetico o romantico, la natura è sangue, agonia e terrore.
    Ma siccome la natura è economica e non sopporta le azioni inutili e soprattutto quelle sproporzionate agli obbiettivi, non lascia tonnellate di piombo disseminate nei boschi, non lascia i crinali spianati per falciare le specie di passo, non lascia quintalate di rifiuti di merendine, lattine, cartucce.

    In sintesi, per godersi la natura non ci voglio né fucili, né motociclette trial di merda, bisogna di sentirsi parte della natura.
    Altrimenti, non si è capito una bella sega. Non è questione di moralismo, ma solo di affermare con decisione che chi caccia ha dei grossi problemi e, se volesse cacciare, che lo faccia in un proprio terreno, non invadendo gli appezzamenti altrui o quelli dello Stato.

  • Nellibus1985

    Ma che articolo ridicolo. L’animalista per motivi “etici” non sa che anche una carota è un essere vivente e “ignaro”? Inoltre, il signor Veronesi, se fosse veramente un animalista convinto, farebbe bene a scagliarsi contro le leggi che autorizzano l’allevamento intensivo dei polli, ad esempio, i quali vengono ingozzati a forza in cinquanta centimetri quadrati di spazio tra i propri escrementi. Troppi interessi da toccare, caro il mio patetico signor Veronesi?

  • fefochip

    non sono un assiduo frequentatore di boschi ma ovviamente mi è capitato (comunque la natura a me piace moltissimo) di trovarmici in diverse occasioni.
    non vado a fare “sopravvivenza” come andava di moda qualche anno fa ma nemmeno mi capita frequentemente come te di stare in un bosco.
    detto questo non mi è mai capitato di incontrare un cacciatore.
    per quanto riguarda le tonnellate di rifiuti lasciate nel bosco sono assolutamente d’accordo con te ma le lasciano anche “pacifiche” orde di turisti nelle pinete ,famiglie che con i picnic lasciano il vero schifo.
    il punto quindi a mio parere non è la caccia in se stessa ma il rispetto che le singole persone hanno nei confronti della natura e in ultima analisi degli altri.
    si può uccidere anche senza il fucile …non è questo non trovi?
    dire che “chi caccia ha dei grossi problemi” è un affermazione proprio moralistica scusa perche associ negatività e disprezzo per qualcosa che non condividi .
    te lo dico con estremo rispetto :a mio parere non si può ragionare cosi se si vuole vivere in armonia con gli altri perche gli altri si sentiranno autorizzati a farlo ugualmente nei tuoi confronti.

    riguardo all’invasione dei cacciatori nei terreni altrui questa è una questione effettivamente molto delicata e forse proprio qui si possono fare “questioni di principio” che non suonino ipocrite e idiote ma altresi molto reali e concrete….certo però non si possono mettere fili tesi ad altezza collo per scoraggiare i motociclisti di trial (mi pare sempre su comedonchisciotte è apparso un articolo che parlava proprio di un crimine di questo tipo)

    immagino la soddisfazione di riuscire a prendere una preda (ripeto mai fatto e non ho tra i miei proggetti di farlo) ma cazzo non riesco proprio a capire chi poi non se la magna sta preda .i pescatori “sportivi” ovvero quelli che pescano il pesce e poi lo lasciano andare non li riesco proprio a capire …però da qui a vietare in toto la pesca sportiva solo per il motivo che per quanto mi riguarda sono solo dei cacacazzi dei pesci ce ne corre.

  • PaoloDucoli

    Sono mesi che leggo CDC, senza mai commentare, al contrario, leggendo con avidità sia i post che i commenti.
    Ma a questo punto non si può rinunciare a porre un commento a questo post, che non ho timore a definire ‘ridicolo’, sulla caccia.
    Quindi mi sono registrato, per l’occasione !
    Trovo questo post ridicolo per i seguenti motivi:

    Il cacciatore, che piaccia o no ai non violenti e ai pacifisti, segue delle regole e sostiene dei costi per praticare la sua passione. Si cambino le regole !

    Viene scritto “per fortuna si tratta di una minoranza” ma si fa riferimento al “massacro di animali” … come può una minoranza attuare un massacro ? mi sembra una contraddizione in termini

    La sviolinata al ministro Brambilla se la poteva realmente risparmiare !

    La sviolinata al mondo femminile pure (il senso ??) !

    Caro Dott. Veronesi, credo che potrebbe utilizzare meglio la sua posizione, la sua credibilità e il suo carisma.
    Ci sono centinaia di motivi per cui il nostro ambiente va allo sfascio e lei ne conosce sicuramente molti.

    Perchè non parla di quello che combina la grande industria alimentare ?
    O di quello che, grazie a quello schifo che è diventata l’Europa e il suo Consiglio, viene permesso a discapito della nostra salute e di quella, soprattutto, dei nostri figli ?
    Ma per favore … questa presa di posizione mi sembra veramente patetica.

    E lo dico come NON cacciatore, che non andrà mai a caccia perchè non ve ne trova senso e divertimento …

    ma siamo seri.

  • supervice

    Forse sei stato fortunato ad incontrare cacciatori, o vivi in una zona dove non è diffusa la caccia. Io abito a Firenze e andare a fare trekking sull’Appennino è impossibile (infatti, non ci va nessuno), perché è pericoloso. I sentieri sono male segnalati proprio perché è una zona da evitare; ma siccome io sono un masochista, ci sono andato e quasi sempre mi sono dato dell’idiota. Infatti, ora vado a camminare nelle colline a sud di Firenze, che essendo più urbanizzate, non hanno specie selvatiche da cacciare. Vero che i rifiuti li lasciano tutti (sono l’unico stronzo che si porta sempre due sacchetti vuoti da riempire e che trasforma il trekking in ginnastica aerobica portandosi chili di rumenta dietro); ma se parli con un cacciatore, lui ti dirà sempre che è l’unico a fare qualcosa per la natura, che se non ci fossero loro le specie selvatiche invaderebbero tutto.
    Queste sono cazzate, la natura ci pensa da sé a gestirsi, l’immondizia nei boschi del Mugello la lasciano loro (perché non ci va nessun altro).
    Poi c’è la solidarietà di ‘classe’; ci sono stati casi sul monte Giovi e a Vicchio di un bambino nel proprio giardino e di un signore a cercare funghi colpiti al collo e a una gamba, e questi crimini sono tuttora impuniti, nella più totale omologazione ai codici mafiosi, nessuno ha parlato, non vedo, non sento e non parlo, in quella che si crede essere la civile Toscana.
    Ribadisco nel dire che chi va a caccia ha dei grossi problemi (per lo meno di ignoranza e di mancata crescita personale) perché, ripeto, gli incidenti di caccia ogni anno coinvolgono dalle 2 alle 300 persone, cacciatori e non. E’ un’attività pericolosa, è come fare finta di andare alla guerra, sparando in venti persone a un cinghiale.
    Io non voglio insegnare niente a nessuno, anche perché spesso è un’attività inutile o si trasforma nel suo esatto contrario, ma non posso che incazzarmi quando vedo dei comportamenti allucinanti.
    Non c’è niente di spiritualmente evoluto nel fare un macello esplosivo per baloccarsi con i propri compagni d’avventura, con lo stesso spirito di un gruppo di bambini che va a caccia di lucertole per straziarle un pochino; stesso discorso per le moto da trial, basterebbero dei controlli, ti tolgo tutte le patenti per un anno e ti sequestro il mezzo, poi voglio vedere se hai ancora voglia di fare il pilota.
    L’uomo ha oramai invaso ogni possibile angolo per il proprio sollazzo; vorrei solo incominciare a vederlo arretrare nella sua insaziabile voglia di distruzione. Forse si può incominciare dai boschi, dove la natura ha ancora la possibilità di generarsi.

  • dana74

    ho sempre criticato Veronesi e Tozzi, ma questa volta sono d’accordo con loro.

    Non possiamo disporre della vita altrui, gli animali non sono oggetti di divertimeno.

    Mi dispiace constatare che ai miei simili infastidisca il modo di esporre dei due sopra o affrontare questione di lana caprina come se i cacciatori devono comunque esprimere la loro brutalità CHE COSTA LA VITA AD ALTRI ESSERI come se noi dovessimo disporre del diritto alla vita inalienabile deglil animali.
    Questo secondo me era il senso di entrambi gli articoli, al di là del modo che hanno usato sia Veronesi che Tozzi per esprimerli.
    Si vede infatti la sensibiltà ambientale pressoché assente dove ci sta portando e che bel pianeta lasciamo alle future generazioni, di questo passo non saranno nemmeno tante.

  • maristaurru

    permettimi di dirti che sbagli secondo me, anche il parere di quelli che a te paiono dei miserabili andrebbe conosciuto, altrimenti io credo che si favorirebbe solo il formarsi di inutili parrocchiette in cui tutti si fanno complimenti a vicenda ed il contraddittorio è sostanzialmente finto: siamo d’accordo, ma spacchiamo il capello in quattro per fingere di dialogare o discutere. Che se vai a vedere è il grosso errore di molti blog, salottini fra quattro amici ( e purtroppo è difficile raccogliere dissenzienti che postino regolarmente su un blog arricchendolo, questo anche è vero).

    Le opinioni della Magli sulle Banche, non mi sembrano da miserabili, anche se la signora a volte e su altri argomenti.. lascia letteralmente sgomenti.

    Non è detto che comunque l’intelligenza sia tutta da una parte no? Mi sembra che i fatti che ci circondano ormai dovrebbero aver fatto comprendere che alcune muffe certezze e illusioni , sono MORTE, e non è male che certi settarismi di vario colore vadano dove meritano , mi astengo dallo scriverlo, ma lo ho già scritto altre volte, dove vanno mandati ed in fretta. Eè da stolti non capire che se parliamo di no alla caccia, non ci deve fregare un tubo se per quall’argomento mi muovo avendo accanto un “miserabile” che non la pensa come me, importante è che, di qualunque colore sia, non abbia le stimmate del traditore che colpisce alle spalle ( e non è facile ), poi ognuno si tiene le sue idee, altrimenti si creano enormi sacche e feudi ILLIBERALI, o no? E restiamo sempre fermi e preda del potere, o no? Non è la storia di Italia degli ultimi decenni questa? Porta al conservatorismo, e sappiamo , abbiamo individuato benissimo i gruppacci conservatori nei diversi schieramenti della nostra società.

    Non se ne esce con certi atteggiamenti

  • A_M_Z

    E’ la giornata del luogo comune?

    La caccia no mentre il tritacarne industriale si perchè è più civile.

    Siamo messi bene!

  • Matt-e-Tatty

    Non sono un cacciatore per lo stesso motivo per cui non allevo polli o conigli… non avrei coraggio di tirargli il collo.
    Faccio trekking da molto tempo sull’appennino tosco-emiliano e sulle alpi quando ci vado.
    Sono anche un fuoristradista e con la mia piccola 4×4 mi diletto a percorre vecchi tratturi montani.
    Giro pure io con le sportine per metterci il patume mio e quello lasciato dai cafonazzi maleducati (spesso famigliole con la passione del picnic).
    I “talebani” dell’ambiente non li capisco… persone incoerenti e ignoranti, gli stessi che appoggiano le rottamazioni incentivate da tutti perchè tanto limitati da non capire l’impatto ambientale della demolizione di un’auto spesso a 1/3 della sua “vita” e una costruzione + trasporto (magari dal giappone) di un’auto a sostituzione di quella demolita che fà un km in + con un litro… per dirne una… comunque è uno dei tanti comportamenti dannosi degli ecotalebani… dannoso economicamente si intende perchè siamo e rimarremo sempre un niente rispetto alla natura.
    Il problema dei cacciatori non è quello della caccia a 4 cinghiali e 10 fagian, ma della umana idiozzia.
    Purtroppo tra i cacciatori ci sono dei trogloditi pericolosi che tirano a qualunque cosa si muova, anche pronti a spararsi tra loro per rivendicare l’abbattimento di un fagiano…. ma sono solo alcuni casi… ci sono delle regole molto severe per la caccia, quando si avvista qualcuno o si passa a n metri da un’abitazione non solo non si deve sparare… si deve anche scaricare obbligatoriamente il fucile… pure per la strada mi capita di incontrare gente che slampeggia e mi supera ai 100 in città col traffico mentre circolo con la mia suzukina a velocità da codice o poco più… che facciamo proibiamo la circolazione delle auto perchè qualcuno corre come un matto?
    I problemi non sono questi, nel nostro “piccolo” paese (piccolo perchè popolato da personcine troppo “piccole”) o si creano problemi o si proibisce, in altre realtà come la Norvegia per dirne uno, ci sono vasti territori tutelati in cui è proibito circolare con mezzi a motore, cacciare ecc ma in quei paesi ci sono anche tentissime aree dedicate… questo me lo spiegava un amico fruoristradista trasferitosi in pianta stabile ad Oslo.
    Cordialmente.

  • ranxerox

    Mi spiace, non sono d’accordo. Un po’ perchè chi è sempre stato sodale al Sistema usa queste verità per fini, penso, diversi dai miei; io sono per l’alterità, odio la competizione. Altra cosa, mi sembra che il raccatto di persone quali sopra, voltagabbana nel migliore dei casi, vada nell’ottica della scelta del “meno peggio” che tanto funesta è stata nel tempo per la ex sinistra. Esisterà pure un modo diverso per vivere il tempo che ci è stato dato. Ciao

  • Erwin

    Io credo che andrebbe fucilato alla schiena e sul posto, il criminale che usa un Gew43 per la caccia!

  • maristaurru

    “Modo diverso di vivere il tempo che ci è dato”
    , bello da leggere, ma permettimi una ultima osservazione: mi sembra che piuttosto che di belle parole si abbia NECESSITA’ di fare uscire questo povero paese dalla mota dell’immobilismo voluto dalla malavita che , è ormai un dato di fatto, si è infiltrata nei gangli vitali dello Stato, e non da oggi, abbiamo subito un lento bradisismo per decenni, ora siamo arrivati quasi al punto di non ritorno e secondo me non ci siamo ancora del tutto in mezzo solo per merito della società pulita, che mi spiace, ma è trasversale agli inutilissimi schieramenti politici, anche se si fa di tutto perchè le pecore italiche non se ne accorgano.

    Io immagino, forse sbagliando, che un modo diverso si ottenga solo abbattendo il muro , anche qui in italia, abbiamo un muro che impedisce la pacificazione e la scoperta di condividere dalla nascita la appartenenza adun Paese, quel Paese che si vuole abbattere nascondendosi dietro mille scuse e motivazioni apparentemente nobili, che in realtà lo lasceranno in totale balia dei poteri economici, compreso il più forte di tutti, quello trasversale a tutti i poteri e le lobby economiche, in Italia e ovunque: la malavita, o mafia e compagnia.
    Combattere una forza del genere è forse utopia, ma necessiterebbe di forze che prescindessero dagli schieramente inevitabilmente ed ormai apertamente, INFETTATI. Inutile dire, questo è miserabile, quello meno solo perchè sa nasconder meglio miserie e magagne, non credi? Credi che ci sia qualcuno che non è sodale al sistema? Se c’è, non è conosciuto, perchè il sistema rigetta, e con crudeltà, chi non è sodale, ed è già molto se simile perla rara campa ancora e non è stata eliminata o non si è ammalata di angoscia e tumore.

  • Tonguessy

    L’oncologo: «L’uccisione di ogni animale è un danno all’ecosistema»

    Non si può bestemmiare, ma fate conto di sentire lo stesso gli imporperi che sto dicendo.
    L’oncologo (nonchè cazzaro come ha correttamente sottolineato qualcuno) si dimentica che l’ecosistema (qualsiasi cosa questa parola significhi) è un continuo cercare e trovare punti di equilibrio. Dopo la scomparsa dei dinosauri non è che fosse sparito l’ecosistema, eh, professore?
    Tali idiozie dalla semantica filotalebana e con chiari risvolti fondamentalisti (avulsi quindi da qualsivoglia cosiderazione scientifica o di semplice buon senso) non possono che risvegliare in me i più bassi istinti. Mi auguro quindi che il Veronesi sia stritolato da un camion mentre percorre l’autostrada e, nel momento dell’impatto, abbia a riconsiderare cosa significhi la parola “ecosistema”: forse allorà capirà.

  • Erwin

    «L’uccisione di ogni animale è un danno all’ecosistema»

    …e le piante (la verdura mangiata)non hanno la dignità di esseri viventi al pari degli animali e degli uomini?
    Gli animali “da macello”cosa sono?

    Gojim?

    Con la stessa logica anche il sistema alimentare degli animali carnivori(ed anche erbivori) è un “danno all’ecosistema”?
    Come la mettiamo?

  • supervice

    Perfettamente d’accordo, non credo che tu mi abbia incluso tra i talebani, perché in 25 anni ho avuto due auto, e una l’ho rottamata perché una guardia giurata in trip di coca mi ha tamponato a 80 all’ora quando ero fermo. Come hai segnalato, è un problema d’educazione o di formazione.
    Hai anche proposto l’idea delle riserve, basterebbe estenderle territorialmente e temporalmente in modo progressivo. Già ora diversi cacciatori soffrono delle troppe limitazioni alla caccia, e in molti hanno appeso il fucile alla vetrina perché il gioco non vale la candela.
    Ne conosco a decine, ma quando cerco di scambiare le mie opinioni, credono che io sia cascato da Marte. Fanno parte di generazioni che dell’ambiente non gliene poteva frega’ ddemeno, per cui non credo sia possibile discuterne. E anche a proposito del talebanesimo, sono convinto che quando le campagne sono abitate e frequentate, il cacciatore non può più permettersi di agire come fa ora, perché dovrebbe fare i conti con persone che la campagna la coltivano, raccolgono la legna, gestiscono i boschi e il territorio. In altre parole, il cacciatore è figlio della società dello spettacolo, del divertimento, del tempo libero da impiegare alla bisogna. La caccia è il balocco di generazioni che non sono cresciute davanti alla televisione, ma sempre di bamboccioni si tratta.

  • esca

    A carnevale ci sono i travestimenti ma è indegno infilarsi un abito da benefattore per coprire l’ipocrisia. Questi sono i sostenitori di politiche a favore degli inceneritori, della chemioterapia come cura del cancro (da costui un’alternativa non arriverà MAI), degli alimenti OGM (che danno una mano ad ammalarsi), della diffusione di falsità sull’ambiente come il riscaldamento globale indotto dal CO2 per il quale l’unico rimedio dovrebbe essere una dura limitazione delle attività umane. La smettano con questi discorsi: gli animali non han bisogno di loro.
    (Riguardo alla caccia, se ci si sente a proprio agio con un fucile in mano…contento lui/lei… )

  • osva

    Ma il noto luminare vegetariano Veronesi, non potrebbe cominciare una battaglia contro i tossici e cancerogeni allevamenti intensivi? Ha paura che smettiamo di ammalarci di cancro e lui perda il posto di lavoro? Sono certo che lui mangia solo biologico, ma non quello certificato che è una bufala, ma quello vero…….per chi non riesce a smettere di mangiare carne, forse la più sana è proprio quella che ci si procura cacciando!!

  • nuspy

    Il piú grande problema nella caccia é il non conoscerla. E chi ha postato sembra assolutamente non conoscere l´argomento.

    Certo, occorre dire che vi siano dei cacciatori (e forse parecchi) che non seguono l´etica venatoria, che consiste fondamentalmente nel rispetto della natura e del selvatico. Questi cacciatori sparano a qualsiasi cosa si muova (controlli permettendo) e sono persone fondamentalmente frustrate da una settimana di lavoro sotto un capufficio che li maltratta, dalla moglie che gli mette le corna e dalla figlia di 15 anni rimasta incinta di un immigrato clandestino e hanno bisogno di sangue per scaricare le loro tensioni. Sono convinto che possano essere sparati pure loro.

    Io sono un cacciatore convinto e etico: sparo a ció che é utile abbattere, nel rispetto dei piani provinciali di abbattimento e della mia personale sensibilitá.
    Sparo solo a ció che dopo mangio (cosa vi assicuro che non sempre avviene tra i cacciatori non etici) e mi prendo cura del territorio dove caccio e nutro in inverno gli animali che hanno poche risorse di cibo.

    Avete notato che ho utilizzato la formula “utile abbattere”. La cosa suona come “guerra giusta” o “fuoco amico” o “bombardamento chirurgico”, ovvero definizioni dei mainstream inventate per modificare la percezione di qualcosa di sbagliato.. eppure la formula “utile abbattere” davvero non lo é.

    Come sapete, l´intera Europa é un ambiente altamente antropizzato, ovvero tra centri abitati, centri industriali, strade, campi coltivati rimane davvero poco spazio per la natura.
    Ed é questo spazio nel quale gli animali selvatici trovano nutrimento, oltre a qualche incursione nei campi coltivati di un povero agricoltore.
    Questo spazio dove il selvatico trova nutrimento ha una capacitá di produzione di alimentazione limitata: dipende dalla quantitá di sole che riceve, dall´esposizione, dalla temperatura, dalla composizione del suolo e dalla natura della vegetazione che lo ricopre.

    Quindi ogni singola parcella di territorio naturale ha una quantitá precisa di cibo che puó fornire.

    Come sapete, inoltre, in Europa i predatori naturali (lupi, orsi, linci, volpi) sono praticamente scomparsi a causa dell´uomo. Reintrodurli al di fuori di spazi limitati come i parchi nazionali penso sia evidente che sia improponibile al giorno d´oggi: di sicuro nessuno apprezzerebbe il fatto che la propria figlioletta di 5 anni sia diventata il pranzo di lupo Ezechiele reimmesso nel boschetto a fianco a Milano per l´atto di amore di qualche animalista.

    Di conseguenza, il selvatico sarebbe libero di proliferare senza avere controlli naturali: facciamo un esempio!
    Un cinghiale femmina partorisce circa 6 cinghialetti all´anno. Senza che nessuno abbatta (vuoi con fucili, vuoi con zanne) questi cinghiali, facendo un paio di calcoli semplici da 5 coppie di cinghiali in 10 anni si avrebbero in quell´ambiente 10 milioni e mezzo di cinghiali. Senza essere naturalisti ferrati si puó capire che la cosa sarebbe insostenibile per qualunque territorio.

    Tanto piú, faccio notare, che essendo un territorio limitato nella produzione di cibo, specialmente durante l´inverno e che gli animali non sono come l´uomo che puó razionalizzare il cibo a disposizione per farlo durare fino al raccolto successivo, anche se patendo un po´ la fame (gli animali mangiano finché ce n´é!) probabilmente in poco tempo nel territorio in questione si esaurirebbero le risorse alimentari prima della fine dell´inverno.

    Vi siete posti il problema di che puó succedere se a causa della sovrapopolazione di cinghiali le risorse alimentari finissero a dicembre?
    3-4 mesi senza cibo farebbero morire TUTTI gli animali presenti nel territorio. Vi sono esempi storici pure: in Ungheria, ad esempio, in seguito alla rivoluzione del ´56 il governo ritiró tutte le armi da caccia. L´anno successivo la popolazione di caprioli risultó essere diminuita del 75% a causa della morte per inedia.

    A me é chiaro che occorra evitare questo e il cacciatore ha la funzione pratica e utile di contenere l´espansione incontrollata degli animali selvatici.

    Un cacciatore etico e responsabile, quando decide di andare a caccia prima deve sapere quanti capi erano presenti sul territorio durante l´ultimo censimento, quanti si presuppone che ve ne siano in quel momento, quanti ne puó ospitare e quindi quanti e quali capi puó abbattere.

    Se in un territorio, per esempio, vi sono troppi maschi di cervo rispetto alle femmine, é utile abbattere dei maschi per evitare conflitti territoriali. O se la popolazione é troppo vecchia rispetto al modello ottimale bisogna preferire l´abbattimento di capi vecchi.

    Il tutto a favore della popolazione animale che nel poco spazio che gli é rimasto potrá cosí vivere al meglio.

    Oltre a ció molte speci sono antagoniste: dove vi sono ad esempio troppi caprioli, i mufloni non trovano di che nutrirsi, perché i caprioli prediligono le foglie tenere e le colgono precocemente rispetto ai mufloni che in breve morirebbero di fame.

    Quindi.. spero di avervi mostrato un lato della caccia (la caccia di selezione, per l´esattezza) che non conoscevate e che é ben lontana dall´essere quanto voi immaginate relativamente all´esercizio venatorio, ovvero un´attivitá crudele e senza senso.

    Crudele lo é. Voi assicuro che spesso dispiace dover abbattere un animale (spesso non ce la ho fatta vedendo un bellissimo cervo o un capriolo di 3-4 anni) ma non dimentichiamoci che la natura é crudele e non viviamo a Disneyland.
    Utile invece lo é molto.

  • castigo

    veronesi….. veronesi….. dunque vediamo…..
    ah, sì, è quel tale che ha consentito alle aziende farmaceutiche di continuare a commerciare i vaccini al mercurio, così che potessero smaltire le scorte prima che fosse deciso di vietarli anche qui a fine 2008, se non vado errato (negli us è dai primi anni ’80 che sono fuori legge)…..
    ed è quello che afferma che gli inceneritori NON sono dannosi alla salute, quando decine di studi (di suoi colleghi francesi) affermano il contrario…..

  • supervice

    Il padre della mia compagna è un selezionatore come te, e ha interrotto le operazioni di caccia a parte quella di selezione. E’ utile che le informazioni sulla caccia vengano da chi è competente come te, in modo da dare un quadro più completo. Il problema è sempre quello dell’equilibrio tra uomo e ambiente, tra territori antropizzati e non, come tu hai segnalato nel tuo commento. Quello su cui vorrei porre attenzione è la nostra continua pretesa di intervenire sulla natura, la qual cosa ci porta sempre a fare danni incalcolabili. Per quanto riguarda la caccia, vorrei segnalare la continua immissione di ungulati proprio da parte dei cacciatori per facilitarne la cattura. Il tuo operato è adesso necessario perché sono già stati fatti dei macelli negli anni passati e sarà difficile tornare ad una situazione di equilibrio. Basterebbe solo lasciare un po’ più di spazio agli animali (riserve totali) dopo aver gestito la corretta consistenza della fauna e poi lasciar stare l’ambiente a gestirsi le risorse.
    E’ chiaro che alla lunga un numero notevole di cinghiali non sarebbe sostenibile perché distruggerebbe il bosco, ossia l’ambiente in cui vive, ma la selezione naturale può fare tranquillamente il suo gioco se la si lascia libera di agire.

  • nuspy

    A parte il mio precedente commento riguardo al fatto che la caccia non vada analizzata in termini di civile o incivile ma solo come cosa necessaria per il bene della fauna, 750.000 persone vi sembrano poche?
    In Italia lo sport considerato “nazionale” é il calcio… ma mi stupirei se nella popolazione italiana di chi ha piú di 18 anni (stessa che per la caccia) vi siano altrettante persone che giocano a calcio!

  • nuspy

    Nel caso esista un territorio dove siano presenti predatori naturali (penso ad esempio al Parco Nazionale dell´Abruzzo) la caccia non serve. Esclusi casi marginali sul contenimento dei predatori, ma si tratta di questioni altamente studiate prima di essere messe in pratica e solo in caso di squilibri troppo evidenti che si materializzano col tempo: in effetti anche questa nuova forma di ritorno ad aree naturali ha origini umane e quindi non perfetta.
    In questo caso comunque generalmente la natura si regola da sola e lo fa bene, come dici tu.

    In tutti gli altri territori invece l´uomo é il responsabile dello squilibrio e quindi ha anche l´obbligo morale di intervenire: certo deve farlo in maniera esperta e responsabile. Hai ragione a dire che l´uomo non deve intervenire in un ambiente naturale.. ma in Europa questi spazi purtroppo sono pochissimi. Il resto sono al massimo compromessi tra la coesistenza di natura e uomo moderno.

    Il reinserimento degli ungulati é un processo relativamente nuovo: ha ancora bisogno di trovare i suoi equilibri e per un territorio come quello italiano dove non vi sono studi sul territorio per questo tema in quanto gli ungulati non erano presenti da molto, serviranno molti anni ancora prima di trovare le formule e le misure in cui si possa avere una gestione della fauna selvatica ottimale.

    In ogni modo, se vogliamo mangiare carne secondo me é piú civile uccidere un animale libero in natura, che fino ad allora ha vissuto come gli si addice, piuttosto che ucciderne uno di allevamento dopo averlo fatto soffrire per mesi o anni in gabbie.

  • maristaurru

    Tritacarne industriale no, puoi aver ragione, ma certo usi e costumi cambiano con una certa lentezza, un cambiamento culturale , spontaneo, sarà duraturo. Non vorremo imporre di botto: basta carne , capisci bene che non sarebbe possibile, mentre i tempi sono più che maturi per dire basta caccia o per lo meno, diminuzione drastica della caccia accompagnata da battage non pubblicitario, tanto pe fa magnà i soliti, ma battage culturale, serio che se si vuole si sa fare benissimo.

    Il tuo atteggiamento è il solito atteggiamento dei conservatori: proporre qualcosa di ideologicamente bellissimo , ma di difficile realizzazione: non posso saltare dal primo piano d’un balzo solo, allora non scendo manco le scale, gradino per gradino.

    Senza parole

  • maristaurru

    io che non caccio e mai lo farò, conosco la caccia di selezione e so che entro certi limiti è cosa necessaria. Poi niente è perfetto, il daino bianco non da fastidio a nessuno per esempio, bene i guardiacaccia bavaresi, seguendo leggi teutoniche, ammazzano i daini bianchi perchè “rovinano la razza”

    l’indole umana resterà sempre assassina, partendo da questa considerazione di fatto, capisco meglio il tuo linguaggio che quello degli ipocriti che allargano il discorso a tutta la “carne” compresa quella industriale.

    astenersi da certo nutrimento (io non mangio da tempo cacciagione ) deve diventare scelta spontanea e trasformazione culturale e consapevole : certe specie se si moltiplicano oltre misura, risultano dannose, ma temo che sarà cosa difficilissima da fare capire, non si vuole che si capisca.. e qui la cultura dovrebbe aiutare, capisci bene la impossibilità e comunque la difficoltà di veicolare certi messaggi.

  • nuspy

    So molto poco riguardo ai daini bianchi. Da queste parti c´é la supestizione che chi ne uccide uno morirá entro l´anno… per questo di solito si invitano amici e conoscienti Teteschi ti Cermania per lasciare a loro il compito ingrato nel caso li si debba abbattere… e questi ringraziano pure in tutte le lingue il gesto di puro altruismo! 😉

    Ma sono albini? O sono solo bianchi? (per chi non lo sapesse, l´albinismo é un difetto genetico che oltre al colore porta con sé problemi come l´ipersensibilitá alla luce, difetti cardiaci etc etc mentre un manto completamente bianco puó essere solo frutto del caso e non dell´albinismo)

    Nel caso siano albini abbatterli mi sembra utile per non far trasmettere malattie ereditarie, ma davvero non sono esperto del campo.

  • buran

    Come no, non si incontrano cacciatori nei boschi…Forse se ci si va quando la caccia è chiusa. Per fortuna il numero di questi squallidii soggetti è in netta diminuzione. Ma prova a domandare, ad es. nel Chianti, quanti possono liberamente andare nel bosco magari col cane, o se addirittura non ricevono avvertimenti preventivi in stile mafioso da squadracce di “sportivi” impegnati nella caccia al cinghiale con la radiotrasmittente. Sono cose che chi vive in certe zone d’Italia sperimenta abitualmente

  • GMRiccardelli

    ma che è quello della foto, un Tokarev sovietico?

  • GMRiccardelli

    no forse è un gewehr 43

  • Erwin

    Purtroppo non è un Tokarev 40!
    Andrebbe fucilato alla schiena e sul posto, il criminale che usa quel Gew43 per la caccia!

  • nuspy

    Solo un imbecille usa un semiautomatico a caccia.
    Ma in Italia va parecchio di moda specialmente perché si caccia molto in battuta e quindi i cattivi tiratori al posto di andare al poligono a fare esercizio si prendono la seconda, terza e quarta possibilitá sull´animale che si é guadagnato la salvezza.

    Spararli alle spalle come vigliacchi, condordo!!

  • maristaurru

    Daini albini: tempo fa ho letto sul web riportata la opinione di uno studioso che affermava che il daino bianco, detto comunemente albino, non è affatto delicato e non ha difetti genetici, ma doveva esser risultato di un maldestro copia e incolla. Non ritrovo l’articolo, ma certo è che , come dici, ci sono daini albini ( con gli occhi rossi per semplificare , sensibili quindi alla luce ) e daini bianchi isabellini, nei quali le pomellature non si vedono, ma ci sono, e sono semoplicemente esemplari a manto bianco senza alcun difetto genetico

    I tedeschi e quanti ammazzano i daini albini o bianchi, lo fanno volentieri solo perchè la loro pelle è PREGIATISSIMA.

    come dicevo l’uomo ha in sè il marchio dell’assassino , poi si può convenire che una caccia mirata , ogni qualche anno e a determinate specie, resta comprensibile e spesso auspicabile.

  • lino-rossi

    la caccia, come tutte le cose, va semplicemente regolamentata, come pure le uscite di veronesi.

    l’equilibrio passa anche attraverso la caccia.

    bravo nuspy!

  • nuspy

    Ho fatto delle ricerche. Esistono casi di albinismo tra i daini ma piú spesso di Leucismo.. manto bianco ma non altri difetti genetici. il problema é vedere a 150 metri di distanza se ha gli occhi rossi!

    Comunque.. confermo che tra gli istinti dell´uomo vi sia quello di uccidere una preda. Siamo animali e dobbiamo a mio avviso rispettare anche questo nostro aspetto ed esserne fieri, perché é lo stesso istinto che ci fa fare i salti quando vediamo una bella fanciulla, scappare quando vediamo un pericolo, piangere quando siamo commossi, aiutare quando vediamo un nostro simile in difficoltá e tutte quelle cose che non rientrano nel razionale.

    Voler negare il nostro istinto di predatori rivolto alla sessualitá é l´equivalente di castrarsi.
    Saper gestire il nostro istinto di predatori invece é l´equivalente della castitá. La prima cosa produce uno scompenso, la seconda civiltá.

    La cultura e l´intelligenza che ci rendono uomini sono quelle cose che devono incanalare gli istinti per renderli funzionali alla nostra visione della vita.

    io personalmente sono fiero del mio istinto predatore e di come lo so imbrigliare.

  • nuspy

    hai usato un termine utile e profondo. Equilibrio.

    Il male quasi sempre ( o solamente) é dato dalla mancanza di equilibrio.
    La parsimonia, portata all´eccesso é avarizia e la prodigalitá al suo eccesso é sperpero.
    Concetto cabalistico che puó essere applicato a tutto. Anche alla caccia.

    Se un cacciatore va a cacciare, lo fa consapevolmente ed eticamente, raccogliendo solo quanto gli serve e non 10 cervi 8 cinghiali e 100 beccacce perché si sono presentate, rispettando le norme e gli animali, sapendo cosa é utile abbattere e cosa é utile preservare fa un´attivitá umana e nobile.

    Ció é equilibrio.
    Ai suoi opposti ci sono i cacciatori che hanno come unico fine l´abbattere piú prede possibili, uccidere quanto piú possono. cio é male.
    come male é la posizione di chi vuole negare questo aspetto della natura umana, di predatore, e lasciare a sé un territorio in cui l´uomo stesso ha creato lo squilibrio senza curarsene e senza prendersene cura regolamentandolo.

    Questo non vuol dire che tutti i ccciatori sianoetici, anzi. Ma molti lo sono e amano la natura e gli animali con uno spirito a mio avviso piú consapevole di coloro che gli animali li vedono da lontano e li amano cosí… senza condividere le loro attivitá e i loro luoghi.

  • maristaurru

    un punto di vista niente affatto criticabile, e siamo al discorso infine della necesità di affinare e preparare culturalmente gli esseri umani, i mezzi ed i modi non mancano, so che non si farebbe in un giorno, ma si dovrebbe cominciare a farlo sul serio e non per finta e per motivi di bassa cucina politico – economica.

    Insomma, non credo che potrò vederlo accadere, peccato. Bisogna accontentarsi della fotrtuna di conoscere qua e là qualche individuo che aiuta.. a ragionare per poi potersi fare una idea personale, grazie.
    cordialità

  • Tao

    STAGIONE 2009/2010 SI CHIUDE CON 27 MORTI E 58 FERITI

    Dati in calo, il record negativo nel 2007/2008 con 56 vittime

    Roma, 30 gen. (Apcom) – E’ di 27 morti e 58 feriti il bilancio complessivo delle vittime di incidenti di caccia nella stagione venatoria 2009/2010, che si chiude domani. A tenere il macabro conto è la Lac, la lega per l’abolizione della caccia: 26 sono i cacciatori morti in incidenti di caccia, uccisi da colpi partiti per sbaglio o caduti in dirupi. La ventisettesima vittima non era un cacciatore: era invece un ragazzo di quasi 15 anni di Olginate, in provincia di Lecco, uscito il 20 dicembre con un fucile trovato in casa e il suo cane. E’ inciampato, il fucile ha sbattuto sul terreno ed è partito un colpo. I cacciatori rimasti feriti sono stati 44, mentre altre 14 persone sono rimaste coinvolte, loro malgrado, in situazioni in cui non c’entravano nulla. I dati sono in forte calo sugli anni precedenti: nella stagione 2008/2009 le vittime erano state 39 e i feriti 77; record negativo nella stagione 2007/2008, con ben 56 morti e 98 feriti, mentre in quella 2006/2007 si erano registrate 35 vittime e 74 feriti. Le vittime in questo inizio 2010 sono già 3: il 10 gennaio un morto in Sardegna, in Ogliastra. Nella stessa data un 75enne in Val di Magra è morto per un malore improvviso mentre a caccia con gli amici e infine il 3 gennaio, a Caorle, un cacciatore è annegato dopo essere caduto della barca con la quale si stava dirigendo verso un appostamento artificiale per una battuta di caccia agli uccelli acquatici. Tre anche i feriti nel gennaio 2010: il 3 gennaio per un colpo di fucile partito accidentalmente, un cacciatore ha perso un dito. Lo stesso giorno un 52enne a caccia con i figli a Sala Consilina, viene ferito al volto da un altro cacciatore e infine in Sardegna, nell’Oristanese, il 10 gennaio è rimasto gravemente ferito un cacciatore di Bosa, Antonio Mele, di 56 anni, colpito accidentalmente da una fucilata alla gamba sinistra, che ha sfiorato l’arteria femorale.

    Fonte: http://www.apcom.net
    Link: http://www.apcom.net/newscronaca/20100130_152820_38668a1_81687.html

    30.01.2010

  • Erwin

    La caccia è crudele,si dice.Quindi va chiusa.
    La pesca è crudele,si dice…MA NON va chiusa.
    Le anime gentili si impietosiscono solo per i “cacciati” non per i “pescati”!
    Perche?
    Dove sta la differenza?
    Sempre di violente uccisioni si tratta!
    O no?

  • amarti

    Al centro del petto delle persone esiste un centro energetico particolare, chiamato “cuore”.
    Fin dalla nascita il “cuore” permette a chi lo ascolta di sentire se stessi come uniti al tutto, a tutti gli esseri viventi, e di sapere di non essere nè inferiori nè superiori ad alcuna cosa in questo universo.
    La società cerca disperatamente di insegnare ai bambini a non ascoltare più il loro cuore, specie ai maschietti, in modo che a loro divenga abituale vivere comportamenti violenti verso il “prossimo”.
    Un essere umano che ascolta il suo cuore non può volere uccidere mai alcunchè.
    Un essere umano che ascolta il suo cuore cerca sempre di procacciare il minimo danno a qualsiasi altra specie, dagli altri esseri umani agli animali alle piante.
    La consapevolezza permette a questo essere umano che ascolta il suo cuore, di muoversi sempre in una direzione che possa realizzare il minimo danno possibile, in un’evoluzione continua di conoscenza del suo rapporto creativo con ciò che lo circonda.
    Uccidere con qualsiasi scusa che non sia ammettere il fatto di non sapere quale altro comportamento tenere, è il chiaro sintomo di persone che non ascoltano il proprio cuore.
    Quando ammettiamo la nostra ignoranza, si apre uno spazio, un momento in cui possiamo accogliere nuovi modi di interagire con la Natura (tutti i nostri Parenti, come dicono i Nativi Americani), in armonia e grazia, condividendo poi la profonda gioia che si prova quando si è in sintonia con ogni cosa.

    L’opportunità di imparare di nuovo ad ascoltare il nostro cuore ci è offerta ogni giorno.

  • bentsnah

    Nel 2010,in un mondo civile,la caccia andrebbe esercitata in poche e ben limitate aree popolate ad hoc con animali d’allevamento.Tranne naturalmente la “caccia utile”,come quella al cinghiale,la cui popolazione va tenuta numericamente sotto controllo.
    Che dice di tanto strano Veronesi?Che è uno scandalo dare la possibilità di cacciare indiscriminatamente e indeterminatamente?.
    Beh,ha ragione,aldilà di tutte le critiche al personaggio in sè,che in gran parte condivido.
    Ho 40,vivo in campagna e vi assicuro,degli animali che vedevo da ragazzo,oggi ne vedo nemmeno la metà.Parlo di storni,lepri,fagiani…
    Oggi il cacciatore si alleva il fagiano,poi lo porta nella macchia,lo lascia libero,il fagiano cerca il cacciatore che fino a ieri gli ha dato il cibo,quando si trovano,il cacciatore gli spara…..
    Bello!

  • Erwin

    Mi sono espresso non compiutamente.
    Mi riferivo all’uso di tale fucile,il Gew43,oggetto di alta collezione,per l’uso venatorio.Indipendentemente dal sistema semiautomatico di ricarica che adotta.

  • AlbertoConti

    a me piace pensare, usare il cervello per ogni cosa, e condivido il tuo pensiero più d’ogni altro. Ma nel tritacarne della “mente che mente” passa forse inosservato. Non importa, fa parte delle contraddizioni umane, alla lunga però …. ne sono certo, spero con qualche balzo in avanti in tempi brevi.

  • nuspy

    Io invece per la mancanza di pietá e etica da parte di quel tipo col fucile semiautomatico.

  • nuspy

    Guarda, il cuore é un muscolo involontario che al massimo come suono per comunicare fa tump-tump. Anche provando a decodificarlo con il morse non ci ottieni che una serie di “i”.

    La gente al giorno d´oggi si riempe la bocca di buonismo inutile e concetti new age che lasciano il tempo che trovano.

    Hai mai pensato, invece di cercare di essere una persona castrata nella sua natura reale ricercando l´atarassia, che forse é piú giusto cercare di essere Uomini completi, con tutti gli istinti, compreso quello di uccidere la preda, amare, soffrire e gioire?

    Uccidere, sinceramente, é bello come fare l´amore. Perché é una di quelle sensazioni che vengono gestite e richieste dall´istinto e soddisfano le medesime aree del cervello. Nascono dalle medesime necessitá: rimanere vivo e far continuare la tua specie. Hai mai provato? Fallo prima di escludere una parte della tua natura. Poi giudica. Ma forse sei donna e allora la tua natura ti fa solo comprendere la raccolta.
    Nulla di male, senza di voi che raccoglievate non saremmo qui. Ma nemmeno senza l´istinto della caccia che é presente in un maschio sano.

    Ti piace citare i nativi americani? Bene.. ricordati quella loro massima che invita a camminare nei sandali di qualcuno per un mese prima di giudicare.
    Nascosto in tutto il resto, peró, dici anche una cosa saggia: “minimo danno a qualsiasi altra specie” questa é la consapevolezza che crea nel cacciatore la sua etica di rispetto per la natura e chi vive in essa.

    E questa consapevolezza di rispetto insegna ad incanalare (e non cancellare, cosa oscena che proponi!!!) i nostri istinti per farli mettere al servizio della nostra visione del mondo. Cosí come se lasci libero l´istinto di fare sesso, prima o poi fai danni, e imparando a gestire questo istinto, invece hai le piú grandi soddisfazioni nel fare l´amore con la persona che ami, cosí lo stesso é per l´istinto della caccia.
    Sono la stessa identica cosa: Due istinti e due parti dell´Uomo che é insulto alla sua natura negare.

  • nuspy

    Embé? mica viviamo a Disneyland. I pericoli ci sono in tutto quanto facciamo.
    Quante persone muoiono mentre giocano a calcio ogni anno?
    Quante mentre sono a tavola o mentre passeggiano la domenica o fanno chissaché?
    E sinceramente, che male c´é se uno muore? Quando l´uomo nasce é giá morto. La paura della morte non deve impedire di vivere.
    Viviamo in una societá che ha costantemente terrore di morire. Che vede nella morte il male peggiore. Forse un po´ di caccia aiuterebbe a comprendere la morte e considerarla una parte della nostra vita da non temere.

  • Gariznator

    Siccome sembri abbastanza sveglio ti suggerirei di andare il sabato… La caccia è chiusa! E lascia a ognuno il suo, non estingueranno mai nulla i cacciatori (sul piombo sono d’accordo però, e vorrei sapere quanto se ne disperde e soprattutto vorrei sapere se è possibile sostituirlo con un altro metallo non tossico), per quanto riguarda i bossoli la legge impone ai cacciatori di raccoglierli.
    Ah un’altra cosa. Se vai a fare trekking e ti è mai capitato di far la cacca nei boschi sappi che inquini anche tu, la nostra nobile cacca non ci fa nulla tra le montagne (volendo essere estremisti). Ultima cosa e poi chiudo: togli la montagna ai cacciatori e vedrai come i tuoi cari sentieri si richiuderanno…
    Rispetto per tutti, sempre!
    Ripeto ancora che la caccia è aperta solo il giovedì e la domenica. Ti restano 5 giorni per farci tutte le passeggiate con bussola (ma ancora non conosci le montagne del tuo circondario? hai paura di perderti davvero o lo fai solo per usare la bussola che ti sei comprato? ti ricordo che costruire quella bussola costa in termini di CO2!) che vuoi.

  • Gariznator

    È buffo come ci si scaldi tanto: si predica la comprensione e poi si fa di ogni erba un fascio. Ma volete cambiarlo il mondo o volete solo renderlo uguale ma come dite voi? Sono fastidiosi anche gli ambientalisti spinti ma non mi sento in diritto di definirli squallidi individui. Bisogna parlare civilmente, e rivolgersi a persone civili. Gli altri non meritano attenzione. E caro signor buran dicendo quanto ha detto lei si trova nella zona d’ombra di quelle persone civili al 50%. Spero di sbagliare

  • stonehenge

    Quoto.
    Bravo, i miei pensieri sono i tuoi.

  • Gariznator

    Il limite è 3 colpi in caccia (treeeeeee colpi!) e non si possono usare armi da guerra. Ma cosa si pensa sulla caccia?? Mamma mia!!!

  • nuspy

    Il limite che io ne sappia (poi scusami non sono espertissimo di caccia in Italia, nel caso correggimi) é sul caricatore che é di 3 colpi, ma il quarto lo metti direttamente in canna.
    Un´arma invece é sicuramente definita da guerra in base al calibro e al tipo della munizione utilizzata.
    Il fucile in questione sarebbe da guerra se usasse munizioni da guerra (vi é la lista, e la classificazione non riguarda la pericolositá perché le munizioni da caccia sono molto piú potenti di quelle belliche e i proiettili non FMJ molto piú pericolosi – il che lo ritengo improbabile visto che per qualsiasi uso ne é vietato il possesso) non solo per il fatto che é un cimelio bellico. Comunque davvero ottima arma.
    Ció che da cacciatore assiduo (caccio tutto l´anno e in qualsiasi condizione atmosferica) invece condanno é la moralitá di usare una semiautomatica durante la caccia: statistiche sulla possibilitá di colpire coi colpi successivi al primo a parte (60% 30% 5%) se sbagli il colpo l´animale si é guadagnato la libertá e bisogna rispettarla. La caccia si dice “sportiva” no? E dove sta la sportivitá nell´uso di un semiautomatico, scusa??

    I cosiddetti cacciatori che escono 2 volte allánno e non vanno al poligono sono pure dei criminali perché la loro imprecisione é fonte di pericolo per gli altri e fonte di sofferenza per l´animale che verrá colpito in punti non vitali, restando in agonia per giorni.
    Con questi presupposti mi sembra ovvio che i cacciatori in Italia siano poco amati. E lo dico da cacciatore!

  • Tao

    Perle di saggezza di NUSPY sulla caccia

    “Uccidere, sinceramente, é bello come fare l´amore. Perché é una di quelle sensazioni che vengono gestite e richieste dall´istinto e soddisfano le medesime aree del cervello. Nascono dalle medesime necessitá: rimanere vivo e far continuare la tua specie. Hai mai provato? Fallo prima di escludere una parte della tua natura. Poi giudica”

    “Io sono un cacciatore convinto e etico: sparo a ció che é utile abbattere, nel rispetto dei piani provinciali di abbattimento e della mia personale sensibilitá.”

    “Vi assicuro che spesso dispiace dover abbattere un animale (spesso non ce la ho fatta vedendo un bellissimo cervo o un capriolo di 3-4 anni) ma non dimentichiamoci che la natura é crudele e non viviamo a Disneyland. Utile invece lo é molto”

    “Viviamo in una societá che ha costantemente terrore di morire. Che vede nella morte il male peggiore. Forse un po´ di caccia aiuterebbe a comprendere la morte e considerarla una parte della nostra vita da non temere.”

    “Solo un imbecille usa un semiautomatico a caccia”

    “Comunque.. confermo che tra gli istinti dell´uomo vi sia quello di uccidere una preda. Siamo animali e dobbiamo a mio avviso rispettare anche questo nostro aspetto ed esserne fieri, perché é lo stesso istinto che ci fa fare i salti quando vediamo una bella fanciulla, scappare quando vediamo un pericolo, piangere quando siamo commossi, aiutare quando vediamo un nostro simile in difficoltá e tutte quelle cose che non rientrano nel razionale.
    Voler negare il nostro istinto di predatori rivolto alla sessualitá é l´equivalente di castrarsi. Saper gestire il nostro istinto di predatori invece é l´equivalente della castitá. La prima cosa produce uno scompenso, la seconda civiltá.
    La cultura e l´intelligenza che ci rendono uomini sono quelle cose che devono incanalare gli istinti per renderli funzionali alla nostra visione della vita.
    io personalmente sono fiero del mio istinto predatore e di come lo so imbrigliare.”

  • nuspy

    Hum, non so Tao… (per caso sei quello di IS?) se non condividi qualche mia dichiarazione relativa alla caccia e alla mia accettazione che l´uomo sia tra le tante cose anche un animale con degli istinti da rispettare ti pregherei di scrivere anche cosa contesti a tutto questo. Postare giusto cosí dei riferimenti a quanto scrivo, decontestualizzati da affermazioni precedenti mie e di altri invece sembra piú un mezzo utilizzato dagli organi di propaganda delle elites che fanno disinformazione.. non trovi?

  • lupoleo

    Credo che la caccia come viene praticata nella nostra società sia un atto crudele, egoisticamente giustificato in vari modi da chi la pratica.
    Giudicare è scorretto, ognuno è libero di gestire le proprie insicurezze e i propri limiti sfogando rabbia ed angoscia verso altri esseri viventi, lo facciamo tutti ogni giorno nell’ignoranza della nostra cultura anche senza avere licenza di caccia.
    Credo che l’acquisto di carne e l’allevamento come viene praticato nella società attuale sia un’inconsapevole atto crudele, egoisticamente giustificato in vari modi da chi lo pratica.
    Se la caccia e l’allevamento soddisfassero un bisogno di cibo?
    Sarebbero ancora considerate tali o le definiremmo Nutrimento?
    Nella nostra cultura purtroppo non è così e tutto si limita ad un soddisfare le nostre voglie attraverso lo sfruttamento di tutto quello che Madre Terra ospita, accidenti diremo o diranno un giorno, potevamo pensarci prima….
    Credo che la soluzione sia semplice e dentro di noi, prendere consapevolezza di ciò che siamo e dei nostri bisogni, usando al meglio lo strumento più importante che abbiamo, l’intelligenza, al fine di un vivere in equilibrio con le altre forme di vita che costituiscono assieme a noi, Gaia.

  • buran

    ?!?! O mi sono spiegato male io, o ci siamo capiti al contrario. Io ce l’ho coi cacciatori, soprattutto quelli organizzati, e nel msg contestavo chi dichiara di poter andare a passeggiare tranquillamente nei boschi senza incontrarli.

  • AlbertoConti

    Rif.: “Perle di saggezza di NUSPY sulla caccia”
    R.: “volevate stupirla con effetti speciali? … e stu pirla è arrivato!”

    Questa premessa a scanso d’equivoci, giusto per rivendicare la sacrosanta “istintualità” aggressiva.

    In fondo è anche ammirevole lo sforzo di verità, realismo, sincerità antiipocrita. Da qui alla saggezza ne corre, come tra la caccia oggi in Italia e la necessità di sopravvivenza (basterebbe “riqualificare” i licenziati dalle tante imprese fallite in cacciatori “modello” per desertificare del tutto l’ammazzabile sopravvissuto fin qui).

    Ma siamo seri, e veniamo al punto, che obiettivamente non è cosa banale. Il punto è usare l’intelletto per capire non solo come si ammazza meglio, ma contemporaneamente cosa si ammazza, quale anima si spegne anzitempo rispetto alla nostra. Ci sono anime piccole e anime grandi, sofferenze piccole e sofferenze grandi, piaceri piccoli e piaceri grandi. Il piacere di prendere una curva al limite della tenuta è piccolo o grande? Il piacere di vivere una vita piena e consapevole è piccolo o grande? Eppure continuiamo a sacrificarlo in cambio di piaceri piccoli, tanto più piccoli quanto ci rimpiccioliamo l’anima per i soliti motivi: privilegio, paura, ignoranza, ecc. ecc.

    La vera saggezza produce rispetto, che non è prigione ma libertà.

  • AlbertoConti

    Il più grosso insulto alla natura umana è limitarla alla natura animale, che è esattamente quello che fai tu, che non sai cosa dici quando pronunci la parola “amore”.

  • AlbertoConti

    La tua “esca” è scaduta, la “logica” dei buoni e dei cattivi ci ha rotto le palle. Anche se tu fossi più buono che cattivo (dicendo cose vere sul signor ZERO!)

  • Matt-e-Tatty

    Se divulghi un filmato di pellicciai cinesi che spellano vivi dei cani e dei procioni ottieni dalla maggior parte delle persone reazioni di disgusto, odio ecc. e se alle stesse persone fai vedere la stessa scena con dei rettili uccisi allo stesso modo e per lo stesso motivo, ottieni indifferenza.
    Se parliamo di morti assassinati nelle storiche stragi ottieni sentimenti diversi a seconda della razza delle vittime… pensa ai poveri ebrei uccisi nei campi e ai poveri palestinesi nella striscia… pensa ai morti delle torri gemelle e ai morti in Iraq… due pesi e due misure sempre per il piccolo stupido ipocrita uomo.

  • duca

    Ma i nativi americani mi pare che cacciassero, e non poco, pur attenti e rispettosi dell’equilibrio delle cose.
    Noi uomini tecnologici abbiamo per lo più perso la capacità di muoverci in equilibrio con la natura. Se io andassi a caccia farei danni di proporzioni grottesche, cacciatori come nusty, invece, possono svolgere una funzione utile alla natura, in un mondo dove è necessario che l’equilibrio sia mantenuto dall’uomo (il livello di antropizzazione in Italia e in occidente in generale, purtroppo o per fortuna, è molto più elevato che nelle great plains e i danni fatti nei secoli passati impongono che sia l’uomo a gestire le conseguenze dell’assenza di predatori, a meno che non accettiamo l’idea di poter vedere i nostri figli sbranati da una muta di lupi, reintrodotti per limitare le infestazioni di cinghiali, alla fermata dello scuolabus in periferia quando l’inverno “morde” come in questi giorni…).
    La consapevolezza che uccidere è male (anche la zucchina viene uccisa quando viene còlta) non ci deve mai abbandonare (la vulgata che ci viene propinata oggi dice che i nativi americani si scusassero con e ringraziassero gli animali che abbattevano) ma neanche la consapevolezza che a volte può essere necessario.

  • duca

    Magari le ha lasciate non commentate perchè le condivide e il senso del post non è ironico…
    A me sembra che siano parole scomode ma vere.

  • marzian

    Era ironico eccome.

  • nuspy

    Beh, chiaro che era ironico. Evidentemente non poteva controbattere altro e si é affidato allárma dello screditamento.

  • nuspy

    Sai qual´é la cosa triste? C´é gente pronta a criticare gli USA e la societá occidentale perché esigono di portare la loro democrazia e la loro (nostra cultura) dove nessuno la vuole, stereotipando tutto ad un modo di vedere che non é per nulla universale né universalmente accettabile, e poi costoro sono i primi a cercare di imporre la loro cultura e la loro visione della vita definendola la sola e la corretta. Facendo la stessa cosa degli USA.

    Io non pretendo di avere ragione.. ma voi si. In quanto a sagezza chi pretende di avere ragione piena ha sbagliato strada..

    Se qualcuno prega in Sanscrito prima di sacrificare una carota ai suoi denti io lo lascio fare.. mica sto a cercare di convincerlo che non é cosí importante o che sta sbagliando.. né gli do del crudele perché alla nutrizione con carote potrebbe sostituire un sano sistema fotosintetico e nutrirsi di succulenti raggi solari.

    Ecco… costoro e la loro cultura arrogante new age/buonista che vuole fagocitare e distruggere tutte le altre culture io li trovo abbietti e tristi

  • nuspy

    meriti risposta secondo te?

  • nuspy

    Ci sono anche riti tra i cacciatori moderni per questo. Come il “boccone del rispetto”, ovvero dare simbolicamente l´último germoglio alla preda colta, togliersi il cappello davanti ad essa e meditare un poco in silenzio, qualcuno prega ringraziando del dono e scusandosi con la preda per avergli tolto la vita.

    O riti di iniziazione come essere colpiti dopo la prima preda di una specie per ricordare che cacciare é un piacere ma é anche una cosa dolorosa.
    La caccia etica é anche una cultura con molti risvolti.

  • Bigrex

    Mai sentite un cumulo di falsità simili! Ma dove prendi le tue informazioni? All’Arcicaccia? Cosa farebbero i cacciatori? Si limitano a sparare solo alle specie consentite? Bella favola. La gran parte spara a tutto ciò che si muove (a volte si sparano tra loro), senza riguardo per specie protette. Ho visto gente che tornava a casa con un GABBIANO!! Hai mai provato a mangiare un gabbiano? Si occupano del ripopolamento delle specie cacciabili? A parte che se non le cacciassero non ci sarebbe bisogno di “ripopolarle” e poi sai che i cinghiali di cui parli sono stati introdotti proprio dai cacciatori circa 25 anni fa? Non sono quelli nostrani molto più piccoli e meno prolifici, quelli ormai non esistono più soppiantati da quelli che abbiamo ora. Quelli che vedi in giro adesso sono stati prelevati dai Carpazi e lasciati liberi in Italia. Sono più grandi e più prolifici e non hanno praticamente predatori (in Italia abbiamo cacciato e quasi estinto anche i lupi). Bel ripopolamento, complimenti vivissimi. Per l’abbattimento dei capi malati o soprannumero esistono le guardie forestali ed i guardiaparchi. La maggior parte di questi campioni dell’ambientalismo non sanno nemmeno riconoscere da che parte è il culo dell’animale: pensa se sanno capire se è malato o sano. E poi se lo riconoscono secondo te sparano a quello malato che non possono mangiare? Questo è un romanzo di Asimov. Non parliamo poi di sport: questo non è uno sport: un po di gente che si diverte a sparare ad esseri viventi con fucili a ripetizione rischiando solo di essere impallinati da un loro degno collega. Mandiamoli tutti in Africa a cacciare i leoni con una lancia, vediamo quanto sono bravi quando in ballo c’è anche la loro di pelle. Il solito ragionamento dell’uomo padrone dell’universo.

  • Bigrex

    Pienamente d’accordo sul tuo primo commento e su questa risposta.

  • Bigrex

    Come può una minoranza effettuare un massacro? Semplice sparando a tutto ciò che vede. Ogni volta che si pone un problema poi se ne cerca uno più grande per dire: non parlimo di questo che c’è tanto di peggio al mondo: non parlate di niente allora che il peggio non è morto mai.

  • Bigrex

    E’ un commento che avevo già postato in un altro articolo ma vedendo i vari commenti lo ripropongo quì. Pur non avendo in particolare simpatia quel buffone travestito da uomo di scienza che incamera da decenni milioni di euro per la propria fondazione senza ottenere altro risultato che non far arricchire i figli dei baroni, in questo caso non posso che essere d’accordo con lui. Inoltre devo purtoppo osservare che la maggior parte dei post che lo seguono sono tipici della mentalità dell’uomo che si sente nel pieno diritto di “utilizzare” tutto ciò che si trova nel mondo come se fosse un bene personale: siano animali, risorse o terreni. Accettare quindi una critica verso questo stato di cose appare molto più difficile che non criticare quanto l’uomo fa di sbagliato verso altri uomini anche se è chiaramente un diverso aspetto della stessa mentalità. Forse non vogliamo perdere le nostre “prerogative” di dominio verso gli esseri più indifesi del nostro pianeta. I commenti che difendono lo status-quo della caccia con pretese di utilità ed amore per l’ambiente sono solo una difesa puerile di un sistema di trattare gli animali estremamente crudele ed idiota che serve solo a permetterci di fare quello che vogliamo a chi non può difendersi… come altri, che hanno più potere, lo fanno a noi. Un’altra gurra di poveri verso i più poveri.

  • Tao

    Non ti preoccupare…anche se decontestualizzate le tue parole non perdono nulla del loro abominevole senso.
    Impossibile mistificare.
    Ci racconti che esiste una caccia etica, ma davvero ? E quale sarebbe ? Quella che pratichi tu ? Armato di fucile contro avversari
    che non possono reagire ma solo scappare ?
    Che colpisci vigliaccamente a distanza nascosto dietro un cespuglio ?
    Che stani la preda paralizzata dal terrore con l’aiuto dei cani ? Questo è cacciare in modo etico ?
    Ti senti così tanto diverso dagli altri tuoi colleghi di stragi ? Ti prego non raccontarci altre storie.

    ps

    Qualcuno ha scritto che alla caccia è sempre mancato un qualsiasi contributo all’evoluzione civile della società. Un sia pur vago “elemeto di progresso” cui la si possa in qualche maniera accostare. E che la giustifichi agli occhi del mondo. Già, è vero. Che ci state a fare allora ?

  • AlbertoConti

    La cosa triste è che non hai capito, ma mi prendo anche le mie colpe, mi sarò espresso male. Quando si parla di amore non è mai facile intendersi, e in questo contesto la new age non c’entra niente, e men che meno il buonismo. E’ facile tirare in ballo tutte le devianze di un principio quando non lo si vuole accettare. Per non parlare poi dell’aver ragione o torto. Non c’entra nulla neanche questo, a maggior ragione. La comprensione delle cose non si può imporre d’autorità, si può indurla con ben altri mezzi, e non comporta altre conseguenze che non siano quelle liberamente scelte da chi ha saputo ascoltare, ricevere. La caccia fa parte della storia dell’uomo, demonizzarla di per sè non può avere alcun significato “assoluto”, ma questa riflessione a più voci è anche l’occasione per evidenziare le differenze tra l’uomo e gli altri animali. L’uomo è anche un animale, molto simile ad altri animali, come ad es. lo scimpazè, che ha un DNA diverso dal nostro solo per l’uno per cento del patrimonio genetico. Ma sul pianeta è l’unico ad essere in grado di comprendere molto al di là di ogni altro animale, fino a costruirsi un proprio mondo e un proprio senso delle cose, che comprende il rapporto con gli altri esseri da un punto di vista diverso, potenzialmente meraviglioso o devastante. Siamo ancora troppo sul devastante, questo lo puoi capire? Il nostro software può benissimo essere dello stesso tipo di quello di altri animali, ma ha fatto un salto di qualità evolutivo che comincia (solo ora) a tradursi in consapevolezza e responsabilità. Da qui nasce l’ipocrisia del tuo discorso sulla “naturalità” del rapporto preda-cacciatore, come fosse un rapporto topolino-barbagianni, o anche cinghiale-Ulisse se vogliamo essere più aderenti alla realtà (ma già qui l’ipocrisia salta all’occhio, per motivi molto più facilmente comprensibili).
    Io mi ero astenuto dall’intervenire su questo articolo, fino a quando ho letto un commento diverso dagli altri, non dico “migliore”, ma assai diverso, che mi apparve aver colto nel segno della questione più rilevante in questo discorso sulla natura delle cose. Così il tuo mi è apparso come la miglior negazione di questo approccio. Non intendevo darti “torto”, anzi le tue “ragioni” le hai espresse al meglio, potrei averle anche condivise un tempo, in altre circostanze. Ora non più, e non intendo imporre alcunchè, credimi.

  • nuspy

    Etica non vuol dire alla pari. La paritá é etica in alcune filosofie in altre no.
    Nella mia no. Non trovo alcun valore nei rapporti forzatamente alla pari, sono finzioni.
    Quando ti relazioni ad un essere unamo sai immediatamente se ti é superiore o se ti é inferiore, o se c´é spazio per trovare le vostre rispettive posizioni.
    Essere inferiori a qualcuno non é una cosa insultante o dispregiativa. Io sono inferiore a molti e questi li rispetto, li ammiro e apprendo da loro (in molti campi, anche nell´Umanitá) e ad altrettanti sono superiore. E´solo capire la nostra posizione ed il nostro ruolo.
    Poi il buonismo ci fa dire che dobbiamo essere tutti uguali… ma dimmi : perché? Perché suona evoluto e buonista come va di moda?
    E´solo uno slogan.

    Etica vuol dire cosciente, responsabile, finalizzata.
    Vuol dire sapere perché lo si fa e cosa si puó fare nel rispetto degli altri esseri viventi.
    Vuol dire che se so che una razza é in pericolo, o in quella zona stanno scomparendo mai la spareró. Ma che male c´é a catturare un animale se ve ne sono troppi?
    Gli animali muoiono per tanti fattori. Uno di questi é che diventano cibo di altri. Non vi é nulla di piú naturale che nutrirsi e morire.
    Ma ti chiami Tao… nella tua filosofia le piante non hanno un essenza del divino? Allora con che diritto, seguendo il tuo discorso, togli la vita ad una pianta per cibartene?
    Perché ti senti superiore.

  • nuspy

    Hai ragione. Abbiamo, come esseri umani, generalmente un approccio devastante.
    Ma in qualsiasi azione – umana e non – c´é la distruzione e il cambiamento e la rinascita.
    Anche negli animali.
    Ma gli uomini dovrebbero saper immaginare i risultati delle loro azioni e pertanto farle in modo che i risultati siano sulla bilancia piú positivi possibili.
    Non devono evitare l´azione (quale che essa sia, caccia, nutrimento, lavoro) per evitare tale distruzine, ma far si che le loro azioni distruggano il meno possibile e dalla distruzione lasciar la possibilitá di una rinascita.

  • duca

    Premesso che non definirei un cinghiale maschio di oltre un quintale esattamente come un essere indifeso, non mi pare che nessuno, neanche Nesty (ho scritto giusto il nome?) qui difenda lo “status quo” della caccia.
    Da qui all’abolizione totale però, ce ne passa.
    Premetto che non sono cacciatore e che non credo sarei in grado di uccidere un altro animale.
    Detto questo la caccia (e la pesca) fa e ha fatto parte di credo tutte le culture umane che si sono sviluppate nel mondo, nessuna esclusa (se esiste o è esistita qualche rara eccezione vi prego di segnalarmela), anzi direi che nelle culture più a contatto e rispettose della natura, come quelle degli indiani di America, essa veniva praticata e molto: intere tribù e addirittura civiltà indiane si fondavano sulla caccia del bisonte e infatti per sterminare gli indiani i colonizzatori americani sterminarono i bisonti.
    Nel “nostro” mondo, la caccia ha (avrebbe) una funzione pratica di mantenimento di un equilibrio tra le specie, dato che il rapporto prede-predatori è stato storicamente alterato dall’uomo nel corso dei secoli.
    Le aberrazioni dello sparare a tutto ciò che si muove, dell’attendere i falchi pellegrini al passo e abbatterli stile contraerea etc. sono cose su cui anche chi sostiene la legittimità della caccia nei commenti a questo articolo si scaglia con veemenza.
    Provate a immaginare un mondo dove il numero di erbivori si regola attraverso le carestie e le epidemie magari trasmissibili all’uomo, i cinghiali devastano campi, orti e raccolti… Ci scandalizziamo giustamente per la caccia avendo in mente l’immagine del cuménda che va a sparare a raffica su poveri passerotti indifesi, poi però andiamo al supermercato e compriamo la fettina di carne da allevamento intensivo con i bovini abbattuti con la pistola sparapunzone in fronte e squartati industrialmente, o il petto di pollo prodotto in industrie dove il pollo viene appeso vivo all’inizio di una macchina e ne esce morto tagliato e spennato dall’altra… Io dico, concordando con un mio caro amico, che sarebbe legittimato a mangiare carne solo chi è capace di uccidersela da sé (e ammetto che sono il primo infrangitore di tale regola), dato che non sono in grado ma la mangio, non giudico chi lo fa come dice di fare nesty. Giudico e censuro invece chi va a sparare in giro su tutto ciò che si muove per scaricare chissà quali nevrosi e sete di sangue repressa, ma questo è ancora un altro discorso.

  • Bigrex

    Io non mangio carne e neppure pesce, per rispondere ad altri che scrivono, giustamente, che la pesca è la stessa cosa della caccia, perchè credo che la cultura delle civiltà cambino con i tempi: 15.000 anni fa a tutte le latitudini si praticava la legge del più forte ed era ammesso uccidere un rivale; ma ora almeno nei paesi più “civili” non è più ammessa (almeno per legge) perchè la cultura è cambiata. Molte cose che prima erano legge e cultura ora ci fanno orrore perchè la nostra mentalità è cambiata perchè la caccia resiste? Per egoismo degli uomini e per gli interessi delle corporazioni delle armi. Gli indiani delle praterie praticavano la caccia ma mai avrebbero pensato di farne uno sport. Uccidevano i capi strettamente necessari per i loro bisogni ed in seguito chiedevano addirittura scusa per le morti che avevano causato. Sparare ad una quaglia non serve più a nessuno per mangiare ma solo per godere della morte di un animale. I famosi cinghiali di oltre un quintale, come ho già scritto in precedenti commenti, sono un effetto della caccia: i nostri cinghiali fino a 25-30 anni fa erano molto più piccoli e meno prolifici. A scopo venatorio sono stati importati dai Carpazi i cinghiali che trovi oggi nei nostri boschi: molto più grandi e prolifici hanno soppiantato i nostri e si sono riprodotti senza limiti (nei Carpazi hanno ilupi che li cacciano noi li abbiamo quasi estinti). Quindi non credo si possa sperare che la caccia sia una forma di regolazione e tutela della fauna.
    Se si ama la natura la si tutela non la si distrugge sparando a coloro che ne fanno parte.

  • nuspy

    Quanto hai detto ( a parte il nome che é Nuspy) é giusto e perfetto.
    La caccia ha anche grossi difetti specialmente in Italia dove non vi é una vera e propria cultura a riguardo (leggi commenda che va a passerotti e falchi pellegrini sparati al passo) e dubbi pure sulla sostenibilitá ambientale fatta nei termini attuali.

    Ció nonostante tutte le accuse di crudeltá, iniutilitá etc etc sono solo visioni di parte parziali e limitate, fatte da buonisti stupidi che proabilmente pensano che le fettine di vitello comprate al supermercato siano state colte da qualche ramo di albero e cosí confezionate.

  • Georgejefferson

    Il merito della risposta di "nusty".La retorica "intellettiva" della destra storica,che ridere.Ma esistete ancora?Questo post e’ vecchio.Facciamo un bel confronto tra "menti "volontari" e non muscoli animati.Sarebbe bello,si potrebbe partire dalle accozzaglie new age buoniste sulla "natura".Cosi evidenziamo per bene le varie nature "religiose".Nusty,se ci sei batti un colpo.Prendi la mira al poligono prima pero.