Sesso e postmodernità: "Si stava meglio quando si stava peggio" ?

Sesso e postmodernità: "Si stava meglio quando si stava peggio" ?

Di Alessia Vignali

I nuovi codici "post- postmoderni" relativi ad amore e sessualità sono, come si può capire, al centro delle discussioni tra i giovani, che analogamente ai loro genitori si dividono al riguardo in "apocalittici" e " integrati". Sembra oramai essenziale ripensare la sessualità: l’immaginario contemporaneo al riguardo appare logoro, mentre le nuove “teorie” che intenderebbero dirimere la sessualità – vedi, tra le altre, la gender theory o quella, meno ambiziosa, del “nuovo disordine poliamoroso” – ne mortificano mistero e sacralità. E avrai in pugno una civiltà non soltanto poiché ti poni a cavallo della potenza deflagrante di Eros, ma perché conferisci alle strutture arcaiche profonde della psiche umana, il Femminile e il Maschile, la Madre e il Padre, il Figlio, una configurazione e un ruolo tanto precisi da determinare la vita dei singoli, che da tali archetipi vengono guidati come se si trattasse d’invisibili copioni sulla cui trama recitare a soggetto… e dalla cui adesione dipende la loro autostima, oggi come ieri.

Se dirimi il sesso come fa ogni sistema di potere e ogni cultura, qualunque sia la tua soluzione non avrai mai la soddisfazione dell’Homo Sapiens, scisso al riguardo per sua difficile natura. L’uomo vuole la passione ma anche la sicurezza, l’evasione ma l’esclusività di un amore assoluto.

Lo abbiamo già detto, ma vale la pena ripeterlo: riferendosi alla morale sessuale civile dell’epoca nella celebre e spesso travisata frase tratta dal “Disagio della civiltà”, Freud asserì “l’uomo civilizzato ha barattato un poco della sua possibilità di essere felice per un po’ di sicurezza”. Con questo, egli criticava la rinuncia pulsionale – il cui prezzo erano le tante nevrosi da lui studiate -, ma allo stesso tempo la difendeva, poiché la poneva alla base delle più alte conquiste dell’uomo per via della sublimazione degli istinti che gli imponeva.
Parlando con amici indiani mi son ritrovata a dover giustificare la “nostra” teoria dell’amore “romantico”, prescrivente la libera scelta del coniuge e pienamente introdotta da noi a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso (norma forse da sempre praticata dagli umili, ma relativamente recente per la borghesia).

Ebbene, gli amici indiani sostenevano che tale concetto di “amore romantico” fosse fallimentare, dato l’alto tasso di divorzi riscontrato in occidente, e che i loro “matrimoni combinati” avessero miglior esito. Detto così sembra miope, ma se pensiamo alle sue basi culturali, un’idea d’amore che non punti tutto sulla passione, ma sia fortemente sbilanciata nel valorizzare la lenta dedizione dell’attaccamento – che pure, come comprovato dagli studi sull’attaccamento da Bowlby in poi, è da annoverarsi tra le grandi forze motivazionali dell’uomo – presenta i suoi vantaggi, tra cui un forte investimento affettivo e ideale nella tenuta del matrimonio, visto ancora da loro come patto di solidarietà, “porto sicuro” nelle tempeste della vita e ponte tra le generazioni. Parecchi di noi inorridiranno, considerando questo modello ben lungi dall’aspetto di “gabbia dorata” che assume agli occhi di chi me ne parlava.

Nella loro versione attuale, però, le norme “post – postmoderne” patrocinate in occidente dagli spin doctor del nuovo ordine mondiale generano confusione e infelicità anziché l’atteso liberatorio senso d’emancipazione, come noto dal mio osservatorio di psicoanalista. Grande è il caos sotto il cielo, quando il semplice atto di guardare alle grazie femminili viene tacciato di “stupro visivo” in un empito di neopuritanesimo “woke”, oppure quando si prescrive che le ragazze devano essere talmente libere dal giogo della dipendenza dal maschio da non dover nulla all’innamorato, nemmeno una vacanza con lui: è più “cool”, “fa emancipazione” anteporgli il gruppo delle amiche. Nessun obbligo nasce nel rapporto con l’altro, nessun dovere, solo piacere.

Ancor più grande è la confusione nell’adolescenza. Dagli anni Settanta in poi, quella era la fase di “moratoria sessuale” in cui il giovane uomo o la giovane donna venivano lasciati liberi di sperimentarsi, giocando e soffrendo, provando e riprovando… per farsi un’ identità nella relazione e attraverso di essa. Qui mi piace introdurre un inciso su quanto siano desueti i termini “giovane uomo” e “giovane donna”. Oggi siamo tutti “ragazzi” fino ai sessant’anni, felici di mutuare per noi stessi il termine dall’epiteto usato dal “mister“ per i membri della sua squadra calcistica: un esempio del nuovo ideale dell’“indeterminatezza”, di una fobia per la definizione dell’identità, quasi che gli appellativi “uomo” o “donna”, nel loro sancire l’avvenuto completamento del percorso biopsichico di crescita, indicassero qualcosa di definitivo e irreparabile che ci consegna alla morte. Preferiamo allora essere un po’ “fluidi” tutti quanti, anche rispetto all’età. Ma cosa perdiamo in questo passaggio? Altro tema dovuto a significazione culturale su cui ci sarebbe parecchio da discettare, visto che un tempo la canizie aveva ben altro status.
Per tornare alla “moratoria sessuale giovanile”, essa è piuttosto “sana”, diremmo noi psicologi: e dobbiamo dire grazie a quei “nonni scostumati” che furono giovani negli anni Sessanta e Settanta se ci è stato possibile sperimentarla e se oggi ci è possibile anche solo ragionare, decostruire o tentar di ricreare qualcosa attorno ai temi della sessualità e dell’amore. Lunga vita a chi ha “liberato” il nostro concetto di sessualità, dunque. Ma nel frattempo troppe cose sono cambiate.

Prima fra tutte, lo scollamento della sessualità dalla procreazione avvenuto grazie alla contraccezione. In questo, la scienza ha potuto di più di qualunque ideologia nel conferire un significato del tutto nuovo alla sessualità. Secondo, l’intervento della tecnologia nella procreazione stessa tramite dapprima le tecniche di procreazione assistita, poi la genesi di embrioni sintetici senza la necessità di ovulo o spermatozoo, eventi che sanciscono una tappa gravida d’implicazioni bioetiche e di potentissimi impatti psicologici che vanno alla radice stessa della formazione della nostra mente. Che senso sta assumendo ora il sesso, fortunatamente liberato dai gravami della biologia e del rischio, ma inserito nelle manipolazioni della tecnica?
Il problema della significazione culturale è oggi grande e affonda le sue radici proprio in questo, nel cambio di paradigma sulla sua funzione biologica ed esistenziale dettato dalla tecnica. Potremmo quasi invocare il concetto di “pseudospeciazione”: la cultura, che conferiva all’uomo una guida vicariando l’assenza degli istinti nell’uomo, è ora in forte dubbio poiché non sa più quali parametri fornire a causa di un suo oggettivo spiazzamento, mai verificatosi prima nella storia. Quando la cultura vacilla, i think tank del potere si mettono al lavoro.

Ai ragazzi di oggi si dice che devono essere liberi di sentirsi un giorno maschio e un giorno femmina, poiché il genere non ha rapporto alcuno con il sesso biologico; più si è fluidi, più si è cool (e torna la fobia dell’assunzione di un’identità), dunque occorre annoverare tra i tanti dilemmi da dipanare in adolescenza anche quello dell’appartenenza a un genere, così che la moratoria non abbia idealmente mai fine (è un fatto: oggi gli specialisti parlano di adolescenza fino ai trent’anni). Questo li abitua poi a sentirsi signori e padroni assoluti del loro corpo, da cui sentirsi totalmente svincolati (con un certo danno all’esame di realtà), anche grazie al potere di una tecnica pronta a intervenire nelle tappe cruciali della vita dietro lauto compenso: si prevedono nascite in laboratorio in sacche extracorporee, i già citati embrioni sintetici, innesti neurotecnologici… abituandoci sin da subito a essere biopoliticamente gestiti e geneticamente modificati. Prima che ce ne accorgiamo avremo tutti il bollino della Monsanto.

Riandando al tema adolescenza, si propone poi ai ragazzi il modello del “poliamore”, dove si ha il diritto di coltivare relazioni amorose non “in serie”, com’era nella sperimentazione “profonda” di un tempo (che si può anche chiamare “cammino di conoscenza di se stessi e dell’altro”), ma in parallelo: però è bene dirsi tutto e raccontarsi le reciproche avventure. Così, si fa del partner la riedizione di “mammina” o “papino”, con ovvia dipendenza ben più forte che nella sana assunzione su di sé della colpa che in tempi passati ogni “fedifrago” doveva compiere dimostrando, almeno in questo, di essere “adulto e autonomo”. Persino la vituperata “doppia morale” puritana e cattocomunista, in parte legata alla storica scissione della donna in “Madonna” e “Puttana” (e dell’uomo in “Padre di famiglia” e “Mascalzone”) era preferibile a un modello che fa credere al singolo di non aver nemmeno il diritto di essere amato in maniera “assoluta” e “totalizzante” da qualcuno; diritto che, come chiunque si sia innamorato ben sa, è inscritto nella danza stessa degli ormoni della vicinanza. I “poliamori” sanciranno dunque la fine dell’amore per come lo conosciamo?
Le nuove norme sembrano insomma allontanare i due sessi o gli omosessuali gli un gli altri, anziché avvicinarli e aiutarli nel conquistare la tanto ambita dimensione dell’intimità; al suo posto viene sancito un regime del “desiderio momentaneo” che alla sua improrogabilità immola ogni altro valore. Già la tesi secondo la quale la realizzazione di un desiderio sia di per sé cosa buona e giusta è perdente almeno da due punti di vista, quello della soddisfazione libidica personale e quello, generale, del bene per l’uomo. Sappiamo che il pensiero nasce solo nello spazio “vuoto di cose, ma pieno di fantasia” della lontananza dall’oggetto. Dunque, solo un desiderio che incontri sulla sua via qualche ostacolo renderà possibile l’arricchimento dell’esperienza nella nostra mente, … così che il desiderio si faccia più intenso e raggiunga diverse dimensioni della personalità attivando tutto l’uomo, non solo il suo organo sessuale. Dal sesso si passa allora all’erotismo, che è un fatto mentale, e dall’erotismo all’immaginario amoroso, che magari coimplica l’altro in un progetto di conoscenza ed esplorazione, oppure in una intera vita.
In secondo luogo, contrariamente alla tesi di Marcuse che trovava nella semplice esistenza di un desiderio nell’uomo l’indicazione per una sua realizzazione -tanto da non considerare illecito nemmeno il sadismo-, sappiamo che la semplice esistenza di un desiderio in noi non legittima il buon esito, per lui e per gli altri, di una sua realizzazione. Nella nostra mente ci sono desideri contrastanti in conflitto, l’orrido e il sublime: è cifra dell’umano la messa in dialogo degli stessi e la scelta in vista del suo progetto di sé complessivo e lungimirante.

Ci sono due tipi di stimoli, asserisce Erich Fromm: quelli semplici, di cui sono esempio il mero fatto di mangiare o l’atto sessuale, e quelli “attivanti”, che risvegliano nell’uomo molteplici dimensioni di sé e lo rendono vivo e attivo. I primi cessano dopo la loro “soddisfazione” e non richiedono l’attivazione dell’uomo, ma anzi una sua passiva esecuzione. I secondi non finiscono mai di produrre il loro effetto perché inducono l’uomo a un’espansione teoricamente infinita, alla creatività e alla produttività. “Si può leggere un dramma greco, o una poesia di Goethe, o un romanzo di Kafka, o un sermone di Maestro Eckhart, o un trattato di Paracelso, o frammenti dei filosofi pre-socratici, o gli scritti di Spinoza o di Marx, senza annoiarsi mai”, spiega Fromm. La differenza tra i due è cruciale, perché solo i secondi permettono non solo la realizzazione del concetto più alto di “umanità”, ma anche il raggiungimento della gioia, che nulla ha a che fare con la soddisfazione immediata. La gioia è un diesel, un concetto a lunga gittata da riscoprire. Le società egotiste ed edoniste della storia, tra cui quella della Roma in decadenza e la nostra, non brillano per la felicità dei loro cittadini. I grandi del pensiero, tra cui Gesù, il Buddha, Gandhi, i profeti ebraici e lo stesso Fromm, si sono sempre contrapposti alle logiche del piacere immediato e dell’avere per proporre il modello dell’essere. E’ a questo che vorremmo s’ispirasse un codice amoroso che celebri la bellezza del proprio corpo sessuato e della propria mente in fiamme nell’amore, ma anche nell’avventura e nel gioco, purché sia gioco poetico di creazione di sé e dell’altro. Non vorremmo dimenticare, come rischiamo per via della sua mercificazione e oggettificazione, che il sesso è pur sempre l’occasione d’incontro con le scaturigini della vita e il mistero dell’incontro con un altro che può farci vivere con uno sguardo d’amore o morire con una parola di disprezzo.

Di Alessia Vignali

ALESSIA VIGNALI è psicologa, psicoterapeuta e psicoanalista all’Istituto di Psicoanalisi Neoufreudiana Erich Fromm di Bologna. E’ giornalista specializzata in psicoanalisi, moda e lifestyle.

FONTE: https://www.sollevazione.it/2022/08/sesso-e-postmodernita-di-vignali.html

Articolo scaturito nel dibattere IL SESSO POSTEMODERNO È REAZIONARIO di Angelica Deluigi pubblicato su sollevazione.it il 24.08.2022

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Pubblicato da Tommesh per comedonchisciotte.org

Commenti (76)

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Mostra commenti 76 caricati
    1. davec.dj 29 agosto 2022

      Qua non si tromba più, altroché! Si chatta e punto... Il dispensiero economicistisco ha vinto ed è riuscito a trasformare la più abbondante delle risorse (la sessualità) in una delle più scarse. Fobica e monetizzanda.

    1. jos 29 agosto 2022

      a proposito di perversioni...

      https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/print/17/ListEmendc/0/41977/0

    2. jos 29 agosto 2022

      https://www.maurizioblondet.it/il-pd-partito-dei-perversi-polimorfi/

    1. natascia 29 agosto 2022

      E’ la qualità dell’essere umano che sta scemando e la sfera sessuale non è che uno dei fattori di accelerazione dello sfacelo. Tra i matrimoni combinati in India, dei romantici in Europa, del poliamore, del monogamismo sfrenato si salva solo l’integrità delle persone, il trascendere da se’ stessi una volta divenuti genitori, il rispettare il proprio corpo quale tempio di noi stessi di Dio, della nostra comunità. Digressione naturalistica: le mie galline isolate dal gallo vivono più a lungo di quelle sottoposte.

    2. oriundo2006 30 agosto 2022

      E il gallo, che dice ? Fa ancora chicchirichi' o fa cuccurucul ? Sai, di questi tempi non mi sorprenderei...!

    1. GioCo 28 agosto 2022

      Il nostro linguaggio è biforcuto e quando parliamo di amore, parliamo di quello corporeo, la sua necessaria e biologica spinta alla continuità (della specie) che rimane inesauribile ma qualcuno vuole diventi un lusso per pochi. Si può spegnere nel singolo o un ristretto gruppo, ma quando si manifesta nella specie è la specie che cerca la sua estinzione ed è ciò che sta accadendo. L'energia in @GioCo è quella sessuale che è la radice di ogni violenza fisica per ciò si manifesta in modo "distruttivo". Come ben si può vedere tra gli erbivori (ma vale per qualsiasi altro modello animale) che sfonderano tutto il loro ardore proprio nella stagione degli amori. Tutto ciò è funzionale al corpo. Poi c'è un altro amore che è al pari di quello come il materiale allo spirituale ed è banalmente l'attenzione che diamo agli altri. Si potrebbe persino misurare, dal momento che viviamo nella mania, ma purtroppo ci direbbe poco perché la qualità in questi casi non è secondaria e così pure l'amore che ne deriva, anche se viene dopo per logica. Poi che l'amore carnale "sfrutta" quello spirituale, come l'acqua il tubo, è un fatto. Ma questo fa parte dell'ordine delle cose e dovrebbe rimanere circoscritto, mentre attualmente noi amiamo più icone sterili o bestie (tipi i cani) che i nostri simili. Per ciò ci rimane solo quel tempo più fisico per l'amore "spirituale". Il risultato potete dedurlo da soli.

    2. Martin 28 agosto 2022

      Ancora questa patetica confusione tra amore in senso spirituale da una parte e istinto sessuale riproduttivo dall'altra, attivita' che condividiamo insieme al mondo animale. Come i giornalisti o i tarati che scrivono "far l'amore" nel descrivere un rapporto sessuale con una prostituta. Mi sfugge come si possa essere cosi' tarati dal confondere, anche nel linguaggio, una scopata con l'amore.

    3. sbregaverse 28 agosto 2022

      Macchè anche le scopate amorevoli non sono da butar via.
      N.B. A mores voli : volute senza le tradizionali regole

    4. GioCo 29 agosto 2022

      [...] Mi sfugge come si possa essere cosi’ tarati dal confondere, anche nel linguaggio, una scopata con l’amore.

      Magari perchè qualcuno desidera quella confusione?

    5. GioCo 29 agosto 2022

      Non ho scritto che manca la componente più "dolce" ma che se il tuo rivale non è d'accordo, allora la violenza viene fuori tutta e mi sembra inopinabile. O no?

    6. sbregaverse 29 agosto 2022

      GioCo mi sembra di essere trasparente quando gioco con le parole, certo che semino qualche piccola criptica cosa da meditazione di tanto in tanto, ma nessuna intenzione di fare le pulci al tuo commento.

    7. sbregaverse 29 agosto 2022

      IMPOSSIBILE una scopata è una scopata.
      Amore: alfa privativo +mors morte=non è morte.

    1. PinoRossi 28 agosto 2022

      Gire e rigira, stiamo sempre a parlare di fr**na.

    1. Arian Van Heisen 28 agosto 2022

      Secondo Orban ed una ricerca condotta in Ungheria
      troppe donne laureate, rischio di “femminilizzare” l’istruzione, discriminazione (!) del maschio, che – malgrado le sue innate (!) caratteristiche di intraprendenza, dominio della logica e capacità di assumersi rischi (!!) – potrebbe “demotivarsi”, e la cosa potrebbe avere conseguenze economiche catastrofiche.

    1. Pfefferminz 28 agosto 2022

      "Con questo, egli criticava la rinuncia pulsionale – il cui prezzo erano le tante nevrosi da lui studiate -, ma allo stesso tempo la difendeva, poiché la poneva alla base delle più alte conquiste dell’uomo per via della sublimazione degli istinti che gli imponeva."

      Nel "Disagio della cultura", pubblicato nel 1930, Sigmund Freud, ormai ultrasettantenne, si allontanò dalle sue prime scoperte. A distanza di tanto tempo sarebbe interessante indagare sul fatto se veramente la "rinuncia pulsionale", tramite la "sublimazione", è "alla base delle più alte conquiste dell'uomo". E se al posto della "rinuncia pulsionale" si ponesse l'appagamento?
      Se ci si guarda intorno, ci si chiede quali siano le "più alte conquiste dell'uomo". Non sarà che "la rinuncia pulsionale" conduce solo a comportamenti nevrotici e autodistruttivi?

      La sublimazione viene definita come
      "quel meccanismo che sposta un impulso sessuale o aggressivo verso un nuovo obiettivo di tipo sociale."

    2. oriundo2006 30 agosto 2022

      Disagio della Civilta'...gentile e cara Pfeff ti correggo !!!
      Il 'meccanismo' freudiano e' 'falsificabile' sia sotto l'aspetto delle rinunce pulsionali ( quali poi: si ritorna poi sempre al 'sesso' come 'brutale' scarica orgasmatica e basta, all' appetito vorace ed inesausto di una 'bestia umana' priva 'naturalmente' e geneticamente di affetti ), sia sotto l'aspetto della sublimazione ( da dove verrebbe questa forza superiore che inibisce la pulsione, ad esempio aggressiva, che dovrebbe totalitariamente essere guidata dalla pulsione libidica stessa ? ), sia sotto l'aspetto della sua condivisione sociale, anche qui di difficile comprensione se il tutto e' inteso come lotta pulsionale di affezioni interiori e non guidata da Metis, Dea della Saggezza...
      Torniamo a Jung, l' indoeuropeo politeista e capiremo che l' interiorita' umana e' condotta nel suo sviluppo filogenetico da istanze 'superiori' che non siano quelle puramente 'umane' dei primi anni di vita. E' l' 'ominazione' un processo, che si avvale beninteso anche della sublimazione ma anche dell'accrescimento o della deviazione ( ahi ahi ! ) per realizzare il suo Piano.
      Il Piano del Grande Gene se vogliamo ancora trastullarci in una visione che non tiene conto delle facolta' superiori che sono 'partecipate' nel nostro sviluppo sia da noi come esseri umani 'in divenire' sia preconfigurate geneticamente da una Intelligenza Superiore sia assistite nella loro esecuzione, quella che chiamiamo 'storia', da 'entita' oltre-umane.
      Il Piano Superiore, inscritto nel nostro codice genetico, principiato da Adamo, il nostro progenitore extraterrestre: tutto qui. E da riverire e non da storpiare oscenamente come accade oggi.

    1. catgarfield 28 agosto 2022

      Questa lettura ha di buono che mi ha fatto venire in mente la canzone anni '80 ... Teorema

    1. Martin 28 agosto 2022

      Buona analisi che per quanto critica, resta nel solco della psicanalisi freudiana e delle teorizzazioni libertarie, antiautoritarie e neomarxiste della stramaledetta "scuola" di Francoforte. Per spiegarmi devo per forza fare diverse premesse.

      Punto primo, ci sono state altre epoche storiche in cui molte donne hanno raggiunto un notevole status di potere, e sono tutte coincise con fasi di decadenza generale, superate dal crollo di un vecchio ordine a dalla nascita di un nuovo ordine, in cui le donne tornavano ad essere "sottomesse" all'uomo.
      Questa volta la decadenza rischia di essere uno status non piu' superabile. Il femminismo NON E' tanto il risultato del risveglio delle coscienze - a mo' di autocoscienza del popolo in senso marxista, poi esteso a tutti i settori dalla "scuola" di Francoforte - QUANTO INVECE il risultato della PILLOLA ANTICONCEZIONALE.
      I mezzi contraccettivi precedenti erano infatti difettosi, insoddisfacenti e sotto il controllo dell'uomo (il profilattico fatto con budelli e vesciche bovini, per la cronaca circolava gia' nel Medio Evo).
      La pillola anticoncezionale, e la liberta' che induce nelle donne, non sono piu' ragionevolmente eliminabili. Oltre al fatto che c'e' anche l'aborto, ormai divenuto una "soluzione" come le altre, e non una procedura che sarebbe rimasta eccezionale o infrequente, come blateravano le femministe negli anni 60 e 70.

      A forza di discutere di "valori" in una ottica umanistico-letteraria, o
      nell'ottica freudiana, antiautoritaria e neomarxista della "scuola"
      di Francoforte, si dimentica che una delle ragioni fondamentali della "sottomissione" delle donne non risiedeva SOLO nel fatto che erano "piu' deboli" (minore forza fisica per lavoro e guerre, la
      gravidanza che ti rende indifesa, allattamento, cura dei bimbi, etc) QUANTO ANCHE dal fatto che NOI UOMINI - guarda un po' - volevamo essere ragionevolmente CERTI CHE I FIGLI FOSSERO NOSTRI.

      Come si fa a dimenticare un fatto del genere? Tralaltro, con
      risultati MINORI di quelli percepiti. Anche i muri sanno che la percentuale odierna di figli che non sono figli dei supposti padri oscilla tra il 5% ed il 10%, secondo i diversi modelli analitico-statistici. Se tutte le famiglie oggi facessero le analisi genetiche del proprio DNA ancestrale - disponibili con un tampone orale al costo di 150 dollari negli USA - ci sarebbero diverse "sorprese".

      Con la pillola,le donne si sono liberate dal rischio della gravidanza in modo personale ed autonomo, non piu' rimesso all'uomo (il profilattico), ed hanno pienamente utilizzato tale nuova liberta'. Il controllo dell'uomo sul comportamento sessuale della donna e' quindi diventato quasi inutile: dagli anni 60, puoi solo SPERARE che i figli siano tuoi. Come se non bastasse, l'epidemia di separazioni, divorzi, famiglie ricostituite, patrigni e matrigne, fratellastri e sorellastre (notare l'etimologia diminutiva in italiano e in spagnolo, lingue latine, mentre l'inglese e' piu' neutrale - piazzi "step" prima di brother, father, mother, etc), stanno SFASCIANDO IL CONCETTO DI FAMIGLIA NUCLEARE TRADIZIONALE e sopratutto L'IDENTIFICAZIONE dei "nuovi figli" con essa, PERCHE' IN MOLTI CASI NON C'E' PIU'.

      Con i Millennials, siamo ormai alla seconda generazione in cui molti giovani occidentali non si identificano e non si riconoscono nella famiglia nucleare tradizionale - perche' non l'hanno avuta!!!!!
      La cd "famiglia allargata" non e' la stessa cosa, neanche un po', ed infatti non implica le tradizionali relazioni di fedelta',assistenza e solidarieta', inevitabilmente affievolite nelle "famiglie allargate".

      Vari studi di biologia evolutiva - materia ampiamente evitata dalla cultura corrente - sottolineano il valore del passaggio dalla famiglia nucleare stabile (padre, madre e figli) al riconoscimento ed inclusione dei ceppi familiari paterno e materno (zii e cugini), e da li' L'EVOLUZIONE SOCIALE al clan, alla tribu', al villaggio come, IN NUCE, una fase fondamentale dell'EVOLUZIONE UMANA. Il punto di partenza di tale EVOLUZIONE fu la formazione della coppia eterosessuale stabile e la protezione dei figli da parte di padre e madre: la famiglia nucleare.

      GUARDA CHE CASO, secondo vari biologi evoluzionisti la mancata formazione della coppia stabile, della protezione dei figli da parte di padre e madre e della definizione della famiglia, sarebbe il fattore che ha invece bloccato l'evoluzione degli CHIMPANZEE - che GUARDA CASO sono il nostro parente piu' stretto.

      In sintesi, la femmina chimpanzee e’ "incurabilmente" promiscua e si accoppia con chi le pare. I piccoli chimpanzee conoscono SOLO la mamma e non sanno chi e’ il padre, che peraltro non alza un solo dito nella protezione dei piccoli. Morale, lo chimpanzee non riconosce ne' il padre ne' l’asse paterno della potenziale “famiglia” e una volta cresciuto puo’ tranquillamente uccidere suo padre, gli zii, ed ovviamente i cugini.
      La ragione specifica della mancata evoluzione degli chimpanzee risiederebbe nel fatto che il SALTO dalla famiglia nucleare a quella allargata, e da li’ ai clan ed alla tribu’, fino al villaggio o alla federazione di villaggi, in sintesi lo sviluppo sociale di una societa’, E’ stato fregato in partenza dal fatto che mamma chimpanzee e’ promiscua e papa’ chimpanzee dei “figli” – che non sa neanche se sono “suoi”- se ne stra-frega. E non c'e' alcuna maniera seria di stabilire una relazione di causa-effetto tra la promiscuita' della madre ed il disinteresse del padre chimpanzee verso i figli (come se uno potesse essere la causa principale dell'altro), se non coprendosi completamente di ridicolo. Certo, volendo ridere, si potrebbe ipotizzare che il comportamento sessuale "liberato" (in una pietosa ottica femminista) delle femmina chimpanzee avrebbe indotto la fuga dal ruolo paterno del maschio chimpanzee, o viceversa, ma siamo nel piu' completo ridicolo.
      I FATTI dicono che la femmina chimpanzee e' promiscua e il maschio chimpanzee non ha alcun senso paterno - fine del discorso.

      Disarmante,vero? Dove finiremo in termini sociali e psicologici quando questi mutamenti saranno divenuti CRONICI alla terza o quarta generazione, quando anche nonni e bisnonni dei nuovi nati saranno prodotto di questa mentalita' o modello antropologico - NON LO SO.
      Non so dove finiremo, ma non sono ottimista - neanche un po'.

      Vogliamo continuare? Bene. E' da tempo NOTO via statistiche INNEGABILI che il tasso di bambini che crescono senza padre convivente e’ DA SEMPRE MOLTO PIU’ ALTO tra i bimbi neri che tra i bimbi bianchi ed asiatici, in Africa, Europa, Americhe e Asia - dovunque. A me dispiace che tale osservazione suoni razzista, ma non ci si puo' fare proprio niente. E' statisticamente accertata, ergo scientifica. Negli ultimi 20 anni, il tasso di bambini neri che crescono senza padre convivente negli USA e Canada - da sempre molto maggiore di quello dei bambini bianchi - e' arrivato ad essere oltre il 75%. Se ne lamentava gia' il Presidente Clinton negli anni 90. 3 su 4 bimbi neri in USA e Canada da 20 anni nascono e crescono senza padre convivente. L'Africa era e resta il continente in assoluto piu' povero dell'intero pianeta, ed ostinarsi a darne la colpa principale al "colonialismo occidentale" e' assolutamente ridicolo, a oltre 50 anni dalla sua fine; lo era prima per millenni e tale e' rimasta dopo.
      Per quale ragione dovremmo ESCLUDERE che il ridottissimo senso paterno dell'uomo africano e l'impatto negativo sulla formazione della famiglia abbia avuto un impatto notevole sul sottosviluppo dell'intero continente?
      E se fosse vero, cosa ci riserva il futuro?

    2. Arian Van Heisen 28 agosto 2022

      Gli scimpanzè sono animali, non Umani.

    3. Martin 28 agosto 2022

      Lo so, ma pian pianino ci stiamo avvicinando a loro

    4. oriundo2006 30 agosto 2022

      Di do' ragione. In Brasile che conosco meglio dell' Africa e' lo stesso.
      Certo l' idea complessiva di cultura che abbiamo sta scomparendo: un ingigantimento del 'principio del piacere' fa da molla, i media corrotti accompagnano la riduzione del connesso ( ed inverso ) 'principio di realta', la stupidita' di massa che ne deriva ne e' sia il risultato sia la sua fonte segreta, amplificata dall' uso parossistico di droghe e alcool.
      Quale e' la ragione di tutto cio' ?
      I MODELLI SBAGLIATI.
      Ogni societa' propone dei modelli, insegna la sua 'paideia', forma e deforma in vista di traguardi sociali e sopratutto in vista della propria visione 'idealtipica' di 'uomo' e 'donna' derivata dalla religione, questo abito mentale che con la sua durata plurisecolare assicura la permanenza e lo sviluppo di una societa' lungo il tempo, troppo debole e ridotto essendo il singolo essere umano a poterlo fare con continuita'.
      Il modello attuale non e' l' androgino filosofico, non e' la scomparsa per 'salto quantico' in avanti verso una superiore umanita': e' un posticcio collage di individualita' destrutturate e basta, incapaci di soggettivita' piena anche quando fanno di questa deformazione la bandiera di un 'nuovo mondo'.
      Anche qui: perche' ?
      Qui occorre fare una digressione nel passato e validarne alcuni punti fermi:

      • gli ebrei comandano attraverso la Quabbalah: i rabbini cabalisti con a capo il sefardita di Gerusalemme ( e non gli altri ovviamente, semplici loro burattini mentalmente 'addicted' )
      • hanno poteri immensi amplificati dalle possibilita' delle tecniche moderne ( ed altro )
      • nel Congresso di fine Ottocento dichiararono se' stessi come Messia Collettivo di Israele, destituendo di significato ( per loro ) l'esistenza stessa di un Messia rigeneratore dell' Umanita'
      • oggi al culmine del loro nefasto e totalitario potere, gia' ampiamente messo alla prova nel passato, devono realizzare il programma 'adamico' fondato sull'abolizione del 'negativo' in tutte le sue forme, sociali, economiche, situazionali, geografiche e cosi' dicendo
      • per farlo stanno semplicemente devastando quanto gia' avevano creato attraverso la 'borghesia' capitalista ed i suoi valori 'cristiano-giudaici', essendo notoriamente incapaci di 'positivo' in modo autonomo
      • sono quindi giunti al termine della demolizione della 'separatezza' delle 'razze', all' abolizione delle differenze sessuali, dell'eradicazione delle liberta' naturali degli altri esseri, prima tra tutte il pensiero ed altre facolta' spirituali attive e 'somme', quelle che fanno 'cultura' e istituiscono la 'paideia'.

      Fatto cio', possono tranquillamente uscire allo scoperto e rendere collettivamente grazie al loro 'dio' per tutto cio': con quel che ne consegue.
      Ed e' li' che li aspettiamo.
      Non mi preoccuperei troppo adesso sul 'dopo' cosa accadra'. Siamo solo agli esordi della fase finale. Il resto ha da venire...

    5. Martin 30 agosto 2022

      Secondo la odierna biologia evoluzionista, le diverse razze umane - che esistono e basta - si sono formate a partire da circa 60.000 anni fa, quando alcuni gruppi di umani uscirono dall' Africa. Si sono definite per diverse condizioni ambientali, separazione geografica e conseguente endogamia. L'evoluzione umana non e'mai cessata, sta continuando e solleva pesanti interrogativi, visto che la selezione naturale dei piu' forti e' scesa enormemente a partire dalla rivoluzione industriale e poi con il welfare. Fino alla rivoluzione industriale, in Occidente il 50% dei bimbi moriva prima dell'adolescenza ed i figli li facevano perlopiu' i piu' agiati. Da tempo, grazie al welfare, li fanno proprio tutti. Sembra che il tasso di intelligenza media in Occidente abbia raggiunto il massimo intorno il 1870 e poi non avrebbe fatto altro che scendere.

      Gli Ebrei in quanto tali non sono una razza, ma gli Ebrei Askhenazi ci vanno molto vicino, per tassi di endogamia storicamente altissimi e la notoria alta incidenza di malattie genetiche (la Tay Sachs, per esempio, ma non solo) che sono invece rarissime negli altri "gruppi".
      I rabbini sono perlopiu' figli, nipoti e pronipoti di rabbini ed i matrimoni di Ebrei con non Ebrei sono decisamente minoritari. Da tali fattori, ed altri, sembra che facciano moltissima attenzione a mantenere ben separata da commistioni la LORO identita'.

      Che la razza e/o cultura "bianca" sia in Occidente DI FATTO sotto assalto e' chiarissimo, basta guardare le correnti migratorie.
      Ma la responsabilita' la darei a tutte le componenti che nel rifiuto del razzismo, rifiutano pero' anche di difendere le identita' e comunita' nazionali, oltre ogni limite. In sintesi, siamo noi bianchi occidentali che dobbiamo difenderci non da "razze inferiori", ma dal diventare comunque una minoranza a casa nostra.

      Io cerco ogni tanto di spiegare che SISTEMI DI VALORI come democrazia, liberta' individuale, rispetto delle minoranze e della diversita', nonche' anche antiautoritarismo, non li abbiamo importati dal Congo Belga o dal Paraguay (con tutto il rispetto).
      Sono VALORI OCCIDENTALI, maturati nei secoli.

      Gli Africani - con tutto il rispetto ed anche il mio amore, dato che sono stato in Africa fin da bambino per mesi - tendono a portare con se' .... modelli africani. Che ne abbiano o no la COLPA, e' assolutamente secondario.

      Con tanti salutoni se diventeremo una minoranza a casa nostra - ossia, in assenza di correttivi, nel giro di 2-3 generazioni.

    6. oriundo2006 30 agosto 2022

      Salve, tu dici SISTEMI DI VALORI come democrazia, liberta’ individuale eccetera: li abbiamo 'creati' noi 'occidentali' ( ma non e' vero: ci sono componenti storiche e di pensiero di altri popoli non considerate ) ma sopratutto li abbiamo fatti pesare con le catene sugli altri...ed anche sul nostro 'occidente' dimenticato.
      Per secoli l' Occidente fu qualcosa di orrendamente classista, razzista e omicida a sfondo RELIGIOSO dovunque e comunque, tanto fuori i propri confini che dentro, nelle poverissime campagne devastate dall' inquisizione, nelle citta' messe a ferro e fuoco dalle lotte di religione.
      E' stata fatta tabula rasa delle altre concorrenti modalita' di vivere e adesso l' onda torna indietro.
      E, come ho letto argutamente, abbiamo regalato ( a caro prezzo ) cosi' tanta democrazia in giro per il mondo che non ce ne e' rimasta piu' per noi..!
      La 'democrazia' viveva su di un asserto semplicissimo: l' Uomo e' la misura di tutti i valori. L' Uomo non il 'dio', non il 'figlio di dio', non gli angeli, non gli 'dei'.
      Chi proclamo' questo ( Protagora ) decise il nostro destino di 'occidentali'. La nostra pietra di inciampo perenne. La nostra vocazione alla pluralita' sofistica delle opinioni insieme alla irrevocabilita' della decisione antimetafisicista ed anti religiosa: di qui il 'materialismo' che vince nei comportamenti e nelle idee correnti da secoli su tutti gli 'spiritualismi' possibili ( a torto ).
      Peccato che l'asserto non l' abbiamo mai applicato in senso 'umano', 'esteso' a 'tutti': sarebbe stato necessario andare verso i 'meta' ten fusika'...
      Ma era davvero 'occidentale' questo asserto, proprio della farina del sacco ellenico ?
      Il passo decisivo dell'estensione a tutti gli uomini ed a tutte le donne della 'salvezza' come modalita' di raggiungimento della propria natura profonda, come espressione della propria umanita' vera, uniti dal comune retaggio umano ( e non solo: anche extraterrestre ) lo compi' il Budda nel Sutra del Loto. Due mila e seicento anni fa e piu'. Non dimentichiamo i legami profondissimi tra mondo mediterraneo e India antica, fonte di tanta speculazione 'razionale'.

    1. Cleon XIII 28 agosto 2022

      Si stava meglio da giovani.
      Se fossi giovane oggi sarei in brodo di giuggiole: donne in carriera, poliziotte, soldatesse, arabe, ucraine, cinesi...

    1. Arian Van Heisen 28 agosto 2022

      Una lenzuolata del nulla cosmico ...!
      tipico atteggiamento femminista che si incarta con le sue stesse paole..

    1. ignorans 28 agosto 2022

      Il "sociale" è una trappola. Può stare bene solo chi si svincola dai condizionamenti. Difficile però trovare anime che hanno fatto lo stesso percorso.

    2. Pfefferminz 28 agosto 2022

      "L'enfer c'est les autres" (Jean-Paul Sartre)

    3. ignorans 28 agosto 2022

      No, questo non lo credo. Diciamo che è il come si organizza la società, la creazione rigida dei ruoli, la venerazione della legge....
      Abbiamo creato un "sociale" in cui non si riesce a vivere

    4. absitiniuriaverbis 28 agosto 2022

      ... forse abbiamo disegnato e subito e accettato un modo di vivere che non si concilia con il sociale.
      Direi che, alla fine, una questione di priorità.
      Ed il sociale è sparito dall'orizzonte.
      Una volta il telefono teneva vicine le persone lontane, adesso tiene lontane le persone vicine.

    1. oriundo2006 28 agosto 2022

      Penso che l’ interesse verso il ‘sesso’ vada scemando di parecchio negli ultimi tempi. Il parlarne funge da surrogato e da pensiero inespresso: ma è poi così importante ? Probabilmente no nell’epoca moderna. E neppure vale come antidoto all’ aggressività, come lo volevano i profeti disarmati degli anni ’60, aggressività che vediamo aumentare e divenire sempre più acuta e patologica tanto più se ne mutano le forme, oggi talmente sofisticate da rasentare e perfino sorpassare le vecchie definizioni di ‘malattia mentale’. Guardate la guerra, ad esempio od anche quella forma accetta di risoluzione della aggressività intraspecifica che è la relazione M/F ‘stabile’, ‘ritualizzata’ e oggi ahinoi scoppiata in un diluvio di verbalità cattive, spietate e messe davanti a tutti per ottenere il massimo del ‘male’ verso l’altra persona. Un tempo si avrebbe avuto vergogna di dirle ed anzi di pensarle certe cose, ci si sarebbe autoimposti una censura utile a capire le ragioni reciproche, semmai ve ne fossero, sempre pronti ad addossarsi una parte dei fallimenti nella relazione: oggi il contrario e non si nascondono i dettagli intimi proprio per farne bandiera di umiliazione altrui, specie verso il maschio.
      Insomma, siamo in una pattumiera totale. E se facciamo ancora un pò di sesso di quando in quando è già un miracolo sottratto alle tendenze negative di ogni relazione di coppia, oggi troppo mediatizzata nelle sue pulsioni intime: anzi recitata.
      Lo facciamo e poi con sempre minor entusiasmo ci diciamo: anche questa è fatta. Dovere compiuto. Alla prossima ma fra un pò…con calma. Adesso devo pensare ad altro.

    2. Martin 28 agosto 2022

      Ma infatti le teorie postfreudiane, antiautoritarie e neo marxiste della scuola di Francoforte (Erich Fromm ovviamente incluso) e di Wilhelm Reich, della serie "con piu' liberta' sessuale si ridurra' l'aggressivita' ed avremo meno crimine e meno guerre" fanno da tempo pateticamente ridere i proverbiali polli. L'impatto della riduzione dell'aggressivita' indotto dalla maggiore liberta' sessuale e' evidentemente molto ridotto.

    3. oriundo2006 30 agosto 2022

      Non e' che non esista, chiaramente ( e benevolmente ). Avviene pero' 'qualcosa' che i 'materialisti' non sanno ( materialisti perche' immaginano un 'corpo meccanismo' stile primo ottocento ): l'emissione del seme provoca una diminuzione della spinta intellettuale. Piu' scopi emettendo seme, piu' tu uomo diventi un coglione.
      Post coitum l' animal triste non est, ma peggio ancora: la libido cade ma cade anche la propensione ad altro, in primis al pensiero ( difatti molti lo fanno proprio percio' ) mentre la forza spirituale decresce ( qui l' Oriente insegna la ritenzione del seme ), e le tue forze fisiche pure. Avviene il recupero della vitalita' complessiva in tempi variabili ma la cosa terribile e' che ricomincia dopo pure il desiderio...e poi la spinta e poi tutto il resto.
      Fa comodo che tu sia una macchina semisenziente, mangiatore inutile...lavora, chiava e non darti pensiero di niente che non siano le rotondita' ( assai gradevoli ) della femmina.

    1. jos 28 agosto 2022

      se non ricordo male, secondo B.Russel la repressione sessuale era la causa principale delle perversioni sessuali...ed era sicuro che una liberalizzazione dei costumi avrebbe reso la societá umana un posto piú armonico...e reso il matrimonio una scelta meno condizionata dalle pulsioni animali, e quindi piú consapevole e responsabile.
      Sospetto che il suo pensiero fosse funzionale ad un obiettivo ben diverso.

    2. WarezSan 28 agosto 2022

      Non credo nel concetto di "perversione".
      Che poi gli stracciapalle lgbtq+++---- debbano sbatterci in faccia le loro piume nel culo con quella baracconata circense del pride è evidente. La perversione vera è questa, forse l'unica che riconosco.

    3. Pfefferminz 28 agosto 2022

      "Sospetto che il suo pensiero fosse funzionale ad un obiettivo ben diverso."

      Potresti specificare meglio cosa intendi? Grazie.

    4. buddyboy 28 agosto 2022

      Effettivamente infilarsi le penne nel culo non è poi sta grande dimostrazione di emancipazione..., però dai..., si spera sempre che la via dell'eccesso conduca infine al palazzo della saggezza.

    5. Martin 28 agosto 2022

      Frequentemente gli eccessi di ogni tipo - come ad esempio quelli anche sessuali notoriamente verificatisi a livello di massa nella infinita decadenza della Repubblica di Weimar (vedasi le cronache del tempo, non le favolette della storiografia marxista) hanno portato a reazioni restauratrici e conservatrici della morale tradizionale.
      Ma come ho illustrato in un lungo post su questa tematica, questa volta vedo chances ridottissime per per una reazione restauratrice. In Occidente, andiamo verso la degenerazione.

    6. jos 28 agosto 2022

      penso che il pensiero di Russel fosse piú in linea con il piano di disfacimento della societá basata sulla famiglia tradizionale.
      Il 68 é stato l'inizio, il test di partenza.Non posso affermarlo con certezza, ma ho il dubbio che B.R. si rendesse conto degli effetti che avrebbe avuto sulle generazioni a venire.

    7. sbregaverse 28 agosto 2022

      Molto ma molto prima, e anche dopo,il 68, NON SI DIMENTICHI IL 69.

    8. jos 28 agosto 2022

      hai ragione...il '68 é stato il "preliminare" :-)

    9. jos 28 agosto 2022

      p.s.ti ho dato del"tu"...siamo d'accordo?

    10. Martin 28 agosto 2022

      B.Russell e' stato pompato ad arte dagli Anglo Sassoni per ragioni politiche. Sotto il profilo filosofico e politico, resta una PATETICA NULLITA' ASSOLUTA, a stento menzionabile in una breve e pietosa nota a margine in qualunque storia del pensiero politico e filosofico del secolo scorso. ZERO totale, inclusi ovviamente gli sproloqui da sindrome bipolare sull'uso delle atomiche.

    11. jos 28 agosto 2022

      per non parlare delle patetiche motivazioni per cui non si puó essere cristiani...

    12. sbregaverse 29 agosto 2022

      Yes jos .

    13. Martin 29 agosto 2022

      Non va oltre il livello del "cazzaro puro", come dicono i Romani, e perdipiu' bipolare

    1. Primadellesabbie 28 agosto 2022

      Se si consideri che alla "puttana" dovrebbe corrispondere, nel maschile, il "dilapidatore di beni"*, questo scinde e fissa anche le responsabilità profonde del femminile e del maschile nell'ambito della coppia (poi ci sono comunità che non contemplano la coppia, o non la coppia fissa), si provi a credersi un giorno maschio e un giorno femmina (limitato al piano sessuale o emozionale non può trattarsi che di un esercizio di infantile lascivia)!

      Altra cosa, il matrimonio combinato della società tradizionale indiana, se portato a termine secondo le regole, è una cosa molto più sofisticata di quanto si possa pensare, arriva a considerare fin la compatibilità sessuale dei diversi tipi fisici.

      * La possibilità di conservare il seme ha aperto altri orizzonti ma non ha cambiato la sostanza.

    2. Primadellesabbie 29 agosto 2022

      Aspetto un gradito appunto dall'amico che ha espresso legittimamente il voto negativo a questo mio commento.

    1. sbregaverse 28 agosto 2022

      Morire con una parola di disprezzo.
      Ce lo so celo so il celo lo sa.
      Sono il più grande collezionista di 2 di picche.

    1. Fedeledellacroce 28 agosto 2022

      Quando parlano gli accademici.....

    1. sbregaverse 28 agosto 2022

      Ma che argomento triviale.
      NON METTO LINGUALE.

    2. sbregaverse 28 agosto 2022

      Dio è morto,Nietzsche, da quando se la depilano.
      .

    3. Primadellesabbie 28 agosto 2022

      L'effetto pelle di pollo spennato, dice un amico ginecologo.

    4. Martin 28 agosto 2022

      Bella questa - complimenti, te la copio

    5. Martin 28 agosto 2022

      Sperando che il ginecologo non sia gay, certo e' un punto di vista estetico valido. Ma devo dire che la "selva oscura" per me non e' proprio il massimo.
      Come noto, c'e' chi ci si perde e chi ci "si ritrova".....

    6. Primadellesabbie 28 agosto 2022

      No, non è gay, da buon vecchio ginecologo è un appassionato, forse anche un po' troppo.

    7. absitiniuriaverbis 28 agosto 2022

      ... ma come! Da sempre il ginecologo è quello che ci lavora là dove gli altri ci si divertono...

    8. Fantine 28 agosto 2022

      De gustibus.

    9. Fantine 28 agosto 2022

      E si sbaglia.
      O non dice il vero.
      O giudica col suo gusto.
      Avevo scritto altro, ma non si addice a una signora, sebbene esprimesse in modo più diretto ed immediato il mio pensiero ;)

    10. Fantine 28 agosto 2022

      Un uomo resta un uomo.
      E una donna resta una donna.
      Sinceramente, non volevo intervenire.
      Come ascoltare i commenti in uno spogliatoio maschile, ma senza volgarità (e da parte di interlocutori per cui nutro interesse e che ho sempre piacere di leggere).
      Sebbene la prima volta che misi piede in uno spogliatoio femminile da ragazza (escludendo quello della danza), restai abbastanza sorpresa. Io ero ancora fanciulla, diciamo così. Ecco, condividerei volentieri con voi cosa ascoltai, una perla di saggezza, ma temo di non poterlo fare. E me ne rammarico.
      Confido che sappiate.

    11. sbregaverse 28 agosto 2022

      Mai origliato nè spiato negli spogliatoi femminili.
      Ma resta sempre il mio sognare sulle possibili mirabolanti soddisfazioni :dell'uomo invisibile.

    12. Fantine 28 agosto 2022

      Caro Sbrega,
      era solo un esempio il mio, visto l'oggetto dei vostri commenti.
      Il tema a te è caro, lo so.
      Non so quanto lo sia davvero nei termini espressi, tra il faceto in cui eccelli, o in modo differente ;)

    13. Primadellesabbie 28 agosto 2022

      OK Fantine.

    14. sbregaverse 28 agosto 2022

      In modalità faceta deferente: uccello.

    15. Fantine 28 agosto 2022

      Io parlavo del tema, Sbrega, non del deferente.

    16. Fantine 28 agosto 2022

      Ok, Egitto ;)

    17. sbregaverse 29 agosto 2022

      Uccello :dal verbo uccellare.
      Ma che malizioso capire!

    18. absitiniuriaverbis 29 agosto 2022

      "Un uomo resta un uomo.
      E una donna resta una donna."

      I princìpi sono la cosa più nobile nella vita. Bisogna tenerli così tanto in alto che, all'occorrenza, vi si possa passare sotto.

    19. sbregaverse 29 agosto 2022

      Equivoco e sbrego ma poi , cara amica di penna e NON di pelo, ho mandato a memoria il Salvaneschi di Saper Amare.

    20. Fantine 29 agosto 2022

      Ecco!
      Io non l'ho letto, Sbrega.
      PS: amica di penna mi piace.

    21. Fantine 29 agosto 2022

      Che però è lo stesso che passarci sopra ;)

    22. absitiniuriaverbis 29 agosto 2022

      Si, fatica a parte. 😂

    23. sbregaverse 29 agosto 2022

      Per ingolosirti e poi leggerlo tutto,trovi qualcosa internettendo.
      SONO CERTO CHE TI PIACCIA.

    24. Fantine 29 agosto 2022

      Ne sei certo.
      Vedrò di recuperare il trittico.

    25. Fantine 29 agosto 2022

      Questo è vero ;)

    26. sbregaverse 29 agosto 2022

      Vedo che hai ben compreso ,ma il trittico, è brodo allungato, sull'onda del successo,allora, travolgente.

    27. Fantine 29 agosto 2022

      Allora comincio dal primo e poi si vedrà. Anche se, conoscendomi, credo che li leggerò, se non altro per completezza, a meno che non siano proprio fuffa ;)

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