SE UNA MATTINA D’AUTUNNO UN RISPARMIATORE...

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003


DI PIETRO CAMBI

Crisis

...decide di ritirare il 95% di quanto ha appena depositato in banca, sotto forma di assegni circolari, frutto di una compravendita immobiliare, di ritirarlo in CONTANTI e in banconote di piccolo taglio, cosa succede?

Il cassiere all'inizio crede di non aver capito:

- hmmmm cioè vorrebbe versare su un conto corrente..

- no, no, vorrei proprio ritirare il contante, per il 95% dell'importo...

- Ma non può!!

- ??? Come non posso, perchè?

- Beh, ecco, c'è la norma antiriciclaggio...

.

- ah, beh, per quanto mi riguarda che traccino pure, non ho niente da nascondere...

- e poi la Banca d'Italia non ce li da...

- ???!!!!??

Improvvisamente cala un silenzio irreale nella piccola filiale.

Si sente, distintamente una stampante laser in una stanza sul retro, si sentono gli uccellini cinguettare nel giardino, al di la degli spessi vetri antiproiettile.

La fila dietro di me ( si, c'e' una fila dietro di me, una cosa insolita in questa piccola filiale) si anima, le teste si sporgono, a destra e sinistra, per non perdersi una virgola della conversazione

-cioe' ecco... ahem... ecco il punto è che la banca d'Italia non ci manda più di XXX euro per volta e noi ecco abbiamo qualche problema ecco...

qualche bocca si apre, qualche testa comincia a scuotersi molte persone stringono le mascelle

-ehm...ehm...ecco intendiamoci noi non abbiamo NESSUN problema di liquidità però ecco, è una questione che....beh forse è meglio se parla con il direttore.



Il direttore è giovane, grassottello, gioviale, dall'aria efficente e serena.

Ma, dopo le presentazioni, visto il foglio della richiesta, la bonomia scompare, si incupisce, si acciglia.



- hmmmm e dunque lei vorrebbe fare proprio quello che TUTTI consigliano di non fare....

- Si, Direttore. Sono, come dire, un tipo un po' controcorrente.

- Ma lei saprà certamente che non vi è nessun rischio di solvibilità...come ha ribadito or ora il nostro ministro....

- vede Direttore, il punto è che questa crisi l'avevo prevista una quindicina di mesi fa; diciamo che ho avuto qualche mese per riflettere...

- si renderà conto che quel che fa è una cosa che non andrebbe fatta, vero?

- ....



- si rende conto che se tutti facessero come lei sarebbe la fine del sistema finanziario vero?

- certo Direttore, ma, a parte il fatto che non conviene in questo momento lanciarsi in una critica comportamentale, capirà benissimo che proprio per questo non ha senso muoversi se non in anticipo.



- ok, ok OK! Ma se si verifica quello che lei si immagina si rende conto che lei avrà solo un paio di kg di carta straccia sotto il materasso?

-in una VOSTRA cassetta di sicurezza, prego. Poi, saprà certamente che in una crisi di liquidità il denaro diventa semmai una merce RARA almeno nel breve termine. Le banche centrali, certo, stamperanno banconote, potrebbe esserci una bella inflazione tra qualche mese, ma lei ritiene che sia una buona alternativa rivedere FORSE il 20% dei propri risparmi tra FORSE 9 mesi?

Etc.etc.

insomma è stata dura ed ho anche tirato fuori il picco del petrolio, la fuga dall'euro, la fine del paradigma della crescita infinita etc etc.

E' stata dura ma FORSE tornerò in possesso DIRETTO dei miei risparmi, fra quattro giorni lavorativi.

Vi garantisco, se vorrete fare qualcosa del genere, che non è facile: troverete, come vedete, una serie di barriere funzionali, temporali e psicologiche.

Non dategli più peso del necessario ed agite come ritenete giusto.

Ora più che mai è assolutamente necessaria l'indipendenza di giudizio.

Nessuno, mai, in nessuna circostanza, vi dirà che è arrivato il momento di fare qualcosa del genere.

No.

Nemmeno io.

Conto sulla vostra capacità di leggere tra le righe.

Pietro Cambi

Fonte: http://crisis.blogosfere.it

Link: http://crisis.blogosfere.it/2008/10/se-una-mattina-dautunno-un-risparmiatore.html

9.10.08

Commenti (33)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. paolapisi 14 ottobre 2008

      Guarda che questo qua ha perso tutto perchè la moneta islandese non vale più niente e l'islanda sta saltando (che è esattamente quello che ho scritto) mica perchè gli abbiano bloccato il conto corrente. Il conto corrente ce l'ha ma i soldi non valgono una cippa. Cosa è successo in Islanda e la controversia con la Gran bretagna sono su tutti i giornali.

    1. epicureo99 13 ottobre 2008

      Chiaramente per te è meglio spargere panico riguardo alla microcriminalità che alla macro.

      I soldi sono già stati rubati.....nazionalizzando le banche cosa ci guadagna il popolo? Chi la paga questa nazionalizzazione?
      Sarà molto difficile che lascino fallire le banche solo perchè nella stanza dei bottoni sanno che la gente si lamenta sempre e comunque però si incazza e scenderebbe in strada a recriminare solo se ha fame.
      E se da un giorno all'altro molta gente si ritroverebbe senza risparmi ci sarebbero problemi per i signori al potere.
      Un salasso periodico è accettato molto più facilmente.

      Garanzie? Il palo che fa da garante al ladro....ma per favore!

      Personalemente già varie volte ho dovuto ripetere più di una volta e quasi alzare i toni per fare dei prelievi, non di particolare importanza.
      Una volta che tu presti i soldi alla banca, loro si sentono padroni.

      Io preferisco tenermeli sotto il letto, almeno se qualcuno vuole rubarmeli almeno avrò l'opportunità di difenderli

    1. rikirevenge 12 ottobre 2008

      Grande Paolapisi !!! Non sto a discutere se tu abbia ragione o torto ... ma trovo la tua ironia fantastica ... e non è facile far ridere di questi tempi parlando di questi argomenti . Brava !!

    1. nessuno 12 ottobre 2008

      A tuttologa leggiti questo...
      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=12162
      Quindi smettila di scrivere castronerie.

    1. radisol 12 ottobre 2008

      LE MAPPE. Sei italiani su dieci ammettono di non fare più progetti impegnativi

      Fiducia giù per imprese e sindacati, ma il gradimento del governo è a livelli record

      Il Paese nella morsa della sfiducia

      Gli italiani pessimisti come mai prima

      di ILVO DIAMANTI

      E' come essere in guerra. E forse è proprio così. Anche se gli attacchi aerei e missilistici sono rimpiazzati dagli indici Dow Jones, MIB, Nasdaq e CAC. Il che fa una bella differenza, ovviamente e per fortuna.

      Ma è una vera guerra quella che si combatte ogni giorno sulle piazze finanziarie di ogni parte del mondo.

      E come tale è rappresentata, sui media. A ogni ora un bollettino che annuncia i dati della catastrofe. Le borse che crollano dovunque. Mentre i grandi (?) del mondo si incontrano e si affacciano sulle tivù. Per spiegare che non c'è da preoccuparsi, nessuna banca fallirà, nessun risparmiatore perderà i suoi risparmi. Producendo l'effetto opposto. Perché è difficile non farsi prendere dal panico quando i grandi del mondo ripetono che non bisogna farsi prendere dal panico. Sentirsi tranquilli quando le autorità intimano che bisogna restare tranquilli, mantenere i nervi saldi e il sangue freddo. Se non vi fossero motivi di timore, perché affannarsi a rassicurarti a ogni minuto che passa?

      La spiegazione principale di questa crisi finanziaria senza fondo, peraltro, è che sui mercati ormai domina la sfiducia. Nessuno si fida di nessuno. Com'è ovvio, visto quel che è successo nel sistema finanziario negli ultimi anni. Tuttavia, in questo caso, mercati finanziari e società si rispecchiano. Soprattutto da noi. In Italia. Certo, non viviamo in un paese da incubo (come ha opportunamente rammentato il cardinal Bagnasco alcune settimane fa). Però bisognerebbe spiegarlo al paese. Visto che in Italia si rilevano, da tempo, gli indici di pessimismo e di insicurezza più elevati d'Europa (come hanno mostrato i sondaggi di Eurobarometro). Un clima d'opinione che sembra essersi ulteriormente deteriorato.

      Sei italiani su dieci pensano, infatti, che in questo momento non valga la pena di "fare progetti impegnativi per sé e la propria famiglia, perché il futuro è troppo carico di rischi" (sondaggio nazionale Demos, condotto nei giorni scorsi). Si tratta della misura più elevata registrata dal 2000 fino ad oggi. Il problema è che questo sentimento, al di là delle ragioni ragionevoli che lo ispirano, in Italia trova importanti moltiplicatori. In particolare, lo sbriciolarsi dei legami e delle solidarietà sociali, alimentato dalla decomposizione urbana. Il gioco dei risentimenti incrociati fra gruppi professionali, di cui abbiamo parlato qualche settimana fa. Professori, medici, avvocati, maestri, farmacisti, tassisti, broker, commercianti e commercialisti ... Una lista infinita, destinata ad allungarsi. Tutti contro tutti. Deprecati a prescindere. Volta a volta: poveracci, privilegiati, evasori, fannulloni, ladri, incompetenti. Oppure, semplicemente, "nessuno". Un'entità fantasmatica, come gli operai. Che fanno notizia solo quando muoiono sul posto di lavoro.

      Lo sfarinarsi delle appartenenze professionali, d'altronde, è drammatizzato (e accelerato) dalla perdita di rilevanza delle grandi organizzazioni di rappresentanza economica (Demos, ottobre 2008). In particolare, il 27% dei cittadini esprime fiducia nel sindacato, il 25% verso Confindustria. Si tratta di indici fra i più bassi nella graduatoria dei principali riferimenti associativi e istituzionali in Italia. La fiducia nel sindacato, soprattutto, scivola al livello minimo degli ultimi due anni. Inoltre, scende più in basso della media nella base di riferimento: gli operai (22%). Mentre sale soprattutto fra i pensionati. Uno scenario simmetrico rispetto agli anni Novanta, quando sindacato e Confindustria avevano garantito consenso allo Stato, dopo il tracollo della prima Repubblica. Era la stagione della concertazione, a cui si oppone, oggi, una società "sconcertata". Dove le tradizionali organizzazioni intermedie di rappresentanza non rappresentano più neppure i loro iscritti. La loro base professionale di riferimento. Come potrebbero, d'altra parte, supplire al deficit di fiducia delle istituzioni se esse stesse sono percepite come istituzioni e, per questo, sfiduciate?

      Il collasso delle borse e del sistema finanziario, peraltro, rischia di accentuare ulteriormente le divisioni interne alla società. Di renderle profonde come baratri. Il 47% degli italiani (Osservatorio sul Capitale sociale di Demos-Coop, di prossima pubblicazione) afferma, ad esempio, di aver ridotto i consumi alimentari, in famiglia. Ma il dato scende sotto il 40% fra imprenditori, lavoratori autonomi e professionisti, mentre supera il 50% fra gli operai e i pensionati.

      Da ciò il problema: come possa mantenere un grado accettabile di coesione una società così incoerente. Tendenzialmente dis-integrata. E come possa, a maggior ragione, non ri-esplodere quel dissenso politico che travolse, dall'autunno 2006, il governo Prodi e le forze che lo sostenevano. In una fase assai meno drammatica, economicamente, rispetto a quella attuale. Oggi, anzi, si osserva un orientamento contrario. Visto che la fiducia nel governo continua a crescere e ha raggiunto il livello più alto dal settembre 2002. (Al contrario dell'opposizione di centrosinistra, ormai ai minimi storici). La spiegazione più ragionevole sta, a nostro avviso, proprio nel clima di inquietudine e diffidenza che inquina il nostro mondo.

      Questa società si sente sotto assedio. E le forze politiche, gli uomini di governo, lo stesso Presidente del Consiglio confermano le sue paure. Ne traggono motivo di consenso. Promettono di difenderla dai nemici che la minacciano. Immigrati, rom, prostitute, automobilisti e motociclisti ubriachi, tossici e spacciatori. Promettono, inoltre, di contrastare il disordine sociale, devastato dalla perdita di senso e di autorità. Combattono la morte del futuro e il collasso del presente attraverso il richiamo al passato. Attraverso i valori e i simboli pre-sessantottini. I grembiulini, il voto di condotta, i bambini che si alzano quando entra il professore. Attraverso lo Stato protettivo e protettore, gli impiegati pubblici che, finalmente, la smettono di poltrire, i professori che, finalmente, si fanno rispettare, i maestri, che, finalmente, tornano ad essere unici. Questa società sotto assedio (come la definisce Bauman) applaude l'esercito sparso sul territorio e nelle città, i vigili urbani che diventano poliziotti, i sindaci che si fingono sceriffi. I "ministri della paura", geniale invenzione di Antonio Albanese (puntualmente superata dalla realtà). Questa società, di fronte al terrorismo delle borse, come dopo l'attacco alle torri nel settembre 2001, esprime domanda di certezza e di autorità. Così, si raccoglie, trepida, intorno al Grande Rassicuratore. Che, dagli schermi, dice ciò che tutti temono e tutti vogliono sentire. Non c'è motivo di avere paura. Cioè: abbiate paura, perché ce n'è motivo. Ma io - solo io - vi salverò. Dalle banche e dai banchieri, dai subprime e dai fondi tossici, dalle cattive azioni e dai cattivi maestri (sempre loro...). Dai broker armati, che vi minacciano: "O la borsa o la vita". E se le borse non mi ascoltano io le chiuderò. Abbiate sfiducia negli altri. Paura del mondo. Il futuro è ieri. E' il consenso triste del nostro tempo. Intriso di sfiducia e di paure. Prigioniero della nostalgia.

      (12 ottobre 2008)

      www.repubblica.it

    1. Stopgun 12 ottobre 2008

      Nel 1992, dopo la riunione del Britannia, ho cambiato casa.

      Ho venduto quella vecchia e comprato quella nuova.

      Il giovedi ho venduto ed ritirato l'assegno circolare "non trasgeribile" della vecchia casa e l'ho portato venerdi alla mia banca.

      I soldi non sarebbero stati disponibili fino a martedì.

      Il Governo ha deciso di "prelevare forzosamente" l'otto per mille dal mio conto.

      Il Governo si è preso, da me, i soldi nanche sulla parte "non disponibile" ma disponibile all'istituto bancario.

      IMBROGLIONI!

    1. nessuno 12 ottobre 2008

      L'assegno circolare

      Gli assegni circolari sono predisposti dall'istituto bancario quando il denaro necessario al pagamento è già disponibile presso l'istituto stesso.

      Si tratta di un titolo di credito all'ordine emesso da un istituto di credito a ciò autorizzato dalla Banca d'Italia, ed è esigibile a vista presso una qualunque sede, succursale o agenzia della banca emittente. Non può essere al portatore in quanto equivarrebbe ad autorizzare le banche a produrre banconote. Il diritto del beneficiario a riscuotere la somma indicata sull'assegno circolare è però trasferibile mediante girata (se di importo inferiore ad € 12.500,00; per importi superiori l'assegno deve essere, come detto, non trasferibile).

      Al fine di garantire i beneficiari degli assegni circolari, gli stessi indicano l'importo massimo per il quale possono essere emessi.

      Un'altra garanzia è data dal fatto che ogni istituto che li emette deve depositare una cauzione presso la Banca Centrale proporzionata all'ammontare dei titoli emessi.

      Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Assegno
      _____________________________________________________
      Il troll bancario robertuzzo racconta delle palle infatti dice:
      ----------------------------------------------------------------------

      Nel caso sopra esposto il cliente versava degli assegni circolari, richiedendo di ritirare il 90% in contanti. Già qui c'è qualcosa che non va. Nel momento in cui noi versiamo in banca degli assegni bancari o circolari, la banca vincola per alcuni giorni l'importo versato. Si chiama "impegno di liquidità" e serve per dare alla banca dove versiamo un tempo congruo incassare materialmente il titolo dalla banca che lo ha emesso, la quel verificherà che siano coperti (se assegni bancari), che non siano contraffatti o rubati (in tutti i casi).
      ______________________________________________________________
      L'articolo non dice se il possessore degli assegni circolari si è presentato alla banca di emissione e/o comunque un assegno circolare può e deve essere riscosso immediatamente presso la banca emittente.
      Quindi il troll bancario robertuzzo fa della pura disinformazione speriamo che questo sistema bancario fatto di truffe e tenuto in piedi da truffatori e complici crolli sula testa di chi , avario titolo, lo ha tenuto in piedi compresi i bancari come robertuzzo il troll

    1. paolapisi 11 ottobre 2008

      Assolutamente no, gli islandesi non hanno affatto perso i conti correnti, perchè le banche sono state nazionalizzate e i conti correnti sono ancora lì. Chi rischia di perderli sono stati i britannici (privati ed enti) che avevano fatto depositi in Islanda attirati dai rendimenti migliori, perchè l'Islanda ha tutelato i propri cittadini e non gli stranieri, e per tale motivo il governo britannico minaccia di congelare gli asset finanziari delle compagnie islandesi presenti in Gran Bretagna, per recuperare i soldi dei suoi connazionali. Naturalmente l'Islanda sta rischiando globalmente la bancaratta statale e la valuta islandese (non ancorata all'euro) ha perso il 50% per cento del proprio valore in due giorni. Se l'Islanda va in bancarotta la moneta varrà zero, e per i correntisti non cambierà niente se l'inutile valuta sarà sul conto corrente o nel materasso.


      La situazione islandese non è paragonabile a quella italiana, ma anche lì lo stato ha grantito i conti correnti. E si ritorna a quello che ho dicevo: i conti correnti italiani sono garantiiti (per 100.000 euro) sia dal fondo interbancario che dallo stato (doppia garanzia): se uno ha più di 100.000 euro li può dividere in diverse banche, e comunque è altissimamente improbabile che una banca fallisca (perfino la disastrata islanda le ha nazionalizzate). Per perdere il proprio conto corrente dovrebbero fallire la banca di riferimento (e dovrebbero pure lasciarla andare in bancarotta, senza nazionalizzarla), il fondo interbancario e lo stato italiano (e dunque l'unione europea, essendo l'Italia a differenza dell'Islanda un paese dell'area euro). Ma in tale sciagurata e assai remota ipotesi anche i soldi non varrebbero più nulla, e dunque non servirebbe a niente averli in casa e non in banca.


      Ma se uno non vuole credere che la doppia tutela del fondo interbancario e dello stato italiano siano vere non c'è nulla che possa convincerlo, perchè non c'è niente di più radicato e inamovibile delle convinzioni irrazionali. E dunque fa benissimo ad andare in banca, prendere i soldi e metterli nel materasso, così ci dorme sopra sonni tranquilli. Finchè non glieli rubano naturalemente.

    1. radisol 11 ottobre 2008

      Anche io sono un bancario.
      E dico che, sul piano strettamente tecnico, quello che dice il collega Roberto è certamente rispondente alla verità.
      Ma non mi sento, a differenza di Roberto, di essere così "tranquillizzante" come fa lui.
      La crisi che stiamo vivendo - e che credo sia solo all'inizio - è decisamente particolare .... e quindi veramente tutto potrebbe succedere .....

    1. Cornelia 11 ottobre 2008

      Cara Paola,

      strano che non ti "risulti" che qualcuno abbia perso i soldi del conto corrente, perché se fossi meglio informata sapresti che in Islanda hanno perso i soldi eccome, e con loro 300 mila cittadini inglesi.


      Proprio così: banche chiuse, e conti correnti vuoti. In Europa. Strano, vero?

    1. nessuno 11 ottobre 2008

      Ma veramente qui se c'è un troll sei tu

    1. roberto321 11 ottobre 2008

      toh, figurati se mancava il troll...

    1. nessuno 11 ottobre 2008

      Da anni viaggia la teoria cospirazionista che avrebbero provocato una mega recessione globale per arrivare a un controllo totale e varare la forma definitiva del governo mondiale: non essendo io cospirazionista per natura, non ci ho mai creduto, ma a questo punto non so che pensare.
      hi hi hi e hai fatto male.
      Ma tu cosa fai chiudi la stalla quando i buoi si sono dati?

    1. nessuno 11 ottobre 2008

      Mi ha colpito il commento del "bancario" consiglia a parenti ed amici e gli altri?
      Pecore da tosare? E anche lui tiene famiglia e deve pur campare e se per campare vende "prodotti" fasulli mica è colpa sua..lui deve tenersi il posto e in c..al mondo.
      Bravo bancario sei la dimostrazione vivente che la vostra è una categoria da "riconvertire"
      Poi c'è l'esaurita ...quella ha bisogno di una sana terapia di prozac(flebo da un litro)

    1. nessuno 11 ottobre 2008

      Spargere terrore? Non mi pare proprio forse sei leggermente esaurito...
      In quanto all'articolo del corriere!!!!Be se lo dice il corriere è vangelo ..ma per piacere questo crede ancora ai giornalai.
      Forse sarebbe meglio che ti documentassi su quello che è successo in Argentina e "forse" cambierai idea.Anche se dubito che tu possa cambiare
      se le banche chiudono tu sei del gatto ricordalo.

    1. roberto321 11 ottobre 2008

      sì ha ragione le banche italiane sono sottocapitalizzate ed esposte su prodotti derivati anche se molto meno di altre. Ma lo Stato non può permettersi di farne fallire nemmeno una, altrimenti è il panico, la corsa agli sportelli e la fine di tutta l' industria e il commercio. Quindi faranno come hanno sempre fatto ed il debito pubblico passerà tranquillamente da 1600 a 1800 miliardi di euro. Chi lo pagherà alla fine quando i tassi finalmente rialzeranno? Non lo so, ma a meno che scoprano il petrolio nel mare adriatico o che sconfiggano la mafia, riguardando quello che successe negli anni '20 e '30 qualche idea ce l'ho.
      Per quanto riguarda il suo conto titoli è SUO, nel senso che, esattamente come una cassetta di sicurezza, viene solo amministrato dalla sua banca. Nel caso remoto di fallimento di quest'ultima le verrebbe girato presso il suo nuovo istituto.
      Saluti.

    1. roberto321 11 ottobre 2008

      volevo aggiungere qualche valutazione generale.
      Capisco benissimo il terrore di chi uno che ha qualche risparmio da parte, guadagnato magari grazie ad una vita di lavoro, con una conoscenza superficiale di finanza che si sveglia un bel giorno con i telegiornali parlano di crollo delle borse, chiusura dei mercati, crisi del '29. Anche se lavoro in banca da 25 anni, ho fatto per 10 anni il trader (a leva) per hobby, ho vissuto i crolli dell'85 e del 97 ed ho visto questa crisi arrivare con largo anticipo predisponendo i miei investimenti, sono stato anch'io sorpreso e spaventato dalla sua velocità distruttrice. Ieri sera tardi ho ricevuto la telefonata preoccupata di un mio amico che non sentivo da anni che mi chiedeva lumi..
      Cercherò quindi di condividere con voi le mie personali elucubrazioni, senza assumermi alcuna responsabilità nel caso vi portino a scelte d'investimento sbagliate.
      Se leggiamo lo svolgimento della crisi del '29 non possiamo non notare che si sviluppo' per gli stessi identici motivi dell'attuale: mancanza di controlli nella finanza e speculazione a leva con prodotti finanziari "innovativi". Anche allora l'Italia fu meno colpita per l'arretratezza del suo sistema finanziario. Anche allora il governo italiano (Mussolini) dovette salvare nell'ordine il Credito Italiano e la Banca Commerciale (la storia si ripete?) in modo da non far saltare il sistema produttivo. Negli USA invece fecero diversi gravissimi errori, da decenni riconosciuti: non pomparono liquidità sufficiente, lasciarono fallire moltissime banche commerciali (il che provocò il panico tra i risparmiatori e la paralisi di tutta l'attività produttiva e commerciale), reintrodussero i dazi e il protezionismo completando l'opera, visto che in questo modo gli eccessi di produzione agricola USA non poterono più essere scambiati con l'eccesso di produzione meccanica europea, con gli effetti che possiamo ben immaginare.

      Torniamo quindi ai giorni attuali, visto che è ovvio che le autorità mondiali non ripetere gli errori che portarono al decennio recessivo degli anni '30 stiamo già assistendo al fatto che stanno pompando liquidità a gogo, salvando ad ogni costo le banche commerciali, non reintroducendo il protezionismo.
      Oltre a ciò in Italia abbiamo da sempre delle garanzie aggiuntive sui depositi (fino a 103.000 euro per banca per persona) coperte da un fondo di garanzia interbancario in prima istanza e dal governo italiano in seconda istanza (questo da ieri). Quindi oggi se uno con 300.000 euro di risparmi vuole stare assolutamente tranquillo basta che si apra 3 conti in tre banche diverse e ci metta 100.000 euro in ciascuna. A questo punto la probabilità di perdere i propri risparmi è inferiore a quella che lo colpisca un asteroide.
      Dall’altro lato della medaglia c’è il fatto che gli Stati per attuare questa politica dovranno aumentare a dismisura il loro debito pubblico, e qui sorgerà fra qualche tempo un altro problema: e chi lo paga? Oggi leggo sul giornale che il "parco buoi" sta facendo a gara ad investire in Bot e Cct. Io non voglio fare dell'allarmismo, ma guardando come fu trattato il debito pubblico italiano negli anni '20 e '30 qualche remora mi viene. Ovvio che se fai fallire una banca si blocca tutto il sistema produttivo, invece se rendi irredimibile o allunghi la scadenza al debito pubblico non succede niente di così grave. Ma a buon intenditor...

    1. edo 11 ottobre 2008

      non crederai mica alle parole del pelato rinato?

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5100

    1. Mattanza 10 ottobre 2008

      non ti preoccupare roby,qua e´pieno di gente che legge molti romanzi di fantascienza e vedono un pacco di films...tutto OK.
      Non che il controllo delle persone attraverso chips sottocutanei non sia teoricamente possibile,siamo tutt óra pero molto lontani da cio...e in piu le banche non centrano un cazzo con sto discorso dei chips,il thread non centra nulla e neppure l´intervento tuo...quindi...bisogna avere pazienza coi ragazzi.

    1. paolapisi 10 ottobre 2008

      Forse anch'io se avessi il conto su unicredit magari lo sposterei, anche se mi pare impossibile che unicredit possa fallire. Non ce ne sono ancora le premesse, e in ogni caso la nazionalizzerebbero: se fallisce unicredit fallirebbe l'Italia. E se avessi obbligazioni unicredit sarei preoccupata assai, perchè prima che recuperino la tripla AAA e dunque riacquistino il valore che avevano passerà molto tempo. Ma non le venderi neppure ai valori attuali: perchè secondo me non fallisce. Detto questo, ripetere all'infinito "tutte le banche falliranno, andate a prendere i soldi" non ha senso: quante probabilità ci sono che una banca fallisca e i correntisti perdano i loro soldi? Finora non è capitato a nessuno: nelle banche "fallite" e cioè nazionalizzate (all'estero: in italia non è ancora successo) i conti correnti sono rimasti intatti. Potrebbe essere la mia banca la prima? forse sì, ma è una possibilità remotissima, ed è infinitamente più probabile che mi capitino guai più consueti (malattie gravi, incidenti etc.), e perfino più gravi. Poi, se per propria tranquillità personale e sicurezza psicologica, uno preferisce tenere i soldi liquidi in una cassetta di sicurezza, lo faccia. Ma alimentare un panico irrazionale che sta portando a comportamenti squilibrati, quali vendere tutto e a qualsiasi prezzo, secondo me è profodamente sbagliato.

      E soprattutto credo che ci comanda voglia questo panico, per far passare leggi speciali, per rafforzare ancora ancora di più i poteri non solo statuali ma di organismi collettivi, etc. Oltretutto mi sbaglierò ma a me pare che ai signori che governano il mondo non gliene freghi niente del crollo dei mercati, anzi. In Italia oggi alla fine hanno davvero sospeso temporaneamente le vendite allo scoperto (quelli di prima non era un vero divieto), o così sembrerebbe, ma negli USA ieri hanno tolto anche quei limiti che avevano posto agli shortisti. E il G7 ha appena scodellato un comunicato che suona più o meno "non sappiamo che cazzo fare", così ci sarà un'altra botta in borsa. Se il Dow Jones arriva a 6000 punti, e ci arriva, se si va avanti così, possono far passare tutte le leggi speciali che vogliono, e la gente li ringrazierà pure. Oltre ad accorpare tutte le banche (alla fine negli USA rimarrà solo Bank of America, di questo passo), mangiarsi aziende etc. Vorrei far presente che tutto questo sta accadendo senza che il mondo sia già in recessione (lo sarà presto: ma il PIL del secondo triemstre USA era +2,8, e gli ultimi dati economici USA non erano malissimo: aumento per la prima volta da mesi e mesi delle vendite degli immobili in in agosto e lieve calo delle richieste di sussidio di disoccupazione: e bilanci ottimi e sopra le previsioni di INTEL e Cisco, e intanto le borse crollavano. Ovviamente ora questo non conta niente, perchè con questi tracolli borsistici i prossimi dati macroeconomici e i prossimi bilanci aziendali saranno terrificanti, ma è la finanza che sta uccidendo l'economia reale, non il contrario, come dovrebbe essere).

      Da anni viaggia la teoria cospirazionista che avrebbero provocato una mega recessione globale per arrivare a un controllo totale e varare la forma definitiva del governo mondiale: non essendo io cospirazionista per natura, non ci ho mai creduto, ma a questo punto non so che pensare.

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