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SE UNA MATTINA D’AUTUNNO UN RISPARMIATORE…

DI PIETRO CAMBI
Crisis

…decide di ritirare il 95% di quanto ha appena depositato in banca, sotto forma di assegni circolari, frutto di una compravendita immobiliare, di ritirarlo in CONTANTI e in banconote di piccolo taglio, cosa succede?

Il cassiere all’inizio crede di non aver capito:

– hmmmm cioè vorrebbe versare su un conto corrente..

– no, no, vorrei proprio ritirare il contante, per il 95% dell’importo…

– Ma non può!!

– ??? Come non posso, perchè?

– Beh, ecco, c’è la norma antiriciclaggio…

.

– ah, beh, per quanto mi riguarda che traccino pure, non ho niente da nascondere…

– e poi la Banca d’Italia non ce li da…

– ???!!!!??

Improvvisamente cala un silenzio irreale nella piccola filiale.

Si sente, distintamente una stampante laser in una stanza sul retro, si sentono gli uccellini cinguettare nel giardino, al di la degli spessi vetri antiproiettile.

La fila dietro di me ( si, c’e’ una fila dietro di me, una cosa insolita in questa piccola filiale) si anima, le teste si sporgono, a destra e sinistra, per non perdersi una virgola della conversazione

-cioe’ ecco… ahem… ecco il punto è che la banca d’Italia non ci manda più di XXX euro per volta e noi ecco abbiamo qualche problema ecco…

qualche bocca si apre, qualche testa comincia a scuotersi molte persone stringono le mascelle

-ehm…ehm…ecco intendiamoci noi non abbiamo NESSUN problema di liquidità però ecco, è una questione che….beh forse è meglio se parla con il direttore.

Il direttore è giovane, grassottello, gioviale, dall’aria efficente e serena.

Ma, dopo le presentazioni, visto il foglio della richiesta, la bonomia scompare, si incupisce, si acciglia.

– hmmmm e dunque lei vorrebbe fare proprio quello che TUTTI consigliano di non fare….

– Si, Direttore. Sono, come dire, un tipo un po’ controcorrente.

– Ma lei saprà certamente che non vi è nessun rischio di solvibilità…come ha ribadito or ora il nostro ministro….

– vede Direttore, il punto è che questa crisi l’avevo prevista una quindicina di mesi fa; diciamo che ho avuto qualche mese per riflettere…

– si renderà conto che quel che fa è una cosa che non andrebbe fatta, vero?

– ….

– si rende conto che se tutti facessero come lei sarebbe la fine del sistema finanziario vero?

– certo Direttore, ma, a parte il fatto che non conviene in questo momento lanciarsi in una critica comportamentale, capirà benissimo che proprio per questo non ha senso muoversi se non in anticipo.

– ok, ok OK! Ma se si verifica quello che lei si immagina si rende conto che lei avrà solo un paio di kg di carta straccia sotto il materasso?

-in una VOSTRA cassetta di sicurezza, prego. Poi, saprà certamente che in una crisi di liquidità il denaro diventa semmai una merce RARA almeno nel breve termine. Le banche centrali, certo, stamperanno banconote, potrebbe esserci una bella inflazione tra qualche mese, ma lei ritiene che sia una buona alternativa rivedere FORSE il 20% dei propri risparmi tra FORSE 9 mesi?

Etc.etc.

insomma è stata dura ed ho anche tirato fuori il picco del petrolio, la fuga dall’euro, la fine del paradigma della crescita infinita etc etc.

E’ stata dura ma FORSE tornerò in possesso DIRETTO dei miei risparmi, fra quattro giorni lavorativi.

Vi garantisco, se vorrete fare qualcosa del genere, che non è facile: troverete, come vedete, una serie di barriere funzionali, temporali e psicologiche.

Non dategli più peso del necessario ed agite come ritenete giusto.

Ora più che mai è assolutamente necessaria l’indipendenza di giudizio.

Nessuno, mai, in nessuna circostanza, vi dirà che è arrivato il momento di fare qualcosa del genere.

No.

Nemmeno io.

Conto sulla vostra capacità di leggere tra le righe.

Pietro Cambi
Fonte: http://crisis.blogosfere.it
Link: http://crisis.blogosfere.it/2008/10/se-una-mattina-dautunno-un-risparmiatore.html
9.10.08

Pubblicato da Davide

  • sacrabolt

    E così ho il mio bell’assegno circolare tra le mani. Ma quando tornerò per esigere la “carta straccia”, mi lascerenno entrare?

  • roberto321

    sono un bancario.

    Lo so di questi tempi sta diventando un difetto, quasi da essere additato al pubblico ludibrio.
    A mia discolpa posso dire che da anni metto in guardia amici e conoscenti dalla cosiddetta etica del venditore bancario, sempre pronto a rifilarti il prodottino per il quale deve raggiungere il budget raccomandatogli con email giornaliera dalla direzione della propria banca. A dire il vero non lo fanno per cattiveria: sono allettati dalle poche centinaia di euro di premio annuo, spaventati dalla prospettiva di venire trasferiti o messi in cassa, si fidano del proprio istituto e dei propri capi, sono di solito giovani e non hanno né la capacità né l’esperienza per capire se una index linked è una fregata… e il più delle volte se le comprano anche loro.
    Di volta in volta ho visto raccomandare obbligazioni sudafricane, russe, parmalat… giusto prima che andassero in default, per di più proposte anche ai colleghi con sorriso inconsapevole sulle labbra.
    Ma a questo punto penso anche che occorra fare un po’ di chiarezza riguardo al funzionamento di uno sportello bancario, e del perché molto spesso e volentieri il cassiere si ritrova a corto di contante e non può procedere a prelievi importanti, a meno che questi non siano preavvisati.
    Nel caso sopra esposto il cliente versava degli assegni circolari, richiedendo di ritirare il 90% in contanti. Già qui c’è qualcosa che non va. Nel momento in cui noi versiamo in banca degli assegni bancari o circolari, la banca vincola per alcuni giorni l’importo versato. Si chiama “impegno di liquidità” e serve per dare alla banca dove versiamo un tempo congruo incassare materialmente il titolo dalla banca che lo ha emesso, la quel verificherà che siano coperti (se assegni bancari), che non siano contraffatti o rubati (in tutti i casi). L’eventuale contante che vogliamo ritirare come resto di un versamento assegni dovrà quindi trovare capienza nel saldo del conto corrente prima del versamento, altrimenti dobbiamo chiedere alla banca dove versiamo di assumersi un rischio, cosa che non è obbligata a fare.
    Bisogna poi aprire un’altra parentesi riguardo riguardo al prelevamento in contanti.
    Le banche come sappiamo sono soggette a rapine, e tante. Ogni sportello bancario in Italia ha ogni anno una possibilità su 10 di venire rapinato.
    Per rispondere a questa emergenza nazionale, le banche impongono ai propri dipendenti di detenere presso il proprio sportello un quantitativo limitato di contante, non più di 10.000 euro a cassa, incluso la valuta estera. Nel caveau a chiusura ritardata se ci sono 20 o 30.000 euro va già bene. Chi vuole ritirare un grosso quantitativo di contante deve preavvisare il prelievo uno o due giorni prima per mettere in grado lo sportello di rifornirsi. Molto semplice.
    Sfatiamo poi un altro mito. La gente pensa che se la banca ha 10 miliardi di depositi nei conti correnti debba anche avere 10 miliardi di banconote nei suoi forzieri. Non è assolutamente così. Non siamo più ai tempi del cavallo, anche se forse allora era meglio. Il contante è diventato solo una frazione della massa monetaria totale, vista la possibilità di effettuare bonifici telematici o di pagare con carta di credito o POS. Nell’attesa che fra qualche anno venga definitivamente abbandonato, il contante viene inteso dalle banche una inutile seccatura, che le impone una gestione anacronistica e rischiosa delle giacenze, e di tenere una miriade di dipendenti solo allo scopo di contarlo o controllarlo. Pensare che se tutti i correntisti volessero prelevare il proprio saldo in contante sarebbero in grado di farlo è semplicemente puerile, e per capirlo basta confrontare il totale della massa monetaria M1 circolante col totale dei depositi. Ma in ciò non c’è nulla di preoccupante, è il mondo in cui viviamo. Un saldo virtuale fa un po’ paura, ma siamo poi così sicuri che un foglio di carta stampato e filigranato sia meglio?

  • guido

    Gentile roberto321,
    visto che sei informato vorresti dirmi a quanto ammonta all’incirca il totale (se non sbaglio si chiama M3)?
    Grazie.

  • garghy

    Dimentichi la riserva frazionaria!

  • garghy

    Dimentichi la riserva frazionaria!

  • Xeno

    Sig. roberto perchè allora non inizia a mettersi un bel chip sottocutaneo cosi sarà contenta la sua banca di non aver fra i piedi i contanti e fa felici quelli che non vedono l’ora con questo sistema di avere il controllo totale di Lei e di tutti noi.
    Vada avanti Lei che a me vien da ridere.

  • paolapisi

    MA BASTA!!!!!!!!!! basta spargere terrore in questa maniera. E’ ovvio che su uno arriva in banca con dei pezzettini di carta detti assegni circolari e pretende di avere in cambio IMMEDIATAMENTE i contanti, in banconote da 5 euro, per centinaia di migliaia di euro (qui si parla di una compravendita immobiliare) non glieli danno subito. E vorrei anche vedere. Dovranno almeno controllare che quegli assegni circolari non siano falsi o non siano rubati, e dovranno entrare in possesso dei soldi, prima di consegnarli al tizio in questione. E’ così ora, ed è sempre stato così, anche quando il Mibtel era al massimo storico. Li prenota, e gli verranno consegnati dopo alcuni giorni. E lo stesso, aggiungo, è SEMPRE accaduto per cifre molto alte: vanno prenotate, perchè le banche, specie le piccoli filiali, non tengono certo miliardi in cassa. Ed è ovvio che se tutti i correntisti italiani ritiraressero tutti i propri soldi non ce ne sarebbero per tutti. Anche questo è sempre stato così. Ma se tutti i correntisti italiani decidessero simultaneamente di ritirare i propri soldi in contante fallireberebbero allegramente tutte le banche e a raffica tutte le aziende, e i soli sarebbero fuffa.

    Basta soprattutto suggerire , o meglio urlare, fra le righe” (e non tanto) che sia più sicuro tenere i soldi sotto il materasso che in banca, in posta o in buoni del tesoro. Fino ai 100.000 euro per conto (e uno può averne uno in ogni banca) sono garantiti sia dal fondo interbancario che dallo stato. E’ molto più alta la probabilità che uno con le sue valigette con i centinaia di migliaia di euro in banconote da cinque venga rapinato PRIMA di arrivare a casa (figuriamoci dopo, quando li ha messi nel materasso) di quella che falliscano insieme la banca di riferimento, il fondo interbancario e lo stato italiano.

    Adesso questo venditore di panico sul suo blog sta insinuando, in maniera contorta, che neppure i titoli di stato depositati in una banca sono tutelati in caso di fallimento della stessa, linkando a riprova un articolo del corriere che afferma esattamente il contrario (a meno che la banca non abbia utilizzato per loschi fini i titoli in deposito, ma questo è un reato, e anche grave: mentre costui si appiglia a questo particolare considerandolo quasi la norma e trasformandolo in “che non abbia operato in modo più che corretto.”. E anche in caso di malversazioni della banca che fallisce idepositi titoli sono coperti per 20.000 euro. se uno è convinto che la propria banca non solo stia per fallire ma truffi sui depositi metta titoli per 20.000 su ogni banca ). Si attende per domani un articolo in cui ci spiegherà perchè non sono sicuri neppure i depositi postali. Poi, se Dio vuole, le possibilità sembrerebbero essere finite.

    C’è un unico posto al mondo in cui i vostri soldi sono tutelatissimi, al riparo da ogni rischio : nel vostro appartamento. E cazzo, c’è la porta blindata, lì non ci può arrivare nessuno. O no?

  • roberto321

    non penso che lei voglia dare la colpa a me se sono allo studio metodi di pagamento (col cellulare o con carte prepagate) che non comportino l’uso di contante. Già il trading on-line o i cellulari sono qualcosa di assolutamente inimmaginabile fino a soli 20 anni fa. Ma sappiamo entrambi che il cosiddetto progresso venduto al popolino come una grande conquista serve solo per ingrassare pochi o per controllare le masse come nel caso di Internet che avrebbe dovuto (secondo Bill Gates) consentire a tutti a lavorare da casa e che invece ha reso possibile le delocalizzazioni delle produzioni in Cina con gli uffici in India creando i presupposti per l’attuale crisi del mondo occidentale, o ancora prima l’avvento degli elettrodomestici che ha “liberato” le donne, costringendole ad andare a lavorare in fabbrica.

  • Cornelia

    Scusa però, a me pare che chi scrive non si sia scandalizzato del fatto che non gli abbiano dato i quattrini sul’unghia, quanto che non volevano darglieli IN ASSOLUTO!!!

    “E fai il conto corrente, e c’è la segnalazione, e le banche sono sicure, e non è bello ritirare quattrini…” insomma se è finito dal direttore non è perchè voleva il paccozzo, ma perché nessuno voleva prendersi la responsabilità di mollare il quattrino in contanti, neppure di lì a una settimana!

    E non fate finta di non capire!

  • alekxandros

    Ancora con questa garanzia dei 103.000 euro, ma quali garanzie, che ti danno forse il 20% di 103.000 euro (se ce li hai sul conto) entro 9 mesi, e il resto non si sa quando. E queste sono garanzie?

  • albertgast

    Oh! Finalmente c’è qualcuno che spiega le cose come stanno! Sei stato molto chiaro, grazie. Anch’io ho qui vicino a me un bancario (che ora è già in pensione) che mi spiegava le stesse cose, soprattutto per quanto riguarda l’etica del venditore bancario. Quando lui entrò in banca non era così, il direttore della banca era il Direttore. Ma poi il direttore della banca è diventato un venditore, perchè per l’appunto “bisognava raggiungere il famigerato BUDGET”. I direttori che non ritenevano giusto fare una politica del genere a suo tempo furono defenestrati o prepensionati (ne ho conosciuti più di uno). Ad un certo punto si è perso del tutto di vista qualsiasi freno, etica, prudenza e quant’altro, che aggiunto ad una scarsa preparazione degli operatori più giovani e ad un ammanicamento con la politica per i piani più alti ha prodotto quello che vediamo. Il fatto di non poter prelevare grosse cifre in contanti fa “sensazione”, ma non significa nulla. Non so che fine faranno i nostri risparmi. Il governo ci rassicura, ma siccome di questo governo mi fido come doveva fidarsi Gesù di Giuda, sono pessimista. Ora ci dicono anche che le nostre banche sono giustamente capitalizzate, ma sempre l’esperto a cui sto chiedendo, mi dice che è una balla: le banche italiane sono sempre state tacciate come sottocapitalizzate, quindi….. Avrei preferito che anche l’Italia adottasse le misure prese dall’Inghilterra, e invece ci dobbiamo accontentare di una non meglio identificata rassicurazione del governo che, sperando tenga poi fede a quello che dice, non si sa dove prenderà i soldi. Non credo sia una buona idea prelevare e tenere i contanti in casa, visto i ladri che girano, ma ho poche speranze di rivedere i miei risparmi investiti (senza contare i pochi titoli garantiti da Lheman a cui ho dovuto dare l’addio).
    Dopo aver lavorato una vita, avviarsi alla vecchiaia restando all’asciutto è oltremodo preoccupante. Se poi le cose dovessero peggiorare…..

  • paolapisi

    NO. 2 giorni fa è stata varata un’ulteriore garanzia su conti fino a 100.000 euro da parte dello STATO ITALIANO, che si aggiunge a quella del fondo interbancario. Ma ero sicura, sicurissima, che anche questa non sarebbe bastata. Perchè lo stato può fallire, perchè lo dicono e poi non lo faranno, perchè, perchè, perchè…..

    In quanto al dialoghetto di questo signore, ammesso sia vero, che cosa dimostra? Che il direttore di una piccola filiale di una banca voleva scoraggiarlo dal ritirare una cifra altissima in contanti e lo rassicurava sul fatto che non c’erano problemi a lasciarli in banca. Quello gli stava dicendo che la sua banca sarebbe fallita, e il direttore negava. Ma che strano. Uno avrà pure il diritto di parlare, no? E poi mi meraviglio si fidi a lasciarli in una cassetta di sicurezza (una cassettona di sicurezza; ci metteva il risultato di una compravendita immmobilare in banconote di piccolo taglio) : stava dando per scontato che la banca sarebbe fallita, come mai non pensava anche che prima del fallimento avrebbero fatto fuori le cassette di sicurezza? Tanto, una più una meno.

    Nessuno, dicesi nessuno sta guardando come stanno sfruttando questa crisi economico-finanziaria e questa terrore collettivo indotto per rafforzare poteri statuali, nazionalizzare e accorpare banche, niente di niente. Un unico girdo collettivo: “falliscono tutte le banche e ci fregano gli euri sul corrente corrente” (unica cosa forse di cui non avere paura). E pare alternativo e rivoluzionario sostenere che neppure i depositi postali sono sicuri. La speculazione al ribasso non esiste. E’ normale che il dow jones sia passato in un’ora scarsa da – 6% a +3 a -2 a +1 per chiudere a -1 e qualcosa (crepasse il mondo, ma gli shortisti non lo faranno mai chiudere in positivo). E’ normale che perdano metà della propria capitalizzazione anche aziende che hanno presentato bilanci positivi e utili in aumento, e questo non porterà affatto ad acquisizioni anche di ditte sane per due soldi. Non stanno spingendo gente terrorizzata a capitalizzare perdite dell’80% senza dare una minima occhiata ai fondamentali e a vendere per due lire anche obbligazioni, perchè tanto falliranno tutti. No, tutte queste, e molte altre cose me le sto inventanto io e qualche altro servo del sistema.

    E allora provo anch’io a fare la vera rivoluzionaria: vendete, tutto, ma proprio tutto tutto, e quasiasi prezzo. E non comprate niente di niente. Tanto sta andando giù anche l’oro e l’argento. Azioni non parliamone: andanno tutti in bancarotta e le azioni sono attualmente sopravvalutate: il prezzo realistico è negativo, cioè chi ha un’azione dovrà pagare, perchè non ve l’hanno detto ma quando falliranno voi entrerete nella procedura per bancarotta e vi porteranno via la casa e venderanno i vostri figli come schiavi. Obbligazioni figuriamci. Titoli di stato non se ne parla perchè gli stati falliranno tutti, altro che Argentina. Gli immobili verrano regalati. I conti correnti ve li portano via: le leggi sono finte, sono fatte solo per ingannare i gonzi. E’ vero che finora in tutto l’occidente NESSUNO ha perso qualcosa sul conto corrente (le banche “fallite” sono state nazionalizzate e i conti correnti sono rimasti intatti: la Lehman era un banca d’affari e non aveva depositi). Ma voi, proprio voi, sarete i primi a perdere tutto. I primi su un miliardo di persone. Dunque abbiate paura, che dico, panico, terrore. Non pensate a niente e battete solo i denti per la fifa nera. E vendete vendete vendete. Qualsiasi cosa e quasiasi prezzo. Liquidate i conti correnti, anche i depositi postali: subito, non aspettate un’ora, perchè le banche falliranno domani. E dunque lunedì, se le banche non saranno tutte fallite, mettetevi in coda davanti allo sportello: ma non fidatevi di quello che dice quel signore sopra. Non metteteli in una cassetta di sicurezza in banca, ammesso che le banche ci siano ancora, perchè lì ve li fregano. Metteteli sotto il materasso, calducci al sicuro. Ma ricordatevi di chiudere la porta prima di uscire, perchè non si sa mai.

    Va bene così? sono stata brava anch’io?

  • alcenero

    Penso che ora come ora il pericolo maggiore per i propri risparmi sia l’inflazione dovuta alla massa monetaria che viene immessa sul mercato (cerco di mettere a breve la traduzione di un articolo a riguardo) e non saprei proprio cosa si dovrebbe fare per mettersi al sicuro, sempre che si possa fare qualcosa.

    Il lettore che dice di fare il bancario di mestiere e Paola hanno sicuramente ragione, non è possibile ritirare forti somme sull’unghia ed è pure giusto che sia così per non far tenere cifre astronomiche nelle casse delle banche: la mia filiale è talmente piccola che chiedono di prenotare qualunque cifra superiore ai 500 euro! (ma è anche una banca che mi sento di giurare non finirà sulle pagine dei giornali che parlano del crollo di wall street).

    Non è nemmeno un mistero che si vada verso l’abolizione del contante, ma del resto ha ragione anche chi commenta che il tono scandalizzato dell’autore dell’articolo è più nel descrivere la resistenza in generale a fornirgli il contante (ma non darei torto al direttore di banca che in questi giorni certo non se la deve passare alla grande come umore…)

    E’ pur vero che se avessi un conto (con un po’ piu’ di soldi di quelli che ho adesso…) in una delle banche che adesso sono sulle prime pagine dei giornali avrei già fatto un bonifico verso porti più sicuri o verso una cassetta di sicurezza: ci sarà il rimborso, la tutela, il bacetto sulla guancia di berlusconi e la ninna nanna di tremonti, ma francamente penso sia assolutamente il diritto di chi ha dei risparmi in banca di spostarli dove li sente più al sicuro (non è per questo che li si mette in banca?), non credo sia piacevole aprire il giornale e vedere articoli che ragionano sulle possibilità che la tua banca stia fallendo e debba essere salvata dalla manina di Draghi o di Tremonti… Cioè, non è piacevole doversi autorassicurare col pensiero “tanto c’è la garanzia del governo”, per quanto ciò sia vero. Se uno può minimizzare il proprio rischio (e per ognuno il rischio percepito è rischio reale) è giusto che lo faccia.

  • paolapisi

    Forse anch’io se avessi il conto su unicredit magari lo sposterei, anche se mi pare impossibile che unicredit possa fallire. Non ce ne sono ancora le premesse, e in ogni caso la nazionalizzerebbero: se fallisce unicredit fallirebbe l’Italia. E se avessi obbligazioni unicredit sarei preoccupata assai, perchè prima che recuperino la tripla AAA e dunque riacquistino il valore che avevano passerà molto tempo. Ma non le venderi neppure ai valori attuali: perchè secondo me non fallisce. Detto questo, ripetere all’infinito “tutte le banche falliranno, andate a prendere i soldi” non ha senso: quante probabilità ci sono che una banca fallisca e i correntisti perdano i loro soldi? Finora non è capitato a nessuno: nelle banche “fallite” e cioè nazionalizzate (all’estero: in italia non è ancora successo) i conti correnti sono rimasti intatti. Potrebbe essere la mia banca la prima? forse sì, ma è una possibilità remotissima, ed è infinitamente più probabile che mi capitino guai più consueti (malattie gravi, incidenti etc.), e perfino più gravi. Poi, se per propria tranquillità personale e sicurezza psicologica, uno preferisce tenere i soldi liquidi in una cassetta di sicurezza, lo faccia. Ma alimentare un panico irrazionale che sta portando a comportamenti squilibrati, quali vendere tutto e a qualsiasi prezzo, secondo me è profodamente sbagliato.

    E soprattutto credo che ci comanda voglia questo panico, per far passare leggi speciali, per rafforzare ancora ancora di più i poteri non solo statuali ma di organismi collettivi, etc. Oltretutto mi sbaglierò ma a me pare che ai signori che governano il mondo non gliene freghi niente del crollo dei mercati, anzi. In Italia oggi alla fine hanno davvero sospeso temporaneamente le vendite allo scoperto (quelli di prima non era un vero divieto), o così sembrerebbe, ma negli USA ieri hanno tolto anche quei limiti che avevano posto agli shortisti. E il G7 ha appena scodellato un comunicato che suona più o meno “non sappiamo che cazzo fare”, così ci sarà un’altra botta in borsa. Se il Dow Jones arriva a 6000 punti, e ci arriva, se si va avanti così, possono far passare tutte le leggi speciali che vogliono, e la gente li ringrazierà pure. Oltre ad accorpare tutte le banche (alla fine negli USA rimarrà solo Bank of America, di questo passo), mangiarsi aziende etc. Vorrei far presente che tutto questo sta accadendo senza che il mondo sia già in recessione (lo sarà presto: ma il PIL del secondo triemstre USA era +2,8, e gli ultimi dati economici USA non erano malissimo: aumento per la prima volta da mesi e mesi delle vendite degli immobili in in agosto e lieve calo delle richieste di sussidio di disoccupazione: e bilanci ottimi e sopra le previsioni di INTEL e Cisco, e intanto le borse crollavano. Ovviamente ora questo non conta niente, perchè con questi tracolli borsistici i prossimi dati macroeconomici e i prossimi bilanci aziendali saranno terrificanti, ma è la finanza che sta uccidendo l’economia reale, non il contrario, come dovrebbe essere).

    Da anni viaggia la teoria cospirazionista che avrebbero provocato una mega recessione globale per arrivare a un controllo totale e varare la forma definitiva del governo mondiale: non essendo io cospirazionista per natura, non ci ho mai creduto, ma a questo punto non so che pensare.

  • Mattanza

    non ti preoccupare roby,qua e´pieno di gente che legge molti romanzi di fantascienza e vedono un pacco di films…tutto OK.
    Non che il controllo delle persone attraverso chips sottocutanei non sia teoricamente possibile,siamo tutt óra pero molto lontani da cio…e in piu le banche non centrano un cazzo con sto discorso dei chips,il thread non centra nulla e neppure l´intervento tuo…quindi…bisogna avere pazienza coi ragazzi.

  • edo
  • roberto321

    volevo aggiungere qualche valutazione generale.
    Capisco benissimo il terrore di chi uno che ha qualche risparmio da parte, guadagnato magari grazie ad una vita di lavoro, con una conoscenza superficiale di finanza che si sveglia un bel giorno con i telegiornali parlano di crollo delle borse, chiusura dei mercati, crisi del ’29. Anche se lavoro in banca da 25 anni, ho fatto per 10 anni il trader (a leva) per hobby, ho vissuto i crolli dell’85 e del 97 ed ho visto questa crisi arrivare con largo anticipo predisponendo i miei investimenti, sono stato anch’io sorpreso e spaventato dalla sua velocità distruttrice. Ieri sera tardi ho ricevuto la telefonata preoccupata di un mio amico che non sentivo da anni che mi chiedeva lumi..
    Cercherò quindi di condividere con voi le mie personali elucubrazioni, senza assumermi alcuna responsabilità nel caso vi portino a scelte d’investimento sbagliate.
    Se leggiamo lo svolgimento della crisi del ’29 non possiamo non notare che si sviluppo’ per gli stessi identici motivi dell’attuale: mancanza di controlli nella finanza e speculazione a leva con prodotti finanziari “innovativi”. Anche allora l’Italia fu meno colpita per l’arretratezza del suo sistema finanziario. Anche allora il governo italiano (Mussolini) dovette salvare nell’ordine il Credito Italiano e la Banca Commerciale (la storia si ripete?) in modo da non far saltare il sistema produttivo. Negli USA invece fecero diversi gravissimi errori, da decenni riconosciuti: non pomparono liquidità sufficiente, lasciarono fallire moltissime banche commerciali (il che provocò il panico tra i risparmiatori e la paralisi di tutta l’attività produttiva e commerciale), reintrodussero i dazi e il protezionismo completando l’opera, visto che in questo modo gli eccessi di produzione agricola USA non poterono più essere scambiati con l’eccesso di produzione meccanica europea, con gli effetti che possiamo ben immaginare.

    Torniamo quindi ai giorni attuali, visto che è ovvio che le autorità mondiali non ripetere gli errori che portarono al decennio recessivo degli anni ’30 stiamo già assistendo al fatto che stanno pompando liquidità a gogo, salvando ad ogni costo le banche commerciali, non reintroducendo il protezionismo.
    Oltre a ciò in Italia abbiamo da sempre delle garanzie aggiuntive sui depositi (fino a 103.000 euro per banca per persona) coperte da un fondo di garanzia interbancario in prima istanza e dal governo italiano in seconda istanza (questo da ieri). Quindi oggi se uno con 300.000 euro di risparmi vuole stare assolutamente tranquillo basta che si apra 3 conti in tre banche diverse e ci metta 100.000 euro in ciascuna. A questo punto la probabilità di perdere i propri risparmi è inferiore a quella che lo colpisca un asteroide.
    Dall’altro lato della medaglia c’è il fatto che gli Stati per attuare questa politica dovranno aumentare a dismisura il loro debito pubblico, e qui sorgerà fra qualche tempo un altro problema: e chi lo paga? Oggi leggo sul giornale che il “parco buoi” sta facendo a gara ad investire in Bot e Cct. Io non voglio fare dell’allarmismo, ma guardando come fu trattato il debito pubblico italiano negli anni ’20 e ’30 qualche remora mi viene. Ovvio che se fai fallire una banca si blocca tutto il sistema produttivo, invece se rendi irredimibile o allunghi la scadenza al debito pubblico non succede niente di così grave. Ma a buon intenditor…

  • roberto321

    sì ha ragione le banche italiane sono sottocapitalizzate ed esposte su prodotti derivati anche se molto meno di altre. Ma lo Stato non può permettersi di farne fallire nemmeno una, altrimenti è il panico, la corsa agli sportelli e la fine di tutta l’ industria e il commercio. Quindi faranno come hanno sempre fatto ed il debito pubblico passerà tranquillamente da 1600 a 1800 miliardi di euro. Chi lo pagherà alla fine quando i tassi finalmente rialzeranno? Non lo so, ma a meno che scoprano il petrolio nel mare adriatico o che sconfiggano la mafia, riguardando quello che successe negli anni ’20 e ’30 qualche idea ce l’ho.
    Per quanto riguarda il suo conto titoli è SUO, nel senso che, esattamente come una cassetta di sicurezza, viene solo amministrato dalla sua banca. Nel caso remoto di fallimento di quest’ultima le verrebbe girato presso il suo nuovo istituto.
    Saluti.

  • nessuno

    Spargere terrore? Non mi pare proprio forse sei leggermente esaurito…
    In quanto all’articolo del corriere!!!!Be se lo dice il corriere è vangelo ..ma per piacere questo crede ancora ai giornalai.
    Forse sarebbe meglio che ti documentassi su quello che è successo in Argentina e “forse” cambierai idea.Anche se dubito che tu possa cambiare
    se le banche chiudono tu sei del gatto ricordalo.

  • nessuno

    Mi ha colpito il commento del “bancario” consiglia a parenti ed amici e gli altri?
    Pecore da tosare? E anche lui tiene famiglia e deve pur campare e se per campare vende “prodotti” fasulli mica è colpa sua..lui deve tenersi il posto e in c..al mondo.
    Bravo bancario sei la dimostrazione vivente che la vostra è una categoria da “riconvertire”
    Poi c’è l’esaurita …quella ha bisogno di una sana terapia di prozac(flebo da un litro)

  • nessuno

    Da anni viaggia la teoria cospirazionista che avrebbero provocato una mega recessione globale per arrivare a un controllo totale e varare la forma definitiva del governo mondiale: non essendo io cospirazionista per natura, non ci ho mai creduto, ma a questo punto non so che pensare.
    hi hi hi e hai fatto male.
    Ma tu cosa fai chiudi la stalla quando i buoi si sono dati?

  • roberto321

    toh, figurati se mancava il troll…

  • nessuno

    Ma veramente qui se c’è un troll sei tu

  • Cornelia

    Cara Paola,
    strano che non ti “risulti” che qualcuno abbia perso i soldi del conto corrente, perché se fossi meglio informata sapresti che in Islanda hanno perso i soldi eccome, e con loro 300 mila cittadini inglesi.

    Proprio così: banche chiuse, e conti correnti vuoti. In Europa. Strano, vero?

  • radisol

    Anche io sono un bancario.
    E dico che, sul piano strettamente tecnico, quello che dice il collega Roberto è certamente rispondente alla verità.
    Ma non mi sento, a differenza di Roberto, di essere così “tranquillizzante” come fa lui.
    La crisi che stiamo vivendo – e che credo sia solo all’inizio – è decisamente particolare …. e quindi veramente tutto potrebbe succedere …..

  • paolapisi

    Assolutamente no, gli islandesi non hanno affatto perso i conti correnti, perchè le banche sono state nazionalizzate e i conti correnti sono ancora lì. Chi rischia di perderli sono stati i britannici (privati ed enti) che avevano fatto depositi in Islanda attirati dai rendimenti migliori, perchè l’Islanda ha tutelato i propri cittadini e non gli stranieri, e per tale motivo il governo britannico minaccia di congelare gli asset finanziari delle compagnie islandesi presenti in Gran Bretagna, per recuperare i soldi dei suoi connazionali. Naturalmente l’Islanda sta rischiando globalmente la bancaratta statale e la valuta islandese (non ancorata all’euro) ha perso il 50% per cento del proprio valore in due giorni. Se l’Islanda va in bancarotta la moneta varrà zero, e per i correntisti non cambierà niente se l’inutile valuta sarà sul conto corrente o nel materasso.

    La situazione islandese non è paragonabile a quella italiana, ma anche lì lo stato ha grantito i conti correnti. E si ritorna a quello che ho dicevo: i conti correnti italiani sono garantiiti (per 100.000 euro) sia dal fondo interbancario che dallo stato (doppia garanzia): se uno ha più di 100.000 euro li può dividere in diverse banche, e comunque è altissimamente improbabile che una banca fallisca (perfino la disastrata islanda le ha nazionalizzate). Per perdere il proprio conto corrente dovrebbero fallire la banca di riferimento (e dovrebbero pure lasciarla andare in bancarotta, senza nazionalizzarla), il fondo interbancario e lo stato italiano (e dunque l’unione europea, essendo l’Italia a differenza dell’Islanda un paese dell’area euro). Ma in tale sciagurata e assai remota ipotesi anche i soldi non varrebbero più nulla, e dunque non servirebbe a niente averli in casa e non in banca.

    Ma se uno non vuole credere che la doppia tutela del fondo interbancario e dello stato italiano siano vere non c’è nulla che possa convincerlo, perchè non c’è niente di più radicato e inamovibile delle convinzioni irrazionali. E dunque fa benissimo ad andare in banca, prendere i soldi e metterli nel materasso, così ci dorme sopra sonni tranquilli. Finchè non glieli rubano naturalemente.

  • nessuno

    L’assegno circolare

    Gli assegni circolari sono predisposti dall’istituto bancario quando il denaro necessario al pagamento è già disponibile presso l’istituto stesso.

    Si tratta di un titolo di credito all’ordine emesso da un istituto di credito a ciò autorizzato dalla Banca d’Italia, ed è esigibile a vista presso una qualunque sede, succursale o agenzia della banca emittente. Non può essere al portatore in quanto equivarrebbe ad autorizzare le banche a produrre banconote. Il diritto del beneficiario a riscuotere la somma indicata sull’assegno circolare è però trasferibile mediante girata (se di importo inferiore ad € 12.500,00; per importi superiori l’assegno deve essere, come detto, non trasferibile).

    Al fine di garantire i beneficiari degli assegni circolari, gli stessi indicano l’importo massimo per il quale possono essere emessi.

    Un’altra garanzia è data dal fatto che ogni istituto che li emette deve depositare una cauzione presso la Banca Centrale proporzionata all’ammontare dei titoli emessi.

    Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Assegno
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    Il troll bancario robertuzzo racconta delle palle infatti dice:
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    Nel caso sopra esposto il cliente versava degli assegni circolari, richiedendo di ritirare il 90% in contanti. Già qui c’è qualcosa che non va. Nel momento in cui noi versiamo in banca degli assegni bancari o circolari, la banca vincola per alcuni giorni l’importo versato. Si chiama “impegno di liquidità” e serve per dare alla banca dove versiamo un tempo congruo incassare materialmente il titolo dalla banca che lo ha emesso, la quel verificherà che siano coperti (se assegni bancari), che non siano contraffatti o rubati (in tutti i casi).
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    L’articolo non dice se il possessore degli assegni circolari si è presentato alla banca di emissione e/o comunque un assegno circolare può e deve essere riscosso immediatamente presso la banca emittente.
    Quindi il troll bancario robertuzzo fa della pura disinformazione speriamo che questo sistema bancario fatto di truffe e tenuto in piedi da truffatori e complici crolli sula testa di chi , avario titolo, lo ha tenuto in piedi compresi i bancari come robertuzzo il troll

  • Stopgun

    Nel 1992, dopo la riunione del Britannia, ho cambiato casa.

    Ho venduto quella vecchia e comprato quella nuova.

    Il giovedi ho venduto ed ritirato l’assegno circolare “non trasgeribile” della vecchia casa e l’ho portato venerdi alla mia banca.

    I soldi non sarebbero stati disponibili fino a martedì.

    Il Governo ha deciso di “prelevare forzosamente” l’otto per mille dal mio conto.

    Il Governo si è preso, da me, i soldi nanche sulla parte “non disponibile” ma disponibile all’istituto bancario.

    IMBROGLIONI!

  • radisol

    LE MAPPE. Sei italiani su dieci ammettono di non fare più progetti impegnativi

    Fiducia giù per imprese e sindacati, ma il gradimento del governo è a livelli record

    Il Paese nella morsa della sfiducia

    Gli italiani pessimisti come mai prima

    di ILVO DIAMANTI

    E’ come essere in guerra. E forse è proprio così. Anche se gli attacchi aerei e missilistici sono rimpiazzati dagli indici Dow Jones, MIB, Nasdaq e CAC. Il che fa una bella differenza, ovviamente e per fortuna.

    Ma è una vera guerra quella che si combatte ogni giorno sulle piazze finanziarie di ogni parte del mondo.

    E come tale è rappresentata, sui media. A ogni ora un bollettino che annuncia i dati della catastrofe. Le borse che crollano dovunque. Mentre i grandi (?) del mondo si incontrano e si affacciano sulle tivù. Per spiegare che non c’è da preoccuparsi, nessuna banca fallirà, nessun risparmiatore perderà i suoi risparmi. Producendo l’effetto opposto. Perché è difficile non farsi prendere dal panico quando i grandi del mondo ripetono che non bisogna farsi prendere dal panico. Sentirsi tranquilli quando le autorità intimano che bisogna restare tranquilli, mantenere i nervi saldi e il sangue freddo. Se non vi fossero motivi di timore, perché affannarsi a rassicurarti a ogni minuto che passa?

    La spiegazione principale di questa crisi finanziaria senza fondo, peraltro, è che sui mercati ormai domina la sfiducia. Nessuno si fida di nessuno. Com’è ovvio, visto quel che è successo nel sistema finanziario negli ultimi anni. Tuttavia, in questo caso, mercati finanziari e società si rispecchiano. Soprattutto da noi. In Italia. Certo, non viviamo in un paese da incubo (come ha opportunamente rammentato il cardinal Bagnasco alcune settimane fa). Però bisognerebbe spiegarlo al paese. Visto che in Italia si rilevano, da tempo, gli indici di pessimismo e di insicurezza più elevati d’Europa (come hanno mostrato i sondaggi di Eurobarometro). Un clima d’opinione che sembra essersi ulteriormente deteriorato.

    Sei italiani su dieci pensano, infatti, che in questo momento non valga la pena di “fare progetti impegnativi per sé e la propria famiglia, perché il futuro è troppo carico di rischi” (sondaggio nazionale Demos, condotto nei giorni scorsi). Si tratta della misura più elevata registrata dal 2000 fino ad oggi. Il problema è che questo sentimento, al di là delle ragioni ragionevoli che lo ispirano, in Italia trova importanti moltiplicatori. In particolare, lo sbriciolarsi dei legami e delle solidarietà sociali, alimentato dalla decomposizione urbana. Il gioco dei risentimenti incrociati fra gruppi professionali, di cui abbiamo parlato qualche settimana fa. Professori, medici, avvocati, maestri, farmacisti, tassisti, broker, commercianti e commercialisti … Una lista infinita, destinata ad allungarsi. Tutti contro tutti. Deprecati a prescindere. Volta a volta: poveracci, privilegiati, evasori, fannulloni, ladri, incompetenti. Oppure, semplicemente, “nessuno”. Un’entità fantasmatica, come gli operai. Che fanno notizia solo quando muoiono sul posto di lavoro.

    Lo sfarinarsi delle appartenenze professionali, d’altronde, è drammatizzato (e accelerato) dalla perdita di rilevanza delle grandi organizzazioni di rappresentanza economica (Demos, ottobre 2008). In particolare, il 27% dei cittadini esprime fiducia nel sindacato, il 25% verso Confindustria. Si tratta di indici fra i più bassi nella graduatoria dei principali riferimenti associativi e istituzionali in Italia. La fiducia nel sindacato, soprattutto, scivola al livello minimo degli ultimi due anni. Inoltre, scende più in basso della media nella base di riferimento: gli operai (22%). Mentre sale soprattutto fra i pensionati. Uno scenario simmetrico rispetto agli anni Novanta, quando sindacato e Confindustria avevano garantito consenso allo Stato, dopo il tracollo della prima Repubblica. Era la stagione della concertazione, a cui si oppone, oggi, una società “sconcertata”. Dove le tradizionali organizzazioni intermedie di rappresentanza non rappresentano più neppure i loro iscritti. La loro base professionale di riferimento. Come potrebbero, d’altra parte, supplire al deficit di fiducia delle istituzioni se esse stesse sono percepite come istituzioni e, per questo, sfiduciate?

    Il collasso delle borse e del sistema finanziario, peraltro, rischia di accentuare ulteriormente le divisioni interne alla società. Di renderle profonde come baratri. Il 47% degli italiani (Osservatorio sul Capitale sociale di Demos-Coop, di prossima pubblicazione) afferma, ad esempio, di aver ridotto i consumi alimentari, in famiglia. Ma il dato scende sotto il 40% fra imprenditori, lavoratori autonomi e professionisti, mentre supera il 50% fra gli operai e i pensionati.

    Da ciò il problema: come possa mantenere un grado accettabile di coesione una società così incoerente. Tendenzialmente dis-integrata. E come possa, a maggior ragione, non ri-esplodere quel dissenso politico che travolse, dall’autunno 2006, il governo Prodi e le forze che lo sostenevano. In una fase assai meno drammatica, economicamente, rispetto a quella attuale. Oggi, anzi, si osserva un orientamento contrario. Visto che la fiducia nel governo continua a crescere e ha raggiunto il livello più alto dal settembre 2002. (Al contrario dell’opposizione di centrosinistra, ormai ai minimi storici). La spiegazione più ragionevole sta, a nostro avviso, proprio nel clima di inquietudine e diffidenza che inquina il nostro mondo.

    Questa società si sente sotto assedio. E le forze politiche, gli uomini di governo, lo stesso Presidente del Consiglio confermano le sue paure. Ne traggono motivo di consenso. Promettono di difenderla dai nemici che la minacciano. Immigrati, rom, prostitute, automobilisti e motociclisti ubriachi, tossici e spacciatori. Promettono, inoltre, di contrastare il disordine sociale, devastato dalla perdita di senso e di autorità. Combattono la morte del futuro e il collasso del presente attraverso il richiamo al passato. Attraverso i valori e i simboli pre-sessantottini. I grembiulini, il voto di condotta, i bambini che si alzano quando entra il professore. Attraverso lo Stato protettivo e protettore, gli impiegati pubblici che, finalmente, la smettono di poltrire, i professori che, finalmente, si fanno rispettare, i maestri, che, finalmente, tornano ad essere unici. Questa società sotto assedio (come la definisce Bauman) applaude l’esercito sparso sul territorio e nelle città, i vigili urbani che diventano poliziotti, i sindaci che si fingono sceriffi. I “ministri della paura”, geniale invenzione di Antonio Albanese (puntualmente superata dalla realtà). Questa società, di fronte al terrorismo delle borse, come dopo l’attacco alle torri nel settembre 2001, esprime domanda di certezza e di autorità. Così, si raccoglie, trepida, intorno al Grande Rassicuratore. Che, dagli schermi, dice ciò che tutti temono e tutti vogliono sentire. Non c’è motivo di avere paura. Cioè: abbiate paura, perché ce n’è motivo. Ma io – solo io – vi salverò. Dalle banche e dai banchieri, dai subprime e dai fondi tossici, dalle cattive azioni e dai cattivi maestri (sempre loro…). Dai broker armati, che vi minacciano: “O la borsa o la vita”. E se le borse non mi ascoltano io le chiuderò. Abbiate sfiducia negli altri. Paura del mondo. Il futuro è ieri. E’ il consenso triste del nostro tempo. Intriso di sfiducia e di paure. Prigioniero della nostalgia.

    (12 ottobre 2008)

    http://www.repubblica.it

  • nessuno

    A tuttologa leggiti questo…
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=12162
    Quindi smettila di scrivere castronerie.

  • rikirevenge

    Grande Paolapisi !!! Non sto a discutere se tu abbia ragione o torto … ma trovo la tua ironia fantastica … e non è facile far ridere di questi tempi parlando di questi argomenti . Brava !!

  • epicureo99

    Chiaramente per te è meglio spargere panico riguardo alla microcriminalità che alla macro.

    I soldi sono già stati rubati…..nazionalizzando le banche cosa ci guadagna il popolo? Chi la paga questa nazionalizzazione?
    Sarà molto difficile che lascino fallire le banche solo perchè nella stanza dei bottoni sanno che la gente si lamenta sempre e comunque però si incazza e scenderebbe in strada a recriminare solo se ha fame.
    E se da un giorno all’altro molta gente si ritroverebbe senza risparmi ci sarebbero problemi per i signori al potere.
    Un salasso periodico è accettato molto più facilmente.

    Garanzie? Il palo che fa da garante al ladro….ma per favore!

    Personalemente già varie volte ho dovuto ripetere più di una volta e quasi alzare i toni per fare dei prelievi, non di particolare importanza.
    Una volta che tu presti i soldi alla banca, loro si sentono padroni.

    Io preferisco tenermeli sotto il letto, almeno se qualcuno vuole rubarmeli almeno avrò l’opportunità di difenderli

  • paolapisi

    Guarda che questo qua ha perso tutto perchè la moneta islandese non vale più niente e l’islanda sta saltando (che è esattamente quello che ho scritto) mica perchè gli abbiano bloccato il conto corrente. Il conto corrente ce l’ha ma i soldi non valgono una cippa. Cosa è successo in Islanda e la controversia con la Gran bretagna sono su tutti i giornali.