SE IL M5S SI SPACCA LE CONSEGUENZE LE TRAGGANO GRILLO E CASALEGGIO

SE IL M5S SI SPACCA LE CONSEGUENZE LE TRAGGANO GRILLO E CASALEGGIO

DI FABRIZIO TRINGALI

il-main-stream.blogspot.it

Scrivevo lo scorso 26 febbraio, all'indomani delle elezioni politiche che hanno sancito la mancanza di una chiara maggioranza di centrosinistra al Senato: “cercheranno di imbarcare il M5S. Non tutto, ovviamente, ma proveranno a spaccarlo e a tirar dentro 20 senatori a sostegno di un governo pro-euro supino di fronte ai diktat di Bruxelles e Francoforte.



Detto e fatto. La votazione di ieri per la presidenza del Senato può essere il prologo alla formazione di un governo europeista ancora più distruttivo dell'esecutivo guidato da Monti.
Vediamo perché: per governare, il centrosinistra non ha problemi alla Camera, grazie alla colossale
maggioranza regalatagli dalla legge elettorale “porcata”, ma non
raggiunge la maggioranza al Senato. Per averla, occorrono circa 160 senatori,
ma Bersani ne ha solo 123, ai quali può facilmente aggiungere i 19 della
lista Monti, arrivando così a 142.

Ne mancano altri 15-20, appunto quelli cui facevamo riferimento nel nostro precedente articolo.
Questa era la situazione fino a ieri.


Cosa è accaduto durante il voto per la presidenza del Senato?
E' successo che Pietro Grasso, candidato di centrosinistra, abbia vinto l'elezione ottenendo ben 12 voti in più rispetto al numero dei senatori del centrosinistra presenti in Aula. Schifani, candidato del PDL, ha preso, giusti giusti, i voti del centrodestra e della Lega, quindi i voti a Grasso sono arrivati da senatori appartenenti ai due gruppi che avevano deciso di inserire nell'urna la scheda bianca: Lista Civica di Monti e M5S.
Apparentemente il gruppo di Monti sembra più compatto, se non altro perché i suoi senatori non avevano motivi di dar “segnali” al centrosinistra, essendo già noto che sono pronti all'accordo di governo.
Diverso è il discorso sul M5S. Se alcuni senatori avevano in mente di accomodarsi in braccio a Bersani, non vi era miglior gesto da fare che votare un candidato di centrosinistra in una elezione a scrutinio segreto come quella per il presidente del Senato.
Poiché i senatori del M5S sono 54, e le schede bianche sono state 52, almeno un paio di eletti del M5S ha fatto proprio questo, votando Grasso. Probabilmente a farlo sono stati più di due (il che la dice lunga, purtroppo, su quanto fosse effettivamente chiara la posizione di opposizione alla casta all'interno del M5S).
Grillo sta già tuonando contro di loro sul suo blog.
Ora, se i senatori del M5S pronti a cambiare casacca fossero più di dieci, essi potrebbero formare un gruppo autonomo al Senato, a sostegno del prossimo governo, con tutti i ritorni che ne conseguono in termini di incarichi, denari, spazi mediatici.
Vi sarebbe poi un probabile effetto “trascinamento” su altri senatori M5S o PDL, e la fatidica quota di 158-160 senatori, necessaria per formare l'esecutivo, si potrebbe raggiungere facilmente.

Se uno scenario del genere dovesse concretizzarsi, i primi a trarne le conseguenze dovrebbero essere Grillo e Casaleggio. Un tale esito era infatti facilmente prevedibile, dati i punti deboli del movimento che abbiamo sempre criticato: ambiguità delle posizioni, soprattutto in materia di politica economica, e scarsa democrazia interna (senza la quale si finisce sempre per selezionare arrivisti e voltagabbana).
Se un numero cospicuo di eletti del M5S dovesse rendere possibile la nascita di un governo del PD e dei suoi alleati, ovviamente europeista e distruttivo, si tratterebbe di qualcosa di ben diverso dal “tradimento” di uno o due singoli: si certificherebbe il fallimento del tentativo di costruire una forza davvero capace di opporsi alla casta (è infatti inutile costruire soggetti politici che di fronte alle scelte determinanti si spaccano e garantiscono la sopravvivenza di quelli che dovrebbero essere gli avversari)
In uno scenario simile, ad uscire definitivamente dal M5S dovrebbero essere sia Grillo che Casaleggio, aprendo una fase di discussione, confronto e costruzione di un soggetto politico di alternativa davvero chiaro nei contenuti e nelle proposte, e internamente organizzato in modo partecipativo, aperto, trasparente e svincolato da qualsiasi padre fondatore, padrone o nume tutelare.



Fabrizio Tringali

Fonte: http://il-main-stream.blogspot.it

Link: http://il-main-stream.blogspot.it/2013/03/se-il-m5s-si-spacca-le-conseguenze-le.html#more

17.03.2013

Commenti (68)

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    1. nuvolenelcielo 18 marzo 2013

      non è così che funziona la democrazia, altrimenti c'è sempre la giustificazione pronta... se si decide che si vota a maggioranza tutti insieme lo si fa. altrimenti il m5s è tanto quanto gli altri partiti

    1. Aironeblu 17 marzo 2013

      I grillini siciliani mandano a monte tutto il lavoro degli altri cittadini e di Grillo

      Non esageriamo... Due dissidenti che hanno votato controcorrente non mandano a monte un granchè.

    1. Aironeblu 17 marzo 2013

      Ragionamento corretto, ma un po' portato afli estremi con il paragone dell'esercito combattente: in fondo, pare che i "disertori" si riducano a 2, e anche nel più organizzato esercito d'assalto questo può accadere, immaginiamoci in un esercito dove l'arruolamento avviene per votazione in rete piuttosto che da una attenta selezione dei suoi capitani. Inoltre la rivoluzione promossa non è una rivoluzione d'assalto, una guerra combattuta contro la casta per la conquista delle poltrone parlamentari, ma, almeno nei propositi, uma rivoluzione puramente civile, in cui il vecchio e il marcio scompariranno da soli di fronte ad una nuova generazione di amministratori pubblici guidati dall'etica e dall'onestà. Se poi c'è sempre qualche infiltrato o qualche arrampicatore carrierista che preferisce navigare nelle acque torbide, l'importante è l'espulsione immediata con la messa all'indice, come chiaro segnale di coerenza con i principi dichiarati di fronte agli elettori.

      Quanto alla mancanza di democrazia, sono pienamente d'accordo, e mi pare ovvio che l'accusa sia solo strumentale alla "casta" per creare reali spaccature all'interno del M5S: ma perchè non si parla di "democrazia interna" anche per PD, PDL e lista Monti?

    1. cardisem 17 marzo 2013

      Avendo votato il Movimento, personalmente ed in senso ideale andrei a prendere a calci nel sedere i transfughi... Non credo che convenga loro... E se io i calci nel sedere li dò in senso figurato, credo che altri sarebbero in senso reale e del loro sedere non resterebbe nulla...

      A parte le battute il Movimento ha un rapporto tale con gli eletti, che diventa facile un controllo da parte degli elettori sugli eletti impensabile in altri partiti, i cui candidati non sono espressione diretta degli elettori, ma sono dei nominati da oscuri personaggi...

      È comunque presto per dire. Vediamo quel che succede. Non si deve aspettare molto...

    1. osservatorium 17 marzo 2013

      si daccordo, ma allora perchè nascondersi dopo avere espresso il proprio pensiero? non lo potevano dire prima le loro intenzioni? non potevano candidarsi con Grasso o altri partiti? M5S i detrattori possono dire tutto ed il contrario di tutto, ma c'è un regolamento interno già noto da prima di candidarsi. questo al mio paese si chiama essere ladri di voti....al di là di ogni religione o specchi dove ci si vorrebbe arrampicare. Ma io sto tranquillo vedrai che come dico io, politicamente sono finiti prima ancora di cominciare, si son fatti fregare dai lupi del PD

    1. makkia 17 marzo 2013

      Il 25% degli elettori non hanno sottoscritto un impegno in ordine alla trasparenza di comportamento, una volta eletti e pagati da tutti.

      Se volevano degli eletti col dito screpolato a furia di leccarlo per sentire dove tira il vento dovevano votare altrimenti (come Grillo ha chiesto per tutto lo tsunami tour e in tutte le piazze).

      Se questi qui (qualunque sia il numero) non faranno "outing" e non prenderanno la normale decisione conseguente, altro che aspettare la fiducia, il m5s al Senato avrà nei fatti fatto l'inciucio. Il resto è fuffa consociativa.

    1. MM 17 marzo 2013

      Aggiungerò che in tal modo più che un "obiettivo precostituito" si ottiene un "obiettivo prostituito", e non altro. Scuse e giustificazioni, queste invece si che sono infantili.

    1. yiliek 17 marzo 2013

      A me infatti la candidatura di Schifani puzza di trappolone PDPD-L

    1. MM 17 marzo 2013

      "Grillo è un grande,ma non deve rompere piu di tanto,se voleva fare la rivoluzione doveva formare un esercito armato non un movimento politico-democratico-in democrazia le cose funzionano un po diversamente"

      Diciamo quindi che Grillo è stato usato, perché di ciò si tratterebbe, la sua figura, la sua persona, la sua notorietà, a sua insaputa peraltro, per fini e scopi che fin dall'inizio erano diversi da suoi.

      Quindi in democrazia funziona che si prende il frutto delle fatiche e dell'intento altrui trasformandolo a proprio tornaconto. Tradendo anche le promesse fatte e rifatte. Bella questa cosa, non c'è che dire. Se così fosse non ci vedrei nulla di diverso dall'agire berlusconiano.

    1. osservatorium 17 marzo 2013

      è quello che penso anch'io

    1. radisol 17 marzo 2013

      Certo, se il PdL avesse presentato una candidatura diversa, meno sputtanata e meno "continuista", le cose potevano andare diversamente .... Grasso probabilmente vinceva lo stesso ... ma quei senatori grillini non avrebbero sentito l'esigenza di votarlo anche loro ... il PdL avrebbe dovuto presentare un volto nuovo ... magari una donna ... e senza troppo botulino .... ma ce l'avevano una candidatura di questo tipo ?

    1. Georgejefferson 17 marzo 2013

      per cambiare il paese non devi allearti con nessuno delle altre forze FINTE politiche,perche son tutti servi della oligarchia finanziaria internazionale.La rivoluzione del popolo non e'mai avvenuta spontanea alle armi,al massimo rivolte sedate e a loro conviene per inasprire le leggi(che poi rimangono sedimentate)poi tu pensa come vuoi

    1. makkia 17 marzo 2013

      Vediamo: decidere una linea d'azione votando regolarmente all'interno del gruppo NON è democrazia, è "ordine di scuderia".

      Invece: votare democraticamente e poi fottersene dell'esito del voto e fare il contrario di quanto deciso è "prevalere della coscienza personale" e "è la democrazia".

      Vedo che il bis-pensiero orwelliano va sempre più di moda.

      D'altra parte la guerra si dice "missione di pace", strangolare i cittadini per salvare le banche è "fare il Bene del Paese", avere un'Europa sempre più divisa in buoni/ricchi e cattivi/poveri si chiama "più Europa", distruggere l'economia è rinominato "mettere a posto i conti", la coerenza con le promesse elettorali si definisce "irresponsabilità"...

      ... a quando sponsorizzare Bersani e l'Agenda Monti su CDC si chiamerà "essere col popolo contro la finanza creativa e la globalizzazione"?

    1. radisol 17 marzo 2013

      Che tutti i 19 senatori montiani, Monti compreso, abbiano votato Grasso mi sembra decisamente improbabile ... che senso aveva allora l'indicazione di votare scheda bianca ? Indi per cui i grillini che hanno votato Grasso sono certamente più di 2, io direi almeno 9 o 10 ... comunque, sentendo molti amici e conoscenti che hanno votato i 5 Stelle, dicono che questi senatori hanno fatto molto bene .... una riconferma di Schifani era molto più insostenibile per questo tipo di elettorato ... non è che il 25% dei votanti siano tutti così integralisti .... non pochi hanno votato Grillo per una generica protesta ed un generico cambiamento ... e ai loro occhi Grasso e Boldrini, non fosse altro perchè "nuovi", non politici di professione e nemmeno esponenti delle nomenklature di partito, sono comunque un segno di cambiamento ... ma ripeto, la fiducia ad un governo è un'altra storia ... dove peraltro si vota a scrutinio palese ...

    1. mimmogranoduro 17 marzo 2013

      Voglio scrivere su quello che è successo ieri:ebbene tener presente,che in un altra circostanza la presidenza del senato sarebbe andata al pdl con l aiuto di Monti,questo per impedire al pd di governare-il pdl avrebbe portato nuovamente i guai di Berlusconi in parlamento e ricattato tutto e tutti-ma questa volta c era qualcosa che non tornava-Monti non ha osato votare Schifani perche sapeva che il M5S sarebbe corso in aiuto di Grasso (ed io dico giustamente) e allora onde evitare di passare per dei delinquenti, si è ritirato in un angolo,il M5S è intervenuto con un sostegno minimo a garantire l elezione di Grasso-
      cosi facendo il M5S ha eliminato del tutto l influenza di Berlusconi su un eventuale governo di minoranza fatto dal pd,e finalmente il pd se vuole governare è obbligato ad accettare le condizioni del M5S e se il governo fallisce la colpa non è piu di Berlusconi che si è messo di traverso,ma bensi del PD che non ha voluto sposare le posizioni del M5S-finalmente il M5S si è garantito l immunità da un eventuale fallimento(quasi certo)
      del futuro governo senza dover rispondere di colpe che non ha-la politica è una cosa seria ed io sono proprio contento che i nostri senatori non siano cosi inesperti e ingenui come qualcuno li additano-bravi-
      Grillo è un grande,ma non deve rompere piu di tanto,se voleva fare la rivoluzione doveva formare un esercito armato non un movimento politico-democratico-in democrazia le cose funzionano un po diversamente,e fino a quando non prendiamo il 51% dei consensi bisogna per forza confrontarsi con gli altri,quindi:studi la situazione,ti adatti e cerchi di raggiungere l obbiettivo precostituito,anche usando metodi fuori dagli schemi che ci siamo dati-il nostro obbiettivo è quello di cambiare il paese,non di fare i capricci come i bambini-

    1. Kazonga 17 marzo 2013

      Sono perfettamente d'accordo. In effetti è stata armata una canizza degna di miglior causa, è molto improbabile che questa "defaillance" (ammesso che sia tale) del gruppo M5S al senato possa replicarsi all'atto della fiducia al governo, sempre che non entrino in gioco altri strumenti di convinzione (soldi, cariche). Il gruppo M5S sembra costituito da persone di una certa dignità, ma, purtroppo, l'occasione fa l'uomo ladro.

    1. MM 17 marzo 2013

      Giuseppe Vacciano, "ha fatto outing": «Lunedì e martedì sarò a Roma per discutere l’opportunità delle mie dimissioni». Il signor Vacciano ha dichiarato di aver votato Grasso.

    1. Jor-el 17 marzo 2013

      E' esattamente quello che è successo. I grillino traditori hanno abboccato al vecchissimo trucchetto che il piddini usano fin dai tempi del PCI: Se non votate per noi vince... e, a seconda del momento storico, gli avversari spauracchio: la DC, Craxi, Berlusconi. Hanno usato Schifani (cioè Berlusconi). Patetici. Chissà Andreotti come se la rideva...

    1. yago 17 marzo 2013

      Non hanno rubato il mio voto perchè avrei fatto esattamente come loro.
      Se alle prossime elezioni si assisterà ad una deriva antidemocratica del movimento , si indirizzerà la protesta e la voglia di cambiamento su altri lidi. Morto un papa se ne fà un altro , specie di questi tempi in cui non c'è neppure bisigno che il papa muoia. L'importante non è il papa , ma la religione. Il sistema si riformarà anche senza Grillo al quale dobbiamo in ogni caso essere grati per aver innescato un processo che ormai non torna indietro.

    1. osservatorium 17 marzo 2013

      ma lo volete capire che di "personale" nel M5S non ci deve essere nulla? se costoro volevano fare le "scelte personali" , anzichè rubare i voti dei M5S , dovevano invece presentarsi con altre liste.
      E' comunque verranno quasi certamente disintegrati, perchè non potranno più presentarsi alle prossime imminenti elezioni e quelli che li hannoo convinti al "voto di coscienza personale" li sfanculeranno senza tanti complimenti alla prossima tornata.
      in pratica sono finiti ed ancora non lo sanno

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