SE DOMANI ANDATE IN AUTO DAL DOTTORE, CAGATEVI SOTTO. ALTRO CHE ISIS

SE DOMANI ANDATE IN AUTO DAL DOTTORE, CAGATEVI SOTTO. ALTRO CHE ISIS

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Ma quanto siamo scemi? Voglio dire, se stiamo sulla paura, adesso divenuta panico, che la morte anzi tempo ci stia soffiando sul collo ora perché chissà quanti assassini ISIS stanno nascosti nelle nostre città, bè allora siamo veramente scemi.

Se esco di casa, mi metto in auto e vado dal medico di famiglia (o mi ricovero) rischio la vita migliaia di volte di più del pericolo ISIS

Nella nostra Europa 25.000 di noi muoiono ogni anno in incidenti stradali (3.788 in Francia). L’aperitivo e poi la serata drinks ci ammazzano in 10.000 all’anno. (Eurostat – EU Driving Safety Coucil)

Nella nostra Europa 200.000 di noi crepano all’anno perché i medici ci hanno prescritto il farmaco sbagliato (la 4a causa di morte fra gli occidentali, Commissione UE).

All’ISIS per ammazzarci così occorrerebbero, sempre all’anno, 1.822 attacchi come quello di Parigi.

Scusate eh, ma se devo aver paura di lasciarci le penne anzi tempo PER COLPE DI UN CRIMINALE (ubriaco al volante, uno a 180 in autostrada, o un medico indegno del camice), sinceramente il terrorismo islamico mi fa ridere. Allora perché la nostra allarmatissima classe politica, che dovrebbe proteggerci dai pericoli, sta per lanciare la terza guerra mondiale contro l’ISIS con l'intento di farci… vivere sicuri?

Se domani andate in auto dal dottore, cagatevi sotto, altro che Al-Baghdadi.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1349

19.11.2015

Commenti (28)

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    1. DaniB 20 novembre 2015

      Noto con dispiacere che il Barnard continua a infierire sulla sua ormai maciullata autorevolezza di opinionista.

      A parte qualche commentatore illuminato, che ci è arrivato, mi pare che qui si sottovalutino alcune nozioni basiche di psicologia, che in questi casi le discipline statistiche contribuiscono a confondere invece che chiarire.

      Non esistono fatti, ma solo interpretazioni. Sapere che statisticamente in strada si muore di più non conta un cazzo. Perchè andare in macchina è un comportamento diventato ordinario nel sistema di significati di una persona. Alzarsi in volo su un aereo è percepito in modo meno ordinario (come daltronde venire crivellato di proiettili ad un concerto), ed infatti la gente ha più paura di volare che di andare in macchina, sebbene statisticamente sia provato che si muore di più in strada.

      Se ne possono fare a centinaia di esempi del genere, perchè le persone non ragionano attraverso schemi razionali, ma attraverso scorciatoie euristiche ovviamente influenzate dalla situazione, dalla storia personale, dalle emozioni.

      Queste dinamiche sono usate dai pubblicitari e dagli spin doctor di tutto il nostro bel mondo democratico.

      Che alcuni frame (come quello "disvelatore" delle statistiche) vengano usati come spunti per riflettere ok, ma che vengano presentati come "pensieri originali" e addirittura associati a giganti come Pasolini, mi fa sinceramente rabbrividire.
    1. IVANOE 20 novembre 2015

      Paolo,
      hai perfettamente ragione...
      Approfitto per dirti che, ovviamente con i dovuti ditinguo, dopo il grande Pier Paolo Pasolini, tu sei l'unico che dici cose diverse rispetto a tutto ciò che è oggi omologato.
      Un saluto

    1. RenatoT 20 novembre 2015

      ah.. ecco.. finalmente.. se poi ci aggiungi i morti di cancro e infarto.. che non sono altro che il prodotto di questa economia... viene fuori la quasi totalitá della popolazione occidentale.

    1. passante 20 novembre 2015

      Concordo, la gente ha bisogno di protagonismo. L'infarto, come l'incidente, non fanno notizia.

      I morti parigini si, perché per una notte siamo tutti protagonisti.
      Ecco perché negli attentati i potenti non muoiono mai. Perché se muore Diana d'Inghilterra, l'impatto emotivo è enorme, ma in fondo la protagonista è lei e noi non saremmo mai in grado di rubarle la scena. Se muore la gente ammazzata per le strade di Parigi, e se c'è una ragazza di Venezia ancora meglio, allora per una notte i protagonisti della Storia siamo noi, la gente comune, che riceve per un attimo la benedizione di apparire in 10 secondi di TV.
    1. passante 20 novembre 2015

      Ma quanto siamo scemi? Voglio dire, se stiamo sulla paura.....


      Niente da fare, tanto difficile capire che se in un film muore il protagonista, o qualcuno in primo piano collegato al racconto, l'impatto emotivo del pubblico è diverso che se muoiono 25000 comparse, di cui non ci frega nulla?
      Il problema non sono i numeri, ma le emozioni. Loro lo sanno e ci tengono tutti nel sacco. Noi non lo sappiamo e caschiamo in tutte le loro trappole.
      Ah già, dimenticavo, per te non esiste nessun complotto e LORO sono solo quelli che hanno i soldi.
      Loro non hanno solo i soldi, hanno in mano le nostre emozioni e ci fanno ballare come burattini facendoci credere quello che vogliono.
    1. neroscuro2014 20 novembre 2015

      È un ragionamento del tutto paralogico fondato unicamente sulle possibilità statistiche di morire. È chiaro che al giorno d'oggi rischio di più di morire per un incidente o d'infarto che per un attentatore, ma mentre posso fare poco o nulla a parte prevenzione per i primi due, nell'altro caso posso rispondere. Inoltre un infarto stronca la singola persona ammalata, non se ne va girando di cuore in cuore a seccare la gente una ad una, cosa che invece fa il terrorista che non si ferma finché non l'hai messo in un carcere o sottoterra.
      L'effetto emotivo dovuto alla singola quantità è totalmente differente: immaginate se quando siete al cinema alla fine dello spettacolo si riaccendono le luci e 130 spettatori sono morti di infarto. Andreste più al cinema? Direi di no. Ecco, evitiamo parallelismi impropri.

    1. Simec 20 novembre 2015

      Bravo Barnard, poche parole per far pensare e riflettere, ma quanti vorranno farlo in una societa di zombie lobotomizzati dalla TV? I peggiori criminali, dopo bankieri e politicanti sono nelle redazioni, ma quanti coglioni ancora si informano (si fa per dire) con giornali e TV?
      In realtà la nostra è una società criminogena, che si basa e vive di crimine e menzogna, che non potrebbe mai reggersi senza la corruzione e la violenza, senza un popolo bue ignorante ed eterodiretto e una casta di politici criminali e giornalisti servi e sciacalli.
      Del resto se un povero cristo muore sul lavoro in questo paese di merda si becca al massimo un trafiletto sui fogli d'ordini padronali, ma se un giovane parigiano palestinese accoltella un occupante ebreo apriti cielo: giornalisti infami e bugiardi! ! !
      Purtroppo finchè la massa degli italioti non aprirà gli occhi e non la farà finita con istituzioni criminali come la NATO, la UE, la TROIKA e soprattuto col principale stato terrorista del mondo (gli USA) non ne usciremo mai. E questi criminali bastardi che ci dominano prospereranno sempre sull'ignoranza del popolino stupido e credulone.

    1. searcher 20 novembre 2015

      Allora perché la nostra allarmatissima classe politica, che dovrebbe proteggerci dai pericoli, sta per lanciare la terza guerra mondiale contro l’ISIS con l'intento di farci… vivere sicuri?


      perché i politici eseguono gli ordini di chi,per arrivare,secondo tappe già stabilite,al nuovo ordine mondiale di matrice Satanica e popolato da sudditi resi sub-umani,(come avevano già profetizzato correttamente le antiche tradizioni)

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