SCUOLA: I CAPPONI DI RENZI HANNO PAGATO DUE EURO PER FARSI SPENNARE

SCUOLA: I CAPPONI DI RENZI HANNO PAGATO DUE EURO PER FARSI SPENNARE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

La dimensione piddinesca dell’esistere esula da complicazioni speculative epistemologiche, o da cauti storicismi scientifici, perché ispirata ad un sano, onesto orientamento fideistico nei confronti del reale, per cui si affida ciecamente ai dogmi propagati come oracoli delfici dallo “Sciamano” del partito ipnocratico di massa, si consegna placidamente alle cure salvifiche delle sue vestali officianti, Boschi e Madia, oppure nei casi più inquieti, si volge ansiosa a quella sinistra del partito, sempre apparentemente irriducibile e indocile, ma in realtà “false flag” del gattopardismo più vergognoso.

Ebbene a questa massa adorante di fedeli, è difficile parlare, convincerla della falsità dei suoi mantra politici, perché si è messa addirittura in fila, durante le “primarie del partito”, e ha perfino pagato due euri, adorato conio di cui non si vuol liberare, guardando con commovente ardore alle cosiddette “riforme” promosse dal suo “guru”.

Insomma i capponi di Renzi si sono ridotti a sborsare falsa pecunia, per farsi spennare meglio.

Nel tempo dell’egemonia dello spettacolo, composto di esibizione mediatica che confonde l’ontologia con lo show, la rappresentazione iperrealistica quotidiana, spalmatasi sui teleschermi mainstream, senza soluzione di continuità, si è affermata sui “valori nazionalizzati e quindi falsificati del vecchio universo agricolo e paleocapitalistico, che di colpo non contano più. Chiesa, patria, famiglia, obbedienza, ordine, risparmio, moralità sono svaniti nel nulla. E non servono neanche più in quanto falsi. A sostituirli sono i ‘valori’ di un nuovo tipo di civiltà, totalmente ‘altra’ rispetto alla civiltà contadina e paleoindustriale. … Ho visto dunque ‘coi miei sensi’ il comportamento coatto del potere dei consumi ricreare e deformare la coscienza del popolo italiano, fino a una irreversibile degradazione. Cosa che non era accaduta durante il fascismo, periodo in cui il comportamento era completamente dissociato dalla coscienza.” (P.P.Pasolini, Scritti corsari)

Nel secondo dopoguerra, la Costituzione nata dalla Resistenza, rispondeva esattamente all’esigenza del capitale di formare quadri dirigenziali per la gestione del processo di industrializzazione nascente. Di qui una scuola pubblica, libera e gratuita che sfornasse ingegneri, professori, medici, avvocati, ragionieri, etc. Naturalmente anche un welfare state sempre più diffuso avrebbe dovuto assicurare la serenità sociale, per permettere al potere di garantirsi profitti economici sicuri. Ora invece, nella nuova società liquida dello spettacolo, il capitale trova soddisfazione economica nelle speculazioni finanziarie, quindi non c’è più bisogno né di scuola pubblica, né di welfare state, né di valorizzazione delle professionalità, né della Costituzione repubblicana (Karl Marx, materialismo storico).

Sono tornate dunque le slides a Palazzo Chigi, del nuovo DDL del 12 marzo 2015, questa volta scritte in rosso su sfondo a quadretti, esibite dal venditore di fumo twitterato, per presentare i principi della “Buona Scuola”, dove le nuove assunzioni saranno di 100 mila precari (non più 150mila come più volte promesso, ma gli altri?), il cui numero 100 è miseramente simbolico nel mondo del marketing: il centesimo cliente che clicca "mi piace" sulla pagina dello Studio Tucano; il centesimo utente che aderisce ad un contratto Vodafone e dunque merita una tariffa telefonica agevolata; il centesimo giocatore di slot machine che vince un bonus per l’ingresso al più vicino casinò. Il “lavoro” ha cessato dunque di essere un “diritto”, come sancito dalla Costituzione, ed è diventato un “premio meritocratico” verso il servilismo più cortigiano. Inoltre, dopo le attuali assunzioni, si entrerà solo per concorso: “Se vinci il concorso entri, altrimenti ciao”.
Però i precari della scuola sono molti di più, #renzi si dimentica per strada le centinaia di migliaia inseriti in seconda e terza fascia d’istituto, i quali hanno sorretto le sorti della scuola italiana per anni, con le stesse responsabilità e carichi di lavoro degli stabili. Quelli di seconda fascia sono abilitati, ma ciò malgrado rimarranno precari. Quelli di terza fascia, che non sono abilitati vengono insultati, oltre che definitivamente espulsi. Va considerato che la messa in ruolo non costituisce l’aggiunta di nemmeno una cattedra in più all’attuale contingente di insegnanti, già falcidiato di circa 90.000 unità dalla Tremonti-Gelmini del 2007.

I “quasi 150.000” costituirebbero il normale turn-over di 5-7 anni, se il diritto alla pensione non fosse stato anch’esso falcidiato dai governi bipartisan degli ultimi anni. Eliminare le supplenze brevi poi vuol dire cancellare quasi 1.800.000 contratti a docenti che, oltre a garantirsi un minimo di reddito, avrebbero accumulato esperienza e punteggio.

Per di più la “formazione obbligatoria” del corpo docente sarà utilizzata per vincolarlo ad una “didattica di regime”, infatti i contenuti della formazione saranno gestiti di fatto dal MIUR attraverso il braccio operativo dei presidi (l’unica autonomia sarà la loro); il passaggio dall’aggiornamento come diritto all’aggiornamento come dovere limita la libertà d’insegnamento, sancita non a caso dalla Costituzione, era infatti chiaro ai costituenti il ruolo determinante che la scuola aveva avuto nella fascistizzazione della società, garantire la libertà d’insegnamento significava allora come oggi garantire un elemento centrale della democrazia.

La presentazione renziana del DDL poi, è stata corredata da una certa ansia di “futurismo”, attraverso una contaminazione dei neolinguaggi e delle neoculture, in cui emergono spesso anglicismi (co-design jams, digital makers, hackathon, nudging …), a scapito della correttezza di sillabazione della lingua italiana, (usato probabilmente un software con impostazione su lingua inglese), chiara espressione della cultura imperiale angloamericana, che impone, decide, ordina, prescrive le proprie “Riforme”. A dimostrazione che la lingua rappresenta la struttura del pensiero non solo del significato, quanto del significante di una civiltà (Ferdinand de Saussure), nel documento è presente anche la locuzione “pensiero computazionale”, calco di “computational thinking”, per l’introduzione dello studio dell’ ”informatica dalle elementari”, che dovrebbe partire appunto dall’insegnamento del “coding”.

Ma “coding” vuol dire “programmazione”, e dunque l’uso del termine yankee rischia di fuorviare il discorso, perché sembra strano che la scuola pubblica, intesa come “organo costituzionale” (P.Calamandrei) debba sfornare solo e unicamente cittadini programmatori. Ricorrono purtroppo alla memoria le tragiche “tre i”: inglese, informatica, impresa). Calamandrei infatti, nel suo storico discorso, dipinge la scuola come “organo centrale della democrazia” e descrive i pericoli che tale organo dovrà affrontare, prima di tutto la competizione con la scuola privata (a suon di cifre astronomiche di miliardi da una parte e la forte riduzione dei finanziamenti dall'altra), che “si trasforma in scuola privilegiata e da qui comincia la scuola totalitaria, la trasformazione da scuola democratica in scuola di partito.”
Il DDL del governo costruisce inoltre gerarchie di merito, in cui, accanto agli scatti di anzianità vengono
introdotti gli “scatti di competenza”, destinati al 66% dei docenti che riuscirà a raccogliere più crediti in tre anni (quello che nel settore del lavoro privato è il premio di produttività). Si afferma poi l’era dei “presidi padroni” e dello smantellamento di organi collegiali e RSU, prevedendo l’avvio del Sistema Nazionale di Valutazione tramite un ingigantito ruolo dell’Invalsi; la selezione dei docenti “migliori” da parte delle scuole e la loro “rivalità competitiva”, composta di flessibilità e antagonismo per arricchire i propri curricula.

S’introduce anche l’obbligo dell’Alternanza Scuola-Lavoro negli ultimi tre anni degli Istituti Tecnici e Professionali, per un monte di almeno 400 ore l’anno, e nei percorsi liceali per una durata nel triennio di 200 ore. È il tentativo ipocrita di sfruttamento del lavoro giovanile, un favore per le aziende, ma soprattutto in questo modo l’istituzione/scuola viene sottoposta al servizio del profitto.

Insomma, anche l’iperrealistico slogan del "merito" si risolve in una guerra concorrenziale per poter accedere all'olimpo dei "tutor", dei "mentor" e del mitico "staff" dirigenziale, ma si traduce anche in un evidente diritto all'ingerenza da parte del dirigente. E mentre la gestione della risorsa docenti è affidata al basso costo della loro professione, i veri soldi vanno all'assistenzialismo per le imprese private che fingano però di impegnarsi nella "formazione" degli studenti, e guarda caso tra le aziende favorite da questi progetti di "alternanza” ci sono proprio le banche, sempre loro, Unicredit in pole position.

Fondo Monetario Internazionale e la sua filiazione Ocse, le grandi centrali del lobbying finanziario mondiale, dettano ormai l’agenda dei governi, che si sono ridotti semplicemente ad organi autoreferenziali e asserviti alle direttive delle “istituzioni imperiali”. Questa è la “Buona Scuola” di Renzi, fumo negli occhi per gli italioti, incapaci di scorgere la verità, oltre il muro della retorica di propaganda.

E infine rimangono gli sgravi fiscali per le famiglie che scelgono di mandare i figli nelle scuole private paritarie dell’obbligo. Inoltre potrà essere destinato anche alle scuole il 5 per mille nella dichiarazione dei redditi, e chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65 per cento). Il mantra è lo stesso: agevolazioni per le private e austerity per le pubbliche.

Insomma nella scuola delle “Riforme Ocse” (filiale alle dirette dipendenze del famigerato FMI, specializzato nell’impoverire i popoli del globo), asservita al mercato, privata della sua libertà di ricerca e formazione, eterodiretta dalle élites finanziarie, dove i presidi recluteranno direttamente i docenti, avendo per di più la facoltà di incidere sulla loro carriera e sul loro stipendio, secondo valutazioni meritocratiche, le giovani generazioni non potranno più essere educate secondo i principi democratici, che Piero Calamandrei aveva così sapientemente elogiato: 

“Perché difendiamo la scuola? Forse la scuola è in pericolo? Qual è la scuola che noi difendiamo? Qual è il pericolo che incombe sulla scuola che noi difendiamo? La scuola, è l’organo centrale della democrazia … A questo deve servire la democrazia, permettere ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità … Vedete, questa immagine è consacrata in un articolo della Costituzione, sia pure con una formula meno immaginosa. È l'art. 34, in cui è detto: "La scuola è aperta a tutti. I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi". Questo è l'articolo più importante della nostra Costituzione …” (Piero Calamandrei, Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale, 1950)

Ma gli italioti piddini non si sono accorti di nulla, se ne stanno beatamente in fila alle primarie e pagano volentieri i loro due euri, fedeli apostoli tutelari del potere eurocratico, ignari collaborazionisti dell’usurpazione straniera delle risorse italiane, utili idioti dei progetti imperialistici degli oligarchi, solo ogni tanto un lieve cruccio confonde la loro mente, una tenue vertigine stordisce i loro sensi, ma è questione di un attimo, perché immediatamente dopo si rianimano, accendono la tv su rainews24 e ascoltano in liturgico silenzio i notiziari di regime, mentre le vere disgraziate novità sfuggono loro irrimediabilmente, dissimulate come sono tra le notizie-esca della propaganda mediatica.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

17.03.2015


Commenti (50)

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    1. Georgejefferson 18 marzo 2015

      Si Rosanna Draghi e' un criminale, come la Lagarde del Fmi. L'imperialismo contro i popoli e' stato rinominato con quel nome maledetto, globalizzazione, ma e' sempre lo stesso. Cambiano nomi per fuorviare le nuove generazioni e dare senso di inevitabile natura alle azioni criminali umane del tutto artificiali.

    1. Rosanna 18 marzo 2015

      Hai ragione Georgejefferson,

      ma tra gli uomini di potere io non riesco a salvarne nemmeno uno ... non so cosa sia, se la consapevolezza delle loro responsabilità politiche, se l'avversione per la loro ipocrisia, se l'odio per i loro crimini sociali,

      però non vorrei fare di tutte le erbe un fascio. Sai cosa sta succedendo in queste ore? Si sono verificati scontri sociali davanti alla sede della nuova BCE, le vie intorno alla banca sono sotto assedio, guerriglia urbana a Francoforte contro l’inaugurazione della nuova sede
      della Banca centrale europea nella zona est della città. Fin dalle prime
      ore della mattina, i manifestanti organizzati da Blockupy e da altri
      movimenti anti-sistema europei hanno incendiato diversi cassonetti delle
      immondizie, per poi attaccare alcune auto della polizia che aveva
      formato un cordone attorno all’edificio della Bce.

      Il sindaco di Francoforte, Peter Feldmann, invitato alla cerimonia, ha
      condannato le violenze da parte di attivisti provenienti dalla Grecia,
      dall'Italia e da Berlino che hanno ferito cittadini e poliziotti e
      danneggiato le proprietà della gente di Francoforte.

      Beh sai cosa ha detto Draghi, dal suo trono aureo: «Capisco cosa motiva i manifestanti – ha detto Draghi – ma non offrono
      una soluzione se vogliono un'Europa più integrata attraverso maggiore
      solidarietà fra le nazioni. La solidarietà è un elemento centrale
      dell'integrazione europea ed è giusto che i Paesi si siano sostenuti
      l'uno con l'altro durante la crisi. Ma l'area dell'euro non è ancora
      un'unione politica dove alcuni Paesi pagano per gli altri in modo
      permanente. È sempre stato chiaro che i Paesi devono essere in grado di
      stare in piedi da soli, che ognuno è responsabile delle proprie
      politiche. Il fatto che alcuni abbiano attraversato un aggiustamento
      difficile è una conseguenza delle loro decisioni passate». Draghi ha
      però anche respinto l'idea dei populisti di “rinazionalizzare le
      economie”. «Nessun Paese del mondo – ha detto – è prosperoso e isolato
      dalla globalizzazione».

    1. alvise 18 marzo 2015

      Cara Rosanna,

      Salvini ha trovato un momento storico a lui favorevole, che non è lo stesso che trovò bossi. Oggi salvini cavalca la tigre offerta dalla gente, che anche quando erano moderatamente o al 100% razzisti, oggi con tutti gli arrivi di clandestini o rifugiati politici, quelli che non erano ne moderati ne razzisti, oggi sono razzisti, sono insofferenti a questa invasione, quindi salvini secondo me ha trovato l'umus giusto. Ma sono i contenuti politici che contano ed è questo che spero per il 5 stelle, che finalmente la gente valuti non le urla e le scurrilità di Grillo, ma quello che fanno i nostri bravi ragazzi in parlamento. Io parlo per sfogo, ma so bene che è utopia. Comunque vedremo a maggio cosa succederà, sono impaziente nel vedere a quanto risulta per l'ennesima volta il QI degli italiani.

      Un caro saluto

    1. Georgejefferson 18 marzo 2015

      Misoginia e Misandria. 2 faccie diverse della medesima miserevole medaglia. Non si va da nessuna parte senza liberarsene (che non significa giustificare merde di uomini, o merde di donne) e si da adito a strumentalizzazioni per dividere.

    1. alsalto 18 marzo 2015

      Mannaggia.
      Non e' bastato lo scempio che nei secoli la cultura predatoria maschilista ha generato.
      Caro mio, ogni opinione e' lecita e va rispettata anche se non condivisa ma a fronte di quanto affermi trattenere i brividi risulta assai difficile.
      Povero gilanismo.
      C'e' sempre bisogno di identificare un nemico e potendo scegliere meglio se femminile, risunano meglio su di loro i tuoi palmi, quando si dice vincere facile hahhaaa.
      Crudele a volte la vita.

    1. CarloBertani 18 marzo 2015

      Vorrei avere le tue speranze e le tue certezze, ma non ci riesco: troppe delusioni, la prima lo PSIUP nel 1969...figurati...
      Ad ogni modo, è lapalissiano che parlare di scuola interessa solo agli addetti ai lavori ed a qualche altro: hai visto il numero dei lettori?
      Per forza: la maggior parte dei lettori pensa che la scuola sia solo quella "cosa" che hanno frequentato per un certo numero di anni. Pochi riflettono che ci entri con il pollicione in bocca e ne esci, magari, con la fidanzata al fianco.
      E chi, cosa sei diventato? Cosa diventa l'insieme degli individui (ossia la società) dopo?
      Molto dipende da chi hai incontrato fra quei banchi, ma pochissimi se ne rendono conto. Chi ha veramente amato i ragazzi e quel mestiere, lo sa.
      Ciao
      Carlo

    1. riefelis 18 marzo 2015

      C'è la brutta abitudine nelle nostre scuole superiori di non far studiare la matematica sui libri.

    1. Rosanna 18 marzo 2015

      Lo sogno anch'io alvise,

      però credo che sia davvero solo un sogno, perché il M5S è la vera opposizione antisistema, e non gli permetteranno proprio di vincere, mentre Salvini vedi che è sempre in tv, ad ogno ora del giorno e quasi anche della notte?

      Come mai? ma perché è il "ball boy" del sistema, raccatta le palle e le passa al berlusca, poi insieme scaleranno di nuovo palazzo Chigi. Solo il collasso del'euro ci potrà salvare ... per ironia della sorte, solo i mercati ci potranno salvare.

    1. SanPap 17 marzo 2015

      Più o meno all'inizio della trascorsa estate ho deciso di scrivere un libro multimediale per l'insegnamento della matematica (se Maometto non va alla montagna, ho pensato, forse utilizzando i tablet possiamo far andate la montagna da Maometto). Mentre mi documentavo sui numeri naturali, mi sono imbattuto negli assiomi di Peano. Nei libri di matematica che ho consultato se ne parla brevemente e in modo superficiale. Ho deciso di approfondire. Sono andato in biblioteca, ho cercato i libri pubblicati da Peano e, sorpresa, sono scritti in latino. Non solo, insegnava matematica parlava in latino. Il libro in cui propone per la prima volta gli assiomi (Arithmetices Principia - Nova Methodo Exposita a Ioseph Peano - Ediderunt Fratres Bocca) è del 1889 [la traduzione dei fratelli Bocca editori è una chicca]

      Nel 1889, all'accademia militare di Torino, si insegnava matematica in latino.

      Attualmente classi intere non usano più i libri, l'insegnamento avviene per via orale: l'insegnante detta contenuti ed esercizi; pochi volenterosi scrivono, e poi propagano gli appunti mediante gli SmartPhone.

      Ma il vero nodo è che i contenuti sono poco più che frasette sconclusionate, superficiali, piene di errori e imprecisioni.

      Naturalmente questo vale per la scuola pubblica di massa; la "fidanzatina" di mio figlio marcia a università privata e ripetizioni a raffica (4/5 ore al giorno) a 30/40 euro l'ora.

      Il medioevo, quello vero, non quello del latino, è tra noi.

      Il occorre generare al più presto il nuovo Umanesimo.

    1. Georgejefferson 17 marzo 2015

      Il Macho e' anche virile, un tempo serviva il fucile a dargli fiducia in se stesso, adesso manco quello.


      Gli e' rimasto il campari al bar.

    1. Teopratico 17 marzo 2015

      Beh "allontanamento" risulta un po' forte, ma insomma un distacco quotidiano, un modo per confrontarsi con gli altri, adulti e coetanei. Sai che non capisco se il tono del tuo commnento sia ironico e in definitiva accondiscendente o puramente sarcastico?

    1. alvise 17 marzo 2015

      Dopo il settimanale omonimo, Giannini fondò il partito "Uomo qualunque". Sarò sintetico. Dopo la scomparsa dell'Uomo qualunque, di idee più fascitoidi, anche se cercò di coalizzarsi con togliatti, dalle sue ceneri nacque il MSI. Il nuovo partito PDFI mi da la stessa impressione "dell'Uomo qualunque", da questa crisalide sta nascendo un mostro pupale. Il proletariato spero si accorga delle porcate che succedono ogni giorno con coninvolti personaggi di sinistra-destra, un'altro aiuto (in termini di voti ovviamente) può arrivare dalla media borghesia, che per il problema della crisi entra in crisi anche lei.

      Ovviamente sto sognando, sto sognando che il M5S alle prossime elezioni di maggio prenda più voti di tutti. Ma è solo un sogno perchè quando a genova due candidati dello stesso partito (PD), paita e cofferati, parlano di brogli tra di loro, questi sono l'immagine dell'italia, cui ognuno pensa al potere fregandosene delle persone. Oltretutto la paita è anche assessora alle attività di protezione civile, difesa del suolo, ciclo delle acque, che durante l'ultima alluvione non ha nemmeno allertato i cittadini, e questo dopo che i meteorologi avevano previsto grandi pioggie, eppure malgrado questo alle primarie, dove i fessi pagarono anche 2€ per votare, vinse la paita. Con questa gente dove vogliamo arivare? Io temo «all'Uomo qualunque»

    1. Rosanna 17 marzo 2015

      Un esempio per Hamelin,

      […] Io considero le illusioni come una cosa in certo modo reale stante ch'elle sono ingredienti essenziali del sistema della natura umana, e date dalla natura a tutti quanti gli uomini, in maniera che non è lecito spregiarle come sogni di un solo, ma propri veramente dell'uomo e voluti dalla natura […] –

      Leopardi, Zibaldone, 51


    1. gimo 17 marzo 2015

      ripudio l'idea di rinchiudere i bambini fra quattro mura al neon, ma è innegabile la sua importanza anche solo come allontanamento dalla famiglia.



      Qualche appunto: ho sempre ripudiato e continuo anche io a ripudiare l'idea di bambini che devono stare seduti e composti ogni giorno della loro vita per quasi 20anni. È un nonsenso. I bambini dovrebbero imparare correndo e giocando e facendo esperienza del mondo. Rinchiusi sotto luci al neon..... Che barbarie.

      Poi...occhio...che la scuola sta diventano allontanamento dalla famiglia.......
    1. Rosanna 17 marzo 2015

      andriun,
      cosa ti devo dire? La tua misoginia va di pari passo con la mia misandria, se penso invece agli uomini di potere: Renzi, Delrio, Berlusconi, Salvini, Lupi, Brunetta, La Russa, Calderoli, Monti, Letta1, Letta2, Prodi, Bersani, Casini, Tremonti, Napolitano, D'Alema, Fini, Cicchitto, Alfano ...

    1. Rosanna 17 marzo 2015

      Hai molte ragioni Hamelin,

      è vero la scuola non insegna a ragionare, ed anche molti proff non sanno ragionare, però io mi sento comunque di difenderla, perché qualcosa ti insegna comunque, prima o poi trovi un prof che ti affascina, prima o poi trovi una materia che ti fa piacere trattare, prima o poi trovi un libro che ti apre nuovi orizzonti, che ti fa pensare a universi paralleli.

      Non so che scuola tu abbia fatto, però ti voglio dare un consiglio, riprendi in mano un libro che hai letto malamente a scuola e prova a rileggerlo: I promessi sposi del Manzoni, l'Inferno di Dante Alighieri, il Decameron del Boccaccio, Mastro Don Gesualdo di Verga, Lettere a Lucilio di Seneca, il Liber di Catullo, il De rerum natura di Lucrezio, il Principe di Machiavelli ...

      Sai quei libri inutili ... di cui la vita di un italiano però non dovrebbe fare a meno di leggerne almeno uno.

    1. Rosanna 17 marzo 2015

      Come mai dovrebbe piacermi?

    1. Teopratico 17 marzo 2015

      Probabilmente tu hai ricevuto al di fuori dell'edificio scolastico una formazione mentale, la stessa che ti permetteva di criticare od opporti ai metodi( oppure alle persone, ?) della scuola. Ma uno come me per esempio può testimoniare di essere stato una tabula rasa quasi fino all'età di quindici anni, uno che rigava i muri di svastiche in quegli edifici per intenderci. É bastato un anno, un'insegnante che, grazie alla libertà di insegnamento naturalmente, mi raddrizzasse le connessioni cerebrali, mi innescasse la capacità di analisi per avere dei bagliori di consapevolezza di ciò che ci circonda, del passato e del presente. Smisi di disegnare simboli che non avevano valore per me e in tre anni i miei progressi intellettivi andarono anche oltre. Continuavo ad essere contro le istituzioni ma almeno sapevo spiegare il perché, tranne riguardo la scuola, ancora oggi ripudio l'idea di rinchiudere i bambini fra quattro mura al neon, ma è innegabile la sua importanza anche solo come allontanamento dalla famiglia.

    1. andriun 17 marzo 2015

      Il problema della scuola sono le femmine o meglio la mentalità al femminile che purtroppo ha contagiato anche l'uomo rendendolo effeminato: senza retorica, salvo qualche eccezione che non fa che confermare la regola, le femmine(inteso come insegnanti) e la scuola non vanno d'accordo. In fondo non è una novità se dico che sono poco portate alla disciplina, piuttosto discorsive, tendono ad essere poco pratiche e, fatto grave, considerano l'empatia verso lo studente una risorsa personale o di genere, anzichè un loro "limite". Limite inteso solo per la scuola intendiamoci, in altri ambiti, quali quello infermieristico o dell'assistenza sociale(es insegnante di sostegno), andrebbe più che bene.


      Purtroppo la scuola non è l'unica istituzioni che è stata snaturata dalla presenza femminile vi è anche l'esercito tra coloro che hanno dovuto subire questa presenza di fatto snaturandosi.

      Sì cari signori perchè dove entra la donna, le regole vanno cambiate per principio, altrimenti non potendo competere non potrebbe nemmeno starci per molto tempo.

      Certo è che la società e in particolare alcune istituzioni importanti fossero rimaste maschili o maschiliste(termine disprezzato erroneamente), forse oggi non avremmo un sacco di effeminati sparsi per l'italia e quindi nemmeno al governo. Inoltre, credo anche che di ripiego la scuola stessa ne avrebbe trovato giovamento.
    1. mincuo 17 marzo 2015

      Questo invece secondo me piace alla Rosanna.



      L'educazione sessuale dei più giovani viene data in appalto alle associazioni Lgbt contro il consenso di docenti e genitori. Nel silenzio dei nostri Media, le istituzioni si ostinano a chiamare l'ideologia gender una banale "educazione alle differenze". Cosa si nasconde sotto il mantra politicamente corretto della lotta all'omofobia?
      Dopo anni di rapporti confidenziali tra istituzioni scolastiche e associazioni Lgbt, con il ddl 1680 – di cui la prima firmataria è Valeria Fedeli del Partito democratico – l’educazione di genere sarà educazione di Stato. L’istruzione in materia di famiglia e sessualità è data in appalto ad entità extrascolastiche che – in barba all’art. 30 della Costituzione – intercedono su materiali didattici, corsi di formazione per docenti e alunni, comunicati per i genitori, modifiche dei programmi scolastici e organizzazioni di eventi. Vendutoci come una lotta all’omofobia, il genderismo si adopera per destrutturare le identità sessuali.


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