Scilla e Cariddi

Scilla e Cariddi

Di Ciro Silvestri

La nostra società (e mi limiterò a quella italiana, cosciente però che il discorso riguarda in vario modo tutto l’Occidente) sta affrontando un passo delicatissimo, una svolta di civiltà che, di primo acchito, evoca metaforicamente l’immagine di Scilla e Cariddi. Tra la Scilla dell’astensione e della disillusione, e la Cariddi della frammentazione e della smobilitazione, si apre lo spazio per una riflessione complessa. Proviamo a percorrerlo, almeno a grandi tratti.

La gestione della pandemia ha introdotto una serie di novità, in forma di strappi istituzionali e giuridici, che se non fosse stato per il ricorso (pretestuoso e illegittimo) all’‘emergenza’, non avrebbero mai trovato la minima accoglienza. E mentre la politica si attarda a riproporre schemi di confronto inadeguati e stantii, la tecnocrazia finanziaria, vera domina della situazione, continua ad assestare i suoi colpi. Il caos in cui sta avvenendo tutto ciò, tuttavia, impedisce di riflettere e confrontarsi sulle conseguenze che di qui a poco potrebbero diventare la nostra quotidianità se non poniamo un argine a questa pericolosa deriva.

Per evitare fraintendimenti, chiarisco subito che non sono per nulla un oppositore del progresso e della tecnologia, tutt’altro; sono semplicemente preoccupato dal dominio, ormai pressoché totale, privo di spiragli, che i poteri economico-finanziari esercitano sul progresso tecnologico e scientifico –, un dominio che sembra volutamente dimenticare che il progresso tecnologico non può sottrarsi a un severo controllo etico e democratico, senza il quale l’umanità si espone a diventare schiava o vittima delle sue stesse macchine. L’uso del nucleare ne è l’esempio più lampante: può essere una fonte di energia o uno strumento di morte e distruzione. La tecnologia non può mai essere eticamente accettabile se mette a rischio l’umanità, questo è il punto, semplice e terribile.

Iniziamo allora con il ricordare un punto cruciale, ovvero la ‘sovranità sul corpo’. Esiste ancora la sovranità individuale, l’autodeterminazione della persona, il libero arbitrio, la scelta soggettiva? Oppure le istituzioni dello Stato, esercitando un potere che nessuno ha mai delegato loro, hanno scientemente abusato del proprio potere?
Gli allarmi che avvertivano di questa deriva c’erano tutti, ma abbiamo preferito ignorarli per non turbare la nostra apparente tranquillità. Con il nostro complice silenzio, per esempio, abbiamo permesso che i bambini fossero sottratti alle famiglie, chele ‘istituzioni’ entrasero nelle case per motivi pretestuosi, anche solo per ragioni di indigenza familiare. Abbiamo permesso l’esproprio della continuità naturale invece di intervenire, come sarebbe dovere dei poteri pubblici, sulle cause della povertà: Bibbiano non è che un esempio di questa aberrazione.

Ma quando l’emergenza diventa quotidianità, tutto diventa possibile, e i rappresentanti delle Istituzioni non sono nemmeno più chiamati a rispondere delle scelte che adottano, è sufficiente richiamare la supremazia dell’interesse collettivo, un astratto e mai dimostrato “bene comune”. È con la legittimazione di questo principio che diventa possibile riconoscere lo scudo penale per i governanti o per i medici, che nulla avrebbero da temere se chiamati ad operare nell’interesse pubblico.

Sempre in funzione dell’emergenza si è resa possibile la secretazione dei contratti commerciali in ambito sanitario ed è sempre per lo stesso motivo che si è potuto apporre il segreto militare sui contenuti della terapia ‘salvifica’ che ci hanno imposto.

Avete sentito la politica confrontarsi su questi temi? Non credo proprio, e purtroppo ancora per un po’ sarà così. Tutte le organizzazioni, dalle più semplici alle più complesse, da sempre hanno teso a semplificare le procedure, aggirare le ‘pastoie’ della deliberazione democratica, ma quando ci si muove in ambito sociale, o umano se volete, la faccenda diventa molto più delicata. Nessuna emergenza, indotta o reale, potrà mai schiacciare la creatività e l’imperfezione umana. La bellezza e la complessità insita in ogni essere umano non potrà mai ridursi a una miserevole identità digitale, a un numero da governare.

Al buon ministro Colao (si fa per dire) molto probabilmente questi aspetti sfuggono ed egli confonde l’identità con l’identificazione, mero strumento di controllo, a differenza dell’identità, che comporta la scelta volontaria di riconoscersi in una comunità e in dei valori condivisi. Solo se si è confusi o si ha un progetto poco trasparente si può pensare ad istituire la id pay, appunto l’identità digitale. Secondo questo signore, l’assegnazione dell’identità digitale a ogni singolo individuo è l’unica via per assicurare benefici sociali in sostituzione dei diritti. Poverino, confondere i benefici con i diritti è veramente miserabile!
Forse però una spiegazione c’è, almeno se vogliamo continuare a credere nel libero arbitrio: in tal caso riconosceremo che la nostra controparte non agisce in modo illogico, né è possibile negarle una sua intelligenza, priva però – piccolo dettaglio – della componente propriamente umana, cioè di quella scintilla che spinge il singolo a sentirsi parte di un tutto, di una collettività, e senza la quale egli scivola nell’in-umanità o, per dirla con Dante, nella “matta bestialità”.

Orbene, qui la questione si fa estremamente delicata, perché, nella migliore delle ipotesi, ci porterà a stabilire una differenza quasi di specie, quanto meno sul piano spirituale. Apparteniamo tutti alla specie umana e fondamentalmente abbiamo capacità simili; ma siamo profondamente diversi nella differenza di motivazioni delle nostre azioni.
Immaginiamo, per un attimo e per assurdo, se l’azione di governo (diciamo, solo per comodità, negli ultimi trent’anni) fosse state realmente ispirata ai principio del bene comune: qualcuno può credere che ci ritroveremmo in questa situazione? La differenza, in verità, è tutta qui: chi ha privilegiato interessi personali o di gruppi di potere, non ha avuto certo scrupoli ad alterare, truccare le regole di pacifica convivenza: favorendo una corruzione morale che è ormai dilagante, ha portato la nostra società a un livello di miseria morale senza precedenti.

È urgente uno sforzo gigantesco per ricondurre la nostra società (parlo d’Italia, ma come detto al principio, penso a tutto l’Occidente) alla tutela del concetto di umanità. È una battaglia che non possiamo perdere e non è affatto un caso che questo scontro di civiltà stia avvenendo nel nostro Paese, quello in cui tradizioni radicate – di lavoro, di rapporti, di modi, insomma, di vivere – sono più forti e più sentite.
Restiamo umani, come ebbe a dire il poeta, e usciremo più forti dalle insidie e dai tormenti di Scilla e Cariddi.

Di Ciro Silvestri

Ciro Silvestri è Segretario nazionale vicario FISI, Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali

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Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (28)

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    1. Nippur 25 agosto 2022

      Ottimo articolo grazie.

    1. natascia 25 agosto 2022

      Scritto sintetico e profondo, concordo in ogni riflessione. Restare umani..operazione non facile.Troppe entità ci fanno credere di essere eterne, come se tutte le strutture e sovrastrutture che ci opprimono fossero destinate solo a rinforzarsi e a clonarsi all’infinito. Siamo noi che permettiamo il rinforzo non esprimendo adeguatamente il dissenso e il disprezzo per le situazioni disumane che quotidianamente si replicano togliendoci vita, respiro libero. A livello collettivo io vedo il cappio anche nella replicazione piatta, di modi di agire, di scappatoie legislative , di protocolli in modalità tavole di Mose’. A livello individuale possiamo osservare la replicazione in ogni sfumatura della nostra vita. Abitudini, modi di lavoro, uso della spazio, del tempo, rapporti personali. Un sistema che ci da l’illusione di essere liberi ma che in realtà ci inchioda in una gabbia ferrea. La replicazione è la base dell’ industrializzazione. Quindi per il potere è vitale il controllo del particolare, dell’originale che spiazza e che a sua volta potrebbe gettare le le basi per una nuova libertà’ e nel contempo per una nuova stupida replicazione. Un soffio (divino ?) presente in Europa, che deve essere circoscritto magari anche eliminando la proprietà privata. Mi sembra comunque che la consapevolezza su questi temi sia sempre più presente anche nei giovani. Se i protagonisti del progresso tecnologico si trovano in Cina o in America, basta avere la forza di dire no. Il vuoto e il silenzio che ne seguirà saranno il giardino su cui cresceranno nuove idee. Idee Europee.

    2. absitiniuriaverbis 25 agosto 2022

      Dici che si intravede la luce alla fine del tunnel. Cercherò di farmi prestare il Webb... e sarei stracontento di sbagliarmi Natascia.
      Auguri di cuore.

    1. absitiniuriaverbis 25 agosto 2022

      Sara' l'eta', sara' che la fiducia nei miei simili non e' mai stata a livelli accettabili, sara' che mi (ci, quelli che leggono qui) sento contro i mulini a vento (vedere e sentire il meetihg di Rimini, vedere le mappe che sovrappongono le risorse alle guerre, vedere e sentire la rete di controllo dei 3 top fondi di investimento...altro che governi ed autonomie) sara' che oggi ne' ho bevuto il caffe' ne' me lo sono versato addosso, sara' che 'nella testa abbiamo un maletedetto muro' (Fossati) ma non credo piu' a nessuna rivoluzione.
      Non e' fattibile.
      Meglio, anche perche' non c'e' alternativa, che ognuno battagli come e quando puo'.

      Mi consola ricordare H.Hesse:
      Ogni essere umano e' qualcosa di personale e di irripetibile; voler sostituire al posto della coscienza personale una collettiva e' gia' una violenza, ed il primo passo verso ogni forma di totalitarismo.

    1. Martin 24 agosto 2022

      Scusate se "rompo", ma ho la seguente MEGA questione: nella storia umana degli ultimi due millenni, quasi tutte le rivoluzioni economiche e progressi scientifici sono stati originati in Europa. E’ un FATTO INDISCUTIBILE che pesa in modo enorme - non una qualunque idea.

      A partire dalla seconda meta’ del 1800 si sono aggiunti gli USA, che hanno compartecipato alla rivoluzione industriale.

      Fino a piu’ o meno gli anni 80 – per inciso: Benito e Adolfo inclusi – non c’era un GAP evidente in invenzioni ed innovazioni tra USA ed Europa, dalla tecnologia industriale alla medicina.

      A partire dagli anni 90, si e’ invece verificato un gap ormai divenuto ENORME tra USA e Europa.
      La corrente rivoluzione tecnologica e delle comunicazioni l’hanno fatta e la stanno facendo gli USA e poi la Cina – noi Europei siamo praticamente tagliati fuori.

      Mi domando: possibile che in Europa dopo oltre due millenni siamo diventati improvvisamente, per cosi’ dire, “meno intelligenti e meno creativi”– per non dire rincoglioniti?
      Ci dev’essere qualche altra ragione strutturale.

      Per me la ragione e’ l’enorme drenaggio di risorse europee determinato dalla creazione dell’UE. Non si ha idea di quanto tempo, energie, risorse e miliardi richiede questo sistema.
      Ogni singola riga dei documenti approvati dal Consiglio Europeo suppone precedenti centinaia ed anche migliaia di riunioni e negoziati settoriali a Bruxelles tra 27 Paesi Membri. Il drenaggio di risorse di questo meccanismo mostruoso e’ allucinante. I migliori cervelli USA e Cina vanno nel settore tecnologico, i nostri si fanno assumere dall’UE.

      Per tentare di occultare tale PATETICO GAP in materia di tecnologia del’Europa, i media del SISTEMA UE danno spropositata pubblicita’ alle patetiche multe e sanzioni che OGNI TANTO l’UE affibbia a Google, Apple etc – PURO SOLLETICO AI PIEDI.

      Ma intanto, il mercato pubblicitario e editoriale europeo e’ stato STERMINATO da Google e Facebook, tutti i nostri dati come utenti Internet vengono da oltre un decennio TRASFERITI NEI SERVER USA (con i miei migliori saluti alla PRIVACY di OGNUNO DI NOI), e le nostre vite quotidiane e sociali sono definite da oltre 30 anni da Apple, Amazon, Microsoft, Facebook, Tweeter etc.

      Come lo spieghiamo ai Millennials che PRIMA non era cosi? Per loro il dominio tecnologico USA e' normale, ci sono nati e cresciuti. E sai quanto gliene frega della “Storia”. Quando gli dico che fino ai miei 35 non c’era Internet e nemmeno i cellulari, mi guardano come io guardavo mia nonna (nata nel 1889) quando mi diceva che era vissuta senza plastica fino a circa i suoi 50 anni. Ma poveretta, no? CHE SFIGA!

      E’ quindi solo PATETICO, in questo stato di cose, presentarsi come eredi di Dante e Leopardi, Goethe e Schiller, per pretendere di controllare una sistema che IMPORTIAMO – proprio come dei Paesi in via di Sviluppo.

      Con il che si spiega anche perche’ andiamo passivamente a ruota deI DEM USA (Ucraina), sparandoci sui piedi come NON ACCADEVA, a questo infimo livello, ne' negli anni 70 e 80 e nemmeno negli anni 90.

    2. Hospiton 25 agosto 2022

      Difficile spiegarsi completamente questo asservimento sempre più profondo, però come notavi tu pare che il principio della deriva abbia coinciso con il post 89-91, la fine del Comunismo e della guerra fredda...qualcuno forse ha pensato che un'Europa in salute economica non fosse più necessaria, anzi meglio inebetirla a colpi di austerity, burocrazia (chi avran preso come modello?), crisi preconfezionate, prima gradualmente e poi con prepotenti accelerazioni come nell'ultimo biennio, mentre USA e Cina dominano nei settori strategici noi puntiamo su retorica, buonismo, inclusione a chiacchiere (in realtà si creano solo dei ghetti con relative conseguenze) e tafazzianate varie, vedi questione ucraina, tutto calcolato...pian piano è venuto fuori il reale status post 45 del continente, quello di colonia, quantomeno a livello di masse, dato che ai vertici, dalla City, dall'Olanda o da Francoforte e Basilea, si continuano a controllare banche e multinazionali di spessore mondiale. L'Europa ha colonizzato per secoli il 75% del pianeta, ora nuovi equilibri richiedono nuove soluzioni e i nostri affezionati oligarchi stan nuovamente cercando di trasformare in servi della gleba, anzi tecnogleba, muniti di tablet e smartphone ma con meno diritti sociali di un bonobo, i loro sudditi europei. Vedremo sin dove riusciranno a spingersi, prima che nasca un'opposizione decente e consapevole a questo processo.

    1. Eugiorso 24 agosto 2022

      La solita manfrina sul "restiamo umani" e ... facciamo ammazzare come polli da un nemico assassino, privo di scrupoli, disposto alle peggiori stragi e a fomentare la guerra, per mantenersi al potere!
      Questo nemico è incistato nel cosiddetto occidente e non combatte, vilmente e indirettamente, solo contro le Potenze Libere, come ad esempio la Russia, ma combatte anche contro di noi quotidianamente, come possiamo facilmente constatare sulla nostra pelle ... e come constateremo ampiamente quando arriverà la stagione fredda.
      Per combattere questo nemico con speranza di vittoria, l'ultima cosa che si deve fare è "restare umani" e quindi farsi macellare in silenzio!

      Cari saluti

    1. Martin 24 agosto 2022

      Della attuale rivoluzione tecnologica e delle comunicazioni - al contrario di TUTTE o quasi le altre precedenti rivoluzioni economiche della storia degli ultimi due millenni, Rinascimento e rivoluzione industriale inclusi - l'Europa NON e' progonista, neanche un po'. I progonisti sono Usa e Cina. Pertanto, purtroppo, sono e saranno questi Paesi a definire i rapporti con la tecnologia. Qui in Europa ci siamo INVECE dedicati a creare un nuovo Governo, l'UE, che assorbe una quantita' spaventosa di tempo, energie e risorse. Siamo ridotti da ormai 30 anni a importare il progresso tecnologico, e di certo e' un po' difficile pretendere di regolarlo.

    2. JA 24 agosto 2022

      Non bisogna però confondere le capacità di sfruttare la nostra peculiare (degli occidentali) capacità creativa che si concretizza nella nostra particolare tecnologia e scoperte scientifiche che solo la nostra creatività specifica può fare evolvere, con la loro capacità di creare in questi campi estranei alla loro aretè razziale.
      Ecco perché l’attuale campo dove lo spionaggio asiatico si concentra (come negli altri specifici campi della creatività occidentale che danno molto lavoro ai fotografi cinesi) è proprio quello tecnologico.
      Questo vale per l’afro-asiatico come per l’estraneo parassita giudeo incistato nelle nostre società:
      “La virtù nella filosofia occidentale antica. Il concetto greco di aretè”
      https://it.wikipedia.org/wiki/Virtù#Il_concetto_greco

    3. Eugiorso 24 agosto 2022

      Più che "occidentali", termine che per ovvi motivi è odioso (a meno che non lo si usi solo in senso geografico), direi piuttosto europei ...

      Cari saluti

    4. Martin 24 agosto 2022

      JA, il tuo discorso filerebbe ma ho la seguente MEGA questione: nella storia umana degli ultimi due millenni, quasi tutte le rivoluzioni economiche e progressi scientifici sono stati originati in Europa. E' un fatto che pesa in modo enorme, non una qualunque idea.

      A partire dalla seconda meta' del 1800 si sono aggiunti gli USA, che hanno compartecipato alla rivoluzione industriale.

      Fino a piu' o meno gli anni 80 - per inciso: Benito e Adolfo inclusi - non c'era un GAP evidente in invenzioni ed innovazioni tra USA ed Europa, dalla tecnologia industriale alla medicina.
      A partire dagli anni 90, si e' invece verificato un gap ormai divenuto ENORME tra USA e Europa.
      La corrente rivoluzione tecnologica e delle comunicazioni l'hanno fatta e la stanno facendo gli USA e poi la Cina - noi Europei siamo praticamente tagliati fuori.

      Mi domando: possibile che in Europa dopo oltre due millenni siamo diventati improvvisamente, per cosi' dire, "meno intelligenti e meno creativi"- per non dire rincoglioniti?
      Ci dev'essere qualche altra ragione strutturale.

      Per me la ragione e' l'enorme drenaggio di risorse europee determinato dalla creazione dell'UE. Non si ha idea di quanto tempo, energie, risorse e miliardi richiede questo sistema.
      Ogni singola riga dei documenti approvati dal Consiglio Europeo suppone precedenti centinaia ed anche migliaia di riunioni e negoziati settoriali a Bruxelles tra 27 Paesi Membri. Il drenaggio di risorse di questo meccanismo mostruoso e' allucinante. I migliori cervelli USA e Cina vanno nel settore tecnologico, i nostri si fanno assumere dall'UE.

      Per tentare di occultare tale PATETICO GAP in materia di tecnologia del'Europa, i media del SISTEMA UE danno spropositata pubblicita' alle patetiche multe e sanzioni che OGNI TANTO l'UE affibbia a Google, Apple etc - PURO SOLLETICO AI PIEDI.
      Ma intanto, il mercato pubblicitario e editoriale europeo e' stato STERMINATO da Google e Facebook, tutti i nostri dati come utenti Internet vengono da oltre un decennio TRASFERITI NEI SERVER USA, e le nostre vite quotidiane e sociali sono definite da oltre 30 anni da Apple, Amazon, Microsoft, Facebook, Tweeter etc.

      Come lo spieghiamo ai Millennials che PRIMA non era cosi? Per loro il dominio tecnologico USA E' normale, ci sono nati e cresciuti. E sai quanto gliene frega della "Storia". Quando gli dico che fino ai miei 35 non c'era Internet, mi guardano come io guardavo mia nonna (nata nel 1889) quando mi diceva che era vissuta senza plastica fino a circa i suoi 50 anni. Ma poveretta, no?

      E' quindi solo PATETICO, in questo stato di cose, presentarsi come eredi di Dante e Leopardi, Goethe e Schiller, per pretendere di controllare una sistema che IMPORTIAMO - proprio come dei Paesi in via di Sviluppo.

      Con il che si spiega anche perche' andiamo passivamente a ruota degli USA (Ucraina), sparandoci sui piedi come NON ACCADEVA, a questo infimo livello, negli anni 70, 80 e nemmeno 90.

    5. JA 24 agosto 2022

      Quando i giudei non riescono ad impedire l’uso di un nome, lo rendono odioso. Ecco perché io specifico sempre se Occidentale o giudeo-occidentale.
      Comunque si le creazioni occidentali son tutte o quasi europee commercializzate in JUSA.
      Ma daltronde cosa pretendi da rifiuti europei (come in Australia) rifugiatisi in America per poter impunemente dar libero sfogo al loro DNA tarato?

    6. JA 24 agosto 2022

      Tanto per dire, 4 icone “americane” del ventesmo secolo: automobile, cinema, computer, missilistica. Inventate in Europa e commercializzate in JUSA.
      Importiamo solo perché in america commercializzano le nostre idee: è una questione di schei non di creatività.

    7. Arian Van Heisen 24 agosto 2022

      Proprio così è questione:
      1 controllo del denaro
      2 controllo dell' informazione e dei Media
      3 Controllo delle fonti energetiche
      4 Controllo dei bacini di utenza dei mercati
      dividi et impera

      Le grandi idee come le grandi scoperte nascono sempre in Eu, poi peri loro con il controllo di cui sopra è facile sfruttarle

    8. Arian Van Heisen 24 agosto 2022

      Spiace , ma ti devo dare un dislike
      nelle prime 10 aziende che nel 2022 presentano brevetti innovativi ci sono solo SudCoreane Cinesi e Giapponesi
      l' unica USA è IBM ottava.
      Gli Usa sfruttano solo la loro forza con il $ e il controllo dei mercati e della pubblicità

    9. BrunoWald 26 agosto 2022

      Evidentemente esiste un gigantesco parassita, che è riuscito a collocarsi sulla giugulare dell'Europa dopo averla fiaccata con due guerre mondiali, e si alimenta della sua creatività e della sua forza vitale, mentre al contempo ne avvelena le fonti.
      Come tutti i parassiti, credo sia destinato a morire dopo avere ucciso l'organismo ospite.

    10. Martin 26 agosto 2022

      Non e' piu' cosi' da oltre 30 anni, quasi tutto e' inventato da Usa e Cina (piu' Corea e Giappone).

    11. Martin 26 agosto 2022

      Appunto, non c'e' un europeo. E Amzn, Google, Apple, Tweeter, Oracle, Nvidia, Qualcomm sono tutte USA. Non esiste un gigante europeo in tutto il mondo della nuova tecnologia e nei nuovi mezzi di comunicazione, mentre esistono eccome giganti cinesi e coreani. Siamo tanto indietro e importiamo, proprio come i Paesi in via di Sviluppo. Come fa a non essere chiaro e a non bastare?

    12. JA 26 agosto 2022

      Sempre prima non faccia la fine degli anni '30. :-D

    13. Arian Van Heisen 26 agosto 2022

      Ma dai ...!quelle aziende che hai citato sono solo creature dei Giudei che stanno in piedi perchè la Finanza li sotiene con i Click Miliardari e perchè son esentasse , in un mondo normale avrebbero gà chiuso per Default
      Le aziende che contano in Eu ci sono e come...! solo che non sono foraggiate,
      un esmpio è Biontech che per prendere i finanziamenti ha dovuto vendere asoliti noti Giudei che controllano i Finanziamenti Pfitzer se andiamo nelle meccanica nella chimica idem-

    14. Arian Van Heisen 26 agosto 2022

      Parlo di idee non di sviluppo ..!
      le idee nascono quasi sempre in Eu nell' Elettronica in Japan Corea, la Cina copia e sviluppa USA le commercializza

    15. Martin 26 agosto 2022

      Per fare solo un esempio, senza i chips di Qualcomm, niente cellulari. Non esiste una sola impresa mondiale europea nel settore Internet e nuovi media. La SAP tedesca e' qualcosa, ma niente in confronto. Idem per la Phillips olandese. Siamo ridotti da 30 anni a importare da USA, Cina e in misura minore, Corea. Ovvio che anche gli equilibri di potere finiscono per alterarsi a nostro danno.

    16. Arian Van Heisen 26 agosto 2022

      Ti ho già scritto che l' unica azienda USA nei primi 10 è IBM all' 8.o posto sono tutte japan Corea e China .
      Qualcomm non figura nemmeno i primi 10 al Mondo e negli USA è 10 .a
      I colossi dei Chip stanno a Taiwan Corea e Cina le prime due li assemblano In China e altri paese i dell' Asia
      In Eu i chip non li fanno perchè è un problema di Investimenti non di Tecnologia come ti avevo spiegato evidentemente non mi sono spiegato bene.
      la Sap si occupa di sotware .
      Ma ripeto da quando siamo andati In Eu non abbiamo più la Sovranità monetaria quindo dobbiamo stare ai Voleri di oltre Atlantico non è un problema di Know How ma di Investimenti le aziende Eu non riescono ad essere competitive con i Costi di produzione che hanno in Oriente .
      I brevetti delle aziende nel 2021: Samsung domina, Huawei sorprende - HDblog.it('

    17. Martin 26 agosto 2022

      Arian, negli anni 90 ero negli USA,quando piu' o meno USA e Europa erano allo stesso livello e vari osservatori USA teorizzavano perfino l'imminente sorpasso da parte dell'Europa. In quegli anni ho vissuto la nascita della rivoluzione internet negli USA.

      30 ANNI dopo, in Europa siamo riusciti a creare un nuovo Governo votato da nessuno con una enorme burocrazia strapagata e dittatoriale, l'UE che, per quanto da noi integralmente finanziata, ci controlla, e che costa infinitamente di piu' di quello che produce. Un peso enorme sulle noste risorse. E' un "progresso"? Proprio NO.

      Nel frattempo, da circa 20 anni: passo 4-5 ore al giorno sul mio laptop HP (USA), sistema operativo Microsoft (USA), motore di ricerca Google (USA), compro diversi oggetti e libri su Amzn (USA), ho un cellulare Apple (USA) e prima Samsung (Corea) che funzionano con chips Qualcomm (USA).
      Controllo e prenoto hotels e ristoranti su Tripadvisor (USA), mi muovo per l'Italia con Google Maps (USA), guardo films su Netflix (USA), spendo con Visa e Mastercard (USA).
      Per fortuna che non ho ne' Facebook, ne' Telegram o Tweeter (USA), ne' gioco con videogames (Nvdia, USA).

      Come si fa a non vedere che gli USA hanno STRAvinto? Sono tutti prodotti e servizi che noi Europei IMPORTIAMO BOVINAMENTE - proprio come i Paesi in Via di Sviluppo - ed hanno cambiato molto la mia vita e quelle di tutti noi.

      Per fortuna che ho ancora una moto italiana ed un auto tedesca. Per fortuna!

    1. LuxIgnis 24 agosto 2022

      Quest'articolo mi ha inspirato il fatto che il problema di fondo è che in qualche modo l'uomo medio ha ammirato tanto la tecnologia tanto da indentificarsi in essa. Per quanto un computer sia capace di imitare un comportamento e velocizzarlo esso non è e non sarà mai un essere vivente, poiché la sua struttura è diversa.
      Un computer funziona con una logica binaria (acceso-spento, SI-NO) e in parte anche gli esseri hanno questa logica localizzata nel cervello SX (forse anche per questo ci affascina la tecnologia). Ma un essere umano non ha solo la logica binaria ma ha anche un tipo di logica (cervello DX) che possiamo chiamare quaternaria (SI-NO-Sia SI che NO-né SI né NO).
      La logica binaria ha una sua importante funzione ma è rozza e semplice ed è anche facilmente manipolabile. Va bene per una macchina, e va anche bene per controllarla la macchina o per svitare un bullone, ma per il resto è totalmente fallimentare. Quante volte ci troviamo in discussioni dove magari ci siamo impantanati nel SI-NO e poi ci rendiamo conto che magari si diceva la stessa cosa vista da prospettive diverse, oppure che si era in errore entrambi, o si aveva ragione entrambi?
      Senza rendercene conto la logica binaria domina e ci domina la vita. Ed è per questo che piace tanto ai potenti, perché può essere uno strumento facile per il dominio. O così o pomì, o ti vaccini o muori (col cazzo, morite voi!😁).
      La logica binaria cerca certezze (false), la logica quaternaria cerca sicurezza. La sicurezza che si ha dopo aver valutato tutte le opzioni.
      Tutto questo non riguarda solo la tecnologia ed era largamente presente anche in passato, ma la tecnologia in qualche modo ha fatto da specchio, dandoci certezze sul chi siamo, ma togliendoci la sicurezza che viene dal dubbio, dalla curiosità, dall'essere quel che siamo senza mettere un'etichetta su quel che siamo.
      In questo la tecnologia diventa pericolosa. Se invece usata con cognizione di causa è un grande aiuto.
      L'articolo parla di questo quando fa la differenza fra identificazione (logica binaria) e identità (logica quaternaria).
      In termini spirituali il diavolo (ciò che divide) è la logica binaria e Dio (ciò che unisce) è la logica quaternaria.
      Abbiamo bisogno anche del diavolo ma se permettiamo che domini son grossi dolori.

      L'umanità è molto dominata dalla logica binaria, ed è presente dappertutto. Ma credo sia questa la scelta che siamo tenuti tutti a compiere. Se lasciare il dominio alla logica binaria e questo significa distruzione, o riprenderci la bellezza della logica quaternaria e andare avanti.
      Se osservate bene molte persone si comportano come robot, programmati in un certo modo. Parlano come libri stampati (così dicevano ai bianchi i nativi americani). Anche per questo è difficile farli ragionare, si metterebbe in discussione il loro intero programma. Andrebbero in corto circuito e si spegnerebbero. Non sanno che questo sarebbe la loro salvezza ma la vedono come un attentato alle loro convinzioni.
      Il discorso è complesso e non di facile assimilazione, spero di aver almeno a grandi linee fatto capire l'essenza. Ci ritornerò comunque.

    2. danone 24 agosto 2022

      Se si comportano come robot, se sono programmati come robot, se parlano come robot, se vanno in corto circuito e si spengono come robot, sono robot.

    3. LuxIgnis 24 agosto 2022

      Come dicono gli inglesi:
      "if it looks like a duck and walks like a duck, and quack like a duck it is a duck"

    1. JA 24 agosto 2022

      Ma inflazione ed artificiale mancanza di gas insegnano che c’è chi fa gli straordinari perché non restiamo umani.
      Sull’insensatezza medica e ambientale delle mascherine:
      “Uccelli e altri animali selvatici sacrificati per l'inutile inquinamento da mascherina
      Rapporti in tutto il mondo, inclusi Sri Lanka, Regno Unito, Australia, Giappone e Nord America, sono stati raccolti per dimostrare come le maschere abbiano creato un inquinamento ambientale che sta ferendo e uccidendo la fauna selvatica
      Gli insensati mandati d’indossare mascherine aumentano il rischio di morte, indeboliscono il sistema immunitario, incoraggiano la disidratazione, aumentano il mal di testa, diminuiscono la precisione cognitiva e promuovono l'alcalinizzazione facciale
      Indossare mascherine chirurgiche aumenta l'inalazione quotidiana di microplastiche, mentre gli studi hanno dimostrato che indossare la mascherina non riduce il rischio di contrarre malattie virali, inclusi influenza e COVID-19”
      https://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2022/08/24/mask-pollution.aspx

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