SCIAME SISMICO

SCIAME SISMICO

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info


Aggiornamento Il Più Grande Crimine 7

Tre quarti catastrofico, nel finale un po’ di speranza. Lo dico con estrema serietà, non gioco a far sensazione con gli allarmi. Il motivo per cui scrivo ciò che segue è che se non si accetta di vedere le cose come esattamente stanno, non potremo mai agire per salvare il salvabile. I media e i pubblici ufficiali mentono, non ci dicono neppure un terzo della verità. Temono il panico civile, ma così ci condannano.

Sappiamo per certo (gli abruzzesi più di tutti purtroppo) che prima di un devastante terremoto ci sono dei segnali precisi da cogliere. Per esempio il cosiddetto sciame sismico, oppure la fuga inspiegabile e in massa di animali dai boschi o dagli stagni, o i cambiamenti nella ionosfera e le emissioni anomale di gas radon dal terreno. Poi arriva il cataclisma. Nell’economia della nostra vita di oggi, parlo di voi famiglie, sta accadendo la stessa identica cosa. Ci sono i segnali peggiori, ci sono tutti, si stanno srotolando davanti ai nostri occhi in queste ore, mentre state leggendo queste righe e smaltendo le calorie di Natale, e poi arriverà il cataclisma, ma non uno qualsiasi, sarà Il Cataclisma. Sui tempi non è possibile sbilanciarsi, ma non saranno decenni, al massimo 2 o 4 anni, forse prima. Di seguito quei segnali:

1) Gli Stati Uniti stanno nascondendo al mondo la gravità della crisi che hanno scatenato, soprattutto i devastanti danni interni al Paese stesso. Non trovo parole migliori per darvi l’idea di quanto appena affermato di quelle scritte il 13 dicembre scorso sull’acuto Huffington Post di Washington: “Se vi siete goduti i primi 3 round della crisi finanziaria, adorerete i prossimi 6, quando i mercati pesteranno a sangue le banche di Wall Street, con il governo che le rianimerà coi sali per un altro round di botte (mentre i manager incasseranno miliardi). Ma alla fine non funzionerà, Wall Street andrà al tappeto trascinandosi dietro i cittadini in una Grande Depressione che i vostri pronipoti studieranno sui libri di scuola, ridendo dei goffi tentativi di Obama di raddrizzare i conti mentre l’America si sta beccando in faccia la peggior tempesta di tutta la sua storia”.

Gli USA andranno al tappeto, per la semplice ragione che 35 anni di economia neoliberista li hanno letteralmente distrutti: le loro banche sono in pratica tutte fallite e si reggono solo grazie a esborsi immensi di denaro pubblico, ma non ce lo dicono; i debiti dei cittadini sono stellari e in aumento senza speranza di essere ripagati; i debiti delle municipalità ancora peggio, e stanno fallendo interi Stati dell’unione; e le dimensioni piene della truffa finanziaria che hanno sparso nel mondo neppure si sono manifestate ancora (i dettagli nei miei aggiornamenti precedenti). Il gigante a stelle e strisce non ha speranze, questa volta va al tappeto e tutto il mondo rimarrà di pietra. Basterebbe la grippatura del primo motore economico mondiale (non contate sulla decantata Cina, è ancora un nano rispetto agli USA) per garantire all’Europa il tracollo. Ma diciamola tutta, ma proprio tutta: noi europei siamo stati da 40 anni assoggettati alla nostra particolare cura all’arsenico chiamata Neomercantilismo franco-tedesco, più Unione Europea e Unione Monetaria (tutto spiegato nell’aggiornamento 6), per cui noi avremo il dubbio privilegio di vederci arrivare lo Tsunami americano mentre stiamo agonizzando sotto le macerie di un terremoto. E sarà ancora peggio per voi miei affezionati lettori, perché mentre sguazzeremo fra i relitti del Titanic europeo che cola a picco nel gelo delle speranze, chi avrà letto Il Più Grande Crimine saprà che tutto questo fu precisamente voluto a tavolino da un nugolo di uomini che non erano né il Pdl, né la Mafia, né la Camorra, né la Casta.

2) Negli ultimi giorni i Credit Default Swaps (CDS) per chi investe nell’Eurozona sono andati alle stelle. Che significa? I CDS sono una sorta di assicurazione che un investitore fa per difendersi dal pericolo che i suoi investimenti finiscano al macero se i debitori fanno bancarotta. I mercati dei CDS sono un perfetto termometro della salute di quei debitori. Se si ritiene che essi siano affidabili, ok, ma se li si ritiene in punto di morte ovviamente il prezzo delle polizze CDS schizza alle stelle. Per esempio il CDS iTraxx Europe five-year index, che dice quanto affidabili siamo noi europei per chi ci vuole prestare denaro, è al livello record di 105. Ma ecco la chicca: vi ricordate che noi Stati dell’Eurozona siamo stati ridotti alla condizione di non avere più moneta sovrana (lire, marchi…) e di dover PRENDERE IN PRESTITO DAI PRIVATI OGNI SINGOLO EURO che spendiamo per la vita pubblica? Ecco, immaginate cosa ci costerà da adesso prendere in prestito tutti quei soldi con dei CDS a quel livello, cioè con gli investitori (coloro che ce li prestano) coi sudori ghiacci e quindi con tassi d’interesse - che gli dobbiamo pagare per compensare i loro rischi - altissimi. Ma non saranno nei guai solo i Tremonti della situazione, lo saranno anche le aziende (dove lavori tu), i negozi (dove lavori tu), i ristoranti e bar (idem), cioè chiunque dovrà lavorare con le banche dell’Eurozona per chiedere prestiti, perché la catena della sfiducia non si ferma, e infatti “il credito in Europa continuerà ad agonizzare… i problemi non se ne andranno nel 2011” dice Teo Lasarte, european credit strategist di Bank of America Merrill Lynch (loro se ne intendono)s.

3) Il 15 dicembre del 2010, l’agenzia di rating Moody’s ha lasciato intendere che declasserà i titoli di Stato spagnoli. Ovvero: i pescecani stanno girando in circoli sempre più stretti attorno alla Spagna. Al primo morso, affondiamo tutti fra le loro fauci. Che significa? Primo, se stiamo con la metafora degli squali, cioè coloro che ho descritto ne Il Più Grande Crimine e che profitteranno della nostra rovina, le agenzie di rating sono come chi ti spintona fuori bordo proprio mentre attorno alla barca si affollano i pescecani. Esse (Moody’s, Standard and Poor’s o Fitch), senza averne alcun diritto sancito da concordati internazionali, hanno il potere di bocciare l’affidabilità economica di interi Stati, cioè dicono: “La Spagna ha le pezze al sedere (troppo debito), e quindi da ora se essa vuole vendere i suoi titoli di Stato dovrà promettere tassi d’interesse molto più alti (per compensare il rischio di chi glieli compra)”. Immediatamente i mercati dicono alla Spagna “non ti diamo più un soldo se non fai quello che dice Moody’s”, e la Spagna non ha scelta, deve obbedire, perché ricordate che non ha più moneta sovrana, ha invece l’euro che deve sempre prendere in prestito appunto vendendo titoli di Stato. Ma questo innesca immediatamente un circolo vizioso micidiale, dove la bocciatura di Moody’s allarma i mercati, che pretendono più interessi dal governo, ma se il governo paga interessi più alti si indebita ancora di più e questo porta ad un’altra bocciatura di Moody’s che porta a costi sempre più alti per la Spagna, che portano ad altre bocciature… fino all’inferno. Cioè Irlanda e Grecia. Ma attenzione qui, perché ci sono due conseguenze, una sanguinosa, l’altra mortale. La prima è che uno Stato come la Spagna, con una disoccupazione al 20,6% (nei giovani 43,6%), dovrà disperatamente tagliare la spesa pubblica senza pietà al fine di compiacere ai mercati di cui sopra, il che innesca un altro circolo vizioso di licenziamenti, povertà, quindi meno consumi, quindi aziende che vanno sotto, quindi ancora licenziamenti ecc. Come è noto i tagli alla spesa pubblica sono oggi il comando perentorio in tutti gli Stati dell’euro, e il Financial Times scrive “questi correttivi di spesa smorzeranno i mercati del lavoro fino alla fine del 2011”… auguri, mie care famiglie. La seconda è che tutti gli economisti concordano che se la Spagna fa lo stesso botto di Irlanda e Grecia, questa volta esplode anche l’Europa, semplicemente perché un salvataggio della Spagna è troppo costoso. Cioè sbancherebbe tutta l’Eurozona. Moody’s ha entrambe i palmi delle mani appoggiati alla schiena di Madrid, che sta in bilico sul bordo della nave, e sotto ci sono fauci micidiali. Lo spintone non è una questione di forse, ma solo di quando, perché come ho già scritto in passato le cause del crollo europeo sono tutte ancora presenti (l’euro per primo) e nessun politico le ha mai volute veramente affrontare. La Spagna va sotto e noi tutti con lei. Fine dell’Eurozona e dell’Unione Europea.

4) La Swiss National Bank è stata la prima banca centrale europea a rifiutare ufficialmente i titoli di Stato portoghesi e irlandesi. Perché importa? Il segnale sia alle banche colleghe che ai mercati è drammatico, in particolare per i governi di Lisbona e Dublino che vengono così etichettati come infetti. Nel presente arrangiamento, dove la dipendenza degli Stati sovrani dai mercati è del 100%, ciò equivale a una ghettizzazione che non lascia speranza. Si noti come tutti questi segnali innescano sempre una spirale verso il basso da cui le nazioni colpite non possono salvarsi. Ciò non accade a caso, e lo spiego più sotto (parte del Più Grande Crimine). L’estensione di questa ‘unzione’ da parte della Swiss National Bank a Spagna e Italia è del tutto fuori dal controllo dei relativi governi, e la SNB si è rifiutata di chiarire se ciò può accadere a breve, commentando glacialmente “Quello che conta è il mercato”.

5) George Soros ha detto che la UE è a rischio di distruzione. Perché questo tizio conta? Soros è il più autorevole e micidiale investitore privato del mondo, è l’uomo che nel 1992 ha spaccato la schiena alla Gran Bretagna facendone collassare la sterlina, e la GB non è il Burkina Faso, è uno dei Paesi più potenti del mondo. Poi ha tagliato le gambe all’Italia, alla Korea ecc. Una parola allarmante del sopraccitato ha sui mercati (sempre quelli da cui noi Stati dell’Eurozona dipendiamo per avere ogni singolo euro da spendere) lo stesso effetto che un ammalato di peste bubbonica avrebbe sulla folla in piazza se si mettesse a urlare “ho la peste!”. Esattamente 24 ore prima del sopraccitato annuncio di Moody’s, Soros aveva rilasciato al Financial Times di Londra la seguente dichiarazione: “I tassi d’interesse imposti ai titoli di Stato dei governi europei più deboli soggetti al salvataggio della UE sono troppo alti. Essi rendono impossibile per quei governi il riscatto a fronte degli Stati più forti. Il circolo vizioso renderà i governi deboli sempre più deboli, lo scontro fra debitori e creditori sarà più aspro, e c’è il pericolo concreto che l’euro finisca per distruggere la coesione politica e sociale dell’Unione Europea”. Capito mercati? l’Europa si sta suicidando, ha detto Soros. Così funzionano i ‘pizzini’ del Vero Potere, si parlano fra di loro in questo modo, e bisognerebbe che una Wikileaks veramente dedicata a spulciare nelle cose che contano (e non nel semi-nulla finora rivelato) divulgasse la lista delle scommesse con i derivati che il Soros Fund Management LLC del buon George ha piazzato in questi mesi, assieme alla ridda di altri scommettitori (chiamati Hedge Funds) internazionali. La domanda è: quante di queste scommesse sono state piazzate contro l’euro e l’Eurozona? L’uso dei derivati per scommettere contro interi Paesi destinati artificiosamente alla rovina non è una novità; nel mese di settembre del 2010 gli Hedge Funds (come quello di Soros) avevano già piazzato centinaia di milioni di dollari di scommesse contro la Grecia. Cioè: letteralmente sono come chi scommette 100 denari che il mercato della carne crollerà, e poi sparge la voce che c’è la mucca pazza nelle bistecche.

6) Dal vertice della Banca Centrale Europea, a quello della Banca d’Italia, per passare per i comunicati dei tecnocrati di Parigi e Berlino, il coro è unanime: il Patto di Stabilità va imposto con maggior rigore. Cioè: se il paziente sta soffocando, tappategli anche le narici. Questo significa che vogliono dare il colpo di grazie all’Europa e ammazzarla una volta per tutte. Spiego: quando l’Unione Monetaria (l’euro) fu creata, i suoi padri pensarono di dotarla di una camicia di forza, proprio così, infatti in gergo finanziario si parla di straightjacket. Si tratta cioè di regole per immobilizzare gli Stati aderenti in certe condizioni economiche, che sono: inflazione bassa e armonizzata, deficit di bilancio non oltre il 3% del Prodotto Interno Lordo (PIL) e debito pubblico non oltre il 60% del PIL. Questa camicia di forza è stata chiamata Patto di Stabilità. Ci dissero che avrebbe innescato un processo virtuoso per l’Europa dove gli Stati avrebbero ripulito i conti di casa e tutti saremmo stati più ricchi e felici. Balle, proprio una menzogna totale. Non voglio parlare difficile, ma guardate che oggi tutti, ma proprio tutti quelli che contano in economia e finanza hanno già detto che il Patto di Stabilità è un suicidio, è una corda saponata bella e buona, che ci, vi, sta ammazzando. Tutti meno i criminali che l’hanno voluta e/o sostenuta, cioè i soliti Mario Draghi, Jean Claude Trichet, Jaques Attali, Jaques Delors, Theo Waigel, Giuliano Amato, Angela Merkel ecc. Alcuni di costoro infatti sono ancora oggi come cani rabbiosi a latrare in giro per l’Europa che non solo questa sciagura è valida, ma che va addirittura rafforzata. A una convention dei democristiani tedeschi in Baviera a inizio 2011, proprio il governatore della Banca Centrale Europea Jean Claude Trichet ha tuonato: “I governi europei non hanno scelta, devono cambiare politiche, devono rinforzare assai il Patto di Stabilità, e le politiche di spesa vanno riportate sul sentiero della virtù”. Tenete a mente queste ultime 4 parole, perché sono grottesche “il sentiero della virtù”. La criminosità del Patto, e cerco di essere semplice, si snoda in diversi aspetti molto complessi, ma di fondo ciò che esso fa – che è stato programmato per fare – è di costringere i Paesi meno ricchi d’Europa a limitare drasticamente la spesa pubblica; ma va compreso che per nazioni come la Grecia, la spesa pubblica è l’unica speranza di sopravvivenza per il grande pubblico, visto che il settore privato non è ancora in grado di generare abbastanza ricchezza da solo; in tal modo Grecia, Portogallo, Irlanda, ma anche l’Italia fra un po’, sono condannate a non poter mai raggiungere un livello di ricchezza apprezzabile; questo innesca il solito effetto a spirale negativa di svalutazione del loro mercato nazionale, che significa meno investimenti, che significa più disoccupazione e sottoccupazione, che significa più spese statali per gli ammortizzatori sociali, che significa però sgarrare il Patto di Stabilità, che significa attirarsi la bocciatura delle agenzie di rating, che significa perdere sempre più investimenti e pagare salatissimi i soldi che quei governi devono prendere in prestito, che significa ancora più disoccupazione che significa sempre più esborsi statali, altre bocciature, altri collassi economici… all’infinito. Non c’è salvezza da sta trappola, e non ci deve essere, perché lo scopo finale di essa, cioè del Patto di Stabilità, è proprio di collassare interi Paesi europei per rendere in semi schiavitù sia lo loro forza lavoro che i loro governi. Cioè: creare “sacche di lavoro alla cinese in Europa”, per gli scopi descritti nel mio saggio il Più Grande Crimine e aggiornamenti. Ovvero creare quella che Marx chiamò “l’armata di riserva dei disoccupati”, da cui la grande industria attinge a piene mani per ricattare con arroganza sia i governi che i sindacati. Leggi Mirafiori… ma è un’altra storia.

E non è finita, per le vittime c’è ancora agonia: quando esse si trovano nelle pietose condizioni in cui sono state cacciate dal Patto di Stabilità, la UE dei tecnocrati criminali le costringe ad accettare i famosi ‘salvataggi’ del Fondo Monetario Internazionale e della UE stessa. Significa che Grecia, Irlanda e Portogallo, e chiunque verrà poi, si trovano a farsi prestare somme enormi in euro, che è una moneta che non possono emettere, per cui l’unica scelta che hanno per ripagare quell’immenso debito è di succhiare il sangue ai propri cittadini con tagli alla spesa sociale, al pubblico impiego, e ai salari. E giù di nuovo in una spirale infernale da cui è impossibile risorgere. Questo orrore criminoso è stato persino denunciato dai Nobel dell’economia Stiglitz e Krugman, ma viene liberamente ammesso anche dai giornalisti finanziari stranieri a viso scoperto se non li si cita per nome. Sto parlando non di noiosi numeri scritti sul Sole 24 Ore, ma di sofferenze di milioni di persone come me e voi famiglie per anni a venire.

Quindi la determinazione dei Padroni dell’Europa di confermare e rafforzare il Patto di Stabilità ci spedisce come continente dritti all’inferno, ora, mentre scrivo.

Questi i segnali, inequivocabili, assolutamente chiari. E non si dimentichi il lettore/lettrice che alla UE sono stati sottratti gli strumenti principe per salvarsi dallo schianto. Come dire che il circo dell’Unione Europea ha lanciato 17 Stati in acrobazie impossibili e non gli ha messo sotto la rete, che era l’uso delle propria moneta sovrana (lire, marchi, franchi, dracme…) per compensare il crollo di occupazione e salari, per rassicurare i mercati del ripagamento dei debiti e per sostenere le aziende con iniezioni di spesa a deficit mirata alla produttività (i dettagli ne Il Più Grande Crimine).

Segnale 1, segnale 2, 3, 4, 5, 6… e poi la terra trema e tutto crolla. Crolleranno gli USA (che si salveranno, ma solo dopo averci travolti), e crollerà l’Unione Europea, e le conseguenze saranno storiche, epiche nelle proporzioni, cioè “una Grande Depressione che i vostri pronipoti studieranno sui libri di scuola”. Ok, questo sta per accadere qui, non in un film. Ora cosa fare.

Stiamo trattando una materia di estrema serietà, che io tento di semplificare da mesi per la comprensione dei cittadini non esperti, e dunque sarei uno sciocco se non dicessi che le soluzioni sono complessissime e tecnicistiche, che richiedono sforzi ad alto livello e organizzazioni che noi cittadini non possiamo neppure iniziare a contemplare. Ma ciò che noi possiamo fare è importantissimo e fattibile. Come sempre ho detto, prima cosa è divulgare queste realtà a chiunque, e non demordere di fronte a sguardi allucinati o risposte come “ma va là, è fantascienza… Barnard è un pazzoide… è colpa di Berlusconi… governo ladro ecc.” (mi scrivono gli operai da tutt’Italia e sono quelle le risposte che i loro colleghi sbottano a fronte di questi temi. A proposito di chi si dà la zappa sui piedi…). Poi organizzarsi per innanzi tutto chiedere l’apertura di un dibattito pubblico sull’uscita dall’Euro e il ritorno ordinato (cioè con tutele intragovernative contro gli attacchi speculativi) alle monete sovrane. Infine che l’Italia, con propria moneta, sposi un programma di spesa a deficit per creare ricchezza al netto per i cittadini, e che deve andare nella doppia direzione di essere investita in aumenti di produttività nell’economia reale (quella che produce cose vere e non giochi finanziari) e di creare un programma governativo di piena occupazione e pieno Stato sociale. Nel capitolo LA PIENA OCCUPAZIONE ERA POSSIBILE de Il Più Grande Crimine è spiegato che tutto ciò è non solo economicamente possibile, ma vi sono anche i nomi di economisti di statura mondiale che da decenni sostengono la tesi della spesa a deficit e piena occupazione. Infatti vi ricordo che:

1) uno Stato con moneta sovrana può onorare qualsiasi debito pubblico senza problemi e nessuna agenzia di rating lo può strangolare. Il Giappone con Yen sovrano ha un debito doppio rispetto alla Grecia, doppio!, e non solo non è in croce, ma gli investitori sono corsi in massa a rifugiarsi nello Yen in questi mesi. 2) la spesa a deficit dello Stato a moneta sovrana che crei occupazione, investimenti dal pubblico al privato e produttività, non crea inflazione e si auto-cura grazie all’aumento del PIL nazionale, e infine non ha limiti di spesa, essendo denaro che lo Stato NON DEVE PREDERE IN PRESTITO DA ALCUNO, e che crea dal nulla. 3) il debito dello Stato a moneta sovrana NON E’ il debito dei cittadini, ma al contrario è la loro ricchezza. 4) Non c’è alcun potere privato al mondo in grado di sconfiggere uno Stato a moneta sovrana che decida di fare quanto sopra.

Questo ritorno dello Stato a moneta sovrana alla sua funzione primaria è l’unica speranza in assoluto di creare un cuscino di sopravvivenza per i milioni di noi che saranno travolti dal Cataclisma. Per spezzare il piano di storica criminosità del Vero Potere di distruggere l’Europa e creare sacche di lavoro alla cinese qui da noi, non v’è altra strada.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info/
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=201
10.01.2011

Commenti (169)

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    1. amensa 12 gennaio 2011

      @ mikaela
      non si può offendre impunemente l'intelligenza di lettori disattenti sostenendo tesi come quella che il debito pubblico è responsabilità delle banche centrali.
      sostenere una simile stupidaggine, potrà attirare molti consensi, ma è completamente falsa, e significa non avere idea di cosa sia un bilancio.
      propagandare poi la storia del signoraggio, in un sistema monetario "fiat" è significativo di chi non ha capito che differenza ci sia tra questo sistema monetario ed uno aureo o comunque a moneta con valore intrinseco.
      se come tu dici, si ispira a eminenti studiosi, o non ha capito cosa dicono o quelli sono studiosi del nulla.
      ti faccio presente che, fino a settembre del 2007, solo 8 tra economisti, professori universitari e premi nobel, avevano avvertito l'avvicinarsi della crisi, per tutti gli altri tutto andava a gonfie vele.
      i fatti hanno dimostrato quanta ragione avessero.
      a me non importa se anche il mondo intero sostiene che 2+2=5, da parte mia non smetterò di sostenere che fa 4, ma lo sosterrò con chi almeno prrova a dimostrarmi che fa 5 o almeno accetta il confronto.
      qui questo non avviene, ed è per questo che mi sono rotto.

    1. mikaela 12 gennaio 2011

      Caro Amensa, avresti potutto spendere meglio il tuo tempo se tu avessi controllato le fonti che Barnard ha allegato al Pdf del " Il piu' grande crimine", ti saresti reso conto che sono grandi studiosi.

      Controllando singolarmente i nomi di questi economisti avresti scoperto dove lavorano chi sono veramente, cosa hanno fatto nella loro vita.

      E' ovvio che queste persone non hanno usufruito degli appoggi mediatici, copertine di grandi giornali specializzati che li rendeva popolari ma nel loro mondo universitario hanno saputo far valere i loro studi.

      Barnard non ha fatto altro che farci un riassunto di quello che hanno scritto che sommato al suo bagaglio di conoscenze acquisito negli anni a tutte le informazioni catastrofiche di tutto quello che succede nel mondo ne ha fatto un quadro molto chiaro.

      Io non ho niente di personale nei tuoi confronti ma mi riesce difficile (visto che ci capisco poco o niente)fidarmi di uno che ripete piu' o meno la pappardella che vuole farci ingoiare il grande potere.

      Barnard ha un vissuto da grande giornalista e il motivo per essere stato isolato dai media c'e', infatti aveva tutte le carte in regola per arrivare anche lui alla pensione Rai(meglio di Santoro, della Gabba e tanti altri) e se non e' li e' perche' non supportava i loro sporchi interessi.

      Goditi la tua pensione ( Tecnico di computer a schede che operava nel settore Bancario credo) e smettila di offendere l'intelligenza di chi con pochi mezzi e solo per amore del prossimo si preoccupa di farci sapere quello che i media non diranno mai.

    1. amensa 12 gennaio 2011

      cosa c'entri la scienza solo uno come te lo può sapere. per millenni è stato sostenuto che il sole e gli astri giravano attorno alla terra ferma nello spazio, e tutti erano d'accordo.
      i "prestigiosi economisti" portati a sostegno sono gli stessi che non hanno previsto quel che stava accadendo nemmeno a un mese di distanza.
      fai bene a fidarti di quelli, ti consiglio magari un giro in aereo guidato da piloti che non abbiano mai superato l'esame della licenza di volo. sai potrebbe essere molto emozionante.

    1. amensa 12 gennaio 2011

      sottrarsi al dibattito è anche un buon modo per non dover ammettere i propri errori. io la sfido ad un pubblico dibattito in cui potrei facilmente smontare suoi cavalli di battaglia quali "il debito pubblico è colpa del sistema bancario" oppure "risolviamo il problema del debito pubblico permettendo allo stato di emettere denaro" oppure "la banca centrale impresta soldi allo stato" o affermazioni simili.
      troppo facile raccogliere consenso additando responsabili inesistenti.
      avere il coraggio di dire ai lettori "la colpa è vostra, della vostra ignoranza e dabbenaggine, credulità e fuga dalle responsabilità" è, seppur vero, molto più difficile da sostenere.
      il mio indirizzo è noto.
      se accetta mi faccia sapere.

    1. wiki 12 gennaio 2011

      no no guarda...è utile al potere d'acquisto...

    1. wiki 12 gennaio 2011

      l'inflazione è un falso problema....ha ha ha...ma come siamo messi ?

    1. BarnardP 11 gennaio 2011

      Sono tutto meno che arrogante o snob. Se non partecipo ai dibattiti qui è per tre motivi:
      1) in taluni casi c'erano caterve di insulti di bassissimo livello
      2) in altri casi, vedi amensa, le mie risposte consisterebbero nel riscrivere esattamente quello che ho scritto nel pezzo, quindi un inutile ping pong
      3) oggi che mi hanno espulso dal 'giornalismo', devo fare altro per vivere, e il resto del tempo lo impiego a fare il giornalista, a studiare e a rispondere ai lettori via mail. Non mi rimane altro tempo.

      Grazie a tutti di leggermi. B.

    1. rasna-zal 11 gennaio 2011

      Allora... devi ammetere che l'economia in genere e addirittura il funzionamento della contabilità di una banca è veramente roba dura da digerire.

      Ora, sicuramente lo sarà meno per te, visto che a quanto pare sei stato nel settore; infatti io ti ho già detto che non discuto su quello che affermi, non ne sarei capace o rischierei di infognarmi in congetture risibili.
      Però leggo da tempo gli articoli di Barnard e il contraddittorio che in mancanza di controparte ti sei creato da solo e che mi permette di farmi una opinione.
      Ora non ti chiedo di elencarmi gli errori di B. anche perchè, sinceramente, non discuto su fatto che lui non li abbia commessi, però accantona le posizioni personali e anche la malizia e dimmi le vere differenze tra i due punti di vista.
      Correggimi se sbaglio: tu non sei daccordo con B. sulle teorie Keynesiane che però confermi come propedeutiche per le economie giovani, in espansione e soprattutto guidate da "operatori" con ampio senso civico.
      Tu ritieni che questa cura sia deleteria nella situazione attuale; ritieni che attribuire le colpe ai poteri economici sia furviante nei confronti dei veri colpevoli che sono i politici con tutta la malfunzionante macchina burocratico crimimal-corruzionistica tipica italiota.
      Al contrario B. ritiene che i politici siano delegati del potere economico compiacenti e collusi ad esso, individua nei grandi poteri finanziari (non le banche) gli attori di un piano per la rinascita di una nuova elite che abbisogna di una massa di pezzenti, vessati e ridotti in schiavitù per governare senza problemi.
      Ma se non sbaglio anche tu sostieni che gli usurai (banche) non hanno interessi ad uccidere il proprio addotto, ma di condurlo ad una condizione di schiavitù da debiti.
      Ma allora, detto questo (molto brevemente) e premesso che non ho problemi ad esplorare le tue ragioni a patto che tu sia generoso al punto di renderle facilmente comprensibili, non ritieni che chi legge possa tranquillamente superare le divergenze suddette e arrivare al punto della situazione.
      Prendere coscenza di quello a cui andiamo incontro: puoi cominciare dai politici se ti fa piacere ma è indubbio che tra i cattivi dovrai includere anche i vari Soros e i suoi accoliti, altrimenti dovrei pensare che sei tu quello in malafede...
      E' indubbio che il sistema attuale economico che regola gli stati sia fallace, assurda la crescita perpetua del PIL, assurdo il PIL, assurdo anche pensare che non sia più possibile spendere soldi creati dallo stato che inneschino un nuovo processo virtuoso, assurdo pensare che non possa esistere uno stato che premia l'onestà e il virtuosismo, assurdo pensare che non esista possibilità di investire in tecnologie che non servano a fare guerre, ma a facilitare la condizione umana.
      Se stiamo qui a scrivere è perchè abbiamo questa visione di speranza oppure perchè siamo dei mitomani egocentrici, io appartengo ai primi.
      Ciao e fammi sapere.

    1. Kevin 11 gennaio 2011

      La prima rivoluzione si fa davanti allo specchio.

    1. Iacopo67 11 gennaio 2011

      Provo a spiegarlo un pochino meglio:
      L'inflazione galoppante non era dovuta al fatto in sè che i tedeschi fossero costretti al pagamento dei debiti di guerra, come spesso si affermò all'epoca; infatti i tedeschi avrebbero potuto pagare con i soldi ottenuti da inasprimenti fiscali e limitando la spesa pubblica, controllando così l'inflazione.
      Invece essi scelsero deliberatamente di pagare i debiti prendendo soldi a prestito dalla Reichsbank ( e talvolta stampandoli anche direttamente, secondo l'articolo da te indicato ) provocando volutamente l'iperinflazione, col preciso scopo di sminuire consistentemente i debiti di guerra.

    1. Rossa_primavera 11 gennaio 2011

      Appunto piu' di mille anni dal 753 ac al 476 dc,l'impero americano e' sulla breccia da 100 anni,la strada per il suo sgretolamento e' lunga ancora

    1. Iacopo67 11 gennaio 2011

      L'inflazione in Germania durante gli anni della guerra è una cosa diversa dall'iperinflazione avvenuta in seguito.
      Tutte le nazioni coinvolte nella guerra, e non solo la Germania, hanno subito l'inflazione, a causa delle imponenti spese di guerra.
      Secondo Carroll Quigley "everywhere the ratio of gold reserves to notes fell drastically during the war: in France from 60 % to 11 %; in Germany from 59 % to 10 %; in Russia from 98 % to 2 %; in Italy from 60 % to 13 %; in Britain from 52 to 32 %".
      L'iperinflazione invece inizia, in Germania, nel 1921; la guerra è già terminata da un pezzo, a questo punto quello che la Germania deve pagare non sono più le spese della guerra ma i ben più soverchianti debiti impostigli dai vincitori: "Instead of taxing and retrenching, the German government permitted an unbalanced budget to continue year after year, making up the deficits by borrowing from the Reichsbank. The result was an acute inflation. This inflation was not forced on the Germans by the need to pay reparations ( as they claimed at the time ) but by the method they took to pay reparations ( or, more accurately, to avoid payment )." Le citazioni sono dal libro "Tragedy and hope" di Carroll Quigley.

    1. operaiomantici 11 gennaio 2011

      Se lo dici tu anche che sono minchiate...


      Sull’inflazione e le sue cause non si trovano due che siano d’accordo, ma per fortuna qui c’è l’esperto assoluto che sa tutto con granitica certezza.


      Intanto in Italia lo stato spende già meno di quanto raccoglie in tasse, ma poi deve pagare aggiuntivamente 70 – 80 miliardi di euro annui per un debito truffa.


      Comunque in Cina i soldi li crea lo stato, e non sono diventati gialli per l’inflazione. Nemmeno in Iran gli è cresciuta la barba per l’inflazione.


      La sovranità monetaria implica anche la possibilità di eliminare il denaro da parte dello stato, per controllarne la quantità. E se si crea denaro per creare dei beni, o per mantenere/valorizzare quelli che già ha, si può ridurre contemporaneamente l’inflazione.


      Per esempio in Italia c’è un patrimonio artistico di valore considerevole, ma lasciato a se va in malora, e siccome nessuno elimina il corrispettivo valore in denaro l’inflazione aumenta. Ci sono aree e città su zone sismiche, franose, dissestate in qualche modo. Arriva un terremoto o una qualche minima calamità e tutto è distrutto, quindi valore perso. Se si creavano i soldi per restaurare, bonificare, sistemare il territorio … si valorizzava ciò che c’era, e l’inflazione non aumentava, anzi diminuiva. Oppure supponiamo che ci siano persone qualificate ma disoccupate. Se gli si fornisce uno stipendio per fare quello per cui sono preparate, e se ovviamente la scelta è oculata, questi producono dei beni, quindi l’inflazione scende. Se si creano soldi per costruire un’opera pubblica, tipo una rete stradale, oltre al valore intrinseco dell’oggetto, c’è anche e sopratutto il valore aggiunto che consegue dalle sue finalità, tipo il miglioramento dei trasporti e degli scambi.


      Quindi creare denaro e decidere a cosa destinarlo è uno strumento che permette di ridurre l’inflazione, ma oggi è completamente in mano a banche private.
      Lo spauracchio dell’inflazione è creato apposta per allontanare le persone dal controllo del denaro, e lasciarlo nelle mani dei banchieri.


      Dulcis in fundo, l’inflazione c’è già.

    1. Nolisbona 11 gennaio 2011

      Oh finalmente! La scienza ci da ragione, Barnard riporta gli studi prestigiosi economisti. Si goda la pensione, spero vivamente di non rileggere piu i suoi delirii.

    1. amensa 11 gennaio 2011

      cari signori, confesso che mi sono rotto le palle.
      vi piace Barnard ? leggetevelo, imparate bene quel che sostiene, e non lamentatevi se vi accorgerete ch evi ha raccontato tante palle.
      eravate stati avvertiti. quel che non mi va, non è il numero ne degli oppositori ne il numero delle opposizioni alle mie affermazioni.
      io ho speso un mucchio di tempo a rispondere ad un mucchio di domande e affermazioni, ma uno, dico uno che risponda a qualcuna delle mie domande, prima o poi si farà vivo ?
      come si fa a dimostrare la fallacia di un ragionamento se non si risponde alle domande "scomode" ?
      è qui, sotto gli occhi di tutti, la differenza di metodo.
      quando è stato pubblicato un mio scritto, per una settimana mi sono impegnato ore ed ore a rispondere.... avete visto da parte di Barnard o qualcuno sdei suoi sostenitori , qualcosa di analogo ? no vero ? non pensate che sia un po' troppo comodo lanciare il sasso e poi defilarsi ?
      bene, ripeto, di questa asimmetria, io mi sono ROTTO !

    1. amensa 11 gennaio 2011

      @ rasna-zal
      forse avrai anche ragione a sostenere che non si può dubitare della buonafede di una persona, ma dimmi tu, quando una persona vuole parlare ad un pubblico esteso come quello dei blog, ricerca informazioni negli angoli più remoti del globo e della conoscenza, e poi commette errori che nemmeno uno studente di 2° ragioneria farebbe, cosa pensi ? che sia un errore casuale oppure un errore voluto con tutte le sue brave finalità ?
      ti prego, prova a rispondere a questa domanda.

    1. pepe 11 gennaio 2011

      giusto per informazione.....il parlamento europeo è a strasburgo

    1. wiki 11 gennaio 2011

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=31394

    1. Iacopo67 11 gennaio 2011

      Grazie, wiki.
      C'è una riga nell'articolo che dice che il governo di Cuno ha stampato moneta, mentre in altri punti dell'articolo si capisce che il governo prendeva la moneta in prestito dalla Reichsbank in cambio di buoni del tesoro emessi dallo stato. Rimane anche poco chiaro se e quanta responsabilità avessero i banchieri nel concedere al governo tutti i soldi che chiedeva. Ma comunque, in ogni caso, la cosa è poco rilevante.
      Quando una nazione perde una guerra e gli vengono imposti micidiali debiti dai vincitori, l'economia di quella nazione è rovinata, indipendentemente da chi in quella nazione emette la moneta.
      Voler prendere un esempio del genere per cercare di dimostrare che chi gestiva la moneta in quel paese era un cattivo amministratore, è fuorviante. Preciso, per non essere frainteso, che la mia è un'osservazione sull'onestà intellettuale, niente più.
      Personalmente non sono ostinatamente contrario a un'indipendenza del sistema bancario dallo stato, se si può fare in modo che il sistema bancario sia controllato direttamente dai cittadini, anche per esempio con l'elezione diretta da parte del popolo dei governatori della banca ( ma non so quanto sia praticabile ). L'importante è che il sistema, direttamente, o indirettamente attraverso lo stato, sia controllato dalla cittadinanza.

    1. ventosa 11 gennaio 2011

      Ottimo intervento, Earth.
      Nei paesi occidentali si lavorava a ritmo serrato in un periodo di espansione, con un certo grado di tecnologia; abbiamo più che dimezzato la mano d'opera con l'utilizzo delle nuove tecnologie per produrre una quantità di beni che non serve più(ritenzione dei mercati occidentali), utilizzando i proventi per consentire alle multinazionali di espandersi a livello globale senza corrispondere adeguati fondi per la copertura sociale.

      Ed è solo un esempio di come non si può prescindere dallo stato sociale ed i suoi cambiamenti, quando si vuole trovare una soluzione ATTUABILE ai problemi sui quali si sta dibattendo. Naturalmente, se lo scopo ultimo è il bene comune.

      Saluti.

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