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Sarà francese il primo Presidente Mussulmano europeo?

FONTE: GEFIRA.ORG

La classe dirigente francese ha fatto dell’ignoranza la chiave di volta della loro politica, reprimendo la nascente consapevolezza che il flusso dei popoli sta modificando questa nazione. Per sempre. La società sta vivendo una profonda trasformazione demografica come non si vedeva dal 500 d.C. e malgrado ciò il governo ancora non tiene traccia dell’etnia e della religione dei suoi abitanti. Al contrario, l’establishment francese continua a raccontare il suo solito mantra “Siamo tutti francesi”, ripetendo una strategia che non funzionò nemmeno durante il colonialismo.

La storia ci insegna che le nazioni cambiano profondamente quando l’Islam diventa una forza importante. Ma le élite francesi credono che questa legge miracolosamente non varrà per la Francia. Dopo il periodo coloniale, hanno visto  sparire la cultura francese nel Sud-est asiatico e in Africa; ora lo stesso accadrà nel loro stesso paese. Per molti anni ancora i musulmani non saranno una maggioranza, ma presto, entro uno o due decenni, diventeranno una delle forze politiche più influenti.

Si dice che ci siano circa 6 milioni di musulmani che vivono nel paese e stanno aumentando di numero, quindi sono quasi il 9% della popolazione.1) , ma il numero reale può essere molto più alto e, persino 7 milioni , sembra un numero realistico. Per vedere questi numeri in una giusta prospettiva politica: Macron ha preso 8.7  milioni di voti e la Le Pen 7,7  al primo turno e alle elezioni legislative, il partito di Macron, En Marche, che ha vinto con una vittoria, definita “schiacciante” dai media, ha preso in tutto solo 7,8 milioni di voti.

Il numero di musulmani necessari perché un partito musulmano diventi il secondo o il più grande partito francese ormai è demograficamente alla portata. Suona strana una competizione tra un candidato del Front National contro un candidato islamico? Vent’anni fa se avessi previsto che a Londra sarebbe arrivato un sindaco musulmano, mi avrebbero preso per un allarmista di estrema destra.

Questa prospettiva è diventata ancora più realistica ora che il principe Salman d’Arabia ha comprato un castello da 300 milioni di dollari 2) ed è probabile che comincerà a spendere soldi suoi per ridisegnare il panorama politico francese. I sauditi stanno avendo molto successo nell’acquisire influenza politica in Asia orientale. In Indonesia, il paese musulmano più popoloso del mondo, sono forza trainante del movimento wahabita e finanziano  il DDII – Dewan Dakwah Islamiyah Indonesia (la società indonesiana per la diffusione dell’islam)-  e Lembaga Ilmu Pengetahuan Islam dan Arab (l’Istituto di studi islamici e arabi, o LIPIA). 3).  Potremmo vedere qualcosa di simile anche in Francia e in altri paesi d’ Europa.

Diverse fonti danno numeri diversi. Il gruppo di Gefira mette il numero di musulmani in Francia, la maggior parte dei quali sono migranti e non richiedenti asilo, poco sopra i 6 milioni.


Secondo il Pew Research Center, nel 2050 in Francia ci saranno tra 8,6 e 13 milioni di musulmani, probabilmente 12,6 milioni, che saranno quasi 1/5 della popolazione, ma molto probabilmente il numero è sottostimato, dato che l’età media dei musulmani è di 27 anni, mentre quella dei non musulmani è di 43 anni, quindi i musulmani si espanderanno ad un ritmo più veloce.4)

Nel 2006 la Francia divenne la patria della più grande popolazione musulmana in Europa,  secondo certe stime nel 2004 circa il 20-30% delle persone sotto i 25 anni era seguace di Maometto e a quel tempo costituiva anche il 15% dell’esercito francese. C’è poco da stupirsi se i francesi sono giustamente preoccupati per la militanza dell’Islam, perché la gioventù è la sua forza trainante.5)  L’IFRI (Istituto francese per le relazioni internazionali) ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che circa il 15% dei militari sono immigrati e che la maggior parte proviene dal Nord Africa. Le élite di Parigi  giurano che tutti questi militari sono devoti alla Quinta Repubblica, che sventolano la bandiera col motto “Liberté, Égalité, Fraternité” e che considerano Macron e sua moglie “l’esprit de la nation”. La realtà sarà diversa. In Francia, non è solo la polizia che viene presa come bersaglio di molti attacchi da parte di giovani maghrebini, ma lo sono anche i vigili del fuoco che sono visti come nemici.6)  Questi fatti mostrano il profondo scollamento che esiste tra i servizi statali e alcuni dei suoi cittadini.

Sono aumentate anche le conversioni all’Islam e gli atti di sottomissione alla cultura islamica, soprattutto tra i giovani e i convertiti, molti dei quali con un passato da migrante, sono un fattore importante che fa aumentare la minaccia del terrorismo.7)  Nel 2014, si dice che Marsiglia avesse una popolazione  con una percentuale del 30-40% di minoranza musulmana e fu riconosciuta la città più pericolosa d’Europa. Questo fenomeno non è limitato solo a questa città, secondo certe valutazioni, solo 800 mila persone in tutta la comunità musulmana  hanno un lavoro legale.8)

Molti francesi indigeni non vogliono altri musulmani nel loro paese e chiedono di mettere restrizioni all’immigrazione, cosa che a sua volta incontra la resistenza dei musulmani, che si sono abituati a sentirsi meglio in Francia che a casa loro. Per effetto di un  velo di ignoranza, l’intelligentia francese, i media, le élite culturali e le élite politiche hanno creato una società che è destinata a lacerarsi in due soli gruppi, quello nazionalista e quello dei migranti islamici, che negheranno a vicenda la Francesità dell’altro.

Dopo che la cultura francese è già scomparsa in Asia e in Africa, non si può dare per scontato che non scomparirà anche dall’Europa.

NOTE

1.How France’s Muslim population will grow in the future, The Local 2017-12-01.
2.$300m French chateau bought by Saudi prince linked to Leonardo purchase – report, The Guardian 2017-12-18.
3.Saudi Religious Influence in Indonesia, Middle East Institute.
4.Europe’s Growing Muslim Population, Pew Research Center 2017-11-29.
5.Is France on the way to becoming an Islamic state?, The Telegraph 2004-01-26.
6.Nîmes: 5 ans de prison pour avoir agressé un sapeur-pompier, FranceTvInfo 2018-01-31.
7.More in France Are Turning to Islam, Challenging a Nation’s Idea of Itself, The New York Times 2013-02-03.
8.Liczba muzułmanów we Francji doszła do 6 milionów. Nie zgadniecie ilu z nich pracuje, Pikio information website 2017-05-05.

Fonte  : https://gefira.org

Link   : https://gefira.org/en/2018/02/07/will-france-be-the-first-european-country-with-a-muslim-president/#more-24676

7.02.2018

 

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

26 Commenti

  1. Musulmano…una “s”.

  2. nell’articolo, a parte un breve inciso, si da per scontato che islamico significhi immigrato. Questa uguaglianza, per quanto spesso sia corretta, non è assoluta.
    Esisono tanti immigrati non islamici
    Esisono tanti non migranti (ovvero francesi di origine) islamici.

    Questo cambia la sostanza del’articolo

    • I “francesi di origine” islamici, che poi sono tutti figli di immigrati o importazioni coloniali, sono percentuali irrisorie rispetto alla portata del fenomeno. Non credo quindi che meritino più di un inciso.
      Semmai cambia sostanza il non notare che esistono alte percentuali di immigrati non islamici ma altrettanto destabilizzanti e inassimiliabili nell’atmosfera pre-guerra civile che sembra sempre più delinearsi.

      • La percentuale di islamici francesi aumenta ogni anno. Matrimoni misti e conversioni aumentano ogni anno. Inoltre un figlio di immigrato è francese occidentale ma islamico.

  3. L’articolo assume che possa esistere una convivenza pacifica anche quando gli islamici raggiungeranno una quota del 30 – 40% della popolazione. Questo, secondo me, non è possibile. La battaglia tra il FN o qualcosa di simile come rappresentante dei francesi autoctoni e il partito islamico sarà una battaglia reale per il controllo del territorio, non una campagna elettorale. Questo lo hanno già capito in molti, dai servizi segreti che hanno dato l’allarme a qualche intellettuale fuori dal rango degli scribacchini di regime.
    La diversità tra le due visioni del mondo impedisce una sintesi capace di gestire il Paese in modo pacifico. D’altra parte, basta guardarsi intorno: se non è possibile la convivenza tra musulmani e non musulmani in tutti i Paesi del terzo mondo perché dovrebbe essere possibile in Francia e in Europa? La rapidità, ben evidenziata dalla curva del grafico, della penetrazione musulmana in Francia (e in Europa) è già e sarà la base per l’accusa di invasione del Paese da parte dei francesi autoctoni. A quel punto i pezzi di carta che certificano la nazionalità diventeranno, appunto, pezzi di carta.
    Già oggi la situazione è tale che basterebbe una bomba in moschea con centinaia di morti per far saltare in aria il Paese come un deposito di esplosivo e la scomparsa dal panorama politico dei partiti che hanno alimentato l’immigrazione musulmana fornisce una idea di quale sarà l’orientamento politico dei francesi autentici.

    • Da tenere conto che la Francia è etnicamente un paese diviso a metà: il Nord si origine normannoteutonica, il sud ‘mediterraneo’ assai vicino all’Italia storicamente, geograficamente ed anche etnicamente. La reazione all’immigrazione ed alla diluizione dei valori fondamentali del Paese è ovviamente assai diversa. Le elites del Nord tentano di riunificare la maionese con i consueti valori républicain ( pseudonimo per indicare la massoneria ) ma questo non fa premio sulla Francia del Sud, ‘profonda’ per definizione e portatrice della vera anima transalpina: più che cattolica, tradizionale nel vero senso del termine, ovvero ancrée alla storia del proprio paese e non filoamericanaeuropeista come quella del Nord. Non penso che le cose si passeranno facilmente. Da tener presente che l’immigrazione del maghreb oggi è di terza generazione, almeno ed assai desiderosa anch’essa di risalire ai valori fondanti la LORO identità, anch’essa soggetta alla ‘modernizzazione’, ovvero ad una sottomissione ad un’idea posticcia di società ‘occidentalizzata’ senza che i valori umani fondamentali siano valorizzati e messi in giusta luce. Il ‘punto di fuga’ di entrambe le istanze dunque esiste, e di certo non è reperibile su vetuste idee religiose ‘esclusive’ di una o di un’altra parte.
      Il nodo potrà sciogliersi dunque solo dopo una ampia rivisitazione sui motivi fondanti le rispettive Tradizioni: dunque dopo il Mahdi. Potrà verificarsi nella nostra epoca ?

  4. Sarà una profezia auto-avverante come nel libro di Michel Houellebecq?

    • L’apertura dell’islam avverrà grazie alla sua europeizzazione. Saranno gli islamici europei e occidentali in genere a fare aprire anche i paesi islamici africani, aprire al capitalismo e al nichilismo.

  5. A meno di una visione suprematista occidentale e dell’Ue, in Europa c’è già stato un presidente musulmano, di uno Stato musulmano nel cuore dell’europa, per il quale l’occidente e l’Ue ci hanno fatto persino una guerra.
    La Bosnia Erzegovina, uno Stato fantoccio creato negli anni novanta, per non parlare di Kossovo e Albania.

  6. Faremo la fine degli amerindi, schiacciati e relegati ai margini dalla forza dei numeri.
    E’ la forza dei numeri degli uteri… come profeticamente Gheddafi annunciò.
    Si ringrazia vivamente i sinistri e i catto, portatori di iella, disgrazie, sventura e miseria.

    • Gli amerindi furono uccisi dal vaiolo più che direttamente dagli invasori. Noi dovremmo rischiare molto di meno un genocidio tramite il vaiolo. Comunque, per rassicurare le elites genocide, la vaccinazione per il vaiolo è stata eliminata, mentre il virus continua a girare tra un laboratorio e l’altro.

  7. Oggi c’è un pezzo di ideologia di regime sul fatto quotidiano sul piano Khalwrgi che sarebbe una bufala complottista. Poi, Khalergi o no, la statistica ci dice che la sostituzione c’è per davvero. Vi invito a vedere non tanto l’articolo quanto i troll stipendiati per ridicolizzare nei commenti chi osserva una banale realtà sotto gli occhi di tutti.
    La reazione degli autoctoni è inevitabile e salutare ma potrebbe essere tardiva. E soprattutto se non è accompagnata da un ripensamento dei propri valori, tutti improntati alla competizione tra sessi e alla denatalità, abbiamo già perso.

    • Cosa aspettarsi da un giornalino sinistra dove già il colore predominante delle sue pagine on line ne è un chiaro indicatore….

  8. J.Attali ha detto che il presidente che verrà dopo Macron sarà una donna. Siccome di solito ci prende gli credo.

  9. Parlare oggi di “cultura” in Europa è quantomeno grottesco vista l’imperante Ignoranza.
    Oggi vengono considerati “intellettuali” gentaglia del calibro di Bernard Henry Levy e Roberto Saviano: c’è bisogno di aggiungere altro?
    La Cultura in Europa, inclusa la Francia, è morta e sepolta da un pezzo.

  10. C’è un’impostazione di fondo dell’articolo (ripresa pura in qualche commento) che non condivido, cito ad esempio:

    “Sono aumentate anche le conversioni all’Islam e gli atti di sottomissione alla cultura islamica, […] sono un fattore importante che fa aumentare la minaccia del terrorismo.”
    In questa narrazione il terrorismo è originato dai residenti che “si radicalizzano”. Confrontando con le stragi avvenute in Europa negli ultimi anni, i “terroristi” erano solitamente noti alle forze di polizia ed ai servizi segreti, a un livello tale da far pensare che fossero sul loro libro paga. Se consideriamo la politica della Francia nel Nord Africa, in particolare in Libia e Siria, essa si è basata sulla destabilizzazione dei governi locali allo scopo di favorire le proprie aziende (es. Total). Ciò è stato fatto infiltrando dei combattenti irregolari, armati ed addestrati dai servizi. Quando i combattenti sono tornati in Francia dopo aver fatto il lavoro sporco, a volte sono rimasti insoddisfatti ed hanno deciso di continuare la battagli contro l’ordine costituito in Occidente, dopo essersi fatti le ossa nelle guerre irregolari in Africa. La loro frequente imprendibilità dipende dai loro legami con i servizi e dal loro addestramento specifico alla guerriglia urbana. Evidentemente non possono essere mai presi vivi.
    Insomma il terrorismo per me è basicamente occidentale, più che mussulmano.

  11. A parte che l’eclissi di un monoteismo (tipo quello cattolico?) non è la sua scomparsa e il guadagno apparente di un altro monoteismo (tipo quello mussulmano?) non è in automatico la scomparsa di una “cultura” (che ancora sto aspettando qualcuno me la definisca sta “cultura” che scompare: lo smarphone? La storia greca e latina? L’econocentrismo? La lingua?) tant’è che abbiamo visto nel tempo i tre monoteismi più seguiti darsi le botte e conquistarsi a vicenda a cicli continui e al loro interno ma non ho visto mai grandi cambiamenti in nessuna delle tre, quando poi ogni volta hanno iniziato riprendersi ciciclamente e ricominciare da capo a produrre opprimenza. Molti pensano addirittura che la colpa del lato oscuro umano sia delle religioni, tanto le religioni sono servite a giustificare azioni ributtanti in ogni forma. Io sono dell’avviso che l’origine della violenza umana è tutt’altra e dipende da uno stato speciale, una relazione particolare con l’ambiente, quella di “domesticazione”. Penso che l’Uomo sia prima prodotto e poi produttore (replicante) di domesticazione e questa è un po’ l’origine delle sofferenze antropologiche. Ritengo che la religione nasca come “sintomo” di questo stato, un po’ come il mal di testa può essere sintomo di un problema più grave; tuttavia è anche vero che alla lunga anche il mal di testa può diventare un problema grave e le religioni monoteiste sono piuttosto vecchie, tutte quante. Ancora più vecchie sono le altre e tra tutte le più vecchie sembrerebbe siano quelle animiste. Curioso è piuttosto notare che più una religione è vecchia più è bistrattata.
    Ma poi, come si fa a ritenere che una religione sia un fattore di distruzione culturale quando non è portatore di un pensiero proprio? Sotto questo profilo, il buddismo dovrebbe essere allora più pericoloso, ma invece no. Perché non organizza attentati in Francia? Ma qualcuno sa che il buddismo tibetano almeno fino agli anni ’60 era fondato su un organizzazione feudale che contemplava la tortura per obbligare i contandini a rimanere nell’indigenza e sostenere i monasteri?
    Io non ritengo che ci sia una religione migliore di un altra o che una religione sia “LA” cultura o che una religione sia per forza teocrazia imposta con la violenza. Perchè tutte queste belle schifezze di idee appartengono al fanatismo religioso, non alla religione (che è un altra cosa). Il fanatismo religioso vale per un Nazionalista Francese come per un mussulmano, come per un buddista, senza che ciò abbia minimamente a che fare con la Nazione in cui abitiamo, Maometto o Budda. Tant’è che nel tempo islamici se le sono data di “santa” ragione con altri Islamici di altre nazioni, con cristiani e persino con atei, tutti in genere con la scusa della difesa della propria “cultura”. Una cultura è come il gas dell’aria, inafferrabile, incolore, inodore, sempre in eterno cambiamento e sempre presente. Ci vivi dentro e questo da l’illusione della sua indispensabilità a molti. Tutto qui.

    • -Gioco, la religione nasce dalla constatazione della finitezza della vita umana, dall’intuizione che la morte sia solo un passaggio ad un’altra forma di vita e dal contrasto tra l’immobile, e quindi eterna, volta celeste e il cambiamento e la caducità della vita umana. Le tombe e gli oggetti che in esse sono stati ritrovati ne sono testimoni.
      -I monoteismi poi non sono tutti eguali, c’è quello che non fa proselitismo e quello che è stato costruito per gestire una conquista territoriale gigantesca.
      C’è anche chi ha tentato di negare l’importanza della religione definendola l’oppio dei popoli. È stato inesorabilmente smentito dalla storia.
      -La cultura è parte dell’identità, così come la religione, l’etnia e le tradizioni. Separarne una dalle altre può essere fuorviante.

    • “…una relazione particolare con l’ambiente, quella di “domesticazione”. Penso che l’Uomo sia prima prodotto e poi produttore (replicante) di domesticazione…”

      Credo che, con ogni probabilità, qui tu abbia colto il/un centro; per il resto, ritengo sia indispensabile, per evitare disorientamenti, separare religiosità da religione (come struttura costituita); e sí, la cultura si può definire “come il gas dell’aria, inafferrabile, incolore, inodore, sempre in eterno cambiamento e sempre presente”, ma qui stanno venendo meno alcune forze centripete, dei punti fermi (o ritenuti tali, magari sopravvalutandoli, ma così é andata) nelle varie scienze, nella storia, nell’organizzazione sociale, non ci sarebbe da meravigliarsi troppo se il gas si disperdesse.

  12. in realta’ la convivenza e’ del tutto possibile perche’ tra 200 anni tutti (tranne l’1% della popolazione) avranno nella loro linea genealogica un musulmano, un nero, un vikingo, un est europeo, un asiatico, un discendente dei maya, ecc quindi non esistera’ piu’ una reale divisione in razze e/o religioni perche’ non esistera’ piu’ una razza o una religione