SANTA SAKINEH, MARTIRE DELLE CORNA

SANTA SAKINEH, MARTIRE DELLE CORNA

DI GIANLUCA FREDA

blogghete.blog.dada.net

Ricevo da un lettore e volentieri pubblico:

La vicenda di Sakineh non è soltanto un indicatore di tensione geopolitica, è qualcosa di più, è una fotografia di che cos'è diventato l'occidente, di come si è modificato.
Questa storia di Sakineh, ci racconta poco sull'Iran, di cui grazie alla propaganda sappiamo poche cose e confuse, ma ci racconta molto invece, sul nostro occidente.
Per l'occidente Sakineh è molto più che una semplice poveraccia a cui risparmiare una morte crudele, ma è una martire, un'adepta, una santa, una ''convertita'' ai ''nostri valori'' che muore per essi...


una figura che se fosse trasportata in occidente avrebbe un'autorità morale superiore al Papa, che parlerebbe da un pulpito come un Papa, perchè secondo me al giorno d'oggi è fin troppo facile prendersela con il Papa, con la Chiesa, perchè la Chiesa è ormai morta: chi se la prende invece con i nuovi dogmi, con la nuova chiesa di cui Sakineh è martire?

Questa è la nuova religione, di cui le donne occidentali sono diventate sacerdotesse, che non si può criticare, che dev'essere accettata come dogma.


Una volta l'occidente si incazzava se venivano uccisi dei cristiani, per esempio nella rivolta dei boxer in Cina, la Cina è stata punita con una spedizione apposita per aver ammazzato dei missionari. Allora per avere le opinioni pubbliche dalla loro parte si diceva che bisognava andare a difendere i cristiani, oggi invece in difesa di chi va in guerra l'occidente?


Le femministe svolgono in sostanza la stessa funzione che allora era propria della chiesa cattolica, forniscono un collante ideologico in funzione del quale l'occidente si mobilita, rendendo accettabile e anzi irrinunciabile la guerra per le opinioni pubbliche.


Viene spontanea la domanda, se in occidente, nel frattempo, la religione non sia cambiata...


Ora infatti c'è la religione del sesso libero (ma solo per lei), delle corna (ma solo per lei), dell'intangibilità della Donna, la quale ha rubato la D maiuscola a Dio.


Così come prima si veneravano coloro che rischiavano la vita per Cristo, oggi si venera chi rischia la vita per fare le corna. Questa, rendiamocene conto, E' LA NUOVA RELIGIONE.


Perchè qui non si chiede soltanto pietà per un'adultera, qui le si vuole costruire un monumento, dedicarle un dipinto, un'opera d'arte, un po' come una volta si faceva per i santi... santa Sakineh martire delle corna...


ma immaginate che cosa succederebbe se questa venisse in occidente, il tappetino rosso che le stenderebbero...


i soldi che prenderebbe facendo libri, immaginate gli applausi scroscianti mentre viene intervistata a ''Che tempo che fa'' da Fazio, manco fosse Gandhi...come se tradire e ammazzare il marito fosse un atto meritorio...


qui non si chiede pietà, qui ci si indigna, non solo come se lei fosse innocente, ma come se addirittura fosse una figura esemplare che ha fatto una cosa per cui andrebbe premiata.


Io capisco che si faccia così per un prigioniero politico, ma questa è in carcere per adulterio e omicidio colposo...


evidentemente si dà a questi atti un valore politico, una donna che tradisce e uccide il marito ha evidentemente aderito ai nostri valori, un'assassina, un'adultera viene vista come una femminista, prova in più di come le femministe considerino realmente sé stesse, COME DELLE ADULTERE ASSASSINE.


Questi sono i danni del femminismo, perchè noi siamo diventati l'Islam all'incontrario, dove viene chiesta in tv la castrazione fisica degli stupratori, ma ci si indigna per la legge del taglione islamico, solo se ovviamente ne fanno spese le donne, dove se l'uomo è tradito deve pure tirare fuori i soldi per mantenere lei e il suo amante... che una donna invece di ricevere soldi per questo debba ricevere pietre è una bestemmia inaccettabile...


ma tu prova a fare questi ragionamenti in televisione...verrai lapidato mediaticamente dalle nostre ayatollah. Eccoci nel nostro, di regime, mentre ci chiedono di mobilitarci per abbattere quello altrui, che nemmeno conosciamo.


(Nella foto: Santa Soraya Vergine e Martire (la bella attrice Mozhan Marnò) si avvia impassibile verso il patibolo nel film di Cyrus Nowrasteh La lapidazione di Soraya M.– 2008).



Aggiungo soltanto che anche la storia delle lapidazioni in Iran è una bufala. Per quanto la lapidazione sia formalmente prevista dai codici, l’Iran ha posto fin dal 2002 una moratoria su questo tipo di pena capitale, tant’è vero che – come perfino i nostri media ogni tanto sono costretti ad ammettere, tra una lacrimevole sbrodolata e l’altra sui “diritti delle donne in Iran” – la pena cui Sakineh sarebbe condannata in caso di verdetto di colpevolezza per concorso in omicidio (non per semplice adulterio, come favoleggiato dai nostri giornali) sarebbe l’impiccagione, non la lapidazione. Tutte le notizie di lapidazioni in Iran dopo il 2002 vengono da fonti occidentali e non sono mai state confermate (e anzi sono state ripetutamente smentite) dalle autorità iraniane. Inoltre, nel 2008 è stato presentato al Parlamento iraniano un progetto di legge che chiede di eliminare anche formalmente la menzione della lapidazione dai codici penali. La revisione del sistema penale iraniano, in corso dal giugno 2009, mira, tra le molte altre cose, anche a questo obiettivo.


Paesi in cui la lapidazione è effettivamente praticata sono l’Afghanistan e l’Arabia Saudita (che prevede per le adultere anche la pubblica decapitazione), ma raramente vengono citati dalle cronache, trattandosi di “protettorati” o di alleati degli Stati Uniti. Anche Israele non scherza: qui potete vedere (se ve la sentite) le immagini della lapidazione di una donna palestinese ad opera di alcuni soldati dell’esercito israeliano.


En passant, ricordo anche che negli Stati Uniti, in Virginia, sta per essere giustiziata Teresa Lewis, per crimini non troppo dissimili da quelli di Sakineh (anche lei aveva organizzato l’omicidio del marito, insieme a quello del figliastro). Curiosamente, i giornali occidentali non hanno dedicato alla sua vicenda neppure un millesimo dello spazio dedicato a Sakineh, niente petizioni pubbliche, niente accorate rimostranze contro la disumanità del sistema penale americano. I riflettori della propaganda, evidentemente, non sono programmati per accendersi sulla barbarie dei dominanti.


Gianluca Freda

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net

Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-09-06

6.09.2010

Commenti (71)

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    1. redme 6 settembre 2010

      ...a parte il califfo concordo su tutto...

    1. Ricky 6 settembre 2010

      Perché date tanto spazio ad uno che pretende di fare il tuttologo e di conoscere qualsiasi argomento finendo per parlare a vanvera?


      Oggi il femminismo, ieri il picco del petrolio, domani chissá...


      Ne ho abbastanza di persone come Gianluca Freda e Massimo Fini che scrivono per seguire il loro egocentrismo illimitato e non perché hanno qualcosa da dire.


      La storia di Sakineh é da ascrivere nell'immensa campagna di giustificazione della guerra di civiltá e imperialistica in cui siamo immersi. Tutto il resto é noia, diceva il Califfo.


      E CDC mi sta deludendo ogni giorno di piú.

    1. Drachen 6 settembre 2010

      la coerenza? ma voi veramente fate fatica a capire un concetto semplice semplice. non esistono LE DONNE. non è un popolo, non è un gruppo omogeneo. esistono donne italiane e donne iraniane. cose diverse, differenti. ok?
      nel momento in cui Barnard parla di donne italiane, figlie della liberazione sessuale e ne critica (eccola) la coerenza è un conto.
      qui si parla di un'altra società. altra storia. altre tradizioni. altri costumi.
      ci sono leggi diverse (piacciano o no) e le persone si rapportano tra loro in modo diverso (piaccia o no).
      sarebbe interessante capire se la medesima reazione si sarebbe avuta se il condannato fosse stato un uomo. io dico di no.
      inutile tirare fuori discorsi che in questo argomento non c'entrano niente.
      le lapidazioni le fanno in altri paesi, lapidano pure gli uomini.
      ma nessuno dice bau. ma guarda un po' che strano.....

    1. Zret 6 settembre 2010

      Analisi calzante! Ma quanti hanno capito che è un inganno, un pretesto, un tentativo di trovare un casus belli?

    1. Erwin 6 settembre 2010

      Dietro il tentativo di distruzione di una società tradizionale c'è sempre il pensiero "eletto", NON a caso la colonia di occupazione sionista di Palestina,detta israele, tira il gruppo degli sterminazionisti !

    1. lucamartinelli 6 settembre 2010

      ma no, tutta la manfrina dei media è solo un pretesto per attaccare l'Iran. Pochi giorni fa quel mucchio di carta che si chiama Il Tempo, edito a Roma titolava:"E' l'Iran il nemico dell'occidente". Si sta "incarognendo" l'offensiva mediatica. le bande criminali massoniche hanno bisogno sempre di un nemico da additare alle masse dei beoti anestetizzati da decenni di Tv commerciale. Nel frattempo, concretamente, la Russia ha posizionato gli S300 in Ossezia, tanto per far capire che forse è meglio pensarci 2 volte prima di attaccare militarmente l'Iran. L'Ossezia è sulle rotte di volo per l'Iran. Gli S300, una volta che ti hanno agganciato, non ti lasciano scampo, e gli Usraeliani lo sanno. Tornando alla signora condannata il problema non è il sistema usato per darle la morte, bensi' la pena di morte. Che differenza fa friggere sulla sedia elettrica, farsi lapidare o impiccare o infine morire per l'iniezione letale di cui nessuno conosce il terribile meccanismo, eccetto i medici. Fatevelo spiegare e poi inorridirete.Se proprio i campioni di diritti umani non gradiscono la lapidazione potrebbero convincere gli iraniani a usare il fosforo bianco che tanto successo ha avuto a Fallujia. Coraggio, non scherziamo. Non facciamoci ingannare.

    1. albertgast 6 settembre 2010

      Ma cosa siete diventati! Ora si dice che fanno bene a lapidare una adultera (anche se sarebbe meglio impiccarla), quando solo poche settimane fa applaudivate a Barnard che voleva tutte le donne disponibili ad accoppiarsi come i bonobo. Dov'è che vendono la coerenza? Qui i giochi fra occidente e islam c'entrano ben poco, c'entrano invece le vite delle persone. Il tanto sopravvalutato occidente vede ogni giorno sui giornali una o più donne ammazzate dall'ex o dal marito o dal fidanzato. In numero decisamente superiore di quanto gli stessi delitti riguardino gli uomini come vittime. Ma finitela di parlare delle femministe e cominciate a guardare le vostre compagne e soprattutto ad ascoltarle. Siamo ancora (o siamo tornati) all'epoca di mia nonna, quando l'uomo poteva avere tutte le donne che voleva, anche a pagamento, ma la donna se ne doveva stare in casa altrimenti botte. Cavolo quanto ci siamo evoluti! Naturalmente, però, la colpa è delle donne, e di chi se no? Lo stesso ragionamento per il quale se le cose in Italia vanno male è colpa di Travaglio, Di Pietro, Prodi, i giudici Komunisti, le scie chimiche, il Bilderberg o come diavolo si scrive, a scelta. Ahhhhhhhhh......

    1. Erwin 6 settembre 2010

      Dietro il tentativo di distruzione di una società tradizionale c'è sempre il pensiero "eletto", NON a caso la colonia di occupazione sionista di Palestina,detta israele, tira il gruppo degli sterminazionisti !

    1. Al__ 6 settembre 2010

      Indirettamente si, promuove, direi quasi incita al degrado di qualsiasi valore morale e sociale.
      Si coglie al volo ogni occasione buona o meno che sia, come in questo caso, per scatenare la propaganda anti islamica. O meglio, per auto promuovere la propria degenerazione.
      E' davvero uno spettacolo miserabile!
      Quanta grossolana, indolente ignoranza in tutto ciò.
      Siamo proprio alla frutta

    1. sandrez 6 settembre 2010

      esatto...loro cattivi e noi (che li occuperemo con la forza prima o poi) i buoni...al solito cowboy vs indiani

    1. ottavino 6 settembre 2010

      Grande Freda, una mente lucida nella nebbia ..... però non credo che l'occidente santificando Sakineh, promuova la religione del "sesso libero" o delle donne adultere. E' solo una tattica mass-mediatica per fuorviare i "cittadini ocidentali. Il gregge, insomma.

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