RISPOSTA A PAOLO BARNARD

RISPOSTA A PAOLO BARNARD

DI ANDREA MENSA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Ma Barnard ha mai sentito parlare di come vengono assegnati i titoli di stato ?


Avete dato ampio spazio a Paolo Barnard ("Il più grande crimine") che su un blog può propinare le sue idee senza contradditorio, senza nessuno che gli contesti, come le scrive, le sciocchezze che scrive. Sarebbe un bell’esercizio, contestargliene una per una, ma 62 pagine contengono troppe frasi per produrre una qualsiasi risposta specifica, ad ogni frase, che non risulti troppo noiosa e defatigante da leggere. Anche perché occorrerebbe proprio partire dall’inizio, quando afferma che il dollaro è moneta sovrana a ricordargli che non è vero, e che essa appartiene alla FED, che li impresta, e non ne al governo ne al popolo statunitense. Generare e tenere sotto controllo la massa monetaria, farsi carico delle perdite dovute alle contraffazioni, resistere alle richieste dei politici, che per farsi benvolere (ed essere rieletti) vorrebbero poter dare tanto a tutti senza chiedere mai nulla, è una attività non da poco.Una volta, quando il denaro conteneva il suo valore ( in oro o argento ) parlare di sovranità monetaria aveva un senso. Oggi invece è semplicemente una attività, specialistica finchè si vuole, ma una attività e per nulla facile da svolgere. Si porta sovente l’esempio di Auriti e del Simec, ma nessuno dice dove sarebbe finito questo signore se qualcuno avesse coniato in proprio qualche quintale di Simec e fosse andato poi a spenderli a Guardialele. Ci avevate mai pensato? da chi sarebbero poi andati i negozianti di Guardialele a farseli cambiare in euro per poter rimpiazzare le merci vendute? ah… non lo sapete vero? bene è invece una domanda che dovrebbero porsi tutti coloro che esaltano le varie “monete del popolo”. Non vi porto testimonianze di esperti fasulli che magari si sono creati le loro nozioni su libri vecchi di secoli. Io invito i lettori ad informarsi personalmente sulle poche affermazioni che faccio, ricavando poi il tutto con semplice ragionamento ed osservazione di quanto viviamo tutti i giorni. Buona lettura, comunque, per chi ne abbia voglia.

Forse Barnard non ha mai sentito parlare di come vengono assegnati i titoli di stato. Aste al ribasso, queste sconosciute, vero? Tipo di asta a cui è consentito di partecipare solo a chi può garantire di soddisfare agli impegni presi, perché una volta aperte le offerte, e calcolata la media, le assegnazioni devono avvenire, ai prezzi convenuti. E funziona così: ogni partecipante può fare diverse offerte di quantità e prezzo in busta chiusa. Chi emette fissa la cifra richiesta e si aprono le offerte, quindi si accolgono le offerte ai valori maggiori fino alla somma offerta. Risulta ovvio che più è alta la richiesta e più il prezzo medio sarà alto, quindi l’interesse basso. Mi sa dire Barnard, perché le banche dovrebbero cercare di comprare titoli abbassando così l’interesse che possono guadagnarci sopra? o i banchieri sono rincoglioniti, o semplicemente la cosa non funziona così. Ma questo Barnard non l’ha ancora capito. Perché dicono che il “quantitative easing” è uno strumento monetario eccezionale? Secondo Barnard è normale che le banche centrali comperino titoli del tesoro, ma allora dove sta l’eccezionalità ? altro esempio di incongruenza, che però non sussiste perché non funziona così, checché ne dica Barnard. E potrei proseguire anch’io per 62 pagine e più a mostrare l’incongruenza di quanto afferma.

Adesso ci sono alcuni punti che vanno chiariti, prima di iniziare il discorso vero. Perché esiste una “banca centrale” autorizzata a “battere moneta”? Forse nessuno vi ha mai detto che il lavoro più gravoso e costoso di chi batte moneta è combattere la contraffazione. Costoso perché ogni banconota contraffatta è una perdita di tale valore per la banca centrale, poi perché le risorse impegnate in tale lotta sono ingenti e costose. Ma non se ne sente parlare, perché ? semplice. Se si pubblicizzasse tutte le falsificazioni che vengono scoperte, ci sarebbe il grande rischio che le persone perdano fiducia nel denaro, cosa che porterebbe alla scomparsa del denaro stesso con conseguenze catastrofiche per gli scambi e per l’economia in genere. Tutti coloro che propagandano “monete del popolo” o simili, non si sono mai domandati cosa farebbero in caso di contraffazione a grandi volumi. È ovvio che finché una moneta locale è usata da poche anime, nessuno riterrebbe economico investire in matrici e tutto quanto occorre per falsificare, ma come i volumi di tali monete dovessero crescere, andrebbe anche previsto che fare in caso di elevata contraffazione. Ci hanno mai pensato ? E non venite a raccontarmi la favola delle monete auree, o comunque con valore intrinseco. Avete mai pensato, in caso cominciassero a circolare, quanto facile sarebbe limare il bordo e ricreare la zigrinatura ? sarei capace di costruirla in casa una macchinetta per fare ciò, al che potrei passare la giornata a raccogliere monete, “alleggerirle” e spenderle nuovamente. E a fine settimana ritrovarmi col mio bel sacchettino di polvere d’oro. Oppure mai sentito parlare di tungsteno ? ci hanno fatto persino i lingotti con cui hanno bidonato banche centrali !! Allora tanto vale far circolare banconote, così è più facile, quando insorga una fonte di falsificazione, cambiare formato, disegno, fare una nuova emissione, insomma, e questo è il modo più classico di combattere la falsificazione, proprio perché occorre molto tempo ai falsari per riprodurre una nuova banconota. Ma allora è una truffa! Una banconota vale in carta e inchiostro 1 cent e magari vale 50 €. No, non c’è alcuna truffa perché le banconote, come tutto il denaro, viene imprestato. La banca da a Caio una banconota che vale 0,01 ma di valore facciale 50. Caio paga della merce del valore di 50€ a Tizio con quella banconota , e Tizio paga a ….. finchè Caio deve dare della merce, per riavere la banconota da 50€. A quel punto la rende alla banca dando un pezzo di carta che vale 0,01 ma che gli cancella un debito di 50€. Si lo so c’è tutto il discorso degli interessi, ma lo vedremo dopo. Qui punto l’attenzione sul fatto che, quando si tratta di prestiti, non c’entra assolutamente nulla il “quanto vale” ciò che ricevo, cioè il suo valore intrinseco, mentre invece interessa il “che valore gli attribuisce il mercato” ovvero quanto valore in merci potrò acquistare con quella cosa che ho avuto in prestito. Tanto quando la rendo vale l’operazione inversa, no ? Beh, ovvio però che se il valore intrinseco fosse superiore al valore facciale, non renderei sicuramente lo stesso oggetto, ma, ad esempio lo fonderei, venderei il metallo che avrebbe un valore superiore a quanto mi è stato imprestato. Ma nessuno produrrà mai denaro con valore intrinseco SUPERIORE al valore facciale.

C’è poi la banca. La maggior confusione che viene fatta a proposito di questa istituzione, è relativa al denaro che essa ha o che essa crea. Non mi stuferò mai di dire e ripetere fino alla noia, e chi non ci crede vada a passarsi qualche tempo in una banca, ma non in una filiale, ma nella ragioneria della sede centrale, e così potrà rendersi conto di come funziona. La banca va considerata come l’insieme di due parti, con compiti ben precisi. Una parte è una normale società, sovente una S.p.A., che quindi ha delle entrate, delle uscite, delle proprietà, e quindi possiede e usa del denaro. L’altra parte è quella che si occupa dei rapporti con la clientela e del denaro della stessa. Essa gestisce ad esempio i conti correnti, e sulla base della quantità del denaro raccolto, ne genera essa stessa, secondo dei multipli prestabiliti. Quindi CREA del denaro, che però può SOLO imprestare. Non lo può SPENDERE perché altrimenti si comporterebbe come un falsario. Imprestare vuol dire che ciò che viene dato, deve essere reso, pertanto, come ho spiegato sopra, non ha nessuna importanza quale sia il suo valore intrinseco, ma quanto è importante è il quanto “valore” rappresenti. Questa attività genera degli utili (interessi, commissioni, ecc…) e questi utili non sono altro che le entrate della S.p.A..


Quanto sembra veramente difficile far capire è che chi riceve del denaro in cambio di una prestazione, POSSIEDE quel denaro, ne diventa proprietario, anche se esso è uscito da una banca come prestito, vuol dire che chi ha ricevuto il prestito lo ha speso, lo ha dato in cambio di un bene o di una prestazione, e dovrà dare prima o poi , a sua volta, un bene o una prestazione, per recuperare quel denaro e poterlo rendere alla banca che glielo ha imprestato. Il denaro che entra nella S.p.A. è il compenso per una prestazione, quindi è da essa posseduto. Ed è una contabilità completamente diversa dal denaro creato e dato in prestito e dal denaro versato sui conti correnti. È con tale denaro posseduto che paga i dipendenti, le bollette, i locali, le tasse, ecc… ed è perciò che non mancherà mai il denaro per pagare gli interessi. Perché la S.p.A. fa parte del mercato, e quindi il denaro pagato come interessi continua a far parte del mercato, finché non venga reso come capitale. La cosa apparentemente assurda, ma reale, è che la S.p.A. si comporta nei confronti dell’altra sezione della banca, come un cliente qualsiasi, e quindi può, anzi (e la ragione la vedremo poi) DEVE avere un suo conto corrente presso di essa. E la ragione è che il denaro che la banca richiede alla banca centrale, prestatore primario, versandolo sul proprio conto corrente costituisce la base (assieme al denaro versato dalla clientela sui loro conti, ma che proviene comunque da altre banche e quindi generato con lo stesso sistema) su cui poi può essere generato il denaro che viene imprestato (vedi sistema delle riserve frazionate), esso rappresenta anche la via che seguono le banconote fisiche, per passare dalla banca centrale emittente, alla cassaforte delle banche commerciali.



Già. Le banconote ! e qui vediamo di sfatare un po’ di stupidaggini relative ai signoraggi vari. Finora ho parlato di denaro, perché intendo tutto ciò che è usato e ha il valore del denaro e come esso circola, quindi banconote, ma anche assegni, bonifici, conti correnti, ecc… Quanto occorre capire è che le banconote hanno valore SOLO quando sono uscite dalla cassaforte della banca. E qui non parlo della S.p.A., ma della sezione che si occupa della clientela. Infatti M1 è la somma di M0 e dei conti correnti bancari e postali, insomma di tutto ciò che è immediatamente spendibile, ma M0 ESCLUDE le banconote versate che si trovano all’interno della banca. La ragione logica è che se così non fosse, un versamento su c/c, che significa consegnare banconote e annotare il loro valore sul c/c, aumenterebbe M1 del valore del versamento stesso. Ma così non è, perché mentre l’importo delle banconote viene aggiunto sul c/c, tale importo viene tolto alle banconote che entrano. Pertanto tale operazione NON modifica M1. Ora, dato che le banconote all’interno di una filiale NON sono pari a tutto il denaro versato sui c/c, ma solo sufficiente a coprire i normali flussi di cassa ( e quindi versamenti e prelievi), e che quantità superiori di banconote non avrebbero nemmeno ragione di esistere, se non per soddisfare le necessità di circolazione monetaria, è chiaro che non vi è un legame tra il denaro e la quantità di banconote. Tanto più si usano pagamenti elettronici, carte di credito, bancomat, bonifici, ecc… e tanto meno servono banconote. Pertanto si vede che anche solo da questo particolare, tutto il discorso del signoraggio, cade miseramente.

Detto questo, allora diventa chiaro con quale denaro, le banche intervengono alle aste dei titoli di stato. Esse partecipano per soddisfare le richieste della clientela, e in proprio, ma con il denaro della S.p.A. !!!! Non col denaro creato per essere imprestato, ma con quello “guadagnato” che pertanto è di sua proprietà. Questa è l’altra enorme fonte di confusione in chi non ha mai capito come funziona una banca. A questo punto è inevitabile dover parlare della banca centrale. Come già visto, uno dei suoi compiti è quello antifrode, ovvero combattere la falsificazione del denaro, e il perché vada combattuta lo vedremo in seguito. L’altro compito è quello di creatore primario di denaro, sia che siano banconote che note o annotazioni. Ad essa lo richiedono se S.p.A. delle banche che ricevendolo lo versano sul proprio c/c come già visto dando il via alla creazione secondaria di denaro. Esse pagano alla banca centrale un interesse su tale denaro imprestato, che rappresenta le entrate della B.C. stessa con le quali paga i dipendenti e tutte le spese. Essa fornisce il denaro come banconote, su richiesta delle banche commerciali stesse, o lo ritira da esse, quando le stesse ne abbiano in eccedenza. Succede anche che le banche commerciali abbiano presso la B.C. un deposito o c/c . La ragione di esso è che, come vedremo, la B.C. non soddisfa sempre e totalmente le richieste, pertanto accade che una banca commerciale preferisca depositare una eccedenza, per poterne disporre nuovamente in caso di bisogno immediato, piuttosto che renderlo, nel qual caso, di fronte ad una necessità dovrebbe sottostare alle limitazioni decise in quel momento dalla B.C. Un altro compito della B.C. è il controllo della liquidità. Il denaro serve a permettere gli scambi. È ovvio che la quantità di denaro circolante in un certo ambito geografico, deve essere proporzionato al numero e al valore degli scambi. Quando ci si trovasse con molto più denaro destinato ad acquistare beni e servizi, di quanto essi valgano, si avrebbe una contesa che porterebbe ad un aumento dei prezzi, e quindi, conseguentemente ad una perdita di valore del denaro stesso. Viceversa per il contrario, solo che mentre gli aumenti sono velocissimi non appena il mercato abbia la sensazione di tale eccesso di denaro, per avere una diminuzione dei prezzi, occorre che ripetutamente ci debbano esser state merci e beni invenduti. Ma questo è un po’ un altro discorso.


L’importante ora è capire che più denaro circola più è facile che i prezzi comincino a salire. Dato che il denaro circolante è comunque TUTTO nato da un prestito, per limitare il denaro in circolazione basta limitare o non soddisfare tutte le richieste. Questo controllo è quello che viene chiamato il guinzaglio, col quale è possibile limitare o aumentare le quantità richieste, ma non è possibile “spingere”, ovvero, soddisfatte TUTTE le richieste non è possibile immettere altra liquidità. Questa è la “trappola della liquidità” per la quale le banche centrali possono dare alle commerciali tutto il denaro che esse possono richiedere, ma se non vengono concessi prestiti alla clientela, e quindi al mercato, tale liquidità non entra in circolazione. Quindi, l’altro strumento a disposizione è il tasso di interesse, con il quale si può rendere più o meno allettante il richiedere un prestito. Detto così appare una cosa abbastanza semplice, controllare la liquidità, perché non ho ancora accennato alla velocità di circolazione. Con una banconota da 50 € posso permettere un acquisto in un mese, ma, con la stessa banconota posso anche fare 10 scambi da 50€ in un giorno. La differenza tra un caso e l’altro è esattamente come se nel secondo, in cui la velocità degli scambi è molto più alta, ci fossero non 1 ma 10x30 (come i giorni del mese) banconote da 50 €. E la velocità di circolazione è una cosa che solo il feeling del mercato, l’attitudine delle persone al risparmio o alla spesa, determina. La B.C. la può solo rilevare con degli appositi mezzi di monitoraggio, agendo poi di conseguenza con gli strumenti a sua disposizione. Ovvero, controllo della liquidità e tassi di interesse. Il grave della situazione attuale, tra parentesi, è che i tassi sotto lo 0 non possono andare, e le richieste di prestiti latitano, almeno da parte di chi potrebbe averli possedendo garanzie sufficienti. Due parole devo spenderle su un mezzo “eccezionale” a disposizione della B.C. ovvero il “quantitative easing”. esso è uno strumento “a tempo” che serve per impedire distorsioni del mercato in condizioni eccezionali.



Abbiamo visto come avvengano le assegnazioni dei titoli di stato. Ormai si fanno aste per poter pagare titoli in scadenza. Dato che i titoli possono avere diverse scadenze, o si possono creare necessità improvvise ed impreviste, potrebbe esser necessaria un’asta con un’offerta abnorme, ovvero molto superiore al normale. In carenza di richiesta proporzionata, abbiamo visto come gli interessi su tali emissioni, aumenterebbero in modo anomalo, solo per il fatto di aver concentrato l’emissione in un unico momento. In tal caso la B.C. può creare del denaro, imprestarlo a se stessa, e con essa partecipare all’asta, o a quello che si chiama “assegnazione a mercato aperto”. È implicito e pubblicizzato tale fatto, come è pubblicizzato il fatto che successivamente , tali titoli, vengano poi venduti, diluiti nel tempo, sul mercato, azzerando così l’anomalia di denaro creato e SPESO. Ma ultimo punto anche se non meno importante degli altri, è il debito pubblico. Lascio a dopo le considerazioni politiche in merito, e tratto per ora solo la questione tecnica. Lo stato, come ogni entità economica, ha delle entrate e delle uscite. Se le prime superano le seconde si avrà un avanzo, al contrario un deficit, se uguali ci sarà pareggio. Le entrate sono costituite essenzialmente dalle tasse, le uscite da stipendi dei dipendenti pubblici, investimenti e tante altre spese. Se la gestione è in deficit, lo stato ha una sola possibilità per pagare gli stipendi anche gli ultimi mesi dell’anno, e cioè farsi imprestare quanto occorre per completare le spese dell’anno e quindi chiudere il bilancio eguagliando entrate+prestiti=uscite. È matematico e qualunque ragioniere capisce di cosa si parla. Perché non stampare o far stampare denaro ? semplicemente , come ho già detto, perché il denaro è un MEZZO per permettere gli scambi, non è una ricchezza, ma è un valore solo perché rappresenta dei beni reali. Se la ricchezza prodotta resta la stessa, ma aumenta il denaro, l’unica cosa che avviene è che il denaro varrà di meno, ovvero che occorrerà più denaro per acquistare gli stessi beni. Vedi Weimar, o Katanga, o tutti quei paesi in cui, per risolvere i problemi di bilancio si è ricorso all’aumento della massa monetaria. Il risultato è sempre e solo una diminuzione del valore del denaro. Ma perché uno stato deve spendere più di quanto incassa? Perché il governo o direttamente o indirettamente viene eletto, e dato che il popolo premia quei partiti e quegli uomini di governo che danno molto in servizi e facilitazioni e benefici, e chiedono poche tasse, allora la tendenza dei governanti è quella di chiedere sempre il meno possibile e dare il più possibile, e così si arriva ai deficit di bilancio. Deficit un anno, deficit l’anno successivo ed i deficit si sommano e creano il debito pubblico rendendo sempre più difficile ripagare il capitale, perché su quanto già imprestato cominciano a correre gli interessi, che diventano una spesa aggiuntiva, rendendo così sempre più difficile se non arduo rendere almeno parte del capitale. L’Italia ha accumulato negli ultimi 30 anni un debito di 1800 miliardi di euro, che ci costano solo di interessi tra i 70 e gli 80 miliardi all’anno. Questi sono soldi che invece di andare a finanziare welfare, scuola ecc.. vanno a ripagare coloro che hanno prestato soldi allo stato comprando i titoli del debito pubblico. E come il debito cresce, e il rischio di insolvenza cresce con esso, l’interesse richiesto per compensare tale rischio aumenta, aumentando così la spesa per interessi. Di chi è la colpa, quindi, del fatto che una parte così grande delle tasse pagate non ritorna al popolo che le paga sotto forma di servizi e facilitazioni ?



La colpa è di quei governanti che hanno governato il paese negli anni precedenti, quelli che hanno fatto in continuazione bilanci in deficit, che hanno sperperato le risorse che successivamente figli e nipoti avrebbero dovuto ripagare. Ma qui si apre un discorso più ampio, perché i governanti non sono stati imposti da una qualche divinità cattiva o avversa, essi sono stati eletti dal popolo. Allora la colpa è del popolo! Si e no, diciamo che la colpa è dell’ignoranza del popolo che si è bevuto la favola della democrazia, del potere del popolo. Avete mai sentito un ministro del tesoro o un primo ministro chiedere al popolo se era d’accordo nel creare deficit? no vero? l’hanno semplicemente fatto, e nemmeno l’hanno mai evidenziato o illustrato le conseguenze, vero? e quei pochi che mettevano in guardia contro gli effetti perversi del concedere benefici a debito, ovvero senza richiedere tasse sufficienti a finanziarli, venivano tacciati di catastrofismo, additati come “Cassandre” inutili, pedanti, e pessimiste.



La Milano da bere, la ricordate? peccato che si beveva anche la ricchezza dei figli e dei nipoti e di chissà quante generazioni future!! Ma poi la parte della beffa più perversa, è che a beneficiare di quanto elargito creando debito sono stati essenzialmente alcuni, mentre a pagarne le conseguenze sono tutti, o almeno tutti coloro che le tasse le pagano !! Che poi le banche, come molte categorie di persone abbiano stretto accordi perversi con quei governanti, inducendoli a creare debito anziché riscuotere tasse o limitare spese, nessuno lo nega, anzi vigevano degli accordi tipo “tu mi lasci evadere e io con cosa risparmio ti finanzio il debito comprandoti BOT, CCT, ecc..” e per anni hanno funzionato dando così un elevato consenso ai partiti di governo, con partiti di opposizione muti, sordi e ciechi, o peggio complici. Nessuno si è premurato di spiegare al popolo a quale rovina stavano conducendo l’intero paese quei governanti, e ancora oggi c’è chi, indicando falsi obiettivi, cerca di confondere le menti deboli che preferiscono sentire indicare colpevoli astratti o inesistenti piuttosto che assumersi la responsabilità di punire i veri colpevoli, e continuano nell’opera di disinformazione che piano piano si è sostituita alla mancanza di informazione.

Andrea Mensa

14.09.2010

Commenti (326)

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    1. wiki 14 settembre 2010

      Ottimo Andrea Mensa hai messo uno stop al "chiacchericcio economico" di Barnard...

    1. amensa 14 settembre 2010

      dipende cosa intendi per "moneta di uno stato". se intendi moneta di proprietà dello stato, allora è falso perchè il dollaro è emesso ed è di proprietà della FED(entità privata) che lo impresta.
      se invece intendi "moneta che circola NELLO stato, ovvero che ha "corso legale" allora ha ragione Barnard.
      se leggi però il contesto in cui tale affermazione è fatta, vale la prima ipotesi.

    1. amensa 14 settembre 2010

      1)il quantitative easing, ovvero acquisto di titoli con denaro creato, strumento che dovrebbe avere carattere estremamente provvisorio ( da pochi giorni ad al massimo uno/due mesi) è diventato proprio presso USA, GB e Giappone, uno strumento pressochè stabile di controllo dei tassi del debito pubblico.
      2) certo perchè quelli che arrivano dalla SpA sono "guadagnati" ( se si possono dire guadagnati soldi ottenuti a tassi quasi di usura) esattamente come i soldi che ottieni tu in cambio del tuo lavoro, essi sono i soldi guadagnati dalla SpA in cambio della sua attività di gestione del denaro, mentre il denaro "creato dal nulla", viene solo dato in prestito, non speso, e pertanto deve ritornare per annullare il prestito stesso.
      esso torna accompagnato dagli interessi che però, essendo un "guadagno" vengono girati alla SpA.
      pertanto, come credo di aver già detto, la SpA, fa parte intergante del mercato, in quanto ha entrate e uscite, come ogni società o entità economica.
      3) chiariamoci una volta per tutte. verissimo che se lo stato investisse ad esempio in ricerca e realizzazione di fonti rinnovabili di energia, creerebbe posti di lavoro e ricchezza, ma lo deve fare con risorse non PRESE A PRESTITO, altrimentio aumenta solo il debito pubblico che ricade sulle spalle del popolo. quanto dice sarebbe realizzabile da uno stato che avesse rimborsato TUTTO il debito contratto nei decenni precedenti, ovvero con denaro derivato da surplus di bilancio.
      se non fosse stato tutto il debito che è stato creato dall'insipienza e cattiva gestione dei governi del trentennio passato, oggi, senza debito non avremmo interessi sul debito da pagare, e quindi un surplus di 70-80 miliardi di euro/anno
      4) non è una contraddizione. il valore di qualsiasi bene (Pareto) è dato da quanto quel bene è desiderato da chi non ne dispone o non ne dispone quanto ne vorrebbe. quindi il valore è sempre un qualcosa di relativo a quanti desiderano quella determinata cosa. il valore del denaro, quello cartaceo (perchè quello aureo ad esempio è invece dato dal valore che si attribuisce anche all'oro contenuto nella moneta stessa. ovvero, proima di tutto vale per quanto coniato sulla facciata, ma per qualsiasi evento che lo inflazioni, ne faccia perdere valore, ecc... vale almeno sempre per la quantità di oro contenuto nella moneta stessa.) è dato dal fatto che chi loriceve possa contare di poterlo spendere a sua volta.
      se una banconota la ottengo in cambio di una bicicletta, potrò contare di poter comprare con essa una bicicletta analoga, almeno in tempi non troppo lunghi e in assenza di inflazione.

    1. AlbaKan 14 settembre 2010

      'domandati invece chi lo ha mantenuto per 8 mesi mentre produceva questo "lavoro"'.

      • Forse dopo i piagnistei dei mesi scorsi ha trovato una donna e magari molto ricca?
      • A parte gli scherzi, io non ho letto tutte queste 62 pagine, ma le parti che ha riportato Tao (unico commento LEGGIBILE tra tutti), mi bastano!
    1. mikaela 14 settembre 2010

      " Andrea, perchè scaldarsi tanto nel difenderle davanti alle "corbellerie" di un giornalista che ha così poca visibilità?"

      Siccome Andrea fa parte di qualche parrocchia deve a qualsiasi costo dileggiare Barnard. che nel mondo della vera controinformazione è l'unico giornalista degno di chiamarsi tale vista la sua grande preparazione e dedizione al suo lavoro tanto prepararo e informato che ne sapeva più lui di tutti i parlamentari messi insieme.Per questo l'hanno messo a tacere.

      Basta riguardare i suoi vecchi video e leggere i suoi scritti per capire chi è Paolo Barnard.Quello che si legge ora lui lo diceva già da anni.

    1. ottavino 14 settembre 2010

      La mia sensazione è che l'Economia, con la E maiuscola, è un trucco. Come del resto quasi tutto ciò che fa l'uomo: egli sa fare solo trucchi, purchè gli portino dei vantaggi. Questa è la prima legge morale dell'umanità. Quindi non giudico i signoraggi vari, monete-debito, ecc. Non me ne intendo e non intendo occuparmene. Però così a occhio direi che l'articolo in questione è buono, in quanto riporta i fatti in un ambito semplice e comprensibile a tutti. Ci sono dei soldi, si spendono, si fanno debiti, abbiamo un debito!! Molto semplicemente se non voglio debiti non spendo!! E se non ho i soldi non spendo!! Ah, beata semplicità.....

    1. AlbaKan 14 settembre 2010

      Evidentemente CDC da a tutti l'opportunità di scrivere qualcosa e di essere pubblicato, e questo significa che potresti farlo "persino TU".

    1. mikaela 14 settembre 2010

      " quando afferma che il dollaro è moneta sovrana a ricordargli che non è vero,"

      e qui mi sono fermata. premetto che non ho ancora letto il pdf di Paolo Barnard ,ma voglio ricordarti che per moneta sovrana s'intende la moneta di un Stato, il dollaro $ è la moneta degli Stati Uniti d'America come la Sterlina degli Inglesi o lo Yen del Giappone. Questo s'intende per moneta sovrana, Noi Italiani se avessimo ancora la Lira potremmo dire d'avere la nostra moneta sovrana.

    1. cortesia 14 settembre 2010

      Dopo aver letto l'articolo, e soprattutto i commenti (impagabile l'articolo degli adoratori di Von Mises), ho concluso che il vecchio Barnard, dopo tante cantonate, ne ha fatto una giusta. Solo un'opera intelligente può suscitare reazioni così stupide.
      relax

    1. maristaurru 14 settembre 2010

      Una palla immensa, ci si capisce poco e ,come dice Truman , pare monnezza.

      Sono andata al loro sito. la prima impressione è che si tratti di gente del mestiere che si sta affannando a dare ai caciottari come molti di noi, me per prima,che non son banchieri nè bancari, la giusta infarinata di mezze verità . Ne ho letto tanti di simili, ed appoggiati ad esimi cattedattrici consulenti bancari persino, quando più di dieci anni fa si decise di fare smettere il ladrocinio dell'anatoscismo.( che continua ben nascosto )

      il sitema è quello solito: mezze verità, ti mettono sotto il naso quella mezza verità che è tanto evidente da essere innegabile, poi si continua o con omissioni sostanziali o con balle , sviando il discorso tramite minimi spostamenti. Una buona tecnica, ma dopo che ne hai sgamato qualcuno.. li sgami tutti, senti puzza di frallocco, poi fai controllare dal tecnico.. e sai chi hai davanti. Ma per fare sta fatica deve valerne la pena, purtroppo fioriranno come pratoline a mille si stanno preparando, i mezzi per pagarsi prof universitari e tecnici, compresi i sociologhi che suggeriscano come meglio fregarci , li hanno, a noi la fatica improba se mai, di smascherarli.

    1. daveross 14 settembre 2010

      I miei 2 centesimi:

      Mensa ha dato delle informazioni molto utili, che anche se vorrebbero essere contrarie alle tesi 'barnardiane' in realtà potrebbero confermarle.


      1- la vendita dei titoli di stato al ribasso è fatta in tutto il mondo? Anche nei stati a moneta sovrana, oppure è un fenomeno italiano/europeo? Se la seconda è vera la tesi di barnard sembra confermata.


      2- Davvero interessa da quale risorsa bancaria (spa o non) vengono i soldi che dalle banche vanno allo stato per la vendita dei titoli? L'importante non è forse che questi titoli vengano venduti e che quindi generino liquidità?



      3- Mensa cita a ragione Weimar. Ma Barnard non ignora l'inflazione affatto! Semplicemente dice che a fronte di un' 'iniezione' di contante nel sistema monetario, dovrebbe corrispondere un proporzionale aumento della produttività. In particolare se lo Stato investe in creare posti di lavoro pubblico.



      4- Mensa sembra entrare in contraddizione quando dice che i soldi non hanno valore ma sono solo un mezzo e poi quando afferma che il valore dei soldi è dato dal valore di scambio nel mercato.


      Infine per me l'intuizione del saggio di Barnard, che però mi lascia dubbioso in alcuni punti, è nella VERA sottrazione della politica monetaria agli stati in EU, nella VERA natura della tassazione in uno stato a moneta sovrana.

    1. martiusmarcus 14 settembre 2010

      sbagli ad arrabbiarti e soprattutto... a mettere il tuo numero di cellulare su un blog. Non so se tu abbia ragione o torto sul quesito signoraggio, eccetera. Sicuramente ho avuto a che fare (via mail) col sig p b e ti garantisco che è mezzo matto o non so quanto in buona fede (come invece mi sembri tu)
      ciao

    1. amensa 14 settembre 2010

      sono in pensione, e non ho nessuna voglia di fare carriere.... se cerco di aprire gli occhi a persone come te lo faccio gratis e senza troppe speranze di riuscirci.

    1. marco76 14 settembre 2010

      Ok...ma per chi lavora allora...? Magari aveva soldi da parte, o e di famiglia ricca...non lo so...basta che gli mandi una mail...ti risponderà sicuramente...
      Facciamo i nomi però di chi si crede sia il mandante di Barnard...

    1. amensa 14 settembre 2010

      ti ammiro , ashoka, per aver avutoil coraggio e la pazienza di leggere tutte quelle 62 pagine.
      a me, dopo averne lette 6 giravano già talmente tanto le palle, che ho dovuto smettere.
      tra tutti questi "Barnard sostenitori" vorrei vewramente sapere chi è riuscito a leggere fino in fondo quella montagna di sproloqui.
      comunque mi inchino davanti al tuo bel lavoro di contrasto.
      a.mensa

    1. stefanodandrea 14 settembre 2010

      Caro A Mensa, non riesco mai a studiare a fondo questa materia, perché ho l'impressione che ad essa - e in primo luogo dai sostenitori del signoraggio - si dia un'importanza che non ha rispetto ad altri profili di critica al "sistema".

      A mio avviso sarebbe bene che tu, oltre a criticare con rigore alcuni luoghi comuni (della rete e non solo), cosa che fai egregiamente, dedicassi più tempo (più righe o più articoli) anche alla (tua) critica al sistema (finanziario e non solo). Non può trattarsi, come più volte hai accennato, soltanto di un problema di livello di interessi. Altrimenti non si spiegherebbe come i profitti del settore finanziario siano stati (così' sembra) negli ultimi anni circa il 6% del totale mentre in altri periodi, con tassi più alti eranpo circa dell'1%. Allo stesso tempo dovresti spiegare per quale ragione quei profitti (che dovrebbero essere l'1%) non debbano entrate totalmente o parzialmente nel bilancio dello Stato (come avverrebbe se i soci della banca d'itallia fossero pubblici). Dovresti poi indagare per quale ragione il settore finanziario ha prodotto tanti utili che prima non produceva. Se la forma del denaro (carta moneta di cui si è proprietari) o scritture che attestano soltanto crediti e debiti è davvero neutrale (è indifferente un aumento dei crediti o della carta moneta). Oppure potresti indagare che fine fanno le banconote da cinquecento euro, che le filiali delle banche non hanno (chiedile per verificare) e che non hano nemmeno i cittadini.

      Se dedicherai il tuo rigore a questi ed altri temi eviterai di sembrare quello che difende il sistema. Ciao

    1. daveross 14 settembre 2010

      Il pensiero è un po' confuso ma sembra di capire che, per Barnard, quando lo Stato dispone di questa “moneta sovrana” tutto va bene. Quando invece a stampare è un agente dello Stato, più o meno indipendente, sorge invece il grande problema. Anzi il grande crimine. Come vedremo più avanti, sempre secondo Barnard, lo Stato che stampa denaro crea addirittura ricchezza, anzi stampar denaro per mano statale sembra essere l’unica fonte di ricchezza della società.

      Io invece rimango perplesso davanti a due cose. Mi chiedo, in primis, perché quando si scrivono 'recensioni' o commenti di altri autori bisogna usare toni di attacco. Rovinano la dialettica e fanno anche pensare ad una malafede di chi scrive.

      Poi, Barnard dice, invece, che quando a stampare denaro è un'AGENTE dello Stato va tutto bene! E' quando lo stato è completamente tagliato fuori dalla politica monetaria, che va male.

    1. amensa 14 settembre 2010

      non ci vuole molto sai ? basta riscuotere in tasse più di quanto spende, e non occorre esser nemmeno ragionieri per arrivarci.

    1. AlbertoConti 14 settembre 2010

      Parole sante, ma valgono anche per te. Tanto per cominciare io non prenderei mai "in prestito" un mezzo "rappresentativo". Non nego di averlo fatto in gioventù. L'esperienza servirà pure a qualcosa, non credi? Comunque, se non riesci a spiegarti bene, non fare il sarcastico, cerca piuttosto di essere un po' più logico (e umile).

    1. amensa 14 settembre 2010

      ci ha lavorato 8 mesi.... non servono 8 mesi per capire come funziona il sistema bancario e il denaro a prestito.
      domandati invece chi lo ha mantenuto per 8 mesi mentre produceva questo "lavoro".
      la cosa che mi pare più ovvia è che egli lavori per qualcuno che ha interesse ad intorbidire le acque, perchè l'unica vera cosa è ch ese a moltri maca il denaro è perchè qualcun altro ne ha troppo.
      è una banalità ma se si riflettesse su questo semplice fatto, invece di stare a scrivere e leggere un blog, avremmo già dovuto prendere i forconi e far sputare il maltolto a chi ha troppo, e forse tra essi ci sono pure i banchieri, ma sicuramente non SOLO loro.

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