RISPOSTA A PAOLO BARNARD

RISPOSTA A PAOLO BARNARD

DI ANDREA MENSA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Ma Barnard ha mai sentito parlare di come vengono assegnati i titoli di stato ?


Avete dato ampio spazio a Paolo Barnard ("Il più grande crimine") che su un blog può propinare le sue idee senza contradditorio, senza nessuno che gli contesti, come le scrive, le sciocchezze che scrive. Sarebbe un bell’esercizio, contestargliene una per una, ma 62 pagine contengono troppe frasi per produrre una qualsiasi risposta specifica, ad ogni frase, che non risulti troppo noiosa e defatigante da leggere. Anche perché occorrerebbe proprio partire dall’inizio, quando afferma che il dollaro è moneta sovrana a ricordargli che non è vero, e che essa appartiene alla FED, che li impresta, e non ne al governo ne al popolo statunitense. Generare e tenere sotto controllo la massa monetaria, farsi carico delle perdite dovute alle contraffazioni, resistere alle richieste dei politici, che per farsi benvolere (ed essere rieletti) vorrebbero poter dare tanto a tutti senza chiedere mai nulla, è una attività non da poco.Una volta, quando il denaro conteneva il suo valore ( in oro o argento ) parlare di sovranità monetaria aveva un senso. Oggi invece è semplicemente una attività, specialistica finchè si vuole, ma una attività e per nulla facile da svolgere. Si porta sovente l’esempio di Auriti e del Simec, ma nessuno dice dove sarebbe finito questo signore se qualcuno avesse coniato in proprio qualche quintale di Simec e fosse andato poi a spenderli a Guardialele. Ci avevate mai pensato? da chi sarebbero poi andati i negozianti di Guardialele a farseli cambiare in euro per poter rimpiazzare le merci vendute? ah… non lo sapete vero? bene è invece una domanda che dovrebbero porsi tutti coloro che esaltano le varie “monete del popolo”. Non vi porto testimonianze di esperti fasulli che magari si sono creati le loro nozioni su libri vecchi di secoli. Io invito i lettori ad informarsi personalmente sulle poche affermazioni che faccio, ricavando poi il tutto con semplice ragionamento ed osservazione di quanto viviamo tutti i giorni. Buona lettura, comunque, per chi ne abbia voglia.

Forse Barnard non ha mai sentito parlare di come vengono assegnati i titoli di stato. Aste al ribasso, queste sconosciute, vero? Tipo di asta a cui è consentito di partecipare solo a chi può garantire di soddisfare agli impegni presi, perché una volta aperte le offerte, e calcolata la media, le assegnazioni devono avvenire, ai prezzi convenuti. E funziona così: ogni partecipante può fare diverse offerte di quantità e prezzo in busta chiusa. Chi emette fissa la cifra richiesta e si aprono le offerte, quindi si accolgono le offerte ai valori maggiori fino alla somma offerta. Risulta ovvio che più è alta la richiesta e più il prezzo medio sarà alto, quindi l’interesse basso. Mi sa dire Barnard, perché le banche dovrebbero cercare di comprare titoli abbassando così l’interesse che possono guadagnarci sopra? o i banchieri sono rincoglioniti, o semplicemente la cosa non funziona così. Ma questo Barnard non l’ha ancora capito. Perché dicono che il “quantitative easing” è uno strumento monetario eccezionale? Secondo Barnard è normale che le banche centrali comperino titoli del tesoro, ma allora dove sta l’eccezionalità ? altro esempio di incongruenza, che però non sussiste perché non funziona così, checché ne dica Barnard. E potrei proseguire anch’io per 62 pagine e più a mostrare l’incongruenza di quanto afferma.

Adesso ci sono alcuni punti che vanno chiariti, prima di iniziare il discorso vero. Perché esiste una “banca centrale” autorizzata a “battere moneta”? Forse nessuno vi ha mai detto che il lavoro più gravoso e costoso di chi batte moneta è combattere la contraffazione. Costoso perché ogni banconota contraffatta è una perdita di tale valore per la banca centrale, poi perché le risorse impegnate in tale lotta sono ingenti e costose. Ma non se ne sente parlare, perché ? semplice. Se si pubblicizzasse tutte le falsificazioni che vengono scoperte, ci sarebbe il grande rischio che le persone perdano fiducia nel denaro, cosa che porterebbe alla scomparsa del denaro stesso con conseguenze catastrofiche per gli scambi e per l’economia in genere. Tutti coloro che propagandano “monete del popolo” o simili, non si sono mai domandati cosa farebbero in caso di contraffazione a grandi volumi. È ovvio che finché una moneta locale è usata da poche anime, nessuno riterrebbe economico investire in matrici e tutto quanto occorre per falsificare, ma come i volumi di tali monete dovessero crescere, andrebbe anche previsto che fare in caso di elevata contraffazione. Ci hanno mai pensato ? E non venite a raccontarmi la favola delle monete auree, o comunque con valore intrinseco. Avete mai pensato, in caso cominciassero a circolare, quanto facile sarebbe limare il bordo e ricreare la zigrinatura ? sarei capace di costruirla in casa una macchinetta per fare ciò, al che potrei passare la giornata a raccogliere monete, “alleggerirle” e spenderle nuovamente. E a fine settimana ritrovarmi col mio bel sacchettino di polvere d’oro. Oppure mai sentito parlare di tungsteno ? ci hanno fatto persino i lingotti con cui hanno bidonato banche centrali !! Allora tanto vale far circolare banconote, così è più facile, quando insorga una fonte di falsificazione, cambiare formato, disegno, fare una nuova emissione, insomma, e questo è il modo più classico di combattere la falsificazione, proprio perché occorre molto tempo ai falsari per riprodurre una nuova banconota. Ma allora è una truffa! Una banconota vale in carta e inchiostro 1 cent e magari vale 50 €. No, non c’è alcuna truffa perché le banconote, come tutto il denaro, viene imprestato. La banca da a Caio una banconota che vale 0,01 ma di valore facciale 50. Caio paga della merce del valore di 50€ a Tizio con quella banconota , e Tizio paga a ….. finchè Caio deve dare della merce, per riavere la banconota da 50€. A quel punto la rende alla banca dando un pezzo di carta che vale 0,01 ma che gli cancella un debito di 50€. Si lo so c’è tutto il discorso degli interessi, ma lo vedremo dopo. Qui punto l’attenzione sul fatto che, quando si tratta di prestiti, non c’entra assolutamente nulla il “quanto vale” ciò che ricevo, cioè il suo valore intrinseco, mentre invece interessa il “che valore gli attribuisce il mercato” ovvero quanto valore in merci potrò acquistare con quella cosa che ho avuto in prestito. Tanto quando la rendo vale l’operazione inversa, no ? Beh, ovvio però che se il valore intrinseco fosse superiore al valore facciale, non renderei sicuramente lo stesso oggetto, ma, ad esempio lo fonderei, venderei il metallo che avrebbe un valore superiore a quanto mi è stato imprestato. Ma nessuno produrrà mai denaro con valore intrinseco SUPERIORE al valore facciale.

C’è poi la banca. La maggior confusione che viene fatta a proposito di questa istituzione, è relativa al denaro che essa ha o che essa crea. Non mi stuferò mai di dire e ripetere fino alla noia, e chi non ci crede vada a passarsi qualche tempo in una banca, ma non in una filiale, ma nella ragioneria della sede centrale, e così potrà rendersi conto di come funziona. La banca va considerata come l’insieme di due parti, con compiti ben precisi. Una parte è una normale società, sovente una S.p.A., che quindi ha delle entrate, delle uscite, delle proprietà, e quindi possiede e usa del denaro. L’altra parte è quella che si occupa dei rapporti con la clientela e del denaro della stessa. Essa gestisce ad esempio i conti correnti, e sulla base della quantità del denaro raccolto, ne genera essa stessa, secondo dei multipli prestabiliti. Quindi CREA del denaro, che però può SOLO imprestare. Non lo può SPENDERE perché altrimenti si comporterebbe come un falsario. Imprestare vuol dire che ciò che viene dato, deve essere reso, pertanto, come ho spiegato sopra, non ha nessuna importanza quale sia il suo valore intrinseco, ma quanto è importante è il quanto “valore” rappresenti. Questa attività genera degli utili (interessi, commissioni, ecc…) e questi utili non sono altro che le entrate della S.p.A..


Quanto sembra veramente difficile far capire è che chi riceve del denaro in cambio di una prestazione, POSSIEDE quel denaro, ne diventa proprietario, anche se esso è uscito da una banca come prestito, vuol dire che chi ha ricevuto il prestito lo ha speso, lo ha dato in cambio di un bene o di una prestazione, e dovrà dare prima o poi , a sua volta, un bene o una prestazione, per recuperare quel denaro e poterlo rendere alla banca che glielo ha imprestato. Il denaro che entra nella S.p.A. è il compenso per una prestazione, quindi è da essa posseduto. Ed è una contabilità completamente diversa dal denaro creato e dato in prestito e dal denaro versato sui conti correnti. È con tale denaro posseduto che paga i dipendenti, le bollette, i locali, le tasse, ecc… ed è perciò che non mancherà mai il denaro per pagare gli interessi. Perché la S.p.A. fa parte del mercato, e quindi il denaro pagato come interessi continua a far parte del mercato, finché non venga reso come capitale. La cosa apparentemente assurda, ma reale, è che la S.p.A. si comporta nei confronti dell’altra sezione della banca, come un cliente qualsiasi, e quindi può, anzi (e la ragione la vedremo poi) DEVE avere un suo conto corrente presso di essa. E la ragione è che il denaro che la banca richiede alla banca centrale, prestatore primario, versandolo sul proprio conto corrente costituisce la base (assieme al denaro versato dalla clientela sui loro conti, ma che proviene comunque da altre banche e quindi generato con lo stesso sistema) su cui poi può essere generato il denaro che viene imprestato (vedi sistema delle riserve frazionate), esso rappresenta anche la via che seguono le banconote fisiche, per passare dalla banca centrale emittente, alla cassaforte delle banche commerciali.



Già. Le banconote ! e qui vediamo di sfatare un po’ di stupidaggini relative ai signoraggi vari. Finora ho parlato di denaro, perché intendo tutto ciò che è usato e ha il valore del denaro e come esso circola, quindi banconote, ma anche assegni, bonifici, conti correnti, ecc… Quanto occorre capire è che le banconote hanno valore SOLO quando sono uscite dalla cassaforte della banca. E qui non parlo della S.p.A., ma della sezione che si occupa della clientela. Infatti M1 è la somma di M0 e dei conti correnti bancari e postali, insomma di tutto ciò che è immediatamente spendibile, ma M0 ESCLUDE le banconote versate che si trovano all’interno della banca. La ragione logica è che se così non fosse, un versamento su c/c, che significa consegnare banconote e annotare il loro valore sul c/c, aumenterebbe M1 del valore del versamento stesso. Ma così non è, perché mentre l’importo delle banconote viene aggiunto sul c/c, tale importo viene tolto alle banconote che entrano. Pertanto tale operazione NON modifica M1. Ora, dato che le banconote all’interno di una filiale NON sono pari a tutto il denaro versato sui c/c, ma solo sufficiente a coprire i normali flussi di cassa ( e quindi versamenti e prelievi), e che quantità superiori di banconote non avrebbero nemmeno ragione di esistere, se non per soddisfare le necessità di circolazione monetaria, è chiaro che non vi è un legame tra il denaro e la quantità di banconote. Tanto più si usano pagamenti elettronici, carte di credito, bancomat, bonifici, ecc… e tanto meno servono banconote. Pertanto si vede che anche solo da questo particolare, tutto il discorso del signoraggio, cade miseramente.

Detto questo, allora diventa chiaro con quale denaro, le banche intervengono alle aste dei titoli di stato. Esse partecipano per soddisfare le richieste della clientela, e in proprio, ma con il denaro della S.p.A. !!!! Non col denaro creato per essere imprestato, ma con quello “guadagnato” che pertanto è di sua proprietà. Questa è l’altra enorme fonte di confusione in chi non ha mai capito come funziona una banca. A questo punto è inevitabile dover parlare della banca centrale. Come già visto, uno dei suoi compiti è quello antifrode, ovvero combattere la falsificazione del denaro, e il perché vada combattuta lo vedremo in seguito. L’altro compito è quello di creatore primario di denaro, sia che siano banconote che note o annotazioni. Ad essa lo richiedono se S.p.A. delle banche che ricevendolo lo versano sul proprio c/c come già visto dando il via alla creazione secondaria di denaro. Esse pagano alla banca centrale un interesse su tale denaro imprestato, che rappresenta le entrate della B.C. stessa con le quali paga i dipendenti e tutte le spese. Essa fornisce il denaro come banconote, su richiesta delle banche commerciali stesse, o lo ritira da esse, quando le stesse ne abbiano in eccedenza. Succede anche che le banche commerciali abbiano presso la B.C. un deposito o c/c . La ragione di esso è che, come vedremo, la B.C. non soddisfa sempre e totalmente le richieste, pertanto accade che una banca commerciale preferisca depositare una eccedenza, per poterne disporre nuovamente in caso di bisogno immediato, piuttosto che renderlo, nel qual caso, di fronte ad una necessità dovrebbe sottostare alle limitazioni decise in quel momento dalla B.C. Un altro compito della B.C. è il controllo della liquidità. Il denaro serve a permettere gli scambi. È ovvio che la quantità di denaro circolante in un certo ambito geografico, deve essere proporzionato al numero e al valore degli scambi. Quando ci si trovasse con molto più denaro destinato ad acquistare beni e servizi, di quanto essi valgano, si avrebbe una contesa che porterebbe ad un aumento dei prezzi, e quindi, conseguentemente ad una perdita di valore del denaro stesso. Viceversa per il contrario, solo che mentre gli aumenti sono velocissimi non appena il mercato abbia la sensazione di tale eccesso di denaro, per avere una diminuzione dei prezzi, occorre che ripetutamente ci debbano esser state merci e beni invenduti. Ma questo è un po’ un altro discorso.


L’importante ora è capire che più denaro circola più è facile che i prezzi comincino a salire. Dato che il denaro circolante è comunque TUTTO nato da un prestito, per limitare il denaro in circolazione basta limitare o non soddisfare tutte le richieste. Questo controllo è quello che viene chiamato il guinzaglio, col quale è possibile limitare o aumentare le quantità richieste, ma non è possibile “spingere”, ovvero, soddisfatte TUTTE le richieste non è possibile immettere altra liquidità. Questa è la “trappola della liquidità” per la quale le banche centrali possono dare alle commerciali tutto il denaro che esse possono richiedere, ma se non vengono concessi prestiti alla clientela, e quindi al mercato, tale liquidità non entra in circolazione. Quindi, l’altro strumento a disposizione è il tasso di interesse, con il quale si può rendere più o meno allettante il richiedere un prestito. Detto così appare una cosa abbastanza semplice, controllare la liquidità, perché non ho ancora accennato alla velocità di circolazione. Con una banconota da 50 € posso permettere un acquisto in un mese, ma, con la stessa banconota posso anche fare 10 scambi da 50€ in un giorno. La differenza tra un caso e l’altro è esattamente come se nel secondo, in cui la velocità degli scambi è molto più alta, ci fossero non 1 ma 10x30 (come i giorni del mese) banconote da 50 €. E la velocità di circolazione è una cosa che solo il feeling del mercato, l’attitudine delle persone al risparmio o alla spesa, determina. La B.C. la può solo rilevare con degli appositi mezzi di monitoraggio, agendo poi di conseguenza con gli strumenti a sua disposizione. Ovvero, controllo della liquidità e tassi di interesse. Il grave della situazione attuale, tra parentesi, è che i tassi sotto lo 0 non possono andare, e le richieste di prestiti latitano, almeno da parte di chi potrebbe averli possedendo garanzie sufficienti. Due parole devo spenderle su un mezzo “eccezionale” a disposizione della B.C. ovvero il “quantitative easing”. esso è uno strumento “a tempo” che serve per impedire distorsioni del mercato in condizioni eccezionali.



Abbiamo visto come avvengano le assegnazioni dei titoli di stato. Ormai si fanno aste per poter pagare titoli in scadenza. Dato che i titoli possono avere diverse scadenze, o si possono creare necessità improvvise ed impreviste, potrebbe esser necessaria un’asta con un’offerta abnorme, ovvero molto superiore al normale. In carenza di richiesta proporzionata, abbiamo visto come gli interessi su tali emissioni, aumenterebbero in modo anomalo, solo per il fatto di aver concentrato l’emissione in un unico momento. In tal caso la B.C. può creare del denaro, imprestarlo a se stessa, e con essa partecipare all’asta, o a quello che si chiama “assegnazione a mercato aperto”. È implicito e pubblicizzato tale fatto, come è pubblicizzato il fatto che successivamente , tali titoli, vengano poi venduti, diluiti nel tempo, sul mercato, azzerando così l’anomalia di denaro creato e SPESO. Ma ultimo punto anche se non meno importante degli altri, è il debito pubblico. Lascio a dopo le considerazioni politiche in merito, e tratto per ora solo la questione tecnica. Lo stato, come ogni entità economica, ha delle entrate e delle uscite. Se le prime superano le seconde si avrà un avanzo, al contrario un deficit, se uguali ci sarà pareggio. Le entrate sono costituite essenzialmente dalle tasse, le uscite da stipendi dei dipendenti pubblici, investimenti e tante altre spese. Se la gestione è in deficit, lo stato ha una sola possibilità per pagare gli stipendi anche gli ultimi mesi dell’anno, e cioè farsi imprestare quanto occorre per completare le spese dell’anno e quindi chiudere il bilancio eguagliando entrate+prestiti=uscite. È matematico e qualunque ragioniere capisce di cosa si parla. Perché non stampare o far stampare denaro ? semplicemente , come ho già detto, perché il denaro è un MEZZO per permettere gli scambi, non è una ricchezza, ma è un valore solo perché rappresenta dei beni reali. Se la ricchezza prodotta resta la stessa, ma aumenta il denaro, l’unica cosa che avviene è che il denaro varrà di meno, ovvero che occorrerà più denaro per acquistare gli stessi beni. Vedi Weimar, o Katanga, o tutti quei paesi in cui, per risolvere i problemi di bilancio si è ricorso all’aumento della massa monetaria. Il risultato è sempre e solo una diminuzione del valore del denaro. Ma perché uno stato deve spendere più di quanto incassa? Perché il governo o direttamente o indirettamente viene eletto, e dato che il popolo premia quei partiti e quegli uomini di governo che danno molto in servizi e facilitazioni e benefici, e chiedono poche tasse, allora la tendenza dei governanti è quella di chiedere sempre il meno possibile e dare il più possibile, e così si arriva ai deficit di bilancio. Deficit un anno, deficit l’anno successivo ed i deficit si sommano e creano il debito pubblico rendendo sempre più difficile ripagare il capitale, perché su quanto già imprestato cominciano a correre gli interessi, che diventano una spesa aggiuntiva, rendendo così sempre più difficile se non arduo rendere almeno parte del capitale. L’Italia ha accumulato negli ultimi 30 anni un debito di 1800 miliardi di euro, che ci costano solo di interessi tra i 70 e gli 80 miliardi all’anno. Questi sono soldi che invece di andare a finanziare welfare, scuola ecc.. vanno a ripagare coloro che hanno prestato soldi allo stato comprando i titoli del debito pubblico. E come il debito cresce, e il rischio di insolvenza cresce con esso, l’interesse richiesto per compensare tale rischio aumenta, aumentando così la spesa per interessi. Di chi è la colpa, quindi, del fatto che una parte così grande delle tasse pagate non ritorna al popolo che le paga sotto forma di servizi e facilitazioni ?



La colpa è di quei governanti che hanno governato il paese negli anni precedenti, quelli che hanno fatto in continuazione bilanci in deficit, che hanno sperperato le risorse che successivamente figli e nipoti avrebbero dovuto ripagare. Ma qui si apre un discorso più ampio, perché i governanti non sono stati imposti da una qualche divinità cattiva o avversa, essi sono stati eletti dal popolo. Allora la colpa è del popolo! Si e no, diciamo che la colpa è dell’ignoranza del popolo che si è bevuto la favola della democrazia, del potere del popolo. Avete mai sentito un ministro del tesoro o un primo ministro chiedere al popolo se era d’accordo nel creare deficit? no vero? l’hanno semplicemente fatto, e nemmeno l’hanno mai evidenziato o illustrato le conseguenze, vero? e quei pochi che mettevano in guardia contro gli effetti perversi del concedere benefici a debito, ovvero senza richiedere tasse sufficienti a finanziarli, venivano tacciati di catastrofismo, additati come “Cassandre” inutili, pedanti, e pessimiste.



La Milano da bere, la ricordate? peccato che si beveva anche la ricchezza dei figli e dei nipoti e di chissà quante generazioni future!! Ma poi la parte della beffa più perversa, è che a beneficiare di quanto elargito creando debito sono stati essenzialmente alcuni, mentre a pagarne le conseguenze sono tutti, o almeno tutti coloro che le tasse le pagano !! Che poi le banche, come molte categorie di persone abbiano stretto accordi perversi con quei governanti, inducendoli a creare debito anziché riscuotere tasse o limitare spese, nessuno lo nega, anzi vigevano degli accordi tipo “tu mi lasci evadere e io con cosa risparmio ti finanzio il debito comprandoti BOT, CCT, ecc..” e per anni hanno funzionato dando così un elevato consenso ai partiti di governo, con partiti di opposizione muti, sordi e ciechi, o peggio complici. Nessuno si è premurato di spiegare al popolo a quale rovina stavano conducendo l’intero paese quei governanti, e ancora oggi c’è chi, indicando falsi obiettivi, cerca di confondere le menti deboli che preferiscono sentire indicare colpevoli astratti o inesistenti piuttosto che assumersi la responsabilità di punire i veri colpevoli, e continuano nell’opera di disinformazione che piano piano si è sostituita alla mancanza di informazione.

Andrea Mensa

14.09.2010

Commenti (326)

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    1. Truman 14 settembre 2010

      E' caratteristico di CDC dare spazio ad idee contrapposte. Non abbiamo dei messia che posseggono la verità rivelata.


      A parte questo, ho modificato la categoria dell'articolo in modo che sia chiaro che ogni tanto diamo spazio agli utenti.


      Nel merito:

      - Sia Barnard che Mensa si preoccupano di attaccare il cosiddetto "signoraggio", dimostrando ambedue che la loro prima preoccupazione è di rientrare nei luoghi comuni del linguaggio economico, evitando di essere classificati come estremisti, terroristi, mussulmani, o qualcosa del genere.
      Mi spiego meglio: oggi in Italia se si parla di Israele bisogna prima criticare gli antisemiti e fare una premessa sulle colpe di Hitler. Se si parla di politica internazionale bisogna sempre fare un cenno al problema del terrorismo, in particolare a quello islamico. Se si parla degli anni di piombo bisogna prendere subito posizione e distanziarsi dalle BR. Insomma sia Barnard che Mensa partono con una mossa rituale.


      - Dove ci sono differenze tra Mensa e Barnard (e sono tante) preferisco di gran lunga Barnard, con almeno un'eccezione significativa: Barnard dice che uno stato con moneta sovrana può spendere tutti i soldi che vuole, senza preoccuparsi del disavanzo di bilancio (evito volutamente la parola "deficit"). C'è dietro un riferimento a molti casi pratici, ma c'è anche dietro un'idea totalmente astratta del denaro, come qualcosa che può essere moltiplicato all'infinito senza alcun problema. L'idea che in economia si possa gestire la crescita infinita (del circolante, nel caso in questione) mi ricorda troppo le bolle finanziarie che stanno distruggendo il mondo. Secondo me dietro all'economia c'è un mondo reale, che quando viene dimenticato troppo a lungo ricompare, anche in modo feroce. Qui alcune critiche di Mensa, per quanto impostate in un modo che non condivido, possono essere utili a capire meglio.



      E ci butto pure una citazione del mio riferimento preferito:

      Il denaro è il terreno del simbolico. Quando non può nutrirsi di numeri deve nutrirsi di sangue. (Sbancor)

    1. AlbertoConti 14 settembre 2010

      Caro Andrea, l'arte della didattica non è il tuo forte. Capisco la tua buona intenzione di fare chiarezza su un argomento che il buon Barnard voleva chiarire a sua volta, ottenendo al contrario il risultato opposto. Ma il tuo "rimedio" appare peggiore del male, e la prova ne è il primo dei commenti qua sopra, di un lettore scocciato che sventola bandiera bianca, rinuncia a capirci qualcosa.... Ma sei veramente certo di averci capito qualcosa tu stesso? Prendiamo ad es. una delle prime affermazioni categoriche che fai: "Una volta, quando il denaro conteneva il suo valore ( in oro o argento ) parlare di sovranità monetaria aveva un senso." Ma sei veramente certo di dire la verità? A meno che "Una volta" non abbia il significato delle favole (C'era una volta ...) l'affermazione è storicamente sbagliata. E quando mai il "denaro" ha contenuto il suo valore (tutto)? La storia del denaro è la storia della contraffazione di questo principio, a livelli sempre più esasperati, fino alla sua totale negazione dei giorni nostri. Una contraffazione di Stato, superlegalizzata, ma pur sempre una contraffazione. Semmai, se questo principio fosse realizzabile in una qualche società e in un qualche tempo, allora sì che la "sovranità" monetaria non avrebbe ragione di esistere, perchè chiunque sarebbe autorizzato a emettere denaro "contenente il suo valore". Con questa condizione che bisogno ci sarebbe di un'autorità centralizzata di controllo? Gli eventuali "falsari" sarebbero immediatamente puniti dal mercato stesso, che rifiuterebbe la loro merce avariata. Hai presente il vecchietto del far-west che "testa" la moneta d'oro addentandola? Quest'ipotesi è il paradiso agognato dai nipotini della scuola austriaca, un paradiso negato però dalla storia in tutte le sue varianti. La "politica monetaria" c'è eccome, ed è affidata a quel sistema che anche tu ti ostini a descrivere come puramente "tecnico", quasi a giustificarne la privatizzazione, in buona compagnia di nonno Ciampi, che al contrario di te questa visione non l'ha semplicemente descritta, ma la ha realizzata in quest'angolo di mondo (non certo da solo), cavalcando l'onda lunga, proveniente d'oltre atlantico. E i risultati sono sotto i nostri occhi: disoccupazione giovanile oltre il 25%, ma siamo solo all'inizio! Per concludere, se no faccio il tuo stesso errore (la prolissità controproducente), ricordo solo le due cosette fondamentali, per far capire anche agli asini: trovate giusto il risultato del bilancio di una BC odierna, es. bankitalia, che nello stato patrimoniale vede crescere di anno in anno la propria "capitalizzazione" a "pareggio" delle proprie banconote emesse e circolanti? Trovate giusto che una qualunque banca lucri alti interessi su enormi quantità di denaro creato dal nulla per imprestarlo a chi lavora una vita per comprarsi la casa in cui vivere? Se rispondete che è giusto, che questi interessi sono i giusti stipendi dei bancari, la mia replica è grilliana: vaffanculo!

    1. nuvolenelcielo 14 settembre 2010

      complimenti, geniale, la censura è la strada della verità!

    1. nuvolenelcielo 14 settembre 2010

      Barnard è un esperto di economia probabilmente tanto come lo è di uncinetto. Basta vedere i suoi video sulla crisi finanziaria di non molto tempo fa, dove confonde un termine finanziario con l'altro. Ora, il fatto che adesso abbia studiato il compitino, probabilmente con molta cura e impegno, e sia poi saltato fuori con una verità e una gerarchia di crimini suprema alla quale tutti debbano inchinarsi, è molto molto divertente. Come appunto lo è la sua reazione in questo thread "...mi avete stufato, la verità non la dirà mai nessuno, andate a cagare e smettetela di dire che dobbiamo informarci sul signoraggio". Reazione interessante, tipica del grande saggio che ci illumina con la verità. Grazie per il tuo monologo Barnard, ma la tua parola non vale più di quella di chiunque altro.

    1. marco76 14 settembre 2010

      Molti hanno criticato il saggio di Paolo, dandogli appellattivi a non piu finire, dimenticando che Barnard ci ha lavorato 8 mesi, l'ha fatto gratuitamente, che si e confrontato con degli economisti ( quindi non sono teorie inventate da lui ), che si e giocato la carriera di giornalista grazie alle sue inchieste, che ha scritto due ottimi libri e un sacco di articoli e video sul suo sito...
      Noi che lo seguiamo, non siamo una cricca di decelebrati che si prostrano davanti al guru di turno, come si vuol far credere...semplicemente ci fidiamo di lui, e nel momento in cui qualcosa di quello che dice e scrive non ci convince o ci trova di parere opposto ci porta a poterne discuterne tranquillamente con lui via mail o altro...perche a differenza di molti altri finti paladini, lui mai ha negato risposta e dialogo a qualsiasi domanda e critica, anche la piu stupida.
      Mi sorprende infine, come il nostro belpaese sia pieno di persone che pensano di saperla piu lunga degli altri...tutti hanno in mano la verità assoluta, tutti sanno tutto, bisogna fare cosi, bisogna fare cosa, e alla fine ?
      Sempre nella m ci ritroviamo, ma almeno ricchi di questi professori della tastiera cha a parole credono di cambiare il mondo ma coi fatti non vanno da nessuna parte....
      Tralasciando la parte sulla moneta, quello che del saggio di Barnard doveva colpire era l'ultima parte, la piu terribile, quella che ci doveva mettere davanti ai nostri demoni...E nessuno l'ha calcolata, perchè tutti dovevano far presente il loro grado di saggezza sulla moneta...Cultura della visibilità e esistenza commerciale...Chi non e schiavo o soggetto scagli la prima pietra....

    1. costantino 14 settembre 2010

      http://www.paolobarnard.info/docs/Il_Piu_Grande_Crimine.pdf

    1. GioCo 14 settembre 2010

      (ri-posto una versione più corretta qui di seguito)
      Caro Andrea,
      la natura di un'idea, sta nella sua affermazione come l'accettazione della novità che essa contiene.
      Se un indigeno che ha vissuto sempre isolato e per generazioni le sue discendeze come lui vede un aereo, lo crederà un animale, poi quando ci vedrà spuntare dall'interno uomini, li crederà divinità, ed è normale che sia così.

      Poi magari crescendo di consapevolezza si impara a comprendere le cose in modo diverso: le idee appunto cambiano la coscienza e il modo di considerare il mondo.

      Quello che dispensi, non so a quale titolo dato che non lo scrivi, è parte di idee che non offrono niente di nuovo. La sostanza di queste idee vuole che il denaro abbia un valore. La sostanza delle idee che Barnard sta comunicando sfatano proprio questo assunto.

      Non so cosa tu intenda con "denaro popolare" e un concetto che non aderisce proprio al principio del denaro privo di valore: Barnard parla di sovranità della moneta e del tridente (uno stato, un popolo e delle leggi per governarlo) cioé parla di idee semplici, accessibili a chiunque

      Non riesco invece proprio a capire la tua risposta, sinceramente.

      Per dirla tutta, devo anche ammettere che le tue idee le comprendo nella misura in cui erano le mie, prima di seguire da vicino i pareri di chi di economia ne sa sicuramente più di me.

      Forse Andrea come molti, dovresti solo mettere meno pathos e più logos nelle tue risposte, comciniciando a provare ad ammettere l'ingoranza che affligge tutti quando vengono trattati argomenti così cruciali per la nostra stessa comprensione del mondo.

      Questo anche per evitare lo scoramento che risposte come la tua inducono in chi fatica a ragionare su concetti astratti ed è limitato dalla cortina fumogena della comunicazione emotiva.

      Se ammettiamo l'evidenza della scarsità diffusa di coscienza sull'argomento, si può cominciare a sospettare che l'ingoranza sia voluta, proprio per la centralità dell'argomento: allora ogni consapevolezza acquisita, come quelle che elenchi e che sono diffuse assieme ad altre "certezze", potrebbero finalmente lasciare spazio alle idee nuove che ancora non abbiamo sperimentato.

      D'altronde se le certezze che ci ricordi sono così granitiche, Andrea, perchè scaldarsi tanto nel difenderle davanti alle "corbellerie" di un giornalista che ha così poca visibilità?

      Se davvero ciò che dici é così tanto lucido e assennato, allora vedrai che anche senza il tuo contributo, quelle idee semplicemente spariranno.

      Ma forse è proprio il dubbio che non sia così che ci preoccupa: d'altronde ammettere il punto di vista di Barnard è come ammettere di avere accettato di vivere all'inferno, in cambio di aria fritta.

    1. Tao 14 settembre 2010

      Girando sulla rete abbiamo trovato un saggio di recente pubblicazione dal titolo “Il più grande crimine”, che tratta di questioni monetarie. L’autore è Paolo Barnard. Chi è Paolo Barnard? Vediamo cosa ci dice il suo sito.

      «Sono un giornalista, o forse lo sono stato, e come tale ho lavorato per innumerevoli testate nazionali fra quotidiani e periodici, come La Stampa, Il Manifesto, Il Corriere della Sera, Il Mattino, Il Secolo di Genova, La Repubblica, La Voce di Montanelli, Il Sabato, Chorus, Oggi, Avvenimenti e altri. Per la televisione in RAI con Samarcanda di Santoro durante la Guerra del Golfo (1991) e con Report per dieci anni. Per riviste di cultura come Micromega, Altrove, Golem del Sole 24 Ore, e per agenzie di stampa e testate online. »

      Quindi un giornalista di inchiesta, con molta esperienza in politica estera, che ha deciso di addentrarsi nelle questioni monetarie per guidarci alla scoperta del “più grande crimine della storia dell’umanità”. Interessante, se non che alla fine del saggio viene da pensare che forse, finora, il più grande crimine della storia dell’umanità nel dopoguerra è aver dato la penna a certa gente. Ma leggiamo cosa scrive Barnard.



      «Questo saggio vi parla del più grande crimine in Occidente dal secondo dopoguerra a oggi. Milioni di esseri umani e per generazioni furono fatti soffrire e ancora soffriranno per nulla. I dettagli e l’ampiezza della loro sofferenza sono impossibili da rendere in parole. Soffrirono e soffriranno per una decisione che fu presa a tavolino da pochi spregiudicati criminali, assistiti dai loro sicari intellettuali e politici. Essi sono all’opera ora, mentre leggete, e il piano di spoliazione delle nostre vite va intensificandosi giorno dopo giorno, anno dopo anno.»

      Tutto vero, soprattutto il passaggio: “essi sono all’opera ora, mentre leggete”, già, perché Barnard, almeno a leggere questo suo ultimo saggio, sembra rientrare di diritto tra quei sicari intellettuali che producono falsa informazione spacciandola per educazione economica. E neppure uno dei tanti. Per ciò che scrive in questo saggio meriterebbe l'incoronazione a Re incontrastato dei sicari intellettuali.

      «Che questo sistema è una gigantesca frode per impadronirsi del lavoro e della vita delle persone, oltre che della loro ricchezza. Una frode alla quale i governi ed i parlamenti fanno da manutengoli, soprattutto in Italia. Una frode che non colpisce solo nel patrimonio e nel lavoro ma ancor più nelle libertà»


      L’ultimo pezzo l'abbiamo preso dall’introduzione di Euroschiavi, vero e proprio manualetto divulgativo sul “signoraggio” scritto da Antonio MiClavez e Marco Dalla Luna. Delle stupidaggini della tesi signoraggista abbiamo già parlato. Forse Barnard segue la stessa strada?



      Parrebbe di no.

      «Gli ingredienti usati per architettare questo abominio sono stati la manipolazione di massa e del consenso politico, la castrazione della spesa a deficit dello Stato, l’uso della moneta, la deflazione dei mercati, e in particolare i falsi dogmi sul debito e sull’inflazione. E non è il ‘complotto del signoraggio’. C’è ben altro, qualcosa di immensamente più grave.»

      Barnard è molto… molto peggio dei signoraggisti. Vediamo brevemente le “tesi” di Barnard.



      Moneta sovrana e moneta non sovrana

      «La moneta sovrana come dollaro o sterlina è sempre emessa, quindi inventata dal nulla, dallo Stato che la possiede: quello Stato origina la moneta, e i suoi cittadini possono solo usarla, guadagnandola o prendendola in prestito. L’euro invece non è moneta sovrana perché nessuno Stato europeo ne è il proprietario, ed è invece emesso da un sistema di banche centrali, sempre inventandolo dal nulla. Esso non è originato da nessuno degli Stati dell’Unione Europea, quindi l’euro non è né degli Stati né dei cittadini, e sia gli Stati che i cittadini possono solo usarlo prendendolo in prestito o guadagnandoselo. Questa cruciale differenza è anche all’origine della catastrofe finanziaria europea, un crimine architettato a tavolino anch’esso. Capirete poi»

      Il pensiero è un po' confuso ma sembra di capire che, per Barnard, quando lo Stato dispone di questa “moneta sovrana” tutto va bene. Quando invece a stampare è un agente dello Stato, più o meno indipendente, sorge invece il grande problema. Anzi il grande crimine. Come vedremo più avanti, sempre secondo Barnard, lo Stato che stampa denaro crea addirittura ricchezza, anzi stampar denaro per mano statale sembra essere l’unica fonte di ricchezza della società.



      L'assioma di Barnard, accettato come dato, ma del tutto sbagliato, è che lo Stato, per diritto (forse concessione divina?), abbia la sovranità assoluta sul denaro. Cosa che apparentemente, con l’introduzione della BCE, cessa di essere vera per gli Stati della comunità europea, da cui appunto il grande crimine!!



      Oh poveri noi europei di quale grande crimine siamo vittime! Poveri noi! Guarda invece come stanno messi bene gli americani e gli inglesi! E che dire di noi Italiani prima dell'Euro, stavamo una favola con la nostra Banca d'ItaGlia che inflazionava denaro più di qualsiasi altra banca europea. Con la BCE, ci hanno tolto il paradiso per consegnarci, sulla base di una decisione presa a tavolino, questa immensa sofferenza causata dall’Euro! E mentre noi soffriamo immensamente, americani e inglesi se la ballano e se la ridono nell’opulenza più abbondante del secondo dopoguerra!



      Andiamo avanti:

      «Annotate anche quanto segue, che spiegherò meglio dopo: poiché la moneta sovrana è sempre originata dallo Stato, che se la inventa di sana pianta, quello Stato può darla o sottrarla a piacimento e non ne rimarrà mai senza. Non può esaurire la propria moneta, dunque il suo debito è un falso problema»


      E qua Barnard conferma l'assioma di cui sopra, sul quale comincerà a costruire il suo castello di sabbia. Già perché sopra un assioma falso del tipo “la moneta sovrana è sempre originata dallo Stato” non si possono che costruire castelli di sabbia. Ma Barnard, come giornalista di politica estera non si pone neanche la questione. Accetta l'assioma e più avanti, ahinoi, proverà anche a spiegarne le basi.

      Siamo sicuri che l'origine del denaro sia da ritrovarsi nella decisione di una autorità governativa? E' veramente così che originariamente nasce il denaro?? Dalla decisione di una autorità governativa? E se originariamente esso NON nascesse dalla decisione di un'autorità governativa? Perchè in effetti, come aveva capito bene Carl Menger, esso NON nasce affatto, e neanche si afferma tra gli agenti economici, per opera dell'autorità governativa!

      Come mai, quindi, abbiamo finito con il riporre la creazione del denaro nella mani dello Stato? Che poi, fermi un secondo, “abbiamo riposto”... abbiamo? Noi di certo no! Quindi dovremmo dire "hanno"?? Ma "hanno" chi? e perchè?? I criminali assistiti dai loro sicari intellettuali forse?? Per raggiungere quale obiettivo??

      Queste sono le domande che dovrebbe porsi una persona intelligente. Queste sono le domande in grado di portare a buon fine l'investigazione tesa a ricercare le cause ultime del grande crimine, e di questa grande crisi.

      Fermiamoci e rispondiamo a questa domanda: chi ha riposto la creazione del denaro nella mani dello Stato e perchè? Se non trovate la risposta la troveremo insieme con il nostro prossimo libro intitolato “Cosa è il Denaro”! Per Barnard, sconto speciale del 50%!

      Comunque sia, andiamo avanti. Barnard ci dice che se lo Stato ha la stampante magica, esso può “emettere” tutta la moneta che gli serve per pagare il debito pubblico. Ne consegue che il debito sarebbe un “falso problema”! Voilà. Dalla scienza economica siamo arrivati alla magia. Pensavamo di leggere un saggio economico e invece ci siamo ritrovati a leggere il manuale di istruzioni del mago Oronzo.

      Se avesse studiato solo un po’ di teoria economica avrebbe capito che il problema c'è, anzi il fatto di mettere in mano allo stato la stampante magica lo fa diventare un problema grosso come un elefante in un negozio di cristalli.

      Non sappiamo quali testi abbia leggiucchiato Barnard, probabilmente i soliti testi pseudoscientifici dei soliti economisti schizofrenici che usano due metodologie analitiche, una per il denaro e una per tutti gli altri beni economici. Tuttavia è comune conoscenza che “inventare” di sana pianta il denaro ha, nella sostanza, una definizione ben precisa: contraffazione! A prescindere da chi ne sia l'autore, lo stato, la bce, o totò!

      A lui, che cerca la soluzione al grande crimine, neanche passa per l'anticamera del cervello. E' vero, se la contraffazione viene operata dallo Stato, la chiamiamo politica monetaria, ma in sostanza è semplicemente contraffazione su larga scala. Così come la guerra in sostanza è omicidio su larga scala, e le tasse in sostanza sono un furto su larga scala. Tesi libertarie? No tesi dell’etica basata sulla libertà, negando la quali, per l’appunto, e non per caso, nel corso del XX secolo abbiamo avuto davvero i più grandi crimini della storia, ovvero due guerre mondiali e oltre 100 milioni di morti!!!

      Oramai abbiamo capito che la spiegazione corretta dei suoi crimini Barnard non la troverà mai, davanti si è già messo da solo una barriera insormontabile. Fermo all'assioma errato della sovranità statale sulla moneta, non potrà mai risalire la catena logico causale in grado di portarlo alle cause ultime dei più grandi crimini compiuti in ogni tempo, soprattutto a partire da inizio XX secolo, cioè da quando il denaro ha perso del tutto la sovranità del mercato per assumere definitivamente e in toto quella statale.

      Moneta pubbliche e moneta private

      Arriviamo alla spiegazione dell'assioma. Forse era meglio che lo desse per scontato e basta. Invece ci prova, sentiamo da lui il "perché accettiamo la moneta “sovrana”:



      «Lo Stato, in cambio della sua moneta, ci deve il nostro diritto di saldare tutto ciò che gli dobbiamo usando quella stessa moneta. Solo questo. Si potrebbe obiettare che in ciò lo Stato è tiranno, perché in effetti si inventa una sua moneta, obbliga i cittadini a lavorare per ottenerla col solo scopo di potersi poi liberare delle imposte che lo stesso Stato gli impone. Cioè lo Stato appioppa a ogni singolo cittadino un ‘peccato originale’ (le tasse da pagare) e lo costringe a usare la sua moneta per liberarsi da quel ‘peccato’. »

      …a parte i tanti saluti alla moneta come mezzo di scambio, Barnard ha sotto gli occhi il crimine, eppure lo accetta come dato di fatto. Non ci trova niente di anomalo. Lo Stato è tiranno, obbliga, appioppa peccati originali, costringe... tutto regolare nel contesto di una etica delle libertà. Soprattutto coerente. Ma se lo Stato è tiranno, obbliga, appioppa e costringe, ci deve pur essere un validissimo motivo perché della gente civilizzata accetti tutto questo senza batter ciglio. E c'è, signori, c'è, basta andare poco avanti.

      «Ma non è solo arbitrarietà. Pensateci bene: se non ci fosse questo sistema, chi mai lavorerebbe per il settore pubblico, cioè statale? Pochissimi. Perché i privati potrebbero inventarsi altre monete in concorrenza con quelle dello Stato, e in virtù dei maggiori profitti promettere poi maggiori vantaggi ai cittadini, per cui quasi nessuno finirebbe a lavorare per il settore pubblico e lo Stato medesimo cesserebbe di esistere»


      La gente accetta tutto questo passivamente perchè lo Stato deve garantire la propria esistenza di tiranno che fa il bene dell'umanità! Dal suo ragionamento, un poco circolare, ma risolto da un qualcosa mai dimostrato scientificamente, balza chiara agli occhi una conclusione: senza moneta di stato creata dal nulla... stato ai minimi termini! Grazie a Barnard, abbiamo finalmente capito perché esiste il denaro a corso forzoso: senza moneta di Stato, niente leviatano! Solo lui non l'hai ancora capito, forse perchè per lui il Leviatano rappresenta il Logos, l'essenza, l'unica ragione di vita, un dio da adorare, e quindi tanto più grande, intrusivo e tiranno è, tanto meglio per tutti, di sicuro per lui.



      Ma vediamo il caso di un “signorotto” ipotetico che si inventa una sua moneta. Verrebbe veramente accettata dalla gente? Poniamo di si, come ipotizza lui, e chiediamoci perchè! Come mai la gente gradirebbe la moneta di un signorotto rifiutando invece quella dello stato? Forse, come dice lui, per dare al signorotto maggiori profitti e maggiori vantaggi in cambio di promesse?? Ma questo non è quel che accade proprio adesso con la moneta di stato?? Forse che, nel caso del signorotto, la gente accetterebbe di buon grado il suo denaro solo qualora non fosse inventato dal nulla? Cioè solo nel caso che il signorotto decida di emettere moneta su un valore universalmente accettato e riconosciuto, fornito da un bene reale, del tipo, buttiamola lì a caso, oro o argento?



      E come mai è un male se il signorotto riesce a servire il "consumatore", ovvero se non obbliga nessuno a usare la sua moneta tramite l’imposizione di tasse, mentre se lo Stato si inventa le patacche dal nulla e ci costringe a usarle invece è un bene? Siamo sicuri che affermando questo stiamo ragionando con il cervello giusto e non piuttosto con il…?!

      «sarebbe il trionfo dei signorotti locali in stile feudale, cioè nascerebbero veri e propri Stati privati con monete private entro lo Stato. Un caos. Ma si badi bene che in virtù degli stessi principi enunciati, anche le eventuali monete private perderebbero ogni valore se non fossero riconosciute come valide per pagare le inevitabili tasse all’interno di quei mini Stati privati.»

      Ecco di cosa ha paura il servitore del Leviatano! Del mini Stato privato! Orrore degli orrori! Il Caos. Lo stile feudale. Che paura! Pensa a quei poveri disgraziati che vivono a Montecarlo.

      Ma... siamo proprio sicuri di quest'altra affermazione o si tratta di un altro assioma inventato da Barnard senza alcun fondamento scientifico?? Non è che viviamo in uno stile feudale da oltre cinquanta anni proprio nel contesto di enormi stati pubblici che promettono pasti gratis a tutti quanti, e non ce ne siamo ancora accorti?



      Non è che il caos finanziario che è arrivato dal nulla nel 2008, e che deve ancora esplodere in tutta la sua potenza, è dovuto proprio a questa situazione insostenibile, quasi allucinante, che si protrae da troppo tempo? Situazione oramai palesemente lesiva dei diritti basilari alla proprietà privata, dove lo Stato ci vieta persino di portarci i nostri soldi in tasca per cifre superiori a diecimila euro, e ci impedisce di utilizzare il contante per chiudere transazioni sopra i cinquemila euro??
      Proviamo invece a pensare ad una situazione con tantissimi statarelli locali, in competizione tra di loro, che riescono a servire un territorio piuttosto circoscritto di uno/due milioni di individui. Magari integrati tra di loro in network più o meno ampi. E che utilizzano un denaro, emesso privatamente, universalmente accettato e riconosciuto non solo in tutto il network ma persino in tutto il mondo.



      Ma sarebbe una favola, altro che feudalesimo! Una favola di mondo. Nel feudalesimo ci viviamo ora sebbene con tutti i comfort che solo il progredire delle scienze e della tecnologia ci hanno permesso. Tuttavia se andiamo avanti così, a stampar denaro, che sia la FED o la BCE, la prossima crisi ci toglierà anche le mutande!



      La favola di mondo potrebbe proprio essere data da questa miriade di mini stati privati in competizione tra di loro per assicurarsi le migliori risorse umane e il loro risparmio E cosa potrebbero mai offrire loro in cambio? Ma tasse ridottissime! Da pagare OVVIAMENTE con il denaro sonante!! Che se ne farebbero delle patacche i mini stati privati in un sistema dove il denaro non è più di sovranità dello stato ma del mercato??



      Il debito dello Stato è ricchezza

      Il “saggio” a questo punto diventa puro delirio…

      «La BC, proprio in virtù del fatto che in questo caso può inventarsi il denaro, ha facoltà di accreditare tutte le riserve bancarie che vuole, e questo di conseguenza permette al governo di spendere quanto vuole, creando ricchezza fra i cittadini e aziende. Cosa significa “creando ricchezza fra i cittadini”? Ricordate che in precedenza avevo sostenuto che la spesa a debito dello Stato a moneta sovrana NON è il debito dei cittadini, bensì la loro ricchezza? Eccovi i dettagli. Il governo a moneta sovrana è l’unica entità esistente che può creare ricchezza al netto nella società o sottrarla. La crea quando spende appunto, e la sottrae quando tassa. »


      Quindi George W. Bush che ha ridotto le tasse negli USA ed aumentato enormemente il debito pubblico ha creato ricchezza e prosperità (…e siccome erano troppe le ha anche esportate in Medioriente)! Ah dimenticavo! Voi privati cittadini che magari vi dannate di lavoro per produrre qualcosa sappiate che non producete ricchezza! Al massimo la rubate a qualcun altro. Solo lo Stato può produrre ricchezza. Perché? Ma perché stampa denaro!!! Siamo ai segreti mai rivelati del Mago Oronzo. Per favore, qualcuno gli dia una laurea honoris causa in economia e poi lo si mandi a insegnare... in Zimbawe!



      «E di conseguenza se il governo in questione spende acquistando più di quanto incassa, cioè se versa più denaro al netto fra i cittadini di quanto gliene tolga con le tasse (se spende a deficit), questo arricchisce la società. Cosa avete appena letto? Avete letto proprio che il governo a moneta sovrana che spende a deficit, cioè che spende a debito, crea ricchezza nella comunità. Ecco dimostrato che il debito cosiddetto pubblico non è affatto il debito dei cittadini, anzi, il contrario. Si può infatti affermare che esso è ciò che noi cittadini intaschiamo, non ciò che noi cittadini dobbiamo a qualcuno. Tenete questo a mente, più avanti vi spiegherà moltissime cose. »

      "In quanto a dimostrazioni Einstain glie' fa' una pippa a Barnard", direbbe uno di Roma. Questo davvero spiega tantissime cose…. spiega davvero tutto quanto, finalmente spiega anche chi si merita il titolo di Re dei sicari intellettuali!

      «Inoltre, la conseguenza logica della sopraccitata equazione secondo cui PIU’ IL GOVERNO A MONETA SOVRANA SPENDE A DEFICIT, PIU’ ARRICCHISCE I CITTADINI sarà che se il governo decide di eliminare o pareggiare il deficit (o il debito), esso cesserà automaticamente l’arricchimento dei cittadini. Questo concetto è di importanza centrale per comprendere l’economia moderna. »


      Sentiamo un coro che piano piano sale di tono: Mu-ga-be! Mu-ga-be! Mu-ga-be!

      E l'inflazione?

      Avevamo dimenticato l’inflazione dei prezzi! Forse Barnard ha finito di scherzare e comincia a fare sul serio, vediamo!



      «Se il denaro aumenta e non aumentano parallelamente anche i prodotti sul mercato, allora si ha inflazione (il mercato offre troppi soldi per troppi pochi prodotti, nda). Questo può succedere, ma è dimostrato che non ...fa danni, poiché anche se i prezzi salgono un poco, il beneficio per la collettività di avere meno disoccupati è assai superiore. »

      Meno male, stavolta non ci dimostra nulla, rimanda alle spiegazioni di qualche altro economista schizofrenico, servo di corte... vai Robert Mugabe sei tutti noi, accogli Barnard nelle tue lande opulente…

      Ma se tassando elimini ricchezza perché lo Stato tassa? Ovvero….

      A cosa servono le tasse?

      «Chiedete a chiunque la seguente cosa: “A cosa servono le tasse?”. La risposta sarà invariabilmente “A dare denaro allo Stato per il suo funzionamento”. Non è forse vero che è dalle tasse che lo Stato ricava la spesa per la sanità, scuole, infrastrutture o pensioni? L’allungamento dell’età pensionabile non è forse giustificato dalla necessità di raccogliere maggior fondi per la previdenza sociale? La risposta è no, un secco e chiaro no se lo Stato è a moneta sovrana, come gli USA, la Svezia o il Giappone e l’Italia prima del 2002. Un secco sì per i 16 Paesi dell’eurozona, purtroppo, ma solo da poco. Milioni di adulti italiani non hanno mai saputo che le loro tasse non sono mai servite allo Stato per spendere. »


      Ohibò ed allora a cosa servivano?

      «Ma allora, perché diavolo uno Stato come gli USA o la GB tassano? Perché Roma tassava prima del 2002? Le ragioni erano e rimangono quattro, di cui una merita un approfondimento, ma vediamole. Lo Stato a moneta sovrana tassa per:

      1) tenere a freno il potere economico dei ricchi (non quello della gente comune). Infatti uno dei pochi mezzi che lo Stato ha per impedire alle oligarchie private di divenire immensamente ricche e quindi di spodestare lo Stato stesso è di tassarle. Lo fa troppo poco? Dipende dalle opinioni, ma questo è. »


      Però avevamo capito che creando denaro si creava ricchezza e tassando si distruggeva ricchezza. Quindi perché togliere ricchezza ai ricchi, possiamo fare prima e stampare tanto denaro da distribuire ai poveri? Così diventiamo tutti ricchissimi!

      «2) limitare l’inflazione. Si è detto che: inflazione = troppo denaro in giro e troppi pochi prodotti. Se ciò accade, lo Stato tassa, si riprende i suoi soldi elargiti spendendo, e drena così l’allagamento di denaro per contenere l’inflazione. »

      Eh no! Ci avevi assicurato che l’inflazione non era un problema!

      «3) scoraggiare o incoraggiare taluni comportamenti. Si tassa l’alcool, il fumo, o l’inquinamento, e si detassano le beneficienze o le ristrutturazioni, ecc. »


      E’ tassato anche il pane (l’IVA). Vuoi vedere che lo fanno per scoraggiare il consumo di panini che alla lunga ci fanno ingrassare?

      «4) imporre ai cittadini l’uso della sua moneta sovrana. E’ l’unico modo. »

      Senza tasse non usiamo la moneta dello Stato, che stampata a volontà di rende ricchi. Ma le tasse ci tolgono ricchezza. Dubbio amletico. Ma se usare la moneta sovrana ci rende ricchi e le tasse sono solo una limitazione a questa ricchezza, non dovremmo capire da soli che dobbiamo usare la moneta sovrana senza fare troppe storie? Ai posteri l’ardua sentenza.

      Un impegno preciso: più lavoro per tutti!

      Barnard è andato a scuola dai keynesiani o meglio da L. Randall Wray, un “estremista” keynesiano che fa sembrare Krugman un moderato conservatore. Ecco cosa raccomandava in questo paper del 2007 (!), dopo aver detto che secondo lui le politiche monetarie discrezionali alla Greenspan sono inutili perché troppo graduali e quindi di scarso impatto.

      «Date queste considerazioni, in aggiunta agli argomenti avanzati da Keynes, si preferisce una regola per fissare la politica monetaria - fissare il tasso overnight a zero e tenerlo lì. Un uomo di latta ben programmato dovrebbe essere in grado di farcela. »

      Wow, avevo sentito chiamare Bernanke “Elicottero Ben”, “Spaventapasseri Ben” ma “uomo di latta ben programmato” mi mancava!

      Dicevamo comunque che Barnard è andato da questo “economista” a scuola. Ecco cosa ne ha ricavato.

      «La piena occupazione - cioè quell’inimmaginabile sogno dove non sarebbero esistiti uomini o donne privati della dignità del lavoro e del sostentamento dei proprio figli, dove non sarebbe esista l’umiliazione del lavoro sottopagato, dove i precari/flessibili/a chiamata sarebbero stati solo un incubo su cui scherzare, dove violenza domestica e alcolismo o droga e delinquenza non avrebbero mai incancrenito le mura domestiche di un licenziato, dove non sarebbero esistiti bambini col futuro spezzato da una busta paga scomparsa – beh, quel sogno era possibile, pienamente possibile nelle economie di tutti i Paesi, ma fu stroncato scientemente proprio per schiavizzare milioni e controllarli con la sofferenza, col fine di accumulare potere e profitti per pochissimi. »

      Al sodo Paolo… vogliamo la prossima ricetta magica!



      «Se capiamo come funzionano i sistemi monetari, se comprendiamo che il denaro è solo impulsi elettronici o carte straccia inventati dal Tesoro e dalla BC, allora possiamo dire: il governo a moneta sovrana può inventasi tutti gli impulsi elettronici che vuole, con essi può pagare tutti gli stipendi che vuole, comprare tutto ciò che vuole. Possiamo avere la piena occupazione, il business può vendergli tutto ciò che deve vendere se il governo vuole comprarglielo. Può il governo permettersi queste spese? Certo, perché il governo non esaurirà mai gli impulsi elettronici, dunque non farà mai bancarotta; preme un bottone e gli stipendi appaiono sui computer delle banche. L’unico limite è l’inflazione, ma se il governo spende per aumentare la produttività nel settore privato, allora l’inflazione non è più un problema”. »


      Abbiamo appena rivalutato la lettera degli economisti... al confronto non era poi tanto male!

      Quindi rullo di tamburi finale...

      «Ma capita che fra i grandi dell’economia qualcuno dotato di libero pensiero riesca a primeggiare, e fu questo il caso del Nobel Paul Samuelson, che appose il suo marchio di approvazione alle idee di Randall Wray con questa dichiarazione: “C’è un elemento di verità nel fatto che il budget di Stato va sempre bilanciato (cioè che lo Stato non spenda come invece teorizzato da Wray, nda). Ma una volta che ci siamo sbarazzati di questa credenza, avremo eliminato la muraglia che ogni società erige contro la spesa fuori controllo. E’ una credenza simile alla religione di una volta, la cui funzione era di spaventare la gente con dei miti affinché si comportassero nel modo voluto dalle usanze accettate. Noi (gli economisti della piena occupazione, nda) abbiamo eliminato la credenza nella necessità che il governo spenda entro dei limiti”. »


      Grazie "economisti" della piena occupazione! Ci avete regalato un sogno! Poi in realtà se si va a scavare scopriamo che Wray non ha tutta questa bella opinione di Samuelson, reo di non essere un istituzionalista come lui, di non aver inventato niente, di aver “volgarizzato” le idee di Keynes con la sintesi neoclassica.



      La cosa interessante è che se proprio si studia e si legge per bene Keynes si scopre che l’economista inglese prescriveva la spesa in deficit durante la crisi per incrementare la domanda aggregata, sfruttare la piena capacità produttiva e tornare ad un livello di piena occupazione (non stiamo dicendo che avesse ragione eh!) mentre poi, nel periodo di vacche grasse, lo Stato avrebbe dovuto condurre bilanci in surplus per ripianare il debito.



      Va a finire che pure Keynes era nella cricca dei maestri occulti del Vero Potere. Ma forse no: Keynes era tra i buoni, anzi era….

      Superman....



      «A fornire un impianto scientifico economico a questo fermento eccezionale erano le idee in particolare di un economista inglese di nome John Maynard Keynes. Keynes aveva partorito veramente un altro mondo possibile, aveva pensato a tutto con una competenza e con un rigore accademico encomiabili, ed ebbe giustamente un grande successo per qualche anno in buona parte del mondo, influenzando schiere di economisti e relativi governi." »


      Chi ha distrutto il sogno? Chi ha impedito il paradiso terrestre keynesiano?



      ...contro Lex Luthor

      «in Europa i primi sommovimenti (contro il paradiso di Keynes nota mia) in questo senso avvennero attorno a una fondazione oscura di cui quasi nessuno conosce il nome: la Mont Pèlerin Society. Fondata nel 1947 dall’economista austriaco Friedrich Hayek, essa raccolse le idee che avrebbero poi guidato le successive fasi del piano di distruzione di Stati, leggi e cittadini e incoraggiato la nascita di altre Think Tanks (centri di studio) raccoglitrici sia di fondi che di cervelli, fra cui svettano ancora oggi l’Institute for Economic Affairs e l’Adam Smith Institute di Londra"[...]". Già allora Hayek immaginava il suo lavoro come quello di chi deve colonizzare capillarmente con le proprie idee il mondo universitario, i media, i governi e il settore privato." »


      Infatti ricordiamo migliaia di accademici hayekiani e pochi, sparuti, keynesiani che mai hanno facoltà di parola. Soprattutto è da notare, sempre ben visibile sotto gli occhi di tutti, la distruzione degli Stati che distruggendosi diventano per magia sempre più grandi e impongono leggi sempre più assurde.

      Per finire (ok era in apertura ma passatecelo).... l'invettiva contro la Scuola Austriaca, che ci sta sempre bene.

      "A ciò si aggiunge l’influenza della scuola economica austriaca estrema dei Libertari, il cui nome più noto fu Ludwig Von Mises, che sono dei perniciosi lobbisti che mirano in sostanza a un mondo di estremismo nel Libero Mercato caratterizzato dalla sostanziale scomparsa di tutto ciò che è regola dello Stato, e soprattutto delle tasse. Essi soffiano sul fuoco di paglia del signoraggio proprio per arrivare a questo fine, e infatti i signoraggisti finiscono invariabilmente con lo sbraitare la storia (falsa, si veda in seguito) che noi cittadini dobbiamo ripianare l’enorme debito del signoraggio con le nostre tasse. Questo mi preoccupa molto".

      Che aggiungere? Niente, solo cin cin, prosit, cheers, slainte: alla salute, abbiamo appena incoronato il Re dei sicari intellettuali

      Ashoka e Francesco

      Fonte: www.usemlab.com

      Link: http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=526:il-piu-grande-crimine&catid=21:scuola-austriaca-di-economia&Itemid=177

      10.09.2010

    1. stefanodandrea 14 settembre 2010

      Mi segnalate il link del saggio di Barnard?

    1. marco76 14 settembre 2010

      Ti straquoto cippala...
      (ti ho mandato un pm sia qui che su youtube)

    1. costantino 14 settembre 2010

      quoto e concordo.
      via sto articolo oppure precisazione in alto...

    1. costantino 14 settembre 2010

      incredibile davvero.

      troppa democrazia, l'ho sempre sostenuto.

      Ai tempi belli un bel campo di rieducazione, un bel lager o gulag che dir si voglia e via.

    1. VeniWeedyVici 14 settembre 2010

      Si chiamano debunker, le dimensioni del problema devono essere quelle prestabilite, ovvero: i socialisti hanno mandato tutto a puttane perche' spendevano quanto volevano, rubavano e mangiavano. Ogni tentativo di cambiamento del pensiero su quell' argomento, deve essere ridimensionato e portato alle dimensioni "default".
      Poi per purisssssima coincidenza, quelle dimensioni e quei parametri sono perfettamente integrabili nelle religioni antisistema e nei loro mantra-verita', e tutto coincide, tutto e' limpido, e Travaglio ce lo puo' raccontare nel prossimo libro. Contro i debunker ci vogliono i destroyer, ma oltre Auriti (r.i.p.) non vedo figure di questo tipo.

    1. costantino 14 settembre 2010

      ma parte tutto:
      chi cazzo è marco mensa. Intendiamoci: barnard lo conosciamo e apprezziamo. Mensa chi cazzo è ?????? me lo volete spiegare ? grazie

    1. Cippala 14 settembre 2010

      Prego Tutti i lettori di CDC di chiedere la cancellazione di questo post..Questo è il miglior sito d'informazione, non possiamo passare da Pilger,Barnard ecc a Mensa?!CHI??Mensa..
      La loro propaganda è ovunque..almeno su CDC spero di non vederla più.

    1. GioCo 14 settembre 2010

      Mi scuso per l'italiano indecente ma da dove scrivo, non ho modo di correggere ...

    1. GioCo 14 settembre 2010

      Caro Andrea,
      la natura di un'idea, sta nella sua affermazione come l'accettazione della novità che essa contiene. Se un indigeno che ha vissuto sempre in un isola e per generazioni le sue discendeze come lui non hanno mai visto altro che animali volare, il primo giorno che vedrà un aereo, lo crederà un animale, poi quando ci vedrà spuntare dentro uomini, li crederà divinità, ed è normale che sia così.

      Poi magari crescendo si impara a comprendere le cose in modo diverso, le idee appunto cambiano la coscienza e il modo di considerare il mondo.

      Quello che dispensi, non so a quale titolo dato che non lo scrivi, è parte di idee precotte che non offrono niente di nuovo. La sostanza di queste idee vuole che il denaro abbia un valore. La sostanza delle idee che invece Barnard sta comunicando è l'esatto opposto.

      Non so poi cosa tu intenda con "denaro popolare" e un concetto che sinceramente oltre a non capire (per definizione il denaro non ha valore e quindi non può avere proprietà) non riesco in alcun modo a collegarlo all'argomento: Barnard parla di sovranità della moneta, è del concetto del tridente (uno stato, un popolo e delle leggi per governarlo) cioé idee (semplici)

      Non riesco invece proprio a capire la tua risposta, sinceramente: forse vuoi dirci che le idee non sono condivisibili?

      Per dirla tutta, devo anche ammettere che le tue idee erano anche le mie, prima di seguire da vicino i pareri di chi di economia ne sa sicuramente più di me.

      Forse Andrea come molti, dovresti solo mettere meno pathos e più logos nelle tue risposte e provare ad ammettere l'ingoranza che affligge tutti quando vengono trattati argomenti così importanti per la nostra stessa sopravvivenza.

      Cominciando ad ammettere l'ignoranza diffusa, si può cominciare a sospettare che l'ingoranza sia voluta, proprio per la centralità dell'argomento: allora ogni consapevolezza acquisita, come quelle che elenchi e che sono diffuse assieme ad altre "certezze", potrebbero sgretolarsi fin troppo velocemente.

      D'altronde se le certezze che ci ricordi sono così granitiche, Andrea, perchè scaldarsi tanto nel difenderle davanti alle "corbellerie" di un giornalista che ha così poca visibilità?

    1. Cippala 14 settembre 2010

      "continuano nell’opera di disinformazione che piano piano si è sostituita alla mancanza di informazione."

      Il finale è spassoso..le falsità che ha scritto Mensa sono propaganda di interi decenni e se la prende con coloro che dicono semplicemente che uno stato a moneta sovrana non spende come un cittadino.

      Mensa continua cosi che fai carriera..

    1. costantino 14 settembre 2010

      che noia.
      mi son fermato dove diceva che la fed tiene sotto controllo la massa monetaria e quindi fa un opera buona e meritevole.

      Triste che CDC dia spazio a certa gentaglia.

      morte a zog, morte al signoraggio, (e morte ai servi sciocchi) il resto è noia

    1. skeks81 14 settembre 2010

      Premesso che non ho ancora avuto modo/tempo di ultimare la lettura del saggio di Barnard, tuttavia, una considerazione è d'obbligo: Barnard cita una bibliografia e fa da tramite giornalistico di teorie di docenti/economisti di un certo spessore per giustificare le proprie teorie...Non capisco a CHI faccia riferimento il "mensa", quale sia la fonte d'ispirazione delle proprie teorie nè tantomeno da quale pulpito egli parli...
      Caro Mensa, l'argomento che affronti è piuttosto delicato e facilmente preda di fraintendimenti...puoi opinare ma fallo sempre in virtù di una fonte attendibile...del resto, come ha fatto Barnard...
      Salud

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