RISPOSTA A LUIGI CORVAGLIA

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DI PAOLO FRANCESCHETTI

Gentile dott. Corvaglia

In linea di massima potrei condividere quasi tutto quello che dice. E’ vero, Chiesa Viva non è un sito neutrale, ma è decisamente un sito antimassonico. Vero, la Carlizzi è un personaggio strano. Vero, alcuni scritti di Cosco sono molto particolari. Vero, il libro di Epiphanius massoneria e sette segrete non è del tutto attendibile, è chiaramente di parte, e tradisce un punto di vista di matrice cattolica troppo fondamentalista (infatti l’ho anche detto, nel mio sito, nello spazio dedicato ai libri consigliati).

Faccio un po’ di considerazioni sparse.

Innanzitutto lei non dice che ciò che scrivo è falso. Anzi, dice che il mio sito è “prezioso” e addirittura pieno di “splendenti verità” e il mio lavoro di ricerca è “pregevole”. Lei però dice che le mie fonti non sono attendibili e mi fanno perdere di credibilità. E qui dice una cosa parzialmente giusta. Infatti la sua attenzione non dovrebbe accentrarsi sulle mie fonti, ma sulla sostanza. E’ giusto o no ciò che dico? Questo è il problema. Non se la Carlizzi sia seguace di qualche setta, e se Chiesaviva sia un sito cattolico o meno. Quando ascolto qualcuno o qualcosa, cerco di ragionare con la mia testa, non con la testa di un altro; quindi scopro spesso che anche un matto può dire la verità, e anche Gelli, o Riina. Persino Emilio Fede può dire qualcosa di giusto, ogni tanto. E dipende solo da noi filtrare ciò che sentiamo. Pur essendo Buddista, ad esempio, leggo il sito Chiesaviva e lo ritengo attendibile.

Uno dei problemi di chi si occupa di massoneria e poteri occulti è che NON ESISTONO FONTI. Perché in genere chi ha provato a parlare è morto e quelli che non sono morti hanno parecchie difficoltà. Le fonti che io cito sono tra le poche fonti rintracciabili, scritte dalle persone che si sono occupate di queste cose e che sono il prodotto di anni di lavoro; anni di fatiche da parte di chi ha rischiato la vita e la rischia ancora in prima persona. Quindi, al di là della gratuita offensività per le persone che lei ha citato che non meritano questo; al di là del fatto che quelle che ha citato. non sono le “fonti” su cui mi baso, ma casomai prendo da esse degli spunti, per fare un lavoro di ricerca personale, le pongo questa domanda: quali sarebbero per lei fonti attendibili?

Dice che le fonti che io cito non sono attendibili… Bene. Però vede… a me non interessa se la Carlizzi aderisce ad un movimento qualsiasi; non interessa se Cosco scrive (anzi, scriveva, perché è morto) di Ufo e quant’altro; non sono in grado di controllare le cose che diceva e non sono in grado di dare un giudizio su certe cose. Cosco avrà anche parlato di Ufo e sarà stato un lettore della mano. Ma siccome io non ho prove per dire che gli UFO non esistono, mi limito a leggere i suoi articoli e sospendo il giudizio sulle cose che non conosco. Alcune cose invece sono in grado di controllarle da solo. Gli scritti della Carlizzi, sono particolari, e anche io la trovo spesso non del tutto comprensibile per i collegamenti che fa, e per le analisi esoteriche ad essi sottese; ma quando li si capisce aprono un vero e proprio mondo. Sta all’intelligenza di ognuno di noi verificare, controllare, e non dare per scontato che una cosa, solo perché è scritta in un libro, o in un articolo, debba essere giusta. Perché vede, la Carlizzi sarà pure aderente al movimento da lei citato; ma è l’unica che ha fornito a chi vuole, siano essi giornalisti, avvocati o investigatori, gli spunti giusti per far venire alla luce l’organizzazione massonica che sta al vertice del potere, cioè la Rosa Rossa. La prima nel mondo, credo. Rischiando pure la vita per giunta. E a lei va questo enorme merito. Anzi… a dirla tutta, a mio parere se la Carlizzi è ancora in vita è perché i tentativi di farle del male sono andati a vuoto; e la sua “stranezza” ha permesso ai suoi nemici di attaccarla, evidenziando queste stranezze per farle perdere di credibilità. Hanno cioè preferito una strada diversa dall’eliminazione fisica, ma ciò non toglie che chi le legge può poi giudicare da solo se ciò che dice è vero o no. E per me, dati risultati del suo lavoro, la Carlizzi ha un merito incomparabile e inarrivabile. Se poi vide la Madonna o meno è un problema suo. Anzi. Mi dispiace che io invece non riesca a vederla. D’altronde, mi perdoni, ma citare Introvigne come fonte sulla Carlizzi, è come citare Riina per cercare di capire Cosa Nostra. Per Massimo Introvigne (che ha la libreria esoterica più fornita del mondo, dicono; e che dicono che è stato beccato due volte durante riti satanici, ma lui si è giustificato dicendo che era li per motivi di studio) il satanismo è un fenomeno limitato a poche centinaia di persone in tutto il mondo. E ovviamente la Rosa Rossa non l’ha mai sentita nominare. E gli omicidi rituali in Italia? Non esistono.


Quanto ai miei articoli presumo che il lettore intelligente non prenda per oro colato tutto ciò che scrivo ma verifichi di persona. Il mio intento non è quello di rivelare la verità, ma di operare una ricostruzione del sistema cercando di individuare le idiozie che ci propinano quotidianamente i giornali e i media. Chi legge, ovviamente, lì per lì rimarrà scettico; ma l’importante è che si faccia venire qualche dubbio. Poi, dopo aver letto sui miei articoli che dietro al delitto di Erba c’è la Rosa Rossa, e aver pensato che sono impazzito, successivamente vedrà in TV l’arringa del difensore di Olindo che è terminata con “Rosa sopra ogni cosa”; allora forse avrà un piccolo tassello in più da aggiungere alla ricostruzione del sistema in cui viviamo e potrebbe nascere qualche dubbio. Poi, scrivendo a Travaglio, Santoro, Mauruzio Costanzo, il giudice Caselli, ed altri eroi dell’antimafia, potrebbe farsi un’idea più precisa sull’esistenza della Rosa Rossa e sul potere della massoneria, dall’evasività delle loro risposte. E magari gli verrà la voglia di andare a leggere qualche atto processuale. Di riguardarsi ad esempio tutta la vicenda di Bevilacqua, e di rileggere alla luce delle cose dette dalla Carlizzi tutta la vicenda processuale del Mostro di Firenze, per giudicare da sé. E il lettore scoprirà da sé la verità, non certo grazie a ciò che scrivo io, o che scrive la Carlizzi. Lo scoprirà grazie all’input dato da alcuni articoli, e al successivo lavoro di osservazione e verifica personale. I miei articoli, insomma, sono un invito ad approfondire, non esprimono una volontà assoluta; sono un invito a far capire alle persone che studiando la massoneria e i suoi simboli si può capire molto meglio il sistema, partendo dall’osservazione dei colori della nostra bandiera (rosso bianco e verde sono i colori rosacrociani per eccellenza), al logo delle nostre Procure della Repubblica (il cui simbolo ufficiale è la stella a cinque punte dentro un cerchio, la stessa stella che compare nel simbolo delle BR ed è proprio la stessa che rappresenta uno dei simboli massonici per eccellenza); dai simboli delle grandi industrie, a quelli dei TG e che compaiono nei veri servizi dei telegiornali, al linguaggio in codice di molti quotidiani (da quello meno evidente del Corriere della Sera, a quello, più evidente, di periodici come “Il Foglio”).

Un altro motivo per cui scrivo i miei articoli, che è poi il motivo per cui non mi interessa se taluni mi possono giudicare un paranoico o meno, è quello di lanciare una sorta di messaggio in bottiglia a tutti coloro che un domani potrebbero trovarsi un parente ucciso in modo anomalo, nell’indifferenza della polizia e degli organi di stampa, o che potrebbero scampare ad un sabotoggio di moto o di auto senza che nessuno creda alla versione del sabotaggio. Se quel giorno la persona in questione si ricorderà di uno dei miei articoli e si farà venire qualche sospetto, e magari questo potrà aiutarla a capire la verità, il mio lavoro avrà avuto un senso. Di tutto il resto, ovverosia del sembrare paranoico, o del fatto di invalidare le mie tesi con le fonti che cito, francamente non mi interessa.

Lei giustamente dice che nel mio articolo sulla Rosa Rossa ho messo alcuni elementi poco verificabili e che possono sembrare psicotici; e mi parla del delitto Meredith. Dice poi che il mio accenno a Remo Croci, il cronista del Tg, come firma del delitto le pare paranoico; è possibile ovviamente, che io mi sbagli, e veda veramente troppe rose e troppe croci anche dove non ci sono; ma se lei sa come funziona il sistema della Rosa Rossa ciò che dico non le sembrerà così inverosimile perché saprà anche che questo è il loro modo di firmare tutto, e ciò è addirittura scritto nei manifesti Rosacrociani pubblicati nel 1600. Il mio articolo era volutamente generico, perché riassumere tutto il sistema della Rosa Rossa in poche pagine sarebbe stato impossibile. L’importante è che abbia offerto uno spunto di riflessione e di ricerca. Ho omesso una marea di cose in quell’articolo. Ho parlato di Benigni e dei collegamenti che il suo film “Il mostro” ha con i delitti del mostro di Firenze, facendo riferimento al delitto di Calenzano del 22.10.1981… si, può pure sembrare paranoico, come lei dice, ma se poi approfondirà da solo la questione scoprirà che Benigni vive proprio a Calenzano e se vede meglio il film… allora vedrà che alcuni particolari non le parranno più tanto paranoici, né frutto di semplici coincidenze. Ho parlato dei messaggi criptati nei testi della canzoni, dei romanzi, ecc., e ho fatto un accenno ai messaggi criptati nell’esame di maturità. Ma ovviamente non c’era tempo per parlare di tutto e ho dovuto fare un fugace accenno a questioni sparse, lasciando poi al lettore il compito di approfondire da solo, negli anni futuri, il discorso. Si perché purtroppo per capire il sistema ci vogliono anni, non giorni. Si tratta in sostanza di ribaltare completamente le certezze che abbiamo avuto per anni, e non è poco. E di guardare con occhi diversi la realtà quotidiana.

Rivolgo quindi a lei l’invito che rivolgo sempre a tutti. Visto che si interessa al mio sito, delle due l’una: 1) o pensa che nel mio sito ci siano un mucchio di idiozie, nel qual caso la invito a non leggerlo più, altrimenti il caso clinico diventa lei, che passa il suo tempo a leggere il sito di un paranoico invece di fare cose più produttive. 2) Oppure ritiene che almeno una parte dei contenuti del mio sito sia corretta. In questo caso intervenga, corregga, apporti contributi positivi, anziché negativi. Anche perché, vede, non ho nessuna pretesa di dire la verità. Anzi. Le cose che dico sono talmente gravi che se un giorno scoprissi di essere un visionario direi a me stesso “meglio per l’umanità” e, conscio di soffrire di paranoia, mi occuperei solo di sport, letture (non massoniche, a questo punto, ma rigorosamente romanzetti o testi religiosi buddisti), gite con gli amici. E la mia vita cambierebbe in meglio, dato che gli orrori di cui mi occupo, non sono per me una passione, ma un dovere, e se qualcuno, o qualcosa, mi liberasse da questo peso, un giorno, sarei il primo ad esserne felice.


PS Scrivo questo poscritto, di rientro dal lavoro, lasciando intatto il resto. La verità è che sono molto incuriosito dal carattere delle persone e cerco di capire, restando sempre con un margine di dubbio. Ad esempio, se lei voleva veramente aiutarmi e fare delle osservazioni, trovando nel mio sito (parole sue) “splendide verità”, avrebbe dovuto scrivermi in privato. E questo mi ha fatto venire qualche dubbio sulle sue intenzioni. Ma tant’è…. Ha preferito scrivere una lettera aperta. E sia. Ho risposto con una lettera aperta non capendo che interesse potessero avere per i lettori di questo blog le nostre domande e risposte. Del resto sono stato dieci anni con una ragazza che poi fece la psichiatra, e di psicologi e psichiatri ne ho conosciuti molti, e posso dire che sono loro i primi ad avere comportamenti assolutamente incomprensibili e sono i primi ad aver bisogno di uno psicologo. Quindi, pensavo, magari ero io che non ho capito il senso del suo intervento.

Ma, giunto a quest’ora della sera (le otto circa) ho visitato il suo sito ( HYPERLINK "http://lucifero.spazioblog.it" http://lucifero.spazioblog.it). Leggiamo i primi tre articoli: 1) Perizia psichiatrica su Padre Pio. 2) Gli atei sono più intelligenti dei credenti. 3) L’80 per cento dei preti è Gay. Poi prendo altri articoli a caso. “Anatema sulla festa delle zucche (un articolo su Hallowen e i festeggiamenti di questa ricorrenza). Ricapitoliamo.

Lei è uno psicologo.

Mi scrive dicendo che sono paranoico e che le fonti che cito non sono attendibili.
Ovviamente non cita quali sarebbero le fonti attendibili. Cita unicamente, a proposito della Carlizzi, Massimo Introvigne; ma citare Introvigne e paragonarlo alla Carlizzi, è come chiedere a Riina cosa ne pensa di Falcone e Borsellino.


In rete troviamo tracce della sua attività di psicologo; ma troviamo anche questo sito (il cui nome è tutto un programma) con gli articoli che ho menzionato, sulle zucche, Padre Pio, e l’intelligenza degli atei.

Io credo di aver capito cosa l’ha spinta a scrivere una lettera aperta. E se visionavo il suo sito già da stamattina mi sarei risparmiato di scriverle le tre pagine di risposta precedenti. Ma ora le ho scritte e le lascio così.

La Carlizzi se l’è un po’ presa, ma si sa, le donne sono spesso più emotive degli uomini e poi forse ancora non aveva visitato bene il suo sito. E Cosco, se ci ascolta, senz’altro si starà facendo qualche risata e non si sarà offeso. Io mi sono fatto delle belle risate, quali che fossero le sue reali intenzioni. E non si arrabbierà se le dico francamente quello che penso: o lei è un matto, o è un genio. Ma propendo per il genio. Ha mai letto la vicenda di Luther Blisset?

Paolo Franceschetti

27.11.08

Vedi anche: Lettera aperta a Paolo Franceschetti

Commenti (39)

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Nascondi area commenti 19 caricati
    1. Duffy 28 novembre 2008

      grazie per la risposta paolo
      bellissima

      continua cosi' !

    1. StefaniaNicoletti 28 novembre 2008

      E infatti sono proprio quelli come te che non hanno capito "la lettera per quello che è". Non l'hai ancora capito? Chissà quante grasse risate si starà facendo Corvaglia alle tue spalle. :-)))

    1. PaoloFranceschetti 28 novembre 2008

      Grazie. Non sapevo queste cose, ma non mi stupiscono.

    1. mirko1313 28 novembre 2008

      prendere la lettera per quello che invece è risulta troppo facile....? Per forza significati nascosti devono esserci? Maaadre!!

    1. Egon 27 novembre 2008

      ho visitato il sito www.rosarossa.it e l'ho trovato strano, un unico testo non molto chiaro, sicuramente interpretabile in vari modi.
      il sito è stato registrato il 17/11/2000 alle 00:00:00 da Marcheselli Margherita, coordinatrice generale del sito "Golem l'indispensabile" in cui Umberto Eco fa parte del comitato direttivo.
      Ho pensato di dirglielo visto quello che avevo letto su suoi precedenti articoli riguardo Umberto Eco.

    1. Franky_Ramone 27 novembre 2008

      Un signore, complimenti

    1. geopardy 27 novembre 2008

      La paura è uno dei cardini del potere e della manipolazione, anche se, al tempo stesso, è uno degli elementi naturali per la sopravvivenza, ma non credo sia quest'ultimo, a ragion veduta, l'utilizzo che lei cita.
      Mi ricordo nitidamente che prima di frequentare la dottrina (al tempo un obbligo per tutti) non avevo mai avuto incubi, cominciai ad averne proprio all'epoca e sognavo esseri demoniaci che spuntavano da ogni dove (il concetto della realtà carnale di Satana è un po' duro da digerire a sette-otto anni di età).
      Come vede, rispetto al passato, si è solo alzata di qualche anno l'età dell'imprinting della paura (un pur piccolo miglioramento c'è stato).
      Quella sul terrorismo globale non è forse un'abile operazione di governo della paura?
      Generalmente è chi mira ad un potere molto poco democratico che ne fa un uso così forte.
      Il transfert di questa paura (uso un termine della psicologia un po' maltrattata da Franceshetti in questo articolo) sono oggi i mussulmani, ieri erano gli ebrei o i protestanti (e viceversa), i comunisti (tanto per spostarci verso il laicato) e così via.
      Un conto è la paura vista in questa veste ed un conto, dato che Franceschetti si definisce buddista, è chi vuol affrontare le proprie paure per crescere in consapevolezza, naturalmente.
      Salve

    1. cinthia 27 novembre 2008

      caro Franceschetti, lei non solo è un uomo estremamente prezioso e intelligente, ma in questa occasione ha anche dimostrato di essere una persona equilibrata e di spirito, che va dall'ironia allo spirito (auto)critico quindi ci tengo a comunicarle che la mia stima per lei è salita di vari punti e che il suo lavoro a mio modesto parere è e rimane prezioso e insostituibile. Grazie

    1. edo 27 novembre 2008

      Meglio così, lei sa leggere tra le righe meglio di me.

    1. PaoloFranceschetti 27 novembre 2008

      No Edo....

      ti spiego esattamente cosa penso. Corvaglia ha scritto una lettera provocatoria, per vedere le rezioni che avrei avuto io, e che avrebbero avuto forse le persone citate. ha utilizzato le argomentazioni più banali, quelle della gente comune, ma le ha formulate in modo più "scientifico". Burlandosi non di me, ma di chi la pensa in modo diverso da me. E mettendo alla prova me per vedere come reagivo. Eventualmente la burla sarebbe stata diretta anche a me, se avessi reagito male. Questo io credo. Ma, come dice il sito dello stesso Corvaglia, tarantula, ad ogni parola si può dare il significato che si vuole; e anche al suo scritto. Ma non c'è nessun avvertimento. Su questo starei tranquillo.

    1. edo 27 novembre 2008

      Magari esagero, ma la lettera di Corvaglia potrebbe essere un "avvertimento" per Franceschetti?

    1. Zret 27 novembre 2008

      Ottima risposta quella del Dottor Franceschetti. La simbologia non è una prova, ma un indizio importante ed un sigillo sulle varie ricerche. Poi, conoscendo le scie chimiche, si comprende che la congiura esiste ed assume varie declinazioni più o meno occulte.

    1. ilBarone 27 novembre 2008

      a proposito dell'ultimo commento segnalo che l'anno scorso (ma sicuramente anche quest'anno) i testi di 'letture' della Seconda Media, editi da Rizzoli/Corriere Della Sera (RCS) presentavano una tale quantità di stralci e novelle gotiche ed horror, ed una qualità delle illustrazioni talmente funeree che la maestra in questione si è rifiutata di usarlo.
      In un box sui 'Film Consigliati' su due, uno era l'inquietantissimo IT di Stephen King !!!

      ...seconda media....

    1. lino-rossi 27 novembre 2008

      fra le cose strane di questo mondo vorrei segnalare il fatto che ai bambini delle elementari vengono propinate, dai testi ministeriali, letture di Stoker su Dracula, oppure di Alfred Hitchcock. insomma li si "inizia" sistematicamente alla paura.

      si dirà che anche "biancaneve" fa paura, ma mi pare che si tratti di un livello decisamente diverso. ravviso quindi la presenza di una volontà nichilista, come giustamente riscontrato da questo articolo: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=251385

      la gente impaurita è più facilmente soggiogabile e strumentalizzabile.



      i timori di Franceschetti, quindi, appaiono fondati.

    1. reza 27 novembre 2008

      I "codici a barre" cosa rappresentano !?!

      Quei numeri che si trovano praticamente su ogni prodotto hanno tre caratteri di separazione (le barre più lunghe), che sono appunto tre 6=666 ovvero; il numerodella bestia!

      Anche se non si vedono, questi codici sono presenti nelle bande magnetiche di ogni "card", comprese carte di credito e bancomat e questo è visto da alcuni come il compiersi della profezia secondo cui "nessuno avrebbe più potuto vendere o comprare, se non avesse avuto il Numero della Bestia".

      Più realisticamente, è probabile che gli ingegneri che hanno inventato il codice a barre si siano "spiritosamente" ispirati all'Apocalisse quando hanno dovuto decidere quali caratteri usare come separazione!?!

      Ciò però non toglie che questo realizzi lo stesso la profezia, ma non deve stupire nessuno , perché è perfettamente normale che una profezia si autorealizzi anzi, è stato sempre cosi finora!

    1. reza 27 novembre 2008

      Mio caro Paolo Franceschetti, anche se sostiene che non lo voi fare, dicendo che "del resto sono stato dieci anni con una ragazza che poi fece la psichiatra, e di psicologi e psichiatri ne ho conosciuti molti, e posso dire che sono loro i primi ad avere comportamenti assolutamente incomprensibili e sono i primi ad aver bisogno di uno psicologo", hai detto una verità che è tale al 100%;-))

    1. PaoloFranceschetti 27 novembre 2008

      La lettera di Corvaglia, come ho scritto anche in un commento alla sua lettera, è un capolavoro di provocazione, ma che, a mio parere, vuole dire ben altro rispetto a ciò che dice. Per convincersene basta leggere le parole scritte nel blog di Corvaglia, Tarantula:
      "Quando io uso una parola, - disse Humpty Dunty in tono d'alterigia, - essa significa ciò che appunto voglio che significhi: né più né meno. - Il problema è, - disse Alice, - se voi potete dare alle parole tanti diversi significati. - il problema è, - disse Humpty Dunty, - chi è il padrone.... "

    1. alexg 27 novembre 2008

      Sig. Franceschetti, concordo con la Sua linea di pensiero.
      Soprattutto sull'equilibrio degli "specialisti in psicologia o psichiatria". Evidentemente cercano soluzioni alle loro proprie carenze psichiche.
      Quanto al sempre citato Introvigne, che abbia la piu' grande biblioteca esoterica al mondo cosa significa in termini di verita' o equilibrio? Mi rispondo solo: UN BEL NULLA!

      C'e' una vecchia virtu' che mio nonno mi ha insegnato, tradita e trascurata a vantaggio delle pseudo-sotto-scienze psichiatriche: conosciuta dai piu' col nome di BUON SENSO.

      Per me e' il sale della vita e mi spiace per quanti oggi ne difettano.
      Sono certo che troveranno uno psicologo pronto ad esaminarli.

      La saluto cordialmente

      Alessandro

    1. ADANOS 27 novembre 2008

      Paolo sei davvero grandioso!
      non no parole.

      Quando ho sentito ,in tv, l'avvocato dire 'rosa sopra ogni cosa' ho pensato a te e a quello che hai scritto nei tuoi articoli.

      continua con questa tua missione.

      te ne siamo infinitamente grati.

      adanos

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