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RIFLESSIONI ATTUALI SU BANCHE E BANCHIERI

DI IDA MAGLI
web.mclink.it

Ringrazio tutti coloro (e sono molti) che mi hanno scritto compiacendosi della pubblicazione su di quotidiano politico (Il Giornale) del mio articolo sulla questione della sovranità monetaria. Il silenzio da parte di tutti gli organi d’informazione, su un argomento determinante per l’indipendenza politica ed economica della Nazione come questo, è sempre stato così assoluto che l’apparizione di un solo articolo ha suscitato meraviglia e addirittura entusiasmo da parte dei lettori, sia di quelli che ignoravano del tutto il problema, sia e soprattutto di quelli che si battono da anni in questo campo ma che sanno bene che il silenzio dei giornalisti rappresenta la prova sostanziale dell’impossibilità di uscire dalla prigione.

Ebbene io prego tutti di non scrivere a me ma al Direttore Vittorio Feltri; di inondarlo di lettere, o nella rubrica apposita del sito web del Giornale, o in quella del quotidiano a stampa, oppure nelle rubriche riservate ai Lettori di altri organi di informazione perché, senza l’interesse e l’appoggio forte, esplicito, il più numeroso possibile dei Lettori, lo sforzo che è stato fatto per uscire allo scoperto non servirà a nulla. Nessuno ci tornerà più sopra o, diciamo meglio, a nessuno sarà più permesso tornarci sopra. Si tratta di una battaglia davvero all’ultimo sangue, alla quale, però, tutti possono partecipare purché non si lasci spazio al silenzio neanche per un giorno. Banche, Banche, Banche: dobbiamo parlare sempre di Banche.

Faccio un esempio: coloro che abitano a Roma, non si sa per quale misteriosa ragione devono pagare la tassa per i rifiuti attraverso le agenzie della Banca Popolare di Sondrio. Viene logico domandarsi: Sondrio? Perché Sondrio? Il giro di denaro dei contribuenti del Comune di Roma è senza dubbio imponente, ma non sappiamo chi siano coloro che ci guadagnano visto che non conosciamo i nomi degli azionisti della Banca Popolare di Sondrio. Perché mai non dovrebbero essere i cittadini di Roma? Insomma si torna al problema principale: perché le Istituzioni – comunali, provinciali, regionali, nazionali – si servono di banche? E nel caso fosse utile servirsi di banche, perché debbono essere “private”? Perché i cittadini non debbono sapere chi ci guadagna e non essere eventualmente essi stessi a guadagnarci? Perché lo Stato non può possedere una sua banca? (Lo ripetiamo nel caso qualcuno ancora non lo sapesse: la Banca d’Italia non è la “Banca d’Italia” in quanto appartiene ad azionisti privati; dovremmo anzi proporci anche il compito di farle cambiare il nome per non indurre in errore i cittadini). Quello che per ora si può cominciare a fare è mettere in pubblico il nome delle banche di cui si servono gli Amministratori dei Comuni nei quali abitano i lettori di questo sito e di altri siti interessati alla questione monetaria. Certamente saranno molti i cittadini che, come si sorprendono gli abitanti di Roma di dover pagare la tassa per i rifiuti alla Banca di Sondrio, si sorprenderanno delle stranissime scelte, o predilezioni bancarie, dei propri amministratori. E’ probabile che ne vedremo delle belle e che, incrociando i dati, riusciremo forse a capire quali interessi possano avere oltre che Roma a Sondrio anche, chissà, Palermo a Trieste.

Marco della Luna, uno degli autori del bellissimo saggio intitolato “Euroschiavi” (Arianna ed.), si occupa con il suo Centro Studi Monetario proprio di questo tipo di accertamento: chi siano gli azionisti delle Banche. Contiamo sul suo aiuto, anche se la questione principale rimane la mancanza di sovranità monetaria dell’Italia. A dire la verità questa mancanza, naturalmente decisa a suo tempo da “maschi”, appare alle donne addirittura assurda, anzi comica, in quanto nessuno al mondo sa meglio delle donne come la loro minorità sociale, la difficoltà insuperabile a diventare “libere”, quali che fossero i loro meriti e i loro sforzi, ha attraversato pietrificata secoli e secoli solo e soltanto per questo motivo: non avevano denaro proprio e non se lo potevano procurare lavorando (per questo le prostitute si vantavano di essere libere a fronte delle donne “per bene”: guadagnavano dei soldi). Si può chiacchierare oggi quanto si vuole esaltando la dichiarazione dei diritti dell’Uomo, l’uguaglianza di tutti gli individui, quale che sia il sesso, la religione, ecc. ecc., ma è stato il lavoro retribuito, o meglio, è stato soltanto poter possedere in proprio del denaro a rendere le donne libere e indipendenti.

Come può, dunque, una Nazione essere “libera” se non è padrona dei soldi con i quali vive? La cosa più grottesca, poi, è la “giustificazione” che viene invocata per tale stato di cose: i politici non saprebbero regolare nel modo giusto il flusso del denaro da immettere nel mercato se fossero liberi di crearlo. Non vogliamo neanche evocare le terribili crisi economiche che si sono succedute nel tempo, provocate con il loro comportamento dagli abilissimi banchieri messi al posto dei politici proprio, a sentir loro, perché questo non accadesse. Rispondere con questa evocazione sarebbe come avallare una tale presa in giro dei cittadini. Nel momento in cui ai politici abbiamo devoluto, in nostra rappresentanza, il potere di fare le leggi, abbiamo devoluto tutto, assolutamente tutto quello che ci riguarda. Ben più che la quantità di denaro necessaria al mercato: il nostro territorio, il rapporto con amici e nemici, guerra, tassazione, diritto, educazione dei nostri figli. La costituzione italiana afferma che la sovranità appartiene al popolo. Quindi anche quella monetaria. Si tratta di studiare un modo per riappropriarsene. Esistono già diverse proposte in proposito. Ritengo che rivolgersi ai magistrati per delle cause singole, come indicato da alcuni studiosi del problema, sia un sistema, per quanto giusto in teoria, troppo lento e poco efficace a livello di consapevolezza collettiva in quanto, anche quando le cause si concludono con una vittoria del cittadino, sussiste pur sempre il silenzio dei mezzi d’informazione che le sprofonda nel nulla.
Io mi auguro che si formi un Partito, nel quale convergano, superando piccole differenze di punti di vista, tutti i movimenti già esistenti, un Partito che si presenti all’opinione pubblica con l’unica etichetta della battaglia contro i Banchieri per riappropriarsi della sovranità monetaria. E’ questo l’unico modo, dato che vi sono obbligati per legge, per costringere i giornalisti a parlarne e per poter discutere apertamente di problemi di cui la maggioranza dei cittadini è all’oscuro. So che è difficile rinunciare a ciò che contraddistingue un gruppo dall’altro, ma nessuna battaglia è “per l’Italia” più di questa. E- ne sono sicura- non soltanto per l’Italia. Diversi paesi (in questi giorni si è spesso alluso alla Grecia, che però, piccola e povera com’è, non ha avuto il coraggio di mettersi contro l’UE) non desiderano altro che avere un buon motivo per rinunciare all’euro e allontanarsi anche così a poco a poco da quel Impero in fallimento che è l’Unione Europea.

Il progetto ultimo dei banchieri – una sola moneta in tutto il mondo, un solo governo in tutto il mondo – è con tutta evidenza un progetto privo di realtà. E’ questo che dobbiamo gridare a viso aperto: i grandi Banchieri che ci guidano sono dei folli giocolieri privi di principio di realtà, pronti a gettare al vento vite, valori, affetti di tutto il pianeta così come ne hanno gettato al vento le ricchezze nell’ultima crisi. I loro sogni di potere globale sono vuoti tanto quanto i “salsicciotti” con i quali hanno riempito le Borse di tutto il mondo. Denunciarli è un dovere assoluto, fermarli è un dovere assoluto.

Ida Magli
Fonte: http://web.mclink.it
Link: http://web.mclink.it/ME3643/Edito10/banche2701.html
27.01.2010

VEDI ANCHE: I PADRONI DEGLI STATI

Pubblicato da Davide

  • fengtofu

    LETTERA APERTA ALLA SIGNORA IDA MAGLI
    Gentile signora, nell’apprezzare il Suo articolo ed in genere il Suo lavoro sulle pagine del quotidiano in questione non posso esimermi dal farLe notare che simile apprezzamento si ferma alla sua persona, e certamente non coinvolge il Suo diettore, l’assai poco rispettabile sig Feltri. Da questo forse deriva la grande massa di lettere che giungono direttamnte a Lei, e non al direttore in questione.

  • Pai

    Chissà come staremo tutti meglio quando avremo dato il potere di emissione ad una persona come Berlusconi!
    Chissà…

  • icemark

    La cosa, secondo me più interessante, è trattata di sfuggita: di chi sono le banche? Nel senso chi è il propietario? O, almeno, il maggior azionista? A quanto mi risulta, nella maggior parte dei casi, sono le fondazioni bancarie “legate a doppio filo” con i partiti, sbaglio?

  • Pai

    Sig.ra Magli, lei sta lavora per Feltri esattamente come il buon Farina (er betulla per gli amici) e lavora per il quotidiano più imbarazzante e sputtanato che esista al mondo.
    Vuole davvero credere che potrà essere una con il suo curriculum a farci da capopopolo?

  • ADANOS

    Casualmente l’articolo sulla sovranità monetaria capitava nel bel mezzo di una bufera mediatica e giudiziaria contro il nano massone, terminata poi con la sceneggiata del duomo volante.
    Era un bel momento per sollevare una questione vecchia di decenni per non dire di secoli eh Ida?
    Una questione scabrosa per chi vuole liberarsi della pedina coi tacchi alti ed i capelli spay eh Ida?
    la pedina buffona che foraggia il Giornale no?
    Che significava quel articolo Ida?
    Era un’ avvertimento a qualcuno Ida?
    Del tipo “statevene accuorti che noi possiamo raccontare una bella storia (magari pure su ITALIA UNOOOOO) che farebbe incazzare di brutto la plebe”.
    Pensavi di averci fatto scoprire che l’acqua bagna eh Ida?
    Di al nano che sarebbe auspicabile che la questione fosse affrontata in parlamento e la seduta trasmessa in diretta a reti unificate.
    Vediamo se ha le palle per farlo, il nano!

  • Allarmerosso

    finchè si ragionerà in questo modo saremo schiavi dei banchieri che rubano doppiamente quello che ruberebbero i politici gia abbastanza corrotti . Pensi veramente che la BCE sia un posto di persone perbene che pensa alla gente come noi ?

    NON E’ BERLUSCONI CHE AVREBBE IL POTERE D’EMISSIONE !
    la tua affermazione rende bene l’idea del perchè i Banchieri Internazionali si siano appropiati di ogni aspetto della nostra vita !!!

  • Allarmerosso

    Se un argomento come quello della sovranità monetaria viene trattato su un quotidiano qualunque esso sia e qualunque sia il direttore non vedo perchè si debba attacare la giornalista i questione , interessa o no che si parli dell’argomento ? perchè se no la cosa è triste … senza la bamndiera della squadra giusta … FUORI ? E ci meravigliamo poi che questi banchieri avidi e i politici corrotti ci prendono per il culo ….?!

    Questa è ipocrisia ultrà , che può andare bene quando si parla del fallo per la squadra del cuore alla domenica che quando fai fallo tu “lo ha appena toccato” se lo fa l’avversario ” è da giallo” …

  • Allarmerosso

    Prendere per positivo il fatto che si parli di un argomento non trattato e adirittura censurato sarebbe un primo bel passo … poi i fatti alla fine dei conti si vedranno la Magli sarà giudicata dalle sue azioni nel corso del tempo .. per adesso penso che se una giornalista come lei ne parla ben venga … L’Obiettivo è la prima cosa a cui pensare, c’è gente che è convinta che ci sia ancora la zecca di stato che emette moneta con la copertura aurea e che la Banca D’italia sia d’ITALIA ….

    “statevene accuorti che noi possiamo raccontare una bella storia (magari pure su ITALIA UNOOOOO) che farebbe incazzare di brutto la plebe” Qualcunque sia la ragione che potrebbe portarli a fare cio io dico solo una cosa .. MAGARI !!! lo si spera da tempo .. non capisco perchè non si guardi all’obbiettivo al mezzo e le ragioni del mezzo stesso … con questo metodo non si arriverà mai da nessuna parte riguardo la sovranità monetaria

  • snypex

    Fondazione del partito politico denominato:
    ____________________________________________________
    PARTITO DEL BIGLIETTO DI STATO A CORSO LEGALE
    ____________________________________________________
    Obiettivo unico:

    Permettere ai liberi cittadini della Nazione Italiana di scegliere
    liberamente la moneta che vuole usare in concorrenza con l’EURO
    dei banchieri & soci polici.

    Modus Operandi:

    Il Governo della nazione se affidato ad esponenti del partito suddetto
    si fara’ obbligo di eliminare l’IVA (imposta sul valore aggiunto)
    da tutte le merci e servizi che verranno scambiate mediante la nuova moneta
    dello stato (perche’ l’emissione della stessa non produce debito pubblico,
    anzi lo evita come la peste bubbonica).

    Il Governo della nazione si fara’ obbligo di ridurre le tasse al limite
    superiore del 5% (simbolico) per tutti coloro che si faranno retribuire
    da chiunque per beni o servizi resi secondo la moneta emessa dal Governo.

    Il Governo della nazione si fara’ obbligo di rispettare la scelta di quei
    cittadini che continueranno ad usare l’EURO e quindi assoggettati
    alle tasse corrispondenti per poter ripagare il debito pubblico
    che questa moneta stessa produce.

    Il Governo della nazione si fara’ obbligo di RESTITUIRE le eccedenze
    risultanti della moneta non nazionale all’istituto emittente RIDUCENDO
    cosi’ il debito pubblico accollatoci dai precedenti governi della nazione.

    _________________________________________________________________________________
    La domanda sorge spontanea:

    QUANTI MILIONI DI ITALIANI PASSEREBBERO ALLA MONETA GOVERNATIVA NAZIONALE?

    _________________________________________________________________________________

    Questo e’ il partito che io sosterrei se solo esistesse.
    Ma la marea di pecoroni che ci circonda e’ tale che il loro belato
    copre il nostro grido di dolore per il sangue che ci tirano via tutti i giorni,
    dalla nascita alla morte.

  • snypex

    DIMENTICAVO DI DIRE (in coda al mio post precedente):

    Tutti i militanti politici presenti e passati e giornalisti di testate nazionali
    compresi parenti sino al terzo grado li obbligherei
    all’uso dell’EURO, per almeno 50 anni.

  • Allarmerosso

    sto accettando pezzi di carta firmati da sconoscuti non eletti e non dovrei accettare pezzi di carta con scritto sopra REPUBBLICA ITALIANA
    ???
    io sarei il primo ad accettarli !!!

  • ADANOS

    La bella storia la racconteranno ,forse, quando sarà il momento di imporre un nuovo sistema economico finaziario, e diranno che prima c’erano le banche centrali cattive e private che emettevano moneta dal nulla con interesse a spese dei popoli, ma ora con la nuova banca globale tutto sarà diverso e i popoli saranno i legittimi prorietari della moneta. Allora tutti i popoli gioiranno della nuova novella e della nuova banca mondiale, subito i più attenti si accorgeranno che è l’ennesima truffa per l’occasione mascherata con un nuovo nome e un nuovo sistema per renderli schiavi, ma come tradizione vuole saranno etichettati come paranoici.

  • Matt-e-Tatty

    … con l’aggiunta di obbligo del silenzio e dell’uso quotidiano del cilicio…

  • marcop

    a Pai! Sei un soggetto!!!!

  • KATANGA

    includerei ovviamente anche i banchieri e 20 frustate in piazza tutti i giorni!

  • marcop

    Comunicare la verità a chiare lettere ed in modo estremamente sintetico e chiaro a tutti i cittadini italiani, è il PRIMO DOVERE di tutta la farlocca classe politica ed amministrativa dirigente, che usurpa ed offende gli umani ed anche questa nazione da sempre. Non è una richiesta è un DOVERE, PUNTO!
    Inizino a non dormirci più la notte o si dimettano tutti in tronco!!
    Di fatto sono niente altro che la rappresentazione della vigliaccheria e della codardagine, molto ben contornata di miliarducoli di carta igienica, ai quali incredibilmente tutti noi gonzi diamo valore di scambio.

  • EasyGoing

    Ebbene io prego tutti di non scrivere a me ma al Direttore Vittorio Feltri; di inondarlo di lettere, o nella rubrica apposita del sito web del Giornale, o in quella del quotidiano a stampa, oppure nelle rubriche riservate ai Lettori di altri organi di informazione perché, senza l’interesse e l’appoggio forte, esplicito, il più numeroso possibile dei Lettori, lo sforzo che è stato fatto per uscire allo scoperto non servirà a nulla

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6715&mode=&order=0&thold=0
    qualcuno può indicarmi un indirizzo? grazie

  • maumau1

    la signora Ida dovrebbe dire le cose come stanno…
    ossia che siccome il giornale è la voce di Berlusconi e Berlusconi ben sa quale è la cosa a cui più tengono da sempre i banchieri e non vogliono far sapere,ossia il furto della sovranità monetaria..ha di fatto direttamente o meno fatto uscire quell’articolo per dire a chi muove le fila di detta sovranità in Italia come in USA(c’è Goldmann Sachs come in USA d’altronde dietro le due principali banche italiane ..) ossia agli interessi USA ,lasciatemi perdere,basta cosi’ altrimenti vi sputtano
    non perchè intendesse veramente riprendersi la sovranità monetaria non ci illudiamo era solo un ricatto…ora che ha visto che non funziona certo visto come è andata l’ultima cosa che farà è parlare di sovranità monetaria ancora..quindi no nservirà scrivere a feltri cara magli…

    la sequenza è chiara prima con gli attacchi mediatici minorenni puttane poi spatuzza
    (ed alla fine attacco fisico…)
    ma can che abbaia non morde..ed infatti gente che non si spaventa davanti a 4 presidenti USA tutti uccisi per aver denunciato il furto della sovranità monetaria…(Lincoln,Mckinley,Garfield,JFK e fratello) certo non si spaventa di Berlusconi…
    ed invece di passare la mano della partita a poker hanno rilanciato…
    la risposta di Berlusconi è stato indossare per 1 mese dopo la guarigione
    il giaccone di Putin col simbolo della Russia e la sua bandiera(cosa mai fatta da nessun capo di governo di nessun paese,in nessun luogo e tempo!)quindi chiaramente simbolico…
    ed ecco comparire sotto palazzo grazioli un tipo con coltello in tasca della ex jugloslavia che voleva incontrare Berlusconi…
    la pressione sul premier è enorme..
    ma Berlusconi spera ancora che lo lascino perdere..

    ora appena vidi uscire quell’articolo io gli scrissi due volte a feltri e gli dissi chiaramente questo che è scritto pure qui,gli dissi che ora c’era da aspettarsi una risposta pesante perchè la minaccia di riprendersi la sovranità monetaria storicamente aveva portato gravi conseguenze ai presidenti che l’avevano fatta(vedi USA)

    non passarono che alcuni giorni ed avvenne il fattaccio in quel di Milano
    ecco perchè mi fanno sorridere quelli che pensano sia una montatura o un caso…questi che agiscono nell’ombra da secoli agiscono sempre alla stessa maniera con schemi semplici e collaudati sapendo che cmq hanno la forza di insabbiare tutto ed infatti mai nessun omicidio di capo di stato è stato mai indagato a fondo e mai scoperti i mandanti..sempre il solito pazzoide depresso psicolabile disoccupato o anarchico ed in certi casi nazionalista…

    e poi la storia se la conosci si ripete ma la seconda volta assume come a milano i toni della commedia..con toni farseschi..invece che tragici..

    faccio presente che la lotta tra questi potere è costante ma sottotraccia
    ricordo quando alcune mesi fa berlusconi annuncio che voleva tassare l’oro di bancaitalia… però non ci credeva ( o meglio voleva solo dire non ve lo voglio tassare però lasciatemi perdere!!)e disse che l’avrebbe tassato solo se banchitalia era d’accordo e ci trovavamo in piena fase noemi..
    anche li i poteri forti rincararono rilanciando passando alla fase d’addario e poi spatuzza..

    la signora Magli dice del vero ma ci deve illudere..no nservirà scrivere al direttore..
    berlusconi non fa le cose per il bene del popolo ma per suo interesse..
    qualche volta questo può coincidere con una cosa positiva per il popolo
    come in questo caso…ma poi non va fino in fondo perchè non è spinto da interessi idealistici,ma di sopravvivenza e profitto ecco perchè il giornale spesso si contraddice ,perchè appunto non è spinto da ideali ma dal profitto che non ha mai una tensione ideale ma segue le direzioni del vento..

  • maumau1

    e del compromesso con altri poteri forti o più forti..

  • EasyGoing

    ma non hai ancora capito, se parlassero di più a livello nazionale di sovranità monetaria e di banche poi loro cosa direbbero nei i loro video, nei loro blog o nei loro meeting a pagamento in giro per l’Italia. Loro vogliono lasciare le cose come stanno, mica andare a fare le manifestazioni davanti alla Banca D’Italia. Se il Giornale ne parlasse di più anche gli altri giornali ne dovrebbero parlare e allora sarebbe la fine dei giochi.

  • ventosa

    Ti quoto entrambi i commenti. E deve stare in campana anche il Sig. Tremonti…

  • nautilus55

    Allora: stima per Ida Magli, ci mancherebbe. E’ fra il meglio che c’è su piazza. E qui iniziano i sospetti.

    Strano, vero, che proprio ad Ida Magli sia pubblicato un articolo sul giornale della famiglia Berlusconi. O no?

    Chi è il deus ex machina che sta dietro a Feltri? Il nanetto di Arcore, diventato il “Re Sòla”. Il quale, ha appena incrementato nani e ballerine della sua corte (Palazzo Chigi/Grazioli) di circa 1.400 persone, per un aumento dei costi di un miliardo l’anno. Vedere l’inchiesta de “L’Espresso”.

    Subito dopo, chiede attraverso il suo giornale che la sovranità monetaria torni allo Stato. Cioè a lui.

    Qualcuno se l’è data?

  • Tonguessy

    “la mancanza di sovranità monetaria dell’Italia… naturalmente decisa a suo tempo da “maschi”, appare alle donne addirittura assurda, anzi comica”

    Le Lehman Sisters hanno il senso dello humour?

  • mikaela

    Se sarai informato correttamente dalla stampa ufficiale non avrai mai bisogno di un “capopopolo”, sarai cosciente quindi capace di prendere le tue decisioni.

  • mikaela

    Re: x il direttore Feltri Dr Vittorio la Sovranita’ Monetaria‏

    From: [email protected]

    Sent: Sat 1/30/10 1:54 AM

    To: [email protected]

    Gentile Lettore,La ringrazio per avermi contattato. Le e-mail più

    interessanti e di argomento generale saranno pubblicate, ma comunque –

    nel limite del possibile – cerchero’ di rispondere a tutte. Per quel

    che riguarda invece proposte e suggerimenti, li sottoporro’ all’esame

    e all’attenzione della redazione per meglio valutarne

    i contenuti. Colgo l’occasione per porgerLe cordiali saluti. IL

    DIRETTOREVittorio Feltri

    [email protected]

  • mikaela

    Si dice che: “il tirchio pur di non pagare si taglierebbe la mano”,

    Nel mentre i Caterpillars internazionali stanno spazzando le nostre piccole e medie aziende.

  • Pai

    Se critichi, sforzati di dire anche i “perché”. Poi una precisazione. Il mio sfogo nasce da un postulato abbastanza importante: il modo migliore per “cambiare tutto perché nulla cambi” e’ quello di permettere di far fare la rivoluzione a chi ti ha fregato fino al giorno prima.
    Questi non c’hanno ancora detto il “perché” hanno scritto quell’articolo che, ricordiamolo, iniziava con il termine “Provocazione…”. Se credo in quel che dico non inizio così…
    Questi non c’hanno ancora detto perché l’attuale Governo ha finanziato una fiction sullo scandalo della Banca Romana…
    Questi secondo me vogliono far loro una battaglia che loro non e’… A questi non gliene frega niente degli “ultimi”. Questi vogliono un capro espiatorio per giustificare le loro incapacità o al limite poter spendere tutto il denaro che possono per essere rieletti.

  • AlbertoConti

    Sì, sbagli se intendi che il “doppio filo” sia di pari livello per le due parti. La definizione “i politici sono i camerieri dei banchieri” viene da una saggezza che supera l’appartenenza politica ad una parte ben precisa.
    In pratica i politici tradiscono l’elettorato usando il loro potere secondo gli interessi del grande capitale, in cambio di una dorata sopravvivenza in quanto politici.

  • AlbertoConti

    La banca centrale italiana è l’unica nell’area euro ad essere così vistosamente privata anche nella forma, contravvenendo alla stessa legislazione italiana da oltre un anno. Non è forse l’occasione per aprire gli occhi e dare il buon esempio? Come dire: lo Stato italiano è il più infiltrato dalle mafie, non è forse la condizione per reagire chiarendo la mafiosità presente in tutti i governi? Pia illusione …. Fino a che la stupidità umana ricaccerà qualunque argomento allo schemino dei “buoni” e dei “cattivi” saremo sempre schiavi, prima di tutto di noi stessi. Guardate che lo “psicodramma” è un fenomeno ben più esteso e pervasivo di quanto non sembri, è la radice della nostra presunta quanto fasulla impotenza “politica”. Se l’intelligenza che ci fa vivere più comodi non viene parimenti usata per comprendere l’esistenza siamo fottuti!

  • AlbertoConti

    E allora? Posso anche essere d’accordo con te su tutto, e poi? Facciamo come Prodi: noi ferrrrmi! Io non scriverei una virgola a un verme come feltri, potrei anche capire che la verità è pericolosa in queste condizioni, potrei farmi una ragione su tutto. E allora? ….. parliamone, se no che ci stiamo a fare al mondo!

  • AlbertoConti

    bollettino di guerra – Riassunto della situazione italiana.

    I partiti non rappresentano più i cittadini. I deputati non rappresentano più il popolo italiano, ma sono al servizio di chi li ha nominati.
    Le risorse pubbliche sono diventate private attraverso cessioni o con la concessione dello sfruttamento delle autostrade, dell’acqua, dello smaltimento rifiuti.
    La produzione è in caduta libera insieme all’occupazione. La Fiat chiude le fabbriche. La multinazionale Alcoa lascia l’Italia. Un numero sterminato di aziende è fallita come Phonemedia, 7.000 dipendenti, o sta licenziando come Italtel.
    Il debito pubblico è fuori controllo, non è un modo di dire, nel 2009 ci siamo indebitati di 140 miliardi di euro in più. Siamo arrivati a 1.800 miliardi di debito, nel 2010 raggiungeremo i 2.000 e pagheremo circa 80 miliardi di interessi.
    Non esportiamo più, ma le importazioni sono stabili. In un anno il saldo verso l’estero è peggiorato di circa un miliardo e mezzo di euro.
    Non esiste un piano industriale per il futuro, per recuperare competitività. Progettiamo grandi opere per trasportare merci che non produciamo. La Tav, il Ponte di Messina, l’Alta Velocità sono business per chi li realizza, ma all’Italia non servono, drenano decine di miliardi di euro dal bilancio dello Stato che potrebbero essere investiti nell’innovazione.
    Gli italiani hanno le tasse più alte d’Europa, ma stipendi inferiori del 32% alla media di quelli europei.
    Tremonti ha applicato l’aliquota del 5% ai capitali occultati al Fisco, di origine mafiosa, derivanti da traffici illegali o di evasori totali. I contribuenti onesti che lavorano per il fisco almeno sei mesi all’anno non hanno gradito, dopo questo esempio se possono diventeranno evasori.
    Il Governo non pensa al Paese, è impegnato a varare leggi su leggi per la riforma della giustizia per evitare la galera a Berlusconi. La nostra immagine internazionale è distrutta, dopo lo psiconano è l’ora dei replicanti, da Bertolaso ad Haiti a Frattini ad Hammamet.
    La moralità pubblica è ai livelli di Bokassa e di Idi Amin, con il ladro Bottino Craxi portato a modello di uomo di Stato.
    L’informazione è scomparsa, una volta era semilibera, oggi si è dissolta. Per informarsi è rimasta la Rete, contro cui ogni mese c’è una nuova legge, e la televisione svizzera nel Nord Italia.
    Il territorio è cementificato anno dopo anno e le splendide 100 città d’Italia trasformate in camere a gas. parcheggi e centri commerciali.
    Le Università italiane, che hanno primeggiato per secoli, sono scomparse dalle classifiche internazionali.
    Il notro futuro sono centrali nucleari, inceneritori, bretelle, autostrade, rigassificatori e parcheggi. Non dobbiamo dare la colpa a nessuno se non a noi stessi. ……. A MAGGIOR RAGIONE DOBBIAMO COMINCIARE A PARLARE DELLE BANCHE !!!

  • Allarmerosso

    chee ? ?

  • Allarmerosso

    ma quindi io adesso non capisco … interessa ridare la sovranità monetaria allo stato o no ???

    perchè qui non si capisce allora cosa interessa veramente a tutti quelli che parlano di signoraggio .. nonc apisco se di colpo mi ritrovo io nel sito sbagliato o se è sempre lo stesso …

  • marcello1950

    Malgrado le orazioni pro domo Berlusconi, e malgrado che sia scontato su certi argomenti ottenere il plauso dei circoli controinformativi MI ASSOCIO ALL’APPELLO visto che non è così sicuro riuscire a fermarli malgrado è ormai evidente a moltissimi il rischio sistemico di governi mondiali e monete uniche mondiali (ma purtroppo lor signori a cominciare dai nostri TPS and companies pur di comandare non gli importerebbe un gran che di sepellire i due terzi dell’umanità)

  • amensa

    …. e a questa banda di delinquenti perchè non dare anche la possibilità di stampare moneta ? waimar dovrebbe insegnare qualcosa , ma lo fa solo a chi capisce.
    bravo comunque, finalmente uno sveglio che sa vedere, oltre che guardare!!!!

  • amensa

    Egregia redazione di Comedonchisciotte

    Vi ho appena mandato un mio scritto, ma ritengo esso molto meno importante di questo, perché sono veramente disgustato dal continuare a leggere post come l’ultimo di IDA MAGLI.
    La sua ignoranza della storia, unita ad una forse inconsapevole ignoranza economica, riescono a farle partorire scritti tipo le sue riflessione su banche e banchieri.
    Innanzitutto facesse un minimo di ricerca su cosa accadde quando tutte , e ripeto tutte le volte in cui il governo generò denaro suo, ovvero si impadronì della famosa “stampante”, dall’Olanda alla Gran Bretagna alla Germania agli Stati Uniti, penso che sarebbe molto meno ansiosa di propagandare l’appropriazione da parte dello stato del controllo monetario.
    Faccia un minimo di ricerca, prima di scrivere, e si accorgerà di quali disastri economici seguirono tali decisioni.
    La proprietà delle banche è un’altra delle perle di ignoranza di fatti molto più recenti:
    non erano forse le tre maggiori banche di interesse nazionale, di proprietà dell’IRI?
    E di chi era l’IRI ? si è dovuto fare i salti mortali, combattere lobbies e politici parassiti ad esse attaccati per privatizzarle ( o almeno far finta di), e adesso, dopo pochi anni vorremmo ricominciare ?
    Ma la storia non insegna proprio nulla ? o vogliamo continuare a ripetere gli stessi errori ?
    Ora, datemi pure dell’amico delle banche, anche se in effetti ne sono il più accanito nemico, ma voglio farvi un semplice ragionamento, per il quale non occorrono conoscenze economiche approfondite, ma solo un minimo di logica.
    E basta pensare a chi conviene svalutare il denaro, per capire.

    Ai risparmiatori, coloro che non spendono oggi parte delle loro disponibilità per qualsiasi ragione lo facciano, rinunciano ad avere qualcosa oggi in vista di poterlo avere un domani.
    Ovvio che se il loro capitale domani varrà in termini reali meno di oggi, ci avranno rimesso.

    Il sistema bancario. esso crea dal nulla il denaro (banca centrale, banche commerciali), e lo impresta. riscuote un interesse ed esige la restituzione del capitale alla scadenza. Quindi cancella il debito.
    Non gli era costato nulla quando l’ha creato, e quando lo annulla, ovviamente non ci rimette nulla. Esso agisce cioè solo e soltanto in termini monetari, pertanto che la moneta valga di più o di meno a lui non importa nulla.

    A chi invece giova senz’altro è lo stato, grande debitore, come d’altronde a tutti i debitori.
    Avere denaro oggi col quale compro tot e restituirlo domani quando vale un tot minore, è in effetti un affare. È vero che c’è di mezzo l”interesse pagato su quel debito, ma se la svalutazione è pari o superiore all’interesse, ci guadagna senz’altro.

    Ve lo immaginate che convenienza avrebbe lo Stato a svalutare ? Stampare denaro e distribuirlo a destra e a manca, accontentando ogni richiesta (che pacchia per i politici) alla faccia di chi invece risparmia ! che importanza avrebbe per i governanti di oggi, se domani quel denaro non valesse più nulla ? affari dei prossimi governanti vero ? e non anche del popolo ?

    Dare la “stampante” in mano allo stato è , e sempre sarà, come dare la chiave del pollaio alla volpe.
    Ci vuole una bella faccia tosta per asserire che sarebbe meglio.

    Il denaro, che si voglia o no crederlo è solo e unicamente un veicolo del valore.
    Ne è anche unità di misura e soprattutto riserva di valore.
    Ma riserva di valore, sono e molto più del denaro, molti altri beni, ma nessuno si sogna di dire che essi dovrebbero esser proprietà dello Stato. Abitazioni, automobili, azioni, ecc…. sono tutte “riserve di valore”, basta che proviate a venderle per rendervene conto.
    Se il denaro è un mezzo, è come molti altri mezzi dei quali si paga l’uso, ma dei quali la proprietà lascia completamente indifferenti.
    Quando prendete un taxi, chiedete chi è il proprietario (stato, comune, compagnia dei taxi, taxista, ecc…) oppure chiedete quanto vi costerà la corsa ?
    Analogamente provate tutti a domandarvi se è più utile cambiare la proprietà del denaro, oppure la logica con la quale CI VIENE FATTO PAGARE.
    Io sono ultrasicuro che è quest’ultima la cosa importante, ma della quale nessuno ne vuole discutere.
    Vogliamo portare la discussione su ciò che è importante invece di continuare a farci seghe mentali ?
    Mensa Andrea

  • amensa

    vi riporto 3 esempi di stati che hanno stampato denaro…. leggete e meditate!
    La rivoluzione americana

    Il comportamento dei neonati Stati Uniti d’America durante la guerra di indipendenza illustra perfettamente ciò che i governi sono tentati di fare quando possono emettere moneta a piacimento.

    Come fa notare (1) lo storico William Graham Sumner, mentre nel maggio del 1775 stava approntando i preparativi per la guerra contro la Gran Bretagna, il Congresso fu messo di fronte al dilemma di come finanziare e rifornire l’esercito che l’avrebbe combattuta.

    L’idea di ricorrere alla tassazione dei cittadini delle ex-colonie non fu presa nemmeno in considerazione e si decise invece di ricorrere alla stampa di una moneta di carta, il Continental dollar, e di immetterla sul mercato, con la promessa di accettarlo in pagamento per eventuali tasse future.

    Quello era anche il metodo scelto dal Congresso per “stabilizzare” la quantità di banconote in circolazione. Si chiedeva infatti ai singoli stati di ricorrere alla tassazione …

    … per “ritirare dal mercato” quei certificati e dar modo così al Congresso di stamparne altri senza che questi si deprezzassero eccessivamente.

    La cosa non funzionò.

    Gli Stati, infatti, si guardarono bene dall’imporre nuove tasse (dopotutto erano una delle ragioni della guerra!) e così i certificati rimasero in circolazione, deprezzandosi nei confronti dei “dollari di metallo” ogni giorno di più. Vennero tentati provvedimenti “dirigisti” per cercare di mantenere artificialmente alto il potere d’acquisto del Continental: venne dichiarato “nemico del paese” chi rifiutava quelle banconote come pagamento oppure chi le accettava ma con sovrapprezzo rispetto alla moneta metallica, vennero istituiti dei calmieri dei prezzi ma ovviamente fu tutto inutile.

    I prezzi continuarono a salire ed il tentativo di “controllare i prezzi dei beni” non fece altro che farli sparire dal mercato. Quel cibo però serviva per mantenere i soldati, pagati con i Continental, e vennero quindi fatte approvare apposite leggi che consentissero ai militari di confiscare ciò che serviva loro e “lasciare in garanzia” certificati di debito dello Stato.

    In parallelo continuavano a circolare dollari metallici e quindi osservando il rapporto di cambio tra le banconote governative e le monete metalliche possiamo stimare l’inflazione monetaria.

    Alla fine della guerra quel pezzo di carta emesso dallo Stato non valeva più nulla tanto che fu coniato il modo di dire “not worth a Continental” (non vale un Continental) per indicare un oggetto di scarsissimo valore.

    In tantissimi furono rovinati ma non tutti i contemporanei giudicarono l’operazione come un disastro. Per Benjamin Franklin, anzi, il Continental fu una “macchina meravigliosa” che pagò e tenne rifornito l’esercito, si pagò da solo attraverso il suo deprezzamento e funzionò come una tassa equa.

    Per lo Stato, certamente, funzionò bene, ma per i cittadini americani?

    La rivoluzione francese
    A pochi anni di distanza, nel vecchio continente, si stava consumando la Grande Rivoluzione che ci ha tramandato i valori della libertà, uguaglianza e fraternità, accompagnati però dal Terrore di Stato e dalla moneta di carta straccia per eccellenza: l’assegnato.

    Le necessità della macchina statale erano sempre le stesse: la Francia rivoluzionaria era assediata e bisognava difenderla, pagare i soldati e rifornirli. In più, questa volta, vi erano da finanziare grandiosi progetti pubblici e sussidi sul pane per tenere buono il burrascoso popolo parigino.

    Si stamparono 400 milioni di assegnati nel 1790, poi altri 800, in un’escalation che portò, nel 1795, alla stampa di 33 miliardi di assegnati per coprire le spese statali. A quel punto l’assegnato aveva un potere d’acquisto che era solo più un seicentesimo di quello iniziale per cui si pensò di cambiare.

    Si introdusse un’altra moneta, il mandato, che nominalmente valeva 30 assegnati, e si ripartì con la spinta inflazionistica: nel giro di pochi mesi, da febbraio ad agosto del 1796, la nuova moneta era già scesa al 3% del suo valore iniziale.

    Ci pensò Napoleone Bonaparte a reinstaurare il sistema monetario metallico, intuendo che fosse più popolare e più saggio per lui depredare le nazioni conquistate invece dei suoi concittadini.

    Lincoln, i background-color: #FFFF80;”>Greenbacks e la guerra civile

    Il campione indiscusso (con John Kennedy) dei sostenitori della moneta di Stato rimane però Abramo Lincoln con i suoi background-color: #FFFF80;”>Greenbacks.

    Anche qui, nulla di nuovo sotto il sole: una guerra (stavolta civile) da combattere e la necessità di integrare le maggiori entrate garantite dalle nuove tasse e tariffe imposte, con ulteriore liquidità senza ricorrere a prestiti che avrebbero avuto condizioni molto svantaggiose.

    Invece di “andare per strada a chiedere prestiti,” tuonavano voci dai banchi del Congresso, “preferiamo affermare la dignità ed il potere del Governo di emettere le proprie banconote.”

    E così fu, dal febbraio 1862.

    150 milioni di banconote di valore legale per il pagamento di tutti i debiti privati, delle tasse e per l’acquisto di terra e… di titoli di stato.

    Le conseguenze furono quelle che ogni economista si aspetterebbe, portando alla scomparsa dalla circolazione delle monete metalliche, al deprezzamento dei background-color: #FFFF80;”>Greenbacks e quindi, nel luglio dello stesso anno, ad una nuova emissione governativa: altri 150 milioni.

    Alla fine della guerra erano stati stampati più di 400 milioni di background-color: #FFFF80;”>Greenbacks ed il cambio con il dollaro (metallico) era sceso dalla parità al 39%.

    Conclusioni

    Ogni volta che il governo si è arrogato il potere di stampare cartamoneta a corso legale (e forzoso) si è assistito sempre a disastri inflazionistici il cui effetto netto è stato redistribuire il reddito da chi veniva aveva un salario fisso e veniva pagato in moneta deprezzata a chi invece era il beneficiario delle commesse statali o poteva effettuare vantaggiose speculazioni.

    Siete ancora pronti ad affidare al governo la stampante?

  • EasyGoing

    Volevo dire che hai raggione, solo in pochi appoggeranno l’idea di Ida Magli solo per una questione di appartenenza ad altra parrocchia.

  • mikaela

    Sono pienamente convinta d’appoggiare l’idea di Ida Magli, non importa quale giornale ne parli l’importante e’ che se ne parli, purtroppo per tanti anche se l’idea e’ ottima, e’ pur ‘sempre partita dal Giornale di Feltri che appartiene a Berlusconi quindi la cosa lascia tutti scettici. Come ho detto( riferendomi alla metafora del tirchio)alcuni pur di dissociarsi dall’editore si tirerebbero la zappa sui piedi, dimenticando che la Magli e’ una giornalista di rispetto e sta’ facendo grande pressione sull’editore (per questo ha chiesto il nostro aiuto) affinche’ possa continuare il discorso iniziato.

    Ps. non dimenticare di scrivere a Feltri.

  • AlbertoConti

    “Dare la “stampante” in mano allo stato è , e sempre sarà, come dare la chiave del pollaio alla volpe.” ……. Questa è ideologia preistorica nella scala dei tempi dell’era tecnologica. Stiamo assistendo alla prova dei fatti, al crollo imminente dell’impero USA per il motivo opposto, per le politiche monetarie della FED nel paese più muscoloso del mondo, finanziariamente e militarmente, esempio estremo dell’ideologia privatistica e della deregulation finanziaria portata al parossismo, e si parla ancora di “Stato volpe”, ovvero ladro! Con tutto il rispetto, è vero che lo stato è ladro nella misura in cui non è lo stato di tutti i cittadini ma è lo stato elitario contro tutti gli altri cittadini. Questa cancerogena metamorfosi dello Stato in regime di democrazia formale è resa possibile unicamente dal “banchismo” in senso privatistico, che concentra ricchezza e potere ai vertici della piramide sociale, quella stessa struttura reale che nega la democrazia nei fatti, nega il principio libertario “una testa un voto”, realizzando al contrario lo schiavismo di massa e l’ingiustizia sociale. Quando lo Stato non rappresenta più i cittadini ma li opprime con tutti i mezzi economici e “legali” promuovendo la sperequazione delle ricchezze allora sì, quella frase è vera, ma perchè lo Stato è diventato la volpe, rappresenta la volpe elitaria del capitale concentrato. Democrazia repubblicana dovrebbe essere il contrario, la Res Publica, di tutti i cittadini, che non vogliono guerre e privilegi, ma giustizia sociale, nella buona e nella cattiva sorte.
    Sostenere il contrario vuol dire sostenere lo status quo, ovvero l’insostenibile, non solo per logica di pensiero, ma per legge naturale, per compatibilità ecologica. Il problema c’è, la soluzione è avanti, non indietro.

  • donparecido

    “Conclusioni Ogni volta che il governo si è arrogato il potere di stampare cartamoneta a corso legale (e forzoso) si è assistito sempre a disastri inflazionistici”.

    Tale affermazione non solo è priva di giustificazione, ma lascia intravedere la posizione pregiudiziale da parte del nostro amico Amensa.
    Amensa racconta di effetti inflazionistici senza descriverne le cause, in se il racconto è privo di informazioni a chi intende capire l’argomento.

    L’inflazione, cioè l’emissione di nuova moneta nel mercato, non genera automaticamente un aumento dei prezzi, se essa avviene in corrispondenza di un aumento della produttività che la società riesce ad esprimere.

    Il punto fondamentale secondo me (e secondo i sostenitori della moneta di stato) è che finché le decisioni e le modalità di emissione di moneta restano nelle mani di organismi sovranazionali quali le banche centrali, la gestione di uno strumento così importante per la nostra società sarà sempre finalizzato al controllo delle masse da parte di pochi potenti.

    In questo senso le masse sono “schiave delle banche” perché, se ci pensate, lo scambio di cartamoneta con beni e servizi è il metodo moderno che, sostituendo la vecchia schiavitù, costringe gli uomini a mettersi al servizio di altri uomini.

    E’ questo pensiero cosciente che accomuna le menti lucide.

  • amensa

    se vuoi conoscere il completo svolgimento dei fatti ti basta un buon testo di storia economica.
    se ti basta la logica, pensa solo che un governo ricerca il consenso, soprattutto oggi che la funzione di “guida” si è persa dietro ai sondaggi.
    adesso prova tu a dirmi cosa farebbe un qualsiasi governo che avesse le uscite inferioriu alle entrate:
    preferirebbe stampare denaro, senza dire e chiedere nulla a nessuno, oppure riscuotere più tasse?
    stampare e mettere in circolazione denaro, a parità di ricchezza disponibile, a casa mia, vuol dire solo svalutare la moneta. con buona pace dei risparmi faticosamente messi da parte dai più operosi.
    è questo che vuoi ?
    se è questo dillo apertamente, così almeno ci intendiamo.
    e questo è ciò che è SEMPRE e ripeto SEMPRE accaduto tutte le volte che i governi hanno preso in proprio la gestione monetaria.
    è questo che vuoi >>>????

  • amensa

    la scarsa fantasia che vi porta a dire che l’unica via di uscita sia quella di dare la “stampante” in mano al governo, non vi permette ne di vedere il vero problema, e quindi tantomeno di formulare una soluzione razionale.
    di comportamenti scorretti da parte delle banche da quando è caduto il divieto alle banche commerciali di speculare con i soldi dei clienti, ce ne sono a bizzeffe, ma è su quelli che il governo DEVE intervenire vietandoli, come è stato dal ’38 al ’98.
    non è spostando la “stampante dalla banca centrale al governo che risolvi il problema del costo del denaro , sai ? ma ancorando i tassi massimi praticati dalle banche commerciali al prime rate, e questo lo puoi fare per legge. perchè non lo fanno ? forse per lasciar montare questa stupida campagna di disinformazione e portarci poi definitivamente al disastro ?
    ma ci vuol proprio tanto a capire che dare l’opportunità al maggior debitore di stampare denaro vuol dire finire come a Waimar ?
    hai voglia di andare a comprare i francobolli da 1.000.000.000.000.000.000 di lire con la cariola?
    di norme e regole per tagliare le unghie ai banchieri, te ne potrei suggerire qualche decina e a costo 0 per il governo, perchè non lo fanno ???
    e aspettano invece che la folla ignorante, sobillata da spregevoli arruffapopoli si scaglino contro l’unico baluardo esistente contro le gestioni economiche disastrose.
    devi chiarirti se reputi giusto o no che uno stato spenda solo quanto riesce a ricavare dalle tasse.
    se pensi che questo assioma sia sbagliato, il nostro confronto finisce qui, se pensi che sia giusto, quello che sta avvenendo è una deriva populistica di infimo ordine.
    decidi tu.

  • amensa

    ps. forse col termine democrazia tu intendi la possibilità di dare un mandato a qualcuno che non conosci, per permettergli di fare quel che vuole nei prossimi 5 anni, senza render conto ad alccuno del suo operato, imbavagliando la stampa e annegando la volontà di capire della popolazione tra culi, tette e calcio.
    quando la maggior parte dei votanti che grazie al “1 voto a testa” condizionano la vita di tutti, ma non dedicano nemmeno 10 minuti al giorno a cercar di capire con la propria testa quel che sta accadedndo, ma si bevono tutto, proprio tutto quanto viene loro ammansito dalla dea TV, ebbene , io questa non mi sogno nemmeno lontanamente di chiamarla democrazia.
    la chiamo beffa, presa per il culo, e in tanti altri modi anch epeggiori, perchè il primo requisito della democrazia, quella vera, è la partecipazione, la comprensione.
    il resto è solo tanta , tanta merda.

  • amensa

    citazione:”Tale affermazione non solo è priva di giustificazione….”
    forse cosa accaduto nella storia, per te non è una giustificazione, ma allora , cosa lo è.
    se una azione, e ti prego vai a controllare prima di rispondere, come quella di stampar denaro da parte del governo, si è sempre e ripeto dssempre rivelata disastrosa TUTTE le volte che è stata applicata, cos’altro potrebbe giustuificarla ?
    prova tu a dirmi su quale base giustifichi invece il contrario.

  • nautilus55

    La sovranità monetaria appartenente al popolo italiano potrebbe non essere quella dello Stato italiano. Prima del 1992 lo era, ma riuscirono in ogni modo a farci precipitare nel baratro.

    Il problema è duplice: vero che la sovranità monetaria appartiene al popolo, ma se lo Stato è occupato da una classe dirigente che fa solo i suoi ineressi, chi sarà a goderne?

    Ancora una volta, il problema è di democrazia.

  • icemark

    Ma la domanda è sempre la stessa: chi sono i banchieri e, soprattutto, chi ce l’ha messi?

  • patmar111

    Dici bene, ma quando c’è di mezzo il Berlusca, piuttosto che sostenere una battaglia giusta, sono tutti lì a cercare il trucco. Se Ida Magli, bravissima, scrivesse per qualche giornale “progressista”, non ci sarebbero dubbi di alcun genere.
    Se un argomento è valido, lo è a prescindere.

  • Truman

    Esiste un paradosso in Economia, che a me ricorda il paradosso di Olbers in astrofisica. E’ il paradosso di Say, più noto nell’economia classica come Legge di Say.

    La semidimenticata legge di Say affermava che in regime di libero scambio le crisi economiche non potevano esistere, perchè il denaro è solo un tramite e i prodotti si pagano con altri prodotti, non con il denaro, il quale rappresenta il valore associato ai prodotti. L’offerta è sempre in grado di creare la propria domanda: ogni venditore è anche compratore. Il rimedio delle crisi non doveva perciò, secondo Say, ricercarsi tanto in misure restrittive dell’importazione, quanto nell’incremento di quelle produzioni che servissero all’esportazione. (Rielaborato da wikipedia).

    Il paradosso di Olbers si interrogava sul perchè il cielo di notte fosse buio. Anche se tutti siamo abituati a vederlo buio, ciò non era coerente con alcuna teoria dell’universo. Per riuscire a giustificare il cielo buio si dovette introdurre il Big bang e l’universo in espansione. L’astrofisica ne fu alquanto sconvolta.

    Il paradosso di Say ha lo stesso potere distruttivo. Postulato in un periodo in cui c’erano barriere commerciali da tutte le parti (1803) esso appariva ragionevole, bisognava liberalizzare. Adesso che abbiamo liberalizzato tutto e facciamo commercio anche dell’aria (le recenti conferenze sul cambiamento climatico tendevano in realtà a monetizzare la purezza dell’aria, in modo da farci business), le crisi economiche si fanno sempre più violente.
    Eppure il discorso di Say era corretto: se il denaro è semplicemente qualcosa di rappresentativo e gli scambi commerciali sono liberi, le crisi economiche devono sparire.
    Siccome le crisi non spariscono, è sbagliato il postulato che il denaro sia rappresentativo del valore degli oggetti. Chiunque abbia esperienza di fenomeni religiosi non ha difficoltà a vedere che il denaro è invece un feticcio, che viene adorato indipendentemente da ciò che con esso si può comprare, e come feticcio viene accumulato.

    Solo postulando il feticismo del denaro si risolve il paradosso di Say.

    Qui non si tratta di credere, come vorrebbe Andrea Mensa, ma di analizzare e osservare la realtà. Il denaro non è un veicolo del valore ma un feticcio, un artefatto umano che diventa oggetto di venerazione.

    P.S.
    Il dubbio

    – Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
    – Ne sei sicuro?
    – Ne sono certo!

    (Luciano De Crescenzo)